"Io
non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la
sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente
mentire, perche' la menzogna entra nella qualifica
professionale.
Sono stato giornalista liberissimo, sempre di una sola
opinione, e non ho mai dovuto nascondere le mie profonde
convinzioni per far piacere a dei padroni o a dei manutengoli."
Antonio Gramsci
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Ed
il Giuda sarei io ? Contro di me solo frustrati e
fannulloni…
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Innanzitutto
un consiglio : questo articolo va letto col sorriso
sulle labbra e con mente libera dai pregiudizi e dalle
invidie perché un sorriso aiuta a prevenire anche gli
infarti, mentre l’odio e la frustrazione che
albergano nel cuore di certe persone statisticamente
ne provocano a bizzeffe !
Con
tutti i problemi di questo paese dove per la prima
volta un amministrazione comunale della quale, detto
per inciso, non condivido nulla, dimostra la buona
volontà di permettere alla nostra comunità di
potersi finalmente esprimere sul parco, una minoranza
di frustrati, protesi alla difesa di interessi e
privilegi anacronistici, tra i quali ne spicca in
particolare uno al
quale questo scritto è dedicato, da qualche tempo fa
di tutto per vanificare il lavoro degli ultimi
quattordici anni ovvero tre raccolte di firme pro
referendum ed innumerevoli battaglie consiliari,
politiche e civili mie e di altri amici.
La
lotta quindi è tra il sottoscritto che da cultore
della democrazia partecipativa vuole sapere il parere
dei maddalenini e tra chi invece ha l’interesse a
mantenere lo status
quo da cui trae i mezzi per vivere senza produrre
alcunché, neppure in termini di idee, vivere cioè
senza fare nulla di concreto o produttivo, cosa che
accade anche alle più orripilanti tra le creature, i
parassiti come le zecche, le quali almeno servono da
nutrimento a qualche uccello insettivoro (anche se ne
sono rimasti davvero pochi…)
Secondo
questo“qualcuno”
La Maddalena
non è più una terra di e per uomini liberi.
E',anzi,
secondo il pittoresco quanto astioso personaggio, un
luogo dove la gente dovrebbe avere paura a muoversi ed
addirittura respirare perché c’è lui che “controlla”
visto che le autorità istituzionalmente competenti,
evidentemente, non lo fanno a sufficienza o con
diligente zelo.
Egli
dimostra giornalmente d’appartenere a quella genìa
di persone pronte magari a beatificare un “pentito”
non dissimile dalle canaglie che sciolgono i bambini
nell'acido per poi pagarsi lo sconto di pena
denunziando quelli che gli stanno antipatici.
Il
“nostro”
ha in tasca una tessera da giornalista, pur se
facilmente revocabile dopo una semplice prova di
alfabetizzazione, ad esempio facendogli scrivere un
pezzo sotto dettatura, come giornalista
(?) è famoso infatti come massacratore della lingua
di Dante ed è anche noto come una sottospecie di Parrinieddu
appena ripulito, in effetti nulla di necessario
come e più di questo al funzionamento della società
civile.
Siamo
disposti ad accettare l’ esistenza di certi pennivendoli
perché al mondo c’è ancora aria da respirare per
tutti e perchè siamo dei veri democratici e liberali,
ma a patto che non siano
iscarioti e diffamatori o, peggio ancora,
calunniatori.
Vero
è che il tizio che sta facendo felice i pochi (finti)
moralisti
nostrani pari
suoi appartiene ufficialmente alla categoria dei "giornalisti",
vale a dire che è, o meglio dovrebbe essere, un
servitore dei lettori.
Invece
questi, tramite i direttori dei giornali
d’informazione per i quali ha scritto, lo hanno preso
a pedate (metaforiche) per volere unanime dei
lettori-padroni ed egli si è trasformato, per
vendetta, invidia e frustrazione, in una specie di
delatore nonché di fustigatore di costumi altrui !
Per
farla breve, ha tentato di infangare amici, conoscenti
ed anche perfetti sconosciuti per futili motivi. La
sua caccia alle
streghe gli fa compiere autentiche porcate,
come la pubblicazione di email private per dimostrare
quanto “qualcuno”
(io, il Giuda) sia scorretto ( un email dove peraltro
lo difendevo ) fornitagli una persona che lo accusava
di diverse infamità, (il nostro nella sua ignoranza
atavica non sa che le corrispondenze private sono
protette dalla normativa di uno stato di diritto) e
vorrebbe dettare anche altre
regole di vita e di lavoro.
Ad
esempio : non è consentito a familiari o pensionati
di lavorare ( dimenticando che, giusto per
puntualizzare, il sottoscritto NON
usufruisce della legge 335 o
di uno stipendio statale come una persona della quale
questo frustrato personaggio si è fatto difensore e
che nonostante riceva appunto uno stipendio statale lo
“arrotondi”
, talvolta, conducendo i turisti in giro con un
pulmino.
Ora
mi domando, se il nostro giornalista
sedicente paladino della giustizia fosse così giusto,
non dovrebbe denunciare anche coloro che gli sono “vicini”?
Non dovrebbe
denunciare tra i presunti “abusivi”
anche
i propri familiari che lavorano dietro il banco di un
negozio (dopo essere stati cacciati dalla moglie di un
immobiliarista regolarmente iscritto e per questo
oggi,forse, diventato ex amico ed ex sponsor
del suo sito web ). No
!!! Questo naturalmente non lo fa!
Il
povero frustrato si limita a diffamare, accusando di
abusivismo, solo chi osa
pensarla diversamente da lui oppure
prendendosela con persone che non sono in grado di
difendersi, arrogandosi
anche il diritto di stabilire quando iniziare a
diffamare qualcuno per poi decidere, sempre lui,
quando terminare d’insultarlo magari, come è
già successo col Sindaco Comiti, sotto la minaccia
della spada di
Damocle di una querela.
Ultimamente,
dopo essersi eretto anche a “censore”
pretende
di giudicare chi può o non può candidarsi ed emette
giudizi insindacabili su coloro che sono stati “puniti”
( … ama molto la parola punizione
parola cara anche a persone notoriamente perverse
come i masochisti)
dalla “gente”
che non “gradiva
il suo comportamento” ( naturalmente riferito al
sottoscritto ) dimenticando che l’unica volta che si
candidò in un elezione nelle file dell’allora
potentissima Democrazia Cristiana non solo non fu
eletto ma fu coniato in suo onore un simpaticissimo
slogan che ancora provoca in città l’ilarità
generale <<
se hai persu u’ ciarbeddu vota XXXXXXXX !>>
E’
convinto il nostro Parrinieddu
– censore
che sia sempre lui a poter stabilire quello che si può
e quello che non si può fare nell’ambito della
libertà di espressione ma siccome non si puo’
pretendere che questo poveraccio
possa comprendere quello che legge (…e talvolta
anche quello che scrive), sorvoliamo pietosamente
sulle minchiate
che ha trascritto nei suoi ultimi sempre più
sconfusionati, sgrammaticati e cervellotici “pezzi”
(dove nomi, fatti e prove non ne fa mai limitandosi a
gettare un po’ di fango a destra e manca
divertendosi ad attribuire soprannomi tipo “la
bionda”, “prezzemolino”,
“la dama
bianca” a stimati cittadini ed onesti
lavoratori), facendo copia ed incolla perché sennò
avrebbe fatto uno dei suoi soliti, incomprensibili
pastrocchi.
Cogliamo
l’occasione per ricordargli di andarsi a leggere,
sempre sperando che ci capisca qualcosa,
la Legge
7
marzo 2001, n. 62 la
quale, evidentemente, non è presente in nessuna delle
cartelle o “dossier” che vanta di avere su tutto e
riguardante tutti tentando di “spararli” in modo
ricattatorio ( brrrr…siamo in tanti ad essere
spaventati dalle minacce ! ) come
ha fatto con quella “povera donna”, parole sue, di
mia moglie alla quale “se non fossi stato zitto”
avrebbe rivelato chissà cosa sul mio passato
ricevendo, naturalmente, adeguata quanto educata ed
ultimativa risposta.
Da
maestro di giornalismo (nella sua mente forse immagina
di essere la reincarnazione del grande Montanelli)
pretende di dare “lezioni”
oltre che su ciò che può fare un cittadino
nell’esercizio dei suoi diritti costituzionali anche
ai suoi colleghi giornalisti : “le radio
parrocchiali non possono…” , il tale collega non
ha scritto, quell’altro collega ha taciuto, certa
stampa non è libera insomma la sua megalomania non ha
più limiti facendolo arrivare al punto di ergersi a
moralizzatore di quei siti web locali con
aggiornamenti non periodici ( compresi nella già
citata legge da lui ignorata ) che non hanno bisogno
di un direttore responsabile con tessera da
giornalista o che raccolgono, come afferma con
granitica certezza, “pubblicità in nero” o
contro il sottoscritto che si diverte di tanto in
tanto, sempre nell’ambito della libertà di
espressione che la costituzione garantisce, di
diffondere, con il contributo economico volontario di
qualche amico il foglio in A3 chiamato Ecoballe, ( che
egli naturalmente non approva, probabilmente dato il
successo, per pura invidia, come da statuto dei
giornalisti, ordine peraltro che presto, sembra, verrà
giustamente abolito poiché esiste solo in Italia e che
tra i suoi demeriti ha quello di aver dato una tessera
ad uno sgrammaticato), il quale ha riscosso a
La Maddalena
un successo inaspettato anche per noi e nel quale,
senza la maleducazione e la volgarità a tale
personaggio proprie, basta leggersi qualcuno dei suoi
“pezzi” conditi spesso con scurrilità da
carrettiere e da vignette da vietare ai minori,
diffonde il pensiero del Comitato per il Referendum
consultivo che mi onoro di presiedere ed anche quello
di molti che del comitato non fanno parte e che
continuano a chiederci di continuare a diffondere
Ecoballe.
Guarda
la (presunta) pagliuzza nell’occhio altrui il nostro
Parrinieddu e non vede le travi che ha conficcate in
entrambi gli occhi !
A
proposito di siti web con aggiornamenti periodici : ma
il suo sito sarà registrato all’ USPI
( Unione stampa periodica italiana) come
testata giornalistica ? Sarà iscritto al registro
della stampa del Tribunale di Tempio ?
Caro
Parrinieddu non voglio, per usare parole tue, sparare
sulla Croce o sulla Mezzaluna Rossa ( non sono
razzista io !) e lascerò, anzi lasceremo
(….e si, non sarò solo !) eventualmente
quest’onere agli avvocati a tempo e luogo e quindi
termino con un consiglio : vivi e lascia vivere e,
soprattutto, non confondere i doveri civici con la
vendetta che alla fine lascia solo l’amaro in bocca
e non risolve i suoi problemi e quelli altrui ovvero
quelli, ben più importanti, rispetto ai suoi, della
nostra comunità.
Francesco
VITTIELLO |
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Riceviamo
dall'amico Danilo e volentieri pubblichiamo la sua opinione su
un tema di grande attualità:
PERCHE’
NON SONO ANDATO A VOTARE COME SEMPRE
E’ UN DOVERE
INDISCUTIBILE…
…votare, certo, è un dovere non
solo perché viviamo in una società e tutti volenti o nolenti
ne facciamo parte, l’influenziamo e ne siamo influenzati,
attraverso innumerevoli gesti quotidiani giorno dopo per tutta
la vita, ma è un dovere per noi stessi nella speranza di
stare sempre bene e vivere al meglio sotto tutti i punti di
vista.
…LA POLITICA
NASCE
…dall’esigenza di vivere bene,
tutti indistintamente, dalla razza, dal credo, dai gusti,
etc., single,
sposato o padre, bambino o anziano. La politica nasce come
soluzione indispensabile e inevitabile agli innumerevoli
problemi degli esseri umani, razza intelligente ed in
evoluzione costante. Nasce quindi senza bandiera ne colori, ma
nasce da tutti e per tutti.
…LO SPIRITO DEL VOTO…
…ho ascoltato i candidati, nei loro
discorsi, nei loro programmi, nelle loro intenzioni, nelle
promesse. Ho ascoltato tutti, a prescindere dal colore o dalle
tendenze, perché
mi sento libero di pensare ogni cosa a modo mio in totale
autocoscienza, sempre, aperto ad ogni pensiero o idea uguale o
diversa, ma potenzialmente buona, efficiente, intelligente,
utile per tutti. Non ha senso schierarsi per ideali di base,
quando la vita offre innumerevoli principi morali in continua
evoluzione da sempre e per sempre. Idee e posizioni alcune
forse certe ed eterne altre meno, forse discutibili, pronte ad
essere abbandonate per altre. E’ con questo spirito che
bisognerebbe votare, ed io con questo spirito ho provato ad
ascoltare tutti, per
dare il mio voto.
…ECCO PERCHE’ NON VADO A VOTARE…
…ho sentito tutti discorsi
importanti , tutti improntati al benessere di ogni cittadino,
tutti mirati a risolvere i problemi quotidiani che ci fanno
vivere male, radicati nel malessere economico. Ho sentito
proposte e intenzioni ottime, ideali sani,. Ho ascoltato
parole sante, parole che già rumoreggiavano dentro di me e di
tutti, parole che avrei e avremo sempre desiderato sentire (ma
che in realtà sentiamo da sempre). Non ricordo di aver
sentito dire una sola cosa che qualcuno potesse contestare
come non buona. A questo punto avrei potuto votare chiunque
perché chiunque vuole porre rimedio a tutti i problemi e
vuole il benessere della gente. Ma tutto questo dire,
affermare, si è detto sempre dopo, solo dopo aver denigrato,
infangato, sbugiardato, calunniato, ed essersi contrapposto
nella totalità agli altri candidati. Eppure parlavano delle
stesse cose e avevano intenzioni identiche!!!!! Hanno usato
gran parte del loro tempo, delle loro parole,
dell’inchiostro e della loro immagine per dire male dei loro
“concorrenti” (perché sono solo dei concorrenti), per
attirarsi gente mettendo in cattiva luce gli altri. Come fosse
una forma di gara, vince chi riesce a convincere più gente
dubbiosa e sincera, non con idee concrete ma nel dissuaderli a
non votare gli altri, bugiardi, ladri, falliti. . . gli altri
non sono riusciti, mentre noi…noi siamo stati gli
unici…solo noi …loro invece…votateci
Ecco perché non vado a votare perché
tutti hanno detto le stesse cose belle e tutti hanno gonfiato
le parole male sugli altri, e siccome la mia bandiera è fatta
di tutti i colori, ho notato che a nessuno frega un cazzo del
nostro paese e di noi poveri lavoratori o poveri disoccupati.
I nostri politici pensano ai soldi loro, ad essere potenti, ad
essere importanti. Nessuno di loro desidera risolvere i
problemi dell’Italia, sono posseduti tutti da una sorta di
smania politico/sportiva sempre più simile a quell’euforia
da stadio che è alla base dello sport, del tifo, della
squadra, del colore, delle folle, delle urla , dei cori, e che
spesso purtroppo si riscontra in chi si schiera con uno o con
l’altro, rendendosi ridicolo attraverso atteggiamenti
intrisi di sportività, passione
o sentimento ma che nulla hanno a che vedere con la politica,
perdendo quasi la cognizione dell’individuo libero, di
essere e pensare. Ecco cosa è oggi la politica, un lancio di
coriandoli e musiche e una massa di corpi danzanti che sceglie
la musica per i propri balli.
…NON VADO A VOTARE PERCHE’ VOTARE
E’ IMPORTANTE, E NON HO VISTO E SENTITO NESSUNO AL QUALE
DAREI IL MIO VOTO, CIOE’ LA POSSIBILITA’ DI PENSARE E
DECIDERE ANCHE PER ME LE SORTI DI QUESTO PAESE E LE MIE.
…LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI
PROBLEMI…
…della nostra società è la
difficoltà di vivere decentemente a causa del costo della
vita. I soldi purtroppo sono il motore della società attorno
ai quali ruota ogni quasi ogni cosa. Il malessere principale
è dovuto agli stipendi bassi, all’assenza di lavoro, al
costo elevato di ogni cosa e ogni gesto, anche di esigenze
primarie, per vivere con dignità. Mille altri problemi
incombono su di noi tutti certo, la salute su tutto, la casa,
la famiglia, gli anziani, i bambini, la mafia,
l’inquinamento, l’amore, ma non troverete uno solo di
questi elementi che in qualche modo non abbia a che fare
direttamente o indirettamente con i soldi. L’Italia ha un
deficit pubblico da innumerevoli anni uscito chissà quando e
chissà come, a cui non si trova rimedio. Soldi nostri persi
per strada, rubati, usati male.
…E’ RISAPUTO…
…degli stipendi e delle pensioni di deputati , ministri, politici , gente che detta le regole
di tutti, fatti con i soldi pubblici, i nostri.
…ALLORA IO DICO, CAZZO…
…bisogna subito porre un freno a
questa situazione paradossale, di cui si parla ogni tanto,
come fosse qualcosa scesa dal cielo e in cui nessuno può
mettere mano. Bisogna subito
agire, basta formulare nuove leggi, semplicemente, leggi che
modificano le retribuzioni di questa gente. A prescindere che
facciano il loro lavoro bene, che lo facciano male o per
niente. Devono avere un salario consono al loro lavoro, uno
stipendio che si allinei al rapporto salario/spese di tutti i
cittadini ,o almeno, almeno, a quello degli altri ministri
politici deputati di altri paesi europei. Questa è la prima
incombenza di questo paese cannibale prima di ogni parola ed
ogni altra idea , è da fare questo.
…E’ UNA VERGOGNA…DOPPIA
…tutti sappiamo e soggioghiamo con
rassegnazione. Doppia, perché sappiamo e continuiamo a non
scendere con i bastoni in piazza, a non farci rispettare, a
fare la figura dei coglioni, mentre loro si godono la vita,
senza sudare, senza rischiare.
…ALTRO CHE ANDARE A VOTARE…
…è l’ora della rivolta, la
rivolta dei cittadini, per estinguere un male ormai radicato
in questo paese come la nostra classe politica serve solo una
rivolta, decisa, unita, sotto il segno del cambiamento. Via la
penna, prendiamo qualche vecchio bastone di ginepro e
prendiamoli tutti a calci nel culo.
…QUALCUNO POTREBBE OBIETTARE…
… che è troppo facile dire queste
cose senza che di persona non si impegni nel fare o nel
proporsi nel mettersi in politica. Mettersi in politica è
cosa fin troppo facile, farla con il giusto spirito e i giusti
propositi è cosa assai più difficile, quindi bisogna sapere,
se si è portati a fare
questa cosa, se si ha la forza, la spinta, l’entusiasmo e la voglia. Io
potrei non avere uno di questi elementi e non sentirmi idoneo,
capace, ne abbastanza preparato per assumermi un impegno che
ritengo troppo importante. Preferisco farmi da parte e
lasciare spazio a chi può essere più bravo di me, non certo
per scaricare ipotetici impegni sugli altri e lavarmi le mani,
ma solo per autocoscienza e obiettività. Io la mia parte la
faccio, rispettando gli altri, l’ambiente, e pagando le
tasse. Dalla mia, di più non posso fare. Chi si sente di fare
politica vada e la faccia come si deve, potendo anche
sbagliare, ma con le motivazioni per cui la politica
esiste!!!!!!!!!!!!!!
( lettera firmata)
Riceviamo da un gruppo di
amici e con molto piacere pubblichiamo:
da far girare
assolutamente, ma come al solito ormai i giochi sono
fatti
La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa
a quella del 6
di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto:
votando il 6 aprile,
infatti, i parlamentari alla prima legislatura non
rieletti non avrebbero
maturato la pensione, votando invece come
stabilito dal Consiglio dei
Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana
dopo, acquisiranno la
pensione''. ''E poi parlano di voler fare
l'election day per ridurre i costi
della politica -ironizza- Ben altri
saranno i costi di queste pensioni,
non solo in termini quantitativi,
ma anche per il messaggio dato al
Paese, perché questo è il tipico
esempio di come fatta la legge viene subito
trovato l'inganno''.
MORALE DELLA FAVOLA 300.000.000 DI COSTI PER QUESTA GENTACCIA
CHE DOPO
POCHISSIMI MESI SENZA FAR NULLA GIA' HANNO UNA PENSIONE DI
PLATINO
ALLA
FACCIA DEI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO ADESSO PER
MANGIARE
RACCATTANO LA VERDURA RIMASTA A TERRA NEI MERCATI
FATE GIRARE QUESTE
INFORMAZIONI, TUTTI DEVONO SAPERE
I tg NON LO DICONO, I GIORNALI
NEMMENO, SOLO INTERNET
PERMETTE DI CONOSCERE QUESTA SCHIFEZZA!
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo dall'amico Indio:
Io aspirante libero cittadino Scolafurru Andrea,
ritenendo che un politico
debba essere il portavoce di un popolo e non il suo imbonitore,
ritenendo che la sinistra non sa ascoltare la voce del
"popolo sovrano", così come la destra, posso con
fierezza dichiarare di non poter essere rappresentato nè
dalla destra nè dalla sinistra, nè tantomeno da quella massa
informe di moderati centristi.
Così come il Delegato Zero in Messico ha deciso di creare un
movimento trasversale che non si colloca nè a destra nè a
sinistra, ma in basso, tra la gente, io vorrei avere il
diritto di esigere da uno Stato
che si finge democratico, lo stesso trattamento
dignitoso che hanno i campesinos in Chiapas.
In un paese in cui Berlusconi si erge a martire della
giustizia, in cui Veltroni pensa di essere il primo
governatore di colore in Italia, in cui esiste un aborto mal
riuscito come Giuliano Ferrara, che predica "l'utero non
è mio ma lo gestisco io", credo di non offendere nessuno
usando frasi come "basta con i giochi, vaf...... alle
facce di plastica".
Finchè nessuno in campagna elettorale fa un discorso un serio
discorso sulla lotta al precariato, al caro affitti, all'usura
bancaria, ai problemi della giustizia nelle procure, al
diritto alla salute e all'istruzione che stanno sempre più
viscidamente scomparendo con la copertura di un gattino che fa
il surf che fa da anestetico mentale, saremo tutti nel giusto
se ci ritenessimo stuprati
della nostra capacità di pensiero e azione.
Non voglio sentire "più case per tutti". Perchè
non serve costruirne sempre più. Le abitazioni ci sono, molte
sono vuote, mantenute vuote per tenere alti i prezzi, mai
affittate perchè i palazzinari facciano i loro sporchi
affari. Basterebbe la volontà di renderele tutte abitate.
Basterebbe la volontà di una politica che faccia la volontà
del popolo.
Non voglio uno Stato in cui
devo pagare un avvocato per dimostrare che ho ragione,
e poi mi risarcisca con i soldi pubblici e
dove chi sbaglia con dolo non paga mai.
Perchè dobbiamo essere costretti a votare per il partito più
liberista o per quello più capitalista?
Perchè la maggior parte dei diritti sanciti da una ormai
vetusta Costituzione non sono tutelati dallo stato? Lavoro,
diritto, famiglia, ricerca, divulgazione dell'arte. Sono
diritti, non sono astratte idee facoltative a cui si può o
non si può avere diritto.
Perchè devo vedere un giudice di 70 anni che non ha mai usato
internet, emettere sentenze per reati informatici se non sa
neanche cosa sono?
Chi, allo stato attuale, può ergersi a portavoce mia e di
quella parte di popolo che è rinnegata?
Il tempo è scaduto.
Le promesse le hanno fatte tutti, in tutti gli schieramenti.
Tutti hanno avuto un'opportunità di fare, e nessuno ha fatto
(se non per peggiorare lo stato attuale delle cose).
Mai più i soliti volti noti in televisione. Mai più la voce
del padrone. Mai più yes man.
La democrazia ha fallito.
La parola a chi ha proposte,
proposte serie per un bene comune, non per le proprie tasche.
Non più banchieri, nè
marionette del Bildelberg, nè mafiosi nè amici di mafiosi.
Aria pulita. Aria fresca. Testa alta e trasparenza. Questo
voglio.
Finchè non sarà possibile, il mio voto non l'avrà nessuno.
Vale troppo.
Almeno per
una volta, nella vita, MERITATEVELO!
**************************************************************
PS: Ognuno può copiarla e girarla ai propri contatti
cambiando il nome in cima e renderla propria se la ritiene una
cosa giusta.
--
invisibili , veloci come il vento, sempre dalla parte del
bosco, alla faccia di chi è losco, nn ci prenderanno mai!
www.desaparecidos.it
Riceviamo da un
dipendente della base USA e volentieri
pubblichiamo:
Cari
lettori e lettrici,
Vorrei
esprimere la mia
opinione personale riguardo l’intervento del Comandante
della US Navy in occasione della cerimonia ufficiale di addio
della base militare americana,
il quale ha citato solo cinque nomi di dipendenti
italiani definendoli “colonne portanti
dell’organizzazione”, secondo l’articolo pubblicato dal
quotidiano La Nuova Sardegna del 26.01.2008.
Non
voglio togliere meriti a nessuno, però mi sorge qualche
domanda: questi elogi solo perché nel 1973 avevano l’età
giusta per iniziare a lavorare? Oppure che cosa? Io forse li
avrei definiti come una parte di quei mattoni che insieme a
molti, ma molti, altri
bene incastrati e amalgamati hanno reso possibile che il muro
reggesse fino ad oggi. Visto
che il commodoro americano ha voluto elogiarne solo
cinque avrebbe fatto meglio a ricordarsi anche di altri
dipendenti assunti dopo il 1972, che
hanno lavorato ugualmente duramente e in circostanze disagiate
ed estenuanti, spesso senza aver avuto nessuna “pacca sulla
spalla”. Potrei
menzionare gli addetti alle cucine che hanno lavorato in modo
estenuante con turni penalizzanti sino a tarda notte per
accontentare le richieste dello stesso Commodoro e il suo
seguito, in modo tale che anche il semplice marinaio avesse
tutto ciò che gli serviva e inoltre,in passato, per preparare
feste di gala per lo stesso o anche per il suo staff . Potrei
continuare con: autisti, lavoratori edili, ufficio
dell’ambiente, magazzinieri e cosi via, secondo il mio
parere tutti egualmente hanno contribuito a tenere efficienti
i loro posti di lavoro ma purtroppo succede sempre che chi
giudica guarda sempre vicino a sé,
mai più in basso! Succede spesso come in guerra ( cito
questo esempio perché loro dovrebbero essere esperti in
materia) dove esistono la prima linea e gli imboscati; la
prima linea muore e gli imboscati prendono i meriti: dove li
potremmo porre questi cinque elogiati? Fate voi!
Capisco
che sarebbe stato difficile ricordarli tutti, ma nemmeno
discriminare gli altri è giusto!! Sarebbe stato meglio,
secondo me, menzionare tutti i dipartimenti indistintamente
dalle personali
preferenze del commodoro, dato che il lavoratore non si
classifica di serie A
o B, ma più esattamente in impiegati e operai,
entrambi indispensabili per
svolgere le loro mansioni utili al buon funzionamento
della base, come in questo caso specifico. Anche
quest’altri hanno
un nome e cognome ma nessuno li ha mai ricordati,
perché???
Spesso
succede, come in questo caso, che molte volte coloro che sono
elogiati occupano anche posti di spicco e “prestigio”.
Qualcuno di questi a volte trae a suo vantaggio personale i
benefici del proprio posto di lavoro, ma concludendo,
mi congratulo con tutti voi, comandanti e “colonne
portanti dell’organizzazione”, che avete sino all’ultimo
giorno rispettato fedelmente la vostra linea e condotta . Gli
altri “ poveri umili e poco importanti lavoratori”
continueranno a mettere a disposizione la loro professionalità
e serietà nel prossimo futuro, sperando di essere gratificati
e valorizzati come meritano senza favoritismi di alcun tipo!
Cipputi2008
Lettera
degli ex dipendenti del Laboratorio della "Ricciolina"
a La Maddalena alla Giunta Regionale per sensibilizzarli sulla
loro situazione lavorativa:
Illustrissimo
Presidente,
abbiamo
avuto il piacere di incontrarLa in occasione della Sua visita
al laboratorio per il controllo della radioattività
ambientale nell’arcipelago di La Maddalena, nell’ottobre
del 2004, in occasione della vicenda del presunto inquinamento
radioattivo nelle acque dell’arcipelago maddalenino,
smentito dalle analisi effettuate dal nostro laboratorio, a
seguito dell’incidente del sottomarino a propulsione
nucleare americano Hartford.
Con la
partenza degli americani dall’arcipelago è stato deciso di
far cessare le attività di monitoraggio continuo della
radioattività ambientale nel sito ed è quindi stato chiuso
il laboratorio presso il quale prestavamo servizio in qualità
di dipendenti di un’azienda privata, la CO. GE. MA.
Generali s.r.l.. Questa ha fornito, tramite una convenzione con l’ASL di Sassari, il servizio di
monitoraggio della radioattività ambientale in tutto il
territorio della ex provincia di Sassari negli ultimi
vent’anni.
Per
farla breve ora stiamo perdendo il posto di lavoro.
Infatti
la CO. GE. MA. Generali s.r.l. non ha altri appalti nello
stesso settore e i nostri profili professionali non sono più
utili all’Azienda e la stessa ha avviato le pratiche per il
licenziamento.
A
tal proposito, ricordando le Sue dichiarazioni riguardanti il
futuro lavorativo delle persone operanti nell’indotto della
base americana di Santo Stefano, chiediamo un Suo gentile
intervento per proporre il nostro transito nella costituenda
Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sardegna
(ARPAS).
Riteniamo
che la nostra richiesta sia anche supportata dalla
considerazione che, a nostro avviso erroneamente, non siamo
stati inseriti nella ricognizione al 31/12/2004
dell’organico del PMP
di Sassari, presso il quale lavoravamo, dal quale sono state
estrapolate le figure che sarebbero dovute confluire nella
costituenda Agenzia (come tra l’altro disposto per il
personale non strutturato ma operante presso i PMP della
nostra Regione).
Per
completezza dell’informazione elenchiamo di seguito i nostri
nominativi e gli anni di servizio prestati nei laboratori per
il monitoraggio della radioattività ambientale nelle sedi del
PMP a Sassari ed a La Maddalena:
- GianCarlo SALARIS (In servizio al PMP di Sassari
ed a La Maddalena da circa 20 annii
- Giovanni CHESSA (In servizio al PMP di Sassari ed
a La Maddalena da circa 15 anni)
- Antonio FORRIA (In servizio a La Maddalena da
circa 6 anni)
- Fabio CALLAI
(In servizio a La Maddalena da circa 6 ann
Certi
del suo interessamento alla situazione esposta ed in attesa di
un Suo cordiale riscontro alla presente, si porgono i più
distinti saluti.
Firmato
GianCarlo
SALARIS Antonio
FORRIA
Giovanni
CHESSA Fabio
CALLAI
Sulla
situazione politica, voto welfare e unita' a sinistra
arrivano le seguenti email dai compagni. Continuate a
scriverci,grazie!
In questi giorni, passando sopra le
nostre teste, stanno cercando di dipingerci il nuovo simbolo
unicamente con le tinte di un improbabile arcobaleno. Il
passare di queste giornate di inizio inverno detta segnali
politici che non mi sono appartenuti 17 anni fa, con la
Bolognina, e non mi appartengono sicuramente oggi. Per
quanto mi riguarda non prestero' mai il fianco
all'ammaina-bandiera di quella che e' la mia bandiera da
sempre. Soprattutto non ho nessuna intenzione di apprestarmi
a svendere il mio essere comunista. Lo ero, lo sono e lo
rimarro'. SEMPRE !!! Antonio
Vorrei riproporre cio' che scriveva
tempo fa il Manifesto: "Ha ancora senso sostenere
questo governo?" Dato che la merda la riceviamo sempre
noi, come sinistra radicale o estrema a seconda dei casi e,
nel caso di uno come dini, con un partito come io agata e
tu, che ci tiene per i xxxxxxx ,un pd che inciucia come una
puttana e personaggi impresentabili come di pietro e
mastella, ripeto: ha un senso ? capisco rifondazione che se
cade il governo vanno a cicoria, ma noi che dobbiamo
rappresentare fasce sociali sotto pressione di questo
governo di massoni, cosa racconteremo ai compagni ? che
eravamo incinti ma poco poco ?
Ivan
Che rimanga un
simbolo per l'alleanza elettorare, ma a questo punto e'
necessario che i partiti della sinistra mantengano la loro
identita' e i loro simboli autonomi (accanto al simbolo
unitario - anche nelle sedi e nelle campagne elettorali).
Perla
Emergenza
democratica e riforme istituzionali, blocco sociale
e crisi della
rappresentanza
Quale
è oggi il ruolo dei comunisti nel nostro paese?
Lettera
aperta
Cresce
l’esigenza di un momento di confronto tempestivo e pubblico
tra le realtà della sinistra di classe e alternativa nel
nostro paese
E’
ormai evidente come in Italia si vada chiudendo una fase
storica e se ne apra un’altra. Tutto ciò non è privo di
conseguenze sul piano politico, sociale, sindacale, culturale.
Il
tentativo di adeguare in questi quindici anni la Seconda
Repubblica- “non
dichiarata” - alle esigenze della accresciuta
competizione globale e dei poteri forti europei, non è
riuscito secondo le aspettative e le necessità
a cui aspiravano i grandi gruppi capitalistici e le
classi dominanti del nostro paese. Per questo motivo si è
avviata una impressionante escalation a tutto campo tesa alla
normalizzazione della società ed a rendere la governabilità
bipartizan un apparato irreversibile di comando, di governo e
di amministrazione. A questo - e a rafforzare il carattere
oligarchico dello Stato, della politica e dei poteri
decisionali - servono la nuova legge elettorale (sia che nasca
dagli inciuci tra Berlusconi e Veltroni sia dalle urne
referendarie) e le riforme istituzionali in cantiere.
Gli
obiettivi di questa operazione sono la liquidazione con ogni
mezzo di quella “anomalia italiana”
che
ha visto convivere e confliggere un capitalismo arretrato e
finanziato dallo Stato con la presenza e l’azione di una
identità comunista radicata nella società e nelle istanze
del conflitto. L’apparato ideologico e politico che
sovrintende a questa normalizzazione punta esplicitamente ad
espellere il conflitto sociale come strumento di emancipazione
e di relazione tra le classi e i segmenti della società. Un
passaggio decisivo di questa restaurazione autoritaria è la
cooptazione dei sindacati concertativi dentro uno schema
neocorporativo che ne snaturi ruolo
e funzione e al tempo stesso imbrigli e depotenzi il conflitto
e l’insieme delle dinamiche sociali. Ritenere che padroni e
lavoratori abbiano gli stessi interessi e siano la stessa cosa
(come ha affermato recentemente Veltroni e come pensano i
leader di Cgil Cisl Uil) è indicativo di tale impianto
ideologico e politico.
Ignorare,
subordinare o depotenziare gli interessi dei lavoratori, dei
settori popolari, di quello che storicamente e attualmente è
il blocco sociale antagonista, sta producendo inevitabilmente
un deficit democratico e di rappresentanza politica evidente a
tutti, soprattutto a coloro che sono attivi nei movimenti
sociali o impegnati in vertenze significative.
Le
reazioni della sinistra “storica” a tale scenario sono del
tutto inadeguate e per certi aspetti devastanti che producono
l’effetto di un generale disorientamento tra i ceti popolari
e nei movimenti sociali. Da un lato le forze che hanno dato
vita alla Sinistra Arcobaleno portano nei fatti a conclusione
il processo avviatosi nel 1990 alla Bolognina facendo
scomparire dallo scenario politico l’opzione comunista e di
classe. Questa deriva non attiene solo alla scomparsa di una
identità e presenza comunista ma travolge anche i principali
punti di iniziativa nell’agenda politica (missioni e basi
militari, emergenza salariale e protocollo del 23 luglio,
resistenza all’offensiva oscurantista del Vaticano, decreto
sulla sicurezza) rivelando una subalternità riformista
e neo-keynesiana che ipoteca pesantemente il futuro.
Dall’altro la reazione a questa deriva si manifesta più
come disorientamento, disagio, disillusione, ricerca di
identità che come tentativo organizzato e coerente di avviare
una controtendenza. E’ in tale contesto che prendono corpo
– anche inconsapevolmente - scorciatoie
organizzative o precipitazioni elettoralistiche che
sottovalutano passaggi decisivi e
rischiano il ripetersi di esperienze già vissute con esiti
fallimentari nella nostra storia recente
Riteniamo,
diversamente, che occorra invece avviare un processo di
confronto unitario tra tutte le soggettività della sinistra
di classe “resistenti” o coerenti ma che non sottovalutino
più o diano per scontato il rapporto con il blocco sociale
antagonista. Nessuno oggi può ancora sottovalutare come la
partecipazione di due partiti comunisti al governo più
impopolare degli ultimi venti anni pone serissimi problemi di
credibilità dell’opzione comunista a livello sociale e
popolare. E’ da questa consapevolezza e da un arco di
contenuti e pratiche
virtuose e concrete sul terreno dei salari e del reddito,
della democrazia e dell’antimilitarismo, che si può
determinare l’autorevolezza teorica e la credibilità
sociale dell’opzione comunista e di classe nel nostro paese
e nel XXI° Secolo, anche tenendo conto di una dimensione
internazionale dei problemi che condiziona pesantemente lo
scenario nel nostro paese.
Su
questa riflessione e sulle sue possibili e necessarie ricadute
concrete, invitiamo tutti coloro che ricevono e condividono
– in tutto o in parte – i temi posti da questa lettera
aperta, ad una discussione pubblica franca e serrata ed a
convocare una assemblea nazionale di confronto per costruire
un comune percorso possibile.
La
Rete dei comunisti
LETTERA APERTA AL SINDACO
DI LA MADDALENA.
Caro Sindaco,
quale presidente di una società calcistica, fondata nellormai
lontano
1988, mi trovo in una situazione davvero imbarazzante.
Infatti, non
riesco a operare la difficile scelta tra il pronunciarmi con
rabbia contro il Suo ex- assessore allo sport , Gian Franco
Dedola,
oppure il ringraziarlo doverosamente per essere diventato il
necroforo
del movimento sportivo a La Maddalena e per aver tolto dagli
impicci
tante persone le quali, con passione e con impagabile spirito
di
sacrificio rivolgono le loro attenzioni allo sport sono pochi
, e
si
tratta, purtroppo, dei soliti noti.
La mia squadra, il GS Calcio femminile Caprera, sebbene sia
individuabile con una denominazione che richiama larcipelago
di La
Maddalena e la sua storia, si trova a giocare a Bassacutena.
La pratica sportiva e con essa la tenuta degli assetti dei
diversi
sodalizi, il coinvolgimento dei giovani, lorganizzazione di
tornei
in
cui è consentito agli atleti isolani di confrontarsi con i
colleghi
sardi e delle altre regioni dItalia, richiedono la
disponibilità di
cospicue risorse finanziarie. I costi che sostengono le società
sportive sono oltremodo onerosi: se si aggiungono le ingiuste
prebende da pagare ai gestori dello stadio comunale sottolineo
comunale- allora non è più possibile continuare. Quando non
si
dispone
dei soldi per pagare laffitto dello stadio per le ore di
allenamento
o per la partita domenicale , allora ci si trova di fronte a
una
scelta, come detto: o si chiude baracca o si cerca accoglienza
in un
altrove lontano dalla città di riferimento e magari ci si
trova pure
meglio che a casa.
Chiedo a Lei, caro… che rappresenta tutta la comunità
maddalenina, di
contribuire fattivamente al cambiamento di questa situazione
di
paradosso, dove il pesce grosso divora quello piccolo, o
continuando,
con i luoghi comuni, il ricco straccia il povero..
Confido nella Sua particolare sensibilità e auspico una Sua
manifestazione pubblica di solidarietà nei confronti del
Caprera e di
tutti quei sodalizi che, a causa delle scelte sconsiderate
dell
Assessore Dedola, non esistono più.
Cordiali saluti
Roberto CAU
Fondatore CAPRERA Calcio
Riceviamo dai compagni Fabio
e Mariangela una interessante proposta che speriamo presto di
mettere in pratica
Compagne e Compagni,
>> Siamo Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli, due
fotografi della provincia
>> di Siena.
>> Siamo andati a Cuba nel Febbraio 2006, scegliendo di
visitare la parte
>> Orientale, meno conosciuta dal turismo e quindi più
pura, per fare sì un
>> viaggio, ma principalmente per conoscere una cultura
diversa dalla
>> nostra, volti e sguardi che si imprimono nel cuore di
chi li osserva e
>> che grazie al nostro lavoro di fotografi abbiamo
potuto documentare.
>> Il viaggio che abbiamo “vissuto” ci ha dato modo
di calarsi in un
>> contesto sociale che troppo spesso viene denigrato
dal mondo occidentale:
>> un occhio attento di un’anima sensibile non deve
mai soffermarsi all’apparenza
>> ma deve scoprire l’anima di ciò che la circonda.
>> Così Cuba si è svelata ai nostri occhi come un
paese rappresentato da un
>> popolo fiero della propria storia e della propria
indipendenza. E’
>> orgoglio quello che abbiamo “letto” negli occhi
della gente ed è l’orgoglio
>> di Cuba che vorremmo trasmettere attraverso i nostri
scatti, una miriade
>> di emozioni che si snodano in una mostra fotografica.
>> La mostra è stata intitolata “Semplicemente
Cuba”, in quanto non contiene
>> in sé elementi complessi, significati multiformi con
dietrologie contorte
>> (francamente non ne siamo nemmeno i tipi), vuole
essere una semplice
>> narrazione di storie, di persone, di aspetti di una
cultura, di un popolo
>> troppo spesso condannato da preconcetti e pregiudizi.
Così abbiamo deciso
>> di non elaborare le nostre fotografie se non con una
“semplice”
>> calibrazione colore, affinché tutti coloro che
visiteranno la mostra,
>> osserveranno senza distrazione o artifici ciò che
abbiamo visto noi: lo
>> spirito, l’essenza e la forza delle persone di
Cuba.
>> La mostra prevede inoltre una sezione con elementi
narrativi di autori
>> cubani miscelati ad immagini (molto avviccenti) ed è
corredata da un dvd
>> con uno slide show di immagini accompagnate da una
colonna sonora.
>> Inoltre sono disponibili anche dei testi sulla storia
di Cuba, secondo
>> noi molto importanti, per conoscere il paese.
>> Le immagini sono proposte in vari formati, dal 30x45
montate su cornici
>> in legno, fino a pannelli 50x70 o 70x100, dipende
anche dagli spazi e dal
>> budget a disposizione.
>> Il nostro obiettivo, oltre a quello di far conoscere
Cuba per come la
>> conosciamo noi e non con la solita immagine
stereotipata, è quello di
>> riuscire a trovare i finanziamenti per tornare a Cuba
per proseguire il
>> lavoro appena cominciato per poi pubblicare un libro
fotografico e
>> realizzare un documentario sulla vita del paese.
>> La mostra si fregia l’onore di avere il patrocinio
dell’ Ambajada de Cuba
>> in Italia.
>> Un assaggio della mostra è possibile vederlo sul
sito www.italia-cuba.it,
>> scorrendo sulla home page cliccando su mostra
fotografica 2006.
>> La mostra è stata presentata nel comune di Monteroni
d’Arbia (Si) nel
>> dicembre 2006 alla presenza del Consigliere Culturale
dell’Ambasciata
>> Cubana Ruxandra Guillama Camba, nel maggio 2007 nel
comune di San
>> Vincenzo (Li) alla presenza del Consigliere Stampa
dell’Ambasciata Josè
>> Antonio Noriega, nel luglio 2007 a Roma nell’ambito
della “Festa
>> Nazionale della Cultura” organizzata dal PDCI alla
presenza del
>> giornalista Gianni Minà e del segretario del partito
Oliviero Di liberto
>> e nel settembre 2007 nel comune di Sinalunga (Si).
>>
>> Certi della Vostra attenzione e disponibili per un
appuntamento per poter
>> far visionare personalmente il nostro lavoro,
porgiamo distinti saluti.
>> Mariangela Iannotta e Fabio Cappelli
>> Tel. 339 7043419
>> E-mail: majafoto@hotmail.it
Riceviamo e molto
volentieri pubblichiamo una lettera aperta di un dipendente
della base USA di Santo Stefano :
Sono un
dipendente della Base americana in servizio a La Maddalena e
vorrei esprimere alcune considerazioni importanti al fine di
fare chiarezza riguardo le ultime vicende. Premetto che non
voglio interferire assolutamente sulla nota inchiesta dei
presunti furti ai magazzini e comunque ricordo a tutti che
esiste la presunzione di innocenza fino a quando non sarà
emessa una sentenza definitiva. Vorrei porre all'attenzione
dell'opinione pubblica e delle nostre istituzioni il disagio
che stiamo vivendo e subendo soprattutto dopo l'inchiesta in
oggetto, con provvedimenti punitivi ingiustamente estesi
anche nei confronti di chi non è coinvolto nelle indagini in
corso. Infatti continuano ad arrivare sospensioni, come nel
mio caso assolutamente estraneo ai fatti, con l'assurda
motivazione " per inchiesta" senza fornire
ulteriori spiegazioni nonostante le mie richieste. Trovo
ingiusto e ingiustificato essere sospeso dal lavoro, seppur
stipendiato, per motivazioni poco chiare e diffamanti della
mia dignità personale, proprio in questi ultimi mesi che
rimangono ancora fino alla chiusura della base militare di
Santo Stefano. In questi anni ho sempre svolto il mio lavoro
con dedizione, professionalità e onestà, pertanto non
posso sopportare l'idea di terminare anticipatamente il mio
lavoro lasciando pesanti dubbi e sospetti infondati riguardo
la mia moralità e onorabilità! Probabilmente tali
decisioni ingiustificate da parte del comando militare
americano sono scaturite solamente come pretesto per
"liberarsi" anticipatamente del personale
dipendente italiano, secondo loro oramai inutile. Una
motivazione sempre opinabile ma comunque da accettare se non
fossero giustificate da sospetti diffamanti: evidentemente aldilà
delle belle parole dette nelle cerimonie ufficiali il loro
abbandono e la partenza da La Maddalena non è stata metabolizzata serenamente da
parte degli americani! In questa delicata
fase vorrei chiedere che le istituzioni italiane, cioè
governo e amministrazione regionale e locale, siano vicini a
noi e dall'alto della loro autorità hanno il dovere di
difenderci da questo tentativo di voler fare " di tutta
un'erba un fascio", bollandoci tutti come disonesti
colpevoli o complici di presunti furti. In particolar modo
sarei lieto se il Sindaco Angelo Comiti intervenisse
personalmente convocando presso il suo ufficio il
comandante americano e chiedergli le dovute spiegazioni
sui provvedimenti di sospensione dal lavoro nei
confronti di quei dipendenti, come il sottoscritto, estraneo
a qualsiasi tipo di indagine. Oltre che sentirmi offeso
personalmente non vorrei subire anche la beffa di non essere
ricollocato in futuro presso altri enti pubblici a causa di
questo provvedimento punitivo, ripeto per l'ennesima volta
ingiustificato e privo di fondamento. Purtroppo ho
letto recentemente varie teorie fantasiose come una
eventuale trafugazione di "segreti militari" da
parte di alcuni commessi e Magazzinieri: se non fossero
coinvolti innocenti che vengono mandati a casa ci sarebbe da
sorridere a queste assurdità, dato che l'eventuale fatto di
"spionaggio" è avvenuto in un supermercato di
generi alimentari, forse al massimo avrebbero trafugato
prodotti e segretissime ricette culinarie americane, notoriamente
tutt'altro che appetibili! In questi mesi mi sono posto
tante domande e una mi incuriosisce particolarmente: perchè
se è vero che le autorità americane sapevano dei presunti
furti da diversi anni, hanno atteso proprio il momento della
loro partenza definitiva da La Maddalena per far partire le
denunce con gli spettacolari blitz nelle case dei dipendenti
italiani? Trovo alquanto strano e bizzarro credere che
gli americani, come qualsiasi altro datore di lavoro, siano
a conoscenza di essere vittime di furti dei loro prodotti e
merci da parte di loro dipendenti senza intervenire tempestivamente, ma
anzi lasciando che tutto continuasse come se nulla fosse,
come mai? Ci sono evidenti contraddizioni e
incongruenze che spero siano chiarite affinchè esca fuori
la verità per il bene e la dignità di tutti i lavoratori
italiani e di conseguenza di tutti i maddalenini. Noi non
siamo. come forse vorrebbero far credere, una
popolazione poco seria e inaffidabile ma degna del massimo
rispetto e per questo motivo ribadisco che il Sindaco deve
intervenire essendo il massimo rappresentante di tutti i
maddalenini, presso il comando americano, chiedendo a questi prima
di andare via, di ricordarsi di rispettare l'onorabilità
dei lavoratori italiani e della terra che li ha volentieri
ospitati.
Un
lavoratore onesto
Riceviamo da un gruppo di
dipendenti della base USA una satira amara sul reale ruolo dei
loro rappresentanti sindacali aziendali:
Baratta Gianni
Segretario Generale FISASCAT CISL
Vorrei
congratularmi vivamente per il lavoro svolto dal delegato aziendale
della CISL;
soprattutto
per la sua immensa dedizione verso i suoi iscritti, e
maggiormente per
il metodo innovativo e miracoloso di risolvere tutti
i problemi dei lavoratori.
Infatti
se ancora non lo sapete, è
incredibilmente riuscito ad occupare una posizione
prima che questa fosse uscita nel bando, e successivamente ad
averla avuta a distanza di 2 gg dopo che il bando sia
stato pubblicato. Per informazione il bando scade il 28 Agosto
2007! Dove si è mai visto che un posto viene assegnato prima
della scadenza del concorso? Potenza del nostro grande
sindacato e del suo delegato!
Gianni Baratta
(Segretario Generale FISASCAT CISL)
Riceviamo da un
dipendente italiano della base USA di Santo Stefano un amaro
sfogo e una denuncia sulle loro reali condizioni di lavoro:
bisogna riflettere su quanto spesso in questi 35 anni è stato
tenuto nascosto con la grave complicità dei sindacati e dei
colleghi stessi.
Voglio
descrivere quello che sta avvenendo a grandi linee sul nostro posto
di Lavoro:
Per
motivi "reali e documentati" di salute
sono andato per l’INAIL alle cure termali e
successivamente ho chiesto le ferie che mi sono state respinte
perché
come tutti sanno parte
del personale sono stati sospesi dal lavoro.
Quando
sono rientrato, ho saputo che l’orario di lavoro di sempre dalle
07.30 alle 16.30 era stato cambiato dalle 10:00 alle 19:00,
cosa che a me crea non pochi problemi con mio figlio, dato che
non sono residente a La Maddalena e devo viaggiare tutti i
giorni; mi sono recato dal responsabile ed ho cercato di
esprimergli il mio disappunto per le ragioni sopra indicate,
ma mi hanno risposto che non si potevano fare eccezioni per me.
Voglio puntualizzare che secondo la mia personale opinione, con le dovute
e necessarie prove, questo
orario è stato creato solo per creare problemi ai dipendenti italiani.
Infatti quando ero fuori sede ricevetti in differenti
giorni diverse telefonate: erano i nostri fornitori e corrieri
i
quali chiedevano spiegazioni
sul perché avevano trovato chiuso
alle ore 08:00, ciò fa capire che le ore di maggior lavoro sono
la mattina dalle 08:00 in poi, perchè
le consegne si fanno prevalentemente il mattino. Oggi per
esempio mi sono recato alla posta Americana per fare delle
spedizioni ed
era chiusa perché chiude alle 16:00, allora io che ci
faccio sino alle 19:00 di sera ? Loro preferiscono, per
esempio, fare
aspettare un camion per lo scarico merci solo per creare difficoltà
ed indurre il personale italiano a licenziarsi.
La
seconda segnalazione riguarda che sono andato a curarmi la schiena ed appena
ritornato mi hanno messo a spostare casse pesanti, cosa che
loro ben sanno, non posso più fare. Quando andai a lamentarmi,
su loro richiesta, io gli
indicai una persona di nazionalità Americana ed il
responsabile
rispose che la persona aveva problemi di schiena, allora gli
ricordai che anch’io avevo lo stesso problema ma di maggiore entità.
Vorrei
solo che venisse messo in evidenza questa sorta di differenza
tra un Italiano , e Un Americano: ma noi chi siamo i
sostituti degli schiavi Neri dei secoli scorsi?
Inoltre
voglio farvi immaginare l’aria che tira al lavoro, tutti gli
americani ti sono con gli occhi addosso , non sembra un posto
di lavoro ma un carcere.
Per
poter prendere una chiave devi fare la fila, oppure la ricerca
della persona addetto della bacheca di tutte le chiavi, e a volte ci
vogliono 40 minuti di attesa!
Inoltre
c’era una ragazza maddalenina che non gli è stato rinnovato
il contratto e al suo posto hanno assunto il marito di una
dipendete italiana di Napoli: cittadina Italiana dunque ed anche lui
Cittadino Italiano, ma come posso dimostrarvi esiste una
clausola che dice che marito e moglie non possono lavorare
nello stesso dipartimento , infatti anch’io tempo fa'
feci una domanda dove lavora mia moglie e mi fu risposto
che non potevo perché due coniugi o parenti
non possono lavorare nello stesso dipartimento!
Spero
che almeno questo mio sfogo possa far conoscere queste "schifezze"
e ingiustizie alla gente comune, alle istituzioni e a
quei politici che
ancora oggi pensano e sono convinti che gli Americani sono dei
benefattori .
Un
lavoratore della base USA di Santo Stefano
Riceviamo e pubblichiamo la protesta in oggetto di " superba74"
Buonasera, vorrei rivolgere un appunto a
chi come voi dovrebbe fare qualcosa per tutelare i diritti della gente che
lavora qua a La Maddalena e viene sfruttata sempre e oramai da anni dai
negozianti di codesto luogo che sembra vivere al di fuori di ogni tipo di
regolamentazione... e i sindacati???
Stanno a guardare, conoscendo questi sfruttamenti e non curandosene!!! Chi
lavora 10 ore e viene pagato come se facesse un part-time chi lavora in nero e
basta... al futuro di questi giovani non ci pensa nessuno, poi se decidono di
emigrare altrove per cercare persone oneste che li paghino il giusto per l'opera
che prestano si mugugna e basta!!! Basta che si pensa alla torta che ci sarà da
spartirsi con le dismissioni demaniali. E' una cosa che fa pensare... I
comunisti al governo e ai poveracci non ci pensa nessuno... Ci vogliono
controlli per questi negozianti (senza che qualche uccellino li avvertirta
prima) che questa gente arriva a casa con la schiena rotta e con un pugno di
mosche!!! GIUSTIZIA SOCIALE PER I CITTADINI SFRUTTATI
superba74
Questa è la nostra risposta :
Buongiorno "superba74", innanzitutto ti
ringraziamo per averci scritto e aver
esposto la tua libera opinione che noi altrettanto liberamente abbiamo già
pubblicato nel sito nella sezione" voce del popolo". Accettando sempre
tutte
le idee e segnalazioni, comprese anche le critiche, abbiamo cercato di dare
comunque il massimo risalto alla tua protesta chiedendo la pubblicazione
anche nel sito "cronache isolane" con la quale siamo in stretta
collaborazione. Precisato questo vogliamo brevemente rispondere alla tua
legittima presa di posizione e ricordarti che le battaglie importanti e
serie come queste bisogna farle con la necessaria forza e coraggio, noi in
passato abbiamo sempre trovato un muro invalicabile quando abbiamo chiesto
il sostegno dei diretti interessati perchè dicevano che non potevano esporsi
per paura di perdere il posto di lavoro. Premetto che questa situazione dei
dipendenti delle attività commerciali e pubblici esercenti la viviamo spesso
in prima persona, in quanto la grande maggioranza dei nostri iscritti e
anche il sottoscritto, conosce bene il mondo del precariato, del lavoro nero
e dei contratti di lavoro virtuali, come tutti coloro che non hanno il
privilegio ( o la raccomandazione necessaria) di avere un posto fisso. Per
esperienza diretta posso dirti che
quando ho avuto bisogni di far rispettare i miei diritti ho sempre avuto il
coraggio di espormi con nome e cognome senza timori alcuni. Questo è
fondamentale per dimostrare al "padrone" che non può cavarsela e
continuare
a ricattare
con l'arma del licenziamento, le battaglie se vogliamo farle tutti insieme
noi siamo disponibili e sempre a completa disposizione, ma il principio
"dell'armiamoci e partite" non porta da nessuna parte! Devi capire che
risulta
impossibile intraprendere qualsiasi tipo di lotta se i diretti interessati,
come credo sia tu, non vogliono neanche dire pubblicamente il loro nome
nascondendosi dietro l'anonimato. Anche nel tuo caso non basta mascherarsi
dietro un pseudonimo o nickname, perchè in questo modo non ci consenti di
fare nulla di concreto, ma il massimo che possiamo è quello di
pubblicare il tuo sfogo e la tua denuncia nel sito, ma poi? Non prenderla
come una critica personale o peggio ancora come una polemica, però come
facciamo a muoverci se voi stessi, con questo atteggiamento, non ci date
nessuna autorizzazione o elementi precisi per affrontare questa importante
e insostenibile ingiustizia? Per quanto riguarda i sindacati purtroppo,
sempre per conoscenza diretta del problema, posso dirti che non sono
all'altezza di difendere i diritti dei lavoratori, anzi in molti casi sono
complici dei datori di lavoro! Chiediamo scusa se ci siamo dilungati in
questa riposta, ma la vastità dell'argomento meriterebbe ben altro spazio e
ben altri tipi di lotta, noi siamo sempre qui a disposizione di tutti coloro
che vengono calpestati nei loro diritti fondamentali come quello del
lavoro
regolarmente retribuito, ma ripetiamo ancora una volta che noi da soli senza
l'attiva vostra collaborazione non possiamo fare nulla di importante. Senza
il coraggio e la volontà vera di fare le battaglie, senza nascondersi
nell'anonimato, senza paure di nessun tipo: solo così le battaglia si
iniziano e si possono vincere.
Buona giornata e auguri per il tuo futuro.
Riceviamo e pubblichiamo una
importante denuncia-verità sul sistema di pagamento on-line PAYPAL:
Sapevi che paypal ti può bloccare i
fondi ?
Sapevi che finchè i soldi sono nel conto non sono tuoi ?
Sapevi che paypal si riserva tutti i diritti a sua discrezione ?
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ATTENTO ALLE MEZZE TRUFFE DI PAYPAL
ECCO LA NEWS DI SETTEMBRE PROPRIO DEDICATA A PAYPAL
Clicca qui sotto per scaricare la news in pdf
http://www.faresoldionline.info/download.htm
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ATTENZIONE! ATTENZIONE! ATTENZIONE!
UNA VOLTA SCARICATO IL FILE PDF, QUANDO LO APRI TI CHIEDERA' UNA
PASSWORD:
DEVI INSERIRE LA PASSOWRD: """ paypal
""" in minuscolo
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VALE LA PENA DI LEGGERE.
Saluti
Nicola Bertrami
RICEVIAMO E VOLENTIERI
PUBBLICHIAMO I SALUTI DEI COMPAGNI DI GENOVA " LINEA
ROSSA":
Caro compagno segretario Marco, ti
ringraziamo per la tua visita lieti di sapere che il N/s
lavoro è seguito ed apprezzato dai compagni della V/s
sezione.
Auguri di buon lavoro a te e a tutti i
compagni della Sezione Pdci de La Maddalena.
Viva il Proletariato!
Viva il Comunismo!
Luciano Bezerédy