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noi abbiamo votato COMUNISTA! risultato a La Maddalena: RIF.COM. - SIN.EUR. - COMUNISTI ITALIANI voti196 >6,35% |
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ATTENZIONE: EMERGENZA DEMOCRAZIA!
Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60.Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi.Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. nessun media ha dato notizia. E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!
il
24 febbraio di 19 anni fa moriva Sandro Pertini, Partigiano Presidente
Il broglio. Romanzo simultaneo

| In sintesi |
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Cuba,
50 anni della rivoluzione

Storia
della Base Usa a La Maddalena dal 1972 all'addio
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e video manifestazioni pacifiste e anti-militariste: da non perdere!![]()
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In
perenne ricordo dei morti sul lavoro
WALTER - AMARCORD
(amari ricordi per Walter
l'americano)
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IERI |
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“il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascismo” Pasolini |
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il vento e Bella
ciao
Come
iscriversi all'ANPI
1)
Bush torna a Roma per coinvolgere ancora di più l’Italia nella
guerra permanente Mercoledi 11 giugno mobilitazione nazionale (Patto
permanente contro la guerra)
2)
Non sottovalutare il ruolo dell’Italia negli scenari della guerra
globale
Relazione
della Rete dei Comunisti al Forum del Patto contro la guerra su “Gli
scenari della guerra globale e il ruolo dell’Italia” (Roma, 24 maggio
2008)
===
1 ===
Mercoledi
11 giugno mobilitazione nazionale.
Appuntamento
a Roma alle ore 17.00 in piazza della Repubblica
Il
presidente degli Stati Uniti Bush l’11 giugno prossimo sarà di nuovo a
Roma per discutere con il nuovo governo Berlusconi - uno dei suoi più
fedeli alleati in Europa - un maggiore coinvolgimento dell’Italia nelle
strategie di guerra degli USA nei vari scenari.
Bush
è “un’anatra zoppa” ma prima di concludere il suo mandato vuole
approfittare del favorevole clima politico bipartizan in Italia per
aumentare gli impegni militari del nostro paese. In poche parole Bush vuole
più truppe da combattimento in Afghanistan, nuove regole offensive per il
contingente militare italiano in Libano da utilizzare contro l’opposizione
libanese, il pieno utilizzo dei militari italiani nei Balcani a difesa della
secessione del Kosovo, il via libera ai lavori alla base militare del Dal
Molin a Vicenza e l’allargamento operativo delle altre basi USA sul nostro
territorio, la partecipazione attiva allo Scudo missilistico che già
si sta realizzando con le prime installazioni nei paesi dell’Europa
dell’Est, una maggiore collaborazione tecnologica e militare tra aziende
italiane e statunitensi (vedi l’escalation della Finmeccanica), la
subalternità alle scelte della NATO, la disponibilità dell’Italia ai
preparativi di guerra contro l’Iran, il rafforzamento della complicità
militare e diplomatica tra Italia e Israele.
Una
accresciuta aggressività militare finalizzata alla riconquista o
all’ampliamento della propria sfera d’influenza sul mercato mondiale -
oggi in evidente declino - è la risposta con cui gli Stati Uniti intendono
rispondere alla recessione economica abbattutasi sull’economia USA. Il
tentativo dell’amministrazione Bush è quello di accollare i costi
economici, sociali e militari di questa sua crisi anche sui paesi alleati.
Su
questa inquietante agenda di guerra, Bush troverà piena collaborazione da
parte del governo Berlusconi, il quale si sta affrettando a far suonare le
fanfare della guerra e del razzismo ed a peggiorare, se possibile, in
Libano, in Afghanistan e di nuovo in Iraq, il
ruolo di guerra dell’Italia, già delineato da D’Alema come
quello la sesta potenza (coloniale) del mondo, in quanto a presenza di
militari oltreconfine.
Questa
agenda la vogliamo e la dobbiamo ribaltare con una mobilitazione contro la
guerra che non ha fatto e non farà sconti a nessun governo e a nessun
soggetto politico che si sia reso complice della guerra permanente, delle
sue alleanze e dei suoi obiettivi.
Il
Patto permanente contro la guerra lancia un appello alla mobilitazione a
tutte le persone che vogliono un altro mondo possibile in cui la Pace sia la
stella polare della politica estera ed economica e la sicurezza sia
inscindibile dalla solidarietà e dalla cooperazione e giustizia sociale.
Non vogliamo che il nostro paese sia ancora complice della escalation di
guerra e non vogliamo che dia il benvenuto a colui che massimamente ha
incarnato in questi anni la guerra globale, la tortura e la sospensione dei
diritti umani in tutto il mondo. Per
dire No a Bush e No alla guerra, per dire fuori l’Italia dalla guerra,
chiamiamo tutte e tutti in piazza a Roma mercoledì 11 giugno per protestare
contro la visita di Bush, per lanciare il nostro grido di allarme contro
l’escalation di guerra.
L’11
giugno saremo in piazza a Roma contro la visita di Bush e per riaffermare la
nostra piattaforma:
·
il
ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan, dal Libano, dai
Balcani
·
a
revoca della decisione di costruire una nuova base militare USA a Vicenza e
lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro territorio per
riconvertirle ad uso civile
·
la
revoca dell’adesione dell’Italia allo Scudo missilistico USA
·
la
revoca della partecipazione alla costruzione degli F35
·
la
revoca dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele
·
il
taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.
===
2 ===
(la
relazione della Rete dei Comunisti al Forum del Patto contro la guerra su
“Gli
scenari della guerra globale e il ruolo dell’Italia”, Roma, 24 maggio)*
Il
primo problema con cui dobbiamo fare i conti è la “ragione sociale” che
è alla base della nostra alleanza e della nostra azione politica – il
Patto contro la guerra – e la percezione politica e pubblica della
questione che solleviamo: la guerra.
Il
tentativo di occultare la guerra non è solo una responsabilità del sistema
dei mass media. I mezzi di informazione non sono autonomi ma rispondono agli
input che gli giungono dalla politica e dai poteri forti che ne sono gli
azionisti di maggioranza. Prendersela con i mass media è una forma di auto
consolazione che non ci aiuta a collocare la nostra azione al livello
possibile (e ancora meno al livello che sarebbe necessario).
L’occultamento
della guerra avviene ai livelli più alti della politica e della egemonia
culturale. Cito due esempi.
“Il
termine guerra, sotto il profilo giuridico, è diventato desueto ed è
sostituito da quello più flessibile di conflitto armato” (tesi del prof.
Natalino Ronzitti, docente della Luiss)
“Serve
una nuova legge che regoli la partecipazione delle Forze Armate a missioni
estere che non rientrano nell’ormai desueta categoria di “guerra”.
(tesi di Giovanni Gasparini, responsabile di ricerca dell’Istituto Affari
Internazionali). (1)
Queste
tesi, sostenute da due autorevoli membri di quei think thank italiani legati
alla NATO, al Ministero della Difesa e al Ministero degli esteri, sono
indicativi del progetto di depotenziare la categoria della “guerra” come
fattore che da un lato inquieta – giustamente – l’opinione pubblica
riducendo i consensi ai governi “di guerra”e dall’altro pone una serie
di questioni giuridiche e morali (vedi l’art.11 della Costituzione e il
senso comune che intorno è stato costruito) che oggi si vuole rimuovere per
poter partecipare apertamente e senza ostacoli a tutta la geometria
variabile di operazioni militari previste dalla guerra preventiva.
Su
questo terreno, la complicità bipartizan della politica è crescente. Oggi
c’è il governo Berlusconi ma ieri con il governo Prodi non era diverso.
Alla
fine del 2007, l’allora ministro della Difesa Parisi partecipò ad un
seminario del Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza
politica. In questo seminario si è discusso della tesi della “4GW” (Four
Generation Warfare) avanzato dallo storico militare dell’università di
Gerusalemme Martin Van Cleveld. (2)
Questa
analisi delle “guerre di quarta generazione” arrivava ad un paio di
conclusioni per noi molto significative:
1)
Se non si può più distinguere la pace dalla guerra che cosa
esattamente si ripudia con l’art.11?
2)
Affrontare le nuove minacce richiederà una sempre maggiore
integrazione tra mondo civile e mondo militare perché cresce l’importanza
del livello “morale” dello scontro.
Parlare
dunque di lotta contro la guerra in una fase in cui “non si può più
distinguere la pace dalla guerra” ed in cui il coinvolgimento degli
apparati civili (vedi le Ong) e il livello “morale” del conflitto
crescono e diventano decisivi, ci pone seri problemi di analisi,
informazione e chiarezza politica sulla funzione e gli obiettivi di una
coalizione di movimento come il Patto contro la guerra, che nella sua
ragione sociale ha ripreso, fatto proprio e dichiarato quel “No alla
guerra senza se e senza ma” che è entrato in collisione con quei settori
della sinistra e del movimento pacifista niente affatto insensibili ai
ragionamenti e alle categorie denunciate poco prima.
Una
seconda riflessione riguarda un’altra tentazione storica dei movimenti
contro la guerra: quello che potremmo definire la “sindrome della
fotografia”. Una fotografia fissa una immagine, una fase storica ma non ha
la capacità di indicare le tendenze che si mettono in moto dopo che la
fotografia è stata scattata.
In
questo senso, l’analisi della realtà internazionale non solo molto spesso
è ferma ma non riesce a cogliere i mutamenti del processo storico. Se
vogliamo fare degli esempi, la storia ci aiuta.
·
Nel
1900, tutte le potenze imperialiste (esattamente le stesse che oggi fanno
parte del G8) intervennero insieme e di comune accordo contro la Cina dove
era scoppiata la rivolta dei boxer.
Italiani,
giapponesi, statunitensi, russi, inglesi, tedeschi, francesi mandarono le
loro truppe a reprimere la rivolta e a spartirsi le concessioni sul
territorio della Cina( Porti, ferrovie, snodi commerciali etc.). Quattordici
anni dopo, le stesse potenze si sono combattute mortalmente nelle trincee
della Marna o della Marmolada e in tutta la rete coloniale in cui erano
presenti (Africa., Asia etc.).La concertazione imperialista del 1900 era
diventata guerra interimperialista solo quattordici anni dopo ponendo fine a
quel processo di globalizzazione compiuto del pianeta iniziato nella seconda
metà dell’Ottocento e che aveva raggiunto il suo apice proprio nella
Belle Epoque del primo decennio del Novecento.
Nel
1940, mentre le truppe naziste sfondavano al nord la linea Maginot (la linea
di difesa francese), tra le aziende elettriche francesi e tedesche si
continuavano a scambiare elettricità e transazioni finanziarie. Non solo.
Fino a tutto il 1941 le fabbriche della Ford e della General Motors in
Germania hanno costruito camion e mezzi per la Wermacht tedesca. Solo dopo
fortissime pressioni del governo USA chiusero – a malincuore perché i
profitti erano elevatissimi – la produzione sul suolo tedesco. Dopo pochi
mesi gli USA dichiaravano guerra alla Germania. Ciò conferma che è vero
che il capitale non ha confini né nazionalità ma che gli Stati (e la
politica) alla fine prevalgono anche sugli interessi dei singoli
capitalisti.
Questi
esempi ci servono per capire che il movimento contro la guerra non può
limitarsi a fotografare il passato e l’esistente ma deve cercare di
individuare le tendenze per collocare dentro ed eventualmente contro di esse
la propria azione politica.
Oggi
le contraddizioni che portano alla guerra sono evidenti e agiscono
concretamente. Non si tratta solo delle guerra asimmetriche a cui abbiamo
assistito in questi anni (l’Afghanistan, l’Iraq, la Jusoglsvia
somigliano molto alla spedizione contro i Boxer in Cina), ma di una
escalation della competizione a tutti i livelli – incluso quello militare
– tra le varie potenze.
Se
cogliamo dunque la tendenza in corso, non possiamo che partire dal dato
della perdita di egemonia degli USA nei rapporti di forza internazionali ,
un dato questo che aveva caratterizzato tutto il dopoguerra e il dopo guerra
fredda. L’egemonia si fonda su tre fattori: economica, culturale,
militare. Ormai gli USA possono contare solo sul fattore militare che però
ne modifica lo status dalla potenza egemonica a quello della supremazia
(militare appunto). Sul piano economico e culturale gli USA stanno perdendo
quote crescenti di egemonia e stanno lottando con tutti i mezzi (anche e
soprattutto quello della guerra e dell’economia di guerra) per cercare di
mantenerla.
Se
questa tendenza è vera, stiamo assistendo ad un cambiamento epocale: il
passaggio dalla concertazione tra le grandi potenze (assicurato e dominato
dagli USA come primus inter pares) alla competizione globale tra le grandi
potenze.
Questa
situazione è dimostrata dalla evidente crisi di tutte le istituzioni
internazionali che hanno retto questo squilibrio/equilibrio tra le maggiori
potenze e ne hanno assicurato la concertazione sia nella guerra fredda
contro l’Urss sia nella gestione della globalizzazione dagli anni Ottanta
fino ai primi anni del XXI° Secolo. Oggi queste istituzioni – niente
affatto autonome dagli Stati – sono in crisi. E’ in crisi la WTO, il FMI,
la Banca Mondiale, l’ONU, la Commissione Trilateral e persino la NATO.
Sono dunque in crisi la maggioranza dei vecchi bersagli contro cui i
movimenti altermondialisti si sono accaniti per anni ritenendole i “nemici
principali”, espressione di un capitale collettivo senza volto e senza
Stati. Oggi non è più così. Le vecchie camere di compensazione tra gli
interessi delle varie potenze non funzionano più sia per le contraddizioni
interne sia per l’affermarsi di nuove potenze (Cina, India, Brasile,
Russia etc.). Questo nuovo scenario impone o una rinegoziazione generale –
malvista dagli USA perché ne ratificherebbe il declino – o la paralisi
delle istituzioni della concertazione multilaterale. (3)
Infine,
ma non certo per importanza, oggi stiamo vivendo ben quattro crisi
strutturali in una sola.
·
la
crisi finanziaria dovuta ai buchi in bilancio delle banche
·
la
crisi monetaria dovuta alla modifica del rapporto di cambio tra euro e
dollaro (se la Finmeccanica avesse acquisito la statunitense DRS cinque anni
fa avrebbe speso 5,2 miliardi di euro invece di 3,4 miliardi di euro)
·
la
crisi energetica con il boom dei prezzi degli idrocarburi e la
consapevolezza di aver raggiunto e superato il “picco” produttivo
·
la
crisi alimentare scatenata dall’introduzione degli agrocombustibili che
hanno fatto schizzare i prezzi delle materie prime agricole
Queste
ovviamente sono tendenze e dinamiche di una realtà internazionale in
movimento di cui non è facile prevedere gli sbocchi. Possiamo solo essere
certi di due cose: che la fotografia delle relazioni internazionali valida
fino al 2000 è sbiadita e che sulla base della storia, le contraddizioni
che abbiamo preso in esame hanno sempre portato ad una guerra di carattere
globale. E’ un quadro inquietante, ma un Patto contro la guerra non può
assumersi la responsabilità di denunciare e agire per impedire che la realtà
in cui opera precipiti lungo il piano inclinato della storia.
Se
è vero che la fase storica sta cambiando, non si capisce perché la
fotografia sbiadita della realtà internazionale dovrebbe invece rimanere
identica quando si passa ad analizzare il ruolo della “Azienda Italia”
nei rapporti internazionali e negli scenari della guerra globale.
L’aumento
delle spese militari, la crescita di un complesso militare-industriale
intorno a Finmeccanica, l’invio di contingenti militari negli scenari di
crisi, sono solo alcuni degli effetti di un mutamento del ruolo
dell’Italia dagli anni Novanta a oggi.
Da
un punto di vista delle categorie classiche, l’Italia è un paese
compiutamente imperialista. Lo è dal punto di vista economico, finanziario
e dell’integrazione nel cuore di uno dei poli imperialisti
come l’Europa. Il fatto che sia un sistema più debole rispetto a
quelli più forti, non deve trarre in inganno né deve continuare ad
alimentare il luogo comune degli “italiani brava gente”. L’Italia è
stata una potenza coloniale come le altre e le atrocità e i saccheggi
compiuti in Libia, in Africa orientale, nei Balcani non sono stati diversi
da quelli compiuti da altre potenze.
Oggi,
l’Italia oscilla tra la fedeltà/subalternità alle alleanze storiche come
la NATO e l’Unione Europea (e che vede i governi che si succedono
accentuare più o meno la fedeltà atlantica rispetto alle ambizioni
autonome dell’Unione Europea) e la costruzione di una propria area di
influenza e presenza economica e diplomatica.
Dalla
metà degli anni Novanta, l’Italia ha partecipato ampiamente all’assalto
verso l’Europa dell’Est con una gigantesca esportazione di capitali che
ha superato ampiamente l’export di merci.
Con
il primo Governo Prodi e Fassino sottosegretario agli Esteri, abbiamo visto
definire nero su bianco l’ambizione dell’Italia a conquistarsi la sua
fetta di bottino nei Balcani e nell’Europa dell’Est. (4)
Oggi
in Romania ci sono 800.000 lavoratori rumeni alle dipendenze di 24.000
imprese italiane
La
delocalizzazione produttiva è stata impetuosa anche in Albania dove
l’Italia controlla anche la formazione delle forze di sicurezza e vorrebbe
addirittura localizzare le centrali nucleari per la produzione di energia
destinata all’Italia. Lo stesso meccanismo è avvenuto anche nel resto dei
Balcani, mentre le grandi banche come Unicredit e Intesa-S.Paolo hanno fatto
un notevolissimo shopping in tutta l’Europa l’Est. Lo stesso si può
dire dell’Enel.
Due
anni fa, a Forlì si tenne un convegno tra Confindustria e NATO organizzato
dall’università, in cui i funzionari e i militari della NATO invitavano
gli imprenditori a investire tranquillamente nei Balcani perché la presenza
dei contingenti NATO assicurava il massimo di stabilità e garanzia per gli
investimenti esteri.
Un
discorso particolare merita poi il Maghreb dove l’Italia opera soprattutto
nello spirito del neocolonialismo (conquista della forza lavoro più che
delle risorse come avveniva per il colonialismo) e punta a conquistarsi un
serbatoio di forza lavoro a buon mercato sia attraverso la delocalizzazione
produttiva sia attraverso flussi migratori controllati. Su questo il
ragionamento più organico è stato fatto proprio da Romano Prodi ed è alla
base del grande interesse dell’Italia per il Mercato Unito Euro
Mediterraneo del 2010 o – in subordine se questo processo fallisse –
dell’Unione Mediterranea avanzata dalla Francia di Sarkozy per superare le
recalcitranze degli altri paesi europei verso il Mediterraneo. (5)
Alla
luce di questi dati – ampiamente documentati e documentabili ma
completamente trascurati dall’analisi e dal dibattito – si capisce
meglio perché l’Italia è il sesto paese per numero di soldati impegnati
in missioni militari all’estero, perché mantiene contingenti militari in
Libano e nei Balcani, perché vuole dotarsi di un complesso
militare-industriale e di risorse economiche per la difesa adeguate alle
proprie ambizioni. Uno studio recente fissa il minimo delle spese militari
necessarie per essere adeguati a 20 miliardi di euro (circa 30 miliardi di
dollari).
Secondo
questo studio l’esercito deve essere completamente “expeditionary”
(cioè proiettato e proiettabile al 100% all’estero entro i prossimi
cinque anni), tagliando organici inutili (20.000 marescialli e 3.000
ufficiali) (6)
A
questa dimensione offensiva della politica militare italiana dovremo
abituarci, anzi, dovremo attrezzarci per ostacolarla in ogni modo nei
prossimi anni. Non solo, l’Italia incrementerà in ogni scenario regole
d’ingaggio più intrusive e aggressive. A fronte di questa realtà, i
ragionamenti sulla “riduzione del danno” che abbiamo sentito dai gruppi
parlamentari della sinistra nei due anni di governo Prodi, appaiono
decisamente irritanti quanto miopi.
A
cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno, il Laps (Laboratorio per
l’Analisi Politica e Sociale) dell’università do Siena, ha realizzato
un sondaggio commissionato dal Ministero degli Esteri (c’era ancora D’Alema)
e allegato al rapporto redatto dal Gruppo di Riflessione Strategica sulla
politica internazionale dell’Italia (7).
In
questo sondaggio emergono alcuni dati interessanti sia per comprendere la
percezione sociale degli scenari internazionali che coinvolgono l’Italia
sia per avere un’idea dello spazio politico per l’iniziativa e i
contenuti del movimento No War nel nostro paese.
Dai
dati viene fuori ad esempio che la richiesta di fuoriuscita dalla NATO è
ancora minoritaria e che lo sono anche le ambizioni ad autonomizzarsi dando
vita all’esercito europeo. Gli USA perdono importanza ma anche un certo un
certo “appeal” sociale.
Le
missioni militari godono di consenso se non producono vittime tra i soldati
italiani. Più perdite ci sono e meno ci sarebbero consensi. La missione
meno popolare è quella in Afghanistan anche perché è percepita come
quella più rischiosa.
Infine
c’è una forte opposizione all’aumento delle spese militari e una
congrua richiesta che vengano diminuite. In assenza di informazioni sulla
quantità delle spese militari c’è uno zoccolo duro maggioritario che
ritiene debbano rimanere invariate. Ma –e questo è interessante – se
gli intervistati dispongono di informazioni cresce il numero di coloro che
sono favorevoli alla riduzione e diminuisce il numero di coloro che
ritengano debbano rimanere invariate.
Ciò
significa che la missione militare in Afghanistan è il punto più
debole del sistema di consenso alla guerra e che le spese militari
– in presenza di una iniziativa e di informazioni – possono essere un
altro punto debole del consenso alla politica militare dei governi italiani.
Ad
una domanda del sondaggio se gli USA rimangono il paese più importante per
l’Italia, Nel 2002 la risposta affermativa veniva da parte del 15% degli
intervistati, nel 2008 questa percentuale è scesa al 9%. Questa maggiore
disaffezione degli italiani verso l’importanza degli USA viene però
compensata da quello che viene definito il “sentiment” e che – in una
scala da 0 a 10 – vede gli USA passare dal 6,38 del 2002 al 6,71 del 2008,
superati però dalla Germania. Un discorso diverso riguarda invece la NATO.
2002
2008
L’Italia
deve rimanere nella NATO così com’è
32
35
Rimanere
nella NATO ma con forza e comando europei
47
32
Ritirarsi
dalla NATO e istituire un esercito europeo
5
11
Scegliere
la neutralità
10
14
Le
missioni militari all’estero
Contrari
Favorevoli
Missione
in Kosovo
27
68
Missione
in Libano
33
60
Missione
in Darfur
14
81
Afghanistan
(nel quadro degli sforzi internazionali)
32
62
Afghanistan
(con la partecipazione a combattimenti)
57
37
Favorevoli
(senza perdite di soldati italiani)
61
Contrari
(senza perdite di soldati italiani)
33
Favorevoli
(anche con altri 20 morti italiani)
40
Contrari
(anche con altri 20 morti italiani)
52
Favorevoli
(con altri 100 morti italiani)
27
Contrari
(con altri 100 morti italiani)
64
2002
2008
Le
spese militari dovrebbero aumentare
21
13
Le
spese militari dovrebbero diminuire
25
38
Le
spese militari dovrebbero rimanere uguali
42
42
2002
2008
Le
spese militari dovrebbero aumentare
--
12
Le
spese militari dovrebbero diminuire
--
41
Le
spese militari dovrebbero rimanere uguali
--
34
·
relazione
di Sergio Cararo della Rete dei Comunisti
Fonti
e note:
(1)
Da Affari Internazionali, pagina web dell’Istituto Affari
Internazionali
(2)
Vedi Carlo Buzzi in
Pagine di Difesa, 3 dicembre 2007
(3)
Vedi AAVV “Il piano inclinato del capitale”, Jaka Book
(4)
Vedi “L’Italia s’è desta” (AAVV, edizioni Laboratorio
Politico, 1997) e No/made Italy (AAVV,edizioni Mediaprint, 1999)
(5)
Vedi Romano Prodi “Un’idea di Europa”, Il Mulino 1998
(6)
Vedi Giovanni Gasparini in “Affari Internazionali”, maggio 2008
(7)
Il sondaggio del Laps e il Rapporto curato dal Gruppo di Riflessione
Strategica (di cui fanno parte diversi centri studi, Confindustria, Banca
d’Italia, banche, giornalisti, docenti universitari, comandi militari e
istituzioni ) sono del marzo 2008
risultati delle politiche2008.
Risultati
a La Maddalena: Camera
e Senato
Commenti
e reazioni alla sconfitta della Sinistra Arcobaleno
dal
1891 ad ora, passando per innumerevoli lotte, tra tutte quella per le
8 ore, passando per Portella
delle Ginestre,
il Primo Maggio si festeggia da 117 anni (tranne la sua abolizione
negli anni bui del fascismo).
FESTA del LAVORO
Affinche' i valori della
giustizia sociale prevalgano
sulle logiche del "mercato".
Il Primo Maggio mai come quest'anno deve essere simbolo della tutela
della democrazia
e della dignita' sul lavoro, dei
diritti dei lavoratori,
primo fra tutti il diritto di non morire lavorando.
NO
ALLE MORTI BIANCHE !
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Venier:
Bossi come Mussolini. Fucili e baionette presto nella polvere
Roma
29 aprile 2008
Bossi
che millanta 300.000 fucili ricorda Mussolini ed i
suoi presunti 8 milioni di baionette. Nel giorno in cui si
insedia il Parlamento le destre usano ancora le stesse
minacce e gli stessi linguaggi. A questi signori, oggi ebbri di
vittoria, rispondiamo che hanno fatto male i conti e che ben
presto avranno brutte sorprese. La sinistra, quella vera, quella
che non legittima i fascisti ed i razzisti, riparte oggi
dalle piazze. Come nel 1936 nessuno poteva immaginare la fine di
Mussolini così oggi sembra lontana quella di Berlusconi ed i
suoi. Eppure in pochi anni quelle baionette sono finite nel fango.
Allo stesso modo i fucili di Bossi finiranno spazzati via con la
polvere della storia. Bossi quindi si scordi le sue riforme. I
Comunsiti Italiani gli sbarreranno la strada.
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||||
25
aprile 1945, la Liberazione
dell'Italia
La
storia della resistenza
romana
"Generazione
Ribelle", diari e lettere dei protagonisti della Resistenza
"Grazie
partigiani!". Parola di Alleati
Strage
di Marzabotto: storia, inchiesta
Resistenza
e revisionismo storico
Porzus e le
Foibe
Il
dibattito sui "ragazzi di Salò"
I
disertori tedeschi e la Resistenza
Il
contributo dei militari alla Liberazione
|
Marco Rizzo (PdCI) |
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|
E’successo!
Berlusconi pare essere tornato, anche grazie a Veltroni, mentre la
sinistra scompare con un risultato disastroso, l’improbabile
Arcobaleno è stato sonoramente bocciato dall’elettorato con ad
ora, un risultato che si aggira attorno al 4% alla Camera dei
Deputati e con un risultato altrettanto pessimo al Senato. Le
percentuali di partenza nelle elezioni del 2006 erano il 10,2%
alla Camera e l’11,6% al Senato (sommando i risultati di
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi e addirittura
senza “conteggiare” |
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Marco
Ferrando - Franco Grisolia (PCL) |
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Il Tradimento politico delle ragioni dei lavoratori e dei movimenti da parte di Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto ha portato al disastro la sinistra. Due anni di governo con politiche antioperaie, antipopolari e belliciste a tutto vantaggio delle forze padronali hanno prodotto un enorme disillusione del popolo della sinistra; che si è espresso in parte nell'astensione in parte nell'illusorio "voto utile senza fiducia" per il PD in funzione antiberlusconiana. Due anni fa come sinistra di opposizione di Rifondazione avevamo esattamente previsto che la politica di collaborazione di classe del suo gruppo dirigente avrebbe portato al disastro, anche se naturalmente non ne potevamo prevedere l'ampiezza. Leggi tutto |
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Gianluigi
Pegolo (PRC - L'Ernesto) |
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Per
la prima volta dal dopo guerra, i comunisti non sono rappresentati
nel parlamento, la debacle de l'arcobaleno dimostra senza ombra di
dubbio l'errore clamoroso commesso dal gruppo dirigente di
Rifondazione che ha rinunciato alla falce e martello per inseguire
un progetto effimero.
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Leonardo Masella (PRC - L'Ernesto) |
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Fausto
Bertinotti ha purtroppo distrutto la sinistra. |
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dichiarazione del Comitato Centrale del PdAC sull'esito elettorale
Ha
vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo
applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica
differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il
rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo
per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di
Veltroni. Leggi
tutto |
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Claudio Grassi (PRC - Essere Comunisti) |
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Se i dati che emergono dalle proiezioni e dallo scrutinio delle prime sezioni fossero confermati, il risultato della Sinistra l'Arcobaleno sarebbe disastroso e fallimentare. Disastroso in termini percentuali: saremmo addirittura al di sotto dei voti ottenuti alle ultime elezioni politiche dalla sola Rifondazione Comunista. Fallimentare sul piano politico e per ciò che riguarda il progetto complessivo a cui questa unificazione elettorale alludeva. Chi ha parlato in queste settimane di una lista unica come primo passo verso la costruzione di un partito unico della sinistra e ha agito nella direzione di accelerare questo processo, non ascoltando la perplessità diffusa nel corpo del partito, deve trarne le dovute conseguenze. Ha commesso un grave errore politico. Per questo vanno convocati immediatamente gli organismi dirigenti e va dato avvio al congresso nazionale. Il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista deve assumersi, di fronte a questo tracollo, le proprie responsabilità. |
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Il risultato elettorale della Sinistra
arcobaleno è per generale ammissione al di sotto delle peggiori
aspettative. Per la prima volta da 126 anni, da quando nel 1882
Andrea Costa venne eletto primo parlamentare socialista, non
esiste nel parlamento italiano né un socialista, né un
comunista. Non esistono precedenti, almeno nel nostro paese, che
possano fare da guida per darci un orientamento.
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Ramon Mantovani |
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“Quattro
partiti prendono un milione di voti e diventano extraparlamentari. Se
il gruppo dirigente irresponsabile che ha portato a questo
disastro insisterà sulla linea della sinistra arcobaleno sarà
travolto dai militanti e dagli iscritti di rifondazione comunista.
Sarebbe bene per loro e per il partito che si dimettessero
immediatamente. E’ stata l’esperienza di governo a deludere
gli elettori e ad allontanarci dai movimenti e dalle lotte. Bisogna ripartire da Rifondazione e ripartiremo da Rifondazione, anche cercando una unità seria con altre forze mettendo da parte l’idea elettoralistica e subalterna al partito democratico della sinistra e l’arcobaleno”.
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Flavia D'Angeli (Sinistra Critica) |
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... |
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Ma a uscire battuto dalle urne è l'intero progetto che ha sorretto il centrosinistra degli ultimi anni. Leggi tutto |
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Un
impiegato al principale: -
Mi scusi, signor direttore, ma devo proprio chiederle un aumento
di stipendio. Ci sono ben tre aziende interessate a me! -
Davvero? E quali sarebbero? -
chiede l'altro,
sorpreso. -
Beh, ecco... Quella del telefono, quella elettrica e quella del
gas... |
Nepal, vittoria elettorale in nome di Mao :
"aboliremo
la monarchia, saremo una repubblica comunista!"
In evidenza
:
Chi
ha ucciso Aldo Moro?
Truppe
italiane sotto attacco: dall'Afghanistan notizie dimezzate
Intitolare
una via di La Maddalena a "Visone" Giovanni Pesce
Liberazione
(giornale comunista??): revisionismo anche su Lenin
Elezioni politiche del 13 aprile:
Cosa
significa un Partito Comunista nell’Italia di oggi?
Il
nostro impegno per rilanciare un Partito Comunista in Italia
LA
SINISTRA ARCOBALENO NASCE SUBALTERNA
CHI
ERA MARINUS VAN DER LUBBE?
Muratore, disoccupato, rivoluzionario, la sua sfrenata
attività d’agitazione entra presto in rotta di collisione con il Partito
Comunista, ma egli continua ...
la sinistra sta vincendo in Europa
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in Francia
il 9 marzo é uscita una severa sconfitta per il presidente Sarkosy e un avanzamento dei socialisti |
in
Spagna
il 9 marzo i socialisti del PSOE, riformisti veri, di Zapatero, sconfiggono pesantemente il Vaticano e le destre parafranchiste |
e dicevano che i comunisti stanno scomparendo
....... |
Riflessioni
di Curzio Bettio, Soccorso Popolare di Padova
Padova, 12 marzo 2008
Nel quotidiano “Liberazione” del 5 marzo 2008 è apparso un articolo di Maria Rosa Calderoni dal titolo “La tremenda storia di Riccardo Fedel, il solito Pansa e la ricostruzione del "Calendario del Popolo"”.
Nell’articolo
si parla di un episodio tragico, di giustizia dura ma ineluttabile, che si
inserisce nelle condizioni particolarmente spietate in cui si svolgeva la
lotta partigiana in zona operazioni Alta Romagna, della condanna a morte per
fucilazione di Riccardo Fedel, nome di battaglia Libero Riccardi, già
comandante, fino al marzo di quell'anno, della stessa 8ª
Brigata Garibaldi di Romagna. La sentenza veniva emessa dal "Tribunale
delle formazioni partigiane presso il Comando 8ª Brigata Garibaldi
Romagna" e porta la data del 22 aprile 1944.
Nelle trenta righe della sentenza, oltre che di disobbedienza agli ordini,
insubordinazione e appropriazione di una ingente somma di denaro, il Fedel
veniva accusato di «mantenere contatti segreti con il comando della Milizia
fascista di Santa Sofia e di Bologna, nonché con il comando tedesco di
Castrocaro»; e di «aver tentato di fare arrestare e fucilare il nuovo
comandante Pietro Mauri, il commissario Savio, i due vice commissari di
Brigata e l'ufficiale cartografo della stessa». Il Fedel veniva condannato
e fucilato come traditore e spia, all’età di 38 anni.
Non così per il solito “Gran Giustiziere” Giampaolo Pansa, sempre più "impegnato"
nella ormai annosa crociata per la verità "sui delitti e
misfatti" compiuti (e pervicacemente tenuti nascosti) durante la
Resistenza, soprattutto per mano dei cattivi - sanguinari - partigiani
comunisti.
Lui ne fa un eroe e una vittima innocente di invidie, calunnie e rivalità personali, insomma un caso di vendetta interna e di giustizia sommaria; e così la racconta nel suo nuovo libro, "I gendarmi della memoria; chi imprigiona la verità sulla guerra civile".
In questo libello Pansa attacca le sinistre “regressiste”, la sinistra allo sbando, retorica, bugiarda, omissiva, fattrice di una storiografia che “con il pretesto di contrastare il revisionismo, è diventata negazionista”. Un sinistra manichea che ha nutrito la favola delle due Italie, una tutta buona e l’altra tutta cattiva. Una sinistra che ha nascosto le esecuzioni dei partigiani che non volevano sottostare alla supremazia del PCI. Una sinistra che ha messo in atto la strategia del delitto per preparare l’insurrezione rossa. Una sinistra complice dei sequestri dei possidenti restii a pagare le taglie imposte dagli squadroni della morte. Una sinistra che ha spacciato omicidi per lotta di classe. Una sinistra che si è compiaciuta dell’accanimento barbaro contro le donne accusate di stare con la Repubblica di Mussolini. Una sinistra che ha costretto al silenzio forzato i vinti.
Tutto
questo nella presentazione del libro!
Peccato che Pansa non la racconti giusta, probabilmente obnubilato dal "sangue
dei vinti".
A coglierlo con le mani nel sacco della (voluta?) disattenzione storica e delle (volute?) lacunose ricostruzioni, è “Il Calendario del Popolo” nell'ultimo numero in distribuzione.
"Pansa
riabilita il ‘partigiano' … spia dei fascisti", questo il
titolo del documentato articolo a firma di Davide Spagnoli, che fa
tabula rasa delle tesi di Pansa, il Gran Revisore.
Davide Spagnoli ha sentito il bisogno di documentarsi e quindi all'Archivio
Centrale dello Stato ha
agevolmente trovato un fascicolo dell’Ovra, il servizio segreto di
informazioni del fascismo, intestato proprio a un certo Riccardo Fedel.
«Il
fascicolo è ricchissimo di delazioni - scrive Spagnoli – fatte proprio da
Riccardo Fedel, documenti in cui fa i nomi di tutti quelli con i quali
viene in contatto, e consegna anche i cifrari e tutte le indicazioni atte a
colpire le organizzazioni del PCI».
Inoltre Spagnoli ritrova «un documento, datato 14 novembre 1927,
inviato dal Comando generale della Milizia volontaria per la sicurezza
nazionale (Mvsn) al ministero dell'Interno, otto dense pagine
dattiloscritte con oggetto "Confidenze dell'ex confinato politico
Riccardo Fedel, relative a un
complotto comunista organizzato in Ravenna nell'anno 1925"».
Non solo. Agli atti c'è anche una illuminante "lettera di
accompagnamento"indirizzata in data «9 marzo 1928 dalla 49ª Legione
Mvsn San Marco di Venezia al comando della Coorte Mvsn (63ª Legione)
Pordenone. Riservata personale. Oggetto: presentazione di un informatore del
Comando
Generale».
Che così recita: «Il latore della presente sig. Fedel Riccardo è stato
raccomandato dal Comando Generale della Mvsn quale suo informatore
fiduciario sul movimento sovversivo. Egli ora, d'accordo con l'Upi del
Comando Generale stesso, deve indagare su fatti e persone di Pordenone.
Si
informa di quanto sopra allo scopo che il Fedel non venga intralciato nella
sua opera, e nei limiti del possibile sia invece aiutato. Il Console
comandante la Legione Muratori».
E a Pordenone che ci va a fare, il sedicente comunista Fedel? Lo dice a
chiare lettere la missiva che sempre Davide Spagnoli rintraccia
all'Archivio: si tratta della lettera "riservata" inviata
dal Prefetto di Venezia alla Direzione generale di Pubblica Sicurezza
del ministero dell'Interno, nella quale il funzionario informa che Fedel «ha
incaricato il fascista R. di procurargli tre bombe “Sipe” da fare
esplodere alla sede del Fascio, alla sede dei Sindacati ed alla Caserma
della Milizia. Tali bombe non dovrebbero recare danni alle persone ma
dovrebbero servire a provocare disordini e conseguenti numerosi arresti
di individui sospetti»...Un esempio evidente di strategia della tensione
ante-litteram!
L'articolo-scoop del "Calendario" offre molti altri particolari
inediti sulla tremenda storia di Riccardo Fedel.
I documenti erano presenti negli Archivi, ma Pansa non ha sentito la necessità di una ricerca storica approfondita, ha solo sentito la necessità di proporre la visione di “un’alba insanguinata della nostra democrazia”.
Ma da dove deriva questo bisogno? A mio parere, tutto questo fa parte di un piano strategico volto a delegittimare proprio l’alba della nostra democrazia, la Resistenza, soprattutto il movimento resistenziale comunista, e con essa il frutto della Resistenza, la nostra Costituzione.
Poco tempo fa, il cavalier Berlusconi non definiva la nostra Carta Statuale come una Costituzione di stampo “bolscevico”? Allora, demonizzare la Resistenza , demonizzare una lotta di popolo come una lotta armata di terroristi comunisti assassini, porta immediatamente a demonizzare, a delegittimare e a definire inadeguata anche la Costituzione nata dalla Resistenza.
E anche gli avversari del cavalier Berlusconi, i tanti uomini politici dell’area cosiddetta “riformista”, non hanno esitato e ancora non esitano a dare picconate alla nostra Carta Costituzionale e alla sua legalità democratica, e Pansa fa parte di questa azione.
A riprova di così tanto viscerale anticomunismo, arrivano le dichiarazioni di uno dei responsabili dell’attuale legge elettorale “porcata”, il Porcellum, il leghista Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e vice Presidente del Senato, che propone: “Per il bene di tutti (sic!), sarà necessario porre mano alla Costituzione e, oltre che ad altri punti, mettere mano anche alla dodicesima disposizione finale transitoria, aggiungendo alla dicitura è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, anche le parole e comunista…”. (da il Manifesto del 10 marzo 2008, pag.4)
Anche in questo caso risulta evidente la necessità di una riformulazione costituzionale, perché risulta insopportabile che i comunisti in questo paese siano stati campioni delle libertà civili con la lotta antifascista e mediante l’opposizione ad un regime, che si vuole attualmente riproporre, antisociale, razzista e xenofobo.
Non
sarà mai che sull’onda di questi propositi, certi politici di
“sinistra” abbiano voluto eliminare i simboli del lavoro, della fatica,
di tante lotte, la “Falce e Martello”, con un astruso “Arcobaleno”,
segnale di fine tempesta, quando la vera bufera deve ancora arrivare?
Quindi, avvertendo tutta la gravità del pericolo che ci minaccia, non dimentichiamo che la situazione generale non è eccellente, e che forse, quando fu elaborata quella revisione del Titolo V della Costituzione dal Senatore Bassanini, ora apprezzato consulente del presidenzialista e liberista Sarkoszy, costui non era dotato di grande lucidità. Noi stiamo vivendo in questo clima, e il problema della “riforma” costituzionale nasce negli anni Ottanta. Si tratta di un vecchio problema, prova ne sia un testo scritto da Giuliano Amato proprio in quegli anni dal titolo “Una Costituzione da riformare”. Da lì nasce tutto, e si riceve l’impressione che si sia sempre scelta la strada sbagliata, la strada meno pervia, meno limpida, meno “garantista per i cittadini”, se questo termine di cui si è fin troppo abusato ha ancora un significato attuale.
E'
in atto una "rivoluzione" eversiva dei principi istituzionali
dell'ordinamento, rivoluzione che è giusto definire conservatrice, anzi,
reazionaria. Infatti, la vera posta in gioco è, da quindici anni in qua, la
riscrittura del patto fondamentale, lo sradicamento delle radici
antifasciste della Repubblica, la rottura della sua unità territoriale,
l’archiviazione liberista dei suoi principi egualitari, l’introduzione
di una forma di governo presidenziale che renda pleonastico il ruolo del
Parlamento.
Non stupisce, quindi, che gli
attuali programmi elettorali politico-economici delle due maggiori forze in
campo, Popolo delle Libertà e Partito Democratico, pur diversamente
collocati, siano in fin dei conti quasi identici: corrono accuse di
copiature, si stracciano dai palchi dei comizi le copie dei programmi,
considerati fotocopie, plagi di progetti altrui.
A
ben considerare, sono quindici anni che i programmi di governo sono simili,
copie di un Programma
Originale, che si nutre dei principi liberisti del Nuovo Ordine Mondiale,
imposto in Italia dalla "Loggia Massonica Coperta Propaganda 2"
(in gergo P.2), solo formalmente posta fuori legge, ma i cui membri sono
stati e sono membri effettivi di tante istituzioni di governo, da quelle
dell’Esercito, alla Magistratura, all’interno dei Ministeri, sui banchi
del Governo, ai posti di comando dell’Alta Finanza.
Basta
leggere il Piano di Rinascita Democratica elaborato dal Gran Maestro
della Loggia P2 Licio Gelli, non a caso, ma Pansa non lo ricorda!, membro
dei servizi segreti della Repubblica Sociale Italiana di Salò, e
fare le opportune considerazioni sulla effettiva messa in opera di quel
Programma, sia dai governi delle forze di destra sia di quelle del
cosiddetto centrosinistra.
PARTITI
...
Dissoluzione partiti: Dc, Pci, Psi ... fatto; Scongelamento
Destra Nazionale ... fatto; Creazione Alleanza Nazionale (con
antifascismo) ... fatto; Formazione due poli moderati ... fatto;
Creazione polo liberal-conservatore ... fatto; Creazione
polo social-laburista ... fatto
ISTITUZIONI
...
Depotenziamento Parlamento ... fatto; Rafforzamento
esecutivo ... fatto; Sistema elettorale maggioritario ... fatto;
Decretazione d'urgenza (con reiterazione) ... fatto; Inemendabilità
leggi chiave (finanziaria) ... fatto; Formazione diretta
squadra di governo ... fatto; Ministri non parlamentari
(tecnici) ... fatto; Nuovo modello di difesa ... fatto;
“Normalizzazione” servizi segreti ... fatto
MAGISTRATURA
...
Riduzione autonomia Corte Costituzionale ... fatto; Riduzione
autonomia Pubblico Ministero ... fatto; Riforma processo
penale ... fatto; Responsabilità civile giudici (punibilità)
... fatto;
LAVORO
...
Soppressione conflitto di classe ... fatto; Limitazione
diritto di sciopero ... fatto; Rottura unità sindacale
... fatto; Ricompattamento sindacati (neocorporativi) ... fatto;
Confederazione sindacale polo conservatore ... fatto; Collaborazione
sindacale alla produzione ... fatto; Precarizzazione e
flessibilizzazione del lavoro ... fatto; Partecipazione
salario a risultati d'impresa ... fatto; Riduzione sistematica
costo del lavoro ... fatto; Abolizione scala mobile ... fatto;
Soppressione festività infrasettimanali ... fatto; Taglio
servizi pubblici eccessivi ... fatto; Previdenza assicurativa
a capitalizzazione (non a ripartizione) ... fatto; Predisposizione
pensioni integrative private ... fatto;
Allungamento età pensionabile ... fatto; Revisione
pensioni invalidità ... fatto;
CAPITALE
...
Nuova legislazione bancaria... fatto; Appalti urbanistica
contrattata, Piano metropolitane e trasporti veloci, legge Obiettivo ...
fatto; Riforma sistema sanitario e ospedaliero ... fatto;
Riduzione progressività fisco e imposte indirette ... fatto; Esenzione
fiscale profitti per autofinanziamento ... fatto
CONSENSO
...
Fine delle ideologie ... fatto; Controllo editoria ... fatto;
Autorità di controllo mass-media ... fatto;
Dissoluzione Rai ... fatto; Formazione polo televisivo
privato ... fatto; Riassetto proprietà giornali ... fatto;
Uso privatistico istruzione pubblica ... fatto.
FASI PROGRAMMATICHE IN CORSO:
ISTITUZIONI
...Revisione formale prima e seconda parte Costituzione ...Progetto
macroregioni ...Gaullismo o militaricrazia ... Elezione diretta del
Premier
MAGISTRATURA ...Separazione carriere giudici e magistrati ...Riforma Consiglio superiore magistratura ...Censura stampa giudiziaria ...
LAVORO
...
Creazione sindacato unico neocorporativo ...
CAPITALE
...
Abolizione nominatività azioni ...Leggi antitrust (difesa monopoli
nazionali) ...
CONSENSO
...
Numero chiuso generalizzato università …
D’altro
canto, tutto questo è stato rivendicato esplicitamente nell’aprile 2005
dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale nel corso
dell’unica crisi di governo avvenuta durante l’ultima legislatura, è
intervenuto al Senato affermando che “nei Paesi Europei, dove il
sistema istituzionale già lo consente, il Premier eletto dal popolo adegua
la squadra di governo ogni volta che se ne presenti la necessità, sotto la
sua diretta responsabilità, senza lunghe ed estenuanti crisi politiche e
verifiche parlamentari. Così si fa nelle più avanzate democrazie
occidentali!
Per
consentire questo risultato, il sistema Costituzionale del nostro Paese
richiede una serie di passaggi formali, a partire dalle formali dimissioni
del Governo. Però, la Riforma Costituzionale di questa maggioranza adeguerà
il nostro sistema di Governo alle moderne democrazie.”
In
realtà adegua sì il sistema di Governo, ma non alle moderne democrazie, ma
al precedente regime del Fascismo Italiano, abbattuto dalle forze della
Resistenza, anche e soprattutto dalle forze socialiste e comuniste, che il
Grande Inquisitore Pansa vorrebbe demonizzare, in uno squallido tentativo di
deturpare la nostra Costituzione, frutto del sacrificio di tanti Martiri.

Dall'inizio del 2007 a oggi, per lavoro, ci sono stati:
249
morti
249820 infortuni
6245 invalidi
Vai
al canale lavoro
Infortuni sul lavoro:appello al Presidente della Repubblica
Morti sul lavoro: responsabilità dell'impresa
| Taccuino del propagandista (annoVI) del 6 marzo 1953 N.4 | |
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![]() |
| Sezione stampa e propaganda della (allora) Direzione del P.C.I. | |
(Lettera
aperta in risposta alla vignetta apparsa su il manifesto del 21
febbraio 2008)
Caro Vauro,
hai voluto anche tu, unendoti al coro degli avvoltoi, scagliare la tua pietra contro il grande Fidel che ha saputo lasciare il posto di comando restando “un soldato della Rivoluzione”.
Quel
macigno che secondo te avrebbe oppresso il popolo cubano, la Rivoluzione
l’ha invece sollevato dalle sue spalle liberandolo, 50 anni fa, dalla
sanguinosa dittatura di Batista e dal soffocante colonialismo statunitense,
dallo sfruttamento e dal lusso sfrenato di pochi e dalla miseria materiale e
morale dei più. La Rivoluzione ha dato – nei fatti e non solo sulla
carta costituzionale – a tutti, bianchi e neri, donne e uomini, pari
dignità e uguali diritti e opportunità, lavoro, casa, istruzione e salute.
Ha elevato la speranza di vita e abbattuto la mortalità infantile.
La Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nella pratica dell’internazionalismo, a fianco dei popoli oppressi dal colonialismo e dall’apartheid (ricordiamo la riconoscenza espressa da Mandela appena liberato), nella pratica della solidarietà politica verso i paesi del cosiddetto Terzo mondo (dando vita all’OSPAAAL, Organizzazione di solidarietà con i popoli dell’Asia, Africa e America Latina), nella pratica dell’aiuto fraterno e concreto verso questi popoli (ricordiamo le migliaia di medici, infermieri e insegnanti cubani che prestano un servizio volontario, qualificato e disinteressato nei luoghi più impervi e nelle situazioni più disagiate).
La
Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nell’eroica resistenza di massa
contro gli attacchi militari, economici, finanziari e politici
dell’imperialismo USA, contro gli assalti terroristici dei mercenari di
Miami e le subdole manovre dei “dissidenti”, tutti finanziati dal grande
burattinaio USA e sobillati dai governi europei, smaniosi di demolire quello
che ritengono l’ultimo bastione del socialismo esportando, con le armi e
con l’inganno, il loro modello di “democrazia”.
Vauro:
quali libertà difendi? E libertà per chi?
Pensi
davvero che la democrazia borghese, quella dell’assedio di Gaza, quella di
Guantanamo e di Abu Ghraib, quella di Piazza Fontana, delle mafie, della
corruzione e dello sfruttamento del lavoro salariato, quella degli operai
arsi vivi sull’altare del profitto, sia il destino che auspichi per il
popolo cubano? Vuoi che “l’ordine regni” anche a Cuba?
Con
dolore e con rabbia.
(ex
ammiratrice delle mille giuste battaglie condotte attraverso le tue vignette
satiriche)
Milano 22 febbraio 2008
________________________________________________________________
Ernesto ''CHE'' Guevara
Facendo seguito alla lettera aperta a Vauro di Adriana Chiaia in merito alla vignetta pubblicata sul Manifesto di Giovedì 21/02/08, effettivamente ad un attento esame del disegno chi porta il fardello del peso di Cuba è lo stesso Fidel ormai vecchio (il piccolo vecchio omino della vignetta), ma il peso della responsabilità di Cuba è però rappresentato dalla incombente, massiccia presenza del suo stesso monumento e da qui nasce, a mio giudizio, l’ambiguità delle varie interpretazioni a cui si può giungere.
La compagna Adriana, giustamente si è indignata, questo perché quel piccolo ormai vecchio Fidel potrebbe benissimo rappresentare il popolo cubano schiacciato dall’oppressione, quella appunto propinata da oltre mezzo secolo dalla propaganda reazionaria dei mass media filo imperialisti.
Che dire? L’interpretazione che mi è sorta spontanea è di averla valutata una solenne cretinata, il buon Vauro ha toppato, non ha ragionato con la testa ma solo con l’arte della sua matita e la fretta ha fatto il resto…
Il peso degli anni del compagno Fidel non è certo quello rappresentato dalla pietrificazione della sua immagine (il monumento della vignetta) è il peso di una immane fatica di cui si è fatto carico questo grande rivoluzionario del XX° Secolo che ha guidato la Rivoluzione cubana, il popolo cubano al riscatto dall’oppressione imperialista degli Usa, alla costruzione di una società giusta senza alcuna distinzione di classe, il peso della costruzione di una società Socialista.
Sono convinto che questa è l’interpretazione che avrebbe voluto imprimere alla sua vignetta Vauro, del resto, come scrive Adriana: attraverso le vignette satiriche di Vauro si sono condotte mille giuste battaglie.
Siamo Comunisti, non siamo perfetti, sappiamo riconoscere i nostri difetti e i nostri errori e da essi migliorare per continuare a lottare contro il sistema di sfruttamento del lavoro salariato, per il socialismo futuro comunismo, il vero unico mondo possibile per un futuro di pace e di progresso!
In sintonia con la compagna
Adriana e condividendo il suo dolore, la sua rabbia, sono certo che il
compagno Vauro saprà dare nuovo slancio alla lotta con l’arte della sua
satira e condividerà con noi che occorre non concedere nessun favoritismo al
coro degli avvoltoi, neppure quello di una vignetta nata dalla sua veloce
matita.
Onore al Compagno Fidel ad
un vero soldato della Rivoluzione!
Luciano Bezeréd
Da Linea Rossa Genova, del
P.C.d’Italia
Genova, 23 Febbraio 2008
torna
er puzzone !!!
a
Roma cosi' si chiamava Mussolini: "er puzzone". Oggi cosi'
viene chiamato Berlusconi.
Berlusconi viene dato per vincitore delle prossime elezioni e i
fascisti escono di nuovo dalle fogne.
Ecco comparire, su internet, una lista di una "lobby
sionista" di 162 professori universitari ebrei.
ancora all'indice gli ebrei ???? no all'antisemitismo
Ma al peggio non c'e' mai fine:
il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha dato lo sfratto all'ANED
NO AL FASCISMO BERLUSCONIANO !!!!!
esprimiamo la nostra solidarieta' all'Aned
|
PRODI
SI CHINA DAVANTI AGLI USA ==> Ma da
chi siamo governati? <==
Qui si
rischia un altro Cermis (da il Vicenza del 22/08/2006) IL COORDINATORE vicentino del partito di Di Pietro, Francesco Di Bartolo, diffonde le sequenze agghiaccianti della strage del Cermis per dimostrare l'inadeguatezza del progetto del Dal Molin: «Bisogna avere una maggiore consapevolezza di quel che comporta la presenza di una base militare americana a ridosso delle abitazioni civili- afferma- e la strage impunita del Cermis che risale al 1998 è un esempio emblematico. Nonostante le prove sulle responsabilità, nessuno è stato condannato per quei morti. ... clicca qui per leggere tutto l'articolo Parla il
grande urbanista veneziano: «Un progetto che
devasterebbe il territorio» The
great city planner of Venice says:“This plan
devastates the territory”. (da il Vicenza el 15/08/2006)Una follia. A Eddy Salzano basta un attimo. Poi il grande urbanista veneziano ha pronta la sentenza sul progetto del DalMolin americano: «Una vera e propria follia». E il fronte del no all'insediamento Usa nell'aeroporto vicentino si arricchisce di una testimonianza importante, quella di uno dei maggiori studiosi in Italia nel campo dell'urbanistica.« Sarebbe una follia degna del secolo scorso- avverte Salzano- spero che la vasta raccolta di firme raccolta a Vicenza,che mi risulta sia molto cospicua, venga al più presto accolta dal Comune in modo che rinunci a questa assurda operazione». ... clicca qui per leggere tutto l'articolo
per contatti info@altravicenza.it |
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Guzzanti, Scaramella e il Kgb - Intervista a Sandro Orlando
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![]() |
| Per anni, durante il secondo governo Berlusconi,
una commissione parlamentare presieduta dal senatore Paolo
Guzzanti e ben supportata dai media vicini al centrodestra,
ha cercato le prove per incastrare Romano Prodi
come un agente al servizio del Kgb.
"Supertestimone" un noto impostore napoletano, Mario
Scaramella. Ricostruisce la vicenda Sandro Orlando, autore del libro "L'Italia del ricatto" Chiarelettere editore, in questa intervista a Piero Ricca. Visita il sito: www.pieroricca.org |
|
Per vedere il filmato clicca qui!
Legacy
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![]() |
| Un ragazzo, alla morte del padre, decide di tornare
nella casa del genitore per scoprire chi fosse realmente. Produzione: Alberto Boldini Visita il sito: www.myspace.com/realabulafia |
|
Per vedere il filmato clicca qui!
| Vergogne Usa: | Iraq - The Hidden Story: American Atrocities |
controllo dell'informazione sulla guerra in iraq. In questa sequenza vediamo come le truppe americane sparino in testa ad una persona disarmata e come queste immagini siano state editate e censurate dai mainstream media. |
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La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945
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![]() |
| Cantalupo Ligure, 2 febbraio 1945. "La Casa del
Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo". La Battaglia di Cantalupo prende forma grazie alle testimonianze del Partigiano Speranza, Carlo Torre, di Toscano, Lilio Giannechini, vicecomandante della Brigata Oreste e di Mary, all'epoca fidanzata sedicenne del partigiano Speranza. Questo filmato è disponibile in DVD. Per informazionei contattare la redazione. A cura di Arcoiris Liguria Visita il sito: www.cineindipendente.it |
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ANNI PORTATI BENE, BUON COMPLEANNO COSTITUZIONE
BOLDRINI:
CORDOGLIO UNANIME DELLA SINISTRA
le più sentite condoglianze da parte dei Comunisti Italiani....
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DICO
ADDIO ALLA CASTA DEI GIUDICI
di Luigi De Magistris - L'Espresso 26 gennaio 2008
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Basta
con le lacrime di coccodrillo!
Li
chiamano omicidi bianchi: sono omicidi premeditati.
siccome gli assassini sono i padroni non vanno in galera.
e poi dicono che le classi non esistono piu' !
"Napolitano si scusa con il Papa !
Napolitano ora si deve scusare con il popolo italiano.
Sempre di più il Presidente si comporta da traditore della Repubblica
italiana e dei suoi cittadini ponendosi prono al dittatore vaticano.
Egli parla difendendo l'arroganza di un capo di stato
straniero avverso all'Italia e alle sue leggi."
Napolitano si scusi col popolo italiano
e raddrizzi la schiena di fronte al monarca !
Ottavo:
"non dire falsa testimonianza". Le menzogne del Papa
sulla pedofilia nella Chiesa
Respinta
l’incursione di Papa Ratzinger all’Università. Adesso tocca ai
“chierici”
La notizia è arrivata intorno alle 17.15 mentre era in corso l’assemblea degli studenti della Sapienza insieme ad alcuni docenti e realtà sociali: Papa Ratzinger ha rinunciato ad intervenire alla cerimonia di apertura dell’anno accademico con una relazione sulla pena di morte. La gioia tumultuosa che ha investito gli studenti in assemblea è durata alcuni minuti. Il risultato politico e morale contro una impropria intrusione oscurantista nel luogo deputato alla scienza e al sapere critico c’è tutto ma, nella discussione apertasi successivamente alla notizia sono emerse riflessioni importanti.
Gli studenti hanno deciso di mantenere le iniziative previste per mercoledì e giovedì. Una conferenza stampa e una sorta di “gestazione” per marcare le divergenze dall’apertura dell’anno accademico a cui parteciperanno Mussi e Veltroni.
Ed è proprio sulle responsabilità dei due esponenti “progressisti”dell’establishment nella svendita delle università a logiche aziendali, a soggetti privati e religiosi che si concentrerà adesso l’iniziativa. L’invito a Papa Ratzinger sembrava dover sancire una sorta di compromesso tra “politica” e Vaticano sulla gestione del sapere e dei luoghi pubblici deputati a formarlo e diffonderlo.
A Roma i cattolici controllano l’Università di Tor Vergata mentre gli ex DS controllano l’università di Roma Tre. Sulla Sapienza era necessario raggiungere un accordo non conflittuale. Un fiume di soldi, carriere, clientelismo, appalti, proprietà immobiliari circola e permea da anni il mondo delle università pubbliche trasformando i rettorati in veri e propri comitati d’affari.
La “resa” di tanti docenti e intellettuali laici di fronte all’intrusione del Pontefice nell’università "La Sapienza" è complementare a quella della politica e della cultura sostenuta dai Veltroni e da una sinistra sempre più silenziosa e subalterna verso l’influenza dei poteri forti.
Gli studenti e i 67 docenti universitari della Sapienza hanno così non solo ottenuto uno straordinario successo politico ma hanno anche riscattato quella consistente parte della società avvilita e umiliata dal nuovo “tradimento dei chierici”.
Per affrontare le divisioni del Papa e fermare l’escalation oscurantista nel nostro paese, appare sempre più necessario bombardare anche i quartieri generali della politica, “di sinistra” e di destra.
Roma, 15 gennaio
La
redazione di Contropiano –Rete dei comunisti
Avevano preparato un "Colpo
di Stato" in Italia! Guarda
il filmato!
Scomparso
a 89 anni Pietro
Amendola, presidente onorario dell'ANPPIA.
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STORIA
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Oggi
siamo andati a firmare il registro delle condoglianze per la morte del
compagno George Habbash,
fondatore del Fronte Popolare per
Con Habbash scompare un dirigente storico del movimento di liberazione della Palestina e della sinistra palestinese. Scompare un protagonista dello straordinario tentativo di coniugare la lotta per la liberazione sociale a quella per la liberazione nazionale in un’area, come il Medio Oriente, dove i tentativi di disinnescare questa dialettica decisiva sono stati pesantissimi nel corso di tutti questi decenni.
Gli Stati Uniti, Israele e le oligarchie arabe hanno cercato in tutti i modi e con tutti i mezzi di impedire che crescesse tra i popoli del Medio Oriente un alto livello di coscienza politica come quello sostenuto da George Habbash e dal FPLP.
L’intuizione di Habbash e del FPLP di “internazionalizzare” la lotta dei palestinesi attraverso anche iniziative clamorose, hanno fatto conoscere al mondo i palestinesi e personalità come Leyla Khaled.
Grazie a questo, nessuno al mondo ha potuto più ignorare la questione palestinese fino a permettere a Yasser Arafat di parlare all’Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite.
Il FPLP ha subìto colpi durissimi negli ultimi anni. Il suo segretario generale Abu Alì Mustafà è stato assassinato dai corpi speciali israeliani, il suo nuovo segretario Amhed Saadat è stato gestito e poi consegnato agli israeliani dall’ANP senza colpo ferire. I suoi militanti e dirigenti nei Territori Palestinesi sono stati sistematicamente assassinati e arrestati dagli israeliani per privare il movimento palestinese di teste pensanti e combattenti determinati. Uno stillicidio che ha ridotto il peso della sinistra e dilatato gli spazi per le forze di ispirazione religiosa presenti nel campo palestinese.
Sono gravissime le responsabilità della sinistra europea nell’aver abbandonato la solidarietà con la sinistra palestinese, nel non essersi opposta con tutti i mezzi alla criminalizzazione del FPLP anche in Europa, nel non aver sostenuto e scommesso sull’opzione progressista nel campo palestinese.
Con Habbash scompare un’altra figura importante del movimento di liberazione palestinese, ma la lotta di liberazione di questo popolo indomito ha dimostrato ancora una volta di non poter essere rimossa né chiusa in una prigione a cielo aperto come hanno in mente di fare le autorità israeliane e gli USA.
Rendiamo dunque onore e merito al compagno George Habbash rinnovando l’impegno alla solidarietà con la lotta del popolo palestinese nel nostro paese rinnovando e sostenendo tutte le iniziative messe in campo in questi anni.
La
terra ti sia lieve compagno Habbash.
L’occupazione israeliana sarà sconfitta.
28-1-2008
Uno Bianca e Trame nere
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| N.A.Di.R. informa: La libreria Solea
propone la presentazione del libro “Uno bianca e trame nere.
Cronaca di un periodo di terrore” di Antonella Beccaria
(Stampa alternativa, 2007) presso Punto Spazio Espositivo (Casalecchio
di Reno). "D’accordo con il mio editore, è stato
rilasciato con una licenza Creative Commons e dunque la sua
versione elettronica è disponibile per il download sul blog
www.antonella.beccaria.org ". “La vicenda della Uno
bianca – 103 azioni criminali, 24 vittime, 102 feriti –
comincia nel 1987 e si conclude nel 1994 con l’arresto dei sei
componenti della banda, cinque dei quali sono poliziotti in
servizio. Processualmente, viene definita e archiviata come una
storia di rapinatori assassini. Ma anche in questo caso la verità
giudiziaria non è sufficiente a risolvere l’enigma di fondo
che tuttora avvolge l’esistenza e le feroci imprese compiute
dai tre fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi e dai loro
complici. Fili doppi e tripli, riscontri e persino dati di fatto incontrovertibili legano la Uno bianca ad altre vicende che si sono consumate a cavallo di quegli otto anni. Dalla strage alla stazione di Bologna a quella di Peteano, dalla bufera politica provocata dall’inchiesta di Tangentopoli al mistero della Falange Armata, passando attraverso la struttura di Gladio, le deviazioni dei servizi segreti e i collegamenti con diversi spezzoni della criminalità organizzata e persino con esponenti del terrorismo internazionale...” (dalla prefazione di Andrea Purgatori) Relatori: Fabio TEMPORINI – Libreria SOLEA Antonella BECCARIA – scrittrice, giornalista Simona MAMMANO – Polizia di Stato – Sindacato di Polizia SIULP Alessandro GAMBERINI – avvocato parte civile delle famiglie delle vittime e del Comune di Bologna Produzione: Arcoiris Bologna Visita il sito: www.mediconadir.it informazioni: info@libreriasolea.it |
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La storia e la memoria
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| N.A.Di.R. informa: Stazione ferroviaria di
Bologna: reading di Daniele Biacchessi accompagnato dal sassofono
del jazzista Michele Fusiello Attraverso la voce, la musica e la
tecnica del monologo, Daniele Biacchessi riannoda il lungo filo
nero che conduce dalle stragi nazifasciste avvenute in Italia nel
1944 e 1945, alla scoperta del cosiddetto “armadio della
vergogna” con i suoi centinaia di fascicoli rimasti sepolti per
anni sugli eccidi a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse
Ardeatine. Il racconto attraversa poi gli anni Sessanta, Settanta
e Ottanta con le stragi di Piazza Fontana e Questura di Milano,
Piazza della Loggia di Brescia, Italicus, Stazione di Bologna,
Rapido 904. “Solo conservando la memoria nei tempi potremo sperare di costruire un futuro migliore” Produzione: Arcoiris Bologna Visita il sito: www.mediconadir.it |
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Italo Tibaldi ... domani vincerete voi
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documentario di Bruno Capuana Italo Tibaldi, ex deportato a Mauthausen, in quasi mezzo secolo
di ricerche ha ricostruito la storia e il percorso di oltre 200
"trasporti" dall'Italia verso i lager nazisti,
componendo tassello dopo il tassello il tragico "puzzle"
nel quale uno dopo l'altro sono andati ad incasellarsi i nomi di
oltre 40.000 italiani arrestati per i diversi motivi -
prevalentamente politici o "razziali" - da fascisti e
nazisti nel nostro paese e condotti a forza verso i campi di
annientamento e di sterminio. Solo uno su 10, in media, tornò da
quel viaggio verso l'orrore. Visita il sito: www.corto16.net |
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Hanna prigioniera a sedici anni ad Auschwitz
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documentario di Bruno Capuana Hanna Kugler Weiss è nata a Fiume nel 1928 da Sigismondo Kugler e da Carlotta Kurtz, ebrei osservanti. Le leggi razziali del '38 interrompono la serenità della sua infanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l'8 settembre del '43 Fiume viene anessa al Terzo Reich, e la famiglia decide di fuggire, nascondendosi in Romania. Nel 1944, con un gruppo di altri ebrei, la famiglia tenta di riparare in Svizzera e di valicare le Alpi attraverso un viaggio avventuroso, ma a Cremenaga (Varese) vengono tutti consegnati alla milizia fascista e quindi ai tedeschi. Deportati ad Auschwitz, la madre, i nonni e la sorella minore vengono uccisi all'arrivo; Hanna e la sua sorella maggiore sopravvivono. Liberata il 27 gennaio 1945 dall'esercito russo, torna in Italia e consegue il titolo di infermiera. Nel 1949 si trasferisce in Israele, dove lavora nei servizi sanitari, si sposa e ha tre figli. A partire dal 1990 inizia a guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Oggi dirige il museo della Shoà di Nazareth Illit, la città in cui vive; tre o quattro volte all'anno continua a tornare ad Auschwitz con i gruppi di giovani, per testimoniare quello che è stato. Visita il sito: www.corto16.net |
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Loris Mazzetti: il libro nero della Rai
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| Il libro nero della Rai In quest'intervista rilasciata a Piero Ricca, Loris Mazzetti - dirigente della Rai a Milano - parla dei contenuti del suo "Libro nero della Rai" (Bur edizioni). Una dura critica alla gestione partitica della tv del servizio pubblico. Visita il sito: www.pieroricca.org |
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Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano
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| I privilegi e le ingerenze del Vaticano Insieme a Carla Castellacci, il professor Telmo Pievani ha scritto un libro per criticare le "sante ragioni" con le quali la Chiesa Cattolica condiziona la vita pubblica italiana. Il libro si intitola "Sante Ragioni" ed è edito da Chiarelettere. Piero Ricca lo ha intervistato. Visita il sito: www.pieroricca.org |
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Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica
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| Dal 1945 ad oggi, dopo Hiroshima e Nagasaki, abbiamo
rimosso il nucleare. Viviamo come se non esistesse. Ti proponiamo un percorso per prenderne coscienza ed impegnarti come ha fatto Sadako Sasaki, morta a 12 anni per effetto delle radiazioni della bomba di Hiroshima. Il documentario si articola in cinque capitoli: 1 - L'esplosione: l'atomica in carne viva. 2 - La vertigine: la diffusione dell'atomica. 3 - La coscienza: l'umanità si attrezza contro l'atomica. 4 - L'alibi: l'atomica per l'alleanza. 5 - La scelta: siamo tutti Sadako Una proposta dell'associazione Beati i Costruttori di Pace Per acquistare una copia di questo DVD scrivi a: segreteria@beati.org Visita il sito: www.beati.org |
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Un clamoroso documento di Repubblica dimostra perchè il generale Speciale sta a cuore di tanti politici. Li faceva viaggiare gratis. Chiediamo le loro dimissioni. Quanto al generale, lo salutiamo con un video. di Danilo Dissino
Finanziaria
in divisa: Ventun
miliardi alla Difesa, Natale ricco per le aziende belliche

Il
Pdci e la costituente comunista
Aprile Online - Roma,Italy
... alla cosiddetta "cosa rossa", molti sono stati i
distinguo che hanno coinvolto, direttamente oppure indirettamente, il Partito
dei Comunisti Italiani.
Mi
vergogno di quanto hanno fatto i miei deputati
Il Messaggero - Italy
Caro direttore, mi chiamo Giannone Gerardo e sono membro del comitato
centrale del Partito dei Comunisti Italiani, e lavoro come
operaio nella FIAT auto di ...
Che
delusione Rifondazione Comunista!
L'Occidentale - Roma,Lazio,Italy
Il partito di Franco Giordano (pardon: di Fausto Bertinotti) ha
gestito malissimo la vicenda del protocollo del 23 luglio, prima, del
disegno di legge, poi. ...
L'EX
PRC FERRANDO FONDA IL 'PCL', CONGRESSO A GENNAIO
Alice News - Italy
... giornalista ed ex eurodeputato Prc Lucio Manisco che si dice
"molto vicino" alla nuova formazione: si presenta così il Partito
comunista dei lavoratori, ...
«La Sinistra, l'Arcobaleno»: molto incertezze, poco entusiamo
Questo
governo è da bocciare senza appello
FalceMartello - Italy
Ma il collaborazionismo dei dirigenti sindacali e la sindrome da
governo amico che ha lungamente paralizzato il nostro partito
hanno di fatto garantito la ...
Report
(e riflessioni) sugli Stati Generali della Sinistra-Arcobaleno
Il Pane e le Rose - Italy
Anche qui, però, era evidente l'assenza dei lavoratori in carne ed ossa
(quelli, insomma, che la Sinistra-Arcobaleno vorrebbe rappresentare, ...
Intervista a Roberto Quaglia
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| N.A.Di.R. informa: Roberto Quaglia, noto
soprattutto per il saggio breve "Tutto quello che avreste
sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001, ma non avete mai osato
chiedere", quale contributo di apertura del bestseller 2003 "Tutto
quello che sai è falso", autore di numerose opere di
fantascienza satirica e surreale, ci presenta il suo nuovo lavoro: "Il
mito dell'11 settembre. E l'opzione dottor stranamore"
– Ed. PonSinMor – un'analisi attenta dei fatti che
caratterizzaroo l'11 settembre 2001 e degli eventi che a questo
giorno succedettero, come ciò che potrebbe essere tranquillamente
il canovaccio di un romanzo fantascientifico abbia cambiato la
faccia del mondo. Il giallo del nuovo Millennio: un mistero che
immediatamente ne richiama un altro in una serie interminabile e
fantasmagorica di implicazioni surreali sino a divenire
paradossalmente "satiriche", se non determinassero la
morte e la sofferenza di migliaia e migliaia di innocenti. Morti e
sofferenze inserite in una rete di "giochi di potere"
tanti efficaci al perseguimento dei loro scopi, quanto assurdi ed
inumani. Intervista a cura di Emanule Montagna Produzione: Arcoiris Bologna Visita il sito: www.mediconadir.it Visita il sito: www.mito11settembre.it Visita il sito: www.robertoquaglia.com |
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Il Centro di cultura e documentazione
Popolare, Via Reggio 14 - 10153 Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org
nell'ultima settimana
Intervista a un sopravvissuto a Dachau
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| Ermando Parete di Abbateggio (Pescara) è stato
internato a Dachau dal settembre del '43 al 29 aprile del '45. In
un passo della sua intervista realizzata da Novella Di Paolo e
Daniela Mantini de wwwilpiccolodabruzzo.it in occasione della
giornata della memoria 2007, Parete dice: "Sono sfuggito ai
forni crematori solo perché quel giorno gli aguzzini erano
stanchi: avevano già bruciato troppi corpi. Io ho lasciato Dachau,
ma Dachau non ha lasciato me". Il video è realizzato dai redattori de il piccolodabruzzo.it giornale on line nato nel 2005 e frutto di un corso di giornalismo. Il giornale intende essere un laboratorio dove l'intervista e l'inchiesta sono i ferri del mestiere; per sapere, conoscere e capire; con una funzione di controllo e di critica, senza pregiudizi. Visita il sito: www.ilpiccolodabruzzo.it Per informazioni: redazione@ilpiccolodabruzzo.it |
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Il Nuovo Secolo Americano
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| un film di Massimo Mazzucco
Il nuovo secolo americano presenta tutti i retroscena storici, politici, economici e filosofici che avrebbero portato agli attentati dell'11 settembre per vie ben diverse da quelle che ci sono state raccontate. "Storicamente accurato, narrativamente coinvolgente, "Il
nuovo secolo americano" è senza dubbio uno dei
migliori film sui retroscena dei fatti che hanno portato all'11
settembre" Il Nuovo Secolo Americano è stato presentato alla 31 Mostra Internazionale del Cinema di San Paulo, Brasile, il 26/29 Ottobre 2007 Per maggiori informazioni: clicca
qui Visita il sito: www.luogocomune.net PER ACQUISTARE IL DVD: clicca
qui! |
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(30.10.07) - «E'
clamoroso che non si voglia trovare la verità su un fatto che
ha stroncato una vita umana, insanguinato le strade di Genova,
offeso la sensibilità civile e la moralità di milioni di
italiani e fatto calare pesanti sospetti anche sul comportamento
di parti delle istituzioni» |
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tutto...
Scoppia lo scandalo dei brogli sul voto del Pd. Rutelli aveva ammesso: "Mi hanno riferito di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza" |
Genova per voi
Inserito da Il
Brigante Rosso (del 18/11/2007 @ 09:34:53,
Tratto da Aprile
Online, linkato 9 volte)
Per tutti coloro che pensavano
qualcosa di diverso da una manifestazione del "popolo
di Genova", un popolo che abbiamo imparato a conoscere
nelle drammatiche giornate del luglio 2001, quando a poche
ore dalla morte di Carlo Giuliani 300.000 persone, del tutto
pacifiche malgrado quanto successo, subirono la provocazione
e l'aggressione congiunta di forze dell'ordine e black
block; per tutti quelli che si attendevano (o speravano?) un
clima teso, grazie anche alla collaudata pratica di alcuni
mezzi di informazione, oramai specializzati nel soffiare sul
fuoco, come inequivocabilmente hanno dimostrato l'ultima
puntata di "AnnoZero" e i titoli della
"Repubblica" ("Genova, torna l'incubo del
G8").
Per tutti coloro che non hanno
potuto offrire il proprio contributo con la loro presenza (i
motivi possono essere vari, un improvviso impegno, una
situazione personale non più come quella del 2001, una
paura recondita, determinata dall'allarmismo ingiustificato
di cui sopra).
Per Haidi e Giuliano Giuliani,
composti come sempre nel loro dolore, felici di una
testimonianza arrivata da un miscuglio eclettico di uomini e
donne, giovani e vecchi, genovesi e italiani di ogni parte
della penisola.
Per coloro che continuano
imperterriti a negare la verità, ad ostacolare la
giustizia, a insistere senza alcuna vergogna sulle
responsabilità dei "violenti", quando a sei anni
di distanza anche tra le stesse forze dell'ordine il
concetto di "macelleria messicana" -applicabile
non solo a quanto accaduto alla Diaz, ma estendibile a tutte
le altre giornate del G8 2001, con l'ignobile supplemento di
Bolzaneto- oramai non è più un tabù.
Infine, per quei ragazzi che alla
testa del corteo hanno voluto ricordare con un lungo
applauso un ragazzo morto domenica scorsa in circostanze
ancora poco chiare, lasciando da parte le opposte radici
ideologiche e le differenti opinioni politiche.
Per tutto questo, e per ognuno di
loro, il popolo di Genova ha marciato insieme, compatto,
allegro ma consapevole. Con la voglia di pace e l'utopia
della libertà sempre nel cuore.
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7 novembre 2007 : il video della manifestazione a Mosca
Chiamiamo
comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. (Karl
Marx e Friedrich Engels)
1917-2007: buona rivoluzione a tutti

1917-2007:
90 anni di spinta propulsiva
90°
OTTOBRE, A MOSCA ITALIANI OSPITI D'ONORE 6/11/07
90°
ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE!
Linea Rossa Genova (già) del P.C.d’Italia (marxista-leninista) nella giornata del 7 Novembre, 90° Anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, augura ai compagni, alle compagne buon lavoro!
Avanti compagni, al lavoro per ricostruire il Partito Comunista Marxista-Leninista nel nostro paese!
Ricostruire il Partito comunista è la necessità impellente, messaggio incorrotto ed attuale che ci giunge dall’Ottobre bolscevico vittorioso!
E’ necessario il Partito Comunista quale reparto cosciente, organizzato e disciplinato, avanguardia della Classe Operaia e innanzitutto, consapevoli, che occorre ricostruire il Partito Comunista ideologicamente.
« Senza teoria rivoluzionaria, - diceva Lenin – Non vi può nemmeno essere movimento rivoluzionario … Solo un Partito guidato da una teoria d’avanguardia, può adempiere la funzione di combattente d’avanguardia ». ( Lenin - <<Che fare? >> 1902, per i tipi delle Edizioni Italiane di Cultura Sociale, Parigi 1935 - pagg.30-31).
VIVA LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE! VIVA LENIN!
Linea Rossa Genova (già) del Partito Comunista d’Italia (m-l)
Genova, 7 Novembre 2007
"Al
lavoro per l'organizzazione, l'organizzazione e l'organizzazione! Ad
onta di tutte le prove l'avvenire è nostro!" (Lenin, 1918)
| 6 novembre 2007 | |
| Stamattina,
intorno alle 7.25, si è spento Enzo Biagi. Aveva 87 anni. Adesso ci sarà una grande rincorsa su chi riuscirà a inviare le condoglianze e i necrologi più commoventi e strappalacrime. La solita "pelosa pietas ipocrita e italiana". Dov'erano quei politici, giornalisti e italiani, mentre Enzo Biagi subiva cinque anni di abusi, censure e violenze? |
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| Adesso scrivono i "coccodrilli" ... gli ipocriti! | |
| Buon riposo SIGNOR Biagi | |
Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato
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| La storia di Peppino Impastato, un giovane
siciliano che si è speso in prima persona per combattere la
mafia, protagonista dello spettacolo "Speranze:
un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino
Impastato", un'opera che tratta i giorni della sua
vita, il suo impegno politico e sociale, la dicotomia tra eroe
e cittadino, martire della lotta contro le mafie. Lo spettacolo nasce dallo studio e la lettura di documenti, interviste e poesie scritte proprio da Peppino, un modo per testimoniare l'accaduto, ricostruire chi era Peppino, dichiarare una volta ancora cosa è realmente successo quel 9 Maggio 1978 e chi furono i mandanti dell'omicidio. Lo spettacolo "Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato" è un'opera intensa, commovente, capace di far toccare la profondità dell'evento messo in scena. E' un monologo musicato: tre musicisti, basso, violino, chitarra e voce, ed un attore, che prendono per mano il pubblico e lo accompagnano all'interno di una storia lontana 30 anni, ma mai dimenticata. Visita il sito: www.acmos.net Visita il sito: www.libera.it |
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Una Scelta di Vita :
Giorgio Amendola
il
21 novembre ricorre il centenario della nascita di un grande Comunista
In occasione della rilettura di due libri eccellenti di Amendola,
Una scelta di Vita e Un’ Isola, mi piace riproporre la biografia di
questo grande comunista.
« Non aveva neppure vent’anni quando il padre — dal 1919
deputato di Salerno vicino alle posizioni di Francesco Saverio Nitti
— mori il 7 aprile 1926 in una clinica di Cannes per le conseguenze
di un’ aggressione fascista di cui era stato oggetto nel luglio del
’25.
continua
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32
anni dall'assassinio di Piero Bruno |
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L’Assemblea del 25 novembre delle reti e organizzazioni - che hanno promosso la manifestazione del 9 giugno contro Bush e contro la politica militarista del governo Prodi - e delle strutture che lottano contro la guerra, le basi e le spese militari, ha deciso:
1) l'avvio di un Patto permanente contro la guerra, adeguato a fronteggiare l'escalation della guerra - che è appunto permanente e globale - che preveda Assemblee nazionali periodiche di resoconto, discussione e decisione sulle iniziative ed un Gruppo di collegamento che operi concretamente tra una iniziativa e l'altra. A questo gruppo è importante che partecipino sia le organizzazioni e reti nazionali sia le reti locali impegnate contro le missioni, le basi e le spese militari. Un’alleanza di questo genere sarà davvero efficace se riuscirà a valorizzare e a fornire validi strumenti di collegamento su scala nazionale a tutte le strutture locali che sul territorio si battono quotidianamente contro le politiche e gli strumenti di guerra;
2)
la partecipazione piena e convinta alla “tre giorni” internazionale di
Vicenza e in particolare alla manifestazione del 15 dicembre. Contrastare la
politica di guerra significa infatti manifestare contro il Dal Molin a
Vicenza - dove ci auguriamo di vedere tutte quelle reti, organizzazioni,
strutture e singoli che in questi anni con coerenza si sono battuti contro
la guerra “senza se e senza ma” e non quei parlamentari che hanno appena
votato il finanziamento per la costruzione della nuova base, gli
stanziamenti per le missioni di guerra e l'aumento di spesa per le armi - e
impedire poi in ogni modo che inizino i lavori della base. Al fine di avere
la massima partecipazione il
3)
di fare propria
Tenendo anche conto del fatto che a gennaio il governo presenterà il decreto per il rinnovo delle missioni belliche in Afghanistan e negli altri teatri di guerra, l’Assemblea ha espresso un orientamento a realizzare nella giornata del 26 gennaio una manifestazione nazionale. Al fine di allargare l’iniziativa a tutte le reti e organizzazioni che lottano coerentemente contro la guerra, le basi e le spese militari, sarà comunque la prima riunione del gruppo di collegamento del Patto, che si terrà il 18 dicembre a Firenze, a sancire definitivamente le forme della mobilitazione del 26. Nel corso di tale riunione, si farà anche il punto sulle varie proposte di iniziativa, emerse nel corso dell’Assemblea, in difesa e sostegno della lotta del popolo palestinese.
Infine, di fronte all’ennesimo militare italiano morto in Afghanistan, l’Assemblea ha ribadito che l’unica scelta di pace è il ritiro delle truppe. Infatti l’attuale missione italiana è una partecipazione alla guerra a tutti gli effetti e di questa morte, come di tante altre, portano tutte le responsabilità il governo italiano e chi lo appoggia.
Roma 25 novembre 2007
Abbasso il Duce
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| N.A.Di.R. informa: per
gentile concessione del Circolo ARCI Indiosmundo di San Polo d'Enza
(RE) vi proponiamo la memoria della resistenza a San Polo. Due
giovani documentaristi, Marco Righi e Cosimo Bizzarri, danno vita ad
un racconto corale sugli anni della guerra e della resistenza a San
Polo d'Enza, un piccolo paese della provincia reggiana. La
percezione della guerra, la scelta del partigiano, la politica, il
ruolo delle donne e l'aiuto della popolazione, ma anche le
battaglie, gli amori e gli aneddoti ridicolli. Regia e montaggio: Marco Righi Interviste e testi: Cosimo Bizzarri Musiche: SIOUR ROS - MONO Produzione: INDIOSMUNDI Visita il sito: www.documentarioitaliano.it Visita il sito: www.mediconadir.it |
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Per vedere il filmato clicca qui!
Disarmiamo la Storia
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Non un filmato sulla PACE, ma
alcune piste e testimonianze per riflettere, discutere,
approfondire, decidere... e fare... Armi - Società Civile - Informazione - Europa e Onu - Proposte di Pace Interviste e immagini raccolte alla manifestazione nazionale "Arena di Pace" - Verona, 1 giugno 2003 e al seminario organizzato da Beati i Construttori di Pace "Per un futuro senz'armi" - Padova, 6-9 agosto 2003 Gianfranco Benzi - Antonio Dall'Olio - Carlo Gubitosa - Alex Zanotelli - Massimo Toschi - Sabina Siniscalchi - Savino Pezzotta - Antonio Papisca - Nancy Bailey - Luisa Morgantini - Lidia Menapace - Daniele Lugli - Tino Bedin - Lisa Clark - Ferdinando Pellegrini - Achille Lodovisi Visita il sito: www.beati.org |
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Maria Cervi racconta la sua casa e la sua famiglia
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| Maria Cervi è morta l'11
giugno 2007, dopo aver dedicato la sua vita a testimoniare la
storia tragica ed esemplare della sua famiglia e a sostenere,
insegnare e divulgare i principi antifascisti e il valore della
memoria, della democrazia e della libertà di pensiero. Maria Cervi ci guida nel Museo "Casa Cervi" a Gattatico, ambientato nella casa in cui lei visse 28 anni. Accompagnandoci attraverso le stanze dell'edificio racconta la storia della sua grande famiglia di contadini autodidatti progressisti e innovatori sia nell'agricoltura che nella società, antifascisti e resistenti. La sera del 25 novembre 1943 i fascisti arrestarono Alcide Cervi, nonno di Maria, con i suoi sette figli, tra i quali Antenore, padre di Maria. Il 28 dicembre dello stesso anno i fascisti fucilarono i sette fratelli senza neppure informare i familiari. Maria, che aveva nove anni, ricorda molto bene quei giorni tragici e anche le difficoltà del periodo successivo, in cui i suoi nonni Alcide e Genoveffa insieme alle nuore portarono avanti la famiglia mantenendo sempre il senso della giustizia e della libertà, continuando a lavorare nella loro casa e resistendo a chi avrebbe voluto allontanarli e far dimenticare la strage. Maria è capace di trasmetterci lo spirito positivo della Famiglia Cervi e di farci capire l'inutilità delle guerre. Cortesia di Sergio Gibellini |
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Nel Suo Nome - Versione completa
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| Scritto e interpretato da
Marco Cortesi "Ci ammazziamo come cani perchè crediamo in Qualcosa di diverso, ma questo maledetto Inferno resta uguale per tutti" - Tadija Mrkonijc - sopravvissuto - Sarajevo '92 Un film-documentario per raccontare il dramma di una delle guerre più crudeli che siano mai state combattute dall'uomo: Ex-Jugoslavia 1991-1995. Tre popoli e tre religioni, gli uni contro gli altri, nel nome del proprio Dio. Un film per non dimenticare quello che a distanza di soli 10 anni potrebbe accadere di nuovo. "Nel Suo Nome" è il racconto di una storia vera. "Emozionante e Bellissimo" - Il Resto del Carlino "Picchiano con il calcio del fucile alla nostra porta. C'è un uomo alto, senza capelli con la barba grigia ed una fascia verde al braccio. Dietro di lui due ragazzi giovani, armati. Guarda me, guarda i miei bambini. Poi sorride. "Fuori. Per favore. " I miei bambini cominciano a piangere. "Andrà tutto bene... andrà tutto bene" continuo a ripetere loro. Ma Dio solo sa cosa ci attendeva oltre la porta." "Nel Suo Nome" sostiene Amnesty International - www.amnesty.it Visita il sito del film: www.marco-cortesi.com |
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Chavez
accusa la Spagna di Aznar
Documentario
su come il re Juan Carlos ha accumulato la sua fortuna
8
novembre 2007 – Al momento si contano cinque morti e sei feriti
nell’incidente causato da un elicottero militare USA precipitato nella
campagna trevigiana, vicino al fiume Piave a poche centinaia di metri dal
comune di Santa Lucia del Piave. In pratica a 200 metri dall’autostrada
A27. Era un elicottero Black Hawk UH60 adibito per il trasporto di truppe.
Il
velivolo era decollato dalla base militare Usa di Aviano, per un sorvolo
di addestramento sull’area. A bordo undici militari americani di stanza
nella base Usaf. Per permettere un intervento più veloce dei mezzi di
soccorso, è stata bloccata l’autostrada A27 nel tratto più vicino al
punto dove è precipitato l’elicottero. Sette gli elicotteri dei
soccorsi atterrati sul ponte dell’autostrada per trasferire sulle
ambulanze morti e feriti, trasportati poi negli ospedali di Treviso e
Conegliano.
Sono
passati solo 51 giorni da quando un F16 USA, decollato sempre dalla base
di Aviano, precipitando ha sfiorato le abitazioni di Fusine e Soramaè,
piccole frazioni di Zoldo Alto, in provincia di Belluno, per poi
disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi dei residenti, in un bosco
vicino.
Dell’F16
caduto il 19 settembre scorso la stampa nazionale si occupò pochissimo.
Nessun morto, pochi danni, a parte la perdita di un aereo con il costo del
quale si potrebbero gestire per più anni l’amministrazione di uno dei
Comuni “sfiorati”.
I
5 ( o forse molti di più) morti e la vicinanza all’A27 dei resti
dell’Hawk UH60 costringono al momento la stampa nazionale a parlare del
disastro aereo di questa mattina.
Impressionante
il movimento di mezzi aerei per portare in salvo i feriti e via le salme
statunitensi.
Un
solo elicottero, in molti casi, salverebbe la vita di tanti automobilisti,
che a migliaia periscono ogni anno sulle nostre autostrade.
Quale
autorità italiana - e perché - concede a velivoli così potenti e
pericolosi di volare sulle teste degli abitanti di Belluno e Treviso?
Quanti aerei, elicotteri ed altri velivoli a stelle e strisce scorrazzano
quotidianamente in lungo e largo per la penisola? Oltre alle truppe, cosa
trasportano questi velivoli di tanto prezioso da bloccare, come nel caso
di questa mattina, una
autostrada ed un area di chilometri di perimetro? Se l’F16 o l’Hawk
UH60 fossero precipitati in un centro abitato quanti morti avremmo dovuto
contare?
Tante
domande, nessuna risposta. Da oltre 60 anni.
I
“liberatori” - coscienti della loro totale impunità giuridica e
penale - dispongono dei nostri territori e delle nostre vite a loro
piacimento, come nel caso della strage al Cermis e di tanti altri omicidi,
stupri, sevizie, torture, sequestri, trame nere e stragi nei porti, nelle
stazioni e nelle piazze di
questo nostro povero paese, alla mercè del colosso statunitense a causa
di governi proni e succubi, di cui l’attuale è fulgido esempio, come
dimostra il placet alla base al Dal Molin, il silenzio sul sequestro di
Abu Omar e sull’omicidio Calipari, i finanziamenti per la costruzione
degli F35 USA a Cameri, l’accordo per lo scudo antimissilistico.
Potremmo riempire pagine e pagine di simili esempi, a descrivere una
subalternità umiliante ed insopportabile.
Contro
la criminale arroganza USA e il vergognoso comportamento dei governi
italiani l’unica strada è quella indicata dai cittadini di Vicenza e
dalle lotte dei tanti comitati che in tutta Italia si battono per chiudere
per sempre le basi della morte.
La
Rete nazionale Disarmiamoli!
Giovedì,
8 novembre 2007
www.disarmiamoli.org info@disarmiamoli.org
21.09.2007
- Comunicato della Rete nazionale Disarmiamoli!
Un
F16 decollato dalla base di Aviano, precipitando, ha sfiorato le
abitazioni di Fusine e Soramaè, piccole frazioni di Zoldo Alto, in
provincia di Belluno, per poi disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi
dei residenti, in un bosco vicino.
Ancora
una volta si è sfiorata una strage, come quella del Cermis che il 3
febbraio 1998 costò la vita a 20 ignari sciatori. Ancora una volta i
nostri cieli violati da un sistema bellico infernale, in procinto di
scatenare nuove e devastanti guerre contro l’Iran, la Siria, il
Libano.
Il
movimento italiano contro le basi militari USA/ NATO ha intrapreso in
questi anni un percorso di coordinamento nazionale con l’obiettivo di
rendere più efficace la sua azione.
La
lotta di Vicenza contro la base al Dal Molin, quella di Novara contro la
costruzione degli F35, la resistenza dei tanti comitati presenti sui
territori occupati dagli insediamenti militari sono il tessuto
connettivo di questo coordinamento, intersecatosi naturalmente con il più
generale movimento NoWar, espressosi in forme chiare ed indipendenti lo
scorso 9 giugno a Roma contro Bush e le politiche belliciste del governo
Prodi.
Da
questo processo di unificazione sono emerse in questi mesi proposte di
mobilitazione costante sui territori, in grado di sostanziare una linea
condivisa di resistenza attiva alle basi della guerra.
La
Legge di iniziativa popolare su trattati internazionali, basi e servitù
militari presentata in Corte di Cassazione il 19 settembre va in questa
direzione, indicando un percorso concreto di consultazione di massa su
questa oppressiva e pericolosissima presenza, che devasta ampie fette
del nostro territorio nazionale.
Chiamiamo tutto il movimento contro la guerra italiano a far proprio questo percorso di consultazione, costruendo in ogni città Comitati Promotori che scendano in piazza, tra la gente, a raccogliere le 50.000 firme necessarie per imporre di nuovo nell’agenda politica nazionale la questione dirimente dell’allontanamento delle basi USA/NATO dai nostri territori.
La
Rete nazionale Disarmiamoli!
www.disarmiamoli.org
info@disarmiamoli.org
3381028120

"Con
Rita Montalcini
contro ogni forma di violenza fascista. Solo parole, nessun vero
aiuto. Vergognamoci!"
Straordinario:" gallerie/cronaca/disegni-rastrellamenti"
come
sapete sabato 10 novembre 2007, a
partire dalle h. 16.30, presso il Villaggio Globale di Roma si svolgerà la manifestazione
conclusiva per il 90° anniversario della Rivoluzione Socialista
d’Ottobre.
Per
una partecipazione ampia, consapevole ed attenta, si trasmettono le seguenti
indicazioni.
Il
Villaggio Globale è così raggiungibile: dalla stazione Termini prendere il
bus 170 (parte ogni 12’) e scendere alla fermata di Largo Giovan Battista
Marzi. Proseguire a piedi in direzione di Ponte Testaccio (60 mt.) e quindi
sempre diritti sul Lungotevere Testaccio, fiancheggiando l’ex
mattatoio, per altri 100 mt. circa, fino all’ingresso del Villaggio
Globale (la strada è riconoscibile per la presenza di un campo nomadi).
In
alternativa: prendere dalla stazione Termini la metro B, direzione
Laurentina, scendere alla fermata “Piramide”, raggiungere a piedi Via
della Piramide Cestia e prendere l’autobus 719 per 5 fermate, fino alla
fermata di Largo G.B. Marzi. Da lì come sopra.
Per
chi viene in auto: si può parcheggiare in Via di Monte Testaccio, alle
spalle del Villaggio Globale.
E’ buona norma che i compagni arrivino e si allontanino sempre in gruppo.
Per
quanto riguarda lo svolgimento dei lavori.
L’assemblea
inizierà non più tardi delle 17. Vi sarà una presidenza composta dai
promotori che aprirà l’assemblea e leggerà una relazione introduttiva
comune. Seguiranno gli eventuali interventi delle singole forze promotrici
ed aderenti, che avranno la precedenza su quelli dei non-aderenti presenti
in sala (salvo il caso di compagni che devono ripartire). Gli interventi
dovranno essere contenuti entro i 10-12 minuti (max. 4 cartelle scritte con
Times New Roman 12), per dar modo a tutti di parlare. Relazioni più ampie
potranno essere illustrate o sintetizzate nello stesso tempo e
successivamente consegnate alla presidenza per la pubblicazione di un
fascicolo interamente dedicato al 90° anniversario che conterrà relazioni,
interventi, comunicati, messaggi, ecc. e sarà inviato in forma elettronica
agli interessati.
Fra
un discorso e l’altro sarà data lettura di comunicazioni e/o messaggi di
partiti ed organizzazioni esteri.
Chiunque
abbia intenzione di intervenire è bene che si prenoti fin da subito
facendolo presente a questo indirizzo e-mail.
Al
termine dell’assemblea (h. 20.30-21) si potrà cenare a prezzi popolari in
una sala vicina. Verso la fine della cena inizierà, nello stesso locale, lo
spettacolo teatrale, ed a seguire canzoni di lotta.
Tutte
le realtà aderenti avranno la possibilità di esporre libri, giornali,
documentazione, ecc.
A
tutti i partecipanti sarà chiesta una libera sottoscrizione che servirà a
coprire le spese di propaganda e di organizzazione dell’iniziativa. I
compagni che necessitano di un posto letto per la notte del 10 devono
avvisarci il più presto possibile.
Si
raccomanda a tutte le forze ed a tutti i compagni aderenti di far conoscere
la manifestazione conclusiva del 10 novembre a Roma propagandandola nelle
iniziative in cui si è presenti (riunioni, assemblee, scioperi, ecc.). Si
invita inoltre a comunicare le varie iniziative locali sul 90°
anniversario.
Un abbraccio fraterno a tutte/i.
il Comitato promotore
30/10/2007
Per
la mappa del percorso rimando al sito di Linea Rossa Genova http://www.linearossage.it/appelli/roma_10nov.htm
tornano i fascisti !
Pdci:
«Aggressione neofascista» a Genova Brignole {leggi qui)
Il
comunicato dell'A.N.P.I.
l'antifascimo
é sempre attuale: Alo'
Salo' alala' di
Antonio Tabucchi
Il capogruppo dell'Udc alla Camera lancia una proposta 'choc': bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo. Ma dal mondo politico arriva un coro di 'no'. "Martedì mattina - annuncia Volontè - ogni deputato, rappresentate del popolo italiano,riceverà in casella il modulo di adesione alla nostra proposta di legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo".
"Piazza San Pietro -
prosegue in un'altra nota Volontè - è il luogo della verità laica e
storica. Oggi si innalzano agli altari 498 martiri cristiani del comunismo
spagnolo. Cento milioni sono i morti della vergogna comunista figlia della
ideologia di Marx, Engels e Lenin. I comunisti italiani non solo mantengono i
simboli e il nome di tale macabra ed omicida dottrina ma addirittura si
recheranno in 'pellegrinaggio' alla piazza Rossa. Una vergogna e una menzogna
senza precedenti, pari solo alle celebrazioni del Festival del Cinema di
Veltroni tributata al macellaio Che Guevara".
"Il principio di libertà di espressione - secondo il deputato centrista
- deve prevedere gli stessi vincoli per il nazifascismo ma anche per il
comunismo. La verità, almeno quella storica, non può ammettere eccezioni. E'
inaccettabile una alleanza di governo con protagonisti adepti della setta
sanguinaria comunista".
Immediate le repliche dalla maggioranza e dall'opposizione. Pino Sgobio,
capogruppo del Pdci alla Camera, sottolinea: "Divieto di apologia del
comunismo? Volontè si rilegga la storia della Repubblica Italiana e lì
troverà la risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto in Italia. I
comunisti hanno dato la vita per la Liberazione del nostro Paese dal
nazifascismo e per ripristinare la libertà in Italia".
"Paragonare il comunismo al fascismo - prosegue Sgobio - significa
misconoscere la stessa Carta Costituzionale, nata grazie al contributo di
tutte le forze democratiche e antifasciste italiane, comunisti compresi. Il
capogruppo dell'Udc si rilegga la storia. Rispetto alle alleanze di governo,
inoltre, Volontè si guardi attorno: troverà accanto a sé non solo gli eredi
ma anche i sostenitori convinti del fascismo, inviso e combattuto dalla stessa
DC, suo partito d'origine politica".
Il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli rileva: "Seppur
condivisibile è superflua o comunque tardiva la proposta dell'onorevole
Volontè di istituire il divieto di apologia del comunismo: la XII norma
transitoria finale della Costituzione dispone che 'E' vietata la
riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista'. Ma
fascismo e comunismo non solo altro che le due facce della stessa moneta ed è
inverosimile che questa moneta, fuori corso in tutto il resto del mondo, lo
sia restata ancora solo in Italia".
"Ma come il Paese a suo tempo seppe attuare una resistenza contro il
fascismo oggi la sta organizzando anche contro il comunismo. Resistere,
resistere, resistere!", conclude Calderoli.
Infine Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le
Autonomie, commenta le parole dell'esponente dell'Udc: "Non condivido
l'iniziativa dell'amico Volonté: non esiste il comunismo, ma tanti partiti
comunisti. Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha
portata col sangue dei partigiani".
28 ottobre 2007 | 21:59:51
Socialismo
marxismo socialismo
Para el Comandante
Hasta siempre
Carlos Puebla - Hasta
siempre
Che GUEVARA
Nella
giornata del 16 ottobre una grave montatura giudiziaria è venuta alla
luce nei confronti dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe.
Su
indicazione della Procura della Repubblica di potenza, Direzione
Distrettuale Antimafia, p.m. Dr Francesco Casentini, sono state
perquisite tutte le nostre sedi: a Taranto, che funge da sempre come
sede centrale, a Ravenna a Palermo, a Milano, a Bergamo, A Marghera
insieme alle abitazioni di 25 compagni, compresi tutti i dirigenti
locali dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe più altri
lavoratori appartenenti in passato al nostro sindacato, altri compagni
e iscritti in altre città, quattro operai delegati ed ex-delegati,
molto noti alla Fiat Sata, mai appartenuti allo Slai Cobas per il
Sindacato di Classe e attualmente militanti di altri sindacati di
base. Con la perquisizione è stato notificato un avviso di garanzia
per i reati di cui agli artt. 270bis e 272 c.p.p., “accertati in
Potenza con nota della Questura di Potenza, Digos, del 20.3.2006 e
consumati in Lavello, Melfi e altrove dall’ottobre 2005 fino a
oggi”.
Nel
corso della perquisizione sono stati sequestrati computer, materiale
informatico, volanti, documenti, lettere aventi per oggetto la nostra
attività politico-sociale in senso generale.
Solo
attraverso i primi articoli apparsi sulla stampa, Corriere della Sera,
blog di Panorama e testate locali, riusciamo a sapere di che cosa si
tratterebbe: si scrive che l’inchiesta riguarderebbe tutta
l’attività alla Fiat Sata, ma anche all’Ilva di Taranto e in
altre fabbriche o posti di lavoro, attraverso cui, come recita un
titolo “il, terrorismo ha cercato di entrare alla Fiat di Melfi”.
Sarebbe
quindi terrorismo la nostra attività alla Fiat Sata, che è
cominciata in occasione della lotta dei 21 giorni, a cui con i nostri
attivisti, da Taranto soprattutto, abbiamo partecipato con volantini,
fogli, tutti pubblici, a sostegno, in particolare, della battaglia
delle organizzazioni sindacali di base che vi svolgevano un ruolo di
prima linea. Abbiamo
denunciato, in particolare, la violenza poliziesca contro gli operai
in lotta, abbiamo contestato l’accordo che svendeva i risultati
della lotta, abbiamo puntato all’unità sindacale di classe, nel
processo di riorganizzazione delle file operaie dopo i 21 giorni.
Abbiamo portato la parola d’ordine “fare come Melfi” in tutte le
fabbriche in cui eravamo presenti o riuscivamo ad arrivare.
Ma
abbiamo fatto anche molto di più, perché è la Fiat Sata è tra le
più importanti fabbriche automobilistiche d’Europa e un sindacato
che si dica di classe deve fare di tutto per “penetrarvi”. Abbiamo
lavorato alacremente, anche inviando sul posto nostri attivisti da
altre sedi, per riorganizzare lo Slai Cobas, per la creazione di un
circolo operaio con operai provenienti da altre esperienze sindacali,
dove si potesse condurre un’attività sindacale, ma anche una
formazione sindacale e marxista dei lavoratori. Abbiamo realizzato un
lungo articolo e un opuscolo, sulla cui base abbiamo realizzato due
convegni, uno dei quali insieme alla Failms e con la partecipazione di
oltre un centinaio di lavoratori.
Abbiamo
anche avviato vertenze per il recupero salariale su spettanze
pregresse degli operai Fiat, con l’intervento dell’Ispettorato del
Lavoro e con esito positivo per tutti i lavoratori e, nell’ultimo
anno, siamo stati particolarmente impegnati nella campagna contro il
TMC2 e i nuovi sistemi aggiornati di sfruttamento della Fiat,
prendendo spunto dall’inchiesta del giudice Guariniello condotta
alla Fiat Mirafiori su esposto Fiom, che ha portato
all’incriminazione di 68 dirigenti Fiat, a vantaggio di 200 operai
danneggiati. Abbiamo presentato questo esposto contro la Fiat a Melfi
dopo aver raccolto con una campagna di questionari le denunce dei
lavoratori e, in particolare, delle lavoratrici. Questo esposto è
oggi materia di un’inchiesta da parte della Procura di Melfi e ne
attendiamo gli sviluppi.
Questa
è la nostra attività, verificabile, documentata, pubblica, simile a
quella che conduciamo, con sviluppo disuguale, all’Ilva di Taranto,
più grande stabilimento siderurgico d’Europa e fabbrica degli
omicidi bianchi, come alla Dalmine, all’Enichem di Ravenna come ai
cantieri Navali di Palermo ecc.
Naturalmente,
tutti sanno che i dirigenti e numerosi compagni dello Slai Cobas per
il Sindacato di Classe sostengono le posizioni e l’azione del
giornale “proletari comunisti” e partecipano, come loro diritto, a
tutte le iniziative promosse dal giornale, nazionali e internazionali,
in particolare contro la guerra e la repressione, e così nelle nostre
sedi e nelle nostre case si trova una montagna di pubblicazioni,
volantini, lettere, tutti materiali presenti in Internet e accessibili
in qualsiasi momento da parte di tutti, di cui liberamente discutiamo.
È
di questo che ci accusano? Dov’è il reato? Se questo è reato, ne
siamo ampiamente “colpevoli”.
Lo
Slai Cobas sta reagendo subito alla montatura con comunicati, venerdì
si terranno conferenze stampa in tutti i posti di lavoro in cui siamo
presenti, sarà organizzata un’iniziativa pubblica ai cancelli della
Fiat Sata e seguiremo e informeremo tempestivamente sugli sviluppi di
questa montatura.
Facciamo
appello alla solidarietà dei lavoratori e delle loro organizzazioni
e, da parte nostra, il meglio che possiamo fare è proseguire la
nostra lotta.
Promuoviamo,
insieme ad altri lavoratori, organizzazioni sindacali, soggetti vari,
l’assemblea nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro che si
terrà il 26 ottobre alle 9,30 a Roma, presso la sala Pettinelli del
dopolavoro ferroviario della Stazione Termini, secondo sottopassaggio
tra i binari 20 e 21.
Slai
Cobas per il Sindacato di Classe
Taranto,
17 ottobre 2007
40º Aniversario de la
muerte del Che
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE
!!!
hasta
siempre comandante
Duscurso Che Guevara a
los estudiantes
hasta
siempre comandante ernesto che guevara
Onore
al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.
Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della
Resistenza. Comunista per sempre
a tribute to CHE
Hasta Siempre - Comandante
Che Guevara
Si e' spento, all'eta' di 81 anni, Giuliano Gramsci. Il figlio di Antonio viveva a Mosca. L'articolo di Rinascita
Che Guevara
Hasta la victoria siempre
Hasta Siempre!

Hasta la victoria siempre!
Hasta Siempre Comandante !
El comandante Che Guevara
Il
9 ottobre del 1967 veniva assassinato il comandante Ernesto
Che Guevara. Il modo migliore di rendere vivo il suo esempio
non è quello di rinchiuderlo in schermi pregiudizievoli né
accarezzare solo la sua immagine così come recepita
dall’immaginario collettivo giovanile, che pure va
alimentata con la giusta coscienza, quella di classe; ma
individuare nella sua analisi e nella sua azione una corretta
prassi per le trasformazioni rivoluzionarie dei nostri tempi.
Così ci pare che possa essere continuato il sentiero
tracciato da questo grande comunista del ‘900, che nessun
Barrientos potrà avere la pretesa di fermare in una qualsiasi
‘Quebrada del Yuro’ del mondo.
Hasta
la victoria, siempre,
Ferdinando & Luciano
El socialismo del siglo 21
Che Guevara
ERNESTO GUEVARA,
L'8 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara de La Serna veniva ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano, nella provincia di Vallegrande. Il giorno successivo, il 9 ottobre, fu ucciso nella scuola del villaggio. Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato solo nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba. L’assassino del Che risponde al nome di Mario Teran, sergente dell’esercito scelto a sorte tra alcuni volontari. A Mario Teran i medici cubani hanno restituito poco tempo fa la vista. In questo modo il Che ha vinto sul suo, sui suoi assassini, dimostrando che l’impegno per un mondo più giusto e migliore non è una chimera ma può essere realtà. Ci tornano in mente le ultime parole del Che al suo uccisore: «So che sei qui per uccidermi. Spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo». Un uomo che ha cambiato la storia ed i destini di tante persone, un uomo che ha gettato semi che ancor oggi danno in tante parti del mondo i frutti della giustizia e dell’umanità.
40 AÑOS ¡POR SIEMPRE
CHE!
Documental Ernesto Guevara
40° anniversario della morte del comandante Che Guevara
Il 9 ottobre del 1967, a La Higuera in Bolivia, venne assassinato il comandante rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, per mano delle forze repressive boliviane del dittatore locale Barrientos spalleggiate dalle forze speciali nordamericane. In questo modo la dittatura pensava di seppellire, insieme al “Guerrillero Heroico” anche il suo esempio, il suo patrimonio ideale ed il suo insegnamento.
I detrattori del Che e in generale delle idee di riscatto liquidano il Comandante Guevara definendolo nel migliore dei casi come un avventuriero, ma il suo insegnamento non è certo schematizzabile in una definizione. Fu uomo di grande cultura e di molteplici interessi, di enorme capacità critica e di assoluta coerenza morale, ed il suo lascito parla della costruzione di un Uomo Nuovo, di una nuova coscienza civile e sociale senza la quale la dimensione rivoluzionaria non si può realizzare. Senza l’acquisizione di nuovi modi di intendere la società, non vi è eguaglianza, né solidarietà che possano tenere.
Per il suo portato culturale e teorico che non si limita all'analisi economica o delle tattiche di combattimento, Guevara somiglia molto da vicino al nostro Antonio Gramsci, molto più che a dirigenti rivoluzionari solo teorici o solo combattenti.
Per questo, l’iniziativa dei giovani della FGCI, l’organizzazione che riunisce i giovani del PdCI, è quanto mai opportuna, non solo per celebrare degnamente il 40° anniversario dell’omicidio del grande rivoluzionario, senza cedimenti all’iconografia e alla commemorazione scontata dei decennali. Essa è davvero preziosa perché tratta del tema che rende attuale la figura del dirigente assassinato, riportando la riflessione politica ai valori ed alle analisi necessari a costruire una società più giusta e avanzata, sottraendo quella riflessione ai condizionamenti del tatticismo e del personalismo carrieristico che oggi imprigiona e offende la politica.
Non vi sono dubbi che, comunque la si pensi, questo metodo è l’unico in grado di ridare un senso alla politica, recuperando valori come lo studio, la partecipazione, l’impegno diretto e responsabile come reale e concreta risposta alla crisi del sistema democratico del nostro e di molti paesi.
Aniversario Che guevara
la muerte de el che
guevara
9
ottobre 1967 - 9 ottobre 2007
Vecchia
Maria
Vecchia
Maria, stai per morire,
voglio dirti qualcosa di serio:
La tua vita è stata un rosario completo di agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute e denaro,
soltanto la fame da dividere coi tuoi;
voglio parlare della tua speranza,
delle tre diverse speranze
costruite da tua figlia senza sapere come.
Prendi
questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo.
Strofina i tuoi calli duri e le pure nocche
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.
Ascolta,
nonna proletaria:
credi nell'uomo che sta per arrivare,
credi nel futuro che non vedrai.
Non
pregare il dio inclemente
che per tutta una vita ha deluso la tua speranza.
E non chiedere clemenza alla morte
per veder crescere le tue grigie carezze;
i cieli sono sordi e sei dominata dal buio,
su tutto avrai una rossa vendetta,
lo giuro sull'esatta dimensione dei miei ideali
tutti i tuoi nipoti vivranno l'aurora,
muori in pace, vecchia combattente.
Stai
per morire, vecchia Maria;
trenta progetti di sudario
ti diranno addio con lo sguardo
il giorno che te ne andrai.
Stai
per morire, vecchia Maria,
rimarranno mute le pareti della sala
quando la morte si unirà all'asma
e consumerà il suo amore nella tua gola.
Queste
tre carezze fuse nel bronzo
(l'unica luce che rischiara la tua notte)
questi tre nipoti vestiti di fame,
sogneranno le nocche delle tue vecchie dita
in cui sempre trovavano un sorriso.
Questo sarà tutto, vecchia Maria.
La
tua vita è stata un rosario di magre agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute, allegria,
soltanto la fame da dividere coi tuoi.
E'
stata triste la tua vita, vecchia Maria.
Quando l'annuncio dell'eterno riposo
velerà di dolore le tue pupille,
quando le tue mani di sguattera perpetua
riceveranno l'ultima, ingenua carezza,
penserai a loro... e piangerai,
povera vecchia Maria.
No, non lo fare!
Non
pregare il dio indolente che per tutta una vita
ha deluso la tua speranza
e non domandare clemenza alla morte,
la tua vita ha portato l'orribile vestito della fame
e ora, vestita di asma, volge alla fine.
Ma
voglio annunciarti,
con la voce bassa e virile delle speranze,
la più rossa e virile delle vendette,
voglio giurarlo sull'esatta
dimensione dei miei ideali.
Prendi
questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo,
strofina i tuoi calli duri e le nocche pure
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.
Riposa
in pace, vecchia Maria,
riposa in pace, vecchia combattente,
i tuoi nipoti vivranno nell'aurora,
LO
GIURO
Ernesto
Che Guevara
Vieja
Maria
Dedicata
da Ernesto Guevara de
a
una vecchia messicana incontrata nell'Ospedale Generale di Città
del Messico nel dicembre 1954
Ernesto
Guevara
Ernesto
"Che" Guevara "Hasta la victoria siempre"
Atene,
7 ottobre 2007
33°
Festival della Gioventù Comunista di Grecia (video)
e
http://video.google.com/videoplay?docid=-7209159349333169738&hl=en
Domenica
7 ottobre nello Stadio della Pace e dell’Amicizia di Faliro-Atene si è
svolta la manifestazione centrale del 33° Festival della KNE – Odygitis
(Gioventù Comunista di Grecia).
Quest’anno
le iniziative del Festival hanno assunto un carattere particolare. Dopo le
elezioni e i risultati favorevoli per il Partito Comunista di Grecia (KKE),
hanno assunto un carattere di celebrazione. Per l’occasione, il Comitato
Centrale della KNE ha deciso di devolvere il denaro raccolto con i biglietti
di ingresso agli studenti delle aree del Peloponneso colpite dagli incendi.
Aleka
Papariga, Segretaria Generale del KKE, rivolgendosi a una folla imponente di
migliaia di giovani, ha sottolineato quanto siano cresciute le responsabilità
del KKE, in seguito ai risultati delle elezioni generali. Ha osservato che
il successo elettorale apre nuove prospettive e che il KKE è l’unico
partito che sta rafforzando, consolidando e ampliando i suoi successi.
Commentando gli avvenimenti politici, Aleka Papariga ha sottolineato che la
crisi che si è abbattuta sul PASOK è una manifestazione della crisi più
generale della strategia socialdemocratica, e ha riaffermato che il KKE
metterà la sua forza elettorale al servizio della lotta di classe, degli
interessi delle classi popolari e dei giovani.
Riassumendo
i compiti che stanno di fronte ai comunisti, Aleka Papariga ha detto:
“Abbiamo un’unica scelta: imparare dalle nostre esperienze e dagli
avvenimenti di ogni giorno per diventare più militanti, più efficaci e
meglio orientati e diretti nell’organizzazione del popolo, nell’unità
delle forze radicali, favorendo l’avanzata della lotta di classe e delle
alleanze. Dobbiamo educarci ogni giorno politicamente, ideologicamente,
culturalmente, per poter affrontare la classe nemica che cerca di
scongiurare con ogni mezzo il futuro che teme…Il XXI secolo, i suoi primi
decenni, non saranno gli stessi della fine del XX secolo. I popoli
passeranno al contrattacco, poiché è la Storia stessa che avanza
inesorabilmente”.
Al
Festival sono anche intervenuti Giannis Protulis, rieletto parlamentare del
KKE e Miguel Madeira, presidente della WFDY. Coincidendo con il 40°
Anniversario dell’assassinio di Ernesto Che Guevara, il festival si è
concentrato particolarmente sulla figura dell’insigne rivoluzionario. Una
mostra di manifesti politici di tutto il mondo, dedicati a Che Guevara e un
video sulla sua vita e la sua lotta sono stati inseriti nel programma delle
iniziative.
Il
Festival si è concluso con un concerto di famosi cantanti della Grecia.
Traduzione
dallo spagnolo a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Fonte:
www.resistenze.org
Comandante Che Guevara
Comandante Che Guevara

tornano i fascisti !
aggressione
squadrista a Villa Ada a Roma
Oltre 100 appartenenti a Forza nuova hanno
fatto irruzione, alla fine di un concerto, a Villa Ada a Roma. Spranghe,
bastoni, slogans farneticanti. Un'aggressione vile ed aberrante da non
sottovalutare, che riporta ai tempi bui della strategia della tensione !
Il
comunicato dell'A.N.P.I.
l'antifascimo é sempre attuale: Alo'
Salo' alala' di Antonio Tabucchi
Archivio
aggressioni fasciste nel 2006 in Italia
"IL COMPAGNO VELTRONI"
DOSSIER SUL PIU' ABILE AGENTE DELLA CIA
____________________________________________
Dopo
il dossier Mitrokhin, dagli archivi dello spionaggio internazionale arriva
il dossier Kuriakhin, con una rivelazione sensazionale: Walter Veltroni fin
da ragazzo è stato reclutato dalla CIA per infiltrarsi nel PCI e
conquistarne la leadership. Secondo Kuriakhin solo così si spiegano le
abissali differenze tra quanto afferma oggi e quanto sosteneva in passato.
Tra
il gioco della satira politica e il rigore del saggio documentato, il
dossier Kuriakhin ci porta a una domanda cruciale: chi è il compagno
Veltroni? Il suo è un fantastico caso di spionaggio oppure un esempio
insuperabile di trasformismo?
Ilya
Kuriakhin, Il Compagno Veltroni - Dossier sul più abile agente della CIA
Rutelli e Mastella: vergogna!!!
Ha
sollevato un vespaio di polemiche la notizia -pubblicata dal
settimanale L'Espresso- che il vicepremier
Rutelli e il Ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno
viaggiato con un volo di Stato per andare, domenica scorsa, al Gran
Premio di Formula 1 di Monza. Per giunta, su quell'airbus da 48
posti (le cui spese di volo si
aggirerebbero sui 20 mila euro), c'erano anche familiari, amici e
collaboratori dei due leader.
(Gazzetta del Sud del 14.09.2007)
Tagli a spese, salari e
pensioni…, ma loro
Ecco perchè il V-day ha dato fastidio
Senza grazia e senza giustizia
di Gianluca Di Feo
Mastella e il figlio al Gran Premio
di Monza con l’Airbus presidenziale. Un viaggio privato a carico del
contribuente nel giorno dei tagli alle spese. Mentre ai giudici manca
la benzina. Foto di Massimo Sestini
«clicca
sulla foto»
Mastella e Rutelli al Gran Premio con l'aereo di Stato - Pupia.Tv - La TUA
Informazione

Consultate le pagine con le foto e i racconti delle iniziative organizzate dalla società civile, nel corso degli anni, per esprimere il proprio dissenso verso l'ennesima celebrazione della Festa della Repubblica imposta all'insegna dell'esaltazione delle Forze Armate, scelta che appare ancor più grave ed inaccettabile nel momento in cui la presenza militare in Iraq ha dimostrato il suo volto di morte, tortura e distruzione, oltre che la sua ineluttabilità nel rafforzare il terrorismo e gli estremismi e nell'allontanare la possibilità della Pace.
Wikipedia:
il Vaticano e la Cia modificano voci imbarazzanti
Uranio impoverito
Il
testamento di Salvador Allende
“La storia è nostra e la fanno i popoli”; perché è troppo vero, è troppo bello, è troppo giusto ed opportuno.”Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate. Il popolo deve stare all’erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore. Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro. In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. E’ possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore. Compatrioti: è possibile che facciano tacere la radio, e mi accomiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. E’ possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo. Io lo farò per mandato del popolo e con la volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi. Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per quelli che hanno tradito il giuramento che fecero. Soldati del Cile, comandanti in capo e associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva dichiarato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros. Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà del popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente. Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali, né con il crimine, né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli. Lavoratori della mia patria, voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che é stato soltanto interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. Il capitale straniero, l’imperialismo, insieme alla reazione ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera a difendere le proprietà e i privilegi. Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: alla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli. Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista. Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato la loro allegria e il loro spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti. Di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente radio Magallanes sarà fatta tacere e il suono tranquillo della mia voce non vi giungerà. Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria. Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare e non deve farsi umiliare. Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi. Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.
Onore
al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.
Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della
Resistenza. Comunista per sempre.
23 agosto 1927 - 23 agosto 2007 80 anni per Sacco e Vanzetti
Nicola disse : "Signor giudice, so bene perche' sono qui : perche' gli
oppressori devono ammazzare gli oppressi per restare superiori. Faccia come le
pare, signor giudice".
Il giudice lo fece. Il 23 agosto di 80 anni or
sono fu eseguita la condanna a morte di Nicola Sacco e
Bartolomeo Vanzetti.
Due "dego ", come chiamavano con
disprezzo gli immigrati italiani, che per andare a morire in America (uno
calzolaio e l'altro pescivendolo) avevano fatto un lunghissimo viaggio. Il
primo dalla Puglia, il secondo dal Piemonte, sbarcati a soli 17 anni nella
Boston del 1908.
Due extra-americani andati ad infettare, con le loro abitudini, la loro
religione e le loro pericolose idee anarchiche, una nazione che aveva solo
bisogno di molte braccia a poco prezzo e per questo ne aveva paura. Intorno a
quei due "poveracci" si scateno' la furia e la paranoia del
"pericolo rosso" da parte della societa' "civile".
Non bastarono alibi meticolosamente provati e decine di testimoni a favore.
Paradossalmente l'avvocato commise un errore fatale. Proprio l'aver
trasformato il processo in un processo politico, invocando la solidarieta' del
mondo, di tutte le sinistre, degli intellettuali, un'ondata di sdegno
internazionale, proprio tutto questo servi' invece ad incutere nel giudice e
nella giuria un convincimento che a tutt'oggi non e' mai svanito : che il
calzolaio e il pescivendolo erano la minaccia rossa che avrebbe scardinato e
divorato il sogno americano. E che per questo andavano eliminati, anche se
innocenti.
Ricordo di Maria Cervi
Abbiamo appreso con commozione (anche se
i giornali non ne hanno parlato
degnamente) della scomparsa di Maria Cervi. Nessuno di noi vivrà in eterno,
e tuttavia chi, come Maria spende la propria esistenza per la società in cui
vive, lascia una eredità ed una impronta che non può essere cancellata.
In questo travagliato momento della nostra storia, in cui troppe
manifestazioni ed atti dimostrano con violenza che la belva fascista non è
affatto soppressa, che il suo veleno continua ad inquinare la civiltà
democratica del nostro popolo per molti versi disorientato, più necessaria
sarebbe stata la presenza di Maria Cervi a continuare la lotta per
l'affermazione dei valori per cui i suoi familiari sono stati ferocemente
assassinati.
Per questo ci mancherà, e ci sentiamo chiamati ancor più all'impegno per
continuarne per quanto sappiamo e possiamo il cammino seguendone l'esempio.
Le siamo fraternamente grati per quanto ha fatto per tutti noi, e per i
figli che abbiamo messo al mondo.
Siamo vicini ai suoi familiari, ai suoi compagni più cari, a chi ne ha
condiviso battaglie e sacrifici
Istruzioni
per cambiare il mondo...Il Subcomandante Marcos racconta... Leggi
qui
Appello
contro la guerra
censurati.it:
l'informazione tradita!
BBC:
il Vaticano protegge i suoi preti pedofili
qui
il documentario integrale di denuncia della BBC che la RAI ha trasmesso il
31-5 a "annozero". Santoro ha fatto (dovuto fare ?) il Ponzio Pilato
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Le
mani del vaticano grondano di sangue
Al
monarca vaticano, altresi' conosciuto come papa, manca solo la riproposizione
dei roghi per tornare al suo agognato medio evo. Il Vaticano del resto e'
abituato al genocidio che pratica da secoli. Con i i roghi dell'inquisizione,
ma anche con la pulizia etnica del 1492 operata in quella che doveva diventare
la cattolicissima Spagna, nella costituzione dei ghetti e del marchio giallo
per gli ebrei, in Roma e in tutti gli stati cattolici (a proposito
di antisemitismo vaticano, vogliamo dimenticare il sedicente
"pio", protettore dei nazisti ?), con l'abbraccio di Paolo VI a
Pinochet, con il rifiuto diel papa polacco di abbracciare il prete ministro
nel nicaragua libero, e poi da ultimo - last but not least - il genocidio di
africani con il papa polacco a proibire preservativi contro l'aids.
Insomma una lunghissima striscia di sangue. _____________________________________________________
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Hasta la victoria siempre!
IN RICORDO DI MARIO DE MURTAS
Comunisti e Sinistre dopo lo scioglimento dei Ds
Riconoscere il valore civile delle coppie di
fatto
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1917-2007:
90 anni di spinta propulsiva
la
storia della rivoluzione d'ottobre
Manifestazione
comunista nella ex-URSS
Manifestazione
comunista in Albania (sintesi)
URSS
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Patriottica - Armata Rossa
URSS
- 2° Guerra mondiale - Armata Rossa - Berlino 1945
URSS
- Grande Guerra Patriottica - Il nazismo è sconfitto a Stalingrado
URSS
- Grande Guerra Patriottica - Stalingrado - Novembre 1942
URSS - Grande Guerra Patriottica - La battaglia di Russia (sintesi- 1943
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Uno spettro s'aggira per l'Europa - lo spettro del
Comunismo. Dal "Manifesto del partito comunista" di Karl Marx e Friederich Engels 1848 |
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J.Vissarionovic.D.Stalin |
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Nadezhda Krupskaja |
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