PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
       SEZ. GIOVANNI DEMURTAS
 
 
In occasione delle prossime elezioni regionali del 15-16 Febbraio il PDCI è schierato a sostegno del Presidente Renato Soru. In questo clima di trasformismo politico è necessario ribadire la nostra lealtà verso il centrosinistra sardo e il suo presidente, appoggiando e condividendo i programmi e linee della giunta regionale fino ad oggi attuate. In particolare a La Maddalena l'impegno e l'attenzione di Renato Soru non può essere messa in discussione, basterebbero gli oltre venti milioni di euro stanziati per il nostro comune per edilizia popolare, sanità pubblica, arredo urbano, centro storico e portualità. Inoltre ricordiamo le battaglie, condivise dal PDCI, per liberare l'isola dal peso delle servitù militari e dai vincoli dell'inutile ente parco, oltre che l'attuale vertenza con il ministero difesa per "Guardia del Moro" ultimo tassello utile per favorire la riconversione economica a La Maddalena. Un'attenzione costante del governatore e della sua giunta mai avuta in precedenza, quando gli amministratori regionali si degnavano della loro presenza solo per motivi elettorali. Pertanto con coerenza daremo il nostro pieno sostegno a Renato Soru, unico candidato possibile alla guida del nostro schieramento, e per l'occasione la sezione Giovanni Demurtas è lieta di annunciare il nome del nostro candidato locale presente nelle liste del PDCI: il compagno Luca Vitiello, un giovane maddalenino di 25 anni, membro del direttivo di sezione. Questa candidatura è una scelta ponderata e approvata all'unanimità dalla sezione, con il favore del comitato provinciale e regionale. Un premio per tutti i giovani che ogni anno con passione e costanza scelgono di iscriversi e fare politica nel nostro partito, un chiaro segnale di voglia di rinnovamento e cambiamento , per iniziare una nuova stagione politica senza veleni, polemiche e personalismi esasperati che in questi ultimi decenni hanno causato spesso la paralisi politico-amministrativa a La Maddalena. La candidatura di Luca Vitiello vuole essere anche di esempio per rinnovare la classe politica maddalenina oramai obsoleta e inadeguata, per affrontare gli epocali cambiamenti che porteranno ad una necessaria riconversione economica senza nostalgie e ripensamenti, pertanto il PDCI continuerà a dare il suo conributo con orgoglio e lealtà anche al Sindaco Comiti e all'amministrazione comunale che con Renato Soru è in perfetta sintonia riguardo i progetti e le grandi opere che si stanno avviando con successo a La Maddalena.
 
 
 
 
 

 

 

  Libertà d' informazione

Sezione "Giovanni Demurtas" La Maddalena

                                           La Voce del popolo

                SCRIVICI E NOI PUBBLICHEREMO IL TUO PENSIERO !

                               segretario@pdcilamaddalena.com                         

libertà di informazione"Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perche' la menzogna entra nella qualifica professionale.
Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o a dei manutengoli."

Antonio Gramsci  


 

Ed il Giuda sarei io ? Contro di me solo frustrati e fannulloni…

Innanzitutto un consiglio : questo articolo va letto col sorriso sulle labbra e con mente libera dai pregiudizi e dalle invidie perché un sorriso aiuta a prevenire anche gli infarti, mentre l’odio e la frustrazione che albergano nel cuore di certe persone statisticamente ne provocano a bizzeffe !

Con tutti i problemi di questo paese dove per la prima volta un amministrazione comunale della quale, detto per inciso, non condivido nulla, dimostra la buona volontà di permettere alla nostra comunità di potersi finalmente esprimere sul parco, una minoranza di frustrati, protesi alla difesa di interessi e privilegi anacronistici, tra i quali ne spicca in particolare uno  al quale questo scritto è dedicato, da qualche tempo fa di tutto per vanificare il lavoro degli ultimi quattordici anni ovvero tre raccolte di firme pro referendum ed innumerevoli battaglie consiliari, politiche e civili mie e di altri amici.

La lotta quindi è tra il sottoscritto che da cultore della democrazia partecipativa vuole sapere il parere dei maddalenini e tra chi invece ha l’interesse a mantenere lo status quo da cui trae i mezzi per vivere senza produrre alcunché, neppure in termini di idee, vivere cioè senza fare nulla di concreto o produttivo, cosa che accade anche alle più orripilanti tra le creature, i parassiti come le zecche, le quali almeno servono da nutrimento a qualche uccello insettivoro (anche se ne sono rimasti davvero pochi…)

Secondo questo“qualcuno” La Maddalena non è più una terra di e per uomini liberi.

E',anzi, secondo il pittoresco quanto astioso personaggio, un luogo dove la gente dovrebbe avere paura a muoversi ed addirittura respirare perché c’è lui che “controlla” visto che le autorità istituzionalmente competenti, evidentemente, non lo fanno a sufficienza o con diligente zelo.

Egli dimostra giornalmente d’appartenere a quella genìa di persone pronte magari a beatificare un “pentito” non dissimile dalle canaglie che sciolgono i bambini nell'acido per poi pagarsi lo sconto di pena denunziando quelli che gli stanno antipatici.

Il “nostro” ha in tasca una tessera da giornalista, pur se facilmente revocabile dopo una semplice prova di alfabetizzazione, ad esempio facendogli scrivere un pezzo sotto dettatura, come giornalista (?) è famoso infatti come massacratore della lingua di Dante ed è anche noto come una sottospecie di Parrinieddu appena ripulito, in effetti nulla di necessario come e più di questo al funzionamento della società civile.

Siamo disposti ad accettare l’ esistenza di certi pennivendoli perché al mondo c’è ancora aria da respirare per tutti e perchè siamo dei veri democratici e liberali, ma a patto che non siano iscarioti e diffamatori o, peggio ancora, calunniatori.

Vero è che il tizio che sta facendo felice i pochi (finti) moralisti nostrani pari suoi appartiene ufficialmente alla categoria dei "giornalisti", vale a dire che è, o meglio dovrebbe essere, un servitore dei lettori.

Invece questi, tramite i direttori dei giornali d’informazione per i quali ha scritto, lo hanno  preso a pedate (metaforiche) per volere unanime dei lettori-padroni ed egli si è trasformato, per vendetta, invidia e frustrazione, in una specie di delatore nonché di fustigatore di costumi altrui !

Per farla breve, ha tentato di infangare amici, conoscenti ed anche perfetti sconosciuti per futili motivi. La sua caccia alle streghe gli fa compiere autentiche porcate, come la pubblicazione di email private per dimostrare quanto “qualcuno” (io, il Giuda) sia scorretto ( un email dove peraltro lo difendevo ) fornitagli una persona che lo accusava di diverse infamità, (il nostro nella sua ignoranza atavica non sa che le corrispondenze private sono protette dalla normativa di uno stato di diritto) e vorrebbe dettare anche  altre regole di vita e di lavoro.

Ad esempio : non è consentito a familiari o pensionati di lavorare ( dimenticando che, giusto per puntualizzare, il sottoscritto NON usufruisce della legge 335  o di uno stipendio statale come una persona della quale questo frustrato personaggio si è fatto difensore e che nonostante riceva appunto uno stipendio statale lo “arrotondi” , talvolta, conducendo i turisti in giro con un pulmino.

Ora mi domando, se il nostro giornalista sedicente paladino della giustizia fosse così giusto, non dovrebbe denunciare anche coloro che gli sono “vicini”? Non  dovrebbe denunciare tra i presunti “abusivi”  anche i propri familiari che lavorano dietro il banco di un negozio (dopo essere stati cacciati dalla moglie di un immobiliarista regolarmente iscritto e per questo oggi,forse, diventato ex amico ed ex sponsor del suo sito web ). No !!! Questo naturalmente non lo fa!

Il povero frustrato si limita a diffamare, accusando di abusivismo, solo chi osa  pensarla diversamente da lui oppure prendendosela con persone che non sono in grado di difendersi,  arrogandosi anche il diritto di stabilire quando iniziare a diffamare qualcuno per poi decidere, sempre lui,  quando terminare d’insultarlo magari, come è già successo col Sindaco Comiti, sotto la minaccia della spada di Damocle di una querela.

Ultimamente, dopo essersi eretto anche a “censore”  pretende di giudicare chi può o non può candidarsi ed emette giudizi insindacabili su coloro che sono stati “puniti” ( … ama molto la parola punizione parola cara anche a persone notoriamente perverse come i masochisti) dalla “gente” che non “gradiva il suo comportamento” ( naturalmente riferito al sottoscritto ) dimenticando che l’unica volta che si candidò in un elezione nelle file dell’allora potentissima Democrazia Cristiana non solo non fu eletto ma fu coniato in suo onore un simpaticissimo slogan che ancora provoca in città l’ilarità generale << se hai persu u’ ciarbeddu vota XXXXXXXX !>>

E’ convinto il nostro Parriniedducensore che sia sempre lui a poter stabilire quello che si può e quello che non si può fare nell’ambito della libertà di espressione ma siccome non si puo’ pretendere che questo poveraccio possa comprendere quello che legge (…e talvolta anche quello che scrive), sorvoliamo pietosamente sulle minchiate che ha trascritto nei suoi ultimi sempre più sconfusionati, sgrammaticati e cervellotici “pezzi” (dove nomi, fatti e prove non ne fa mai limitandosi a gettare un po’ di fango a destra e manca divertendosi ad attribuire soprannomi tipo “la bionda”, “prezzemolino”, “la dama bianca” a stimati cittadini ed onesti lavoratori), facendo copia ed incolla perché sennò avrebbe fatto uno dei suoi soliti, incomprensibili pastrocchi.

Cogliamo l’occasione per ricordargli di andarsi a leggere, sempre sperando che ci capisca qualcosa, la Legge 7 marzo 2001, n. 62 la quale, evidentemente, non è presente in nessuna delle cartelle o “dossier” che vanta di avere su tutto e riguardante tutti tentando di “spararli” in modo ricattatorio ( brrrr…siamo in tanti ad essere spaventati dalle minacce ! )  come ha fatto con quella “povera donna”, parole sue, di mia moglie alla quale “se non fossi stato zitto” avrebbe rivelato chissà cosa sul mio passato ricevendo, naturalmente, adeguata quanto educata ed ultimativa risposta.

Da maestro di giornalismo (nella sua mente forse immagina di essere la reincarnazione del grande Montanelli) pretende di dare “lezioni”  oltre che su ciò che può fare un cittadino nell’esercizio dei suoi diritti costituzionali anche ai suoi colleghi giornalisti : “le radio parrocchiali non possono…” , il tale collega non ha scritto, quell’altro collega ha taciuto, certa stampa non è libera insomma la sua megalomania non ha più limiti facendolo arrivare al punto di ergersi a moralizzatore di quei siti web locali con aggiornamenti non periodici ( compresi nella già citata legge da lui ignorata ) che non hanno bisogno di un direttore responsabile con tessera da giornalista o che raccolgono, come afferma con granitica certezza, “pubblicità in nero”  o contro il sottoscritto che si diverte di tanto in tanto, sempre nell’ambito della libertà di espressione che la costituzione garantisce, di diffondere, con il contributo economico volontario di qualche amico il foglio in A3 chiamato Ecoballe, ( che egli naturalmente non approva, probabilmente dato il successo, per pura invidia, come da statuto dei giornalisti, ordine peraltro che presto, sembra, verrà giustamente abolito poiché esiste solo in Italia e che tra i suoi demeriti ha quello di aver dato una tessera ad uno sgrammaticato), il quale ha riscosso a La Maddalena un successo inaspettato anche per noi e nel quale, senza la maleducazione e la volgarità a tale personaggio proprie, basta leggersi qualcuno dei suoi “pezzi” conditi spesso con scurrilità da carrettiere e da vignette da vietare ai minori, diffonde il pensiero del Comitato per il Referendum consultivo che mi onoro di presiedere ed anche quello di molti che del comitato non fanno parte e che continuano a chiederci di continuare a diffondere Ecoballe.

Guarda la (presunta) pagliuzza nell’occhio altrui il nostro Parrinieddu e non vede le travi che ha conficcate in entrambi gli occhi !

A proposito di siti web con aggiornamenti periodici : ma il suo sito sarà registrato all’ USPI  ( Unione stampa periodica italiana) come testata giornalistica ? Sarà iscritto al registro della stampa del Tribunale di Tempio ?

Caro Parrinieddu non voglio, per usare parole tue, sparare sulla Croce o sulla Mezzaluna Rossa ( non sono razzista io !) e lascerò, anzi lasceremo (….e si, non sarò solo !) eventualmente quest’onere agli avvocati a tempo e luogo e quindi termino con un consiglio : vivi e lascia vivere e, soprattutto, non confondere i doveri civici con la vendetta che alla fine lascia solo l’amaro in bocca e non risolve i suoi problemi e quelli altrui ovvero quelli, ben più importanti, rispetto ai suoi, della nostra comunità.

Francesco VITTIELLO

 

 

 

 Riceviamo dall'amico Danilo e volentieri pubblichiamo la sua opinione su un tema di grande attualità:

PERCHE’ NON SONO ANDATO A VOTARE COME SEMPRE

E’ UN DOVERE  INDISCUTIBILE…

…votare, certo, è un dovere non solo perché viviamo in una società e tutti volenti o nolenti ne facciamo parte, l’influenziamo e ne siamo influenzati, attraverso innumerevoli gesti quotidiani giorno dopo per tutta la vita, ma è un dovere per noi stessi nella speranza di stare sempre bene e vivere al meglio sotto tutti i punti di vista.

…LA POLITICA  NASCE

…dall’esigenza di vivere bene, tutti indistintamente, dalla razza, dal credo, dai gusti, etc.,  single, sposato o padre, bambino o anziano. La politica nasce come soluzione indispensabile e inevitabile agli innumerevoli problemi degli esseri umani, razza intelligente ed in evoluzione costante. Nasce quindi senza bandiera ne colori, ma nasce da tutti e per tutti.

…LO SPIRITO DEL VOTO…

…ho ascoltato i candidati, nei loro discorsi, nei loro programmi, nelle loro intenzioni, nelle promesse. Ho ascoltato tutti, a prescindere dal colore o dalle tendenze,  perché mi sento libero di pensare ogni cosa a modo mio in totale autocoscienza, sempre, aperto ad ogni pensiero o idea uguale o diversa, ma potenzialmente buona, efficiente, intelligente, utile per tutti. Non ha senso schierarsi per ideali di base, quando la vita offre innumerevoli principi morali in continua evoluzione da sempre e per sempre. Idee e posizioni alcune forse certe ed eterne altre meno, forse discutibili, pronte ad essere abbandonate per altre. E’ con questo spirito che bisognerebbe votare, ed io con questo spirito ho provato ad ascoltare tutti,  per dare il mio voto.

…ECCO PERCHE’ NON VADO A VOTARE…

…ho sentito tutti discorsi importanti , tutti improntati al benessere di ogni cittadino, tutti mirati a risolvere i problemi quotidiani che ci fanno vivere male, radicati nel malessere economico. Ho sentito proposte e intenzioni ottime, ideali sani,. Ho ascoltato parole sante, parole che già rumoreggiavano dentro di me e di tutti, parole che avrei e avremo sempre desiderato sentire (ma che in realtà sentiamo da sempre). Non ricordo di aver sentito dire una sola cosa che qualcuno potesse contestare come non buona. A questo punto avrei potuto votare chiunque perché chiunque vuole porre rimedio a tutti i problemi e vuole il benessere della gente. Ma tutto questo dire, affermare, si è detto sempre dopo, solo dopo aver denigrato, infangato, sbugiardato, calunniato, ed essersi contrapposto nella totalità agli altri candidati. Eppure parlavano delle stesse cose e avevano intenzioni identiche!!!!! Hanno usato gran parte del loro tempo, delle loro parole, dell’inchiostro e della loro immagine per dire male dei loro “concorrenti” (perché sono solo dei concorrenti), per attirarsi gente mettendo in cattiva luce gli altri. Come fosse una forma di gara, vince chi riesce a convincere più gente dubbiosa e sincera, non con idee concrete ma nel dissuaderli a non votare gli altri, bugiardi, ladri, falliti. . . gli altri non sono riusciti, mentre noi…noi siamo stati gli unici…solo noi …loro invece…votateci

Ecco perché non vado a votare perché tutti hanno detto le stesse cose belle e tutti hanno gonfiato le parole male sugli altri, e siccome la mia bandiera è fatta di tutti i colori, ho notato che a nessuno frega un cazzo del nostro paese e di noi poveri lavoratori o poveri disoccupati. I nostri politici pensano ai soldi loro, ad essere potenti, ad essere importanti. Nessuno di loro desidera risolvere i problemi dell’Italia, sono posseduti tutti da una sorta di smania politico/sportiva sempre più simile a quell’euforia da stadio che è alla base dello sport, del tifo, della squadra, del colore, delle folle, delle urla , dei cori, e che spesso purtroppo si riscontra in chi si schiera con uno o con l’altro, rendendosi ridicolo attraverso atteggiamenti intrisi di sportività,  passione o sentimento ma che nulla hanno a che vedere con la politica, perdendo quasi la cognizione dell’individuo libero, di essere e pensare. Ecco cosa è oggi la politica, un lancio di coriandoli e musiche e una massa di corpi danzanti che sceglie la musica per i propri balli.

…NON VADO A VOTARE PERCHE’ VOTARE E’ IMPORTANTE, E NON HO VISTO E SENTITO NESSUNO AL QUALE DAREI IL MIO VOTO, CIOE’ LA POSSIBILITA’ DI PENSARE E DECIDERE ANCHE PER ME LE SORTI DI QUESTO PAESE E LE MIE.

…LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI PROBLEMI…

…della nostra società è la difficoltà di vivere decentemente a causa del costo della vita. I soldi purtroppo sono il motore della società attorno ai quali ruota ogni quasi ogni cosa. Il malessere principale è dovuto agli stipendi bassi, all’assenza di lavoro, al costo elevato di ogni cosa e ogni gesto, anche di esigenze primarie, per vivere con dignità. Mille altri problemi incombono su di noi tutti certo, la salute su tutto, la casa, la famiglia, gli anziani, i bambini, la mafia, l’inquinamento, l’amore, ma non troverete uno solo di questi elementi che in qualche modo non abbia a che fare direttamente o indirettamente con i soldi. L’Italia ha un deficit pubblico da innumerevoli anni uscito chissà quando e chissà come, a cui non si trova rimedio. Soldi nostri persi per strada, rubati, usati male.

…E’ RISAPUTO…  

…degli stipendi e delle pensioni  di deputati , ministri, politici , gente che detta le regole di tutti, fatti con i soldi pubblici, i nostri.

…ALLORA IO DICO, CAZZO…

…bisogna subito porre un freno a questa situazione paradossale, di cui si parla ogni tanto, come fosse qualcosa scesa dal cielo e in cui nessuno può mettere mano. Bisogna  subito agire, basta formulare nuove leggi, semplicemente, leggi che modificano le retribuzioni di questa gente. A prescindere che facciano il loro lavoro bene, che lo facciano male o per niente. Devono avere un salario consono al loro lavoro, uno stipendio che si allinei al rapporto salario/spese di tutti i cittadini ,o almeno, almeno, a quello degli altri ministri politici deputati di altri paesi europei. Questa è la prima incombenza di questo paese cannibale prima di ogni parola ed ogni altra idea , è da fare questo.

…E’ UNA VERGOGNA…DOPPIA

…tutti sappiamo e soggioghiamo con rassegnazione. Doppia, perché sappiamo e continuiamo a non scendere con i bastoni in piazza, a non farci rispettare, a fare la figura dei coglioni, mentre loro si godono la vita, senza sudare, senza rischiare.

…ALTRO CHE ANDARE A VOTARE…

…è l’ora della rivolta, la rivolta dei cittadini, per estinguere un male ormai radicato in questo paese come la nostra classe politica serve solo una rivolta, decisa, unita, sotto il segno del cambiamento. Via la penna, prendiamo qualche vecchio bastone di ginepro e prendiamoli tutti a calci nel culo.

…QUALCUNO POTREBBE OBIETTARE…

… che è troppo facile dire queste cose senza che di persona non si impegni nel fare o nel proporsi nel mettersi in politica. Mettersi in politica è cosa fin troppo facile, farla con il giusto spirito e i giusti propositi è cosa assai più difficile, quindi bisogna sapere, se si è portati a  fare questa cosa,  se si ha la forza, la spinta, l’entusiasmo e la voglia. Io potrei non avere uno di questi elementi e non sentirmi idoneo, capace, ne abbastanza preparato per assumermi un impegno che ritengo troppo importante. Preferisco farmi da parte e lasciare spazio a chi può essere più bravo di me, non certo per scaricare ipotetici impegni sugli altri e lavarmi le mani, ma solo per autocoscienza e obiettività. Io la mia parte la faccio, rispettando gli altri, l’ambiente, e pagando le tasse. Dalla mia, di più non posso fare. Chi si sente di fare politica vada e la faccia come si deve, potendo anche sbagliare, ma con le motivazioni per cui la politica esiste!!!!!!!!!!!!!!

      ( lettera firmata)

 

 

Riceviamo da un gruppo di amici e con molto piacere pubblichiamo:

da far girare assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti



La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in  termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''
.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI

FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!


 

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'amico Indio:

Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea, ritenendo che un politico debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore, ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del "popolo sovrano", così come la destra, posso con fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il diritto di esigere da uno Stato che si finge democratico, lo stesso trattamento dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto se ci ritenessimo stuprati della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate. Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà del popolo.
Non voglio uno Stato in cui devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione, e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro, diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti. Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto (se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce del padrone. Mai più yes man.
La democrazia ha fallito. La parola a chi ha proposte, proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche.
Non più banchieri, nè marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno. Vale troppo.

Almeno per una volta, nella vita, MERITATEVELO!
**************************************************************
PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una cosa giusta.

--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai!
www.desaparecidos.it

 

 

 

Riceviamo da un dipendente della base USA e volentieri pubblichiamo:

 

Cari lettori e lettrici,

Vorrei esprimere la  mia opinione personale riguardo l’intervento del Comandante della US Navy in occasione della cerimonia ufficiale di addio della base militare americana,  il quale ha citato solo cinque nomi di dipendenti italiani definendoli “colonne portanti dell’organizzazione”, secondo l’articolo pubblicato dal quotidiano La Nuova Sardegna del 26.01.2008.

Non voglio togliere meriti a nessuno, però mi sorge qualche domanda: questi elogi solo perché nel 1973 avevano l’età giusta per iniziare a lavorare? Oppure che cosa? Io forse li avrei definiti come una parte di quei mattoni che insieme a molti, ma molti,  altri bene incastrati e amalgamati hanno reso possibile che il muro reggesse fino ad oggi. Visto  che il commodoro americano ha voluto elogiarne solo cinque avrebbe fatto meglio a ricordarsi anche di altri dipendenti assunti dopo il 1972,  che hanno lavorato ugualmente duramente e in circostanze disagiate ed estenuanti, spesso senza aver avuto nessuna “pacca sulla spalla”.  Potrei menzionare gli addetti alle cucine che hanno lavorato in modo estenuante con turni penalizzanti sino a tarda notte per accontentare le richieste dello stesso Commodoro e il suo seguito, in modo tale che anche il semplice marinaio avesse tutto ciò che gli serviva e inoltre,in passato, per preparare feste di gala per lo stesso o anche per il suo staff . Potrei continuare con: autisti, lavoratori edili, ufficio dell’ambiente, magazzinieri e cosi via, secondo il mio parere tutti egualmente hanno contribuito a tenere efficienti i loro posti di lavoro ma purtroppo succede sempre che chi giudica guarda sempre vicino a sé,  mai più in basso! Succede spesso come in guerra ( cito questo esempio perché loro dovrebbero essere esperti in materia) dove esistono la prima linea e gli imboscati; la prima linea muore e gli imboscati prendono i meriti: dove li potremmo porre questi cinque elogiati? Fate voi!

Capisco che sarebbe stato difficile ricordarli tutti, ma nemmeno discriminare gli altri è giusto!! Sarebbe stato meglio, secondo me, menzionare tutti i dipartimenti indistintamente dalle  personali preferenze del commodoro, dato che il lavoratore non si classifica di serie  A o B, ma più esattamente in impiegati e operai,  entrambi indispensabili per  svolgere le loro mansioni utili al buon funzionamento della base, come in questo caso specifico. Anche  quest’altri  hanno un nome e cognome ma nessuno li ha mai ricordati,   perché???

Spesso succede, come in questo caso, che molte volte coloro che sono elogiati occupano anche posti di spicco e “prestigio”. Qualcuno di questi a volte trae a suo vantaggio personale i benefici del proprio posto di lavoro, ma concludendo,  mi congratulo con tutti voi, comandanti e “colonne portanti dell’organizzazione”, che avete sino all’ultimo giorno rispettato fedelmente la vostra linea e condotta . Gli altri “ poveri umili e poco importanti lavoratori” continueranno a mettere a disposizione la loro professionalità e serietà nel prossimo futuro, sperando di essere gratificati e valorizzati come meritano senza favoritismi di alcun tipo!

                                                                                     Cipputi2008  

 

 

 

Lettera degli ex dipendenti del Laboratorio della "Ricciolina" a La Maddalena alla Giunta Regionale per sensibilizzarli sulla loro situazione lavorativa: 

Illustrissimo Presidente,

abbiamo avuto il piacere di incontrarLa in occasione della Sua visita al laboratorio per il controllo della radioattività ambientale nell’arcipelago di La Maddalena, nell’ottobre del 2004, in occasione della vicenda del presunto inquinamento radioattivo nelle acque dell’arcipelago maddalenino, smentito dalle analisi effettuate dal nostro laboratorio, a seguito dell’incidente del sottomarino a propulsione nucleare americano Hartford.

Con la partenza degli americani dall’arcipelago è stato deciso di far cessare le attività di monitoraggio continuo della radioattività ambientale nel sito ed è quindi stato chiuso il laboratorio presso il quale prestavamo servizio in qualità di dipendenti di un’azienda privata, la CO. GE. MA. Generali s.r.l.. Questa ha fornito, tramite una  convenzione con l’ASL di Sassari, il servizio di monitoraggio della radioattività ambientale in tutto il territorio della ex provincia di Sassari negli ultimi vent’anni.

Per farla breve ora stiamo perdendo il posto di lavoro.

Infatti la CO. GE. MA. Generali s.r.l. non ha altri appalti nello stesso settore e i nostri profili professionali non sono più utili all’Azienda e la stessa ha avviato le pratiche per il licenziamento.

A tal proposito, ricordando le Sue dichiarazioni riguardanti il futuro lavorativo delle persone operanti nell’indotto della base americana di Santo Stefano, chiediamo un Suo gentile intervento per proporre il nostro transito nella costituenda Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sardegna (ARPAS).

Riteniamo che la nostra richiesta sia anche supportata dalla considerazione che, a nostro avviso erroneamente, non siamo stati inseriti nella ricognizione al 31/12/2004 dell’organico del  PMP di Sassari, presso il quale lavoravamo, dal quale sono state estrapolate le figure che sarebbero dovute confluire nella costituenda Agenzia (come tra l’altro disposto per il personale non strutturato ma operante presso i PMP della nostra Regione).

Per completezza dell’informazione elenchiamo di seguito i nostri nominativi e gli anni di servizio prestati nei laboratori per il monitoraggio della radioattività ambientale nelle sedi del PMP a Sassari ed a La Maddalena:

  • GianCarlo SALARIS (In servizio al PMP di Sassari ed a La Maddalena da circa 20 annii
  • Giovanni CHESSA (In servizio al PMP di Sassari ed a La Maddalena da circa 15 anni)
  • Antonio FORRIA (In servizio a La Maddalena da circa 6 anni)
  • Fabio CALLAI  (In servizio a La Maddalena da circa 6 ann

Certi del suo interessamento alla situazione esposta ed in attesa di un Suo cordiale riscontro alla presente, si porgono i più distinti saluti.

 

Firmato

GianCarlo SALARIS                                                                    Antonio FORRIA

Giovanni CHESSA                                                                     Fabio CALLAI                                             

 

 

 

Sulla situazione politica, voto welfare e unita' a sinistra arrivano le seguenti email dai compagni. Continuate a scriverci,grazie!

 

In questi giorni, passando sopra le nostre teste, stanno cercando di dipingerci il nuovo simbolo unicamente con le tinte di un improbabile arcobaleno. Il passare di queste giornate di inizio inverno detta segnali politici che non mi sono appartenuti 17 anni fa, con la Bolognina, e non mi appartengono sicuramente oggi. Per quanto mi riguarda non prestero' mai il fianco all'ammaina-bandiera di quella che e' la mia bandiera da sempre. Soprattutto non ho nessuna intenzione di apprestarmi a svendere il mio essere comunista. Lo ero, lo sono e lo rimarro'. SEMPRE !!!     Antonio

 

 

Vorrei riproporre cio' che scriveva tempo fa il Manifesto: "Ha ancora senso sostenere questo governo?" Dato che la merda la riceviamo sempre noi, come sinistra radicale o estrema a seconda dei casi e, nel caso di uno come dini, con un partito come io agata e tu, che ci tiene per i xxxxxxx ,un pd che inciucia come una puttana e personaggi impresentabili come di pietro e mastella, ripeto: ha un senso ? capisco rifondazione che se cade il governo vanno a cicoria, ma noi che dobbiamo rappresentare fasce sociali sotto pressione di questo governo di massoni, cosa racconteremo ai compagni ? che eravamo incinti ma poco poco ?   Ivan

 

 

Che rimanga un simbolo per l'alleanza elettorare, ma a questo punto e' necessario che i partiti della sinistra mantengano la loro identita' e i loro simboli autonomi (accanto al simbolo unitario - anche nelle sedi e nelle campagne elettorali).   Perla

 

 

Emergenza democratica e riforme istituzionali, blocco sociale e crisi della rappresentanza

Quale è oggi il ruolo dei comunisti nel nostro paese?

 

Lettera aperta

 

Cresce l’esigenza di un momento di confronto tempestivo e pubblico tra le realtà della sinistra di classe e alternativa nel nostro paese

E’ ormai evidente come in Italia si vada chiudendo una fase storica e se ne apra un’altra. Tutto ciò non è privo di conseguenze sul piano politico, sociale, sindacale, culturale.

Il tentativo di adeguare in questi quindici anni la Seconda Repubblica-  “non dichiarata” - alle esigenze della  accresciuta competizione globale e dei poteri forti europei, non è riuscito secondo le aspettative e le necessità  a cui aspiravano i grandi gruppi capitalistici e le classi dominanti del nostro paese. Per questo motivo si è avviata una impressionante escalation a tutto campo tesa alla normalizzazione della società ed a rendere la governabilità bipartizan un apparato irreversibile di comando, di governo e di amministrazione. A questo - e a rafforzare il carattere oligarchico dello Stato, della politica e dei poteri decisionali - servono la nuova legge elettorale (sia che nasca dagli inciuci tra Berlusconi e Veltroni sia dalle urne referendarie) e le riforme istituzionali in cantiere.

 

Gli obiettivi di questa operazione sono la liquidazione con ogni mezzo di quella “anomalia italiana”

che ha visto convivere e confliggere un capitalismo arretrato e finanziato dallo Stato con la presenza e l’azione di una identità comunista radicata nella società e nelle istanze del conflitto. L’apparato ideologico e politico che sovrintende a questa normalizzazione punta esplicitamente ad espellere il conflitto sociale come strumento di emancipazione e di relazione tra le classi e i segmenti della società. Un passaggio decisivo di questa restaurazione autoritaria è la cooptazione dei sindacati concertativi dentro uno schema neocorporativo che ne snaturi ruolo e funzione e al tempo stesso imbrigli e depotenzi il conflitto e l’insieme delle dinamiche sociali. Ritenere che padroni e lavoratori abbiano gli stessi interessi e siano la stessa cosa (come ha affermato recentemente Veltroni e come pensano i leader di Cgil Cisl Uil) è indicativo di tale impianto ideologico e politico.

Ignorare, subordinare o depotenziare gli interessi dei lavoratori, dei settori popolari, di quello che storicamente e attualmente è il blocco sociale antagonista, sta producendo inevitabilmente un deficit democratico e di rappresentanza politica evidente a tutti, soprattutto a coloro che sono attivi nei movimenti sociali o impegnati in vertenze significative.

 

Le reazioni della sinistra “storica” a tale scenario sono del tutto inadeguate e per certi aspetti devastanti che producono l’effetto di un generale disorientamento tra i ceti popolari e nei movimenti sociali. Da un lato le forze che hanno dato vita alla Sinistra Arcobaleno portano nei fatti a conclusione il processo avviatosi nel 1990 alla Bolognina facendo scomparire dallo scenario politico l’opzione comunista e di classe. Questa deriva non attiene solo alla scomparsa di una identità e presenza comunista ma travolge anche i principali punti di iniziativa nell’agenda politica (missioni e basi militari, emergenza salariale e protocollo del 23 luglio, resistenza all’offensiva oscurantista del Vaticano, decreto sulla sicurezza) rivelando una subalternità  riformista e neo-keynesiana che ipoteca pesantemente il futuro. Dall’altro la reazione a questa deriva si manifesta più come disorientamento, disagio, disillusione, ricerca di identità che come tentativo organizzato e coerente di avviare una controtendenza. E’ in tale contesto che prendono corpo – anche inconsapevolmente - scorciatoie  organizzative o precipitazioni elettoralistiche che sottovalutano passaggi decisivi e rischiano il ripetersi di esperienze già vissute con esiti fallimentari nella nostra storia recente

 

Riteniamo, diversamente, che occorra invece avviare un processo di confronto unitario tra tutte le soggettività della sinistra di classe “resistenti” o coerenti ma che non sottovalutino più o diano per scontato il rapporto con il blocco sociale antagonista. Nessuno oggi può ancora sottovalutare come la partecipazione di due partiti comunisti al governo più impopolare degli ultimi venti anni pone serissimi problemi di credibilità dell’opzione comunista a livello sociale e popolare. E’ da questa consapevolezza e da un arco di contenuti e pratiche virtuose e concrete sul terreno dei salari e del reddito, della democrazia e dell’antimilitarismo, che si può determinare l’autorevolezza teorica e la credibilità sociale dell’opzione comunista e di classe nel nostro paese e nel XXI° Secolo, anche tenendo conto di una dimensione internazionale dei problemi che condiziona pesantemente lo scenario nel nostro paese.

 

Su questa riflessione e sulle sue possibili e necessarie ricadute concrete, invitiamo tutti coloro che ricevono e condividono – in tutto o in parte – i temi posti da questa lettera aperta, ad una discussione pubblica franca e serrata ed a convocare una assemblea nazionale di confronto per costruire un comune percorso possibile.

 

La Rete dei comunisti

 

 

LETTERA APERTA AL SINDACO  DI LA MADDALENA.

Caro Sindaco,
quale presidente di una società calcistica, fondata nellormai
lontano
1988, mi trovo in una situazione davvero imbarazzante. Infatti, non
riesco a operare la difficile scelta tra il pronunciarmi con
rabbia contro il Suo ex- assessore allo sport , Gian Franco Dedola,
oppure il ringraziarlo doverosamente per essere diventato il
necroforo
del movimento sportivo a La Maddalena e per aver tolto dagli impicci
tante persone le quali, con passione e con impagabile spirito di
sacrificio rivolgono le loro attenzioni allo sport sono pochi , e
si
tratta, purtroppo, dei soliti noti.
La mia squadra, il GS Calcio femminile Caprera, sebbene sia
individuabile con una denominazione che richiama larcipelago di La
Maddalena e la sua storia, si trova a giocare a Bassacutena.
La pratica sportiva e con essa la tenuta degli assetti dei diversi
sodalizi, il coinvolgimento dei giovani, lorganizzazione di tornei
in
cui è consentito agli atleti isolani di confrontarsi con i colleghi
sardi e delle altre regioni dItalia, richiedono la disponibilità di
cospicue risorse finanziarie. I costi che sostengono le società
sportive sono oltremodo onerosi: se si aggiungono le ingiuste
prebende da pagare ai gestori dello stadio comunale sottolineo
comunale- allora non è più possibile continuare. Quando non si
dispone
dei soldi per pagare laffitto dello stadio per le ore di
allenamento
o per la partita domenicale , allora ci si trova di fronte a una
scelta, come detto: o si chiude baracca o si cerca accoglienza in un
altrove lontano dalla città di riferimento e magari ci si trova pure
meglio che a casa.
Chiedo a Lei, caro… che rappresenta tutta la comunità maddalenina, di
contribuire fattivamente al cambiamento di questa situazione di
paradosso, dove il pesce grosso divora quello piccolo, o continuando,
con i luoghi comuni, il ricco straccia il povero..
Confido nella Sua particolare sensibilità e auspico una Sua
manifestazione pubblica di solidarietà nei confronti del Caprera e di
tutti quei sodalizi che, a causa delle scelte sconsiderate dell
Assessore Dedola, non esistono più.

                                                                                                                                                 
Cordiali saluti
                                                                                                                                                 
Roberto CAU
                                                                                                                                      
Fondatore CAPRERA Calcio


Riceviamo dai compagni Fabio e Mariangela una interessante proposta che speriamo presto di mettere in pratica

Compagne e Compagni,
>> Siamo Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli, due fotografi della provincia
>> di Siena.
>> Siamo andati a Cuba nel Febbraio 2006, scegliendo di visitare la parte
>> Orientale, meno conosciuta dal turismo e quindi più pura, per fare sì un
>> viaggio, ma principalmente per conoscere una cultura diversa dalla
>> nostra, volti e sguardi che si imprimono nel cuore di chi li osserva e
>> che grazie al nostro lavoro di fotografi abbiamo potuto documentare.
>> Il viaggio che abbiamo “vissuto” ci ha dato modo di calarsi in un
>> contesto sociale che troppo spesso viene denigrato dal mondo occidentale:
>> un occhio attento di un’anima sensibile non deve mai soffermarsi all’apparenza
>> ma deve scoprire l’anima di ciò che la circonda.
>> Così Cuba si è svelata ai nostri occhi come un paese rappresentato da un
>> popolo fiero della propria storia e della propria indipendenza. E’
>> orgoglio quello che abbiamo “letto” negli occhi della gente ed è l’orgoglio
>> di Cuba che vorremmo trasmettere attraverso i nostri scatti, una miriade
>> di emozioni che si snodano in una mostra fotografica.
>> La mostra è stata intitolata “Semplicemente Cuba”, in quanto non contiene
>> in sé elementi complessi, significati multiformi con dietrologie contorte
>> (francamente non ne siamo nemmeno i tipi), vuole essere una semplice
>> narrazione di storie, di persone, di aspetti di una cultura, di un popolo
>> troppo spesso condannato da preconcetti e pregiudizi. Così abbiamo deciso
>> di non elaborare le nostre fotografie se non con una “semplice”
>> calibrazione colore, affinché tutti coloro che visiteranno la mostra,
>> osserveranno senza distrazione o artifici ciò che abbiamo visto noi: lo
>> spirito, l’essenza e la forza delle persone di Cuba.
>> La mostra prevede inoltre una sezione con elementi narrativi di autori
>> cubani miscelati ad immagini (molto avviccenti) ed è corredata da un dvd
>> con uno slide show di immagini accompagnate da una colonna sonora.
>> Inoltre sono disponibili anche dei testi sulla storia di Cuba, secondo
>> noi molto importanti, per conoscere il paese.
>> Le immagini sono proposte in vari formati, dal 30x45 montate su cornici
>> in legno, fino a pannelli 50x70 o 70x100, dipende anche dagli spazi e dal
>> budget a disposizione.
>> Il nostro obiettivo, oltre a quello di far conoscere Cuba per come la
>> conosciamo noi e non con la solita immagine stereotipata, è quello di
>> riuscire a trovare i finanziamenti per tornare a Cuba per proseguire il
>> lavoro appena cominciato per poi pubblicare un libro fotografico e
>> realizzare un documentario sulla vita del paese.
>> La mostra si fregia l’onore di avere il patrocinio dell’ Ambajada de Cuba
>> in Italia.
>> Un assaggio della mostra è possibile vederlo sul sito www.italia-cuba.it,
>> scorrendo sulla home page cliccando su mostra fotografica 2006.
>> La mostra è stata presentata nel comune di Monteroni d’Arbia (Si) nel
>> dicembre 2006 alla presenza del Consigliere Culturale dell’Ambasciata
>> Cubana Ruxandra Guillama Camba, nel maggio 2007 nel comune di San
>> Vincenzo (Li) alla presenza del Consigliere Stampa dell’Ambasciata Josè
>> Antonio Noriega, nel luglio 2007 a Roma nell’ambito della “Festa
>> Nazionale della Cultura” organizzata dal PDCI alla presenza del
>> giornalista Gianni Minà e del segretario del partito Oliviero Di liberto
>> e nel settembre 2007 nel comune di Sinalunga (Si).
>>
>> Certi della Vostra attenzione e disponibili per un appuntamento per poter
>> far visionare personalmente il nostro lavoro, porgiamo distinti saluti.
>> Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli
>> Tel. 339 7043419
>> E-mail: majafoto@hotmail.it

 

 

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo una lettera aperta di un dipendente della base USA di Santo Stefano :

Sono un dipendente della Base americana in servizio a La Maddalena e vorrei esprimere alcune considerazioni importanti al fine di fare chiarezza riguardo le ultime vicende. Premetto che non voglio interferire assolutamente sulla nota inchiesta dei presunti furti ai magazzini e comunque ricordo a tutti che esiste la presunzione di innocenza fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva. Vorrei porre all'attenzione dell'opinione pubblica e delle nostre istituzioni il disagio che stiamo vivendo e subendo soprattutto dopo l'inchiesta in oggetto, con provvedimenti punitivi ingiustamente estesi anche nei confronti di chi non è coinvolto nelle  indagini in corso. Infatti continuano ad arrivare sospensioni, come nel mio caso assolutamente estraneo ai fatti, con l'assurda motivazione " per inchiesta" senza fornire ulteriori spiegazioni nonostante le mie richieste. Trovo ingiusto e ingiustificato essere sospeso dal lavoro, seppur stipendiato, per motivazioni poco chiare e diffamanti della mia dignità personale, proprio in questi ultimi mesi che rimangono ancora fino alla chiusura della base militare di Santo Stefano. In questi anni ho sempre svolto il mio lavoro con dedizione, professionalità e onestà, pertanto non posso sopportare l'idea di terminare anticipatamente il mio lavoro lasciando pesanti dubbi e sospetti infondati riguardo la mia moralità e onorabilità! Probabilmente tali decisioni ingiustificate da parte del comando militare americano sono scaturite solamente come pretesto per "liberarsi" anticipatamente del personale dipendente italiano, secondo loro oramai inutile. Una motivazione sempre opinabile ma comunque da accettare se non fossero giustificate da sospetti diffamanti: evidentemente aldilà delle belle parole dette nelle cerimonie ufficiali il loro abbandono e la partenza da La Maddalena non è stata metabolizzata serenamente da parte degli americani! In questa delicata fase vorrei chiedere che le istituzioni italiane, cioè governo e amministrazione regionale e locale, siano vicini a noi e dall'alto della loro autorità hanno il dovere di difenderci da questo tentativo di voler fare " di tutta un'erba un fascio", bollandoci tutti come disonesti colpevoli o complici di presunti furti. In particolar modo sarei lieto se il Sindaco Angelo Comiti intervenisse personalmente convocando presso il suo ufficio il comandante americano e chiedergli le dovute spiegazioni sui provvedimenti di sospensione dal lavoro nei confronti di quei dipendenti, come il sottoscritto, estraneo a qualsiasi tipo di indagine. Oltre che sentirmi offeso personalmente non vorrei subire anche la beffa di non essere ricollocato in futuro presso altri enti pubblici a causa di questo provvedimento punitivo, ripeto per l'ennesima volta ingiustificato e privo di fondamento. Purtroppo ho letto recentemente varie teorie fantasiose come una eventuale trafugazione di "segreti militari" da parte di alcuni commessi e Magazzinieri: se non fossero coinvolti innocenti che vengono mandati a casa ci sarebbe da sorridere a queste assurdità, dato che l'eventuale fatto di "spionaggio" è avvenuto in un supermercato di generi alimentari, forse al massimo avrebbero trafugato prodotti e segretissime ricette culinarie americane,  notoriamente tutt'altro che appetibili! In questi mesi mi sono posto tante domande e una mi incuriosisce particolarmente: perchè se è vero che le autorità americane sapevano dei presunti furti da diversi anni, hanno atteso proprio il momento della loro partenza definitiva da La Maddalena per far partire le denunce con gli spettacolari blitz nelle case dei dipendenti italiani? Trovo alquanto strano e bizzarro credere che gli americani, come qualsiasi altro datore di lavoro, siano a conoscenza di essere vittime di furti dei loro prodotti e merci da parte di loro dipendenti senza intervenire tempestivamente, ma anzi lasciando che tutto continuasse come se nulla fosse, come mai? Ci sono evidenti contraddizioni e incongruenze che spero siano chiarite affinchè esca fuori la verità per il bene e la dignità di tutti i lavoratori italiani e di conseguenza di tutti i maddalenini. Noi non siamo. come forse vorrebbero far credere, una popolazione poco seria e inaffidabile ma degna del massimo rispetto e per questo motivo ribadisco che il Sindaco deve intervenire essendo il massimo rappresentante di tutti i maddalenini, presso il comando americano, chiedendo a questi prima di andare via, di ricordarsi di rispettare l'onorabilità dei lavoratori italiani e della terra che li ha volentieri ospitati. 
 
 
                                                                                   Un lavoratore onesto                                           

 

 

Riceviamo da un gruppo di dipendenti della base USA una satira amara sul reale ruolo dei loro rappresentanti sindacali aziendali:

 

                                                                                   Baratta Gianni

                                                                    Segretario Generale FISASCAT CISL

 

 

 

Vorrei congratularmi vivamente per il lavoro svolto dal delegato aziendale della CISL;

soprattutto per la sua immensa dedizione verso i suoi iscritti, e maggiormente  per il metodo innovativo e miracoloso di risolvere tutti i problemi dei lavoratori.

Infatti se ancora  non lo sapete, è incredibilmente riuscito ad occupare una posizione prima che questa fosse uscita nel bando, e successivamente ad averla avuta a distanza di 2 gg dopo che il bando sia stato pubblicato. Per informazione il bando scade il 28 Agosto 2007! Dove si è mai visto che un posto viene assegnato prima della scadenza del concorso? Potenza del nostro grande sindacato e del suo delegato!  

 

                                                                                        Gianni Baratta

                                                                   (Segretario Generale FISASCAT CISL)

 

   

 

 

 

 

Riceviamo da un dipendente italiano della base USA di Santo Stefano un amaro sfogo e una denuncia sulle loro reali condizioni di lavoro: bisogna riflettere su quanto spesso in questi 35 anni è stato tenuto nascosto con la grave complicità dei sindacati e dei colleghi stessi.

 

Voglio descrivere quello che sta avvenendo a grandi linee sul nostro posto di Lavoro:

Per motivi "reali e documentati" di salute sono andato per l’INAIL  alle cure termali e successivamente ho chiesto le ferie che mi sono state respinte perché come tutti sanno parte del personale sono stati sospesi dal lavoro.

Quando sono rientrato, ho saputo che l’orario di lavoro di sempre dalle  07.30 alle 16.30 era stato cambiato dalle 10:00 alle 19:00, cosa che a me crea non pochi problemi con mio figlio, dato che non sono residente a La Maddalena e devo viaggiare tutti i giorni; mi sono recato dal responsabile  ed ho cercato di esprimergli il mio disappunto per le ragioni sopra indicate, ma mi hanno risposto che non si potevano fare eccezioni per me. Voglio puntualizzare che secondo la mia personale opinione, con le dovute e necessarie prove, questo orario è stato creato solo per creare problemi ai dipendenti italiani. Infatti quando ero fuori sede ricevetti in differenti giorni diverse telefonate:  erano i nostri fornitori e corrieri i quali chiedevano spiegazioni sul perché avevano trovato chiuso alle ore 08:00, ciò fa capire che le ore di maggior lavoro sono la mattina dalle 08:00 in poi, perchè  le consegne si fanno prevalentemente il mattino.  Oggi per esempio mi sono recato alla posta Americana per fare delle spedizioni ed  era chiusa perché chiude alle 16:00,  allora io che ci faccio sino alle 19:00 di sera ? Loro  preferiscono, per esempio,  fare aspettare un camion per lo scarico merci solo per creare difficoltà ed indurre il personale italiano a licenziarsi.

La seconda segnalazione riguarda che sono andato a curarmi la schiena ed appena ritornato mi hanno messo a spostare casse pesanti, cosa che loro ben sanno, non posso più fare. Quando andai a lamentarmi, su loro richiesta, io gli indicai una persona di nazionalità Americana ed il responsabile rispose che la persona aveva problemi di schiena, allora gli ricordai che anch’io  avevo lo stesso problema  ma di maggiore entità.

Vorrei solo che venisse messo in evidenza questa sorta di differenza tra un Italiano , e Un Americano:  ma noi chi siamo i sostituti degli schiavi Neri dei secoli scorsi?

Inoltre voglio farvi immaginare l’aria che tira al lavoro, tutti gli americani ti sono con gli occhi addosso , non sembra un posto di lavoro ma un carcere.

Per poter prendere una chiave devi fare la fila, oppure la ricerca della persona addetto della bacheca di tutte le chiavi, e a volte ci vogliono 40 minuti di attesa!

Inoltre c’era una ragazza maddalenina che non gli è stato rinnovato il contratto e al suo posto hanno assunto il marito di una dipendete italiana di Napoli:  cittadina Italiana dunque ed anche lui Cittadino Italiano, ma come posso dimostrarvi esiste una clausola che dice che marito e moglie non possono lavorare nello stesso dipartimento , infatti anch’io tempo fa'  feci una domanda  dove lavora mia moglie e mi fu risposto che non potevo perché due coniugi o parenti non possono lavorare nello stesso dipartimento!

Spero che almeno questo mio sfogo possa far conoscere queste "schifezze" e ingiustizie alla gente comune, alle istituzioni e a quei  politici che ancora oggi pensano e sono convinti che gli Americani sono dei benefattori .

Un lavoratore della base USA di Santo Stefano

 

Riceviamo e pubblichiamo la protesta in oggetto di " superba74"

 

Buonasera, vorrei rivolgere un appunto a chi come voi dovrebbe fare qualcosa per tutelare i diritti della gente che lavora qua a La Maddalena e viene sfruttata sempre e oramai da anni dai negozianti di codesto luogo che sembra vivere al di fuori di ogni tipo di regolamentazione... e i sindacati??? Stanno a guardare, conoscendo questi sfruttamenti e non curandosene!!! Chi lavora 10 ore e viene pagato come se facesse un part-time chi lavora in nero e basta... al futuro di questi giovani non ci pensa nessuno, poi se decidono di emigrare altrove per cercare persone oneste che li paghino il giusto per l'opera che prestano si mugugna e basta!!! Basta che si pensa alla torta che ci sarà da spartirsi con le dismissioni demaniali. E' una cosa che fa pensare... I comunisti al governo e ai poveracci non ci pensa nessuno... Ci vogliono controlli per questi negozianti (senza che qualche uccellino li avvertirta prima) che questa gente arriva a casa con la schiena rotta e con un pugno di mosche!!! GIUSTIZIA SOCIALE PER I CITTADINI SFRUTTATI

                                                                                                                         superba74

 

 

Questa è la nostra risposta :

Buongiorno "superba74", innanzitutto ti ringraziamo per averci scritto e aver
esposto la tua libera opinione che noi altrettanto liberamente abbiamo già
pubblicato nel sito nella sezione" voce del popolo". Accettando sempre tutte
le idee e segnalazioni, comprese anche le critiche, abbiamo cercato di dare
comunque il massimo risalto alla tua protesta chiedendo la pubblicazione
anche nel sito "cronache isolane" con la quale siamo in stretta
collaborazione. Precisato questo vogliamo brevemente rispondere alla tua
legittima presa di posizione e ricordarti che le battaglie importanti e
serie come queste bisogna farle con la necessaria forza e coraggio, noi in
passato abbiamo sempre trovato un muro invalicabile quando abbiamo chiesto
il sostegno dei diretti interessati perchè dicevano che non potevano esporsi
per paura di perdere il posto di lavoro. Premetto che questa situazione dei
dipendenti delle attività commerciali e pubblici esercenti la viviamo spesso
in prima persona, in quanto la grande maggioranza dei nostri iscritti e
anche il sottoscritto, conosce bene il mondo del precariato, del lavoro nero
e dei contratti di lavoro virtuali, come tutti coloro che non hanno il
privilegio ( o la raccomandazione necessaria) di avere un posto fisso. Per
esperienza diretta posso dirti che
quando ho avuto bisogni di far rispettare i miei diritti ho sempre avuto il
coraggio di espormi con nome e cognome senza timori alcuni. Questo è
fondamentale per dimostrare al "padrone" che non può cavarsela e continuare
a  ricattare
con l'arma del licenziamento, le battaglie se vogliamo farle tutti insieme
noi siamo disponibili e sempre a completa disposizione, ma il principio
"dell'armiamoci e partite" non porta da nessuna parte! Devi capire che
risulta
impossibile intraprendere qualsiasi tipo di lotta se i diretti interessati,
come credo sia tu, non vogliono neanche dire pubblicamente il loro nome
nascondendosi dietro l'anonimato. Anche nel tuo caso non basta mascherarsi
dietro un pseudonimo o nickname, perchè in questo modo non ci consenti di
fare nulla di concreto, ma il massimo che possiamo è quello di
pubblicare il tuo sfogo e la tua denuncia nel sito, ma poi? Non prenderla
come una critica personale o peggio ancora come una polemica, però come
facciamo a muoverci se voi stessi, con questo atteggiamento, non ci date
nessuna autorizzazione o elementi precisi per affrontare questa importante
e insostenibile ingiustizia? Per quanto riguarda i sindacati purtroppo,
sempre per conoscenza diretta del problema, posso dirti che non sono
all'altezza di difendere i diritti dei lavoratori, anzi in molti casi sono
complici dei datori di lavoro! Chiediamo scusa se ci siamo dilungati in
questa riposta, ma la vastità dell'argomento meriterebbe ben altro spazio e
ben altri tipi di lotta, noi siamo sempre qui a disposizione di tutti coloro
che vengono calpestati nei loro diritti fondamentali come  quello del lavoro
regolarmente retribuito, ma ripetiamo ancora una volta che noi da soli senza
l'attiva vostra collaborazione non possiamo fare nulla di importante. Senza
il coraggio e la volontà vera di fare le battaglie, senza nascondersi
nell'anonimato, senza paure di nessun tipo: solo così le battaglia si
iniziano e si possono vincere.
Buona giornata e auguri per il tuo futuro.

Riceviamo e pubblichiamo una importante denuncia-verità sul sistema di pagamento on-line PAYPAL:


Sapevi che paypal ti può bloccare i fondi ?

Sapevi che finchè i soldi sono nel conto non sono tuoi ?

Sapevi che paypal si riserva tutti i diritti a sua discrezione ?

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ATTENTO ALLE MEZZE TRUFFE DI PAYPAL

ECCO LA NEWS DI SETTEMBRE PROPRIO DEDICATA A PAYPAL

Clicca qui sotto per scaricare la news in pdf

http://www.faresoldionline.info/download.htm

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ATTENZIONE! ATTENZIONE! ATTENZIONE!

UNA VOLTA SCARICATO IL FILE PDF, QUANDO LO APRI TI CHIEDERA' UNA
PASSWORD:

DEVI INSERIRE LA PASSOWRD: """  paypal  """ in minuscolo


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VALE LA PENA DI LEGGERE.

Saluti

Nicola Bertrami

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO I SALUTI DEI COMPAGNI DI GENOVA " LINEA ROSSA":

Caro compagno segretario Marco, ti ringraziamo per la tua visita lieti di sapere che il N/s lavoro è seguito ed apprezzato dai compagni della V/s sezione.
Auguri di buon lavoro a te e a tutti i compagni della Sezione Pdci de La Maddalena.
Viva il Proletariato!
Viva il Comunismo!
Luciano Bezerédy