Libertà d' informazione

Sezione "Giovanni Demurtas" La Maddalena

                                           La Voce del popolo

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libertà di informazione"Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perche' la menzogna entra nella qualifica professionale.
Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde convinzioni per far piacere a dei padroni o a dei manutengoli."

Antonio Gramsci  


 

Il mondo appartiene ai bambini tranne che…Punta Tegge !

di Tamara CANI

 

Quando a La Maddalena senti parlare di Punta Tegge e del Bar Zi’ Antò la prima cosa che ti

viene in mente sono i bambini.

Piccola spiaggia incastonata in un una penisola da sogno, sicura, accogliente, pulita con alle spalle

un locale che offre un ampia veranda scoperta con tanti tavoli ed anche molto spazio, l’ideale per i

bambini, ed anche una seconda veranda più piccola ma più intima e riservata.

Io e mio marito abbiamo iniziato a portarvi nostra figlia da quando aveva quattro mesi e, come in

ogni altro locale visitato sino a ieri notte, non era sorto mai alcun problema.

E quando scrivo “locale visitato” mi riferisco al fatto che nostra figlia è sempre stata con noi in

ogni genere di locale : dall’agriturismo più rustico al ristorante o hotel più raffinato ed esclusivo

della Sardegna.

Qualche giorno fa decidiamo di recarci con alcuni amici ed i loro bambini (di cinque e sei anni)

proprio al Bar Zi’ Antò subordinando la nostra scelta proprio alla presenza dei bambini : una

veranda così ampia avrebbe senz’altro accolto senza forzature tre bambini e la loro spontaneità

abbiamo pensato, sbagliando purtroppo !

Ribadisco che mia figlia è stata in locali ben più raffinati ed eleganti, alcuni di questi meno spaziosi

che ben poco avevano da offrire alla naturale esuberanza di un bambino, locali dove però mia

iglia non ha mai suscitato, nonostante la sua vivacità unita alla sua spiccata curiosità e simpatia,

lamentele o irritazione da parte di alcuno, gestore o cliente !

Arrivati al locale ci accomodiamo in un tavolo d’angolo nella veranda principale (circa 300 mq)

mentre altri tre o quattro tavoli laterali, il centro della veranda è infatti totalmente libero, sono

occupati da altri clienti per la maggior parte da persone di mezza età.

Tutto bene nel corso della prima ora : noi e i bambini mangiamo, chiacchieriamo e ci divertiamo.

I bambini però, come è naturale che sia, dopo aver mangiato non resistono alla tentazione di

approfittare di cotanto spazio vuoto così, come avrebbe fatto un qualunque bambino sano nella

mente, nel corpo e nello spirito, si alzano ed iniziano a giocare e poco dopo, ecco la prima

vergognosa sorpresa: una cameriera, non più giovanissima (cosa a mio avviso importante perché

solo una giovanissima età avrebbe potuto giustificare tale inesperienza nel trattare con i bambini

ed anche con i loro genitori-clienti) si avvicina al nostro tavolo e, sforzandosi di essere il più

discreta e gentile possibile, si prende comunque la libertà di dirci che i nostri figli i quali

occupavano la parte centrale della sala, ovvero quella totalmente vuota, con i loro giochi

intralciavano il suo lavoro.

Orbene, in nessun locale frequentato mi era capitato di sentirmi dire qualcosa del genere: una

cameriera che si permette di fare un’osservazione simile, senza una valida ragione, ad un cliente è

un fatto realmente inaudito che altrove avrebbe determinato le ire del titolare.

Ebbene, nonostante il mio istinto mi dicesse di andare dal titolare a chiedere soddisfazione per

tale offesa, quella sera, complice il mio buonumore e la bella serata, ho semplicemente deciso di

ignorare, così come i nostri amici ( indignati quanto me ) tale spiacevole incidente.

I bambini in effetti continuano a giocare, ignari, tranquilli e beati senza arrecare alcun danno a

persone o cose sino a che non cominciano a correre.

Al che, dopo pochi minuti, mi alzo ed invito i bambini, a voce bassa in modo da non urtare il senso

dell’udito degli anziani presenti, a fare un gioco più tranquillo in quanto la presenza di alcuni “pali”

nella sala avrebbe potuto essere per un bimbo in corsa un pericolo.

I bambini si tranquillizzano ma appena torno al tavolo, ecco la seconda amara sorpresa: uno dei

titolari del locale è davanti al nostro tavolo e ci sta sgarbatamente invitando a “tenere a freno i

nostri figli” in quanto disturbano “altri clienti presenti che si volevano rilassare”.

Mi guardo intorno e noto che, ad eccezione di due tavoli (sistemati sempre lungo i bordi della sala)

occupati negli ultimi minuti da alcuni giovani, gli altri sono occupati da persone di una certa età.

Io, mio marito e un’altra madre nostra amica, esterniamo tutta la nostra indignazione facendo

presente al titolare che avremo immediatamente lasciato il locale con l’intenzione di mai più

tornare ma lui non fa un passo indietro, anzi insiste e tenta, maldestramente, di giustificare i

clienti (“noi forse non siamo clienti?” mi domandavo io) amanti del silenzio e della pace

tombale, al che la nostra irritazione ed indignazione cresce.

Ripeto : abbiamo sempre portato nostra figlia a cena fuori con noi, in ogni genere di locale ma mai

nessuno né un titolare né una cameriera né un cliente ha avuto da ridire sulla vivacità di nostra

figlia che non è sicuramente eccessiva ma è la tipica vivacità di un bambino sano.

Mia figlia, come i bambini presenti quella sera, non ha provocato alcun danno, non ha rovesciato

sedie o tavoli, non si è avvicinata ai clienti ad importunarli, solo questi sarebbero potuti essere

atteggiamenti irritanti per i presenti!

In conclusione care mamme sarà bene che per una cena fuori optiate per altri locali,

escludendo a priori Zì Antò, luogo in cui è possibile portare i bambini solo se dotati di cinture

in modo da poterli bloccare alle sedie e/o guinzagli atti allo scopo e, naturalmente, nastro

adesivo per sigillare loro la bocca perché, si sa, i bimbi a volte alzano il loro tono di voce e ciò

potrebbe urtare i clienti di una certa età che hanno dimenticato la loro infanzia, hanno

dimenticato che il mondo appartiene ai bambini e pretendono di poter uscire di casa imponendo al

mondo il silenzio perché facilmente si sentono irritabili o sono stressati dalla pensione.

Ebbene, a mio parere non sono certo i bimbi a dover stare a casa ma tutti coloro che non ne

sopportano la presenza, tutti coloro che farebbero bene a starsene a casa propria e dove

potrebbero creare l’ambiente più consono alle loro esigenze perché, fortunatamente, i bambini

esistono e in particolare La Maddalena ne pullula !!

Abituatevi all’idea che La Maddalena non sia solo l’isola del silenzio, abituatevi all’idea che i

bambini esistono, hanno diritto ad esistere e a vivere questa isola esattamente come voi, hanno

diritto ad esprimere se stessi con tutta la vivacità e l’entusiasmo che li caratterizza e che

nessuno si può permettere di tarpare loro le ali !

Neppure uno dei gestori del Bar Zi Antò di Punta Tegge!

 

    Presentato esposto alla polizia postale sul televoto di "Amici" 

 

 

Riceviamo da un gruppo di amici e con molto piacere pubblichiamo:

da far girare assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti



La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in  termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''
.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI

FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!


 

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'amico Indio:

Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea, ritenendo che un politico debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore, ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del "popolo sovrano", così come la destra, posso con fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il diritto di esigere da uno Stato che si finge democratico, lo stesso trattamento dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto se ci ritenessimo stuprati della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate. Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà del popolo.
Non voglio uno Stato in cui devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione, e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro, diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti. Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto (se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce del padrone. Mai più yes man.
La democrazia ha fallito. La parola a chi ha proposte, proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche.
Non più banchieri, nè marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno. Vale troppo.

Almeno per una volta, nella vita, MERITATEVELO!
**************************************************************
PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una cosa giusta.

--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai!
www.desaparecidos.it

 

Ed il Giuda sarei io ? Contro di me solo frustrati e fannulloni…

Innanzitutto un consiglio : questo articolo va letto col sorriso sulle labbra e con mente libera dai pregiudizi e dalle invidie perché un sorriso aiuta a prevenire anche gli infarti, mentre l’odio e la frustrazione che albergano nel cuore di certe persone statisticamente ne provocano a bizzeffe !

Con tutti i problemi di questo paese dove per la prima volta un amministrazione comunale della quale, detto per inciso, non condivido nulla, dimostra la buona volontà di permettere alla nostra comunità di potersi finalmente esprimere sul parco, una minoranza di frustrati, protesi alla difesa di interessi e privilegi anacronistici, tra i quali ne spicca in particolare uno  al quale questo scritto è dedicato, da qualche tempo fa di tutto per vanificare il lavoro degli ultimi quattordici anni ovvero tre raccolte di firme pro referendum ed innumerevoli battaglie consiliari, politiche e civili mie e di altri amici.

La lotta quindi è tra il sottoscritto che da cultore della democrazia partecipativa vuole sapere il parere dei maddalenini e tra chi invece ha l’interesse a mantenere lo status quo da cui trae i mezzi per vivere senza produrre alcunché, neppure in termini di idee, vivere cioè senza fare nulla di concreto o produttivo, cosa che accade anche alle più orripilanti tra le creature, i parassiti come le zecche, le quali almeno servono da nutrimento a qualche uccello insettivoro (anche se ne sono rimasti davvero pochi…)

Secondo questo“qualcuno” La Maddalena non è più una terra di e per uomini liberi.

E',anzi, secondo il pittoresco quanto astioso personaggio, un luogo dove la gente dovrebbe avere paura a muoversi ed addirittura respirare perché c’è lui che “controlla” visto che le autorità istituzionalmente competenti, evidentemente, non lo fanno a sufficienza o con diligente zelo.

Egli dimostra giornalmente d’appartenere a quella genìa di persone pronte magari a beatificare un “pentito” non dissimile dalle canaglie che sciolgono i bambini nell'acido per poi pagarsi lo sconto di pena denunziando quelli che gli stanno antipatici.

Il “nostro” ha in tasca una tessera da giornalista, pur se facilmente revocabile dopo una semplice prova di alfabetizzazione, ad esempio facendogli scrivere un pezzo sotto dettatura, come giornalista (?) è famoso infatti come massacratore della lingua di Dante ed è anche noto come una sottospecie di Parrinieddu appena ripulito, in effetti nulla di necessario come e più di questo al funzionamento della società civile.

Siamo disposti ad accettare l’ esistenza di certi pennivendoli perché al mondo c’è ancora aria da respirare per tutti e perchè siamo dei veri democratici e liberali, ma a patto che non siano iscarioti e diffamatori o, peggio ancora, calunniatori.

Vero è che il tizio che sta facendo felice i pochi (finti) moralisti nostrani pari suoi appartiene ufficialmente alla categoria dei "giornalisti", vale a dire che è, o meglio dovrebbe essere, un servitore dei lettori.

Invece questi, tramite i direttori dei giornali d’informazione per i quali ha scritto, lo hanno  preso a pedate (metaforiche) per volere unanime dei lettori-padroni ed egli si è trasformato, per vendetta, invidia e frustrazione, in una specie di delatore nonché di fustigatore di costumi altrui !

Per farla breve, ha tentato di infangare amici, conoscenti ed anche perfetti sconosciuti per futili motivi. La sua caccia alle streghe gli fa compiere autentiche porcate, come la pubblicazione di email private per dimostrare quanto “qualcuno” (io, il Giuda) sia scorretto ( un email dove peraltro lo difendevo ) fornitagli una persona che lo accusava di diverse infamità, (il nostro nella sua ignoranza atavica non sa che le corrispondenze private sono protette dalla normativa di uno stato di diritto) e vorrebbe dettare anche  altre regole di vita e di lavoro.

Ad esempio : non è consentito a familiari o pensionati di lavorare ( dimenticando che, giusto per puntualizzare, il sottoscritto NON usufruisce della legge 335  o di uno stipendio statale come una persona della quale questo frustrato personaggio si è fatto difensore e che nonostante riceva appunto uno stipendio statale lo “arrotondi” , talvolta, conducendo i turisti in giro con un pulmino.

Ora mi domando, se il nostro giornalista sedicente paladino della giustizia fosse così giusto, non dovrebbe denunciare anche coloro che gli sono “vicini”? Non  dovrebbe denunciare tra i presunti “abusivi”  anche i propri familiari che lavorano dietro il banco di un negozio (dopo essere stati cacciati dalla moglie di un immobiliarista regolarmente iscritto e per questo oggi,forse, diventato ex amico ed ex sponsor del suo sito web ). No !!! Questo naturalmente non lo fa!

Il povero frustrato si limita a diffamare, accusando di abusivismo, solo chi osa  pensarla diversamente da lui oppure prendendosela con persone che non sono in grado di difendersi,  arrogandosi anche il diritto di stabilire quando iniziare a diffamare qualcuno per poi decidere, sempre lui,  quando terminare d’insultarlo magari, come è già successo col Sindaco Comiti, sotto la minaccia della spada di Damocle di una querela.

Ultimamente, dopo essersi eretto anche a “censore”  pretende di giudicare chi può o non può candidarsi ed emette giudizi insindacabili su coloro che sono stati “puniti” ( … ama molto la parola punizione parola cara anche a persone notoriamente perverse come i masochisti) dalla “gente” che non “gradiva il suo comportamento” ( naturalmente riferito al sottoscritto ) dimenticando che l’unica volta che si candidò in un elezione nelle file dell’allora potentissima Democrazia Cristiana non solo non fu eletto ma fu coniato in suo onore un simpaticissimo slogan che ancora provoca in città l’ilarità generale << se hai persu u’ ciarbeddu vota XXXXXXXX !>>

E’ convinto il nostro Parriniedducensore che sia sempre lui a poter stabilire quello che si può e quello che non si può fare nell’ambito della libertà di espressione ma siccome non si puo’ pretendere che questo poveraccio possa comprendere quello che legge (…e talvolta anche quello che scrive), sorvoliamo pietosamente sulle minchiate che ha trascritto nei suoi ultimi sempre più sconfusionati, sgrammaticati e cervellotici “pezzi” (dove nomi, fatti e prove non ne fa mai limitandosi a gettare un po’ di fango a destra e manca divertendosi ad attribuire soprannomi tipo “la bionda”, “prezzemolino”, “la dama bianca” a stimati cittadini ed onesti lavoratori), facendo copia ed incolla perché sennò avrebbe fatto uno dei suoi soliti, incomprensibili pastrocchi.

Cogliamo l’occasione per ricordargli di andarsi a leggere, sempre sperando che ci capisca qualcosa, la Legge 7 marzo 2001, n. 62 la quale, evidentemente, non è presente in nessuna delle cartelle o “dossier” che vanta di avere su tutto e riguardante tutti tentando di “spararli” in modo ricattatorio ( brrrr…siamo in tanti ad essere spaventati dalle minacce ! )  come ha fatto con quella “povera donna”, parole sue, di mia moglie alla quale “se non fossi stato zitto” avrebbe rivelato chissà cosa sul mio passato ricevendo, naturalmente, adeguata quanto educata ed ultimativa risposta.

Da maestro di giornalismo (nella sua mente forse immagina di essere la reincarnazione del grande Montanelli) pretende di dare “lezioni”  oltre che su ciò che può fare un cittadino nell’esercizio dei suoi diritti costituzionali anche ai suoi colleghi giornalisti : “le radio parrocchiali non possono…” , il tale collega non ha scritto, quell’altro collega ha taciuto, certa stampa non è libera insomma la sua megalomania non ha più limiti facendolo arrivare al punto di ergersi a moralizzatore di quei siti web locali con aggiornamenti non periodici ( compresi nella già citata legge da lui ignorata ) che non hanno bisogno di un direttore responsabile con tessera da giornalista o che raccolgono, come afferma con granitica certezza, “pubblicità in nero”  o contro il sottoscritto che si diverte di tanto in tanto, sempre nell’ambito della libertà di espressione che la costituzione garantisce, di diffondere, con il contributo economico volontario di qualche amico il foglio in A3 chiamato Ecoballe, ( che egli naturalmente non approva, probabilmente dato il successo, per pura invidia, come da statuto dei giornalisti, ordine peraltro che presto, sembra, verrà giustamente abolito poiché esiste solo in Italia e che tra i suoi demeriti ha quello di aver dato una tessera ad uno sgrammaticato), il quale ha riscosso a La Maddalena un successo inaspettato anche per noi e nel quale, senza la maleducazione e la volgarità a tale personaggio proprie, basta leggersi qualcuno dei suoi “pezzi” conditi spesso con scurrilità da carrettiere e da vignette da vietare ai minori, diffonde il pensiero del Comitato per il Referendum consultivo che mi onoro di presiedere ed anche quello di molti che del comitato non fanno parte e che continuano a chiederci di continuare a diffondere Ecoballe.

Guarda la (presunta) pagliuzza nell’occhio altrui il nostro Parrinieddu e non vede le travi che ha conficcate in entrambi gli occhi !

A proposito di siti web con aggiornamenti periodici : ma il suo sito sarà registrato all’ USPI  ( Unione stampa periodica italiana) come testata giornalistica ? Sarà iscritto al registro della stampa del Tribunale di Tempio ?

Caro Parrinieddu non voglio, per usare parole tue, sparare sulla Croce o sulla Mezzaluna Rossa ( non sono razzista io !) e lascerò, anzi lasceremo (….e si, non sarò solo !) eventualmente quest’onere agli avvocati a tempo e luogo e quindi termino con un consiglio : vivi e lascia vivere e, soprattutto, non confondere i doveri civici con la vendetta che alla fine lascia solo l’amaro in bocca e non risolve i suoi problemi e quelli altrui ovvero quelli, ben più importanti, rispetto ai suoi, della nostra comunità.

Francesco VITTIELLO

 

 

 

 Riceviamo dall'amico Danilo e volentieri pubblichiamo la sua opinione su un tema di grande attualità:

PERCHE’ NON SONO ANDATO A VOTARE COME SEMPRE

E’ UN DOVERE  INDISCUTIBILE…

…votare, certo, è un dovere non solo perché viviamo in una società e tutti volenti o nolenti ne facciamo parte, l’influenziamo e ne siamo influenzati, attraverso innumerevoli gesti quotidiani giorno dopo per tutta la vita, ma è un dovere per noi stessi nella speranza di stare sempre bene e vivere al meglio sotto tutti i punti di vista.

…LA POLITICA  NASCE

…dall’esigenza di vivere bene, tutti indistintamente, dalla razza, dal credo, dai gusti, etc.,  single, sposato o padre, bambino o anziano. La politica nasce come soluzione indispensabile e inevitabile agli innumerevoli problemi degli esseri umani, razza intelligente ed in evoluzione costante. Nasce quindi senza bandiera ne colori, ma nasce da tutti e per tutti.

…LO SPIRITO DEL VOTO…

…ho ascoltato i candidati, nei loro discorsi, nei loro programmi, nelle loro intenzioni, nelle promesse. Ho ascoltato tutti, a prescindere dal colore o dalle tendenze,  perché mi sento libero di pensare ogni cosa a modo mio in totale autocoscienza, sempre, aperto ad ogni pensiero o idea uguale o diversa, ma potenzialmente buona, efficiente, intelligente, utile per tutti. Non ha senso schierarsi per ideali di base, quando la vita offre innumerevoli principi morali in continua evoluzione da sempre e per sempre. Idee e posizioni alcune forse certe ed eterne altre meno, forse discutibili, pronte ad essere abbandonate per altre. E’ con questo spirito che bisognerebbe votare, ed io con questo spirito ho provato ad ascoltare tutti,  per dare il mio voto.

…ECCO PERCHE’ NON VADO A VOTARE…

…ho sentito tutti discorsi importanti , tutti improntati al benessere di ogni cittadino, tutti mirati a risolvere i problemi quotidiani che ci fanno vivere male, radicati nel malessere economico. Ho sentito proposte e intenzioni ottime, ideali sani,. Ho ascoltato parole sante, parole che già rumoreggiavano dentro di me e di tutti, parole che avrei e avremo sempre desiderato sentire (ma che in realtà sentiamo da sempre). Non ricordo di aver sentito dire una sola cosa che qualcuno potesse contestare come non buona. A questo punto avrei potuto votare chiunque perché chiunque vuole porre rimedio a tutti i problemi e vuole il benessere della gente. Ma tutto questo dire, affermare, si è detto sempre dopo, solo dopo aver denigrato, infangato, sbugiardato, calunniato, ed essersi contrapposto nella totalità agli altri candidati. Eppure parlavano delle stesse cose e avevano intenzioni identiche!!!!! Hanno usato gran parte del loro tempo, delle loro parole, dell’inchiostro e della loro immagine per dire male dei loro “concorrenti” (perché sono solo dei concorrenti), per attirarsi gente mettendo in cattiva luce gli altri. Come fosse una forma di gara, vince chi riesce a convincere più gente dubbiosa e sincera, non con idee concrete ma nel dissuaderli a non votare gli altri, bugiardi, ladri, falliti. . . gli altri non sono riusciti, mentre noi…noi siamo stati gli unici…solo noi …loro invece…votateci

Ecco perché non vado a votare perché tutti hanno detto le stesse cose belle e tutti hanno gonfiato le parole male sugli altri, e siccome la mia bandiera è fatta di tutti i colori, ho notato che a nessuno frega un cazzo del nostro paese e di noi poveri lavoratori o poveri disoccupati. I nostri politici pensano ai soldi loro, ad essere potenti, ad essere importanti. Nessuno di loro desidera risolvere i problemi dell’Italia, sono posseduti tutti da una sorta di smania politico/sportiva sempre più simile a quell’euforia da stadio che è alla base dello sport, del tifo, della squadra, del colore, delle folle, delle urla , dei cori, e che spesso purtroppo si riscontra in chi si schiera con uno o con l’altro, rendendosi ridicolo attraverso atteggiamenti intrisi di sportività,  passione o sentimento ma che nulla hanno a che vedere con la politica, perdendo quasi la cognizione dell’individuo libero, di essere e pensare. Ecco cosa è oggi la politica, un lancio di coriandoli e musiche e una massa di corpi danzanti che sceglie la musica per i propri balli.

…NON VADO A VOTARE PERCHE’ VOTARE E’ IMPORTANTE, E NON HO VISTO E SENTITO NESSUNO AL QUALE DAREI IL MIO VOTO, CIOE’ LA POSSIBILITA’ DI PENSARE E DECIDERE ANCHE PER ME LE SORTI DI QUESTO PAESE E LE MIE.

…LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI PROBLEMI…

…della nostra società è la difficoltà di vivere decentemente a causa del costo della vita. I soldi purtroppo sono il motore della società attorno ai quali ruota ogni quasi ogni cosa. Il malessere principale è dovuto agli stipendi bassi, all’assenza di lavoro, al costo elevato di ogni cosa e ogni gesto, anche di esigenze primarie, per vivere con dignità. Mille altri problemi incombono su di noi tutti certo, la salute su tutto, la casa, la famiglia, gli anziani, i bambini, la mafia, l’inquinamento, l’amore, ma non troverete uno solo di questi elementi che in qualche modo non abbia a che fare direttamente o indirettamente con i soldi. L’Italia ha un deficit pubblico da innumerevoli anni uscito chissà quando e chissà come, a cui non si trova rimedio. Soldi nostri persi per strada, rubati, usati male.

…E’ RISAPUTO…  

…degli stipendi e delle pensioni  di deputati , ministri, politici , gente che detta le regole di tutti, fatti con i soldi pubblici, i nostri.

…ALLORA IO DICO, CAZZO…

…bisogna subito porre un freno a questa situazione paradossale, di cui si parla ogni tanto, come fosse qualcosa scesa dal cielo e in cui nessuno può mettere mano. Bisogna  subito agire, basta formulare nuove leggi, semplicemente, leggi che modificano le retribuzioni di questa gente. A prescindere che facciano il loro lavoro bene, che lo facciano male o per niente. Devono avere un salario consono al loro lavoro, uno stipendio che si allinei al rapporto salario/spese di tutti i cittadini ,o almeno, almeno, a quello degli altri ministri politici deputati di altri paesi europei. Questa è la prima incombenza di questo paese cannibale prima di ogni parola ed ogni altra idea , è da fare questo.

…E’ UNA VERGOGNA…DOPPIA

…tutti sappiamo e soggioghiamo con rassegnazione. Doppia, perché sappiamo e continuiamo a non scendere con i bastoni in piazza, a non farci rispettare, a fare la figura dei coglioni, mentre loro si godono la vita, senza sudare, senza rischiare.

…ALTRO CHE ANDARE A VOTARE…

…è l’ora della rivolta, la rivolta dei cittadini, per estinguere un male ormai radicato in questo paese come la nostra classe politica serve solo una rivolta, decisa, unita, sotto il segno del cambiamento. Via la penna, prendiamo qualche vecchio bastone di ginepro e prendiamoli tutti a calci nel culo.

…QUALCUNO POTREBBE OBIETTARE…

… che è troppo facile dire queste cose senza che di persona non si impegni nel fare o nel proporsi nel mettersi in politica. Mettersi in politica è cosa fin troppo facile, farla con il giusto spirito e i giusti propositi è cosa assai più difficile, quindi bisogna sapere, se si è portati a  fare questa cosa,  se si ha la forza, la spinta, l’entusiasmo e la voglia. Io potrei non avere uno di questi elementi e non sentirmi idoneo, capace, ne abbastanza preparato per assumermi un impegno che ritengo troppo importante. Preferisco farmi da parte e lasciare spazio a chi può essere più bravo di me, non certo per scaricare ipotetici impegni sugli altri e lavarmi le mani, ma solo per autocoscienza e obiettività. Io la mia parte la faccio, rispettando gli altri, l’ambiente, e pagando le tasse. Dalla mia, di più non posso fare. Chi si sente di fare politica vada e la faccia come si deve, potendo anche sbagliare, ma con le motivazioni per cui la politica esiste!!!!!!!!!!!!!!

      ( lettera firmata)

 

 

Riceviamo da un gruppo di amici e con molto piacere pubblichiamo:

da far girare assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti



La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in  termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''
.

MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI

FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!


 

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'amico Indio:

Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea, ritenendo che un politico debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore, ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del "popolo sovrano", così come la destra, posso con fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il diritto di esigere da uno Stato che si finge democratico, lo stesso trattamento dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto se ci ritenessimo stuprati della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate. Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà del popolo.
Non voglio uno Stato in cui devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione, e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro, diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti. Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto (se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce del padrone. Mai più yes man.
La democrazia ha fallito. La parola a chi ha proposte, proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche.
Non più banchieri, nè marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno. Vale troppo.

Almeno per una volta, nella vita, MERITATEVELO!
**************************************************************
PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una cosa giusta.

--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai!
www.desaparecidos.it

 

 

 

Riceviamo da un dipendente della base USA e volentieri pubblichiamo:

 

Cari lettori e lettrici,

Vorrei esprimere la  mia opinione personale riguardo l’intervento del Comandante della US Navy in occasione della cerimonia ufficiale di addio della base militare americana,  il quale ha citato solo cinque nomi di dipendenti italiani definendoli “colonne portanti dell’organizzazione”, secondo l’articolo pubblicato dal quotidiano La Nuova Sardegna del 26.01.2008.

Non voglio togliere meriti a nessuno, però mi sorge qualche domanda: questi elogi solo perché nel 1973 avevano l’età giusta per iniziare a lavorare? Oppure che cosa? Io forse li avrei definiti come una parte di quei mattoni che insieme a molti, ma molti,  altri bene incastrati e amalgamati hanno reso possibile che il muro reggesse fino ad oggi. Visto  che il commodoro americano ha voluto elogiarne solo cinque avrebbe fatto meglio a ricordarsi anche di altri dipendenti assunti dopo il 1972,  che hanno lavorato ugualmente duramente e in circostanze disagiate ed estenuanti, spesso senza aver avuto nessuna “pacca sulla spalla”.  Potrei menzionare gli addetti alle cucine che hanno lavorato in modo estenuante con turni penalizzanti sino a tarda notte per accontentare le richieste dello stesso Commodoro e il suo seguito, in modo tale che anche il semplice marinaio avesse tutto ciò che gli serviva e inoltre,in passato, per preparare feste di gala per lo stesso o anche per il suo staff . Potrei continuare con: autisti, lavoratori edili, ufficio dell’ambiente, magazzinieri e cosi via, secondo il mio parere tutti egualmente hanno contribuito a tenere efficienti i loro posti di lavoro ma purtroppo succede sempre che chi giudica guarda sempre vicino a sé,  mai più in basso! Succede spesso come in guerra ( cito questo esempio perché loro dovrebbero essere esperti in materia) dove esistono la prima linea e gli imboscati; la prima linea muore e gli imboscati prendono i meriti: dove li potremmo porre questi cinque elogiati? Fate voi!

Capisco che sarebbe stato difficile ricordarli tutti, ma nemmeno discriminare gli altri è giusto!! Sarebbe stato meglio, secondo me, menzionare tutti i dipartimenti indistintamente dalle  personali preferenze del commodoro, dato che il lavoratore non si classifica di serie  A o B, ma più esattamente in impiegati e operai,  entrambi indispensabili per  svolgere le loro mansioni utili al buon funzionamento della base, come in questo caso specifico. Anche  quest’altri  hanno un nome e cognome ma nessuno li ha mai ricordati,   perché???

Spesso succede, come in questo caso, che molte volte coloro che sono elogiati occupano anche posti di spicco e “prestigio”. Qualcuno di questi a volte trae a suo vantaggio personale i benefici del proprio posto di lavoro, ma concludendo,  mi congratulo con tutti voi, comandanti e “colonne portanti dell’organizzazione”, che avete sino all’ultimo giorno rispettato fedelmente la vostra linea e condotta . Gli altri “ poveri umili e poco importanti lavoratori” continueranno a mettere a disposizione la loro professionalità e serietà nel prossimo futuro, sperando di essere gratificati e valorizzati come meritano senza favoritismi di alcun tipo!

                                                                                     Cipputi2008  

 

 

 

Lettera degli ex dipendenti del Laboratorio della "Ricciolina" a La Maddalena alla Giunta Regionale per sensibilizzarli sulla loro situazione lavorativa: 

Illustrissimo Presidente,

abbiamo avuto il piacere di incontrarLa in occasione della Sua visita al laboratorio per il controllo della radioattività ambientale nell’arcipelago di La Maddalena, nell’ottobre del 2004, in occasione della vicenda del presunto inquinamento radioattivo nelle acque dell’arcipelago maddalenino, smentito dalle analisi effettuate dal nostro laboratorio, a seguito dell’incidente del sottomarino a propulsione nucleare americano Hartford.

Con la partenza degli americani dall’arcipelago è stato deciso di far cessare le attività di monitoraggio continuo della radioattività ambientale nel sito ed è quindi stato chiuso il laboratorio presso il quale prestavamo servizio in qualità di dipendenti di un’azienda privata, la CO. GE. MA. Generali s.r.l.. Questa ha fornito, tramite una  convenzione con l’ASL di Sassari, il servizio di monitoraggio della radioattività ambientale in tutto il territorio della ex provincia di Sassari negli ultimi vent’anni.

Per farla breve ora stiamo perdendo il posto di lavoro.

Infatti la CO. GE. MA. Generali s.r.l. non ha altri appalti nello stesso settore e i nostri profili professionali non sono più utili all’Azienda e la stessa ha avviato le pratiche per il licenziamento.

A tal proposito, ricordando le Sue dichiarazioni riguardanti il futuro lavorativo delle persone operanti nell’indotto della base americana di Santo Stefano, chiediamo un Suo gentile intervento per proporre il nostro transito nella costituenda Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sardegna (ARPAS).

Riteniamo che la nostra richiesta sia anche supportata dalla considerazione che, a nostro avviso erroneamente, non siamo stati inseriti nella ricognizione al 31/12/2004 dell’organico del  PMP di Sassari, presso il quale lavoravamo, dal quale sono state estrapolate le figure che sarebbero dovute confluire nella costituenda Agenzia (come tra l’altro disposto per il personale non strutturato ma operante presso i PMP della nostra Regione).

Per completezza dell’informazione elenchiamo di seguito i nostri nominativi e gli anni di servizio prestati nei laboratori per il monitoraggio della radioattività ambientale nelle sedi del PMP a Sassari ed a La Maddalena:

  • GianCarlo SALARIS (In servizio al PMP di Sassari ed a La Maddalena da circa 20 annii
  • Giovanni CHESSA (In servizio al PMP di Sassari ed a La Maddalena da circa 15 anni)
  • Antonio FORRIA (In servizio a La Maddalena da circa 6 anni)
  • Fabio CALLAI  (In servizio a La Maddalena da circa 6 ann

Certi del suo interessamento alla situazione esposta ed in attesa di un Suo cordiale riscontro alla presente, si porgono i più distinti saluti.

 

Firmato

GianCarlo SALARIS                                                                    Antonio FORRIA

Giovanni CHESSA                                                                     Fabio CALLAI                                             

 

 

 

Sulla situazione politica, voto welfare e unita' a sinistra arrivano le seguenti email dai compagni. Continuate a scriverci,grazie!

 

In questi giorni, passando sopra le nostre teste, stanno cercando di dipingerci il nuovo simbolo unicamente con le tinte di un improbabile arcobaleno. Il passare di queste giornate di inizio inverno detta segnali politici che non mi sono appartenuti 17 anni fa, con la Bolognina, e non mi appartengono sicuramente oggi. Per quanto mi riguarda non prestero' mai il fianco all'ammaina-bandiera di quella che e' la mia bandiera da sempre. Soprattutto non ho nessuna intenzione di apprestarmi a svendere il mio essere comunista. Lo ero, lo sono e lo rimarro'. SEMPRE !!!     Antonio

 

 

Vorrei riproporre cio' che scriveva tempo fa il Manifesto: "Ha ancora senso sostenere questo governo?" Dato che la merda la riceviamo sempre noi, come sinistra radicale o estrema a seconda dei casi e, nel caso di uno come dini, con un partito come io agata e tu, che ci tiene per i xxxxxxx ,un pd che inciucia come una puttana e personaggi impresentabili come di pietro e mastella, ripeto: ha un senso ? capisco rifondazione che se cade il governo vanno a cicoria, ma noi che dobbiamo rappresentare fasce sociali sotto pressione di questo governo di massoni, cosa racconteremo ai compagni ? che eravamo incinti ma poco poco ?   Ivan

 

 

Che rimanga un simbolo per l'alleanza elettorare, ma a questo punto e' necessario che i partiti della sinistra mantengano la loro identita' e i loro simboli autonomi (accanto al simbolo unitario - anche nelle sedi e nelle campagne elettorali).   Perla

 

 

Emergenza democratica e riforme istituzionali, blocco sociale e crisi della rappresentanza

Quale è oggi il ruolo dei comunisti nel nostro paese?

 

Lettera aperta

 

Cresce l’esigenza di un momento di confronto tempestivo e pubblico tra le realtà della sinistra di classe e alternativa nel nostro paese

E’ ormai evidente come in Italia si vada chiudendo una fase storica e se ne apra un’altra. Tutto ciò non è privo di conseguenze sul piano politico, sociale, sindacale, culturale.

Il tentativo di adeguare in questi quindici anni la Seconda Repubblica-  “non dichiarata” - alle esigenze della  accresciuta competizione globale e dei poteri forti europei, non è riuscito secondo le aspettative e le necessità  a cui aspiravano i grandi gruppi capitalistici e le classi dominanti del nostro paese. Per questo motivo si è avviata una impressionante escalation a tutto campo tesa alla normalizzazione della società ed a rendere la governabilità bipartizan un apparato irreversibile di comando, di governo e di amministrazione. A questo - e a rafforzare il carattere oligarchico dello Stato, della politica e dei poteri decisionali - servono la nuova legge elettorale (sia che nasca dagli inciuci tra Berlusconi e Veltroni sia dalle urne referendarie) e le riforme istituzionali in cantiere.

 

Gli obiettivi di questa operazione sono la liquidazione con ogni mezzo di quella “anomalia italiana”

che ha visto convivere e confliggere un capitalismo arretrato e finanziato dallo Stato con la presenza e l’azione di una identità comunista radicata nella società e nelle istanze del conflitto. L’apparato ideologico e politico che sovrintende a questa normalizzazione punta esplicitamente ad espellere il conflitto sociale come strumento di emancipazione e di relazione tra le classi e i segmenti della società. Un passaggio decisivo di questa restaurazione autoritaria è la cooptazione dei sindacati concertativi dentro uno schema neocorporativo che ne snaturi ruolo e funzione e al tempo stesso imbrigli e depotenzi il conflitto e l’insieme delle dinamiche sociali. Ritenere che padroni e lavoratori abbiano gli stessi interessi e siano la stessa cosa (come ha affermato recentemente Veltroni e come pensano i leader di Cgil Cisl Uil) è indicativo di tale impianto ideologico e politico.

Ignorare, subordinare o depotenziare gli interessi dei lavoratori, dei settori popolari, di quello che storicamente e attualmente è il blocco sociale antagonista, sta producendo inevitabilmente un deficit democratico e di rappresentanza politica evidente a tutti, soprattutto a coloro che sono attivi nei movimenti sociali o impegnati in vertenze significative.

 

Le reazioni della sinistra “storica” a tale scenario sono del tutto inadeguate e per certi aspetti devastanti che producono l’effetto di un generale disorientamento tra i ceti popolari e nei movimenti sociali. Da un lato le forze che hanno dato vita alla Sinistra Arcobaleno portano nei fatti a conclusione il processo avviatosi nel 1990 alla Bolognina facendo scomparire dallo scenario politico l’opzione comunista e di classe. Questa deriva non attiene solo alla scomparsa di una identità e presenza comunista ma travolge anche i principali punti di iniziativa nell’agenda politica (missioni e basi militari, emergenza salariale e protocollo del 23 luglio, resistenza all’offensiva oscurantista del Vaticano, decreto sulla sicurezza) rivelando una subalternità  riformista e neo-keynesiana che ipoteca pesantemente il futuro. Dall’altro la reazione a questa deriva si manifesta più come disorientamento, disagio, disillusione, ricerca di identità che come tentativo organizzato e coerente di avviare una controtendenza. E’ in tale contesto che prendono corpo – anche inconsapevolmente - scorciatoie  organizzative o precipitazioni elettoralistiche che sottovalutano passaggi decisivi e rischiano il ripetersi di esperienze già vissute con esiti fallimentari nella nostra storia recente

 

Riteniamo, diversamente, che occorra invece avviare un processo di confronto unitario tra tutte le soggettività della sinistra di classe “resistenti” o coerenti ma che non sottovalutino più o diano per scontato il rapporto con il blocco sociale antagonista. Nessuno oggi può ancora sottovalutare come la partecipazione di due partiti comunisti al governo più impopolare degli ultimi venti anni pone serissimi problemi di credibilità dell’opzione comunista a livello sociale e popolare. E’ da questa consapevolezza e da un arco di contenuti e pratiche virtuose e concrete sul terreno dei salari e del reddito, della democrazia e dell’antimilitarismo, che si può determinare l’autorevolezza teorica e la credibilità sociale dell’opzione comunista e di classe nel nostro paese e nel XXI° Secolo, anche tenendo conto di una dimensione internazionale dei problemi che condiziona pesantemente lo scenario nel nostro paese.

 

Su questa riflessione e sulle sue possibili e necessarie ricadute concrete, invitiamo tutti coloro che ricevono e condividono – in tutto o in parte – i temi posti da questa lettera aperta, ad una discussione pubblica franca e serrata ed a convocare una assemblea nazionale di confronto per costruire un comune percorso possibile.

 

La Rete dei comunisti

 

 

LETTERA APERTA AL SINDACO  DI LA MADDALENA.

Caro Sindaco,
quale presidente di una società calcistica, fondata nellormai
lontano
1988, mi trovo in una situazione davvero imbarazzante. Infatti, non
riesco a operare la difficile scelta tra il pronunciarmi con
rabbia contro il Suo ex- assessore allo sport , Gian Franco Dedola,
oppure il ringraziarlo doverosamente per essere diventato il
necroforo
del movimento sportivo a La Maddalena e per aver tolto dagli impicci
tante persone le quali, con passione e con impagabile spirito di
sacrificio rivolgono le loro attenzioni allo sport sono pochi , e
si
tratta, purtroppo, dei soliti noti.
La mia squadra, il GS Calcio femminile Caprera, sebbene sia
individuabile con una denominazione che richiama larcipelago di La
Maddalena e la sua storia, si trova a giocare a Bassacutena.
La pratica sportiva e con essa la tenuta degli assetti dei diversi
sodalizi, il coinvolgimento dei giovani, lorganizzazione di tornei
in
cui è consentito agli atleti isolani di confrontarsi con i colleghi
sardi e delle altre regioni dItalia, richiedono la disponibilità di
cospicue risorse finanziarie. I costi che sostengono le società
sportive sono oltremodo onerosi: se si aggiungono le ingiuste
prebende da pagare ai gestori dello stadio comunale sottolineo
comunale- allora non è più possibile continuare. Quando non si
dispone
dei soldi per pagare laffitto dello stadio per le ore di
allenamento
o per la partita domenicale , allora ci si trova di fronte a una
scelta, come detto: o si chiude baracca o si cerca accoglienza in un
altrove lontano dalla città di riferimento e magari ci si trova pure
meglio che a casa.
Chiedo a Lei, caro… che rappresenta tutta la comunità maddalenina, di
contribuire fattivamente al cambiamento di questa situazione di
paradosso, dove il pesce grosso divora quello piccolo, o continuando,
con i luoghi comuni, il ricco straccia il povero..
Confido nella Sua particolare sensibilità e auspico una Sua
manifestazione pubblica di solidarietà nei confronti del Caprera e di
tutti quei sodalizi che, a causa delle scelte sconsiderate dell
Assessore Dedola, non esistono più.

                                                                                                                                                 
Cordiali saluti
                                                                                                                                                 
Roberto CAU
                                                                                                                                      
Fondatore CAPRERA Calcio


Riceviamo dai compagni Fabio e Mariangela una interessante proposta che speriamo presto di mettere in pratica

Compagne e Compagni,
>> Siamo Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli, due fotografi della provincia
>> di Siena.
>> Siamo andati a Cuba nel Febbraio 2006, scegliendo di visitare la parte
>> Orientale, meno conosciuta dal turismo e quindi più pura, per fare sì un
>> viaggio, ma principalmente per conoscere una cultura diversa dalla
>> nostra, volti e sguardi che si imprimono nel cuore di chi li osserva e
>> che grazie al nostro lavoro di fotografi abbiamo potuto documentare.
>> Il viaggio che abbiamo “vissuto” ci ha dato modo di calarsi in un
>> contesto sociale che troppo spesso viene denigrato dal mondo occidentale:
>> un occhio attento di un’anima sensibile non deve mai soffermarsi all’apparenza
>> ma deve scoprire l’anima di ciò che la circonda.
>> Così Cuba si è svelata ai nostri occhi come un paese rappresentato da un
>> popolo fiero della propria storia e della propria indipendenza. E’
>> orgoglio quello che abbiamo “letto” negli occhi della gente ed è l’orgoglio
>> di Cuba che vorremmo trasmettere attraverso i nostri scatti, una miriade
>> di emozioni che si snodano in una mostra fotografica.
>> La mostra è stata intitolata “Semplicemente Cuba”, in quanto non contiene
>> in sé elementi complessi, significati multiformi con dietrologie contorte
>> (francamente non ne siamo nemmeno i tipi), vuole essere una semplice
>> narrazione di storie, di persone, di aspetti di una cultura, di un popolo
>> troppo spesso condannato da preconcetti e pregiudizi. Così abbiamo deciso
>> di non elaborare le nostre fotografie se non con una “semplice”
>> calibrazione colore, affinché tutti coloro che visiteranno la mostra,
>> osserveranno senza distrazione o artifici ciò che abbiamo visto noi: lo
>> spirito, l’essenza e la forza delle persone di Cuba.
>> La mostra prevede inoltre una sezione con elementi narrativi di autori
>> cubani miscelati ad immagini (molto avviccenti) ed è corredata da un dvd
>> con uno slide show di immagini accompagnate da una colonna sonora.
>> Inoltre sono disponibili anche dei testi sulla storia di Cuba, secondo
>> noi molto importanti, per conoscere il paese.
>> Le immagini sono proposte in vari formati, dal 30x45 montate su cornici
>> in legno, fino a pannelli 50x70 o 70x100, dipende anche dagli spazi e dal
>> budget a disposizione.
>> Il nostro obiettivo, oltre a quello di far conoscere Cuba per come la
>> conosciamo noi e non con la solita immagine stereotipata, è quello di
>> riuscire a trovare i finanziamenti per tornare a Cuba per proseguire il
>> lavoro appena cominciato per poi pubblicare un libro fotografico e
>> realizzare un documentario sulla vita del paese.
>> La mostra si fregia l’onore di avere il patrocinio dell’ Ambajada de Cuba
>> in Italia.
>> Un assaggio della mostra è possibile vederlo sul sito www.italia-cuba.it,
>> scorrendo sulla home page cliccando su mostra fotografica 2006.
>> La mostra è stata presentata nel comune di Monteroni d’Arbia (Si) nel
>> dicembre 2006 alla presenza del Consigliere Culturale dell’Ambasciata
>> Cubana Ruxandra Guillama Camba, nel maggio 2007 nel comune di San
>> Vincenzo (Li) alla presenza del Consigliere Stampa dell’Ambasciata Josè
>> Antonio Noriega, nel luglio 2007 a Roma nell’ambito della “Festa
>> Nazionale della Cultura” organizzata dal PDCI alla presenza del
>> giornalista Gianni Minà e del segretario del partito Oliviero Di liberto
>> e nel settembre 2007 nel comune di Sinalunga (Si).
>>
>> Certi della Vostra attenzione e disponibili per un appuntamento per poter
>> far visionare personalmente il nostro lavoro, porgiamo distinti saluti.
>> Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli
>> Tel. 339 7043419
>> E-mail: majafoto@hotmail.it

 

 

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo una lettera aperta di un dipendente della base USA di Santo Stefano :

Sono un dipendente della Base americana in servizio a La Maddalena e vorrei esprimere alcune considerazioni importanti al fine di fare chiarezza riguardo le ultime vicende. Premetto che non voglio interferire assolutamente sulla nota inchiesta dei presunti furti ai magazzini e comunque ricordo a tutti che esiste la presunzione di innocenza fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva. Vorrei porre all'attenzione dell'opinione pubblica e delle nostre istituzioni il disagio che stiamo vivendo e subendo soprattutto dopo l'inchiesta in oggetto, con provvedimenti punitivi ingiustamente estesi anche nei confronti di chi non è coinvolto nelle  indagini in corso. Infatti continuano ad arrivare sospensioni, come nel mio caso assolutamente estraneo ai fatti, con l'assurda motivazione " per inchiesta" senza fornire ulteriori spiegazioni nonostante le mie richieste. Trovo ingiusto e ingiustificato essere sospeso dal lavoro, seppur stipendiato, per motivazioni poco chiare e diffamanti della mia dignità personale, proprio in questi ultimi mesi che rimangono ancora fino alla chiusura della base militare di Santo Stefano. In questi anni ho sempre svolto il mio lavoro con dedizione, professionalità e onestà, pertanto non posso sopportare l'idea di terminare anticipatamente il mio lavoro lasciando pesanti dubbi e sospetti infondati riguardo la mia moralità e onorabilità! Probabilmente tali decisioni ingiustificate da parte del comando militare americano sono scaturite solamente come pretesto per "liberarsi" anticipatamente del personale dipendente italiano, secondo loro oramai inutile. Una motivazione sempre opinabile ma comunque da accettare se non fossero giustificate da sospetti diffamanti: evidentemente aldilà delle belle parole dette nelle cerimonie ufficiali il loro abbandono e la partenza da La Maddalena non è stata metabolizzata serenamente da parte degli americani! In questa delicata fase vorrei chiedere che le istituzioni italiane, cioè governo e amministrazione regionale e locale, siano vicini a noi e dall'alto della loro autorità hanno il dovere di difenderci da questo tentativo di voler fare " di tutta un'erba un fascio", bollandoci tutti come disonesti colpevoli o complici di presunti furti. In particolar modo sarei lieto se il Sindaco Angelo Comiti intervenisse personalmente convocando presso il suo ufficio il comandante americano e chiedergli le dovute spiegazioni sui provvedimenti di sospensione dal lavoro nei confronti di quei dipendenti, come il sottoscritto, estraneo a qualsiasi tipo di indagine. Oltre che sentirmi offeso personalmente non vorrei subire anche la beffa di non essere ricollocato in futuro presso altri enti pubblici a causa di questo provvedimento punitivo, ripeto per l'ennesima volta ingiustificato e privo di fondamento. Purtroppo ho letto recentemente varie teorie fantasiose come una eventuale trafugazione di "segreti militari" da parte di alcuni commessi e Magazzinieri: se non fossero coinvolti innocenti che vengono mandati a casa ci sarebbe da sorridere a queste assurdità, dato che l'eventuale fatto di "spionaggio" è avvenuto in un supermercato di generi alimentari, forse al massimo avrebbero trafugato prodotti e segretissime ricette culinarie americane,  notoriamente tutt'altro che appetibili! In questi mesi mi sono posto tante domande e una mi incuriosisce particolarmente: perchè se è vero che le autorità americane sapevano dei presunti furti da diversi anni, hanno atteso proprio il momento della loro partenza definitiva da La Maddalena per far partire le denunce con gli spettacolari blitz nelle case dei dipendenti italiani? Trovo alquanto strano e bizzarro credere che gli americani, come qualsiasi altro datore di lavoro, siano a conoscenza di essere vittime di furti dei loro prodotti e merci da parte di loro dipendenti senza intervenire tempestivamente, ma anzi lasciando che tutto continuasse come se nulla fosse, come mai? Ci sono evidenti contraddizioni e incongruenze che spero siano chiarite affinchè esca fuori la verità per il bene e la dignità di tutti i lavoratori italiani e di conseguenza di tutti i maddalenini. Noi non siamo. come forse vorrebbero far credere, una popolazione poco seria e inaffidabile ma degna del massimo rispetto e per questo motivo ribadisco che il Sindaco deve intervenire essendo il massimo rappresentante di tutti i maddalenini, presso il comando americano, chiedendo a questi prima di andare via, di ricordarsi di rispettare l'onorabilità dei lavoratori italiani e della terra che li ha volentieri ospitati. 
 
 
                                                                                   Un lavoratore onesto                                           

 

 

Riceviamo da un gruppo di dipendenti della base USA una satira amara sul reale ruolo dei loro rappresentanti sindacali aziendali:

 

                                                                                   Baratta Gianni

                                                                    Segretario Generale FISASCAT CISL

 

 

 

Vorrei congratularmi vivamente per il lavoro svolto dal delegato aziendale della CISL;

soprattutto per la sua immensa dedizione verso i suoi iscritti, e maggiormente  per il metodo innovativo e miracoloso di risolvere tutti i problemi dei lavoratori.

Infatti se ancora  non lo sapete, è incredibilmente riuscito ad occupare una posizione prima che questa fosse uscita nel bando, e successivamente ad averla avuta a distanza di 2 gg dopo che il bando sia stato pubblicato. Per informazione il bando scade il 28 Agosto 2007! Dove si è mai visto che un posto viene assegnato prima della scadenza del concorso? Potenza del nostro grande sindacato e del suo delegato!  

 

                                                                                        Gianni Baratta

                                                                   (Segretario Generale FISASCAT CISL)

 

   

 

 

 

 

Riceviamo da un dipendente italiano della base USA di Santo Stefano un amaro sfogo e una denuncia sulle loro reali condizioni di lavoro: bisogna riflettere su quanto spesso in questi 35 anni è stato tenuto nascosto con la grave complicità dei sindacati e dei colleghi stessi.

 

Voglio descrivere quello che sta avvenendo a grandi linee sul nostro posto di Lavoro:

Per motivi "reali e documentati" di salute sono andato per l’INAIL  alle cure termali e successivamente ho chiesto le ferie che mi sono state respinte perché come tutti sanno parte del personale sono stati sospesi dal lavoro.

Quando sono rientrato, ho saputo che l’orario di lavoro di sempre dalle  07.30 alle 16.30 era stato cambiato dalle 10:00 alle 19:00, cosa che a me crea non pochi problemi con mio figlio, dato che non sono residente a La Maddalena e devo viaggiare tutti i giorni; mi sono recato dal responsabile  ed ho cercato di esprimergli il mio disappunto per le ragioni sopra indicate, ma mi hanno risposto che non si potevano fare eccezioni per me. Voglio puntualizzare che secondo la mia personale opinione, con le dovute e necessarie prove, questo orario è stato creato solo per creare problemi ai dipendenti italiani. Infatti quando ero fuori sede ricevetti in differenti giorni diverse telefonate:  erano i nostri fornitori e corrieri i quali chiedevano spiegazioni sul perché avevano trovato chiuso alle ore 08:00, ciò fa capire che le ore di maggior lavoro sono la mattina dalle 08:00 in poi, perchè  le consegne si fanno prevalentemente il mattino.  Oggi per esempio mi sono recato alla posta Americana per fare delle spedizioni ed  era chiusa perché chiude alle 16:00,  allora io che ci faccio sino alle 19:00 di sera ? Loro  preferiscono, per esempio,  fare aspettare un camion per lo scarico merci solo per creare difficoltà ed indurre il personale italiano a licenziarsi.

La seconda segnalazione riguarda che sono andato a curarmi la schiena ed appena ritornato mi hanno messo a spostare casse pesanti, cosa che loro ben sanno, non posso più fare. Quando andai a lamentarmi, su loro richiesta, io gli indicai una persona di nazionalità Americana ed il responsabile rispose che la persona aveva problemi di schiena, allora gli ricordai che anch’io  avevo lo stesso problema  ma di maggiore entità.

Vorrei solo che venisse messo in evidenza questa sorta di differenza tra un Italiano , e Un Americano:  ma noi chi siamo i sostituti degli schiavi Neri dei secoli scorsi?

Inoltre voglio farvi immaginare l’aria che tira al lavoro, tutti gli americani ti sono con gli occhi addosso , non sembra un posto di lavoro ma un carcere.

Per poter prendere una chiave devi fare la fila, oppure la ricerca della persona addetto della bacheca di tutte le chiavi, e a volte ci vogliono 40 minuti di attesa!

Inoltre c’era una ragazza maddalenina che non gli è stato rinnovato il contratto e al suo posto hanno assunto il marito di una dipendete italiana di Napoli:  cittadina Italiana dunque ed anche lui Cittadino Italiano, ma come posso dimostrarvi esiste una clausola che dice che marito e moglie non possono lavorare nello stesso dipartimento , infatti anch’io tempo fa'  feci una domanda  dove lavora mia moglie e mi fu risposto che non potevo perché due coniugi o parenti non possono lavorare nello stesso dipartimento!

Spero che almeno questo mio sfogo possa far conoscere queste "schifezze" e ingiustizie alla gente comune, alle istituzioni e a quei  politici che ancora oggi pensano e sono convinti che gli Americani sono dei benefattori .

Un lavoratore della base USA di Santo Stefano

 

Riceviamo e pubblichiamo la protesta in oggetto di " superba74"

 

Buonasera, vorrei rivolgere un appunto a chi come voi dovrebbe fare qualcosa per tutelare i diritti della gente che lavora qua a La Maddalena e viene sfruttata sempre e oramai da anni dai negozianti di codesto luogo che sembra vivere al di fuori di ogni tipo di regolamentazione... e i sindacati??? Stanno a guardare, conoscendo questi sfruttamenti e non curandosene!!! Chi lavora 10 ore e viene pagato come se facesse un part-time chi lavora in nero e basta... al futuro di questi giovani non ci pensa nessuno, poi se decidono di emigrare altrove per cercare persone oneste che li paghino il giusto per l'opera che prestano si mugugna e basta!!! Basta che si pensa alla torta che ci sarà da spartirsi con le dismissioni demaniali. E' una cosa che fa pensare... I comunisti al governo e ai poveracci non ci pensa nessuno... Ci vogliono controlli per questi negozianti (senza che qualche uccellino li avvertirta prima) che questa gente arriva a casa con la schiena rotta e con un pugno di mosche!!! GIUSTIZIA SOCIALE PER I CITTADINI SFRUTTATI

                                                                                                                         superba74

 

 

Questa è la nostra risposta :

Buongiorno "superba74", innanzitutto ti ringraziamo per averci scritto e aver
esposto la tua libera opinione che noi altrettanto liberamente abbiamo già
pubblicato nel sito nella sezione" voce del popolo". Accettando sempre tutte
le idee e segnalazioni, comprese anche le critiche, abbiamo cercato di dare
comunque il massimo risalto alla tua protesta chiedendo la pubblicazione
anche nel sito "cronache isolane" con la quale siamo in stretta
collaborazione. Precisato questo vogliamo brevemente rispondere alla tua
legittima presa di posizione e ricordarti che le battaglie importanti e
serie come queste bisogna farle con la necessaria forza e coraggio, noi in
passato abbiamo sempre trovato un muro invalicabile quando abbiamo chiesto
il sostegno dei diretti interessati perchè dicevano che non potevano esporsi
per paura di perdere il posto di lavoro. Premetto che questa situazione dei
dipendenti delle attività commerciali e pubblici esercenti la viviamo spesso
in prima persona, in quanto la grande maggioranza dei nostri iscritti e
anche il sottoscritto, conosce bene il mondo del precariato, del lavoro nero
e dei contratti di lavoro virtuali, come tutti coloro che non hanno il
privilegio ( o la raccomandazione necessaria) di avere un posto fisso. Per
esperienza diretta posso dirti che
quando ho avuto bisogni di far rispettare i miei diritti ho sempre avuto il
coraggio di espormi con nome e cognome senza timori alcuni. Questo è
fondamentale per dimostrare al "padrone" che non può cavarsela e continuare
a  ricattare
con l'arma del licenziamento, le battaglie se vogliamo farle tutti insieme
noi siamo disponibili e sempre a completa disposizione, ma il principio
"dell'armiamoci e partite" non porta da nessuna parte! Devi capire che
risulta
impossibile intraprendere qualsiasi tipo di lotta se i diretti interessati,
come credo sia tu, non vogliono neanche dire pubblicamente il loro nome
nascondendosi dietro l'anonimato. Anche nel tuo caso non basta mascherarsi
dietro un pseudonimo o nickname, perchè in questo modo non ci consenti di
fare nulla di concreto, ma il massimo che possiamo è quello di
pubblicare il tuo sfogo e la tua denuncia nel sito, ma poi? Non prenderla
come una critica personale o peggio ancora come una polemica, però come
facciamo a muoverci se voi stessi, con questo atteggiamento, non ci date
nessuna autorizzazione o elementi precisi per affrontare questa importante
e insostenibile ingiustizia? Per quanto riguarda i sindacati purtroppo,
sempre per conoscenza diretta del problema, posso dirti che non sono
all'altezza di difendere i diritti dei lavoratori, anzi in molti casi sono
complici dei datori di lavoro! Chiediamo scusa se ci siamo dilungati in
questa riposta, ma la vastità dell'argomento meriterebbe ben altro spazio e
ben altri tipi di lotta, noi siamo sempre qui a disposizione di tutti coloro
che vengono calpestati nei loro diritti fondamentali come  quello del lavoro
regolarmente retribuito, ma ripetiamo ancora una volta che noi da soli senza
l'attiva vostra collaborazione non possiamo fare nulla di importante. Senza
il coraggio e la volontà vera di fare le battaglie, senza nascondersi
nell'anonimato, senza paure di nessun tipo: solo così le battaglia si
iniziano e si possono vincere.
Buona giornata e auguri per il tuo futuro.

Riceviamo e pubblichiamo una importante denuncia-verità sul sistema di pagamento on-line PAYPAL:


Sapevi che paypal ti può bloccare i fondi ?

Sapevi che finchè i soldi sono nel conto non sono tuoi ?

Sapevi che paypal si riserva tutti i diritti a sua discrezione ?

*********************************************

ATTENTO ALLE MEZZE TRUFFE DI PAYPAL

ECCO LA NEWS DI SETTEMBRE PROPRIO DEDICATA A PAYPAL

Clicca qui sotto per scaricare la news in pdf

http://www.faresoldionline.info/download.htm

********************************************

ATTENZIONE! ATTENZIONE! ATTENZIONE!

UNA VOLTA SCARICATO IL FILE PDF, QUANDO LO APRI TI CHIEDERA' UNA
PASSWORD:

DEVI INSERIRE LA PASSOWRD: """  paypal  """ in minuscolo


**********************************************

VALE LA PENA DI LEGGERE.

Saluti

Nicola Bertrami

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO I SALUTI DEI COMPAGNI DI GENOVA " LINEA ROSSA":

Caro compagno segretario Marco, ti ringraziamo per la tua visita lieti di sapere che il N/s lavoro è seguito ed apprezzato dai compagni della V/s sezione.
Auguri di buon lavoro a te e a tutti i compagni della Sezione Pdci de La Maddalena.
Viva il Proletariato!
Viva il Comunismo!
Luciano Bezerédy
da Linea Rossa Genova
 

 

 

 

LETTERA APERTA AL SINDACO DI LA MADDALENA
 
 
Caro Angioletto,
sai che chi ti scrive è stato ed è tutt'ora critico con l'amministrazione di cui tu stai a capo ma sai anche che in questo paese di opportunisti le persone intelligenti preferiscono avere un avversario corretto, intellettualmente e moralmente onesto che certi "amici" i quali, come gli ombrelli, al momento del bisogno non li trovi mai !
Aldilà quindi delle divergergenze politiche pre e post elettorali ti chiedo di portare avanti una battaglia che potrebbe essere l'inizio di quella rinascita morale ed intellettuale di cui la nostra comunità ha necessità non più procrastinabile e vengo subito al dunque : ti chiedo di dare, e sarebbe la prima volta ed un grande merito per la tua persona, quell'opportunità che ai maddaleni è stata sin'ora negata dai tuoi predecessori che è quella di potersi liberamente esprimere, nel segreto dell'urna, sul vero dramma di questo paese ovvero su quel tipo di parco voluto da sole 11 persone istituito sulla base della famigerata legge 394/91 e che l'esperienza di questi anni, ha dimostrato essere fallimentare per l'economia e per la vita civile della nostra città in quanto lo stato ha sostituito, con la sua istituzione, un potere, quello del Ministero della Difesa, il quale in cambio di vincoli dava almeno qualche centinaio di posti di lavoro e benessere economico alla nostra comunità con un altro potere, quello del Ministero dell'ambiente, il quale ha ingigantito a dismisura i vincoli sul nostro territorio ed ha anche privato l'amministrazione comunale del controllo di quel poco di territorio non vincolato senza dar nulla in cambio se non qualche "posticino" e per giunta precario e clientelare.
Per la terza volta in 15 anni ho raccolto, con pochi altri amici, le firme per esortare, anche sulla base del documento approvato all'unanimità dal consiglio comunale, dei maddalenini i quali hanno aderito con un entusiasmo ed una voglia di partecipazione che neppure immaginavo per avere il referendum su questi anni di parco e sulle logiche e le leggi che lo sovraintendono.
I nostri concittadini, aldilà della sfiducia generale che permea l'intera società italiana nei confronti della politica, vogliono contare a casa propria e chiedono solo di poter dire la loro su questo tema d'interesse e d'importanza vitale per il futuro delle nostre giovani generazioni : vogliono poter dire la loro su questo parco !
Se saprai far tua questa battaglia non dubitare che avrai il sottoscritto e credendo d'interpretare il sentire comune anche la gran parte della nostra comunità al tuo fianco anche se, sin d'ora, ho motivo di ritenere che ti troverai "contro" quell'esigua minoranza di cui ti accennavo all'inizio di questa missiva, ovvero gli opportunisti ed i quaquaraquà che sin'ora da questo marasma ci hanno guadagnato.
Cordialmente
Francesco Vittiello


                                                                            

 

Riceviamo dall'amica Tamara un significativo intervento contro "le male-lingue" e volentieri pubblichiamo (indovinate a chi è rivolto?) :

 "DA DONNA A..... DONNETTE. "

 

Cari Amici ,

spinta dal mio senso di giustizia, dal mio orgoglio, dal mio essere moglie e madre sento in dovere di dare una spiegazione per l’ assenza, da qualche giorno, dell’editoriale di mio marito.

Francesco Vittiello, non ha smesso di scrivere per ragioni di salute, non per improvvisi impegni, non per mancanza di argomenti, non perché minacciato ( quest’ultima ipotesi avrebbe infatti comportato la presenza tra i suoi interlocutori di uomini “balenti” ) da persone che si sono sentite con le spalle al muro dalle verità esposte nei suoi scritti…ma perché nauseato, schifato e deluso dalla loro pochezza.

La pochezza di chi, puerilmente si è sentito offeso ed indignato dall’insistenza con la quale mio marito porta avanti la sua lotta in difesa delle libertà di ogni maddalenino ed hanno preferito, per confondere le acque ed offuscare la vista a tutti coloro che finalmente avevano trovato il coraggio di liberarsi dalle fette di salame che gli coprivano gli occhi, percorrere strada degne di certe femminucce isteriche senza altri mezzi se non la loro lingua avvelenata, ovvero servirsi della calunnia.

Vorrei ricordare ai nostri amici lettori che Francesco ha sempre invitato pubblicamente e privatamente tutti coloro i quali venivano menzionati nei suoi editoriali ad esporre le proprie ragioni, giuste o sbagliate, o le loro idee per quanto bislacche, balzane o demenziali a suo modo di vedere perché convinto che le idee si debbano confutare SOLO con le idee.

Ebbene, dal mio modestissimo punto di vista, queste persone avrebbero potuto scegliere di comportarsi in modi diversi, ma senza certe scorrettezze degne di una lavandaia.

Il silenzio totale ( qualora avessero ritenuto che una dichiarazione a difesa delle proprie azioni sarebbe potuta essere scambiata per una mezza ammissione di colpa o per debolezza) per difendersi da quelle che loro consideravano ingiuste accuse o idee sbagliate ( che ribadisco sono solo VERITA’ sotto gli occhi di tutti ) in maniera civile e con fare da uomini è una scelta rispettabile, il rispondere con la calunnia e con il tentativo di coinvolgere persone incolpevoli per dividere mio marito dalla persona con la quale lavora per il bene, magari dal loro punto di vista, di questo paese da oltre trent’anni è una vera e propria infamità !

E’ stato scelto invece il mezzo meno onorevole, quello che meno si confà a uomini d’onore ( o forse dovrei scrivere semplicemente << a degli uomini >> ) :  pettegolezzi, bugie e calunnie !

Vorrei tanto poter dire faccia a faccia, da donna a donnetta ( ….già….avete letto bene: da donna a donnetta perché solo una donnetta senza arte nè parte ricorre al pettegolezzo per tentare, oltretutto senza alcun risultato, di screditare un uomo tutto d’un pezzo come mio marito ) a questo/i soggetti ciò che penso di loro, vorrei potergli dire che la calunnia ed il pettegolezzo recano sempre un danno non solo alla persona offesa ed alla quale con tali deplorevoli mezzi si manca di rispetto ma anche a chi gli sta accanto.

Ebbene, sappiano questi personaggi che io, come donna, non ho mai permesso a nessuno di mancarmi di rispetto o di danneggiarmi impunemente ma come madre poi…come madre lotterò per difendere il buon nome e l’onorabilità del padre di mia figlia contro chiunque e, sappiatelo donnette, con qualunque mezzo.

Mio marito non è, come tutti già sanno, da meno, forse negli ultimi tempi è un po’ meno sanguigno di me, più riflessivo e meno impulsivo ( rassicuro tutti : chiuso nel suo pensatoio sta preparando altre sorprese !)  sicuramente più colto, più preparato, più efficace e….sappiano certi galantuomini ed un certo tipo di signorine che non basteranno le loro lingue di falce a fargli smettere di credere in ciò in cui ha sempre creduto e per cui ha sempre lottato, soprattutto ora che ha un motivo in più per continuare a lottare : il futuro e la libertà di nostra figlia !

L’educazione ricevuta, il mondo che mi ha circondato nella mia infanzia e nella mia adolescenza, la vita in una grande città, i miei studi mi hanno insegnato molte cose, tra queste ve ne sono senz’altro due che meritano di essere ricordate ogni giorno, in ogni attimo :

- non permettere mai a nessuno di mancarti di rispetto;

- fa in modo che i tuoi figli non possano mai accusarti di essere stato un vigliacco e di non aver avuto il coraggio di lottare per te e per loro.

E’ davvero deprimente dover riconoscere in certi soggetti, soprattutto a certi livelli, l’intelligenza pari a quella di un gatto e la sensibilità di una formica.

L’intelligenza di un gatto perché intelligente quanto basta per poter ottenere ( grazie alle sue false ed apparentemente amorevoli fusa ) un posticino al caldo, magari su una comoda poltrona rivestita di morbido velluto davanti al camino, ma non abbastanza per mostrarsene degno in quanto ben lieto di divorare un topolino non appena gli si presenti l’occasione per poi tornare a strofinare il suo tenero musetto su quel morbido velluto.

La sensibilità di una formica che è si ammirevole per la sua operosità ma altrettanto poco sensibile al mondo che la circonda. Non le importa infatti del tepore e dello splendore del sole, dell’incanto di un tramonto, non ha nessun interesse per chi le passa a fianco.

A coloro che considero, lo ribadisco, delle squallide lavandaie, un consiglio : almeno 5 minuti prima di aprire la bocca ed azionare la loro malalingua accendere il cervello e fare anche un bel risciacquo con la varechina !                           Tamara CANI – www.lamaddalena.it


                                              

 

 

Riceviamo dall'amico Francesco e volentieri pubblichiamo una libera opinione e giudizio sulle recenti nomine ministeriali dell'on. Pecoraro Scanio nel Parco di La Maddalena:

TITOLI EREDITARI AL PARCO.  VOGLIO UNA POLTRONA ANCH’IO !!!

 

 

 

 

La notizia : Giuseppe Garibaldi Junior è stato nominato al parco dal Ministro dell’ambiente Pecoraio Scanio, assieme ad uno dei difensori del neo Presidente Bonanno, che ripaga così la fiducia riposta in lui, ovvero Agostino Bifulco, leader storico dei rifondarlo-comunisti cittadini.

Se il prode pronipote dell’eroe, come nella migliore tradizione monarchica ( quella tradizione che il suo avo detestava tanto ) ha ereditato la poltrona per diritto di nascita allora una poltrona, magari rimediandoci qualche spicciolo per le piccole spese, spetta anche a me !

Infatti io, Francesco, sono il pronipote ( …e quindi erede per diritto di discendenza ) del grande Aniello Vitello di Angelo, fu Giovanni da Ponza ( nell’ordine, mio nonno, bisnonno e trisnonno ) tra i primi pescatori approdati in Sardegna e poi nell’arcipelago verso la fine del 1800, capostipite della più grande famiglia di pescatori maddalenini con ramificazioni in tutta la Sardegna ( Porto torres, Golfo Aranci, Siniscola-La Caletta, Alghero, Villasimius e Cagliari, ) e quindi, per diritto di nascita, voglio, anzi pretendo, che i miei diritti vengano riconosciuti !

Qualcuno però potrebbe obiettare che le ambizioni di famiglia sono state già soddisfatte poichè Agostino Bifulco( gli amici ce li si può scegliere i parenti, purtroppo, no ! ) ha anch’egli ¼ di sangue dei Vitiello nelle vene.

Mi chiedo allora non sono stato interpellato visto che, tra l’altro, oltre al 100% di sangue Vitello, ho molti più titoli, anche nobiliari di lui, e mi chiedo anche il perché, se non è stata interpellata la signora Anita ( Garibaldi ) per sedere sulla regale poltrona, il motivo ed è stato preferito l’onnipresente parente.

Nel mio caso suppongo perché, conoscendomi e dimenticando volutamente tutti i miei grandi avi pescatori, ( da Aniello, mio nonno, ai suoi fratelli e cugini, voglio ricordarne uno per tutti : il grande pescatore e maestro del mare Silverio ) non la penso esattamente come Agostino sul parco, suoi "presidenti" e sulle loro politiche, mentre nel caso della Signora Anita so il motivo.

Però mi chiedo : come la pensa sulla piana de "la Tola" ? La domanda la “giro” , visto che oramai è membro del C.d.A. del parco al cuginetto Giuseppe junior....

Insisto : ho i miei diritti e, visto il precedente creato dal Ministro, ribadisco che voglio anch'io una poltrona da scaldare anche perchè, naturalmente se interpellato, potrei dare, grazie ai miei ascendenti ed agli insegnamenti da loro trasmessimi, ottimi consigli sulla salvaguardia del mare e, più in generale, della natura, vista la mia propensione e passione per l’ecologia ovvero la scienza dell’ambiente mentre nutro una profonda avversione per l’ecologismo che, come si sa, è una vera è propria ideologia con pretese messianiche, catastrofiste con connotati prettamente elitari e totalitari, l'opposto cioè di qualsiasi approccio scientifico !

Caro Presidente Bonanno mi affido a lei per appoggiare e raccomandare al ministro la mia legittima richiesta di riscuotere l'eredità che mi spetta al pari del Giuseppe junior : una poltrona da scaldare assieme a quelli già nominati, compreso il mio parente che di titoli e diritti, come dimostrato, ne ha sicuramente meno di me !

 

Francesco Vittiello 

 

 

RICEVIAMO DA UN CITTADINO L'AMARO SFOGO CHE DENUNCIA LE SOLITE INGIUSTIZIE E FAVORITISMI.  L'AMICO VUOLE RIMANERE ANONIMO PERCHE' PURTROPPO HA TIMORE DI ULTERIORI INGIUSTIZIE AI SUOI DANNI E DELLA SUA FAMIGLIA.  PUBBLICHIAMO VOLENTIERI E SPERIAMO CHE I RESPONSABILI ABBIANO ALMENO LA DIGNITA' DI VERGOGNARSI!

" sono stufo e deluso dalla mia situazione perchè ho capito che la legge non è uguale per tutti! Ora vi spiego brevemente il mio caso, purtroppo non isolato e comune a tanti altri cittadini che non hanno amicizie influenti che li proteggono e hanno paura di denunciare queste ingiustizie, ma quando finirà questa ingiustizia dilagante? Io sono un giovane maddalenino sposato con una famiglia come tante altre, il quale dopo il lavoro a la Maddalena viaggio come tanti pendolari perchè nel mio paese non mi permettono di avere una casa di mia proprietà. Qualche anno fa' ho comprato un terreno a La Maddalena in località Fangotto, ignaro del fatto che su tale terreno era vietato costruire essendo stato classificato "zona H", purtroppo da quel momento sono iniziati i problemi. Le mie successive domande di autorizzazioni per avere la possibilità di avere almeno un piccolo casottino in legno o prefabbricato per uso magazzino non mi è mai stato concesso. Premetto che serviva solo per riparo degli attrezzi per lavori agricoli in quanto in questo terreno cerco almeno di coltivare piante e alberi da frutto e non posso ogni giorno portarmi dietro i vari attrezzi da lavoro come decespugliatori,zappe,rastrelli,carriole,picchi,ecc.., anche perchè ho una piccola auto utilitaria che non mi consente di trasportare oggetti di grandi dimensioni e neanche così numerosi. Le mie ripetute richieste sono sempre andate respinte e ultimamente sono stato oggetto di un controllo del Comando Forestale per denunciare come "abuso edilizio" quattro tavole di legno tenute insieme da qualche chiodo dove tenevo al riparo gli attrezzi sopra-indicati. La mia perplessità e protesta sta nel fatto che questa severità e zelo delle autorità e dell'ufficio tecnico comunale riguarda solo il caso del sottoscritto, perchè io sono circondato da altri proprietari di terreni confinanti con il mio, dove periodicamente vedo nascere all'improvviso casottini con caratteristiche chiaramente a scopo abitativo, rifacimenti muri di cinta, allaccio acqua, gazeebo, senza subire il mio stesso destino. Anzi alcuni di questi quando gli ho chiesto come avevano fatto a costruire spiegandogli la mia situazione, mi hanno risposto che avevano avuto l'autorizzazione dell'ufficio tecnico! Allora le regole rigide e inderogabili valgono solo per me! Perchè agli altri è concesso quello che a me viene vietato e addirittura denunciato come abuso edilizio? Non so più cosa pensare e a chi rivolgermi, sono solo sicuro di una cosa: nell'ufficio tecnico esistono due pesi e due misure, parzialità e favoritismi senza sapere il motivo. Anzi veramente il motico lo sanno tutti, ma non possiamo denunciarlo perchè certe operazioni vengono fatte ad arte e fino a oggi se non hai le prove rischi la beffa di essere anche querelato, che tristezza! Ripeto ancora una volta se il terreno Zona H non può avere nessuna autorizzazione neanche per mettere un  mattone allora perchè gli altri fanno quello che gli pare? Vengo denunciato per abuso edilizio quando altri costruiscono , e continuano a farlo, case e ville vicine al mare, piscine, abusi veri e propri nell'indifferenza delle autorità e dell'ufficio tecnico. Spero che questo paese sia governato con onestà e basta con i favoritismi degli uffici comunali, basta fare "figli e figliastri", la legge e le regole devono essere uguali per tutti e non solo per i "fessi" che non hanno conoscenze e amicizie importanti, basta con i raccomandati, vogliamo essere trattati tutti allo stesso modo. Se in certe zone non si può costruire questa deve valere per tutti, le denunce e lo zelo della Forestale mandata dal Parco, perchè non vanno a controllare chi costriuisce le ville e le piscine abusive a La Maddalena??? "

Un cittadino  deluso.

 

 

 

Cari tutti,
interrompo per un momento il silenzio soltanto per sottoporvi un documento
giunto oggi dagli Stati Uniti.
E' lo scritto di una donna che ha diritto di parlare della guerra più di
tutti i generali del mondo, della politica più di qualsiasi burocrate
aristocratico, della vita più di ogni gerarca di qualunque disumana
religione.
E' la sconfitta di una donna che ha dato un figlio vero ad una guerra falsa,

e che ha cercato di impedire che altre madri conoscessero a proprie spese
quello strazio.
E' uno scritto pieno di affermazioni sicuramente poco dottrinali, certamente

non compiute sul piano politico, spesso istintive e naif, prepolitiche se
volete. Condividendone o meno le conclusioni, facilmente etichettabili di
individualismo e altre gentilezze accademiche, può però essere utile per
guardarsi un momento dentro, osservare quanta schifezza ingoiamo ogni
giorno, magari tentando di convincere noi stessi che è per chissà quale
causa superiore, talmente insondabile ed irraggiungibile che non sappiamo
più neanche definirla con larga approssimazione.
 
Cari tutti,
mi auguro soltanto che nessuno voglia sorridere dell'ingenuità di una madre
così idealista da aver creduto che la sua terribile sofferenza potesse
essere trasformata in lotta politica, e così debole da aver rinunciato
quando ha compreso che era sola di fronte ad un mostro con troppi volti.
Trattatela con rispetto, perché ha già subìto troppo.

Fraterni saluti.

********************************
Giovanni Morsillo

                                                                  

Stati Uniti - 01.6.2007

La lettera d'addio di Cindy Sheehan

La "mamma della pace" abbandona il movimento Usa contro la guerra. Togliendosi qualche sassolino dalla scarpa

Ho dovuto sopportare tanto odio e ogni sorta di insulti da quando Casey è stato ucciso, soprattutto da quando sono diventata “la faccia” del movimento americano contro la guerra. Da quando poi ho sciolto qualsiasi legame con il Partito Democratico, sono stata ulteriormente infamata su alcuni “blog liberal” come il Democratic Underground. Tanto per citare i commenti più gentili, sono stata definita “una che è disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”ed è stato detto che la mia uscita di scena sarebbe salutata come “una liberazione”.

Sono giunta a delle conclusioni molto dolorose in questo Giorno della Memoria. Conclusioni che non sono estemporanee, ma che sono il risultato di riflessioni di circa un anno. Conclusioni alle quali sono giunta lentamente e con riluttanza perché sono per me strazianti.

La prima conclusione alla quale sono giunta è che sono stata gradita alla cosiddetta sinistra sino a quando ho limitato le mie proteste a George Bush e al Partito Repubblicano. La destra mi ha calunniata e mi ha etichettata come “uno strumento” del Partito Democratico per rendere marginali me e il mio messaggio. Come poteva una donna avere un pensiero originale e agire al di fuori del nostro sistema bipartitico?

Tuttavia, quando ho cominciato a misurare il Partito Democratico con lo stesso metro che avevo usato per il Partito Repubblicano, il sostegno alla mia causa è cominciato a diminuire e “la sinistra” mi ha rivolto le stesse offese usate dalla destra. Immagino che nessuno mi abbia prestato attenzione quando dissi che parlare di pace e di persone che muoiono senza motivo non vuol dire parlare di “destra o sinistra”, ma di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato.

Mi ritengo una radicale perché credo che la politica di partito debba essere messa da parte quando centinaia di migliaia di persone muoiono per una guerra, basata su menzogne, che è sostenuta dai Democratici e dai Repubblicani allo stesso modo. Mi stupisce come persone che sono acute sui temi in questione e che riescono a individuare, con la precisione di un raggio laser, menzogne, mistificazioni ed espedienti politici in un partito, si rifiutino di riconoscere le stesse cose all’interno del proprio. La fedeltà cieca a un partito è pericolosa, da qualsiasi parte essa si collochi. Il mondo ritiene noi Americani dei buffoni perché permettiamo ai nostri politici tanta libertà omicida e se non troviamo alternative a questo corrotto sistema bipartitico, la nostra Repubblica Rappresentativa morirà e sarà rimpiazzata da ciò verso il quale stiamo già rapidamente dirigendoci senza che nessuna garanzia costituzionale riesca a rallentare la corsa: una terra desolata dominata dal corporativismo fascista. Vengo demonizzata perché quando guardo una persona, non guardo all’appartenenza politica o alla nazionalità, guardo al suo cuore. Se agiscono, parlano, si vestono e votano come dei Repubblicani, dovrebbero meritare sostegno solo perché si fanno chiamare Democratici?  

Sono anche giunta alla conclusione che se faccio quello che faccio perché sono “disposta a tutto pur di stare al centro dell’attenzione”, vuol dire che l’impegno, per me, è una necessità. Ho investito tutto quello che ho per cercare di portare giustizia e pace in un paese che non vuole né l’una né l’altra. Di solito, se qualcuno le vuole entrambe, è disposto al massimo a partecipare a marce di protesta o a sedere davanti al computer per criticare gli altri, ma non di più. Io ho speso ogni centesimo del denaro ricevuto, da un paese “grato”, quando mio figlio è stato ucciso, così come ogni centesimo dei compensi da allora ottenuti con i miei discorsi pubblici o con la vendita dei libri. Ho sacrificato un matrimonio di 29 anni e sono stata a lungo lontana dal fratello e dalle sorelle di Casey. La mia salute ne ha risentito e ho ancora da saldare il conto dell’ospedale dalla scorsa estate, quando fui sul punto di morire, perché ho usato tutte le mie energie per cercare di impedire a questo paese di continuare a massacrare degli innocenti. Sono stata offesa in tutti i modi che menti piccine sono riuscite a concepire e sono stata più volte minacciata di morte.

Ma la conclusione più devastante alla quale sono giunta questa mattina è che Casey è davvero morto per nulla. Il suo sangue prezioso è stato versato lontano dalla sua famiglia che lo ama, ucciso dal suo stesso paese, riconoscente nei confronti della macchina da guerra che la governa e che controlla anche i nostri pensieri. Da quando è morto, ho cercato di dare un senso al suo sacrificio. Casey è morto per un paese al quale interessa più sapere chi sarà il prossimo vincitore di American Idol che quante persone saranno uccise mentre i Democratici e i Repubblicani giocano alla politica con le vite umane. Mi è così doloroso riconoscere che ho accettato questo sistema per così tanti anni e che è toccato a Casey pagare il prezzo di questa fedeltà. Ho tradito il mio ragazzo e ed è ciò che mi fa più male 

Ho anche cercato di lavorare all’interno di movimenti pacifisti, dove spesso si mette il proprio ego al di sopra della pace e della vita umana. Questo gruppo non lavora con quello; se a un evento c’è lei, lui non ci va; e poi, perché l’attenzione è sempre e comunque su Cindy Sheehan ? Come si fa a lavorare per la pace quando all’interno dello stesso movimento che ne porta il nome ci sono tante divisioni?

Uomini e donne coraggiosi del nostro paese sono stati abbandonati in Iraq a tempo indeterminato da leader codardi che li muovono come pedine su una scacchiera di distruzione e la popolazione irachena è condannata a un destino a volte anche peggiore della morte da leader preoccupati più delle elezioni che della gente. Poi, tra cinque, dieci o quindici anni le nostre truppe torneranno zoppicanti a casa con un’altra umiliante sconfitta e, dopo dieci o venti anni, i figli dei nostri figli vedranno i loro cari morire senza motivo, perché i loro nonni avevano accettato questo sistema corrotto. George Bush non sarà mai messo in stato d’accusa perché, se i Democratici scavassero un po’ più in profondità, potrebbero portare alla luce qualche scheletro scomodo dai propri armadi. Così il sistema si perpetuerà in eterno.  

Io prendo le mie cose e torno a casa. Torno a casa per continuare a essere una madre per gli altri miei figli e per recuperare parte di ciò che ho perso. Cercherò di conservare e alimentare alcune relazioni molto positive, frutto del viaggio che mi sono imposta di compiere quando Casey è morto. Tenterò anche di rimettere in piedi quelle relazioni che sono andate in pezzi da quando ho iniziato questa crociata solitaria per provare a cambiare un paradigma che è ormai, temo, scolpito in un marmo immutabile, immodificabile e menzognero.

Camp Casey ha svolto la sua funzione, ora è in vendita. C’è qualcuno interessato ad acquistare bei cinque acri di terra in Crawford, Texas? Prenderò in considerazione qualsiasi offerta ragionevole. Ho sentito dire che anche George Bush andrà via presto … quindi il terreno acquisterà più valore.

Questa è la mia lettera di dimissioni da “faccia” del movimento americano contro la guerra, ma non è una resa. Non cesserò mai di cercare di aiutare la gente nel mondo danneggiata dall’impero della cara vecchia America, ma smetto di lavorare all’interno o all’esterno di questo sistema. Questo sistema resiste tenacemente a qualsiasi forma di aiuto e divora tutti coloro che gliene offrono. Ne rimango fuori prima che consumi interamente me, coloro che amo o ciò che rimane delle mie risorse.

Addio America, non sei il paese che amo e, per quanto possa sacrificarmi, ho finalmente capito che non posso renderti quel paese senza che tu lo voglia.

 

Adesso tocca a te.

 

Cindy Sheeh

 

10 maggio 2007

Perché la festa di inaugurazione del Giro sulla nave Garibaldi?

Il Giro d'Italia è una straordinaria manifestazione sportiva, un evento importante per La Maddalena e i suoi cittadini. Tutto molto bello compreso la perfetta organizzazione, l'unica nota stonata di tutto ciò riguarda la presentazione e la festa dell'inaugurazione del Giro d'Italia. Perchè non è stata organizzata al centro di La Maddalena, tra la gente come dovrebbe essere una festa di sport e costume come il ciclismo? Incomprensibile la scelta dell'organizzazione di "isolarsi" e isolare questo evento nelle lontana rada di  Santo Stefano presso la "Garibaldi" ormeggiata dietro e nascosta dalla nave americana, perchè? In questo modo la manifestazione risulta riservata per pochi invitati, come sempre prescelti, senza coinvolgere i maddalenini che avrebbero meritato di assistere da vicino alle varie iniziative riguardo l'inizio del Giro d'Italia. Questa vuole essere non una polemica ma solo ribadire le numerose e giustificate proteste e perplessità dei maddalenini riferite a questa incomprensibile e anche inconsueta scelta, visto che nelle precedenti edizioni nessuno si era mai sognato di inaugurare il Giro d'Italia all'interno di una nave da guerra della Marina Militare. Comunque nonostante questo contrattempo buon Giro a tutti e speriamo che queste manifestazioni siano sempre più spesso presenti nel nostro arcipelago per rivalutare il rilancio dell'immagine del nostro splendido arcipelago.

M.P. 

 
 
 
                                                                                                                              

L'amico Indio colpisce nel segno: clicca qui sotto e scoprirai una scomoda e amara verità!

      ACQUA: fotografando la rete idrica che noi paghiamo !

 

 

 

Attenzione: se ricevete email come queste non rispondete perchè si tratta di un tentativo di truffa on-line per accedere ai  vostri conti personali o alle vostre carte di credito, in questo caso postepay e il conto Bancoposta. Altre identiche email vengono inviate a nome di istituti bancari, ad esempio BancaIntesa, con lo stesso sistema truffaldino. Non fatevi ingannare dal logo perchè è facile riprodurlo, come potete notare ci sono anche banali errori grammaticali perchè probabilmente si tratta di furfanti stranieri, come hanno recentemente denunciato le forze dell'ordine. Pertanto prestate la massima attenzione, non rispondete mai a nessun tipo di messaggio di questo tipo, eliminate immediatamente l'email e possibilmente denunciate l'accaduto alla Polizia Postale. 

 

Caro Poste Italiane cliente ,

Eseguiamo attualmente la manutenzione regolare delle nostre misure di sicurezza. Il suo conto è stato scelto a caso per questa manutenzione, e lei sarà adesso portato attraverso una serie di pagine di verifica di identità.

 

Per eseguire la manutenzione regolare per favore scatto qui

Proteggere la sicurezza del suo Primo conto bancario di Scambio è il nostro interesse primario, e chiediamo scusa per qualunque inconvenienza che questo può causare

Per favore nota:

 Se facciamo no riceve la verifica di conto appropriata entro 24 ore, poi presumeremo che questo conto è fraudolento e sarà sospeso. Lo scopo di questa verifica è assicurare che il suo conto non è stato fraudolentamente usato e combattere la frode dalla nostra comunità.

                                 2007 Banco Poste Italiane  . Tutti i diritti hanno riservato.                      

questo è un altro esempio di email falsa che potete ricevere: attenzione!

 

A t t e n z i o n e !

 

La vostra sessione ha espirato, prego inizio attività ancora.

 

A c c e d i

 

                                 2007 B a n c o P o s t e I t a l i a n e 

Caro cliente Poste.it, 

Non potete partecipare al concorso per la vincita del 2 VIP PACKAGE per 2 persone per le finali dei campionati del mondo di Rugby 2007 a Parigi, perche non siete verificati. A questo scopo, la preghiamo di verificare il suo conto accedendo al seguente form protetto: 

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Il futuro de la Maddalena

Per gentile concessione del direttore de Il Manifesto Sardo, Marco Ligas, riproduciamo questo interessante intervento che esamina storia e futuro dell'arcipelago de La Maddalena in funzione dei lunghi anni di permanenza della base nucleare statunitense.

Il documentato articolo che ripercorre la vera storia della presenza USA in quell'incantevole mare ci mostra un ulteriore aspetto legato alla dismissione della base, vale a dire l'inquinamento prodotto in tanti anni di permanenza ed uso di materiale altamente radioattivo.
La sacrosanta bonifica sarà tutta da verificare sia sulle pesanti spese sia su chi le pagherà.
Una prerogativa che gli USA si sono cautelati di avere, col Trattato di Londra, è quella di decidere come ed in quale misura parteciperanno alle spese di bonifica dei territori all'estero, specie in Italia che ha sempre dimostrato di pretendere molto poco.

In altri casi, ed il territorio USA è sintomatico, il Pentagono si accolla tutte le spese di bonifica di quanto inquinato e se non lo fa trova un giudice ed una corte americani che lo obbliga a farlo.

Stando all'esperienza italiana, per esempio del segreto di stato di Villa Certosa niente si sa nonostante l'inquilino non sia più capo del governo, sarà difficile che il pentagono ed il governo americano cacceranno un euro per la bonifica.

Intanto, la speculazione edilizia avanza come spiega molto bene nell'articolo Costantino Cossu.

Vincenzo A. Romano

La Maddalena, quale futuro?

Gli americani alla Maddalena sono arrivati per la prima volta nel 1822, quando una squadra navale entrò nel Mediterraneo per dare la caccia ai pirati berberi. La monarchia sabauda concesse un approdo in Sardegna solo per la durata dell’operazione. Non erano ancora tempi d’alleanze strategiche con gli Usa. Arrivarono dopo, quei tempi, quando nacque la Nato e scoppiò la guerra fredda.
Sommergibile a La MaddalenaIl 20 ottobre del 1954 l’ambasciatrice americana a Roma, Clare Boothe Luce, e il ministro degli Interni italiano, Mario Scelba, firmano il “Bilateral infrastructure agreement”, un’intesa formale in base alla quale l’isola della Maddalena diventa un sito d’assistenza portuale e di deposito di carburanti per la Sesta Flotta. E’ il primo capitolo della storia. Il secondo si apre l’11 agosto del 1972, quando l’amministrazione americana stipula con il governo italiano (presidente del consiglio è Giulio Andreotti), un patto che modifica il “Bilateral infrastructure agreement” e concede alla Us Navy la piccola isola di Santo Stefano, ad est della Maddalena, come approdo su cui impiantare una base per il ricovero e l’assistenza di sommergibili nucleari. L’operatività è immediata. Nel giro di poche settimane arrivano prima i sottomarini e poi la nave appoggio Fulton. Le strutture a terra sono costruite a tempo di record. Andreotti firma un accordo segreto e illegittimo. Illegittimo perché segreto.

Viene infatti violato l’articolo 80 della carta costituzionale, che stabilisce che i patti internazionali debbano essere resi noti al Parlamento e da questo ratificati. Al momento attuale ancora non si conoscono i termini di quell’accordo, nonostante le tante richieste di trasparenza che negli anni sono arrivate da partiti, da singoli parlamentari e, da ultimo, dal presidente della giunta regionale sarda, Renato Soru.
Quando la base nasce, nel 1972, la guerra fredda è un po’ meno guerra che negli anni Cinquanta. Proprio nel maggio dello stesso anno Richard Nixon e Leonid Breznev hanno sottoscritto i primi accordi sulla limitazione degli armamenti strategici (Salt 1). Le due superpotenze dialogano, ma il confronto per il predominio è ancora aperto su tutto lo scacchiere mondiale. Mosca tiene sotto pressione le strutture della Nato. Sul fianco sud dell’Alleanza atlantica l’insidia maggiore è rappresentata dai sommergibili nucleari sovietici a propulsione e ad armamento nucleare. Grandi squali d’acciaio che solcano le acque del Mediterraneo portandosi appresso testate missilistiche atomiche. L’azione di contrasto e di dissuasione è affidata ai sottomarini nucleari della Us Navy, che hanno necessità di un approdo sicuro. Tra le diverse possibilità, la scelta del Pentagono cade sull’arcipelago della Maddalena per le caratteristiche naturali del luogo. Tante isolette di granito che formano quasi un labirinto, con passaggi stretti e difficili; l’ideale per scoraggiare l’azione d’infiltrazione e di spionaggio in cui i sovietici sono maestri. I fondali bassi e insidiosi, le secche, i corridoi angusti e obbligati fanno dell’arcipelago sardo un luogo molto sicuro, specialmente contro i sottomarini di Mosca. E’ perciò che, con il sostegno dei governi italiani, l’amministrazione americana difenderà la sua base in Sardegna da tutti i tentativi di mettere in discussione l’accordo stipulato con l’esecutivo presieduto da Andreotti. Un’offensiva pesante viene lanciata dall’opposizione ancora comunista nel 1977. Alle prime luci dell’alba del 22 settembre di quell’anno il sommergibile atomico Uss Ray arriva a Santo Stefano con la prua squarciata; durante la notte precedente è andato a sbattere contro gli scogli dell’isola di Serpentara, poco a largo della costa sud-occidentale della Sardegna. Secondo i protocolli di sicurezza che devono essere applicati in caso d’incidente a sottomarini atomici, l’imbarcazione danneggiata dovrebbe essere riparata in alto mare. Ma ciò non avviene. Uss Ray viene ospitato e assistito a Santo Stefano. Le denunce di rischi alla salute per un possibile inquinamento radioattivo non sortiscono alcun effetto: le autorità americane e l’ammiragliato dicono che è tutto a posto, che non c’è pericolo. E a Roma il governo conferma. La base Usa non si tocca, qualunque cosa accada.
Poi però arriva un altro settembre, quello delle Torri Gemelle. Il mondo è cambiato. Il Muro è caduto da un pezzo e l’orso sovietico ha tirato le cuoia. Il Grande Nemico sono gli Stati canaglia e il fondamentalismo islamico. Di sottomarini sovietici da controllare nel Mediterraneo non ce ne sono più. La base della Maddalena ha gradualmente riconvertito il segno strategico delle attività delle forze militari che vi sono impiegate. Niente più caccia al Grande Ottobre Rosso e invece missioni al largo delle coste maghrebine e dell’Africa atlantica, alla ricerca di basi di Al Qaeda. Un tipo di impegno che non richiede più né la propulsione nucleare (indispensabile su rotte lunghe oggi non più battute) né l’armamento atomico. E’ un servizio, quello che ora viene richiesto, che possono svolgere benissimo anche sottomarini che si muovono spinti da normali motori diesel, scafi enormemente più economici rispetto ai mastodonti atomici, ognuno dei quali costa al contribuente americano trentacinque milioni di dollari l’anno. Cifre elevatissime, che vanno ad incidere su un bilancio del Pentagono appesantito dalla guerra infinita cominciata da Gorge Bush in Afghanistan e proseguita in Iraq.

All’interno dell’amministrazione Usa si fa strada un partito che chiede che i rami secchi vengano tagliati e che le difese diventate inutili, come quelle innalzate contro la presenza sovietica nel Mediterraneo, vengano smantellate. Autorevole portavoce di questa linea è Edward Luttwak, uno dei consiglieri più ascoltati da Bush. Alla linea Luttwak resiste la struttura del Pentagono, appoggiata, dentro lo Studio Ovale, dal ministro della Difesa Rumsfeld. Le alte gerarchie militari sostengono che la base della Maddalena svolge ancora un’ importante funzione strategica di presidio del lato sud del Mediterraneo, Perciò non solo non va smantellata ma, al contrario, va resa più sicura e va ampliata. Per tutta una fase quest’impostazione passa. Su proposta del presidente Bush, il Congresso degli Stati Uniti approva uno stanziamento consistente che serve a rendere la base meno vulnerabile dagli attacchi terroristici. Viene anche finanziato un aumento di cubature delle strutture a terra, che di fatto porterebbe, se attuato, a triplicare l’area attuale della base. I cantieri vengono aperti e si comincia a lavorare.
Poi, il 23 novembre 2005, il colpo di scena. Martino vola a Washington convocato da Rumsfeld e il ministro della Difesa americano annuncia che dalla Sardegna la Us Navy se ne andrà. Ha vinto la linea Luttwak. A far pendere l’ago della bilancia dalla parte della chiusura della base è stato Bush in persona. Lo sforzo militare in Iraq è al culmine e richiede un impegno finanziario massiccio. Tutto ciò che non serve a uscire subito e bene dal pantano iracheno va messo in secondo piano o eliminato. Perciò gli Usa vanno via dalla Maddalena.


Sommergibile a La MaddalenaCosa accadrà ora nell’arcipelago, sede dell’unico parco nazionale sardo funzionante dopo che la giunta Soru ha affossato quello del Gennargentu? Regione e Comune puntano alla riconversione turistica. Ma, dicono, di qualità. Niente villaggi e seconde case, invece alberghi a cinque stelle e, al posto dell’Arsenale, un porto turistico per super yacht. Il gruppo immobiliare che fa capo al costruttore Ligresti ha presentato nei giorni scorsi un piano di ristrutturazione delle case dove abitavano i marinai americani per farne hotel di lusso. La Regione ha dato l’ok, chiedendo una riduzione delle volumetrie.
Tutto bene? No di certo. Le questioni aperte sono due.


La prima è che nessuno ancora ha spiegato come si farà a far convivere il Parco, zona di tutela naturalistica e paesaggistica, con il porto turistico, destinato a diventare uno dei più grandi del mediterraneo, e con gli alberghi di Ligresti e soci.
La seconda è che alla Maddalena, anche se al sindaco Comiti non piace che lo si dica, esiste un problema grave e urgente di bonifica.

Per decenni la Marina degli Stati Uniti ha scaricato in mare acqua radioattiva. Il rischio sanitario è ben descritto dallo studio recentemente svolto dall’ESA, consorzio temporaneo d’impresa Epidemiologia Impresa Sviluppo, su incarico della Regione. “Non giova fingere d’ignorare - ha fatto opportunamente notare Gettiamo le basi - il disastro sanitario, non giova fingere d’ignorare che nelle acque antistanti la base statunitense ricercatori indipendenti hanno rilevato torio radioattivo 234, cobalto radioattivo (indagine Greenpeace-Cortellessa), plutonio (indagine Aumento). Gli agenti patogeni devono essere eliminati, chi ha ucciso e devastato deve essere individuato e deve pagare, il sito deve essere bonificato”.


Sono impressionati i dati rilevati dall’indagine ESA. Li riportiamo così come sono stati diffusi da Gettiamo le basi (tutti i dati sono rapportati alle medie nazionali):
LINFOMA NON HODGKIN
(in eccesso anche nelle aree coinvolte dai poligoni di Teulada e del Salto di Quirra)
Uomini + 177,8% mortalità, +147% ricoveri, +131,9% diagnosi principale; Donne + 37% mortalità.
LINFOMA HODGKIN ( in eccesso anche a Teulada)
Eccessi tra le donne nel ventennio 1981-01 con punte nel periodo 1994-98 di + 123%.
TUMORI AL SISTEMA LINFOEMATOPOIETICO (eccessi anche a Teulada e Quirra)
Uomini + 58% mortalità, + 73,9% ricoveri, +44,5% diagnosi principale.
Dal confronto locale “vengono confermati e rafforzati gli eccessi sui tumori linfoematopoietici”, dall’andamento temporale emerge un aumento costante, si passa da “un eccesso non significativo di + 29% nel 1981-83 a un eccesso significativo di +105% nel 1999-2001” .
Donne + 23,7% mortalità. “I tumori del sistema emolinfatico e il Linfoma Hodgkin mostrano sempre degli eccessi nel ventennio considerato con punte nel periodo 1994-98 (+ 150% e + 123% di eccesso per le due classi di cause)”.
TUMORE ALPOLMONE (forti eccessi a Teulada, soprattutto tra le donne, + 115% ricoveri)
Uomini + 43,6% ricoveri tutte diagnosi, +9% diagnosi principale; donne +7% mortalità.
MELANOMA (eccessi anche a Teulada tra gli uomini)
Uomini + 335% ricoveri.
Si può, con questi dati, far finta che il problema sanitario alla Maddalena non esista e pensare solo a costruire alberghi, porti e campi da golf?
E ancora. Ottenuta una parzialissima dismissione dei beni militari sull’area di Cagliari, basta accontentarsi di chiedere (senza peraltro ottenerlo) il ritiro da Teulada usando Quirra come moneta di scambio? Anche di Quirra, come di Teulada, si dovrebbe chiedere la chiusura. E invece sono già state decise dal governo Prodi, dal ministro Parisi, politiche di potenziamento di Quirra, senza che da Cagliari si sia levata alcuna voce di dissenso.


Costantino Cossu

FONTE : Il manifesto sardo 30 aprile 2007

La URL :http://www.giovannidemurtas.altervista.org/Documenti/La_Maddalena_quale_futuro.html
 

 
 

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01 maggio 2007

La Confcommercio ha colpito ancora

Cari lettori, vi informo che la cara Confcommercio ha colpito ancora.
Oggi sono andato al bar per bere un caffè e dopo avere pagato con una moneta da un euro ho aspettato invano i 20 centesimi di resto finchè ho scoperto che non li avrei più visti. Infatti, mi è stato comunicato che il caffè da oggi costa UN EURO!!! E non è finita qui, un aperitivo da oggi vi costerà, prezzi al banco si intenda, € 2.50 contro i 2 pagati fino a ieri. Questi sono solo alcuni dei "ritocchi" partoriti dalla Confcommercio, per mettere ancora di più in ginocchio un economia che sta sprofondando. Quindi da oggi in poi al bar mai più frasi tipo "oggi offro io", ma conto alla romana, se non volete rimetterci uno stipendio (per chi ancora ce l'ha). Pensate che un tè (acqua calda e una bustina) costa più di un cappuccino,  € 1.50 il primo contro € 1.20 del secondo. Sig. Lullia, il ballo di Garibaldi ti sta dando un pò alla testa? Dimettiti!!!! Mi dispiace per quei gestori di bar onesti che vedranno sempre più diminuire la propria clientela. Vi ringrazio e mi scuso per la mia assenza dai vostri locali ma l'acqua calda me la faccio a casa che mi costa moto meno.
 
Roberto

fonte : Cronache Isolane

 

 

 

 

 

Il gruppo musicale PUEBLO UNIDO
interprete dei tre CD "Storia d'Italia attraverso le canzoni popolari"
vi propone il suo nuovo spettacolo
"CANZONI DI LOTTA..... ORA PIU' CHE MAI !"



Il nostro repertorio:

La presa di Roma
Addio Lugano
Le otto ore
L'Internazionale
Fischia il vento
Il partigiano
Festa d'Aprile
Bella ciao
Bandiera rossa
Comunisti della capitale
Uno W Giordano Bruno
Stalingrado
Contessa
Venceremos
El pueblo unido jamas sera vencido
Comandante Che Guevara
Guantanamera
La locomotiva
La guerra di Piero
Il disertore
Auschwitz
ecc. .........................



Per le vostre Feste, iniziative, tesseramenti contattateci:

Maurizio Carlini
06 - 5754477
338 - 5661658

mauriziocarlini@yahoo.it
 

 

 

Cari compagni e corrispondenti,
Come avete visto tutti oggi hanno parlato dei morti sul lavoro, vera cifra caratteristica del modello di sviluppo che il nostro sistema economico pretende essere il migliore possibile. E fra le parole di dirigenti di primissimo livello della nostra Repubblica, dal Presidente Napolitano al Presidente Prodi, dal Presidente della Camera ai ministri ed ai capi dei Sindacati dei lavoratori, ha rifatto capolino la parola "rappresentanza". Il Primo Maggio è davvero luminoso, se riesce a rischiarare anche i discorsi di coloro che, fino ad oggi, hanno speso grandissima parte del loro impegno a convincerci che i lavoratori non  esistono più, che quando esistono devono essere flessibili, che quando sono flessibili non hanno bisogno di rappresentanza né di tutele, ma soltanto di privatizzazione dei loro servizi e della loro pensione.
Forse, come diceva qualcuno tempo fa, i fatti hanno la testa dura, e la storia si incarica sempre di mettere a nudo il re.
Bene, si potrebbe dire. E invece, male, molto male!... Perché, passato il rituale, fatto il concerto e tornati a casa i giovani, domani si torna in fabbrica, ai cui cancelli "si ferma la democrazia" (come diceva Di Vittorio).
Spesso ci sentiamo dire, noi comunisti, di essere anacronistici; quando non si sa opporre un ragionamento e dei dati effettivi si sbatte sul tavolo uno slogan, una frase ad effetto, un leit motiv logoro ma divenuto luogo comune a forza di ripeterlo, e si chiude lì il discorso. Anche oggi, fra le celebrazioni ed il ricordo dei morti, dei sacrifici (in)civili che costano ogni anno ben più delle vittime italiane delle guerre che andiamo facendo in giro per il pianeta, ci si è ben guardati dal dire che la legge sulla rappresentanza sindacale non si fa, che il lavoro è espulso dalle attenzioni del partito democratico, che i lavoratori non siedono più da anni nelle assise istituzionali, che questa civiltà è malata perché fondata sul successo e sull'accaparramento, sul furto in sostanza, anziché sul valore alto e nobile del lavoro.
Ecco, se qualcuno volesse trarre conclusioni coerenti dalle parole del Presidente della Repubblica, dei capi sindacali e dei Presidenti di tutto quello che c'è da presiedere in questo martoriato Paese, saprebbe perché sfidiamo ogni insulto ed ogni ironica definizione (anacronistici, pittoreschi, folkloristici,...) e siamo e rimaniamo comunisti: perché siamo lavoratori e crediamo nel lavoro.
Il resto, sono sovrastrutture, direbbe Marx. Noi, con il senno del poi, le chiamiamo mistificazioni.
 
A tutti voi, ed ai vostri compagni di lavoro,
 
BUON PRIMO MAGGIO!
Fraterni saluti.

***********************************
Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
www.rossorosso.it

 

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Finalmente una buona notizia. Dall'Ufficio Stampa del PdCI ci arriva questa
informazione che giriamo volentieri a tutti i nostri corrispondenti . Ecco un modo concreto di rimettere all'attenzione delle
Istituzioni e dell'opinione pubblica la questione della memoria storica
relativa alla Resistenza. Ancor più importante alla luce del certosino
lavoro di tessitura di ambienti trasversali all'arco politico per
concentrare le forze necessarie allo smantellamento dei fondamenti
costituzionali da essa scaturiti.
Speriamo sinceramente che proposte come questa si moltiplichino, e faremo la
nostra parte per sostenerle.

Fraterni saluti

*******************
Giovanni Morsillo
ANPI - Frosinone

Sgobio: 25 aprile. Pdl per valorizzazione della lotta partigiana

Ufficio Stampa

Roma 24 aprile 2007

“In occasione del 25 aprile il Gruppo Parlamentare dei Comunisti Italiani ha presentato una Proposta di Legge per promuovere la manutenzione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio della guerra di Liberazione e della lotta partigiana e in particolare: edifici e manufatti sedi delle formazioni partigiane; fortificazioni campali, camminamenti, strade e sentieri militari; cippi, monumenti, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni e sentieri militari; reperti mobili e cimeli; archivi documentali e fotografici pubblici e privati; ogni altro residuato o documento avente relazioni con le operazioni belliche o riferibili alla Resistenza partigiana in genere”. E’ quanto annuncia Pino Sgobio, Capogruppo del PdCI alla Camera dei Deputati.

“Lo spirito della Proposta di Legge - sottolinea Sgobio - è quello di ridare lustro e proiettare nel futuro la ricorrenza del 25 aprile, che ha sancito l’atto fondativo della nostra Repubblica. In tempi di attacco massiccio ai valori e ai principi fondamentali della nostra Costituzione - conclude Sgobio - difendere e tramandare alle future generazioni il valore dell’antifascismo è il miglior modo per consolidare la democrazia nel nostro Paese”.


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Pubblichiamo intervento del "Comitato Sardo gettiamo le basi" 

i beni fantasma della US Navy, i beni reali della Marina di guerra italiana. 

Il rinnovo quinquennale della servitù (intesa in senso tecnico, quello riportato da tutti vocabolari italiani) sui terreni privati confinanti con il demanio dalla Marina militare a S.Stefano ha provocato una levata di scudi di vari gruppi e personaggi politici contro "un decreto del Ministro della Difesa già pronto che permetterebbe alla Marina di allargarsi fino alla base Usa che è in procinto di essere smantellata".
A prescindere dal fatto che al momento lo smantellamento si fonda solo sulla "parola d'onore" di funzionari Usa, di Berlusconi, Fini e Parisi, la Marina non può "allargarsi fino alla base Usa" per il banale motivo che la base Usa è INGLOBATA DENTRO il demanio della Marina.

Media e politici vari hanno fatto a gara per alimentare il solito polverone confondendo servitù/demanio militare italiano/base Usa. Il sottosegretario Casula ha colto al volo i vantaggi della “confusione” per presentarsi come paladino del popolo sardo e rinnovare l'impegno che lo Stato restituirà alla Sardegna tutti i beni dismessi dalla US Navy, in cambio si tiene stretto il suo demanio militare. Troppo generoso!  I beni Usa sono INESISTENTI! A La Maddalena la base atomica Usa   usufruisce di edifici con normali contratti di locazione (regolari e in nero) stipulati con privati cittadini. A S.Stefano è "ospitata" all’interno del demanio militare italiano.
 L'unico "bene" che lo zio Sam ci lascerà è la contaminazione e la spazzatura.
Il ministro Parisi assicura che la bonifica, obbligatoria in territorio Usa, non è necessaria in territorio sardo, il presidente Soru concorda, i politici si rifugiano nel silenzio-assenso.

Il luccichio degli inesistenti beni dismessi dagli Usa relega in secondo piano l'esigenza di dare lo sfratto anche alla Marina di guerra italiana come condizione imprescindibile per uscire dal tunnel di  un economia militardipendente e innescare un modello diverso che corrisponda alle aspettative delle comunità locali per toppo tempo penalizzate.
       

*************

Il decreto di rinnovo della servitù "in procinto di essere emanato" dal ministro è nullo, come rileva Salvatore Sanna, perché sono scaduti i termini stabiliti dalla legge. La servitù, non essendo stata rinnovata nei termini previsti, è decaduta per legge, di conseguenza la struttura militare italiana si trova sprovvista della fascia di sicurezza ed è illegalmente operativa. Si ripropone a S.Stefano quanto accaduto a Cagliari per il deposito AMI-Nato di M.Urpinu. Allora il sindaco Delogu, attuale senatore AN, sulla base della documentazione fornita dal comitato Gettiamo le Basi denunciò l'Aeronautica Militare alla Magistratura, il Consiglio della Provincia di Cagliari (maggioranza centrodestra) deliberò alla quasi unanimità: "Via il deposito militare di M.Urpinu".
Che mai faranno le attuali istituzioni isolane di centrosinistra?????????????
Noi rilanciamo il nostro
VIA la base atomica Usa, VIA la Marina Militare Italiana da La Maddalena-S.Stefano  
 
Comitato sardo Gettiamo le Basi
tel 3386132753

   

 

 

 

 

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Le armate esportazioni del Bel Paese.


Le esportazioni italiane di armi del 2006 segnano un preoccupante primato degli  ultimi venti anni, una festa per l'industria armiera nazionale e non  pochi grattacapi per il Governo Prodi che nel suo programma si era impegnato ad un  controllo più stringente sulle esportazioni di armi". E' quanto dichiara la  Rete Italiana Disarmo a commento dei dati della relazione della Presidenza del  Consiglio al Parlamento sull'export di armi per l'anno 2006. "Superano infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni all'esportazioni di  armamento nel 2006 con un'impennata del 61% rispetto al 2005 e sfiorano il miliardo di euro anche le consegne (970,4 milioni) effettuate nel 2006. Ma brindano anche le banche, che sempre nel 2006, si sono viste autorizzare operazioni di incassi relativi al solo export di armi per quasi 1,5 miliardi di euro, altra cifra record, con relativi compensi di intermediazione per oltre  32,6 milioni di euro. Non ci tranquillizzano affatto i destinatari delle esportazioni -  prosegue La  Rete Italiana Disarmo - al primo posto ritornano infatti gli Stati Uniti che, oltre alla flotta di elicotteri presidenziali dell'Agusta, (è in corso un'inchiesta negli USA nei confronti dell'ex deputato repubblicano Curt Weldon, il principale sponsor politico dell'operazione), acquistano  dall'Italia bombe, siluri, razzi, missili, accessori, navi da guerra, esplosivi militari ed armi automatiche di tutti i calibri per un totale di oltre 349,6 milioni di euro. Seguiti a ruota da un paese che nei rapporti di Human Right Watch e Amnesty  International si distingue per vessazioni nei confronti delle Organizzazioni  per la tutela dei diritti umani: gli Emirati Arabi Uniti ai quali il Governo ha autorizzato  la vendita di armi per 338,2 milioni di euro. Salgono le vendite ai paesi extra Ue e della Nato arrivando al 44,2% e più del 20,2% dei  sistemi d'arma finisce nelle zone calde del pianeta come Medio Oriente  ed Africa settentrionale al quale sono destinate armi per un valore  complessivo di 442,8  milioni di euro. Spiccano poi paesi come la Nigeria che riceve armi per 74,4  milioni di euro e l'India (66,3 milioni di euro), la Malesya (51,4  milioni di  euro), il Pakistan (37,9 milioni di euro) e la Libia (14,9 milioni di euro).

(postato da: fairwatch alle ore 17:44)
 
 
Questo è quanto. Così progredisce lo sviluppo dei rapporti internazionali. I paesi maggiormente "alimentati" dalle armi italiane sono fra quelli con i maggiori problemi di approvvigionamento di acqua, di scuola, di sanità, di lavoro. Per "fortuna", i primi clienti sono di nuovo gli USA, che come si sa, non le usano a casa loro!
Vogliamo andare avanti così?

Fraterni saluti.

***********************************

 

 

 

 

Riceviamo un nuovo contributo dell'amico Massimiliano e volentieri pubblichiamo:

 

 

Ancora Buongiorno, sono Ancora Massimiliano e sono Ancora un Kompagno

Redivivi entrambi vado ad affrontare, un pò come la prima volta, un argomento che mi sta particolarmente a cuore,

stavolta è un tema, secondo me, di giustizia sociale.

Parto con le felicitazioni sul lavoro svolto dal Presidente della Regione a Roma per quanto riguarda la dismissione dei beni demaniali nell’Arcipelago di LMD,

le mie paure sono altre….

Cosa succederà a chi come me ha uno stipendio fisso, basso e che già oggi fatica?

( Moglie a carico che non lavora per scelta nostra in quanto noi si mette al primo posto la Famiglia e non il denaro )

Non chiedo botte piena e moglie ubriaca ma solo giustizia sociale!!!

Cosa succederà ai prezzi di case in vendita e in affitto in continua crescita?

Ora, quel che penso io e che più avrà spazio il turismo (giusto) e più esponenzialmente crescerà il costo della vita (sbagliato) per chi non è proprietario di nulla!!!!!!!!!

Mi sembra giusto, per onestà intellettuale, dire che lavoro a La Maddalena da nove anni presso la Capitaneria di Porto e con questo voglio sollevare un altro problema:

Noi facciamo parte della Marina Militare ma per quanto riguarda le risorse diciamo che possiamo essere visti come i fratelli poveri di tutti i facenti parte le forze armate,

e dopo anni di lotte eravamo riusciti a farci dare un imponente finanziamento per gli alloggi di Guardia Vecchia che speravamo di acquisire e rendere abitabili per chi lavora

qua effettivamente e si trova in una situazione analoga alla mia.

Per quelli come me, tanti, l’alloggio di servizio era una risorsa che veniva giù come la manna non potendo, a causa dei prezzi, acquistare una casa dignitosa

per me e la mia famiglia qui a La Maddalena e che deve per forza di cose prendere casa in affitto ai prezzi che tutti conosciamo.

Sono assolutamente contro quelli che l’alloggio lo usano per venire a fare le vacanze due/tre settimane l’anno in quanto trasferiti in qualche altro posto,

o quelli che pur essendo in pensione e vivendo da un’altra parte non lasciano l’alloggio, togliendolo a chi ne ha bisogno avendo l’obbligo di domicilio  a causa del lavoro….

Bisogna però operare un distinguo con chi pur essendo in pensione vive nell’alloggio qui a La Maddalena con il proprio nucleo familiare e che secondo me deve essere

lasciato dov’è non essendo sicuramente in grado di affrontare una spesa ingente come quella del mutuo o di pagare un affitto del genere.

Avrei sicuramente gradito che il Presidente avesse acquisito i beni vagliando comunque anche quelle che sono le problematiche alloggiative di chi come me lavora anche per il benessere dell’isola!!

Vorrei che facesse qualcosa per risolvere un problema che già c’è ma che con il nuovo futuro che si delinea per La Maddalena andrà sicuramente a peggiorare impoverendo ancora le stesse tasche.

La speranza che rimane a questo punto e quella che il Presidente si faccia sentire a Roma anche per eliminare questo malcostume del trattenere un alloggio che si sta occupando senza alcun titolo

assegnandolo a chi ne ha bisogno veramente.

Vorrei inoltre in questa sede lanciare una proposta alla giunta comunale, soluzione che per esempio CUBA ha adottato da tempo: una carta residenti che permetta agli stessi di accedere ai vari esercizi

senza  dover pagare il surplus dei prezzi turistici; tutti sappiamo qual è la situazione dei prezzi estivi, inutile quindi dilungarmi ulteriormente, è semplicemente scandaloso.

Ho notato (come da mia precedente segnalazione) che il marciapiede che va dal Sigma in via Cala Chiesa fino alla concessionaria Hyundai sta per essere fatto e anche se lo avevate già in progetto e non avete preso spunto dalla mia precedente mail sono ugualmente soddisfatto.

Avendo esaurito le argomentazioni Vi rimando alla prossima mail. Saluti naturalmente a “modo nostro”.

 

 

 

 

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        La guerra del lavoro:

         

        Dall'inizio del 2007 a oggi, per lavoro, ci sono stati:

249 morti
249820 infortuni
6245 invalidi

Vai al canale lavoro

Infortuni sul lavoro:appello al Presidente della Repubblica

Morti sul lavoro: responsabilità dell'impresa

 

 

 

 

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RICEVIAMO UN INTERESSANTE CONTRIBUTO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO:

 

MI chiamo Massimiliano, sono un compagno,

non sono nativo di La Maddalena ma vivo qui da otto anni.

 

Vista la pericolosita’ di alcune situazioni in cui anch’io sono venuto a trovarmi vorrei suggerire:

 

-          di rendere la strada che dal Liceo porta a Guardia Vecchia (fino all’incrocio con via De Amicis) a senso unico in salita creando cosi’ posteggi da un lato

della strada per i residenti della zona ed evitando che le auto debbano invadere la corsia opposta pericolosamente. Usare quindi via De Amicis per il senso opposto;

per i mezzi pesanti i quali non riuscirebbero a transitare da Via D Amicis, in quanto troppo stretta, si potrebbe pensare alla strada che porta alla crocetta.

 

-          di costruire un marciapiede in via Cala Chiesa nel tratto di strada che va dal supermercato Pick up al rettilineo dell’ex centro nautico l’Acquario, ora concessionaria Hyunday,

localita’ Mongiardino, in quanto molti cittadini anziani e non che si trovano a percorrerla a piedi rischiano seriamente di essere “messi sotto” dalle auto in entrambi i sensi di marcia!!

     

-          di sensibilizzare l’opinione pubblica, da parte della polizia municipale, per quanto riguarda la conoscenza del codice della strada relativamente al quale molti patentati non hanno molta confidenza, soprattutto verso i concetti di stop e precedenze.

 

-          Presenza della polizia municipale su tutto il territorio perche’ anche i cittadini che non abitano al centro pagano le tasse e devono essere tutelati da chi parcheggia abusivamente dove capita non curandosi in alcun modo dei problemi di viabilità che potrebbe causare. In questo senso il comune potrebbe fare le strisce di parcheggi bianchi dove poter posteggiare e chi contravviene….. con introiti maggiori per le casse comunali. Inoltre per quanto riguarda i novelli vigili un impegno maggiore nella gestione del traffico non guasterebbe.

 

Ringraziando anticipatamente per l’opportunità datami e sperando che le mie proposte siano perlomeno prese in considerazione, invio distinti saluti.

Per problemi tecnici abbiamo pubblicato questa segnalazione in forte ritardo, ci scusiamo con il compagno Massimiliano e attendiamo altri suoi preziosi contributi:     GRAZIE!!!  

 

 

 

 

 

Riceviamo questo messaggio di natura "sportivo" e pubblichiamo il link per una migliore visione e analisi del problema: leggete tutto con attenzione!Campionato di calcio serie A: "the show must go on"

..... per rimanere in tema " calcio-spettacolo" (?) riceviamo tramite link una petizione contro una nota trasmissione sportiva mediaset: magari potesse bastare per chiuderla!SPEGNIAMO CONTROCAMPO!

 

 

 

 

 

Riceviamo un appello dell'amico Indio e pubblichiamo:

 

ciao
ti giro stà mail di antonella serafini
ho riportato l'appello a questo link
 
 
hasta siempre
indio
__________________________________

 
http://www.censurati.it/index.php?q=node/3484
questo link, fatelo girare, viene dalle principali realtà antimafia, serve
una protesta pesante

stasera ci faccio un altro volantino, serve un po' di sensibilizzazione in
più
hanno scarcerato un assassino mafioso perchè sono scaduti i termini per
consegnare la sentenza in tribunale.

Poi mandano l'esercito a napoli!
nei tribunali, va mandato, l'esercito, non a napoli

baci a tutti, fate buon uso del comunicato
hasta siempre
anto

--
www.censurati.it
"uniamoci e saremo invincibili"
Simon Bolivar

"non si vende la terra su cui
cammina un popolo"
Tashunka Witko 'Crazy Horse'

 

 

 

 



URGENTE Parlamento Europeo: PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO    sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprieta intellettuale   (COM(2006)0168 – C6-0233/2005 – 2005/0127(COD)) 27.03.07

A tutti i compagni
Quanto sopra inviato da Roberto Galtieri, vedi documento. Chi fosse in grado di apportare emendamenti nel senso richiesto dovrà agire celermente e scrivere direttamente a Roberto.
Grazie a tutti.
Vincenzo A. Romano
 
N.B.
E' notizia di ieri che anche l'Europa, e prima ancora la Suprema Corte di Cassazione Italiana hanno dichiarato non punibile il download fatto per uso personale (ricordate l'introduzione del termine profitto (quindi anche piacere personale) introdotto nella legge al fine di perseguire -comunque- chiunque scarichi musica e film soprattutto (è del caso di specie) ?
Ciononostante i rappresentanti italiani (FI e compagnia cantando) continuano una strenua lotta per una condanna comunque ed indiscriminata anche del ragazzino che si scarica le sue canzoncine perchè non può  permettersi i supercosti di un CD.
la nostra battaglia, il free-software ed open source NON sono contro la retribuzione del lavoro intellettuale dell'autore, combattono le esose e discriminanti royalties delle multinazionali che si accaparrano l'esclusiva su quei diritti e sottopagano gli autori.
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, March 27, 2007 8:33 AM
Subject: testo consolidato zingaretti, inizia il lavoro

ricevo e vi trasmetto immediatamente il testo consolidato del rapporto zingaretti.
Questo il testo che andrà in Aula e quindi sul quale presentare emendamenti.
riusciamo in un paio di giorni ad elaborare emendamenti: diciamo max 5 ?
al lavoro, alla lotta !
:-), roberto

 

 

 


                                        Ustica: nessun colpevole, 81 vittime: vergogna!

Dopo 27 anni lo Stato si arrende, o meglio, sentenzia che non vi sono colpevoli. Pertanto, non ci resta che pubblicare l'unica cosa certa che rimane: l'elenco delle vittime. Ogni altro commento è superfluo.
 
Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D'Alfonso, Salvatore D'Alfonso, Sebastiano D'Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

Fraterni saluti.

***********************************
Il 22 febbraio 1632 Galileo Galilei pubblica il "Discorso sopra i due massimi
sistemi" ed apre le porte alla scienza moderna. L'anno dopo viene processato
e condannato al carcere a vita nel Sant'Uffizio. abiurata la sua eresia,
sconterà la condanna al'isolamento e morirà dieci anni dopo quasi
completamente cieco e solo.
Da allora, la scienza ha fatto passi avanti incredibili.
E la chiesa?

Fraterni saluti.

 

 

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__,_._,___
Riceviamo ed inviamo volentieri a tutti ricordando che, oltre ai molti che già lo hanno fatto, tutti possono mettersi in contatto con noi per organizzare i banchetti o il porta a porta per le firme.

PS: firme a La Maddalena Piazza in Garibaldi tutti i sabato e  domenica dalle ore 9.00 in poi 

Banchetti raccolta fino al 17 luglio 2007 - clicca qui

  

ACQUA PUBBLICA, CI METTO LA FIRMA!: OLTRE 15.000 FIRME RACCOLTE


Sabato 13 gennaio, con *centinaia di banchetti in tutte le regioni italiane*, è partita la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare stilata dal *Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.*

Nell e sole giornate di sabato 13 e domenica 14 gennaio sono state raccolte già oltre *15.000 firme*, che dimostrano il *profondo coinvolgimento della cittadinanza sul tema dell'acqua*. La raccolta è andata molto bene nelle grandi città, a Roma, Milano e Napoli, ma è stata molto significativa anche la partecipazione dei piccoli comuni.

A Roma, la domanda più frequente è: "E che l'acqua non è più pubblica? ", la più divertente "Che volete fa'? Che non se paga più l'acqua?". I più interessati sono gli anziani che ben ricordano orgogliosi le vecchie municipalizzate romane e parlano con nostalgia di un patrimonio pubblico che non c'è più.

A Terracina, racconta il comitato difesa acqua pubblica, il banchetto è stato letteralmente preso d'assalto; una signora quando ha capito perché si stavano raccogliendo le firme si è messa in fila anche se ancora i moduli non erano arrivati! Molte persone hanno firmato e poi sono tornate con parenti e amici.

Le iniziative promosse hanno costituito un importante *momento di informazione* e di presa di coscienza *anche sullo stato del servizio idrico del territorio di appartenenza: ad esempio a Reggio Calabria, dove buona parte dei presenti, nell'apprendere che l'acqua calabrese è di fatto gestita dalla multinazionale francese Veolia, nel cui piano industriale è previsto che il costo dell'acqua aumenterà da € 0,14 a € 1,24 a metro cubo, non ha esitato a sottoscrivere la proposta di legge.

In altri casi, gli effetti della privatizzazione sono già sotto gli occhi di tutti, come a Frosinone, dove ad un pauroso peggioramento del servizio a tutti i livelli è corrisposto un vertiginoso aumento delle tariffe.

*Ora, con una firma, i cittadini hanno la possibilità di dire la loro.*

I prossimi sei mesi aprono una fase di forte mobilitazione in tutto il
Paese, in cui ciascun conflitto territoriale trae forza in quanto parte di
un ampio, diffuso e plurale movimento che ha fatto dell'acqua e dei beni
comuni una vertenza nazionale.

*Contatti:*

*Campagna "Acqua Pubblica, ci metto la firma!"*

*www.acquabenecomun e.org *

*Tel/Fax: 06/68136225*

*Ufficio stampa*

*Sara Symeonides 328/0306257 *

*sara.symeonides@ gmail.com *

*Giuliano Rosciarelli 333/9374516*

------------ --------- --------- --------- --------- ------

Salve,
chi vi scrive è un gruppo di ragazzi ispirati ai principi del Capitano Ultimo, l'uomo che arrestò il Boss di Cosa nostra Totò Riina. Principi che sono basati sul motto "dalla parte dei più deboli, sempre".

Il motivo per cui state leggendo questa email, è che una bambina di quattro anni sta lottando contro la morte perchè logiche di mercato che muovono le case farmaceutiche non producono cio' di cui la bambina, Azzurra, ha bisogno. Per poter guarire deve affrontare un lungo viaggio negli Stati Uniti. La sopravvivenza di Azzurra può dipendere anche da voi che ricevete questa email.

La mamma di Azzurra ha aperto un sito, appoggiato e sostenuto dal comune in cui la piccola vive, dalla questura del posto che sta raccogliendo fondi, dai volontari che si sono mossi per la causa.

il sito è http://insieme_per_azzurra.blog.tiscali. it/

Voi, destinatari dell'email, potreste avere un ruolo importante per il destino di un essere umano. Agli organi ecclesiastici, ai sindacati, alle amministrazioni pubbliche, alle fondazioni private, alle onlus, e ai politici che stanno ricevendo questa email, noi stiamo chiedendo solo un po' di solidarietà, non a parole, ma con i fatti.

Onde evitare strumentalizzazione politiche su un caso umano che nulla ha a che fare con la politica, saremmo lieti se i personaggi politici inclusi tra i destinatari dell'email, diano con i fatti una dimostrazione di come si può avere a cuore l'interesse della gente, della povera gente.

Non con le parole, quindi. Con i fatti.

Il conto corrente a cui inviare quello che potete lo trovate nella locandina che alleghiamo ma per facilità vi allego qui i dati:

BANCA NAZIONALE

DEL LAVORO
CC 6433
ABI 1005
CAB 13974
CIN J
IBAN: IBAN IT86J0100513974000000006433

X BONIFICI ESTERI: SWFT: BNLIITRRLIX

intestato a:
Cinzia mascagni -

un aiuto per Azzurra

CC postale
ABI 07601
CAB 13900
CC 78367851
intestato a:
Cinzia Mascagni

Cinzia Mascagni
Via ernesto Rossi, 95
57125 Livorno

Tel/Fax
0586892066
Cell
3920022231

Vi ringraziamo per il sostegno, e vi ricordiamo che la solidarietà e la NON indifferenza, sono le cose più temute dalla criminalità e dall'illegalità.

Con una mano sulla coscienza e una sul portafoglio, vi chiediamo di dare un contributo alla piccola Azzurra, affinchè sul suo volto possa tornare il sorriso e torni a splendere l'arcobaleno
 
scarica la locandina a questo link :
 


grazie a tutti
i ragazzi del
gruppo capitano ultimo

www.capitanoultimo.it

***********************************
APPELLO
Il gruppo capitano ultimo sta raccogliendo fondi per salvare una
bambina da una di quelle malattie per le quali le case farmaceutiche
non ci spendono molto in ricerca, perchè sono malattie rare e rendono poco

per qualunque informazione a riguardo o per richieste telefoniche
dirette, può contattare l'indirizzo gruppocapitanoultimo@gmail.com e
ci metteremo in contatto con Voi.

Abbiamo deciso di rivolgerci anche a Voi perchè tra noi membri del
gruppo, abbiamo avuto un pò di idee che vi elenco qui di seguito:

- Ovviamente chiediamo donazioni a chiunque fosse disponibile a
collaborare.
- Chiediamo eventualmente se fosse possibile avere le maglie dei
giocatori autografate o qualsiasi altro materiale sempre autografato
dai giocatori per metterle all'asta su e-bay
- chiediamo se fosse possibile un passaparola da parte Vostra alle
altre squadre. Noi gia lo stiamo facendo ma se anche voi poteste
farlo, il passaparola sarebbe molto piu incisivo e ci dareste una
grande mano.
- I giocatori, spesso sono amici tra loro, anche tra membri di altre
squadre: chiediamo di passare parola affinchè si inneschi tra loro una
catena di solidarietà, ovviamente senza nulla pretendere. Chiunque
faccia ciò che è in grado di fare. Senza costrizione alcuna.
- Infine, sarebbe fantastico, chiediamo se fosse possibile organizzare
una partita del cuore per Azzurra, oppure piu semplicemente devolvere
un po di incasso di una partita qualunque, per la Causa di Azzurra.

Lo so che possono sembrare richieste difficili..Ho l'umile presunzione
di pensare che possiate tenerne conto. I soldi da mettere insieme per
Azzurra sono tantissimi..

.e ci stiamo dando da fare in tutti i canali
possibili in grado di ascoltare questo grido d'aiuto.

Signori...che altro dirvi? Il caso umano è molto serio. Ripeto: se
avete bisogno di parlare personalmente con qualcuno del gruppo,
fatecelo sapere e sarete contattati sicuramente.

Grazie per averci letti, grazie se accoglierete il nostro grido di
aiuto, grazie per Azzurra.

Gruppo Capitano Ultimo

www.capitanoultimo.it

gruppocapitanoultimo@gmail.com

In questo momento c'è una bambina che ha bisogno di te

SOS : INSIEME PER AZZURRA

 

 

Vi preghiamo di far girare

 clicca sull'immagine e scarica

..grazie :

 

   

Riceviamo dai compagni di Roccasecca e pubblichiamo:

Le dichiarazioni di Matarrese secondo cui il morto sta nelle cose, è prevedibile e fa quindi parte del business del pallone, vanno oltre. Il cinismo del padrone si esprime in tutta la sua ignominia, spingendo a considerare come inevitabili costi di produzione i quattro morti al giorno (circa, mica vogliamo sottilizzare?) sui cantieri e nelle fabbriche; altrettanto varrebbe per il comparto produttivo della pubblicità legata allo sport. Peccato che, a parte l'evidente enormità di un calcolo tanto schifoso sui rischi del lavoro, c'è da rimarcare che anche stavolta, il rischio non lo corre chi guadagna. Il signor Matarrese, pur con il suo italiano stentato, rende bene l'idea di cosa significhi per il padrone l'idea del profitto. Un po' Marchese del Grillo e un po' caporale considera i poveri cristi che lavorano nell'ambito delle sue imprese come ferri da lavoro e null'altro, ognuno di essi semplice instrumentum vocale, attrezzo parlante per dirla con i latini che così definivano gli schiavi.
Che sia un poliziotto o un muratore, poco cambia. L'importante è che "lo spettacolo deve continuare". Ma non ci sfugge a quale spettacolo si riferisse il signor Matarrese, nella sua semplicità lessicale: dato il cinismo che esplode come una bomba carta dalle sue farneticanti parole non vi sono dubbi che egli non sia certo animato dalla compassione per i poveri tifosi che rimarrebbero delusi dalla privazione del loro giocattolo preferito. Il gioco eccitante che deve continuare è quello dell'accumulazione di profitti enormi attraverso il consolidamento di un sistema di disvalori seducente come il profumo del potere.
Non siamo noi a vedere il conflitto di classe dovunque: sarebbe ora che altri cominciassero a prendere atto che quello che hanno creduto il migliore sistema possibile produce ricchezze infinite per pochi e costi insopportabili per tutti gli altri.
Il poliziotto morto lascia una società più povera, perché dopo le prime dichiarazioni e qualche estemporanea e provvisoria pezza a colore per narcotizzare l'opinione pubblica già presa dallo sciopero dei benzinai tutto continuerà a marciare nella direzione del magnifico progredire del profitto. Basterà una bella intervistina di rettifica dove si dirà con stupore che si tratta di un fraintendimento e tutto è a posto. Perché lo spettacolo deve continuare.

Fraterni saluti.

***********************************

 

 

 Inesistenza dell'obbligo di restituire i fidi ed i mutui. Prodi: il fattore B (Bildeberg) e la disattivazione della legge Pinto.

 

Il Governo c'è o ci fa'?

Sulla base di Vicenza, dove i nostri amici Americani vogliono fare un grosso
investimento produttivo a tutto vantaggio delle imprese della provincia, il
Governo (volenteroso?) ha detto di sì. Le motivazioni sbalordiscono più del
fatto in sé. Sono due principalmente, ma è difficile stabilire quale sia più
scandalosa.

La prima: è un impegno preso dal precedente governo nazionale, e non
possiamo eluderlo come paese.
Ma come?! non ci avevano detto che quel governo andava cacciato perché
incapace, non ne azzeccava una, era subalterno agli americani e faceva la
guerra contro il parere dei cittadini? E non avevamo votato e fatto votare
contro quel governo perché si avviasse una svolta, un cambio di indirizzo
nella politica italiana, e di quella internazionale in particolare visto che
sull'Iraq si era giocata gran parte della campagna elettorale? Lo sappiamo
bene che l'Iraq è altra cosa, ma per caso l'Unione si era impegnata a
rafforzare la presenza militare alleata nel nostro territorio? Non
avevamo gridato allo scandalo sulla vicenda ormai insabbiata accuratamente
della base di Taranto? Quale sarebbe la svolta, o quale il paese che si è
impegnato a consentire il raddoppio della installazione del paese amico?

La seconda: non lo sapevamo, altrimenti ci saremmo opposti prima che il
precedente governo si impegnasse.
Ma allora si mette in gioco anche la sovranità di questo paese! La
Costituzione l'assegna al popolo attraverso le sue rappresentanze
istituzionali, ma a quanto pare (e ci crediamo in pieno) neanche i
parlamentari ne sapevano nulla. Per cui il vecchio governo deve aver
lavorato di nascosto, ha promesso un pezzo di sovranità ad un paese per
quanto amico e benvoluto, ma all'insaputa del sovrano vero ossia del popolo
e dei suoi rappresentanti. E il nuovo Governo, invece di preoccuparsi di
recuperare credibilità e legalità, ad esempio investendo anche il popolo
direttamente di una tale decisione, si limita a dire "che ce posso fa'?"

Noi vogliamo molto bene al centro-sinistra, con tutti i suoi limiti e le sue
condizioni oggettive. Ma sarebbe bene che anche il centro-sinistra volesse
bene un poco anche a noi, perché non esiste amore a senso unico, e noi siamo
gente poco incline all'ascetismo o alla rassegnazione.

Fraterni saluti.

***********************************
Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
www.rossorosso.it

 

 

 

 

 

Tratto dal sito www.cronacheisolane.it, pubblichiamo una risposta di una cittadina alle solite e abituali  insensate  menzogne al "veleno" del  "fascista e sfascista" Giacomo Grondona di AN. Alla signora rivolgiamo i nostri più vivi e sinceri complimenti per aver espresso il pensiero e l'opinione della stragrande maggioranza dei maddalenini nei confronti del personaggio in oggetto e del suo degno partito che rappresenta!

 

Vorrei rispondere alla lettera del  signor Grondona, la quale fa
percepire attraverso le  righe, l'asprezza e il disprezzo politico per
il presidente Soru.
Gradirei farle notare  alcune cose che forse nella foga del dissenso
non ha notato.
1° L'Arsenale Militare Italiano ci ha lasciato da molto tempo e non ho
visto reazioni dure e pressanti, ne da parte sua, ne del suo partito,
contro un depauperamento che si è venuto creando in un lungo arco di
tempo. (Dove gli scioperi? dove le manifestazioni o i richiami al
proprio partito in difesa dell'arsenale?) Naturalmente questa critica è
rivolta anche a tutti i dipendenti attuali che vissero tranquilli e
beati nella loro sicurezza lavorativa, molti di questi, sindacalisti,
che oggi viaggiano per Cagliari a difesa del loro interesse economico,
per quanto sacrosanto, ma dico io "PELOSO" perchè avrebbero dovuto
farlo a suo tempo nell' interesse di tutti, ne andava della nostra
generale economia.
2°La Marina Americana ha i propri scopi . Viene e va, secondo le
logiche che riguardano il loro sistema politico economico e militare.
Noi Italiani siamo microrganismi, schiacciati dai nostri bisogni,
inaciditi per aver perso una parte della nostra economia, bisognosi di
buttare il carico sulle spalle di qualcuno.
3° Il presidente Soru é una persona per bene, Intelligente, generosa
nei riguardi della sua terra e dei suoi corregionali,
stà ridando dignità ai sardi, quella dignità che da qualche anno a
questa parte è mancata e forse, questo infastidisce molti politicanti
che avrebbero voluto calarsi le braghe di fronte ai paperoni fantasiosi
e solleticanti ,che hanno circolato nel nostro territorio, con o senza
investiture, ma in grado di far sognare carriere dorate.
Ricordo al signor Grondona l'arrivo nel Comune della nostra città del
ministro Matteoli, quando, lo stesso, non ha voluto rivolgere il saluto
nel salone comunale al nostro Sindaco  Birardi.
L'acutezza critica del del signor Grondona viaggia in una sola
direzione, perchè  ignora molti fatterelli del periodo passato, quando
il suo partito era al governo ed il presidente ,anzi... i presidenti di
allora ( PILI E MASALA), vicini al suo pensiero politico e la
Maddalena  andava come andava, cioè molto male e nessuno mai si ha
preso la briga di venire e parlarne con noi per cercare di trovare
soluzioni per risolvere anche un solo piccolo problema, CHI LI HA VISTI
MAI?...
 Ricordo anche un sindaco del suo partito accogliere con tanto di
fascia tricolore i signori ex reali che forse, a conoscere bene la
storia e la costituzione democratica del nostro paese non meritavano
una tale accoglienza.
4°Vorrei portare a conoscenza del Signor Grondona che io non sventolo
bandiere politiche, non ho interessi personali che abbiano risentito
delle sue critiche verso il nostro governatore, il quale, tra l'altro
sa difendersi molto bene anche da solo.
Se ho risposto alla sua lettera e per una visione tutta mia di
giustizia, critica verso un sistema   DISTRUTTIVO CALCOLATO che porta
solo visioni distorte per un interesse di parte, che sia politico o di
altre nature, e con ciò si reca danni alla comunità, perchè purtroppo
persone poco informate, bevono tutto il fango che viene propinato.
Mi scuso se con ciò ho recato disturbo a qualche sensibilità 
particolare .
 
Saluto e ringrazio per l'attenzione.

                                                                                  
Alba Leoni

Riceviamo da un nostro compagno in rete e volentieri giriamo a tutti.

-----Original Message----
From: "Antonio Santamaria" <esseppifoto@tin.it>
Stamattina ho captato un notiziario in italiano trasmesso dall'emittente "VOIRI" (voce dell'Iran). Si "becca" sulle onde corte (SW) a 13620 kHz e, a intervalli regolari, trasmette in italiano. Il notiziario di stamattina faceva un elenco dei paesi che hanno aderito al trattato per vietare la costruzione delle "cluster bombs", le bombe a grappolo tanto micidiali quando vengono lanciate e ancor più micidiali dopo la fine dei combattimenti. Fra i pochi paesi non ancora aderenti a questo trattato, a dire del cronista, c'è l'Italia. Mah!
Si parlava inoltre dell'atteggiamento degli USA nei confronti degli altri paesi sottolineando la frase "o con noi o contro di noi" relazionandola alla presunta funzione di "dispensatore di pace e democrazia" di cui si riveste il governo degli USA.
Il cronista, poi, ha parlato della questione palestinese e sosteneva, pur non dubitando sull'entità dell'olocausto, che l'olocausto stesso è stato usato come pretesto per giustificare le violenze che si sono verificate quando è stato costituito lo stato di Israele e che continuano a verificarsi. A suo dire anche stamattina ci sono stati pesanti bombardamenti israeliani sul lato nord della Striscia di Gaza che hanno coinvolto insediamenti civili. Sui nostri notiziari, naturalmente, neanche se ne parla.
 
Da un po' di tempo mi sto dedicando alla ricerca di emittenti straniere tramite le "onde corte"; nell'era dei satelliti può sembrare anacronistico andare a cercare qualche frammento di onda radio che proviene dall'altro capo del mondo però "a me mi piace"... che ti devo dire?
 
A presto!
Antonio

 

 

Troppo forte, 'sta destra! Da tempo sappiamo che nel loro fantasioso mondo
di realtà virtuale riescono a mettere insieme concetti apparentemente
contraddittori e a far convivere predicazioni e razzolamenti che nessun
altro immaginerebbe accostabili.
Fateci caso, come diceva Aldo Fabrizi: parlano di sviluppo e di
competitività dell'azienda Italia e portano i soldi all'estero, vogliono lo
scontro con l'Europa - da Nazione maschia e romana quale siamo - e poi
legiferano per il secessionismo, assumono come valore unico "le" libertà e
poi lavorano per il premierato forte e la sterilizzazione del Parlamento,
mandano i soldati in guerra e gli dicono che vanno a fare la pace, e così
via.
Però stavolta hanno avuto davvero un colpo d'estro che nemmeno Dalì o
Fregoli. Questi stilisti della capriola, veri e propri giocolieri
dell'ossimoro, si sono lanciati nel salto mortale della trasformazione con
tripla faccia tosta, e hanno inviato a rappresentare loro e i loro elettori
(ma a rigore tutto il paese) in commissione antimafia indovinate chi? I
signori onorevoli Paolo Cirino Pomicino ed Elio Vito, ambedue condannati in
via definitiva per corruzione.
Il secondo, noto con il simpatico nomignolo di "Mister Centomila" che allude
al numero di preferenze ottenute alle elezioni di qualche tempo fa nel suo
collegio di Napoli, ha addirittura dovuto restituire una parte del malloppo
tangentizio (5 miliarducci di lire).
Ora, può darsi benissimo che il Signor Elio Vito peschi tutti quei voti a
Napoli perché è un simpatico scavezzacollo che piace un sacco a tutte le
generazioni di presoncine perbene che abitano quei rioni, ma nonostante
questo, ha beccato due anni di soggiorno nelle patrie galere (mai
scontati, ça va sans dire!) per 22 fatti di tangenti.
Però, forse noi siamo troppo sospettosi, non è la prima volta che ci assale
questo dubbio atroce e spesso non troviamo pace sentendoci così meschini da
mettere in discussione la buona fede di questi filantropici piduisti. Ci
disperiamo, nel vano tentativo di scacciare dalla mente il realistico
pensiero che invece costoro, cristianamente e amorevolmente, agiscano
secondo una condotta umanitaria, perché non ne accettiamo l'evidenza
incattiviti come siamo da decenni di rimuginamenti sulle nefande teorie
leniniste dello Stato. E invece, probabilemnte è proprio così: costoro, nel
fervore della vocazione al perdono, volti a sacrificare sé stessi, la loro
faccia  e l'intero Paese pur di recuperare al bene qualche pecorella (nel
senso di gregge, ché l'avvocato Pecorella è già abbondantemente a posto) non
esitano a mettersi sotto i piedi tutte le stupide enunciazioni dogmatiche
quali dignità istituzionale, affidabilità, trasparenza, deontologia,
eccetera.
Del resto dovremmo esser loro grati, non solo per questa alta professione di
spirito di servizio verso gli ultimi (in senso morale, dite voi?), ma anche
perché almeno un criterio è saldamente difeso nella selezione di tali
personaggi: quello della competenza, che ai signori prescelti non manca
di certo, vista l'esperienza maturata in anni di carriera prestigiosa.
Che aspettarsi ora? Forse Riina alla Giustizia e Provenzano agli Interni
potrebbero essere un bel passo avanti. Ma non ditelo forte che qualcuno,
prima o poi, potrebbe prendevi sul serio.

Fraterni saluti.

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Partito dei Comunisti italiani
Sezione "T. Filancia" - Roccasecca
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A voi questo gustoso pezzo  tratto da www.vernacoliere.com per rinfrancare lo spirito (ma non sappiamo fino a che punto).

                                  Senza peli sulla lingua

Toccare l'otto per mille

Ve l’immaginate se qualcuno avesse proposto, fra le varie spese da tagliare nella Finanziaria, anche la riduzione dell’otto per mille alle confessioni religiose?
Un bel macello, sarebbe successo. Già è bastata l’intenzione di voler ridurre un po’ gli sprechi di tanti enti locali, comunali provinciali e regionali, di voler sfoltire un po’ le schiere d’amministratori che affollano consigli, assessorati e presidenze, e subito l’Italia degli apparati partitico-burocratici è scesa in piazza a protestare di non poter risparmiare su niente, nemmeno su pranzi e cene di rappresentanza e convegni e tavole rotonde che finiscono sempre in tavole apparecchiate e consulenze e viaggi ad uso d’interessi personali e delle clientele.
Un po’ come l’Italia delle corporazioni e delle lobbies, degli ordini professionali e delle più varie associazioni, tutti in piazza ad alzare pubblici lai anch’essi: tassisti e farmacisti, avvocati e notai, architetti e giornalisti e tanti altri professionisti, tutti reclamando l’intangibilità di privilegi e rendite di posizione, appena hanno temuto di dover rinunciare a qualche cosa.
E gli evasori, poi. È bastato pubblicare un po’ delle loro dichiarazioni dei redditi grottesche, e tutti subito a protestare la loro miseria, la loro impossibilità di dover dichiarare magari la metà di ciò che incassano al nero. E mica solo i commercianti e gli artigiani: anche fior di professionisti e professoroni e principi del foro con studi hollywoodiani in centro eppure poverissimi, a sentire quanto dichiarano al fisco. E dal fisco indisturbati quasi sempre, anche loro.
Già un paese intero in rivolta, solo per questo. Che poi è materia civile. Figuriamoci in materia religiosa. Che roba religiosa invero non è, l’otto per mille. Ma in un paese confessionale come il nostro diviene religione anche l’interesse economico delle chiese. In questo caso soprattutto la chiesa cattolica. Alla quale il Concordato craxiano del 1984 ha garantito, in sostituzione delle “congrue” concordate nel ’29 con Mussolini, una larga fetta del gettito dell’8 per mille sulle tasse degli italiani. Che nei fatti però non è solo il gettito di coloro che appositamente firmano sulla dichiarazione dei redditi la scelta di dare l’otto per mille o allo stato o alla chiesa cattolica o ad altre confessioni religiose, ma anche di quelli – e sono la maggioranza - che non scelgono niente pensando magari di lasciar tutto al bilancio statale. Illusione, o “trucchetto” come qualcuno preferisce dire. Anche il loro otto per mille infatti viene ripartito fra i soliti beneficiari, in proporzione alle preferenze ottenute da ciascuno. La chiesa cattolica per esempio ha avuto nel 2004, sulla base delle scelte del 2000 (il pagamento avviene a quattro anni, salvo gli acconti ma solo per il Vaticano, ed anche questa è una bella storia), ben 783 milioni d’euro; di cui 310 milioni con l’87% delle preferenze espresse, e 473 milioni provenienti dalle tasse di chi invece non aveva espresso alcuna scelta.
Ve l’immaginate se allora qualcuno avesse ipotizzato che magari quelle centinaia di milioni d’euro non assegnati alla chiesa dai contribuenti restassero allo Stato come logica e necessità vorrebbero, ad alleggerire un po’ anche quelli il deficit di bilancio? E questo senza nemmeno voler ridurre gli stipendi al clero, per il cui sostentamento annuo la chiesa denuncia 320 milioni d’euro, e l’otto per mille regolare basterebbe.
Ma nessuno l’ha ipotizzato. Si sarebbero altrimenti viste – nel nostro cattolicissimo paese – non solo le barricate dei fedeli davanti alle chiese, ma sarebbero probabilmente scesi in sciopero anche i preti. Magari non confessando più i peccatori e non dando più l’olio santo ai moribondi. Ché sono dei lavoratori anche i preti, infine. Ed hanno anch’essi tutto il diritto di difendere i loro interessi di categoria.

Mario Cardinali               


 

 

 

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