"Io
non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la
sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente
mentire, perche' la menzogna entra nella qualifica
professionale.
Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola
opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde
convinzioni per far piacere a dei padroni o a dei manutengoli."
Antonio Gramsci
Il mondo appartiene ai bambini tranne che…
Punta
Tegge !
di Tamara CANI
Quando a La Maddalena senti parlare di
Punta
Tegge e del Bar Zi’
Antò la prima
cosa che ti
viene in mente sono i bambini.
Piccola spiaggia incastonata in un una
penisola da sogno, sicura, accogliente, pulita con alle spalle
un locale che offre un ampia veranda scoperta
con tanti tavoli ed anche molto spazio, l’ideale per i
bambini, ed anche una seconda veranda più
piccola ma più intima e riservata.
Io e mio marito abbiamo iniziato a portarvi
nostra figlia da quando aveva quattro mesi e, come in
ogni altro locale visitato sino a ieri notte,
non era sorto mai alcun problema.
E quando scrivo
“locale
visitato” mi
riferisco al fatto che nostra figlia è sempre stata con noi
in
ogni genere di locale : dall’agriturismo
più rustico al ristorante o hotel più raffinato ed esclusivo
della Sardegna.
Qualche giorno fa decidiamo di recarci con
alcuni amici ed i loro bambini (di cinque e sei anni)
proprio al Bar
Zi’
Antò subordinando
la nostra scelta proprio alla presenza dei bambini : una
veranda così ampia avrebbe senz’altro
accolto senza forzature tre bambini e la loro spontaneità
abbiamo pensato,
sbagliando
purtroppo !
Ribadisco che mia figlia è stata in locali
ben più raffinati ed eleganti, alcuni di questi meno spaziosi
che ben poco avevano da offrire alla naturale
esuberanza di un bambino, locali dove però mia
iglia non ha mai suscitato, nonostante la sua
vivacità unita alla sua spiccata curiosità e simpatia,
lamentele o irritazione da parte di alcuno,
gestore o cliente !
Arrivati al locale ci accomodiamo in un tavolo
d’angolo nella veranda principale (circa 300 mq)
mentre altri tre o quattro tavoli laterali, il
centro della veranda è infatti totalmente libero, sono
occupati da altri clienti per la maggior parte
da persone di mezza età.
Tutto bene nel corso della prima ora : noi e i
bambini mangiamo, chiacchieriamo e ci divertiamo.
I bambini però, come è naturale che sia,
dopo aver mangiato non resistono alla tentazione di
approfittare di cotanto spazio vuoto così,
come avrebbe fatto un qualunque bambino sano nella
mente, nel corpo e nello spirito, si alzano ed
iniziano a giocare e poco dopo, ecco la prima
vergognosa sorpresa: una cameriera, non più
giovanissima (cosa a mio avviso importante perché
solo una giovanissima età avrebbe potuto
giustificare tale inesperienza nel trattare con i bambini
ed anche con i loro genitori-clienti) si
avvicina al nostro tavolo e, sforzandosi di essere il più
discreta e gentile possibile, si prende
comunque la libertà di dirci che i nostri figli i quali
occupavano la parte centrale della sala,
ovvero quella totalmente vuota, con i loro giochi
intralciavano il suo lavoro.
Orbene, in nessun locale frequentato mi era
capitato di sentirmi dire qualcosa del genere: una
cameriera che si permette di fare un’osservazione
simile, senza una valida ragione, ad un cliente è
un fatto realmente inaudito che altrove
avrebbe determinato le ire del titolare.
Ebbene, nonostante il mio istinto mi dicesse
di andare dal titolare a chiedere soddisfazione per
tale offesa, quella sera, complice il mio
buonumore e la bella serata, ho semplicemente deciso di
ignorare, così come i nostri amici (
indignati quanto me ) tale spiacevole incidente.
I bambini in effetti continuano a giocare,
ignari, tranquilli e beati senza arrecare alcun danno a
persone o cose sino a che non cominciano a
correre.
Al che, dopo pochi minuti, mi alzo ed invito i
bambini, a voce bassa in modo da non urtare il senso
dell’udito degli anziani presenti, a fare un
gioco più tranquillo in quanto la presenza di alcuni “pali”
nella sala avrebbe potuto essere per un bimbo
in corsa un pericolo.
I bambini si tranquillizzano ma appena torno
al tavolo, ecco la seconda amara sorpresa: uno dei
titolari del locale è davanti al nostro
tavolo e ci sta sgarbatamente invitando a
“tenere
a freno i
nostri figli”
in
quanto disturbano “altri
clienti presenti che si volevano rilassare”.
Mi guardo intorno e noto che, ad eccezione di
due tavoli (sistemati sempre lungo i bordi della sala)
occupati negli ultimi minuti da alcuni
giovani, gli altri sono occupati da persone di una certa età.
Io, mio marito e un’altra madre nostra
amica, esterniamo tutta la nostra indignazione facendo
presente al titolare che avremo immediatamente
lasciato il locale con l’intenzione di mai più
tornare ma lui non fa un passo indietro, anzi
insiste e tenta, maldestramente, di giustificare i
clienti (
“noi
forse non siamo clienti?” mi
domandavo io) amanti del silenzio e della pace
tombale, al che la nostra irritazione ed
indignazione cresce.
Ripeto : abbiamo sempre portato nostra figlia
a cena fuori con noi, in ogni genere di locale ma mai
nessuno né un titolare né una cameriera né
un cliente ha avuto da ridire sulla vivacità di nostra
figlia che non è sicuramente eccessiva ma è
la tipica vivacità di un bambino sano.
Mia figlia, come i bambini presenti quella
sera, non ha provocato alcun danno, non ha rovesciato
sedie o tavoli, non si è avvicinata ai
clienti ad importunarli, solo questi sarebbero potuti essere
atteggiamenti irritanti per i presenti!
In conclusione
care
mamme sarà bene
che per una cena fuori optiate
per altri locali,
escludendo a priori
Zì
Antò, luogo in
cui è possibile portare i bambini solo se
dotati di cinture
in
modo
da poterli bloccare alle sedie e/o guinzagli atti
allo scopo e, naturalmente, nastro
adesivo per sigillare
loro
la bocca perché, si sa, i bimbi a volte alzano il loro tono
di voce e ciò
potrebbe
urtare
i clienti di una certa
età che hanno
dimenticato la loro infanzia,
hanno
dimenticato che il mondo appartiene ai bambini
e pretendono di poter uscire di casa imponendo al
mondo il silenzio perché facilmente si
sentono irritabili o sono stressati dalla pensione.
Ebbene, a mio parere non sono certo i bimbi a
dover stare a casa
ma
tutti coloro che non
ne
sopportano la presenza
,
tutti coloro che farebbero bene a starsene a casa propria e
dove
potrebbero creare l’ambiente più consono
alle loro esigenze perché, fortunatamente,
i
bambini
esistono
e
in particolare La Maddalena ne pullula !!
Abituatevi all’idea che La Maddalena non sia
solo l’isola del silenzio, abituatevi all’idea che i
bambini esistono, hanno diritto ad esistere e
a vivere questa isola esattamente come voi
,
hanno
diritto
ad
esprimere se stessi con tutta la vivacità e l’entusiasmo
che li caratterizza e che
Riceviamo da un gruppo di
amici e con molto piacere pubblichiamo:
da far girare
assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti
La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''.
MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA
CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI
PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER
MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI
FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo dall'amico Indio:
Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea,
ritenendo che un politico
debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore,
ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del
"popolo sovrano", così come la destra, posso con
fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè
dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa
informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un
movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a
sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il
diritto di esigere da uno Stato
che si finge democratico, lo stesso trattamento
dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della
giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo
governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal
riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non
è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno
usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle
facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio
discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura
bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al
diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più
viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa
il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto
se ci ritenessimo stuprati
della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè
non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte
sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai
affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi
affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate.
Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà
del popolo. Non voglio uno Stato in cui
devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione,
e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e
dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più
liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai
vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro,
diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono
diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o
non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato
internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa
neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di
quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti.
Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto
(se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce
del padrone. Mai più yes man. La democrazia ha fallito.La parola a chi ha proposte,
proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche. Non più banchieri, nè
marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo
voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno.
Vale troppo. Almeno per
una volta, nella vita, MERITATEVELO!
************************************************************** PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti
cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una
cosa giusta.
--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del
bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai! www.desaparecidos.it
Ed
il Giuda sarei io ? Contro di me solo frustrati e
fannulloni…
Innanzitutto
un consiglio : questo articolo va letto col sorriso
sulle labbra e con mente libera dai pregiudizi e dalle
invidie perché un sorriso aiuta a prevenire anche gli
infarti, mentre l’odio e la frustrazione che
albergano nel cuore di certe persone statisticamente
ne provocano a bizzeffe !
Con
tutti i problemi di questo paese dove per la prima
volta un amministrazione comunale della quale, detto
per inciso, non condivido nulla, dimostra la buona
volontà di permettere alla nostra comunità di
potersi finalmente esprimere sul parco, una minoranza
di frustrati, protesi alla difesa di interessi e
privilegi anacronistici, tra i quali ne spicca in
particolare unoal
quale questo scritto è dedicato, da qualche tempo fa
di tutto per vanificare il lavoro degli ultimi
quattordici anni ovvero tre raccolte di firme pro
referendum ed innumerevoli battaglie consiliari,
politiche e civili mie e di altri amici.
La
lotta quindi è tra il sottoscritto che da cultore
della democrazia partecipativa vuole sapere il parere
dei maddalenini e tra chi invece ha l’interesse a
mantenere lo status
quo da cui trae i mezzi per vivere senza produrre
alcunché, neppure in termini di idee, vivere cioè
senza fare nulla di concreto o produttivo, cosa che
accade anche alle più orripilanti tra le creature, i
parassiti come le zecche, le quali almeno servono da
nutrimento a qualche uccello insettivoro (anche se ne
sono rimasti davvero pochi…)
Secondo
questo“qualcuno”
La Maddalena
non è più una terra di e per uomini liberi.
E',anzi,
secondo il pittoresco quanto astioso personaggio, un
luogo dove la gente dovrebbe avere paura a muoversi ed
addirittura respirare perché c’è lui che “controlla”
visto che le autorità istituzionalmente competenti,
evidentemente, non lo fanno a sufficienza o con
diligente zelo.
Egli
dimostra giornalmente d’appartenere a quella genìa
di persone pronte magari a beatificare un “pentito”
non dissimile dalle canaglie che sciolgono i bambini
nell'acido per poi pagarsi lo sconto di pena
denunziando quelli che gli stanno antipatici.
Il
“nostro”
ha in tasca una tessera da giornalista, pur se
facilmente revocabile dopo una semplice prova di
alfabetizzazione, ad esempio facendogli scrivere un
pezzo sotto dettatura, come giornalista
(?) è famoso infatti come massacratore della lingua
di Dante ed è anche noto come una sottospecie di Parrinieddu
appena ripulito, in effetti nulla di necessario
come e più di questo al funzionamento della società
civile.
Siamo
disposti ad accettare l’ esistenza di certi pennivendoli
perché al mondo c’è ancora aria da respirare per
tutti e perchè siamo dei veri democratici e liberali,
ma a patto che non siano
iscarioti e diffamatori o, peggio ancora,
calunniatori.
Vero
è che il tizio che sta facendo felice i pochi (finti)
moralisti
nostrani pari
suoi appartiene ufficialmente alla categoria dei "giornalisti",
vale a dire che è, o meglio dovrebbe essere, un
servitore dei lettori.
Invece
questi, tramite i direttori dei giornali
d’informazione per i quali ha scritto, lo hanno preso
a pedate (metaforiche) per volere unanime dei
lettori-padroni ed egli si è trasformato, per
vendetta, invidia e frustrazione, in una specie di
delatore nonché di fustigatore di costumi altrui !
Per
farla breve, ha tentato di infangare amici, conoscenti
ed anche perfetti sconosciuti per futili motivi. La
sua caccia alle
streghe gli fa compiere autentiche porcate,
come la pubblicazione di email private per dimostrare
quanto “qualcuno”
(io, il Giuda) sia scorretto ( un email dove peraltro
lo difendevo ) fornitagli una persona che lo accusava
di diverse infamità, (il nostro nella sua ignoranza
atavica non sa che le corrispondenze private sono
protette dalla normativa di uno stato di diritto) e
vorrebbe dettare anche altre
regole di vita e di lavoro.
Ad
esempio : non è consentito a familiari o pensionati
di lavorare ( dimenticando che, giusto per
puntualizzare, il sottoscritto NON
usufruisce della legge 335 o
di uno stipendio statale come una persona della quale
questo frustrato personaggio si è fatto difensore e
che nonostante riceva appunto uno stipendio statale lo
“arrotondi”
, talvolta, conducendo i turisti in giro con un
pulmino.
Ora
mi domando, se il nostro giornalista
sedicente paladino della giustizia fosse così giusto,
non dovrebbe denunciare anche coloro che gli sono “vicini”?
Nondovrebbe
denunciare tra i presunti “abusivi”
anche
i propri familiari che lavorano dietro il banco di un
negozio (dopo essere stati cacciati dalla moglie di un
immobiliarista regolarmente iscritto e per questo
oggi,forse, diventato ex amico ed ex sponsor
del suo sito web ). No
!!! Questo naturalmente non lo fa!
Il
povero frustrato si limita a diffamare, accusando di
abusivismo, solo chi osapensarla diversamente da lui oppure
prendendosela con persone che non sono in grado di
difendersi, arrogandosi
anche il diritto di stabilire quando iniziare a
diffamare qualcuno per poi decidere, sempre lui,quando terminare d’insultarlo magari, come è
già successo col Sindaco Comiti, sotto la minaccia
della spada di
Damocle di una querela.
Ultimamente,
dopo essersi eretto anche a “censore”pretende
di giudicare chi può o non può candidarsi ed emette
giudizi insindacabili su coloro che sono stati “puniti”
( … ama molto la parola punizione
parola cara anche a persone notoriamente perverse
come i masochisti)
dalla “gente”
che non “gradiva
il suo comportamento” ( naturalmente riferito al
sottoscritto ) dimenticando che l’unica volta che si
candidò in un elezione nelle file dell’allora
potentissima Democrazia Cristiana non solo non fu
eletto ma fu coniato in suo onore un simpaticissimo
slogan che ancora provoca in città l’ilarità
generale <<
se hai persu u’ ciarbeddu vota XXXXXXXX !>>
E’
convinto il nostro Parrinieddu
– censore
che sia sempre lui a poter stabilire quello che si può
e quello che non si può fare nell’ambito della
libertà di espressione ma siccome non si puo’
pretendere che questo poveraccio
possa comprendere quello che legge (…e talvolta
anche quello che scrive), sorvoliamo pietosamente
sulle minchiate
che ha trascritto nei suoi ultimi sempre più
sconfusionati, sgrammaticati e cervellotici “pezzi”
(dove nomi, fatti e prove non ne fa mai limitandosi a
gettare un po’ di fango a destra e manca
divertendosi ad attribuire soprannomi tipo “la
bionda”,“prezzemolino”,
“la dama
bianca” a stimati cittadini ed onesti
lavoratori), facendo copia ed incolla perché sennò
avrebbe fatto uno dei suoi soliti, incomprensibili
pastrocchi.
Cogliamo
l’occasione per ricordargli di andarsi a leggere,
sempre sperando che ci capisca qualcosa, la Legge7
marzo 2001, n. 62 la
quale, evidentemente, non è presente in nessuna delle
cartelle o “dossier” che vanta di avere su tutto e
riguardante tutti tentando di “spararli” in modo
ricattatorio ( brrrr…siamo in tanti ad essere
spaventati dalle minacce ! ) come
ha fatto con quella “povera donna”, parole sue, di
mia moglie alla quale “se non fossi stato zitto”
avrebbe rivelato chissà cosa sul mio passato
ricevendo, naturalmente, adeguata quanto educata ed
ultimativa risposta.
Da
maestro di giornalismo (nella sua mente forse immagina
di essere la reincarnazione del grande Montanelli)
pretende di dare “lezioni”oltre che su ciò che può fare un cittadino
nell’esercizio dei suoi diritti costituzionali anche
ai suoi colleghi giornalisti : “le radio
parrocchiali non possono…” , il tale collega non
ha scritto, quell’altro collega ha taciuto, certa
stampa non è libera insomma la sua megalomania non ha
più limiti facendolo arrivare al punto di ergersi a
moralizzatore di quei siti web locali con
aggiornamenti non periodici ( compresi nella già
citata legge da lui ignorata ) che non hanno bisogno
di un direttore responsabile con tessera da
giornalista o che raccolgono, come afferma con
granitica certezza, “pubblicità in nero” o
contro il sottoscritto che si diverte di tanto in
tanto, sempre nell’ambito della libertà di
espressione che la costituzione garantisce, di
diffondere, con il contributo economico volontario di
qualche amico il foglio in A3 chiamato Ecoballe, ( che
egli naturalmente non approva, probabilmente dato il
successo, per pura invidia, come da statuto dei
giornalisti, ordine peraltro che presto, sembra, verrà
giustamente abolito poiché esiste solo in Italia e che
tra i suoi demeriti ha quello di aver dato una tessera
ad uno sgrammaticato), il quale ha riscosso a
La Maddalena
un successo inaspettato anche per noi e nel quale,
senza la maleducazione e la volgarità a tale
personaggio proprie, basta leggersi qualcuno dei suoi
“pezzi” conditi spesso con scurrilità da
carrettiere e da vignette da vietare ai minori,
diffonde il pensiero del Comitato per il Referendum
consultivo che mi onoro di presiedere ed anche quello
di molti che del comitato non fanno parte e che
continuano a chiederci di continuare a diffondere
Ecoballe.
Guarda
la (presunta) pagliuzza nell’occhio altrui il nostro
Parrinieddu e non vede le travi che ha conficcate in
entrambi gli occhi !
A
proposito di siti web con aggiornamenti periodici : ma
il suo sito sarà registrato all’ USPI( Unione stampa periodica italiana) come
testata giornalistica ? Sarà iscritto al registro
della stampa del Tribunale di Tempio ?
Caro
Parrinieddu non voglio, per usare parole tue, sparare
sulla Croce o sulla Mezzaluna Rossa ( non sono
razzista io !) e lascerò, anzi lasceremo
(….e si, non sarò solo !) eventualmente
quest’onere agli avvocati a tempo e luogo e quindi
termino con un consiglio : vivi e lascia vivere e,
soprattutto, non confondere i doveri civici con la
vendetta che alla fine lascia solo l’amaro in bocca
e non risolve i suoi problemi e quelli altrui ovvero
quelli, ben più importanti, rispetto ai suoi, della
nostra comunità.
Francesco
VITTIELLO
Riceviamo
dall'amico Danilo e volentieri pubblichiamo la sua opinione su
un tema di grande attualità:
PERCHE’
NON SONO ANDATO A VOTARE COME SEMPRE
E’ UN DOVEREINDISCUTIBILE…
…votare, certo, è un dovere non
solo perché viviamo in una società e tutti volenti o nolenti
ne facciamo parte, l’influenziamo e ne siamo influenzati,
attraverso innumerevoli gesti quotidiani giorno dopo per tutta
la vita, ma è un dovere per noi stessi nella speranza di
stare sempre bene e vivere al meglio sotto tutti i punti di
vista.
…LA POLITICANASCE
…dall’esigenza di vivere bene,
tutti indistintamente, dalla razza, dal credo, dai gusti,
etc.,single,
sposato o padre, bambino o anziano. La politica nasce come
soluzione indispensabile e inevitabile agli innumerevoli
problemi degli esseri umani, razza intelligente ed in
evoluzione costante. Nasce quindi senza bandiera ne colori, ma
nasce da tutti e per tutti.
…LO SPIRITO DEL VOTO…
…ho ascoltato i candidati, nei loro
discorsi, nei loro programmi, nelle loro intenzioni, nelle
promesse. Ho ascoltato tutti, a prescindere dal colore o dalle
tendenze,perché
mi sento libero di pensare ogni cosa a modo mio in totale
autocoscienza, sempre, aperto ad ogni pensiero o idea uguale o
diversa, ma potenzialmente buona, efficiente, intelligente,
utile per tutti. Non ha senso schierarsi per ideali di base,
quando la vita offre innumerevoli principi morali in continua
evoluzione da sempre e per sempre. Idee e posizioni alcune
forse certe ed eterne altre meno, forse discutibili, pronte ad
essere abbandonate per altre. E’ con questo spirito che
bisognerebbe votare, ed io con questo spirito ho provato ad
ascoltare tutti, per
dare il mio voto.
…ECCO PERCHE’ NON VADO A VOTARE…
…ho sentito tutti discorsi
importanti , tutti improntati al benessere di ogni cittadino,
tutti mirati a risolvere i problemi quotidiani che ci fanno
vivere male, radicati nel malessere economico. Ho sentito
proposte e intenzioni ottime, ideali sani,. Ho ascoltato
parole sante, parole che già rumoreggiavano dentro di me e di
tutti, parole che avrei e avremo sempre desiderato sentire (ma
che in realtà sentiamo da sempre). Non ricordo di aver
sentito dire una sola cosa che qualcuno potesse contestare
come non buona. A questo punto avrei potuto votare chiunque
perché chiunque vuole porre rimedio a tutti i problemi e
vuole il benessere della gente. Ma tutto questo dire,
affermare, si è detto sempre dopo, solo dopo aver denigrato,
infangato, sbugiardato, calunniato, ed essersi contrapposto
nella totalità agli altri candidati. Eppure parlavano delle
stesse cose e avevano intenzioni identiche!!!!! Hanno usato
gran parte del loro tempo, delle loro parole,
dell’inchiostro e della loro immagine per dire male dei loro
“concorrenti” (perché sono solo dei concorrenti), per
attirarsi gente mettendo in cattiva luce gli altri. Come fosse
una forma di gara, vince chi riesce a convincere più gente
dubbiosa e sincera, non con idee concrete ma nel dissuaderli a
non votare gli altri, bugiardi, ladri, falliti. . . gli altri
non sono riusciti, mentre noi…noi siamo stati gli
unici…solo noi …loro invece…votateci
Ecco perché non vado a votare perché
tutti hanno detto le stesse cose belle e tutti hanno gonfiato
le parole male sugli altri, e siccome la mia bandiera è fatta
di tutti i colori, ho notato che a nessuno frega un cazzo del
nostro paese e di noi poveri lavoratori o poveri disoccupati.
I nostri politici pensano ai soldi loro, ad essere potenti, ad
essere importanti. Nessuno di loro desidera risolvere i
problemi dell’Italia, sono posseduti tutti da una sorta di
smania politico/sportiva sempre più simile a quell’euforia
da stadio che è alla base dello sport, del tifo, della
squadra, del colore, delle folle, delle urla , dei cori, e che
spesso purtroppo si riscontra in chi si schiera con uno o con
l’altro, rendendosi ridicolo attraverso atteggiamenti
intrisi di sportività,passione
o sentimento ma che nulla hanno a che vedere con la politica,
perdendo quasi la cognizione dell’individuo libero, di
essere e pensare. Ecco cosa è oggi la politica, un lancio di
coriandoli e musiche e una massa di corpi danzanti che sceglie
la musica per i propri balli.
…NON VADO A VOTARE PERCHE’ VOTARE
E’ IMPORTANTE, E NON HO VISTO E SENTITO NESSUNO AL QUALE
DAREI IL MIO VOTO, CIOE’ LA POSSIBILITA’ DI PENSARE E
DECIDERE ANCHE PER ME LE SORTI DI QUESTO PAESE E LE MIE.
…LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI
PROBLEMI…
…della nostra società è la
difficoltà di vivere decentemente a causa del costo della
vita. I soldi purtroppo sono il motore della società attorno
ai quali ruota ogni quasi ogni cosa. Il malessere principale
è dovuto agli stipendi bassi, all’assenza di lavoro, al
costo elevato di ogni cosa e ogni gesto, anche di esigenze
primarie, per vivere con dignità. Mille altri problemi
incombono su di noi tutti certo, la salute su tutto, la casa,
la famiglia, gli anziani, i bambini, la mafia,
l’inquinamento, l’amore, ma non troverete uno solo di
questi elementi che in qualche modo non abbia a che fare
direttamente o indirettamente con i soldi. L’Italia ha un
deficit pubblico da innumerevoli anni uscito chissà quando e
chissà come, a cui non si trova rimedio. Soldi nostri persi
per strada, rubati, usati male.
…E’ RISAPUTO…
…degli stipendi e delle pensioni di deputati , ministri, politici , gente che detta le regole
di tutti, fatti con i soldi pubblici, i nostri.
…ALLORA IO DICO, CAZZO…
…bisogna subito porre un freno a
questa situazione paradossale, di cui si parla ogni tanto,
come fosse qualcosa scesa dal cielo e in cui nessuno può
mettere mano. Bisognasubito
agire, basta formulare nuove leggi, semplicemente, leggi che
modificano le retribuzioni di questa gente. A prescindere che
facciano il loro lavoro bene, che lo facciano male o per
niente. Devono avere un salario consono al loro lavoro, uno
stipendio che si allinei al rapporto salario/spese di tutti i
cittadini ,o almeno, almeno, a quello degli altri ministri
politici deputati di altri paesi europei. Questa è la prima
incombenza di questo paese cannibale prima di ogni parola ed
ogni altra idea , è da fare questo.
…E’ UNA VERGOGNA…DOPPIA
…tutti sappiamo e soggioghiamo con
rassegnazione. Doppia, perché sappiamo e continuiamo a non
scendere con i bastoni in piazza, a non farci rispettare, a
fare la figura dei coglioni, mentre loro si godono la vita,
senza sudare, senza rischiare.
…ALTRO CHE ANDARE A VOTARE…
…è l’ora della rivolta, la
rivolta dei cittadini, per estinguere un male ormai radicato
in questo paese come la nostra classe politica serve solo una
rivolta, decisa, unita, sotto il segno del cambiamento. Via la
penna, prendiamo qualche vecchio bastone di ginepro e
prendiamoli tutti a calci nel culo.
…QUALCUNO POTREBBE OBIETTARE…
… che è troppo facile dire queste
cose senza che di persona non si impegni nel fare o nel
proporsi nel mettersi in politica. Mettersi in politica è
cosa fin troppo facile, farla con il giusto spirito e i giusti
propositi è cosa assai più difficile, quindi bisogna sapere,
se si è portati a fare
questa cosa, se si ha la forza, la spinta, l’entusiasmo e la voglia. Io
potrei non avere uno di questi elementi e non sentirmi idoneo,
capace, ne abbastanza preparato per assumermi un impegno che
ritengo troppo importante. Preferisco farmi da parte e
lasciare spazio a chi può essere più bravo di me, non certo
per scaricare ipotetici impegni sugli altri e lavarmi le mani,
ma solo per autocoscienza e obiettività. Io la mia parte la
faccio, rispettando gli altri, l’ambiente, e pagando le
tasse. Dalla mia, di più non posso fare. Chi si sente di fare
politica vada e la faccia come si deve, potendo anche
sbagliare, ma con le motivazioni per cui la politica
esiste!!!!!!!!!!!!!!
( lettera firmata)
Riceviamo da un gruppo di
amici e con molto piacere pubblichiamo:
da far girare
assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti
La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''.
MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA
CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI
PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER
MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI
FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo dall'amico Indio:
Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea,
ritenendo che un politico
debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore,
ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del
"popolo sovrano", così come la destra, posso con
fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè
dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa
informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un
movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a
sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il
diritto di esigere da uno Stato
che si finge democratico, lo stesso trattamento
dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della
giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo
governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal
riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non
è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno
usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle
facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio
discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura
bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al
diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più
viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa
il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto
se ci ritenessimo stuprati
della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè
non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte
sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai
affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi
affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate.
Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà
del popolo. Non voglio uno Stato in cui
devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione,
e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e
dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più
liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai
vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro,
diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono
diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o
non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato
internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa
neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di
quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti.
Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto
(se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce
del padrone. Mai più yes man. La democrazia ha fallito.La parola a chi ha proposte,
proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche. Non più banchieri, nè
marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo
voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno.
Vale troppo. Almeno per
una volta, nella vita, MERITATEVELO!
************************************************************** PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti
cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una
cosa giusta.
--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del
bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai! www.desaparecidos.it
Riceviamo da un
dipendente della base USA e volentieri
pubblichiamo:
Cari
lettori e lettrici,
Vorrei
esprimere lamia
opinione personale riguardo l’intervento del Comandante
della US Navy in occasione della cerimonia ufficiale di addio
della base militare americana,il quale ha citato solo cinque nomi di dipendenti
italiani definendoli “colonne portanti
dell’organizzazione”, secondo l’articolo pubblicato dal
quotidiano La Nuova Sardegna del 26.01.2008.
Non
voglio togliere meriti a nessuno, però mi sorge qualche
domanda: questi elogi solo perché nel 1973 avevano l’età
giusta per iniziare a lavorare? Oppure che cosa? Io forse li
avrei definiti come una parte di quei mattoni che insieme a
molti, ma molti,altri
bene incastrati e amalgamati hanno reso possibile che il muro
reggesse fino ad oggi. Vistoche il commodoro americano ha voluto elogiarne solo
cinque avrebbe fatto meglio a ricordarsi anche di altri
dipendenti assunti dopo il 1972, che
hanno lavorato ugualmente duramente e in circostanze disagiate
ed estenuanti, spesso senza aver avuto nessuna “pacca sulla
spalla”.Potrei
menzionare gli addetti alle cucine che hanno lavorato in modo
estenuante con turni penalizzanti sino a tarda notte per
accontentare le richieste dello stesso Commodoro e il suo
seguito, in modo tale che anche il semplice marinaio avesse
tutto ciò che gli serviva e inoltre,in passato, per preparare
feste di gala per lo stesso o anche per il suo staff . Potrei
continuare con: autisti, lavoratori edili, ufficio
dell’ambiente, magazzinieri e cosi via, secondo il mio
parere tutti egualmente hanno contribuito a tenere efficienti
i loro posti di lavoro ma purtroppo succede sempre che chi
giudica guarda sempre vicino a sé,mai più in basso! Succede spesso come in guerra ( cito
questo esempio perché loro dovrebbero essere esperti in
materia) dove esistono la prima linea e gli imboscati; la
prima linea muore e gli imboscati prendono i meriti: dove li
potremmo porre questi cinque elogiati? Fate voi!
Capisco
che sarebbe stato difficile ricordarli tutti, ma nemmeno
discriminare gli altri è giusto!! Sarebbe stato meglio,
secondo me, menzionare tutti i dipartimenti indistintamente
dallepersonali
preferenze del commodoro, dato che il lavoratore non si
classifica di serieA
o B, ma più esattamente in impiegati e operai,entrambi indispensabili persvolgere le loro mansioni utili al buon funzionamento
della base, come in questo caso specifico. Anchequest’altrihanno
un nome e cognome ma nessuno li ha mai ricordati,perché???
Spesso
succede, come in questo caso, che molte volte coloro che sono
elogiati occupano anche posti di spicco e “prestigio”.
Qualcuno di questi a volte trae a suo vantaggio personale i
benefici del proprio posto di lavoro, ma concludendo,mi congratulo con tutti voi, comandanti e “colonne
portanti dell’organizzazione”, che avete sino all’ultimo
giorno rispettato fedelmente la vostra linea e condotta . Gli
altri “ poveri umili e poco importanti lavoratori”
continueranno a mettere a disposizione la loro professionalità
e serietà nel prossimo futuro, sperando di essere gratificati
e valorizzati come meritano senza favoritismi di alcun tipo!
Cipputi2008
Lettera
degli ex dipendenti del Laboratorio della "Ricciolina"
a La Maddalena alla Giunta Regionale per sensibilizzarli sulla
loro situazione lavorativa:
Illustrissimo
Presidente,
abbiamo
avuto il piacere di incontrarLa in occasione della Sua visita
al laboratorio per il controllo della radioattività
ambientale nell’arcipelago di La Maddalena, nell’ottobre
del 2004, in occasione della vicenda del presunto inquinamento
radioattivo nelle acque dell’arcipelago maddalenino,
smentito dalle analisi effettuate dal nostro laboratorio, a
seguito dell’incidente del sottomarino a propulsione
nucleare americano Hartford.
Con la
partenza degli americani dall’arcipelago è stato deciso di
far cessare le attività di monitoraggio continuo della
radioattività ambientale nel sito ed è quindi stato chiuso
il laboratorio presso il quale prestavamo servizio in qualità
di dipendenti di un’azienda privata, la CO. GE. MA.
Generali s.r.l.. Questa ha fornito, tramite unaconvenzione con l’ASL di Sassari, il servizio di
monitoraggio della radioattività ambientale in tutto il
territorio della ex provincia di Sassari negli ultimi
vent’anni.
Per
farla breve ora stiamo perdendo il posto di lavoro.
Infatti
la CO. GE. MA. Generali s.r.l. non ha altri appalti nello
stesso settore e i nostri profili professionali non sono più
utili all’Azienda e la stessa ha avviato le pratiche per il
licenziamento.
A
tal proposito, ricordando le Sue dichiarazioni riguardanti il
futuro lavorativo delle persone operanti nell’indotto della
base americana di Santo Stefano, chiediamo un Suo gentile
intervento per proporre il nostro transito nella costituenda
Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sardegna
(ARPAS).
Riteniamo
che la nostra richiesta sia anche supportata dalla
considerazione che, a nostro avviso erroneamente, non siamo
stati inseriti nella ricognizione al 31/12/2004
dell’organico delPMP
di Sassari, presso il quale lavoravamo, dal quale sono state
estrapolate le figure che sarebbero dovute confluire nella
costituenda Agenzia (come tra l’altro disposto per il
personale non strutturato ma operante presso i PMP della
nostra Regione).
Per
completezza dell’informazione elenchiamo di seguito i nostri
nominativi e gli anni di servizio prestati nei laboratori per
il monitoraggio della radioattività ambientale nelle sedi del
PMP a Sassari ed a La Maddalena:
GianCarlo SALARIS (In servizio al PMP di Sassari
ed a La Maddalena da circa 20 annii
Giovanni CHESSA (In servizio al PMP di Sassari ed
a La Maddalena da circa 15 anni)
Antonio FORRIA (In servizio a La Maddalena da
circa 6 anni)
Fabio CALLAI(In servizio a La Maddalena da circa 6 ann
Certi
del suo interessamento alla situazione esposta ed in attesa di
un Suo cordiale riscontro alla presente, si porgono i più
distinti saluti.
Firmato
GianCarlo
SALARIS Antonio
FORRIA
Giovanni
CHESSA Fabio
CALLAI
Sulla
situazione politica, voto welfare e unita' a sinistra
arrivano le seguenti email dai compagni. Continuate a
scriverci,grazie!
In questi giorni, passando sopra le
nostre teste, stanno cercando di dipingerci il nuovo simbolo
unicamente con le tinte di un improbabile arcobaleno. Il
passare di queste giornate di inizio inverno detta segnali
politici che non mi sono appartenuti 17 anni fa, con la
Bolognina, e non mi appartengono sicuramente oggi. Per
quanto mi riguarda non prestero' mai il fianco
all'ammaina-bandiera di quella che e' la mia bandiera da
sempre. Soprattutto non ho nessuna intenzione di apprestarmi
a svendere il mio essere comunista. Lo ero, lo sono e lo
rimarro'. SEMPRE !!! Antonio
Vorrei riproporre cio' che scriveva
tempo fa il Manifesto: "Ha ancora senso sostenere
questo governo?" Dato che la merda la riceviamo sempre
noi, come sinistra radicale o estrema a seconda dei casi e,
nel caso di uno come dini, con un partito come io agata e
tu, che ci tiene per i xxxxxxx ,un pd che inciucia come una
puttana e personaggi impresentabili come di pietro e
mastella, ripeto: ha un senso ? capisco rifondazione che se
cade il governo vanno a cicoria, ma noi che dobbiamo
rappresentare fasce sociali sotto pressione di questo
governo di massoni, cosa racconteremo ai compagni ? che
eravamo incinti ma poco poco ?
Ivan
Che rimanga un
simbolo per l'alleanza elettorare, ma a questo punto e'
necessario che i partiti della sinistra mantengano la loro
identita' e i loro simboli autonomi (accanto al simbolo
unitario - anche nelle sedi e nelle campagne elettorali).Perla
Emergenza
democratica e riforme istituzionali, blocco socialee crisi della
rappresentanza
Quale
è oggi il ruolo dei comunisti nel nostro paese?
Lettera
aperta
Cresce
l’esigenza di un momento di confronto tempestivo e pubblico
tra le realtà della sinistra di classe e alternativa nel
nostro paese
E’
ormai evidente come in Italia si vada chiudendo una fase
storica e se ne apra un’altra. Tutto ciò non è privo di
conseguenze sul piano politico, sociale, sindacale, culturale.
Il
tentativo di adeguare in questi quindici anni la Seconda
Repubblica-“non
dichiarata” - alle esigenze della accresciuta
competizione globale e dei poteri forti europei, non è
riuscito secondo le aspettative e le necessitàa cui aspiravano i grandi gruppi capitalistici e le
classi dominanti del nostro paese. Per questo motivo si è
avviata una impressionante escalation a tutto campo tesa alla
normalizzazione della società ed a rendere la governabilità
bipartizan un apparato irreversibile di comando, di governo e
di amministrazione. A questo - e a rafforzare il carattere
oligarchico dello Stato, della politica e dei poteri
decisionali - servono la nuova legge elettorale (sia che nasca
dagli inciuci tra Berlusconi e Veltroni sia dalle urne
referendarie) e le riforme istituzionali in cantiere.
Gli
obiettivi di questa operazione sono la liquidazione con ogni
mezzo di quella “anomalia italiana”
che
ha visto convivere e confliggere un capitalismo arretrato e
finanziato dallo Stato con la presenza e l’azione di una
identità comunista radicata nella società e nelle istanze
del conflitto. L’apparato ideologico e politico che
sovrintende a questa normalizzazione punta esplicitamente ad
espellere il conflitto sociale come strumento di emancipazione
e di relazione tra le classi e i segmenti della società. Un
passaggio decisivo di questa restaurazione autoritaria è la
cooptazione dei sindacati concertativi dentro uno schema
neocorporativo che ne snaturi ruolo
e funzione e al tempo stesso imbrigli e depotenzi il conflitto
e l’insieme delle dinamiche sociali. Ritenere che padroni e
lavoratori abbiano gli stessi interessi e siano la stessa cosa
(come ha affermato recentemente Veltroni e come pensano i
leader di Cgil Cisl Uil) è indicativo di tale impianto
ideologico e politico.
Ignorare,
subordinare o depotenziare gli interessi dei lavoratori, dei
settori popolari, di quello che storicamente e attualmente è
il blocco sociale antagonista, sta producendo inevitabilmente
un deficit democratico e di rappresentanza politica evidente a
tutti, soprattutto a coloro che sono attivi nei movimenti
sociali o impegnati in vertenze significative.
Le
reazioni della sinistra “storica” a tale scenario sono del
tutto inadeguate e per certi aspetti devastanti che producono
l’effetto di un generale disorientamento tra i ceti popolari
e nei movimenti sociali. Da un lato le forze che hanno dato
vita alla Sinistra Arcobaleno portano nei fatti a conclusione
il processo avviatosi nel 1990 alla Bolognina facendo
scomparire dallo scenario politico l’opzione comunista e di
classe. Questa deriva non attiene solo alla scomparsa di una
identità e presenza comunista ma travolge anche i principali
punti di iniziativa nell’agenda politica (missioni e basi
militari, emergenza salariale e protocollo del 23 luglio,
resistenza all’offensiva oscurantista del Vaticano, decreto
sulla sicurezza) rivelando una subalternità riformista
e neo-keynesiana che ipoteca pesantemente il futuro.
Dall’altro la reazione a questa deriva si manifesta più
come disorientamento, disagio, disillusione, ricerca di
identità che come tentativo organizzato e coerente di avviare
una controtendenza. E’ in tale contesto che prendono corpo
– anche inconsapevolmente - scorciatoieorganizzative o precipitazioni elettoralistiche che
sottovalutano passaggi decisivi e
rischiano il ripetersi di esperienze già vissute con esiti
fallimentari nella nostra storia recente
Riteniamo,
diversamente, che occorra invece avviare un processo di
confronto unitario tra tutte le soggettività della sinistra
di classe “resistenti” o coerenti ma che non sottovalutino
più o diano per scontato il rapporto con il blocco sociale
antagonista. Nessuno oggi può ancora sottovalutare come la
partecipazione di due partiti comunisti al governo più
impopolare degli ultimi venti anni pone serissimi problemi di
credibilità dell’opzione comunista a livello sociale e
popolare. E’ da questa consapevolezza e da un arco di
contenuti e pratiche
virtuose e concrete sul terreno dei salari e del reddito,
della democrazia e dell’antimilitarismo, che si può
determinare l’autorevolezza teorica e la credibilità
sociale dell’opzione comunista e di classe nel nostro paese
e nel XXI° Secolo, anche tenendo conto di una dimensione
internazionale dei problemi che condiziona pesantemente lo
scenario nel nostro paese.
Su
questa riflessione e sulle sue possibili e necessarie ricadute
concrete, invitiamo tutti coloro che ricevono e condividono
– in tutto o in parte – i temi posti da questa lettera
aperta, ad una discussione pubblica franca e serrata ed a
convocare una assemblea nazionale di confronto per costruire
un comune percorso possibile.
La
Rete dei comunisti
LETTERA APERTA AL SINDACO
DI LA MADDALENA.
Caro Sindaco,
quale presidente di una società calcistica, fondata nellormai
lontano
1988, mi trovo in una situazione davvero imbarazzante.
Infatti, non
riesco a operare la difficile scelta tra il pronunciarmi con
rabbia contro il Suo ex- assessore allo sport , Gian Franco
Dedola,
oppure il ringraziarlo doverosamente per essere diventato il
necroforo
del movimento sportivo a La Maddalena e per aver tolto dagli
impicci
tante persone le quali, con passione e con impagabile spirito
di
sacrificio rivolgono le loro attenzioni allo sport sono pochi
, e
si
tratta, purtroppo, dei soliti noti.
La mia squadra, il GS Calcio femminile Caprera, sebbene sia
individuabile con una denominazione che richiama larcipelago
di La
Maddalena e la sua storia, si trova a giocare a Bassacutena.
La pratica sportiva e con essa la tenuta degli assetti dei
diversi
sodalizi, il coinvolgimento dei giovani, lorganizzazione di
tornei
in
cui è consentito agli atleti isolani di confrontarsi con i
colleghi
sardi e delle altre regioni dItalia, richiedono la
disponibilità di
cospicue risorse finanziarie. I costi che sostengono le società
sportive sono oltremodo onerosi: se si aggiungono le ingiuste
prebende da pagare ai gestori dello stadio comunale sottolineo
comunale- allora non è più possibile continuare. Quando non
si
dispone
dei soldi per pagare laffitto dello stadio per le ore di
allenamento
o per la partita domenicale , allora ci si trova di fronte a
una
scelta, come detto: o si chiude baracca o si cerca accoglienza
in un
altrove lontano dalla città di riferimento e magari ci si
trova pure
meglio che a casa.
Chiedo a Lei, caro… che rappresenta tutta la comunità
maddalenina, di
contribuire fattivamente al cambiamento di questa situazione
di
paradosso, dove il pesce grosso divora quello piccolo, o
continuando,
con i luoghi comuni, il ricco straccia il povero..
Confido nella Sua particolare sensibilità e auspico una Sua
manifestazione pubblica di solidarietà nei confronti del
Caprera e di
tutti quei sodalizi che, a causa delle scelte sconsiderate
dell
Assessore Dedola, non esistono più.
Cordiali saluti
Roberto CAU
Fondatore CAPRERA Calcio
Riceviamo dai compagni Fabio
e Mariangela una interessante proposta che speriamo presto di
mettere in pratica
Compagne e Compagni,
>> Siamo Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli, due
fotografi della provincia
>> di Siena.
>> Siamo andati a Cuba nel Febbraio 2006, scegliendo di
visitare la parte
>> Orientale, meno conosciuta dal turismo e quindi più
pura, per fare sì un
>> viaggio, ma principalmente per conoscere una cultura
diversa dalla
>> nostra, volti e sguardi che si imprimono nel cuore di
chi li osserva e
>> che grazie al nostro lavoro di fotografi abbiamo
potuto documentare.
>> Il viaggio che abbiamo “vissuto” ci ha dato modo
di calarsi in un
>> contesto sociale che troppo spesso viene denigrato
dal mondo occidentale:
>> un occhio attento di un’anima sensibile non deve
mai soffermarsi all’apparenza
>> ma deve scoprire l’anima di ciò che la circonda.
>> Così Cuba si è svelata ai nostri occhi come un
paese rappresentato da un
>> popolo fiero della propria storia e della propria
indipendenza. E’
>> orgoglio quello che abbiamo “letto” negli occhi
della gente ed è l’orgoglio
>> di Cuba che vorremmo trasmettere attraverso i nostri
scatti, una miriade
>> di emozioni che si snodano in una mostra fotografica.
>> La mostra è stata intitolata “Semplicemente
Cuba”, in quanto non contiene
>> in sé elementi complessi, significati multiformi con
dietrologie contorte
>> (francamente non ne siamo nemmeno i tipi), vuole
essere una semplice
>> narrazione di storie, di persone, di aspetti di una
cultura, di un popolo
>> troppo spesso condannato da preconcetti e pregiudizi.
Così abbiamo deciso
>> di non elaborare le nostre fotografie se non con una
“semplice”
>> calibrazione colore, affinché tutti coloro che
visiteranno la mostra,
>> osserveranno senza distrazione o artifici ciò che
abbiamo visto noi: lo
>> spirito, l’essenza e la forza delle persone di
Cuba.
>> La mostra prevede inoltre una sezione con elementi
narrativi di autori
>> cubani miscelati ad immagini (molto avviccenti) ed è
corredata da un dvd
>> con uno slide show di immagini accompagnate da una
colonna sonora.
>> Inoltre sono disponibili anche dei testi sulla storia
di Cuba, secondo
>> noi molto importanti, per conoscere il paese.
>> Le immagini sono proposte in vari formati, dal 30x45
montate su cornici
>> in legno, fino a pannelli 50x70 o 70x100, dipende
anche dagli spazi e dal
>> budget a disposizione.
>> Il nostro obiettivo, oltre a quello di far conoscere
Cuba per come la
>> conosciamo noi e non con la solita immagine
stereotipata, è quello di
>> riuscire a trovare i finanziamenti per tornare a Cuba
per proseguire il
>> lavoro appena cominciato per poi pubblicare un libro
fotografico e
>> realizzare un documentario sulla vita del paese.
>> La mostra si fregia l’onore di avere il patrocinio
dell’ Ambajada de Cuba
>> in Italia.
>> Un assaggio della mostra è possibile vederlo sul
sito www.italia-cuba.it,
>> scorrendo sulla home page cliccando su mostra
fotografica 2006.
>> La mostra è stata presentata nel comune di Monteroni
d’Arbia (Si) nel
>> dicembre 2006 alla presenza del Consigliere Culturale
dell’Ambasciata
>> Cubana Ruxandra Guillama Camba, nel maggio 2007 nel
comune di San
>> Vincenzo (Li) alla presenza del Consigliere Stampa
dell’Ambasciata Josè
>> Antonio Noriega, nel luglio 2007 a Roma nell’ambito
della “Festa
>> Nazionale della Cultura” organizzata dal PDCI alla
presenza del
>> giornalista Gianni Minà e del segretario del partito
Oliviero Di liberto
>> e nel settembre 2007 nel comune di Sinalunga (Si).
>>
>> Certi della Vostra attenzione e disponibili per un
appuntamento per poter
>> far visionare personalmente il nostro lavoro,
porgiamo distinti saluti.
>> Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli
>> Tel. 339 7043419
>> E-mail: majafoto@hotmail.it
Riceviamo e molto
volentieri pubblichiamo una lettera aperta di un dipendente
della base USA di Santo Stefano :
Sono un
dipendente della Base americana in servizio a La Maddalena e
vorrei esprimere alcune considerazioni importanti al fine di
fare chiarezza riguardo le ultime vicende. Premetto che non
voglio interferire assolutamente sulla nota inchiesta dei
presunti furti ai magazzini e comunque ricordo a tutti che
esiste la presunzione di innocenza fino a quando non sarà
emessa una sentenza definitiva. Vorrei porre all'attenzione
dell'opinione pubblica e delle nostre istituzioni il disagio
che stiamo vivendo e subendo soprattutto dopo l'inchiesta in
oggetto, con provvedimenti punitivi ingiustamente estesi
anche nei confronti di chi non è coinvolto nelle indagini in
corso. Infatti continuano ad arrivare sospensioni, come nel
mio caso assolutamente estraneo ai fatti, con l'assurda
motivazione " per inchiesta" senza fornire
ulteriori spiegazioni nonostante le mie richieste. Trovo
ingiusto e ingiustificato essere sospeso dal lavoro, seppur
stipendiato, per motivazioni poco chiare e diffamanti della
mia dignità personale, proprio in questi ultimi mesi che
rimangono ancora fino alla chiusura della base militare di
Santo Stefano. In questi anni ho sempre svolto il mio lavoro
con dedizione, professionalità e onestà, pertanto non
posso sopportare l'idea di terminare anticipatamente il mio
lavoro lasciando pesanti dubbi e sospetti infondati riguardo
la mia moralità e onorabilità! Probabilmente tali
decisioni ingiustificate da parte del comando militare
americano sono scaturite solamente come pretesto per
"liberarsi" anticipatamente del personale
dipendente italiano, secondo loro oramai inutile. Una
motivazione sempre opinabile ma comunque da accettare se non
fossero giustificate da sospetti diffamanti: evidentemente aldilà
delle belle parole dette nelle cerimonie ufficiali il loro
abbandono e la partenza da La Maddalena non è stata metabolizzata serenamente da
parte degli americani! In questa delicata
fase vorrei chiedere che le istituzioni italiane, cioè
governo e amministrazione regionale e locale, siano vicini a
noi e dall'alto della loro autorità hanno il dovere di
difenderci da questo tentativo di voler fare " di tutta
un'erba un fascio", bollandoci tutti come disonesti
colpevoli o complici di presunti furti. In particolar modo
sarei lieto se il Sindaco Angelo Comiti intervenisse
personalmente convocando presso il suo ufficio il
comandante americano e chiedergli le dovute spiegazioni
sui provvedimenti di sospensione dal lavoro nei
confronti di quei dipendenti, come il sottoscritto, estraneo
a qualsiasi tipo di indagine. Oltre che sentirmi offeso
personalmente non vorrei subire anche la beffa di non essere
ricollocato in futuro presso altri enti pubblici a causa di
questo provvedimento punitivo, ripeto per l'ennesima volta
ingiustificato e privo di fondamento. Purtroppo ho
letto recentemente varie teorie fantasiose come una
eventuale trafugazione di "segreti militari" da
parte di alcuni commessi e Magazzinieri: se non fossero
coinvolti innocenti che vengono mandati a casa ci sarebbe da
sorridere a queste assurdità, dato che l'eventuale fatto di
"spionaggio" è avvenuto in un supermercato di
generi alimentari, forse al massimo avrebbero trafugato
prodotti e segretissime ricette culinarie americane, notoriamente
tutt'altro che appetibili! In questi mesi mi sono posto
tante domande e una mi incuriosisce particolarmente: perchè
se è vero che le autorità americane sapevano dei presunti
furti da diversi anni, hanno atteso proprio il momento della
loro partenza definitiva da La Maddalena per far partire le
denunce con gli spettacolari blitz nelle case dei dipendenti
italiani? Trovo alquanto strano e bizzarro credere che
gli americani, come qualsiasi altro datore di lavoro, siano
a conoscenza di essere vittime di furti dei loro prodotti e
merci da parte di loro dipendenti senza intervenire tempestivamente, ma
anzi lasciando che tutto continuasse come se nulla fosse,
come mai? Ci sono evidenti contraddizioni e
incongruenze che spero siano chiarite affinchè esca fuori
la verità per il bene e la dignità di tutti i lavoratori
italiani e di conseguenza di tutti i maddalenini. Noi non
siamo. come forse vorrebbero far credere, una
popolazione poco seria e inaffidabile ma degna del massimo
rispetto e per questo motivo ribadisco che il Sindaco deve
intervenire essendo il massimo rappresentante di tutti i
maddalenini, presso il comando americano, chiedendo a questi prima
di andare via, di ricordarsi di rispettare l'onorabilità
dei lavoratori italiani e della terra che li ha volentieri
ospitati.
Un
lavoratore onesto
Riceviamo da un gruppo di
dipendenti della base USA una satira amara sul reale ruolo dei
loro rappresentanti sindacali aziendali:
Baratta Gianni
Segretario Generale FISASCAT CISL
Vorrei
congratularmi vivamente per il lavoro svolto dal delegato aziendale
della CISL;
soprattutto
per la sua immensa dedizione verso i suoi iscritti, e
maggiormenteper
il metodo innovativo e miracoloso di risolvere tutti
i problemi dei lavoratori.
Infatti
se ancora non lo sapete, è
incredibilmente riuscito ad occupare una posizione
prima che questa fosse uscita nel bando, e successivamente ad
averla avuta a distanza di 2 gg dopo che il bando sia
stato pubblicato. Per informazione il bando scade il 28 Agosto
2007! Dove si è mai visto che un posto viene assegnato prima
della scadenza del concorso? Potenza del nostro grande
sindacato e del suo delegato!
Gianni Baratta
(Segretario Generale FISASCAT CISL)
Riceviamo da un
dipendente italiano della base USA di Santo Stefano un amaro
sfogo e una denuncia sulle loro reali condizioni di lavoro:
bisogna riflettere su quanto spesso in questi 35 anni è stato
tenuto nascosto con la grave complicità dei sindacati e dei
colleghi stessi.
Voglio
descrivere quello che sta avvenendo a grandi linee sul nostro posto
di Lavoro:
Per
motivi "reali e documentati" di salute
sono andato per l’INAIL alle cure termali e
successivamente ho chiesto le ferie che mi sono state respinte
perché
come tutti sanno parte
del personale sono stati sospesi dal lavoro.
Quando
sono rientrato, ho saputo che l’orario di lavoro di sempre dalle
07.30 alle 16.30 era stato cambiato dalle 10:00 alle 19:00,
cosa che a me crea non pochi problemi con mio figlio, dato che
non sono residente a La Maddalena e devo viaggiare tutti i
giorni; mi sono recato dal responsabile ed ho cercato di
esprimergli il mio disappunto per le ragioni sopra indicate,
ma mi hanno risposto che non si potevano fare eccezioni per me.
Voglio puntualizzare che secondo la mia personale opinione, con le dovute
e necessarie prove, questo
orario è stato creato solo per creare problemi ai dipendenti italiani.
Infatti quando ero fuori sede ricevetti in differenti
giorni diverse telefonate: erano i nostri fornitori e corrieri
i
quali chiedevano spiegazioni
sul perché avevano trovato chiuso
alle ore 08:00, ciò fa capire che le ore di maggior lavoro sono
la mattina dalle 08:00 in poi, perchè
le consegne si fanno prevalentemente il mattino. Oggi per
esempio mi sono recato alla posta Americana per fare delle
spedizionied
era chiusa perché chiude alle 16:00, allora io che ci
faccio sino alle 19:00 di sera ? Loro preferiscono, per
esempio, fare
aspettare un camion per lo scarico merci solo per creare difficoltà
ed indurre il personale italiano a licenziarsi.
La
seconda segnalazione riguarda che sono andato a curarmi la schiena ed appena
ritornato mi hanno messo a spostare casse pesanti, cosa che
loro ben sanno, non posso più fare. Quando andai a lamentarmi,
su loro richiesta, io gli
indicai una persona di nazionalità Americana ed il
responsabile
rispose che la persona aveva problemi di schiena, allora gli
ricordai che anch’io avevo lo stesso problema ma di maggiore entità.
Vorrei
solo che venisse messo in evidenza questa sorta di differenza
tra un Italiano , e Un Americano: ma noi chi siamo i
sostituti degli schiavi Neri dei secoli scorsi?
Inoltre
voglio farvi immaginare l’aria che tira al lavoro, tutti gli
americani ti sono con gli occhi addosso , non sembra un posto
di lavoro ma un carcere.
Per
poter prendere una chiave devi fare la fila, oppure la ricerca
della persona addetto della bacheca di tutte le chiavi, e a volte ci
vogliono 40 minuti di attesa!
Inoltre
c’era una ragazza maddalenina che non gli è stato rinnovato
il contratto e al suo posto hanno assunto il marito di una
dipendete italiana di Napoli: cittadina Italiana dunque ed anche lui
Cittadino Italiano, ma come posso dimostrarvi esiste una
clausola che dice che marito e moglie non possono lavorare
nello stesso dipartimento , infatti anch’io tempo fa'
feci una domanda dove lavora mia moglie e mi fu risposto
che non potevo perché due coniugi o parenti
non possono lavorare nello stesso dipartimento!
Spero
che almeno questo mio sfogo possa far conoscere queste "schifezze"
e ingiustizie alla gente comune, alle istituzioni e a
quei politici che
ancora oggi pensano e sono convinti che gli Americani sono dei
benefattori .
Un
lavoratore della base USA di Santo Stefano
Riceviamo e pubblichiamo la protesta in oggetto di " superba74"
Buonasera, vorrei rivolgere un appunto a
chi come voi dovrebbe fare qualcosa per tutelare i diritti della gente che
lavora qua a La Maddalena e viene sfruttata sempre e oramai da anni dai
negozianti di codesto luogo che sembra vivere al di fuori di ogni tipo di
regolamentazione... e i sindacati???
Stanno a guardare, conoscendo questi sfruttamenti e non curandosene!!! Chi
lavora 10 ore e viene pagato come se facesse un part-time chi lavora in nero e
basta... al futuro di questi giovani non ci pensa nessuno, poi se decidono di
emigrare altrove per cercare persone oneste che li paghino il giusto per l'opera
che prestano si mugugna e basta!!! Basta che si pensa alla torta che ci sarà da
spartirsi con le dismissioni demaniali. E' una cosa che fa pensare... I
comunisti al governo e ai poveracci non ci pensa nessuno... Ci vogliono
controlli per questi negozianti (senza che qualche uccellino li avvertirta
prima) che questa gente arriva a casa con la schiena rotta e con un pugno di
mosche!!! GIUSTIZIA SOCIALE PER I CITTADINI SFRUTTATI
superba74
Questa è la nostra risposta :
Buongiorno "superba74", innanzitutto ti
ringraziamo per averci scritto e aver
esposto la tua libera opinione che noi altrettanto liberamente abbiamo già
pubblicato nel sito nella sezione" voce del popolo". Accettando sempre
tutte
le idee e segnalazioni, comprese anche le critiche, abbiamo cercato di dare
comunque il massimo risalto alla tua protesta chiedendo la pubblicazione
anche nel sito "cronache isolane" con la quale siamo in stretta
collaborazione. Precisato questo vogliamo brevemente rispondere alla tua
legittima presa di posizione e ricordarti che le battaglie importanti e
serie come queste bisogna farle con la necessaria forza e coraggio, noi in
passato abbiamo sempre trovato un muro invalicabile quando abbiamo chiesto
il sostegno dei diretti interessati perchè dicevano che non potevano esporsi
per paura di perdere il posto di lavoro. Premetto che questa situazione dei
dipendenti delle attività commerciali e pubblici esercenti la viviamo spesso
in prima persona, in quanto la grande maggioranza dei nostri iscritti e
anche il sottoscritto, conosce bene il mondo del precariato, del lavoro nero
e dei contratti di lavoro virtuali, come tutti coloro che non hanno il
privilegio ( o la raccomandazione necessaria) di avere un posto fisso. Per
esperienza diretta posso dirti che
quando ho avuto bisogni di far rispettare i miei diritti ho sempre avuto il
coraggio di espormi con nome e cognome senza timori alcuni. Questo è
fondamentale per dimostrare al "padrone" che non può cavarsela e
continuare
a ricattare
con l'arma del licenziamento, le battaglie se vogliamo farle tutti insieme
noi siamo disponibili e sempre a completa disposizione, ma il principio
"dell'armiamoci e partite" non porta da nessuna parte! Devi capire che
risulta
impossibile intraprendere qualsiasi tipo di lotta se i diretti interessati,
come credo sia tu, non vogliono neanche dire pubblicamente il loro nome
nascondendosi dietro l'anonimato. Anche nel tuo caso non basta mascherarsi
dietro un pseudonimo o nickname, perchè in questo modo non ci consenti di
fare nulla di concreto, ma il massimo che possiamo è quello di
pubblicare il tuo sfogo e la tua denuncia nel sito, ma poi? Non prenderla
come una critica personale o peggio ancora come una polemica, però come
facciamo a muoverci se voi stessi, con questo atteggiamento, non ci date
nessuna autorizzazione o elementi precisi per affrontare questa importante
e insostenibile ingiustizia? Per quanto riguarda i sindacati purtroppo,
sempre per conoscenza diretta del problema, posso dirti che non sono
all'altezza di difendere i diritti dei lavoratori, anzi in molti casi sono
complici dei datori di lavoro! Chiediamo scusa se ci siamo dilungati in
questa riposta, ma la vastità dell'argomento meriterebbe ben altro spazio e
ben altri tipi di lotta, noi siamo sempre qui a disposizione di tutti coloro
che vengono calpestati nei loro diritti fondamentali come quello del
lavoro
regolarmente retribuito, ma ripetiamo ancora una volta che noi da soli senza
l'attiva vostra collaborazione non possiamo fare nulla di importante. Senza
il coraggio e la volontà vera di fare le battaglie, senza nascondersi
nell'anonimato, senza paure di nessun tipo: solo così le battaglia si
iniziano e si possono vincere.
Buona giornata e auguri per il tuo futuro.
Riceviamo e pubblichiamo una
importante denuncia-verità sul sistema di pagamento on-line PAYPAL:
Sapevi che paypal ti può bloccare i
fondi ?
Sapevi che finchè i soldi sono nel conto non sono tuoi ?
Sapevi che paypal si riserva tutti i diritti a sua discrezione ?
*********************************************
ATTENTO ALLE MEZZE TRUFFE DI PAYPAL
ECCO LA NEWS DI SETTEMBRE PROPRIO DEDICATA A PAYPAL
UNA VOLTA SCARICATO IL FILE PDF, QUANDO LO APRI TI CHIEDERA' UNA
PASSWORD:
DEVI INSERIRE LA PASSOWRD: """ paypal
""" in minuscolo
**********************************************
VALE LA PENA DI LEGGERE.
Saluti
Nicola Bertrami
RICEVIAMO E VOLENTIERI
PUBBLICHIAMO I SALUTI DEI COMPAGNI DI GENOVA " LINEA
ROSSA":
Caro compagno segretario Marco, ti
ringraziamo per la tua visita lieti di sapere che il N/s
lavoro è seguito ed apprezzato dai compagni della V/s
sezione.
Auguri di buon lavoro a te e a tutti i
compagni della Sezione Pdci de La Maddalena.
Viva il Proletariato!
Viva il Comunismo!
Luciano Bezerédy
da Linea Rossa Genova
LETTERA
APERTA AL SINDACO DI LA MADDALENA
Caro
Angioletto,
sai che chi
ti scrive è stato ed è tutt'ora critico con
l'amministrazione di cui tu stai a capo ma sai anche che in
questo paese di opportunisti le persone intelligenti
preferiscono avere un avversario corretto,
intellettualmente e moralmente onesto che certi "amici"
i quali, come gli ombrelli, al momento del bisogno non li
trovi mai !
Aldilà
quindi delle divergergenze politiche pre e post elettorali
ti chiedo di portare avanti una battaglia che potrebbe
essere l'inizio di quella rinascita morale ed intellettuale
di cui la nostra comunità ha necessità non più
procrastinabile e vengo subito al dunque : ti chiedo di
dare, e sarebbe la prima volta ed un grande merito per la
tua persona, quell'opportunità che ai maddaleni è stata
sin'ora negata dai tuoi predecessori che è quella di potersi
liberamente esprimere, nel segreto dell'urna, sul vero
dramma di questo paese ovvero su quel tipo di parco voluto
da sole 11 persone istituito sulla base della
famigerata legge 394/91 e che l'esperienza di questi
anni, ha dimostrato essere fallimentare per l'economia e per
la vita civile della nostra città in quanto lo stato
ha sostituito, con la sua istituzione, un potere, quello del
Ministero della Difesa, il quale in cambio di vincoli dava
almeno qualche centinaio di posti di lavoro e benessere
economico alla nostra comunità con un altro potere, quello
del Ministero dell'ambiente, il quale ha ingigantito a
dismisura i vincoli sul nostro territorio ed ha anche
privato l'amministrazione comunale del controllo di quel
poco di territorio non vincolato senza dar nulla in cambio
se non qualche "posticino" e per giunta
precario e clientelare.
Per la
terza volta in 15 anni ho raccolto, con pochi altri
amici, le firme per esortare, anche sulla base del documento
approvato all'unanimità dal consiglio comunale, dei
maddalenini i quali hanno aderito con un entusiasmo ed una
voglia di partecipazione che neppure immaginavo per avere il
referendum su questi anni di parco e sulle logiche e le
leggi che lo sovraintendono.
I nostri
concittadini, aldilà della sfiducia generale che permea
l'intera società italiana nei confronti della politica,
vogliono contare a casa propria e chiedono solo di poter
dire la loro su questo tema d'interesse e d'importanza
vitale per il futuro delle nostre giovani generazioni :
vogliono poter dire la loro su questo parco !
Se saprai
far tua questa battaglia non dubitare che avrai il
sottoscritto e credendo d'interpretare il sentire comune
anche la gran parte della nostra comunità al tuo fianco
anche se, sin d'ora, ho motivo di ritenere che ti troverai "contro"
quell'esigua minoranza di cui ti accennavo all'inizio di
questa missiva, ovvero gli opportunisti ed i quaquaraquà
che sin'ora da questo marasma ci hanno guadagnato.
Cordialmente
Francesco Vittiello
Riceviamo dall'amica Tamara un
significativo intervento contro "le male-lingue" e
volentieri pubblichiamo (indovinate a chi è rivolto?) :
"DA
DONNA A..... DONNETTE.
"
Cari
Amici ,
spinta
dal mio senso di giustizia, dal mio orgoglio, dal mio essere
moglie e madre sento in dovere di dare una spiegazione per
l’ assenza, da qualche giorno, dell’editoriale di mio
marito.
Francesco
Vittiello, non ha smesso di scrivere per ragioni di salute,
non per improvvisi impegni, non per mancanza di argomenti,
non perché minacciato ( quest’ultima ipotesi avrebbe
infatti comportato la presenza tra i suoi interlocutori di
uomini “balenti” ) da persone che si sono sentite
con le spalle al muro dalle verità esposte nei suoi
scritti…ma perché nauseato, schifato e deluso dalla loro
pochezza.
La
pochezza di chi, puerilmente si è sentito offeso ed
indignato dall’insistenza con la quale mio marito porta
avanti la sua lotta in difesa delle libertà di ogni
maddalenino ed hanno preferito, per confondere le acque ed
offuscare la vista a tutti coloro che finalmente avevano
trovato il coraggio di liberarsi dalle fette di salame che
gli coprivano gli occhi, percorrere strada degne di certe
femminucce isteriche senza altri mezzi se non la loro lingua
avvelenata, ovvero servirsi della calunnia.
Vorrei
ricordare ai nostri amici lettori che Francesco ha sempre
invitato pubblicamente e privatamente tutti coloro i quali
venivano menzionati nei suoi editoriali ad esporre le
proprie ragioni, giuste o sbagliate, o le loro idee per
quanto bislacche, balzane o demenziali a suo modo di vedere
perché convinto che le idee si debbano confutare SOLO con
le idee.
Ebbene,
dal mio modestissimo punto di vista, queste persone
avrebbero potuto scegliere di comportarsi in modi diversi,
ma senza certe scorrettezze degne di una lavandaia.
Il
silenzio totale ( qualora avessero ritenuto che una
dichiarazione a difesa delle proprie azioni sarebbe potuta
essere scambiata per una mezza ammissione di colpa o per
debolezza) per difendersi da quelle che loro consideravano
ingiuste accuse o idee sbagliate ( che ribadisco sono solo
VERITA’ sotto gli occhi di tutti ) in maniera civile e con
fare da uomini è una scelta rispettabile, il
rispondere con la calunnia e con il tentativo di coinvolgere
persone incolpevoli per dividere mio marito dalla persona
con la quale lavora per il bene, magari dal loro punto di
vista, di questo paese da oltre trent’anni è una vera e
propria infamità !
E’
stato scelto invece il mezzo meno onorevole, quello che meno
si confà a uomini d’onore ( o forse dovrei scrivere
semplicemente << a degli uomini >> ) :pettegolezzi, bugie e calunnie !
Vorrei
tanto poter dire faccia a faccia, da donna a donnetta
( ….già….avete letto bene: da donna a donnetta
perché solo una donnetta senza arte nè parte
ricorre al pettegolezzo per tentare, oltretutto senza alcun
risultato, di screditare un uomo tutto d’un pezzo come mio
marito ) a questo/i soggetti ciò che penso di loro, vorrei
potergli dire che la calunnia ed il pettegolezzo recano
sempre un danno non solo alla persona offesa ed alla quale
con tali deplorevoli mezzi si manca di rispetto ma anche a
chi gli sta accanto.
Ebbene,
sappiano questi personaggi che io, come donna, non ho mai
permesso a nessuno di mancarmi di rispetto o di danneggiarmi
impunemente ma come madre poi…come madre lotterò per
difendere il buon nome e l’onorabilità del padre di mia
figlia contro chiunque e, sappiatelo donnette, con
qualunque mezzo.
Mio
marito non è, come tutti già sanno, da meno, forse negli
ultimi tempi è un po’ meno sanguigno di me, più
riflessivo e meno impulsivo ( rassicuro tutti : chiuso nel
suo pensatoio sta preparando altre sorprese !)sicuramente più colto, più preparato, più efficace
e….sappiano certi galantuomini ed un certo tipo di signorine
che non basteranno le loro lingue di falce a fargli
smettere di credere in ciò in cui ha sempre creduto e per
cui ha sempre lottato, soprattutto ora che ha un motivo in
più per continuare a lottare : il futuro e la libertà di
nostra figlia !
L’educazione
ricevuta, il mondo che mi ha circondato nella mia infanzia e
nella mia adolescenza, la vita in una grande città, i miei
studi mi hanno insegnato molte cose, tra queste ve ne sono
senz’altro due che meritano di essere ricordate ogni
giorno, in ogni attimo :
-
non permettere mai a nessuno di mancarti di rispetto;
-
fa in modo che i tuoi figli non possano mai accusarti di
essere stato un vigliacco e di non aver avuto il coraggio di
lottare per te e per loro.
E’
davvero deprimente dover riconoscere in certi soggetti,
soprattutto a certi livelli, l’intelligenza pari a quella
di un gatto e la sensibilità di una formica.
L’intelligenza
di un gatto perché intelligente quanto basta per poter
ottenere ( grazie alle sue false ed apparentemente amorevoli
fusa ) un posticino al caldo, magari su una comoda poltrona
rivestita di morbido velluto davanti al camino, ma non
abbastanza per mostrarsene degno in quanto ben lieto di
divorare un topolino non appena gli si presenti
l’occasione per poi tornare a strofinare il suo tenero
musetto su quel morbido velluto.
La
sensibilità di una formica che è si ammirevole per la sua
operosità ma altrettanto poco sensibile al mondo che la
circonda. Non le importa infatti del tepore e dello
splendore del sole, dell’incanto di un tramonto, non ha
nessun interesse per chi le passa a fianco.
A
coloro che considero, lo ribadisco, delle squallide
lavandaie, un consiglio : almeno 5 minuti prima di aprire la
bocca ed azionare la loro malalingua accendere il cervello e
fare anche un bel risciacquo con la varechina !Tamara CANI – www.lamaddalena.it
Riceviamo dall'amico Francesco e volentieri
pubblichiamo una libera opinione e giudizio sulle recenti nomine
ministeriali dell'on. Pecoraro Scanio nel Parco di La Maddalena:
TITOLI
EREDITARI AL PARCO.VOGLIO
UNA POLTRONA ANCH’IO !!!
La
notizia : Giuseppe Garibaldi Junior è stato nominato al parco
dal Ministro dell’ambiente Pecoraio Scanio, assieme ad uno dei
difensori del neo Presidente Bonanno, che ripaga così la
fiducia riposta in lui, ovvero Agostino Bifulco,
leader storico dei rifondarlo-comunisti cittadini.
Se
il prode pronipote dell’eroe, come nella migliore tradizione
monarchica ( quella tradizione che il suo avo detestava tanto )
ha ereditato la poltrona per diritto di nascita allora una
poltrona, magari rimediandoci qualche spicciolo per le piccole
spese, spetta anche a me !
Infatti
io, Francesco, sono il pronipote ( …e quindi erede per diritto
di discendenza ) del grande Aniello Vitello di Angelo, fu
Giovanni da Ponza ( nell’ordine, mio nonno, bisnonno e
trisnonno ) tra i primi pescatori approdati in Sardegna e poi
nell’arcipelago verso la fine del 1800, capostipite della più
grande famiglia di pescatori maddalenini con ramificazioni in
tutta la Sardegna ( Porto torres, Golfo Aranci, Siniscola-La
Caletta, Alghero, Villasimius e Cagliari, ) e quindi, per
diritto di nascita, voglio, anzi pretendo, che i miei diritti
vengano riconosciuti !
Qualcuno
però potrebbe obiettare che le ambizioni di famiglia sono state
già soddisfatte poichè Agostino Bifulco(
gli amici ce li si può scegliere i parenti, purtroppo, no ! )
ha anch’egli ¼ di sangue dei Vitiello nelle vene.
Mi
chiedo allora non sono stato interpellato visto che, tra
l’altro, oltre al 100% di sangue Vitello, ho molti più
titoli, anche nobiliari di lui, e mi chiedo anche il perché, se
non è stata interpellata la signora Anita ( Garibaldi ) per
sedere sulla regale poltrona, il motivo ed è stato preferito
l’onnipresente parente.
Nel
mio caso suppongo perché, conoscendomi e dimenticando
volutamente tutti i miei grandi avi pescatori, ( da Aniello, mio
nonno, ai suoi fratelli e cugini, voglio ricordarne uno per
tutti : il grande pescatore e maestro del mare Silverio ) non la
penso esattamente come Agostino sul parco, suoi
"presidenti" e sulle loro politiche, mentre nel caso
della Signora Anita so il motivo.
Però
mi chiedo : come la pensa sulla piana de "la Tola" ?
La domanda la “giro” , visto che oramai è membro del C.d.A.
del parco al cuginetto Giuseppe junior....
Insisto
: ho i miei diritti e, visto il precedente creato dal Ministro,
ribadisco che voglio anch'io una poltrona da scaldare anche
perchè, naturalmente se interpellato, potrei dare, grazie ai
miei ascendenti ed agli insegnamenti da loro trasmessimi, ottimi
consigli sulla salvaguardia del mare e, più in generale, della
natura, vista la mia propensione e passione per l’ecologia
ovvero la scienza dell’ambiente mentre nutro una profonda
avversione per l’ecologismo che, come si sa, è una vera è
propria ideologia con pretese messianiche, catastrofiste con
connotati prettamente elitari e totalitari, l'opposto cioè di
qualsiasi approccio scientifico !
Caro
Presidente Bonanno mi affido a lei per appoggiare e raccomandare
al ministro la mia legittima richiesta di riscuotere l'eredità
che mi spetta al pari del Giuseppe junior : una poltrona da
scaldare assieme a quelli già nominati, compreso il mio parente
che di titoli e diritti, come dimostrato, ne ha sicuramente meno
di me !
Francesco Vittiello
RICEVIAMO
DA UN CITTADINO L'AMARO SFOGO CHE DENUNCIA LE SOLITE INGIUSTIZIE
E FAVORITISMI. L'AMICO VUOLE RIMANERE ANONIMO PERCHE'
PURTROPPO HA TIMORE DI ULTERIORI INGIUSTIZIE AI SUOI DANNI E
DELLA SUA FAMIGLIA. PUBBLICHIAMO VOLENTIERI E SPERIAMO CHE
I RESPONSABILI ABBIANO ALMENO LA DIGNITA' DI VERGOGNARSI!
" sono stufo
e deluso dalla mia situazione perchè ho capito che la legge
non è uguale per tutti! Ora vi spiego brevemente il mio caso,
purtroppo non isolato e comune a tanti altri cittadini che non
hanno amicizie influenti che li proteggono e hanno paura
di denunciare queste ingiustizie, ma quando finirà questa
ingiustizia dilagante? Io sono un giovane maddalenino sposato con
una famiglia come tante altre, il quale dopo il lavoro a la
Maddalena viaggio come tanti pendolari perchè nel mio paese
non mi permettono di avere una casa di mia proprietà. Qualche
anno fa' ho comprato un terreno a La Maddalena in località
Fangotto, ignaro del fatto che su tale terreno era vietato
costruire essendo stato classificato "zona H",
purtroppo da quel momento sono iniziati i problemi. Le mie
successive domande di autorizzazioni per avere la possibilità
di avere almeno un piccolo casottino in legno o prefabbricato
per uso magazzino non mi è mai stato concesso. Premetto che
serviva solo per riparo degli attrezzi per lavori agricoli in
quanto in questo terreno cerco almeno di coltivare piante e
alberi da frutto e non posso ogni giorno portarmi dietro i
vari attrezzi da lavoro come decespugliatori,zappe,rastrelli,carriole,picchi,ecc..,
anche perchè ho una piccola auto utilitaria che non mi
consente di trasportare oggetti di grandi dimensioni e neanche
così numerosi. Le mie ripetute richieste sono sempre andate
respinte e ultimamente sono stato oggetto di un controllo del
Comando Forestale per denunciare come "abuso
edilizio" quattro tavole di legno tenute insieme da
qualche chiodo dove tenevo al riparo gli attrezzi
sopra-indicati. La mia perplessità e protesta sta nel fatto
che questa severità e zelo delle autorità e dell'ufficio
tecnico comunale riguarda solo il caso del sottoscritto, perchè
io sono circondato da altri proprietari di terreni confinanti
con il mio, dove periodicamente vedo nascere all'improvviso
casottini con caratteristiche chiaramente a scopo abitativo,
rifacimenti muri di cinta, allaccio acqua, gazeebo, senza
subire il mio stesso destino. Anzi alcuni di questi quando gli
ho chiesto come avevano fatto a costruire spiegandogli la mia
situazione, mi hanno risposto che avevano avuto
l'autorizzazione dell'ufficio tecnico! Allora le regole rigide
e inderogabili valgono solo per me! Perchè agli altri è
concesso quello che a me viene vietato e addirittura
denunciato come abuso edilizio? Non so più cosa pensare
e a chi rivolgermi, sono solo sicuro di una cosa: nell'ufficio
tecnico esistono due pesi e due misure, parzialità e
favoritismi senza sapere il motivo. Anzi veramente il motico
lo sanno tutti, ma non possiamo denunciarlo perchè certe
operazioni vengono fatte ad arte e fino a oggi se non hai le
prove rischi la beffa di essere anche querelato, che
tristezza! Ripeto ancora una volta se il terreno Zona H non può
avere nessuna autorizzazione neanche per mettere un
mattone allora perchè gli altri fanno quello che gli pare?
Vengo denunciato per abuso edilizio quando altri costruiscono
, e continuano a farlo, case e ville vicine al mare, piscine,
abusi veri e propri nell'indifferenza delle autorità e
dell'ufficio tecnico. Spero che questo paese sia governato con
onestà e basta con i favoritismi degli uffici comunali,
basta fare "figli e figliastri", la legge e le
regole devono essere uguali per tutti e non solo per i
"fessi" che non hanno conoscenze e amicizie
importanti, basta con i raccomandati, vogliamo essere trattati
tutti allo stesso modo. Se in certe zone non si può costruire
questa deve valere per tutti, le denunce e lo zelo della
Forestale mandata dal Parco, perchè non vanno a controllare
chi costriuisce le ville e le piscine abusive a La
Maddalena??? "
Un cittadino
deluso.
Cari tutti,
interrompo per un momento il silenzio soltanto per sottoporvi
un documento
giunto oggi dagli Stati Uniti.
E' lo scritto di una donna che ha diritto di parlare della
guerra più di
tutti i generali del mondo, della politica più di qualsiasi
burocrate
aristocratico, della vita più di ogni gerarca di qualunque
disumana
religione.
E' la sconfitta di una donna che ha dato un figlio vero ad una
guerra falsa,
e che ha cercato di impedire che altre madri conoscessero a
proprie spese
quello strazio.
E' uno scritto pieno di affermazioni sicuramente poco
dottrinali, certamente
non compiute sul piano politico, spesso istintive e naif,
prepolitiche se
volete. Condividendone o meno le conclusioni, facilmente
etichettabili di
individualismo e altre gentilezze accademiche, può però
essere utile per
guardarsi un momento dentro, osservare quanta schifezza
ingoiamo ogni
giorno, magari tentando di convincere noi stessi che è per
chissà quale
causa superiore, talmente insondabile ed irraggiungibile che
non sappiamo
più neanche definirla con larga approssimazione.
Cari tutti,
mi auguro soltanto che nessuno voglia sorridere dell'ingenuità
di una madre
così idealista da aver creduto che la sua terribile
sofferenza potesse
essere trasformata in lotta politica, e così debole da aver
rinunciato
quando ha compreso che era sola di fronte ad un mostro con
troppi volti.
Trattatela con rispetto, perché ha già subìto troppo.
Fraterni saluti.
********************************
Giovanni Morsillo
Stati Uniti - 01.6.2007
La
lettera d'addio di Cindy Sheehan
La
"mamma della pace" abbandona il movimento Usa
contro la guerra. Togliendosi qualche sassolino dalla
scarpa
Ho dovuto sopportare tanto odio e
ogni sorta di insulti da quando Casey è stato ucciso,
soprattutto da quando sono diventata “la faccia” del
movimento americano contro la guerra. Da quando poi ho
sciolto qualsiasi legame con il Partito Democratico,
sono stata ulteriormente infamata su alcuni “blog
liberal” come il Democratic Underground. Tanto per
citare i commenti più gentili, sono stata definita
“una che è disposta a tutto pur di stare al centro
dell’attenzione”ed è stato detto che la mia uscita
di scena sarebbe salutata come “una liberazione”.
Sono giunta a delle conclusioni
molto dolorose in questo Giorno della Memoria.
Conclusioni che non sono estemporanee, ma che sono il
risultato di riflessioni di circa un anno. Conclusioni
alle quali sono giunta lentamente e con riluttanza perché
sono per me strazianti.
La prima conclusione alla quale
sono giunta è che sono stata gradita alla cosiddetta
sinistra sino a quando ho limitato le mie proteste a
George Bush e al Partito Repubblicano. La destra mi ha
calunniata e mi ha etichettata come “uno strumento”
del Partito Democratico per rendere marginali me e il
mio messaggio. Come poteva una donna avere un pensiero
originale e agire al di fuori del nostro sistema
bipartitico?
Tuttavia, quando ho cominciato a
misurare il Partito Democratico con lo stesso metro che
avevo usato per il Partito Repubblicano, il sostegno
alla mia causa è cominciato a diminuire e “la
sinistra” mi ha rivolto le stesse offese usate dalla
destra. Immagino che nessuno mi abbia prestato
attenzione quando dissi che parlare di pace e di persone
che muoiono senza motivo non vuol dire parlare di
“destra o sinistra”, ma di ciò che è giusto e di
ciò che è sbagliato.
Mi ritengo una radicale perché
credo che la politica di partito debba essere messa da
parte quando centinaia di migliaia di persone muoiono
per una guerra, basata su menzogne, che è sostenuta dai
Democratici e dai Repubblicani allo stesso modo. Mi
stupisce come persone che sono acute sui temi in
questione e che riescono a individuare, con la
precisione di un raggio laser, menzogne, mistificazioni
ed espedienti politici in un partito, si rifiutino di
riconoscere le stesse cose all’interno del proprio. La
fedeltà cieca a un partito è pericolosa, da qualsiasi
parte essa si collochi. Il mondo ritiene noi Americani
dei buffoni perché permettiamo ai nostri politici tanta
libertà omicida e se non troviamo alternative a questo
corrotto sistema bipartitico, la nostra Repubblica
Rappresentativa morirà e sarà rimpiazzata da ciò
verso il quale stiamo già rapidamente dirigendoci senza
che nessuna garanzia costituzionale riesca a rallentare
la corsa: una terra desolata dominata dal corporativismo
fascista. Vengo demonizzata perché quando guardo una
persona, non guardo all’appartenenza politica o alla
nazionalità, guardo al suo cuore. Se agiscono, parlano,
si vestono e votano come dei Repubblicani, dovrebbero
meritare sostegno solo perché si fanno chiamare
Democratici?
Sono anche giunta alla conclusione
che se faccio quello che faccio perché sono “disposta
a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”,
vuol dire che l’impegno, per me, è una necessità. Ho
investito tutto quello che ho per cercare di portare
giustizia e pace in un paese che non vuole né l’una né
l’altra. Di solito, se qualcuno le vuole entrambe, è
disposto al massimo a partecipare a marce di protesta o
a sedere davanti al computer per criticare gli altri, ma
non di più. Io ho speso ogni centesimo del denaro
ricevuto, da un paese “grato”, quando mio figlio è
stato ucciso, così come ogni centesimo dei compensi da
allora ottenuti con i miei discorsi pubblici o con la
vendita dei libri. Ho sacrificato un matrimonio di 29
anni e sono stata a lungo lontana dal fratello e dalle
sorelle di Casey. La mia salute ne ha risentito e ho
ancora da saldare il conto dell’ospedale dalla scorsa
estate, quando fui sul punto di morire, perché ho usato
tutte le mie energie per cercare di impedire a questo
paese di continuare a massacrare degli innocenti. Sono
stata offesa in tutti i modi che menti piccine sono
riuscite a concepire e sono stata più volte minacciata
di morte.
Ma la conclusione più devastante
alla quale sono giunta questa mattina è che Casey è
davvero morto per nulla. Il suo sangue prezioso è stato
versato lontano dalla sua famiglia che lo ama, ucciso
dal suo stesso paese, riconoscente nei confronti della
macchina da guerra che la governa e che controlla anche
i nostri pensieri. Da quando è morto, ho cercato di
dare un senso al suo sacrificio. Casey è morto per un
paese al quale interessa più sapere chi sarà il
prossimo vincitore di American Idol che quante persone
saranno uccise mentre i Democratici e i Repubblicani
giocano alla politica con le vite umane. Mi è così
doloroso riconoscere che ho accettato questo sistema per
così tanti anni e che è toccato a Casey pagare il
prezzo di questa fedeltà. Ho tradito il mio ragazzo e
ed è ciò che mi fa più male
Ho anche cercato di lavorare
all’interno di movimenti pacifisti, dove spesso si
mette il proprio ego al di sopra della pace e della vita
umana. Questo gruppo non lavora con quello; se a un
evento c’è lei, lui non ci va; e poi, perché
l’attenzione è sempre e comunque su Cindy Sheehan ?
Come si fa a lavorare per la pace quando all’interno
dello stesso movimento che ne porta il nome ci sono
tante divisioni?
Uomini e donne coraggiosi del
nostro paese sono stati abbandonati in Iraq a tempo
indeterminato da leader codardi che li muovono come
pedine su una scacchiera di distruzione e la popolazione
irachena è condannata a un destino a volte anche
peggiore della morte da leader preoccupati più delle
elezioni che della gente. Poi, tra cinque, dieci o
quindici anni le nostre truppe torneranno zoppicanti a
casa con un’altra umiliante sconfitta e, dopo dieci o
venti anni, i figli dei nostri figli vedranno i loro
cari morire senza motivo, perché i loro nonni avevano
accettato questo sistema corrotto. George Bush non sarà
mai messo in stato d’accusa perché, se i Democratici
scavassero un po’ più in profondità, potrebbero
portare alla luce qualche scheletro scomodo dai propri
armadi. Così il sistema si perpetuerà in eterno.
Io prendo le mie cose e torno a
casa. Torno a casa per continuare a essere una madre per
gli altri miei figli e per recuperare parte di ciò che
ho perso. Cercherò di conservare e alimentare alcune
relazioni molto positive, frutto del viaggio che mi sono
imposta di compiere quando Casey è morto. Tenterò
anche di rimettere in piedi quelle relazioni che sono
andate in pezzi da quando ho iniziato questa crociata
solitaria per provare a cambiare un paradigma che è
ormai, temo, scolpito in un marmo immutabile,
immodificabile e menzognero.
Camp Casey ha svolto la sua
funzione, ora è in vendita. C’è qualcuno interessato
ad acquistare bei cinque acri di terra in Crawford,
Texas? Prenderò in considerazione qualsiasi offerta
ragionevole. Ho sentito dire che anche George Bush andrà
via presto … quindi il terreno acquisterà più
valore.
Questa è la mia lettera di
dimissioni da “faccia” del movimento americano
contro la guerra, ma non è una resa. Non cesserò mai
di cercare di aiutare la gente nel mondo danneggiata
dall’impero della cara vecchia America, ma smetto di
lavorare all’interno o all’esterno di questo
sistema. Questo sistema resiste tenacemente a qualsiasi
forma di aiuto e divora tutti coloro che gliene offrono.
Ne rimango fuori prima che consumi interamente me,
coloro che amo o ciò che rimane delle mie risorse.
Addio America, non sei il paese
che amo e, per quanto possa sacrificarmi, ho finalmente
capito che non posso renderti quel paese senza che tu lo
voglia.
Adesso tocca a te.
Cindy
Sheeh
10 maggio 2007
Perché la festa
di inaugurazione del Giro sulla nave Garibaldi?
Il Giro
d'Italia è una straordinaria manifestazione sportiva,
un evento importante per La Maddalena e i suoi cittadini.
Tutto molto bello compreso la perfetta organizzazione,
l'unica nota stonata di tutto ciò riguarda la presentazione
e la festa dell'inaugurazione del Giro d'Italia. Perchè non
è stata organizzata al centro di La Maddalena, tra la gente
come dovrebbe essere una festa di sport e costume come il
ciclismo? Incomprensibile la scelta dell'organizzazione di
"isolarsi" e isolare questo evento nelle lontana
rada di Santo Stefano presso la "Garibaldi"
ormeggiata dietro e nascosta dalla nave americana,
perchè? In questo modo la manifestazione risulta riservata
per pochi invitati, come sempre prescelti, senza coinvolgere
i maddalenini che avrebbero meritato di assistere da vicino
alle varie iniziative riguardo l'inizio del Giro d'Italia.
Questa vuole essere non una polemica ma solo ribadire le
numerose e giustificate proteste e perplessità dei
maddalenini riferite a questa incomprensibile e anche
inconsueta scelta, visto che nelle precedenti edizioni
nessuno si era mai sognato di inaugurare il Giro d'Italia
all'interno di una nave da guerra della Marina Militare.
Comunque nonostante questo contrattempo buon Giro a tutti e
speriamo che queste manifestazioni siano sempre più spesso
presenti nel nostro arcipelago per rivalutare il rilancio
dell'immagine del nostro splendido arcipelago.
M.P.
L'amico
Indio colpisce nel segno: clicca qui sotto e scoprirai una
scomoda e amara verità!
Attenzione:
se ricevete email come queste non rispondete perchè si
tratta di un tentativo di truffa on-line per accedere ai
vostri conti personali o alle vostre carte di credito, in
questo caso postepay e il conto Bancoposta. Altre identiche
email vengono inviate a nome di istituti bancari, ad esempio
BancaIntesa, con lo stesso sistema truffaldino. Non fatevi
ingannare dal logo perchè è facile riprodurlo, come potete
notare ci sono anche banali errori grammaticali perchè
probabilmente si tratta di furfanti stranieri, come hanno
recentemente denunciato le forze dell'ordine. Pertanto
prestate la massima attenzione, non rispondete mai a nessun
tipo di messaggio di questo tipo, eliminate immediatamente l'email
e possibilmente denunciate l'accaduto alla Polizia
Postale.
Caro Poste Italiane cliente ,
Eseguiamo attualmente la manutenzione regolare delle nostre
misure di sicurezza. Il suo conto è stato scelto a caso per
questa manutenzione, e lei sarà adesso portato attraverso una
serie di pagine di verifica di identità.
Per eseguire la manutenzione regolare per favore scatto
qui
Proteggere la sicurezza del suo Primo conto bancario di
Scambio è il nostro interesse primario, e chiediamo scusa per
qualunque inconvenienza che questo può causare
Per favore nota:
Se facciamo no riceve la verifica di conto
appropriata entro 24 ore, poi presumeremo che questo conto è
fraudolento e sarà sospeso. Lo scopo di questa verifica è
assicurare che il suo conto non è stato fraudolentamente
usato e combattere la frode dalla nostra comunità.
2007
Banco Poste Italiane .
Tutti i diritti hanno riservato.
questo è un
altro esempio di email falsa che potete ricevere: attenzione!
A t t e n z i o n e !
La vostra sessione ha espirato,
prego inizio attività ancora.
Non
potete partecipare al concorso per la vincita del 2
VIP PACKAGE per 2 persone per le finali dei
campionati del mondo di Rugby 2007 a Parigi, perche non siete
verificati. A questo scopo, la preghiamo di verificare il suo
conto accedendo al seguente form protetto:
Per
gentile concessione del direttore de Il
Manifesto Sardo, Marco Ligas, riproduciamo
questo interessante intervento che esamina storia e
futuro dell'arcipelago de La Maddalena in funzione dei
lunghi anni di permanenza della base nucleare
statunitense.
Il
documentato articolo che ripercorre la vera storia
della presenza USA in quell'incantevole mare ci mostra
un ulteriore aspetto legato alla dismissione della
base, vale a dire l'inquinamento prodotto in tanti
anni di permanenza ed uso di materiale altamente
radioattivo.
La sacrosanta bonifica sarà tutta da verificare sia
sulle pesanti spese sia su chi le pagherà.
Una prerogativa che gli USA si sono cautelati di
avere, col Trattato di Londra, è quella di decidere
come ed in quale misura parteciperanno alle spese di
bonifica dei territori all'estero, specie in Italia
che ha sempre dimostrato di pretendere molto poco.
In
altri casi, ed il territorio USA è sintomatico, il
Pentagono si accolla tutte le spese di bonifica di
quanto inquinato e se non lo fa trova un giudice ed
una corte americani che lo obbliga a farlo.
Stando
all'esperienza italiana, per esempio del segreto di
stato di Villa Certosa niente si sa nonostante
l'inquilino non sia più capo del governo, sarà
difficile che il pentagono ed il governo americano
cacceranno un euro per la bonifica.
Intanto,
la speculazione edilizia avanza come spiega molto bene
nell'articolo Costantino Cossu.
Vincenzo
A. Romano
La
Maddalena, quale futuro?
Gli americani alla Maddalena sono arrivati per la
prima volta nel 1822, quando una squadra navale entrò
nel Mediterraneo per dare la caccia ai pirati berberi.
La monarchia sabauda concesse un approdo in Sardegna
solo per la durata dell’operazione. Non erano ancora
tempi d’alleanze strategiche con gli Usa. Arrivarono
dopo, quei tempi, quando nacque la Nato e scoppiò la
guerra fredda. Il
20 ottobre del 1954 l’ambasciatrice americana a
Roma, Clare Boothe Luce, e il ministro degli Interni
italiano, Mario Scelba, firmano il “Bilateral
infrastructure agreement”, un’intesa formale in
base alla quale l’isola della Maddalena diventa un
sito d’assistenza portuale e di deposito di
carburanti per la Sesta Flotta. E’ il primo capitolo
della storia. Il secondo si apre l’11 agosto del
1972, quando l’amministrazione americana stipula con
il governo italiano (presidente del consiglio è
Giulio Andreotti), un patto che modifica il
“Bilateral infrastructure agreement” e concede
alla Us Navy la piccola isola di Santo Stefano, ad est
della Maddalena, come approdo su cui impiantare una
base per il ricovero e l’assistenza di sommergibili
nucleari. L’operatività è immediata. Nel giro di
poche settimane arrivano prima i sottomarini e poi la
nave appoggio Fulton. Le strutture a terra sono
costruite a tempo di record. Andreotti firma un
accordo segreto e illegittimo. Illegittimo perché
segreto.
Viene
infatti violato l’articolo 80 della carta
costituzionale, che stabilisce che i patti
internazionali debbano essere resi noti al Parlamento
e da questo ratificati. Al momento attuale ancora non
si conoscono i termini di quell’accordo, nonostante
le tante richieste di trasparenza che negli anni sono
arrivate da partiti, da singoli parlamentari e, da
ultimo, dal presidente della giunta regionale sarda,
Renato Soru.
Quando la base nasce, nel 1972, la guerra fredda è un
po’ meno guerra che negli anni Cinquanta. Proprio
nel maggio dello stesso anno Richard Nixon e Leonid
Breznev hanno sottoscritto i primi accordi sulla
limitazione degli armamenti strategici (Salt 1). Le
due superpotenze dialogano, ma il confronto per il
predominio è ancora aperto su tutto lo scacchiere
mondiale. Mosca tiene sotto pressione le strutture
della Nato. Sul fianco sud dell’Alleanza atlantica
l’insidia maggiore è rappresentata dai sommergibili
nucleari sovietici a propulsione e ad armamento
nucleare. Grandi squali d’acciaio che solcano le
acque del Mediterraneo portandosi appresso testate
missilistiche atomiche. L’azione di contrasto e di
dissuasione è affidata ai sottomarini nucleari della
Us Navy, che hanno necessità di un approdo sicuro.
Tra le diverse possibilità, la scelta del Pentagono
cade sull’arcipelago della Maddalena per le
caratteristiche naturali del luogo. Tante isolette di
granito che formano quasi un labirinto, con passaggi
stretti e difficili; l’ideale per scoraggiare
l’azione d’infiltrazione e di spionaggio in cui i
sovietici sono maestri. I fondali bassi e insidiosi,
le secche, i corridoi angusti e obbligati fanno
dell’arcipelago sardo un luogo molto sicuro,
specialmente contro i sottomarini di Mosca. E’ perciò
che, con il sostegno dei governi italiani,
l’amministrazione americana difenderà la sua base
in Sardegna da tutti i tentativi di mettere in
discussione l’accordo stipulato con l’esecutivo
presieduto da Andreotti. Un’offensiva pesante viene
lanciata dall’opposizione ancora comunista nel 1977.
Alle prime luci dell’alba del 22 settembre di
quell’anno il sommergibile atomico Uss Ray arriva a
Santo Stefano con la prua squarciata; durante la notte
precedente è andato a sbattere contro gli scogli
dell’isola di Serpentara, poco a largo della costa
sud-occidentale della Sardegna. Secondo i protocolli
di sicurezza che devono essere applicati in caso
d’incidente a sottomarini atomici, l’imbarcazione
danneggiata dovrebbe essere riparata in alto mare. Ma
ciò non avviene. Uss Ray viene ospitato e assistito a
Santo Stefano. Le denunce di rischi alla salute per un
possibile inquinamento radioattivo non sortiscono
alcun effetto: le autorità americane e
l’ammiragliato dicono che è tutto a posto, che non
c’è pericolo. E a Roma il governo conferma. La base
Usa non si tocca, qualunque cosa accada.
Poi però arriva un altro settembre, quello delle
Torri Gemelle. Il mondo è cambiato. Il Muro è caduto
da un pezzo e l’orso sovietico ha tirato le cuoia.
Il Grande Nemico sono gli Stati canaglia e il
fondamentalismo islamico. Di sottomarini sovietici da
controllare nel Mediterraneo non ce ne sono più. La
base della Maddalena ha gradualmente riconvertito il
segno strategico delle attività delle forze militari
che vi sono impiegate. Niente più caccia al Grande
Ottobre Rosso e invece missioni al largo delle coste
maghrebine e dell’Africa atlantica, alla ricerca di
basi di Al Qaeda. Un tipo di impegno che non richiede
più né la propulsione nucleare (indispensabile su
rotte lunghe oggi non più battute) né l’armamento
atomico. E’ un servizio, quello che ora viene
richiesto, che possono svolgere benissimo anche
sottomarini che si muovono spinti da normali motori
diesel, scafi enormemente più economici rispetto ai
mastodonti atomici, ognuno dei quali costa al
contribuente americano trentacinque milioni di dollari
l’anno. Cifre elevatissime, che vanno ad incidere su
un bilancio del Pentagono appesantito dalla guerra
infinita cominciata da Gorge Bush in Afghanistan e
proseguita in Iraq.
All’interno
dell’amministrazione Usa si fa strada un partito che
chiede che i rami secchi vengano tagliati e che le
difese diventate inutili, come quelle innalzate contro
la presenza sovietica nel Mediterraneo, vengano
smantellate. Autorevole portavoce di questa linea è
Edward Luttwak, uno dei consiglieri più ascoltati da
Bush. Alla linea Luttwak resiste la struttura del
Pentagono, appoggiata, dentro lo Studio Ovale, dal
ministro della Difesa Rumsfeld. Le alte gerarchie
militari sostengono che la base della Maddalena svolge
ancora un’ importante funzione strategica di
presidio del lato sud del Mediterraneo, Perciò non
solo non va smantellata ma, al contrario, va resa più
sicura e va ampliata. Per tutta una fase
quest’impostazione passa. Su proposta del presidente
Bush, il Congresso degli Stati Uniti approva uno
stanziamento consistente che serve a rendere la base
meno vulnerabile dagli attacchi terroristici. Viene
anche finanziato un aumento di cubature delle
strutture a terra, che di fatto porterebbe, se
attuato, a triplicare l’area attuale della base. I
cantieri vengono aperti e si comincia a lavorare.
Poi, il 23 novembre 2005, il colpo di scena. Martino
vola a Washington convocato da Rumsfeld e il ministro
della Difesa americano annuncia che dalla Sardegna la
Us Navy se ne andrà. Ha vinto la linea Luttwak. A far
pendere l’ago della bilancia dalla parte della
chiusura della base è stato Bush in persona. Lo
sforzo militare in Iraq è al culmine e richiede un
impegno finanziario massiccio. Tutto ciò che non
serve a uscire subito e bene dal pantano iracheno va
messo in secondo piano o eliminato. Perciò gli Usa
vanno via dalla Maddalena.
Cosa
accadrà ora nell’arcipelago, sede dell’unico
parco nazionale sardo funzionante dopo che la giunta
Soru ha affossato quello del Gennargentu? Regione e
Comune puntano alla riconversione turistica. Ma,
dicono, di qualità. Niente villaggi e seconde case,
invece alberghi a cinque stelle e, al posto
dell’Arsenale, un porto turistico per super yacht.
Il gruppo immobiliare che fa capo al costruttore
Ligresti ha presentato nei giorni scorsi un piano di
ristrutturazione delle case dove abitavano i marinai
americani per farne hotel di lusso. La Regione ha dato
l’ok, chiedendo una riduzione delle volumetrie.
Tutto bene? No di certo. Le questioni aperte sono due.
La prima è che nessuno ancora ha spiegato come si farà
a far convivere il Parco, zona di tutela naturalistica
e paesaggistica, con il porto turistico, destinato a
diventare uno dei più grandi del mediterraneo, e con
gli alberghi di Ligresti e soci.
La seconda è che alla Maddalena, anche se al sindaco
Comiti non piace che lo si dica, esiste un problema
grave e urgente di bonifica.
Per
decenni la Marina degli Stati Uniti ha scaricato in
mare acqua radioattiva. Il rischio sanitario è ben
descritto dallo studio recentemente svolto dall’ESA,
consorzio temporaneo d’impresa Epidemiologia Impresa
Sviluppo, su incarico della Regione. “Non giova
fingere d’ignorare - ha fatto opportunamente notare Gettiamo
le basi - il disastro sanitario, non giova fingere
d’ignorare che nelle acque antistanti la base
statunitense ricercatori indipendenti hanno rilevato
torio radioattivo 234, cobalto radioattivo (indagine
Greenpeace-Cortellessa), plutonio (indagine Aumento).
Gli agenti patogeni devono essere eliminati, chi ha
ucciso e devastato deve essere individuato e deve
pagare, il sito deve essere bonificato”.
Sono impressionati i dati rilevati dall’indagine
ESA. Li riportiamo così come sono stati diffusi da
Gettiamo le basi (tutti i dati sono rapportati alle
medie nazionali): LINFOMA NON HODGKIN
(in eccesso anche nelle aree coinvolte dai poligoni di
Teulada e del Salto di Quirra)
Uomini + 177,8% mortalità, +147% ricoveri, +131,9%
diagnosi principale; Donne + 37% mortalità. LINFOMA HODGKIN ( in eccesso anche a
Teulada)
Eccessi tra le donne nel ventennio 1981-01 con punte
nel periodo 1994-98 di + 123%. TUMORI AL SISTEMA LINFOEMATOPOIETICO
(eccessi anche a Teulada e Quirra)
Uomini + 58% mortalità, + 73,9% ricoveri, +44,5%
diagnosi principale.
Dal confronto locale “vengono confermati e
rafforzati gli eccessi sui tumori linfoematopoietici”,
dall’andamento temporale emerge un aumento costante,
si passa da “un eccesso non significativo di + 29%
nel 1981-83 a un eccesso significativo di +105% nel
1999-2001” .
Donne + 23,7% mortalità. “I tumori del sistema
emolinfatico e il Linfoma Hodgkin mostrano sempre
degli eccessi nel ventennio considerato con punte nel
periodo 1994-98 (+ 150% e + 123% di eccesso per le due
classi di cause)”. TUMORE ALPOLMONE (forti eccessi a
Teulada, soprattutto tra le donne, + 115% ricoveri)
Uomini + 43,6% ricoveri tutte diagnosi, +9% diagnosi
principale; donne +7% mortalità. MELANOMA (eccessi anche a Teulada tra
gli uomini)
Uomini + 335% ricoveri.
Si può, con questi dati, far finta che il problema
sanitario alla Maddalena non esista e pensare solo a
costruire alberghi, porti e campi da golf?
E ancora. Ottenuta una parzialissima dismissione dei
beni militari sull’area di Cagliari, basta
accontentarsi di chiedere (senza peraltro ottenerlo)
il ritiro da Teulada usando Quirra come moneta di
scambio? Anche di Quirra, come di Teulada, si dovrebbe
chiedere la chiusura. E invece sono già state decise
dal governo Prodi, dal ministro Parisi, politiche di
potenziamento di Quirra, senza che da Cagliari si sia
levata alcuna voce di dissenso.
Cari lettori, vi informo
che la cara Confcommercio ha colpito ancora.
Oggi sono andato al bar per
bere un caffè e dopo avere pagato con una
moneta da un euro ho aspettato invano i 20
centesimi di resto finchè ho scoperto che non
li avrei più visti. Infatti, mi è stato
comunicato che il caffè da oggi costa UN
EURO!!! E non è finita qui, un aperitivo da
oggi vi costerà, prezzi al banco si intenda,
€ 2.50 contro i 2 pagati fino a ieri. Questi
sono solo alcuni dei "ritocchi"
partoriti dalla Confcommercio, per mettere
ancora di più in ginocchio un economia che sta
sprofondando. Quindi da oggi in poi al bar mai
più frasi tipo "oggi offro io", ma
conto alla romana, se non volete rimetterci uno
stipendio (per chi ancora ce l'ha). Pensate che
un tè (acqua calda e una bustina) costa più di
un cappuccino, € 1.50 il primo contro
€ 1.20 del secondo. Sig. Lullia, il ballo di
Garibaldi ti sta dando un pò alla testa?
Dimettiti!!!! Mi dispiace per quei gestori di
bar onesti che vedranno sempre più diminuire la
propria clientela. Vi ringrazio e mi scuso per
la mia assenza dai vostri locali ma l'acqua
calda me la faccio a casa che mi costa moto
meno.
Roberto
fonte : Cronache Isolane
Il gruppo musicale PUEBLO
UNIDO
interprete dei tre CD "Storia d'Italia attraverso
le canzoni popolari"
vi propone il suo nuovo spettacolo
"CANZONI DI LOTTA..... ORA PIU' CHE MAI !"
Il nostro repertorio:
La presa di Roma
Addio Lugano
Le otto ore
L'Internazionale
Fischia il vento
Il partigiano
Festa d'Aprile
Bella ciao
Bandiera rossa
Comunisti della capitale
Uno W Giordano Bruno
Stalingrado
Contessa
Venceremos
El pueblo unido jamas sera vencido
Comandante Che Guevara
Guantanamera
La locomotiva
La guerra di Piero
Il disertore
Auschwitz
ecc. .........................
Per
le vostre Feste, iniziative, tesseramenti contattateci:
Maurizio Carlini
06 - 5754477
338 - 5661658
mauriziocarlini@yahoo.it
Cari compagni e
corrispondenti,
Come avete visto
tutti oggi hanno parlato dei morti sul lavoro, vera cifra
caratteristica del modello di sviluppo che il nostro
sistema economico pretende essere il migliore possibile. E
fra le parole di dirigenti di primissimo livello della
nostra Repubblica, dal Presidente Napolitano al Presidente
Prodi, dal Presidente della Camera ai ministri ed ai capi
dei Sindacati dei lavoratori, ha rifatto capolino la
parola "rappresentanza". Il Primo Maggio è
davvero luminoso, se riesce a rischiarare anche i discorsi
di coloro che, fino ad oggi, hanno speso grandissima parte
del loro impegno a convincerci che i lavoratori non
esistono più, che quando esistono devono essere
flessibili, che quando sono flessibili non hanno bisogno
di rappresentanza né di tutele, ma soltanto di
privatizzazione dei loro servizi e della loro pensione.
Forse, come diceva
qualcuno tempo fa, i fatti hanno la testa dura, e la
storia si incarica sempre di mettere a nudo il re.
Bene, si potrebbe
dire. E invece, male, molto male!... Perché, passato il
rituale, fatto il concerto e tornati a casa i giovani,
domani si torna in fabbrica, ai cui cancelli "si
ferma la democrazia" (come diceva Di Vittorio).
Spesso ci sentiamo
dire, noi comunisti, di essere anacronistici; quando non
si sa opporre un ragionamento e dei dati effettivi si
sbatte sul tavolo uno slogan, una frase ad effetto, un
leit motiv logoro ma divenuto luogo comune a forza di
ripeterlo, e si chiude lì il discorso. Anche oggi, fra le
celebrazioni ed il ricordo dei morti, dei sacrifici
(in)civili che costano ogni anno ben più delle vittime
italiane delle guerre che andiamo facendo in giro per il
pianeta, ci si è ben guardati dal dire che la legge sulla
rappresentanza sindacale non si fa, che il lavoro è
espulso dalle attenzioni del partito democratico, che i
lavoratori non siedono più da anni nelle assise
istituzionali, che questa civiltà è malata perché
fondata sul successo e sull'accaparramento, sul furto in
sostanza, anziché sul valore alto e nobile del
lavoro.
Ecco, se qualcuno
volesse trarre conclusioni coerenti dalle parole del
Presidente della Repubblica, dei capi sindacali e dei
Presidenti di tutto quello che c'è da presiedere in
questo martoriato Paese, saprebbe perché sfidiamo ogni
insulto ed ogni ironica definizione (anacronistici,
pittoreschi, folkloristici,...) e siamo e rimaniamo
comunisti: perché siamo lavoratori e crediamo nel lavoro.
Il resto, sono
sovrastrutture, direbbe Marx. Noi, con il senno del poi,
le chiamiamo mistificazioni.
A tutti voi, ed ai
vostri compagni di lavoro,
BUON
PRIMO MAGGIO!
Fraterni saluti.
***********************************
Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
www.rossorosso.it
Finalmente una buona
notizia. Dall'Ufficio Stampa del PdCI ci arriva questa
informazione che giriamo volentieri a tutti i nostri
corrispondenti . Ecco un modo concreto di rimettere
all'attenzione delle
Istituzioni e dell'opinione pubblica la questione della
memoria storica
relativa alla Resistenza. Ancor più importante alla luce del
certosino
lavoro di tessitura di ambienti trasversali all'arco politico
per
concentrare le forze necessarie allo smantellamento dei
fondamenti
costituzionali da essa scaturiti.
Speriamo sinceramente che proposte come questa si
moltiplichino, e faremo la
nostra parte per sostenerle.
Fraterni saluti
*******************
Giovanni Morsillo
ANPI - Frosinone
Sgobio: 25
aprile. Pdl per valorizzazione della lotta partigiana
Ufficio Stampa
Roma 24 aprile 2007
“In
occasione del 25 aprile il Gruppo Parlamentare dei Comunisti
Italiani ha presentato una Proposta di Legge per promuovere la
manutenzione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio
della guerra di Liberazione e della lotta partigiana e in
particolare: edifici e manufatti sedi delle formazioni
partigiane; fortificazioni campali, camminamenti, strade e
sentieri militari; cippi, monumenti, stemmi, graffiti, lapidi,
iscrizioni e sentieri militari; reperti mobili e cimeli;
archivi documentali e fotografici pubblici e privati; ogni
altro residuato o documento avente relazioni con le operazioni
belliche o riferibili alla Resistenza partigiana in genere”.
E’ quanto annuncia Pino Sgobio, Capogruppo del PdCI alla
Camera dei Deputati.
“Lo
spirito della Proposta di Legge - sottolinea Sgobio - è
quello di ridare lustro e proiettare nel futuro la ricorrenza
del 25 aprile, che ha sancito l’atto fondativo della nostra
Repubblica. In tempi di attacco massiccio ai valori e ai
principi fondamentali della nostra Costituzione - conclude
Sgobio - difendere e tramandare alle future generazioni il
valore dell’antifascismo è il miglior modo per consolidare
la democrazia nel nostro Paese”.
Pubblichiamo
intervento del "Comitato Sardo gettiamo le
basi"
i
beni fantasma della US Navy, i beni reali della Marina
di guerra italiana.
Il rinnovo quinquennale della servitù (intesa in
senso tecnico, quello riportato da tutti vocabolari
italiani) sui terreni privati confinanti con il
demanio dalla Marina militare a S.Stefano ha provocato
una levata di scudi di vari gruppi e personaggi
politici contro "un decreto del Ministro della
Difesa già pronto che permetterebbe alla Marina di
allargarsi fino alla base Usa che è in procinto di
essere smantellata".
A prescindere dal fatto che al momento lo
smantellamento si fonda solo sulla "parola
d'onore" di funzionari Usa, di Berlusconi, Fini e
Parisi, la Marina non può "allargarsi fino alla
base Usa" per il banale motivo che la base Usa è
INGLOBATA DENTRO il demanio della Marina.
Media
e politici vari hanno fatto a gara per alimentare il
solito polverone confondendo servitù/demanio
militare italiano/base Usa. Il sottosegretario Casula
ha colto al volo i vantaggi della “confusione” per
presentarsi come paladino del popolo sardo e rinnovare
l'impegno che lo Stato restituirà alla Sardegna tutti
i beni dismessi dalla US Navy, in cambio si tiene
stretto il suo demanio militare. Troppo generoso!
I beni Usa sono INESISTENTI! A La Maddalena la base
atomica Usa usufruisce di edifici con
normali contratti di locazione (regolari e in nero)
stipulati con privati cittadini. A S.Stefano è
"ospitata" all’interno del demanio
militare italiano.
L'unico "bene" che lo zio Sam ci
lascerà è la contaminazione e la spazzatura.
Il ministro Parisi assicura che la bonifica,
obbligatoria in territorio Usa, non è necessaria in
territorio sardo, il presidente Soru concorda, i
politici si rifugiano nel silenzio-assenso.
Il luccichio degli inesistenti beni dismessi dagli Usa
relega in secondo piano l'esigenza di dare lo sfratto
anche alla Marina di guerra italiana come condizione
imprescindibile per uscire dal tunnel di un
economia militardipendente e innescare un modello
diverso che corrisponda alle aspettative delle comunità
locali per toppo tempo penalizzate.
*************
Il
decreto di rinnovo della servitù "in
procinto di essere emanato" dal ministro è
nullo, come rileva Salvatore Sanna, perché sono
scaduti i termini stabiliti dalla legge. La
servitù, non essendo stata rinnovata nei termini
previsti, è decaduta per legge, di conseguenza
la struttura militare italiana si trova sprovvista
della fascia di sicurezza ed è illegalmente
operativa. Si ripropone a S.Stefano quanto accaduto
a Cagliari per il deposito AMI-Nato di M.Urpinu.
Allora il sindaco Delogu, attuale senatore AN, sulla
base della documentazione fornita dal comitato
Gettiamo le Basi denunciò l'Aeronautica Militare
alla Magistratura, il Consiglio della Provincia di
Cagliari (maggioranza centrodestra) deliberò alla
quasi unanimità: "Via il deposito militare di
M.Urpinu".
Che mai faranno le attuali istituzioni isolane di
centrosinistra?????????????
Noi
rilanciamo il nostro
VIA la
base atomica Usa, VIA la Marina Militare
Italiana da La Maddalena-S.Stefano
Le esportazioni italiane
di armi del 2006 segnano un preoccupante primato degli
ultimi venti anni, una festa per l'industria armiera nazionale
e non pochi grattacapi per il Governo Prodi che nel suo
programma si era impegnato ad un controllo più
stringente sulle esportazioni di armi". E' quanto
dichiara la Rete Italiana Disarmo a commento dei dati
della relazione della Presidenza del Consiglio al
Parlamento sull'export di armi per l'anno 2006. "Superano
infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni
all'esportazioni di armamento nel 2006 con un'impennata
del 61% rispetto al 2005 e sfiorano il miliardo di euro anche
le consegne (970,4 milioni) effettuate nel 2006. Ma brindano
anche le banche, che sempre nel 2006, si sono viste
autorizzare operazioni di incassi relativi al solo export di
armi per quasi 1,5 miliardi di euro, altra cifra record, con
relativi compensi di intermediazione per oltre 32,6
milioni di euro. Non ci tranquillizzano affatto i destinatari
delle esportazioni - prosegue La Rete Italiana
Disarmo - al primo posto ritornano infatti gli Stati Uniti
che, oltre alla flotta di elicotteri presidenziali dell'Agusta,
(è in corso un'inchiesta negli USA nei confronti dell'ex
deputato repubblicano Curt Weldon, il principale sponsor
politico dell'operazione), acquistano dall'Italia bombe,
siluri, razzi, missili, accessori, navi da guerra, esplosivi
militari ed armi automatiche di tutti i calibri per un totale
di oltre 349,6 milioni di euro. Seguiti a ruota da un paese
che nei rapporti di Human Right Watch e Amnesty
International si distingue per vessazioni nei confronti delle
Organizzazioni per la tutela dei diritti umani: gli
Emirati Arabi Uniti ai quali il Governo ha autorizzato
la vendita di armi per 338,2 milioni di euro. Salgono le
vendite ai paesi extra Ue e della Nato arrivando al 44,2% e più
del 20,2% dei sistemi d'arma finisce nelle zone calde
del pianeta come Medio Oriente ed Africa settentrionale
al quale sono destinate armi per un valore complessivo
di 442,8 milioni di euro. Spiccano poi paesi come la
Nigeria che riceve armi per 74,4 milioni di euro e
l'India (66,3 milioni di euro), la Malesya (51,4 milioni
di euro), il Pakistan (37,9 milioni di euro) e la Libia
(14,9 milioni di euro).
(postato
da: fairwatch alle ore 17:44)
Questo è quanto.
Così progredisce lo sviluppo dei rapporti internazionali. I
paesi maggiormente "alimentati" dalle armi italiane
sono fra quelli con i maggiori problemi di approvvigionamento
di acqua, di scuola, di sanità, di lavoro. Per
"fortuna", i primi clienti sono di nuovo gli USA,
che come si sa, non le usano a casa loro!
Vogliamo andare
avanti così?
Fraterni saluti.
***********************************
Riceviamo
un nuovo contributo dell'amico Massimiliano e volentieri
pubblichiamo:
Ancora
Buongiorno, sono Ancora Massimiliano e sono Ancora un Kompagno
Redivivi
entrambi vado ad affrontare, un pò come la prima volta, un
argomento che mi sta particolarmente a cuore,
stavolta
è un tema, secondo me, di giustizia sociale.
Parto
con le felicitazioni sul lavoro svolto dal Presidente della
Regione a Roma per quanto riguarda la dismissione dei beni
demaniali nell’Arcipelago di LMD,
le
mie paure sono altre….
Cosa
succederà a chi come me ha uno stipendio fisso, basso e che
già oggi fatica?
(
Moglie a carico che non lavora per scelta nostra in quanto noi
si mette al primo posto
la Famiglia
e non il denaro )
Non
chiedo botte piena e moglie ubriaca ma solo giustizia
sociale!!!
Cosa
succederà ai prezzi di case in vendita e in affitto in
continua crescita?
Ora,
quel che penso io e che più avrà spazio il turismo (giusto)
e più esponenzialmente crescerà il costo della vita (sbagliato)
per chi non è proprietario di nulla!!!!!!!!!
Mi
sembra giusto, per onestà intellettuale, dire che lavoro a
La Maddalena
da nove anni presso
la Capitaneria
di Porto e con questo voglio sollevare un altro problema:
Noi
facciamo parte della Marina Militare ma per quanto riguarda le
risorse diciamo che possiamo essere visti come i fratelli
poveri di tutti i facenti parte le forze armate,
e
dopo anni di lotte eravamo riusciti a farci dare un imponente
finanziamento per gli alloggi di Guardia Vecchia che speravamo
di acquisire e rendere abitabili per chi lavora
qua
effettivamente e si trova in una situazione analoga alla mia.
Per
quelli come me, tanti, l’alloggio di servizio era una
risorsa che veniva giù come la manna non potendo, a causa dei
prezzi, acquistare una casa dignitosa
per
me e la mia famiglia qui a
La Maddalena
e che deve per forza di cose prendere casa in affitto ai
prezzi che tutti conosciamo.
Sono
assolutamente contro quelli che l’alloggio lo usano per
venire a fare le vacanze due/tre settimane l’anno in quanto
trasferiti in qualche altro posto,
o
quelli che pur essendo in pensione e vivendo da un’altra
parte non lasciano l’alloggio, togliendolo a chi ne ha
bisogno avendo l’obbligo di domicilio a causa del
lavoro….
Bisogna
però operare un distinguo con chi pur essendo in pensione
vive nell’alloggio qui a
La Maddalena
con il proprio nucleo familiare e che secondo me deve essere
lasciato
dov’è non essendo sicuramente in grado di affrontare una
spesa ingente come quella del mutuo o di pagare un affitto del
genere.
Avrei
sicuramente gradito che il Presidente avesse acquisito i beni
vagliando comunque anche quelle che sono le problematiche
alloggiative di chi come me lavora anche per il benessere
dell’isola!!
Vorrei
che facesse qualcosa per risolvere un problema che già c’è
ma che con il nuovo futuro che si delinea per
La Maddalena
andrà sicuramente a peggiorare impoverendo ancora le stesse
tasche.
La
speranza che rimane a questo punto e quella che il Presidente
si faccia sentire a Roma anche per eliminare questo malcostume
del trattenere un alloggio che si sta occupando senza alcun
titolo
assegnandolo
a chi ne ha bisogno veramente.
Vorrei
inoltre in questa sede lanciare una proposta alla giunta
comunale, soluzione che per esempio CUBA ha adottato da tempo:
una carta residenti che permetta agli stessi di accedere ai
vari esercizi
senza
dover pagare il surplus dei prezzi turistici; tutti
sappiamo qual è la situazione dei prezzi estivi, inutile
quindi dilungarmi ulteriormente, è semplicemente scandaloso.
Ho
notato (come da mia precedente segnalazione) che il
marciapiede che va dal Sigma in via Cala Chiesa fino alla
concessionaria Hyundai sta per essere fatto e anche se lo
avevate già in progetto e non avete preso spunto dalla mia
precedente mail sono ugualmente soddisfatto.
Avendo
esaurito le argomentazioni Vi rimando alla prossima mail.
Saluti naturalmente a “modo nostro”.
RICEVIAMO
UN INTERESSANTE CONTRIBUTO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:
MI
chiamo Massimiliano, sono un compagno,
non
sono nativo di
La Maddalena
ma vivo qui da otto anni.
Vista
la pericolosita’ di alcune situazioni in cui anch’io sono
venuto a trovarmi vorrei suggerire:
-di
rendere la strada che dal Liceo porta a Guardia Vecchia (fino
all’incrocio con via De Amicis) a senso unico in salita
creando cosi’ posteggi da un lato
della
strada per i residenti della zona ed evitando che le auto
debbano invadere la corsia opposta pericolosamente. Usare
quindi via De Amicis per il senso opposto;
per
i mezzi pesanti i quali non riuscirebbero a transitare da Via
D Amicis, in quanto troppo stretta, si potrebbe pensare alla
strada che porta alla crocetta.
-di
costruire un marciapiede in via Cala Chiesa nel tratto di
strada che va dal supermercato Pick up al rettilineo dell’ex
centro nautico l’Acquario, ora concessionaria Hyunday,
localita’
Mongiardino, in quanto molti cittadini anziani e non che si
trovano a percorrerla a piedi rischiano seriamente di essere
“messi sotto” dalle auto in entrambi i sensi di marcia!!
-di
sensibilizzare l’opinione pubblica, da parte della polizia
municipale, per quanto riguarda la conoscenza del codice della
strada relativamente al quale molti patentati non hanno molta
confidenza, soprattutto verso i concetti di stop e precedenze.
-Presenza
della polizia municipale su tutto il territorio perche’
anche i cittadini che non abitano al centro pagano le tasse e
devono essere tutelati da chi parcheggia abusivamente dove
capita non curandosi in alcun modo dei problemi di viabilità
che potrebbe causare. In questo senso il comune potrebbe fare
le strisce di parcheggi bianchi dove poter posteggiare e chi
contravviene….. con introiti maggiori per le casse comunali.
Inoltre per quanto riguarda i novelli vigili un impegno
maggiore nella gestione del traffico non guasterebbe.
Ringraziando
anticipatamente per l’opportunità datami e sperando che le
mie proposte siano perlomeno prese in considerazione, invio
distinti saluti.
Per
problemi tecnici abbiamo pubblicato questa segnalazione in
forte ritardo, ci scusiamo con il compagno Massimiliano e
attendiamo altri suoi preziosi
contributi: GRAZIE!!!
.....
per rimanere in tema " calcio-spettacolo" (?)
riceviamo tramite link una petizione contro una nota
trasmissione sportiva mediaset: magari potesse bastare per
chiuderla!SPEGNIAMO CONTROCAMPO!
Riceviamo
un appello dell'amico Indio e pubblichiamo:
stasera ci faccio un altro volantino, serve un po' di
sensibilizzazione in
più
hanno scarcerato un assassino mafioso perchè sono scaduti i
termini per
consegnare la sentenza in tribunale.
Poi mandano l'esercito a napoli!
nei tribunali, va mandato, l'esercito, non a napoli
baci a tutti, fate buon uso del comunicato
hasta siempre
anto
--
www.censurati.it
"uniamoci e saremo invincibili"
Simon Bolivar
"non si vende la terra su cui
cammina un popolo"
Tashunka Witko 'Crazy Horse'
Quanto
sopra inviato da Roberto Galtieri, vedi documento. Chi fosse
in grado di apportare emendamenti nel senso richiesto dovrà
agire celermente e scrivere direttamente a Roberto.
Grazie
a tutti.
Vincenzo
A. Romano
N.B.
E'
notizia di ieri che anche l'Europa, e prima ancora la
Suprema Corte di Cassazione Italiana hanno dichiarato non
punibile il download fatto per uso personale (ricordate
l'introduzione del termine profitto (quindi anche piacere
personale) introdotto nella legge al fine di perseguire
-comunque- chiunque scarichi musica e film soprattutto (è
del caso di specie) ?
Ciononostante
i rappresentanti italiani (FI e compagnia cantando)
continuano una strenua lotta per una condanna comunque ed
indiscriminata anche del ragazzino che si scarica le sue
canzoncine perchè non può permettersi i supercosti
di un CD.
la
nostra battaglia, il free-software ed open source NON sono
contro la retribuzione del lavoro intellettuale dell'autore,
combattono le esose e discriminanti royalties delle
multinazionali che si accaparrano l'esclusiva su quei
diritti e sottopagano gli autori.
Subject: testo
consolidato zingaretti, inizia il lavoro
ricevo
e vi trasmetto immediatamente il testo consolidato del
rapporto zingaretti.
Questo il testo che andrà in Aula e quindi sul quale
presentare emendamenti.
riusciamo
in un paio di giorni ad elaborare emendamenti: diciamo max
5 ?
al
lavoro, alla lotta !
:-),
roberto
Ustica:
nessun colpevole, 81 vittime: vergogna!
Dopo 27 anni lo Stato si arrende, o
meglio, sentenzia che non vi sono colpevoli. Pertanto, non
ci resta che pubblicare l'unica cosa certa che rimane:
l'elenco delle vittime. Ogni altro commento è superfluo.
Cinzia Andres, Luigi Andres,
Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti,
Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota,
Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini,
Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D'Alfonso,
Salvatore D'Alfonso, Sebastiano D'Alfonso, Michele Davì,
Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De
Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe
Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana,
Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo,
Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta
Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino,
Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La
Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo,
Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela
Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria
Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo
Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi,
Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola
Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio,
Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo
Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana
Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano,
Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza,
Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro
Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.
Fraterni saluti.
*********************************** Il 22 febbraio 1632
Galileo Galilei pubblica il "Discorso sopra i due
massimi
sistemi" ed apre le porte alla scienza moderna. L'anno
dopo viene processato
e condannato al carcere a vita nel Sant'Uffizio. abiurata la
sua eresia,
sconterà la condanna al'isolamento e morirà dieci anni
dopo quasi
completamente cieco e solo.
Da allora, la scienza ha fatto passi avanti incredibili.
E la chiesa?
Riceviamo ed inviamo
volentieri a tutti ricordando che, oltre ai molti che già
lo hanno fatto, tutti possono mettersi in contatto con noi
per organizzare i banchetti o il porta a porta per le
firme.
PS:
firme a La Maddalena Piazza in Garibaldi tutti i sabato e
domenica dalle ore 9.00 in poi
Banchetti
raccolta fino al 17 luglio 2007 - clicca
qui
ACQUA PUBBLICA, CI
METTO LA FIRMA!: OLTRE 15.000 FIRME RACCOLTE
Sabato 13 gennaio, con
*centinaia di banchetti in tutte le regioni italiane*, è
partita la raccolta di firme per la proposta di legge di
iniziativa popolare stilata dal *Forum Italiano dei
Movimenti per l'Acqua.*
Nell e sole giornate di sabato 13 e domenica 14 gennaio sono
state raccolte già oltre *15.000 firme*, che dimostrano il
*profondo coinvolgimento della cittadinanza sul tema
dell'acqua*. La raccolta è andata molto bene nelle grandi
città, a Roma, Milano e Napoli, ma è stata molto
significativa anche la partecipazione dei piccoli comuni.
A Roma, la domanda più frequente è: "E che l'acqua
non è più pubblica? ", la più divertente "Che
volete fa'? Che non se paga più l'acqua?". I più
interessati sono gli anziani che ben ricordano orgogliosi le
vecchie municipalizzate romane e parlano con nostalgia di un
patrimonio pubblico che non c'è più.
A Terracina, racconta il comitato difesa acqua pubblica, il
banchetto è stato letteralmente preso d'assalto; una
signora quando ha capito perché si stavano raccogliendo le
firme si è messa in fila anche se ancora i moduli non erano
arrivati! Molte persone hanno firmato e poi sono tornate con
parenti e amici.
Le iniziative promosse hanno costituito un importante
*momento di informazione* e di presa di coscienza *anche
sullo stato del servizio idrico del territorio di
appartenenza: ad esempio a Reggio Calabria, dove buona parte
dei presenti, nell'apprendere che l'acqua calabrese è di
fatto gestita dalla multinazionale francese Veolia, nel cui
piano industriale è previsto che il costo dell'acqua
aumenterà da € 0,14 a € 1,24 a metro cubo, non ha
esitato a sottoscrivere la proposta di legge.
In altri casi, gli effetti della privatizzazione sono già
sotto gli occhi di tutti, come a Frosinone, dove ad un
pauroso peggioramento del servizio a tutti i livelli è
corrisposto un vertiginoso aumento delle tariffe.
*Ora, con una firma, i cittadini hanno la possibilità di
dire la loro.*
I prossimi sei mesi aprono una fase di forte mobilitazione
in tutto il
Paese, in cui ciascun conflitto territoriale trae forza in
quanto parte di
un ampio, diffuso e plurale movimento che ha fatto
dell'acqua e dei beni
comuni una vertenza nazionale.
Salve,
chi vi scrive è un gruppo di ragazzi ispirati ai principi
del Capitano Ultimo, l'uomo che arrestò il Boss di Cosa
nostra Totò Riina. Principi che sono basati sul motto
"dalla parte dei più deboli, sempre".
Il motivo per cui state leggendo questa email, è che una
bambina di quattro anni sta lottando contro la morte perchè
logiche di mercato che muovono le case farmaceutiche non
producono cio' di cui la bambina, Azzurra, ha bisogno. Per
poter guarire deve affrontare un lungo viaggio negli Stati
Uniti. La sopravvivenza di Azzurra può dipendere anche da
voi che ricevete questa email.
La mamma di Azzurra ha aperto un sito, appoggiato e
sostenuto dal comune in cui la piccola vive, dalla questura
del posto che sta raccogliendo fondi, dai volontari che si
sono mossi per la causa.
Voi, destinatari dell'email, potreste avere un ruolo
importante per il destino di un essere umano. Agli organi
ecclesiastici, ai sindacati, alle amministrazioni pubbliche,
alle fondazioni private, alle onlus, e ai politici che
stanno ricevendo questa email, noi stiamo chiedendo solo un
po' di solidarietà, non a parole, ma con i fatti.
Onde evitare strumentalizzazione politiche su un caso umano
che nulla ha a che fare con la politica, saremmo lieti se i
personaggi politici inclusi tra i destinatari dell'email,
diano con i fatti una dimostrazione di come si può avere a
cuore l'interesse della gente, della povera gente.
Non con le parole, quindi. Con i fatti.
Il conto corrente a cui inviare quello che potete lo trovate
nella locandina che alleghiamo ma per facilità vi allego
qui i dati:
BANCA NAZIONALE
DEL LAVORO
CC 6433
ABI 1005
CAB 13974
CIN J
IBAN: IBAN IT86J0100513974000000006433
X BONIFICI ESTERI: SWFT: BNLIITRRLIX
intestato a:
Cinzia mascagni -
un aiuto per Azzurra
CC postale
ABI 07601
CAB 13900
CC 78367851
intestato a:
Cinzia Mascagni
Cinzia Mascagni
Via ernesto Rossi, 95
57125 Livorno
Tel/Fax
0586892066
Cell
3920022231
Vi ringraziamo per il sostegno, e vi ricordiamo che la
solidarietà e la NON indifferenza, sono le cose più temute
dalla criminalità e dall'illegalità.
Con una mano sulla coscienza e una sul portafoglio, vi
chiediamo di dare un contributo alla piccola Azzurra,
affinchè sul suo volto possa tornare il sorriso e torni a
splendere l'arcobaleno
***********************************
APPELLO
Il gruppo capitano ultimo sta raccogliendo fondi per salvare
una
bambina da una di quelle malattie per le quali le case
farmaceutiche
non ci spendono molto in ricerca, perchè sono malattie rare e
rendono poco
per qualunque informazione a riguardo o per richieste
telefoniche
dirette, può contattare l'indirizzo gruppocapitanoultimo@gmail.com
e
ci metteremo in contatto con Voi.
Abbiamo deciso di rivolgerci anche a Voi perchè tra noi
membri del
gruppo, abbiamo avuto un pò di idee che vi elenco qui di
seguito:
- Ovviamente chiediamo donazioni a chiunque fosse disponibile
a
collaborare.
- Chiediamo eventualmente se fosse possibile avere le maglie
dei
giocatori autografate o qualsiasi altro materiale sempre
autografato
dai giocatori per metterle all'asta su e-bay
- chiediamo se fosse possibile un passaparola da parte Vostra
alle
altre squadre. Noi gia lo stiamo facendo ma se anche voi
poteste
farlo, il passaparola sarebbe molto piu incisivo e ci dareste
una
grande mano.
- I giocatori, spesso sono amici tra loro, anche tra membri di
altre
squadre: chiediamo di passare parola affinchè si inneschi tra
loro una
catena di solidarietà, ovviamente senza nulla pretendere.
Chiunque
faccia ciò che è in grado di fare. Senza costrizione alcuna.
- Infine, sarebbe fantastico, chiediamo se fosse possibile
organizzare
una partita del cuore per Azzurra, oppure piu semplicemente
devolvere
un po di incasso di una partita qualunque, per la Causa di
Azzurra.
Lo so che possono sembrare richieste difficili..Ho l'umile
presunzione
di pensare che possiate tenerne conto. I soldi da mettere
insieme per
Azzurra sono tantissimi..
.e ci stiamo dando da
fare in tutti i canali
possibili in grado di ascoltare questo grido d'aiuto.
Signori...che altro dirvi? Il caso umano è molto serio.
Ripeto: se
avete bisogno di parlare personalmente con qualcuno del
gruppo,
fatecelo sapere e sarete contattati sicuramente.
Grazie per averci letti, grazie se accoglierete il nostro
grido di
aiuto, grazie per Azzurra.
Riceviamo
dai compagni di Roccasecca e pubblichiamo:
Le dichiarazioni di
Matarrese secondo cui il morto sta nelle cose, è
prevedibile e fa quindi parte del business del pallone,
vanno oltre. Il cinismo del padrone si esprime in tutta la
sua ignominia, spingendo a considerare come inevitabili
costi di produzione i quattro morti al giorno (circa, mica
vogliamo sottilizzare?) sui cantieri e nelle fabbriche;
altrettanto varrebbe per il comparto produttivo della
pubblicità legata allo sport. Peccato che, a parte
l'evidente enormità di un calcolo tanto schifoso sui rischi
del lavoro, c'è da rimarcare che anche stavolta, il rischio
non lo corre chi guadagna. Il signor Matarrese, pur con il
suo italiano stentato, rende bene l'idea di cosa significhi
per il padrone l'idea del profitto. Un po' Marchese del
Grillo e un po' caporale considera i poveri cristi che
lavorano nell'ambito delle sue imprese come ferri da lavoro
e null'altro, ognuno di essi semplice instrumentum
vocale, attrezzo parlante per dirla con i latini che
così definivano gli schiavi.
Che sia un poliziotto
o un muratore, poco cambia. L'importante è che "lo
spettacolo deve continuare". Ma non ci sfugge a quale
spettacolo si riferisse il signor Matarrese, nella sua
semplicità lessicale: dato il cinismo che esplode come una
bomba carta dalle sue farneticanti parole non vi sono dubbi
che egli non sia certo animato dalla compassione per i
poveri tifosi che rimarrebbero delusi dalla privazione del
loro giocattolo preferito. Il gioco eccitante che deve
continuare è quello dell'accumulazione di profitti enormi attraverso
il consolidamento di un sistema di disvalori seducente
come il profumo del potere.
Non siamo noi a vedere
il conflitto di classe dovunque: sarebbe ora che altri
cominciassero a prendere atto che quello che hanno creduto
il migliore sistema possibile produce ricchezze infinite per
pochi e costi insopportabili per tutti gli altri.
Il poliziotto morto
lascia una società più povera, perché dopo le prime
dichiarazioni e qualche estemporanea e provvisoria pezza a
colore per narcotizzare l'opinione pubblica già presa dallo
sciopero dei benzinai tutto continuerà a marciare nella
direzione del magnifico progredire del profitto. Basterà
una bella intervistina di rettifica dove si dirà con
stupore che si tratta di un fraintendimento e tutto è a
posto. Perché lo spettacolo deve continuare.
Sulla
base di Vicenza, dove i nostri amici Americani vogliono fare
un grosso
investimento produttivo a tutto vantaggio delle imprese della
provincia, il
Governo (volenteroso?) ha detto di sì. Le motivazioni
sbalordiscono più del
fatto in sé. Sono due principalmente, ma è difficile
stabilire quale sia più
scandalosa.
La prima: è un impegno preso dal precedente governo
nazionale, e non
possiamo eluderlo come paese.
Ma come?! non ci avevano detto che quel governo andava
cacciato perché
incapace, non ne azzeccava una, era subalterno agli americani
e faceva la
guerra contro il parere dei cittadini? E non avevamo votato e
fatto votare
contro quel governo perché si avviasse una svolta, un cambio
di indirizzo
nella politica italiana, e di quella internazionale in
particolare visto che
sull'Iraq si era giocata gran parte della campagna elettorale?
Lo sappiamo
bene che l'Iraq è altra cosa, ma per caso l'Unione si era
impegnata a
rafforzare la presenza militare alleata nel nostro territorio?
Non
avevamo gridato allo scandalo sulla vicenda ormai insabbiata
accuratamente
della base di Taranto? Quale sarebbe la svolta, o quale il
paese che si è
impegnato a consentire il raddoppio della installazione del
paese amico?
La seconda: non lo sapevamo, altrimenti ci saremmo opposti
prima che il
precedente governo si impegnasse.
Ma allora si mette in gioco anche la sovranità di questo
paese! La
Costituzione l'assegna al popolo attraverso le sue
rappresentanze
istituzionali, ma a quanto pare (e ci crediamo in pieno)
neanche i
parlamentari ne sapevano nulla. Per cui il vecchio governo
deve aver
lavorato di nascosto, ha promesso un pezzo di sovranità ad un
paese per
quanto amico e benvoluto, ma all'insaputa del sovrano vero
ossia del popolo
e dei suoi rappresentanti. E il nuovo Governo, invece di
preoccuparsi di
recuperare credibilità e legalità, ad esempio investendo
anche il popolo
direttamente di una tale decisione, si limita a dire "che
ce posso fa'?"
Noi vogliamo molto bene al centro-sinistra, con tutti i suoi
limiti e le sue
condizioni oggettive. Ma sarebbe bene che anche il
centro-sinistra volesse
bene un poco anche a noi, perché non esiste amore a senso
unico, e noi siamo
gente poco incline all'ascetismo o alla rassegnazione.
Fraterni saluti.
***********************************
Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca www.rossorosso.it
Tratto
dal sito www.cronacheisolane.it,
pubblichiamo una risposta di una cittadina alle solite e
abituali insensate menzogne al "veleno" del
"fascista e sfascista" Giacomo Grondona di AN. Alla
signora rivolgiamo i nostri più vivi e sinceri complimenti per
aver espresso il pensiero e l'opinione della stragrande
maggioranza dei maddalenini nei confronti del personaggio in
oggetto e del suo degno partito che rappresenta!
Vorrei
rispondere alla lettera del signor Grondona,
la quale fa
percepire attraverso le righe, l'asprezza e il
disprezzo politico per
il presidente Soru.
Gradirei farle notare alcune cose che forse
nella foga del dissenso
non ha notato.
1° L'Arsenale Militare Italiano ci ha lasciato da
molto tempo e non ho
visto reazioni dure e pressanti, ne da parte sua, ne
del suo partito,
contro un depauperamento che si è venuto creando in
un lungo arco di
tempo. (Dove gli scioperi? dove le manifestazioni o
i richiami al
proprio partito in difesa dell'arsenale?)
Naturalmente questa critica è
rivolta anche a tutti i dipendenti attuali che
vissero tranquilli e
beati nella loro sicurezza lavorativa, molti di
questi, sindacalisti,
che oggi viaggiano per Cagliari a difesa del loro
interesse economico,
per quanto sacrosanto, ma dico io "PELOSO"
perchè avrebbero dovuto
farlo a suo tempo nell' interesse di tutti, ne
andava della nostra
generale economia.
2°La Marina Americana ha i propri scopi . Viene e
va, secondo le
logiche che riguardano il loro sistema politico
economico e militare.
Noi Italiani siamo microrganismi, schiacciati dai
nostri bisogni,
inaciditi per aver perso una parte della nostra
economia, bisognosi di
buttare il carico sulle spalle di qualcuno.
3° Il presidente Soru é una persona per bene,
Intelligente, generosa
nei riguardi della sua terra e dei suoi
corregionali,
stà ridando dignità ai sardi, quella dignità che
da qualche anno a
questa parte è mancata e forse, questo infastidisce
molti politicanti
che avrebbero voluto calarsi le braghe di fronte ai
paperoni fantasiosi
e solleticanti ,che hanno circolato nel nostro
territorio, con o senza
investiture, ma in grado di far sognare carriere
dorate.
Ricordo al signor Grondona l'arrivo nel Comune della
nostra città del
ministro Matteoli, quando, lo stesso, non ha voluto
rivolgere il saluto
nel salone comunale al nostro Sindaco Birardi.
L'acutezza critica del del signor Grondona viaggia
in una sola
direzione, perchè ignora molti fatterelli del
periodo passato, quando
il suo partito era al governo ed il presidente
,anzi... i presidenti di
allora ( PILI E MASALA), vicini al suo pensiero
politico e la
Maddalena andava come andava, cioè molto male
e nessuno mai si ha
preso la briga di venire e parlarne con noi per
cercare di trovare
soluzioni per risolvere anche un solo piccolo
problema, CHI LI HA VISTI
MAI?...
Ricordo anche un sindaco del suo partito
accogliere con tanto di
fascia tricolore i signori ex reali che forse, a
conoscere bene la
storia e la costituzione democratica del nostro
paese non meritavano
una tale accoglienza.
4°Vorrei portare a conoscenza del Signor Grondona
che io non sventolo
bandiere politiche, non ho interessi personali che
abbiano risentito
delle sue critiche verso il nostro governatore, il
quale, tra l'altro
sa difendersi molto bene anche da solo.
Se ho risposto alla sua lettera e per una visione
tutta mia di
giustizia, critica verso un sistema
DISTRUTTIVO CALCOLATO che porta
solo visioni distorte per un interesse di parte, che
sia politico o di
altre nature, e con ciò si reca danni alla comunità,
perchè purtroppo
persone poco informate, bevono tutto il fango che
viene propinato.
Mi scuso se con ciò ho recato disturbo a qualche
sensibilità
particolare .
Saluto e ringrazio per l'attenzione.
Alba Leoni
Riceviamo da un nostro
compagno in rete e volentieri giriamo a tutti.
Stamattina
ho captato un notiziario in italiano trasmesso
dall'emittente "VOIRI" (voce dell'Iran). Si
"becca" sulle onde corte (SW) a 13620 kHz e, a
intervalli regolari, trasmette in italiano. Il notiziario di
stamattina faceva un elenco dei paesi che hanno aderito al
trattato per vietare la costruzione delle "cluster
bombs", le bombe a grappolo tanto micidiali quando
vengono lanciate e ancor più micidiali dopo la fine dei
combattimenti. Fra i pochi paesi non ancora aderenti a
questo trattato, a dire del cronista, c'è l'Italia. Mah!
Si
parlava inoltre dell'atteggiamento degli USA nei confronti
degli altri paesi sottolineando la frase "o con noi o
contro di noi" relazionandola alla presunta funzione di
"dispensatore di pace e democrazia" di cui si
riveste il governo degli USA.
Il
cronista, poi, ha parlato della questione palestinese e
sosteneva, pur non dubitando sull'entità dell'olocausto,
che l'olocausto stesso è stato usato come pretesto per
giustificare le violenze che si sono verificate quando è
stato costituito lo stato di Israele e che continuano a
verificarsi. A suo dire anche stamattina ci sono stati
pesanti bombardamenti israeliani sul lato nord della
Striscia di Gaza che hanno coinvolto insediamenti civili.
Sui nostri notiziari, naturalmente, neanche se ne parla.
Da un
po' di tempo mi sto dedicando alla ricerca di emittenti
straniere tramite le "onde corte"; nell'era dei
satelliti può sembrare anacronistico andare a cercare
qualche frammento di onda radio che proviene dall'altro capo
del mondo però "a me mi piace"... che ti devo
dire?
A
presto!
Antonio
Troppo
forte, 'sta destra! Da tempo sappiamo che nel loro fantasioso
mondo
di realtà virtuale riescono a mettere insieme concetti
apparentemente
contraddittori e a far convivere predicazioni e razzolamenti che
nessun
altro immaginerebbe accostabili.
Fateci caso, come diceva Aldo Fabrizi: parlano di sviluppo e di
competitività dell'azienda Italia e portano i soldi all'estero,
vogliono lo
scontro con l'Europa - da Nazione maschia e romana quale siamo -
e poi
legiferano per il secessionismo, assumono come valore unico
"le" libertà e
poi lavorano per il premierato forte e la sterilizzazione del
Parlamento,
mandano i soldati in guerra e gli dicono che vanno a fare la
pace, e così
via.
Però stavolta hanno avuto davvero un colpo d'estro che nemmeno
Dalì o
Fregoli. Questi stilisti della capriola, veri e propri
giocolieri
dell'ossimoro, si sono lanciati nel salto mortale della
trasformazione con
tripla faccia tosta, e hanno inviato a rappresentare loro e i
loro elettori
(ma a rigore tutto il paese) in commissione antimafia indovinate
chi? I
signori onorevoli Paolo Cirino Pomicino ed Elio Vito, ambedue
condannati in
via definitiva per corruzione.
Il secondo, noto con il simpatico nomignolo di "Mister
Centomila" che allude
al numero di preferenze ottenute alle elezioni di qualche tempo
fa nel suo
collegio di Napoli, ha addirittura dovuto restituire una parte
del malloppo
tangentizio (5 miliarducci di lire).
Ora, può darsi benissimo che il Signor Elio Vito peschi tutti
quei voti a
Napoli perché è un simpatico scavezzacollo che piace un sacco
a tutte le
generazioni di presoncine perbene che abitano quei rioni, ma
nonostante
questo, ha beccato due anni di soggiorno nelle patrie galere
(mai
scontati, ça va sans dire!) per 22 fatti di tangenti.
Però, forse noi siamo troppo sospettosi, non è la prima volta
che ci assale
questo dubbio atroce e spesso non troviamo pace sentendoci così
meschini da
mettere in discussione la buona fede di questi filantropici
piduisti. Ci
disperiamo, nel vano tentativo di scacciare dalla mente il
realistico
pensiero che invece costoro, cristianamente e amorevolmente,
agiscano
secondo una condotta umanitaria, perché non ne accettiamo
l'evidenza
incattiviti come siamo da decenni di rimuginamenti sulle nefande
teorie
leniniste dello Stato. E invece, probabilemnte è proprio così:
costoro, nel
fervore della vocazione al perdono, volti a sacrificare sé
stessi, la loro
faccia e l'intero Paese pur di recuperare al bene qualche
pecorella (nel
senso di gregge, ché l'avvocato Pecorella è già
abbondantemente a posto) non
esitano a mettersi sotto i piedi tutte le stupide enunciazioni
dogmatiche
quali dignità istituzionale, affidabilità, trasparenza,
deontologia,
eccetera.
Del resto dovremmo esser loro grati, non solo per questa alta
professione di
spirito di servizio verso gli ultimi (in senso morale, dite
voi?), ma anche
perché almeno un criterio è saldamente difeso nella selezione
di tali
personaggi: quello della competenza, che ai signori prescelti
non manca
di certo, vista l'esperienza maturata in anni di carriera
prestigiosa.
Che aspettarsi ora? Forse Riina alla Giustizia e Provenzano agli
Interni
potrebbero essere un bel passo avanti. Ma non ditelo forte che
qualcuno,
prima o poi, potrebbe prendevi sul serio.
Fraterni saluti.
***********************************
Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca www.rossorosso.it
***********************************
A voi questo gustoso
pezzo tratto da www.vernacoliere.com
per rinfrancare lo spirito (ma non sappiamo fino a che
punto).
Senza peli sulla lingua
Toccare l'otto per mille
Ve
l’immaginate se qualcuno avesse proposto, fra le varie spese
da tagliare nella Finanziaria, anche la riduzione dell’otto
per mille alle confessioni religiose?
Un bel macello, sarebbe successo. Già è bastata
l’intenzione di voler ridurre un po’ gli sprechi di tanti
enti locali, comunali provinciali e regionali, di voler
sfoltire un po’ le schiere d’amministratori che affollano
consigli, assessorati e presidenze, e subito l’Italia degli
apparati partitico-burocratici è scesa in piazza a protestare
di non poter risparmiare su niente, nemmeno su pranzi e cene
di rappresentanza e convegni e tavole rotonde che finiscono
sempre in tavole apparecchiate e consulenze e viaggi ad uso
d’interessi personali e delle clientele.
Un po’ come l’Italia delle corporazioni e delle lobbies,
degli ordini professionali e delle più varie associazioni,
tutti in piazza ad alzare pubblici lai anch’essi: tassisti e
farmacisti, avvocati e notai, architetti e giornalisti e tanti
altri professionisti, tutti reclamando l’intangibilità di
privilegi e rendite di posizione, appena hanno temuto di dover
rinunciare a qualche cosa.
E gli evasori, poi. È bastato pubblicare un po’ delle loro
dichiarazioni dei redditi grottesche, e tutti subito a
protestare la loro miseria, la loro impossibilità di dover
dichiarare magari la metà di ciò che incassano al nero. E
mica solo i commercianti e gli artigiani: anche fior di
professionisti e professoroni e principi del foro con studi
hollywoodiani in centro eppure poverissimi, a sentire quanto
dichiarano al fisco. E dal fisco indisturbati quasi sempre,
anche loro.
Già un paese intero in rivolta, solo per questo. Che poi è
materia civile. Figuriamoci in materia religiosa. Che roba
religiosa invero non è, l’otto per mille. Ma in un paese
confessionale come il nostro diviene religione anche
l’interesse economico delle chiese. In questo caso
soprattutto la chiesa cattolica. Alla quale il Concordato
craxiano del 1984 ha garantito, in sostituzione delle
“congrue” concordate nel ’29 con Mussolini, una larga
fetta del gettito dell’8 per mille sulle tasse degli
italiani. Che nei fatti però non è solo il gettito di coloro
che appositamente firmano sulla dichiarazione dei redditi la
scelta di dare l’otto per mille o allo stato o alla chiesa
cattolica o ad altre confessioni religiose, ma anche di quelli
– e sono la maggioranza - che non scelgono niente pensando
magari di lasciar tutto al bilancio statale. Illusione, o
“trucchetto” come qualcuno preferisce dire. Anche il loro
otto per mille infatti viene ripartito fra i soliti
beneficiari, in proporzione alle preferenze ottenute da
ciascuno. La chiesa cattolica per esempio ha avuto nel 2004,
sulla base delle scelte del 2000 (il pagamento avviene a
quattro anni, salvo gli acconti ma solo per il Vaticano, ed
anche questa è una bella storia), ben 783 milioni d’euro;
di cui 310 milioni con l’87% delle preferenze espresse, e
473 milioni provenienti dalle tasse di chi invece non aveva
espresso alcuna scelta.
Ve l’immaginate se allora qualcuno avesse ipotizzato che
magari quelle centinaia di milioni d’euro non assegnati alla
chiesa dai contribuenti restassero allo Stato come logica e
necessità vorrebbero, ad alleggerire un po’ anche quelli il
deficit di bilancio? E questo senza nemmeno voler ridurre gli
stipendi al clero, per il cui sostentamento annuo la chiesa
denuncia 320 milioni d’euro, e l’otto per mille regolare
basterebbe.
Ma nessuno l’ha ipotizzato. Si sarebbero altrimenti viste
– nel nostro cattolicissimo paese – non solo le barricate
dei fedeli davanti alle chiese, ma sarebbero probabilmente
scesi in sciopero anche i preti. Magari non confessando più i
peccatori e non dando più l’olio santo ai moribondi. Ché
sono dei lavoratori anche i preti, infine. Ed hanno
anch’essi tutto il diritto di difendere i loro interessi di
categoria.