Storia, biografie e attualità

più forti i comunisti più forte l'unità della sinistra -- 1937-2007: 70 anni dalla morte di Gramsci

  Inni Comunisti & Canzoni di Lotta

 

 

 

 

 

 

    RISULTATI  ELEZIONI EUROPEE 2009  : clicca qui

                           A La Maddalena vince il Pd

   

noi abbiamo votato COMUNISTA! 

risultato a La Maddalena: RIF.COM. - SIN.EUR. - COMUNISTI ITALIANI  voti196  >6,35%

Elezioni, il giallo delle matite copiative Si possono cancellare con una gomma  (clicca qui)

 

 Il ventennio iniziò così..(vai qui)   

Mobilitazione Nazionale per chiedere le Dimissioni di Berlusconi

 

 

      ATTENZIONE: EMERGENZA DEMOCRAZIA!

   Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60.Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi.Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. nessun media ha dato notizia.  E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!!

 

 

 

 

 

                                 

 

  il 24 febbraio di 19 anni fa moriva Sandro Pertini, Partigiano Presidentepertinipipa.jpg (5764 byte)

 

 

Il broglio. Romanzo simultaneo Il broglio. Romanzo simultaneo     

In sintesi
È davvero possibile che sondaggi ed exit poll falliscano completamente le loro previsioni? Dopo una campagna elettorale allo spasimo, i risultati delle elezioni 2006 smentiscono clamorosamente ciò che tutti si aspettavano. Data per trionfatrice, la Sinistra ha quasi perso. Dato per sconfitto, il Tycoon ha quasi vinto. Ma cosa è accaduto in realtà? Sulla scia della rivelazione di un investigatore privato, un giornalista cerca di venire a capo di una ipotesi inquietante. Il grande broglio è stato compiuto dal Tycoon e dai suoi.Una macchinazione per cambiare l'esito del voto popolare. Un complotto basato su un trucco vecchio come il mondo: le schede bianche...

 

 



85 anni fa moriva Vladimir I. Ulijanov "Lenin"



 

 

                                             Cuba, 50 anni della rivoluzione
                        
        

 

          Storia della Base Usa a La Maddalena dal 1972  all'addio

                                                Foto e video manifestazioni pacifiste e anti-militariste: da non perdere!

  

                                                                    

                                                      In perenne ricordo dei morti sul lavoro 

 

 

WALTER - AMARCORD
(amari ricordi per Walter l'americano)

IERI

OGGI

 
“il fascismo potrà risorgere a condizione che si    chiami antifascismo”
Pasolini

 

Sardegna
LA PORTAEREI DELL'IMPERIALISMO NEL MEDITERRANEO
di Luigi Pisci (*)
 
La Sardegna accoglie nel suo territorio 2/3 delle servitù militari Italiane. Tale sproporzione può essere spiegata con l’insularità, la bassa densità di popolazione e la posizione strategica dell’isola al centro del Mediterraneo.
Il prezzo che i sardi stanno pagando per questa specificità non richiesta si traduce nelle alte incidenze di malattie genetiche, mancanza di sviluppo alternativo, dissesto ambientale permanente.
Se nei decenni passati il ricatto del lavoro poteva fungere da anestetico nei confronti delle popolazioni limitrofe penalizzate, oggi è ormai tempo di bilanci: le zone dove sorgono le basi sono in via di spopolamento non meno del resto della Sardegna ma con la differenza che le basi costituiscono un tappo a qualsiasi soluzione alternativa di sviluppo.
La politica italiana e sarda, cosciente del proprio ruolo di comitato d’affari padronale, dopo aver celato per anni malattie, incidenti e contaminazioni, continua a promuovere l’ampliamento delle basi e il depistaggio di coloro che in tribunale cercano un briciolo di giustizia dopo inaudite sofferenze.

Parisi a tutta Quirra
Il poligono di Quirra è tra i più grandi d’Europa, vi si testano le nuove armi per l’esercito e si fanno operazioni dimostrative per convincere i committenti della micidiale efficienza delle armi ordinate.
Il mare cristallino viene usato come discarica di residuati bellici e la popolazione civile e militare come ignare cavie.
Sindrome di Quirra. Si chiama così la malattia che nella vastissima area occupata dal poligono militare più grande d'Europa, tra Barbagia e Ogliastra, nella Sardegna centrale, uccide civili e militari e fa nascere bambini deformi. Non ne parla nessuno. I media tacciono una situazione che è invece drammatica.
Con le vittime della tragedia sullo sfondo, il ministro (sardo) Arturo Parisi e il sottosegretario (sardo) Emilio Casula, col governo Prodi ancora in carica, hanno annunciato l’ampliamento del poligono di Quirra. Quirra dovrà diventare un grande poligono aerospaziale da rendere disponibile alle industrie delle armi di tutto il mondo. "Un disegno -secondo le parole di Emidio Casula- che farà della Sardegna un centro d'eccellenza tecnologica di prim'ordine, capace di attrarre investimenti e lavoro altamente qualificato da tutto il globo". Il potenziamento prevede la sperimentazione di aerei senza pilota e di sistemi d'arma a guida laser, nonché test di prova sui motori per le nuove generazioni di veicoli aerospaziali recuperabili, gli space-shuttle. Ma del piano fa parte anche la costruzione di un aeroporto e la creazione di una "striscia tattica", ossia di un'area limitata della base da utilizzare come appoggio per missioni di guerra operative. Fatto di una gravità eccezionale, perché si andrebbe ben oltre le finalità puramente addestrative e di sperimentazione di sistemi d'arma che sinora Quirra ha avuto.
 
Peggio Soru che male accompagnati
La giunta di centrosinistra cerca di barattare l’ampliamento di Quirra con la dismissione parziale delle basi di Teulada e Capo Frasca. Ecco le dichiarazioni rese dal presidente Soru in commissione Difesa: "Proprio perché vogliamo fare la nostra parte, abbiamo cercato di valutare la presenza dei militari e le necessità più impellenti: abbiamo compreso che il poligono di Quirra è quello su cui si è maggiormente investito, il più grande di tutti e probabilmente quello più dotato di tecnologie e maggiormente utile al nostro sistema di difesa. Riteniamo, quindi, di poter dare la nostra collaborazione ospitando il poligono e favorendo le sue ulteriori necessità di investimento e di spazio. Siamo disponibili a offrire tutta la nostra collaborazione per quel sito. Abbiamo bisogno però che sia fissata una data precisa entro la quale saranno abbandonati i poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca". Al momento però, passati quasi sei mesi, mentre a Quirra il piano di potenziamento è già partito, non è stata fissata alcuna scadenza per la dismissione di Capo Teulada e di Capo Frasca (al contrario, proprio qualche settimana fa Arturo Parisi, ministro uscente, ha dichiarato in commissione Difesa che di mollare i due poligoni non se ne parla nemmeno).
 
L’uranio è duro da digerire come la verità
Gli interessi che gravitano intorno a Quirra sono giganteschi. Con i suoi 11.600 ettari la base è attrezzata per le prove sui sistemi d'arma più moderni, sofisticati e letali. Viene massicciamente utilizzata sia dai governi (per il 56 per cento del tempo) sia dall'industria militare privata (per il 44 per cento). Una micidiale combinazione militare-industriale che non ha certo problemi a sopportare il costo di 50 mila euro l'ora per l'affitto delle strutture della base. Tutto questo comporta conseguenze sanitarie (tumori e malformazioni) ed economiche (espropri, povertà, emigrazione) pesantissime per le popolazioni che vivono in quell'area e anche per i militari che ci lavorano. Ma poi ci sono anche l'inquinamento magnetico originato dai potentissimi radar utilizzati nel poligono e il sospetto che tra le armi usate durante le attività di addestramento ci siano, o ci siano stati, proiettili all'uranio impoverito. Sospetto suffragato dal fatto che le patologie tumorali a Quirra sono esattamente le stesse provocate dalla cosiddetta sindrome dei Balcani.
 
In vista del G8 unifichiamo le vertenze
Il nostro partito propone coerentemente con la campagna “via le truppe” che abbiamo animato nei mesi scorsi, l’unificazione delle vertenze anti-imperialiste e anti-colonialiste con quelle sanitarie, ambientali e sindacali, per elaborare in vista della riunione del G8 una piattaforma rivendicativa sulla quale costruire la lotta. Una lotta senza quartiere ai poligoni del cancro, ai laboratori dell’invasione coloniale, al tappo dello sviluppo, al giro d’affari miliardario dei signori della guerra.
 

(*) coordinamento regionale sardo del PdAC
 

     

 

 

 

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Roma 11/6: contro Bush e la guerra permanente

 

1)  Bush torna a Roma per coinvolgere ancora di più l’Italia nella guerra permanente Mercoledi 11 giugno mobilitazione nazionale (Patto permanente contro la guerra)

 

2)  Non sottovalutare il ruolo dell’Italia negli scenari della guerra globale

Relazione della Rete dei Comunisti al Forum del Patto contro la guerra su “Gli scenari della guerra globale e il ruolo dell’Italia” (Roma, 24 maggio 2008)

 

=== 1 ===

Bush torna a Roma per coinvolgere ancora di più l’Italia nella guerra permanente

 

Mercoledi 11 giugno mobilitazione nazionale.

Appuntamento a Roma alle ore 17.00 in piazza della Repubblica

 

 

Il presidente degli Stati Uniti Bush l’11 giugno prossimo sarà di nuovo a Roma per discutere con il nuovo governo Berlusconi - uno dei suoi più fedeli alleati in Europa - un maggiore coinvolgimento dell’Italia nelle strategie di guerra degli USA nei vari scenari.

 

Bush è “un’anatra zoppa” ma prima di concludere il suo mandato vuole approfittare del favorevole clima politico bipartizan in Italia per aumentare gli impegni militari del nostro paese. In poche parole Bush vuole più truppe da combattimento in Afghanistan, nuove regole offensive per il contingente militare italiano in Libano da utilizzare contro l’opposizione libanese, il pieno utilizzo dei militari italiani nei Balcani a difesa della secessione del Kosovo, il via libera ai lavori alla base militare del Dal Molin a Vicenza e l’allargamento operativo delle altre basi USA sul nostro territorio, la partecipazione attiva allo Scudo missilistico che già  si sta realizzando con le prime installazioni nei paesi dell’Europa dell’Est, una maggiore collaborazione tecnologica e militare tra aziende italiane e statunitensi (vedi l’escalation della Finmeccanica), la subalternità alle scelte della NATO, la disponibilità dell’Italia ai preparativi di guerra contro l’Iran, il rafforzamento della complicità militare e diplomatica tra Italia e Israele.

 

Una accresciuta aggressività militare finalizzata alla riconquista o all’ampliamento della propria sfera d’influenza sul mercato mondiale - oggi in evidente declino - è la risposta con cui gli Stati Uniti intendono rispondere alla recessione economica abbattutasi sull’economia USA. Il tentativo dell’amministrazione Bush è quello di accollare i costi economici, sociali e militari di questa sua crisi anche sui paesi alleati.

 

Su questa inquietante agenda di guerra, Bush troverà piena collaborazione da parte del governo Berlusconi, il quale si sta affrettando a far suonare le fanfare della guerra e del razzismo ed a peggiorare, se possibile, in Libano, in Afghanistan e di nuovo in Iraq, il  ruolo di guerra dell’Italia, già delineato da D’Alema come quello la sesta potenza (coloniale) del mondo, in quanto a presenza di militari oltreconfine.

 

Questa agenda la vogliamo e la dobbiamo ribaltare con una mobilitazione contro la guerra che non ha fatto e non farà sconti a nessun governo e a nessun soggetto politico che si sia reso complice della guerra permanente, delle sue alleanze e dei suoi obiettivi.

Il Patto permanente contro la guerra lancia un appello alla mobilitazione a tutte le persone che vogliono un altro mondo possibile in cui la Pace sia la stella polare della politica estera ed economica e la sicurezza sia inscindibile dalla solidarietà e dalla cooperazione e giustizia sociale. Non vogliamo che il nostro paese sia ancora complice della escalation di guerra e non vogliamo che dia il benvenuto a colui che massimamente ha incarnato in questi anni la guerra globale, la tortura e la sospensione dei diritti umani in tutto il mondo.  Per dire No a Bush e No alla guerra, per dire fuori l’Italia dalla guerra, chiamiamo tutte e tutti in piazza a Roma mercoledì 11 giugno per protestare contro la visita di Bush, per lanciare il nostro grido di allarme contro l’escalation di guerra.

 

 

L’11 giugno saremo in piazza a Roma contro la visita di Bush e per riaffermare la nostra piattaforma:

 

·        il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan, dal Libano, dai Balcani

 

·        a revoca della decisione di costruire una nuova base militare USA a Vicenza e lo smantellamento delle basi militari USA/NATO nel nostro territorio per riconvertirle ad uso civile

 

·        la revoca dell’adesione dell’Italia allo Scudo missilistico USA

 

·        la revoca della partecipazione alla costruzione degli F35

 

·        la revoca dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele

 

·        il taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.

 

Il Patto permanente contro la guerra

 

=== 2 ===

Non sottovalutare il ruolo dell’Italia negli scenari della guerra globale

 

(la relazione della Rete dei Comunisti al Forum del Patto contro la guerra su

“Gli scenari della guerra globale e il ruolo dell’Italia”, Roma, 24 maggio)*

Il primo problema con cui dobbiamo fare i conti è la “ragione sociale” che è alla base della nostra alleanza e della nostra azione politica – il Patto contro la guerra – e la percezione politica e pubblica della questione che solleviamo: la guerra.

Il depotenziamento della guerra come categoria politica e morale

 

Il tentativo di occultare la guerra non è solo una responsabilità del sistema dei mass media. I mezzi di informazione non sono autonomi ma rispondono agli input che gli giungono dalla politica e dai poteri forti che ne sono gli azionisti di maggioranza. Prendersela con i mass media è una forma di auto consolazione che non ci aiuta a collocare la nostra azione al livello possibile (e ancora meno al livello che sarebbe necessario).

 

L’occultamento della guerra avviene ai livelli più alti della politica e della egemonia culturale. Cito due esempi.

“Il termine guerra, sotto il profilo giuridico, è diventato desueto ed è sostituito da quello più flessibile di conflitto armato” (tesi del prof. Natalino Ronzitti, docente della Luiss)

“Serve una nuova legge che regoli la partecipazione delle Forze Armate a missioni estere che non rientrano nell’ormai desueta categoria di “guerra”. (tesi di Giovanni Gasparini, responsabile di ricerca dell’Istituto Affari Internazionali). (1)

 

Queste tesi, sostenute da due autorevoli membri di quei think thank italiani legati alla NATO, al Ministero della Difesa e al Ministero degli esteri, sono indicativi del progetto di depotenziare la categoria della “guerra” come fattore che da un lato inquieta – giustamente – l’opinione pubblica riducendo i consensi ai governi “di guerra”e dall’altro pone una serie di questioni giuridiche e morali (vedi l’art.11 della Costituzione e il senso comune che intorno è stato costruito) che oggi si vuole rimuovere per poter partecipare apertamente e senza ostacoli a tutta la geometria variabile di operazioni militari previste dalla guerra preventiva.

 

Su questo terreno, la complicità bipartizan della politica è crescente. Oggi c’è il governo Berlusconi ma ieri con il governo Prodi non era diverso.

Alla fine del 2007, l’allora ministro della Difesa Parisi partecipò ad un seminario del Centro Alti Studi per la lotta al terrorismo e alla violenza politica. In questo seminario si è discusso della tesi della “4GW” (Four Generation Warfare) avanzato dallo storico militare dell’università di Gerusalemme Martin Van Cleveld. (2)

Questa analisi delle “guerre di quarta generazione” arrivava ad un paio di conclusioni per noi molto significative:

1)  Se non si può più distinguere la pace dalla guerra che cosa esattamente si ripudia con l’art.11?

2)  Affrontare le nuove minacce richiederà una sempre maggiore integrazione tra mondo civile e mondo militare perché cresce l’importanza del livello “morale” dello scontro.

 

Parlare dunque di lotta contro la guerra in una fase in cui “non si può più distinguere la pace dalla guerra” ed in cui il coinvolgimento degli apparati civili (vedi le Ong) e il livello “morale” del conflitto crescono e diventano decisivi, ci pone seri problemi di analisi, informazione e chiarezza politica sulla funzione e gli obiettivi di una coalizione di movimento come il Patto contro la guerra, che nella sua ragione sociale ha ripreso, fatto proprio e dichiarato quel “No alla guerra senza se e senza ma” che è entrato in collisione con quei settori della sinistra e del movimento pacifista niente affatto insensibili ai ragionamenti e alle categorie denunciate poco prima.

Dalla concertazione alla competizione. Nascono qui i pericoli di guerra

 

Una seconda riflessione riguarda un’altra tentazione storica dei movimenti contro la guerra: quello che potremmo definire la “sindrome della fotografia”. Una fotografia fissa una immagine, una fase storica ma non ha la capacità di indicare le tendenze che si mettono in moto dopo che la fotografia è stata scattata.

In questo senso, l’analisi della realtà internazionale non solo molto spesso è ferma ma non riesce a cogliere i mutamenti del processo storico. Se vogliamo fare degli esempi, la storia ci aiuta.

·        Nel 1900, tutte le potenze imperialiste (esattamente le stesse che oggi fanno parte del G8) intervennero insieme e di comune accordo contro la Cina dove era scoppiata la rivolta dei boxer.

Italiani, giapponesi, statunitensi, russi, inglesi, tedeschi, francesi mandarono le loro truppe a reprimere la rivolta e a spartirsi le concessioni sul territorio della Cina( Porti, ferrovie, snodi commerciali etc.). Quattordici anni dopo, le stesse potenze si sono combattute mortalmente nelle trincee della Marna o della Marmolada e in tutta la rete coloniale in cui erano presenti (Africa., Asia etc.).La concertazione imperialista del 1900 era diventata guerra interimperialista solo quattordici anni dopo ponendo fine a quel processo di globalizzazione compiuto del pianeta iniziato nella seconda metà dell’Ottocento e che aveva raggiunto il suo apice proprio nella Belle Epoque del primo decennio del Novecento.

Nel 1940, mentre le truppe naziste sfondavano al nord la linea Maginot (la linea di difesa francese), tra le aziende elettriche francesi e tedesche si continuavano a scambiare elettricità e transazioni finanziarie. Non solo. Fino a tutto il 1941 le fabbriche della Ford e della General Motors in Germania hanno costruito camion e mezzi per la Wermacht tedesca. Solo dopo fortissime pressioni del governo USA chiusero – a malincuore perché i profitti erano elevatissimi – la produzione sul suolo tedesco. Dopo pochi mesi gli USA dichiaravano guerra alla Germania. Ciò conferma che è vero che il capitale non ha confini né nazionalità ma che gli Stati (e la politica) alla fine prevalgono anche sugli interessi dei singoli capitalisti.

 

Questi esempi ci servono per capire che il movimento contro la guerra non può limitarsi a fotografare il passato e l’esistente ma deve cercare di individuare le tendenze per collocare dentro ed eventualmente contro di esse la propria azione politica.

 

Oggi le contraddizioni che portano alla guerra sono evidenti e agiscono concretamente. Non si tratta solo delle guerra asimmetriche a cui abbiamo assistito in questi anni (l’Afghanistan, l’Iraq, la Jusoglsvia somigliano molto alla spedizione contro i Boxer in Cina), ma di una escalation della competizione a tutti i livelli – incluso quello militare – tra le varie potenze.

 

Se cogliamo dunque la tendenza in corso, non possiamo che partire dal dato della perdita di egemonia degli USA nei rapporti di forza internazionali , un dato questo che aveva caratterizzato tutto il dopoguerra e il dopo guerra fredda. L’egemonia si fonda su tre fattori: economica, culturale, militare. Ormai gli USA possono contare solo sul fattore militare che però ne modifica lo status dalla potenza egemonica a quello della supremazia (militare appunto). Sul piano economico e culturale gli USA stanno perdendo quote crescenti di egemonia e stanno lottando con tutti i mezzi (anche e soprattutto quello della guerra e dell’economia di guerra) per cercare di mantenerla.

 

Se questa tendenza è vera, stiamo assistendo ad un cambiamento epocale: il passaggio dalla concertazione tra le grandi potenze (assicurato e dominato dagli USA come primus inter pares) alla competizione globale tra le grandi potenze.

Questa situazione è dimostrata dalla evidente crisi di tutte le istituzioni internazionali che hanno retto questo squilibrio/equilibrio tra le maggiori potenze e ne hanno assicurato la concertazione sia nella guerra fredda contro l’Urss sia nella gestione della globalizzazione dagli anni Ottanta fino ai primi anni del XXI° Secolo. Oggi queste istituzioni – niente affatto autonome dagli Stati – sono in crisi. E’ in crisi la WTO, il FMI, la Banca Mondiale, l’ONU, la Commissione Trilateral e persino la NATO. Sono dunque in crisi la maggioranza dei vecchi bersagli contro cui i movimenti altermondialisti si sono accaniti per anni ritenendole i “nemici principali”, espressione di un capitale collettivo senza volto e senza Stati. Oggi non è più così. Le vecchie camere di compensazione tra gli interessi delle varie potenze non funzionano più sia per le contraddizioni interne sia per l’affermarsi di nuove potenze (Cina, India, Brasile, Russia etc.). Questo nuovo scenario impone o una rinegoziazione generale – malvista dagli USA perché ne ratificherebbe il declino – o la paralisi delle istituzioni della concertazione multilaterale. (3)

 

Infine, ma non certo per importanza, oggi stiamo vivendo ben quattro crisi strutturali in una sola.

·        la crisi finanziaria dovuta ai buchi in bilancio delle banche

·        la crisi monetaria dovuta alla modifica del rapporto di cambio tra euro e dollaro (se la Finmeccanica avesse acquisito la statunitense DRS cinque anni fa avrebbe speso 5,2 miliardi di euro invece di 3,4 miliardi di euro)

·        la crisi energetica con il boom dei prezzi degli idrocarburi e la consapevolezza di aver raggiunto e superato il “picco” produttivo

·        la crisi alimentare scatenata dall’introduzione degli agrocombustibili che hanno fatto schizzare i prezzi delle materie prime agricole

 

Queste ovviamente sono tendenze e dinamiche di una realtà internazionale in movimento di cui non è facile prevedere gli sbocchi. Possiamo solo essere certi di due cose: che la fotografia delle relazioni internazionali valida fino al 2000 è sbiadita e che sulla base della storia, le contraddizioni che abbiamo preso in esame hanno sempre portato ad una guerra di carattere globale. E’ un quadro inquietante, ma un Patto contro la guerra non può assumersi la responsabilità di denunciare e agire per impedire che la realtà in cui opera precipiti lungo il piano inclinato della storia.

Esiste o no un “imperialismo italiano”?

 

Se è vero che la fase storica sta cambiando, non si capisce perché la fotografia sbiadita della realtà internazionale dovrebbe invece rimanere identica quando si passa ad analizzare il ruolo della “Azienda Italia” nei rapporti internazionali e negli scenari della guerra globale.

L’aumento delle spese militari, la crescita di un complesso militare-industriale intorno a Finmeccanica, l’invio di contingenti militari negli scenari di crisi, sono solo alcuni degli effetti di un mutamento del ruolo dell’Italia dagli anni Novanta a oggi.

 

Da un punto di vista delle categorie classiche, l’Italia è un paese compiutamente imperialista. Lo è dal punto di vista economico, finanziario e dell’integrazione nel cuore di uno dei poli imperialisti  come l’Europa. Il fatto che sia un sistema più debole rispetto a quelli più forti, non deve trarre in inganno né deve continuare ad alimentare il luogo comune degli “italiani brava gente”. L’Italia è stata una potenza coloniale come le altre e le atrocità e i saccheggi compiuti in Libia, in Africa orientale, nei Balcani non sono stati diversi da quelli compiuti da altre potenze.

 

Oggi, l’Italia oscilla tra la fedeltà/subalternità alle alleanze storiche come la NATO e l’Unione Europea (e che vede i governi che si succedono accentuare più o meno la fedeltà atlantica rispetto alle ambizioni autonome dell’Unione Europea) e la costruzione di una propria area di influenza e presenza economica e diplomatica.

Dalla metà degli anni Novanta, l’Italia ha partecipato ampiamente all’assalto verso l’Europa dell’Est con una gigantesca esportazione di capitali che ha superato ampiamente l’export di merci.

Con il primo Governo Prodi e Fassino sottosegretario agli Esteri, abbiamo visto definire nero su bianco l’ambizione dell’Italia a conquistarsi la sua fetta di bottino nei Balcani e nell’Europa dell’Est. (4)

Oggi in Romania ci sono 800.000 lavoratori rumeni alle dipendenze di 24.000 imprese italiane

La delocalizzazione produttiva è stata impetuosa anche in Albania dove l’Italia controlla anche la formazione delle forze di sicurezza e vorrebbe addirittura localizzare le centrali nucleari per la produzione di energia destinata all’Italia. Lo stesso meccanismo è avvenuto anche nel resto dei Balcani, mentre le grandi banche come Unicredit e Intesa-S.Paolo hanno fatto un notevolissimo shopping in tutta l’Europa l’Est. Lo stesso si può dire dell’Enel.

Due anni fa, a Forlì si tenne un convegno tra Confindustria e NATO organizzato dall’università, in cui i funzionari e i militari della NATO invitavano gli imprenditori a investire tranquillamente nei Balcani perché la presenza dei contingenti NATO assicurava il massimo di stabilità e garanzia per gli investimenti esteri.

 

Un discorso particolare merita poi il Maghreb dove l’Italia opera soprattutto nello spirito del neocolonialismo (conquista della forza lavoro più che delle risorse come avveniva per il colonialismo) e punta a conquistarsi un serbatoio di forza lavoro a buon mercato sia attraverso la delocalizzazione produttiva sia attraverso flussi migratori controllati. Su questo il ragionamento più organico è stato fatto proprio da Romano Prodi ed è alla base del grande interesse dell’Italia per il Mercato Unito Euro Mediterraneo del 2010 o – in subordine se questo processo fallisse – dell’Unione Mediterranea avanzata dalla Francia di Sarkozy per superare le recalcitranze degli altri paesi europei verso il Mediterraneo. (5)

 

Alla luce di questi dati – ampiamente documentati e documentabili ma completamente trascurati dall’analisi e dal dibattito – si capisce meglio perché l’Italia è il sesto paese per numero di soldati impegnati in missioni militari all’estero, perché mantiene contingenti militari in Libano e nei Balcani, perché vuole dotarsi di un complesso militare-industriale e di risorse economiche per la difesa adeguate alle proprie ambizioni. Uno studio recente fissa il minimo delle spese militari necessarie per essere adeguati a 20 miliardi di euro (circa 30 miliardi di dollari).

Secondo questo studio l’esercito deve essere completamente “expeditionary” (cioè proiettato e proiettabile al 100% all’estero entro i prossimi cinque anni), tagliando organici inutili (20.000 marescialli e 3.000 ufficiali) (6)

A questa dimensione offensiva della politica militare italiana dovremo abituarci, anzi, dovremo attrezzarci per ostacolarla in ogni modo nei prossimi anni. Non solo, l’Italia incrementerà in ogni scenario regole d’ingaggio più intrusive e aggressive. A fronte di questa realtà, i ragionamenti sulla “riduzione del danno” che abbiamo sentito dai gruppi parlamentari della sinistra nei due anni di governo Prodi, appaiono decisamente irritanti quanto miopi.

 

La percezione nella società degli scenari di guerra che coinvolgono l’Italia

 

A cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno, il Laps (Laboratorio per l’Analisi Politica e Sociale) dell’università do Siena, ha realizzato un sondaggio commissionato dal Ministero degli Esteri (c’era ancora D’Alema) e allegato al rapporto redatto dal Gruppo di Riflessione Strategica sulla politica internazionale dell’Italia (7).

In questo sondaggio emergono alcuni dati interessanti sia per comprendere la percezione sociale degli scenari internazionali che coinvolgono l’Italia sia per avere un’idea dello spazio politico per l’iniziativa e i contenuti del movimento No War nel nostro paese.

Dai dati viene fuori ad esempio che la richiesta di fuoriuscita dalla NATO è ancora minoritaria e che lo sono anche le ambizioni ad autonomizzarsi dando vita all’esercito europeo. Gli USA perdono importanza ma anche un certo un certo “appeal” sociale.

Le missioni militari godono di consenso se non producono vittime tra i soldati italiani. Più perdite ci sono e meno ci sarebbero consensi. La missione meno popolare è quella in Afghanistan anche perché è percepita come quella più rischiosa.

Infine c’è una forte opposizione all’aumento delle spese militari e una congrua richiesta che vengano diminuite. In assenza di informazioni sulla quantità delle spese militari c’è uno zoccolo duro maggioritario che ritiene debbano rimanere invariate. Ma –e questo è interessante – se gli intervistati dispongono di informazioni cresce il numero di coloro che sono favorevoli alla riduzione e diminuisce il numero di coloro che ritengano debbano rimanere invariate.

Ciò significa che la missione militare in Afghanistan è il punto più  debole del sistema di consenso alla guerra e che le spese militari – in presenza di una iniziativa e di informazioni – possono essere un altro punto debole del consenso alla politica militare dei governi italiani.

Ad una domanda del sondaggio se gli USA rimangono il paese più importante per l’Italia, Nel 2002 la risposta affermativa veniva da parte del 15% degli intervistati, nel 2008 questa percentuale è scesa al 9%. Questa maggiore disaffezione degli italiani verso l’importanza degli USA viene però compensata da quello che viene definito il “sentiment” e che – in una scala da 0 a 10 – vede gli USA passare dal 6,38 del 2002 al 6,71 del 2008, superati però dalla Germania. Un discorso diverso riguarda invece la NATO.

 

La fedeltà alla NATO

 

                                                          2002                    2008

L’Italia deve rimanere nella NATO così com’è               32                      35

Rimanere nella NATO ma con forza e comando europei         47                      32

Ritirarsi dalla NATO e istituire un esercito europeo       5                       11

Scegliere la neutralità                                    10                      14

 

Le missioni militari all’estero

                                                        Contrari                Favorevoli

Missione in Kosovo                                        27                        68

Missione in Libano                                        33                        60

Missione in Darfur                                        14                        81

Afghanistan (nel quadro degli sforzi internazionali)      32                        62

Afghanistan (con la partecipazione a combattimenti)       57                        37

 

La specificità della missione militare in Afghanistan

 

Favorevoli (senza perdite di soldati italiani)      61

Contrari (senza perdite di soldati italiani)        33

Favorevoli (anche con altri 20 morti italiani)      40

Contrari (anche con altri 20 morti italiani)        52

Favorevoli (con altri 100 morti italiani)           27

Contrari (con altri 100 morti italiani)             64

 

Le spese militari

 

Gli intervistati non dispongono di informazioni sulla quantità di spese militari dell’Italia

                                                          2002                   2008

Le spese militari dovrebbero aumentare                     21                     13

Le spese militari dovrebbero diminuire                     25                     38

Le spese militari dovrebbero rimanere uguali               42                     42

 

Se gli intervistati dispongono di informazioni sulla quantità delle spese militari dell’Italia

                                                              2002                2008

Le spese militari dovrebbero aumentare                         --                  12

Le spese militari dovrebbero diminuire                         --                  41

Le spese militari dovrebbero rimanere uguali                   --                  34

 

·        relazione di Sergio Cararo della Rete dei Comunisti 

 

 

Fonti e note:

 

(1)       Da Affari Internazionali, pagina web dell’Istituto Affari Internazionali

(2)       Vedi  Carlo Buzzi in Pagine di Difesa, 3 dicembre 2007

(3)       Vedi AAVV “Il piano inclinato del capitale”, Jaka Book

(4)       Vedi “L’Italia s’è desta” (AAVV, edizioni Laboratorio Politico, 1997) e No/made Italy (AAVV,edizioni Mediaprint, 1999)

(5)       Vedi Romano Prodi “Un’idea di Europa”, Il Mulino 1998

(6)       Vedi Giovanni Gasparini in “Affari Internazionali”, maggio 2008

(7)       Il sondaggio del Laps e il Rapporto curato dal Gruppo di Riflessione Strategica (di cui fanno parte diversi centri studi, Confindustria, Banca d’Italia, banche, giornalisti, docenti universitari, comandi militari e istituzioni ) sono del marzo 2008

 

 

 

 

 

Speciale elezioni 2008

   risultati delle politiche2008.   

   Risultati a La Maddalena: Camera  e  Senato

   Commenti e reazioni alla sconfitta della Sinistra Arcobaleno

 

 

 

 

 dal 1891 ad ora, passando per innumerevoli lotte, tra tutte quella per le 8 ore, passando per Portella delle Ginestre,
               il Primo Maggio si festeggia da 117 anni (tranne la sua abolizione negli anni bui del fascismo).


                                                              FESTA del LAVORO

                                    
Affinche' i valori della giustizia sociale
prevalgano sulle logiche del "mercato".
               Il Primo Maggio mai come quest'anno deve essere simbolo della tutela della democrazia
       e della dignita' sul lavoro, dei diritti dei la
voratori, primo fra tutti il diritto di non morire lavorando.
                
NO ALLE MORTI BIANCHE !

 

 

 
Articoli : Venier: Bossi come Mussolini. Fucili e baionette presto nella polvere 11 Letture
Inviato da : ufficiostampa Mercoledì, 30 Aprile 2008 - 16:41

 

 

Pillole di storia
 
PCI 1962 - L'opposizione dei comunisti al governo di centro-sinistra: Noi siamo in opposizione a questo governo per l'assenza di indirizzi generali di rinnovamento democratico ... Togliatti
 

 

 

 

 

 

 25 aprile 1945, la Liberazione dell'Italia
             La storia della resiste
nza romana
            "Generazione Ribelle", diari e lettere dei protagonisti della Resistenza
             "Grazie partigiani!". Parola di Alleati
             Strage di Marzabotto: storia, inchiesta
             Resistenza e revisionismo storico
             Porzus e le Foibe
             Il dibattito sui "ragazzi di Salò"
             I disertori tedeschi e la Resistenza
                
Il contributo dei militari alla Liberazione

 

                               

   

Marco Rizzo (PdCI)

 

 

E’successo! Berlusconi pare essere tornato, anche grazie a Veltroni, mentre la sinistra scompare con un risultato disastroso, l’improbabile Arcobaleno è stato sonoramente bocciato dall’elettorato con ad ora, un risultato che si aggira attorno al 4% alla Camera dei Deputati e con un risultato altrettanto pessimo al Senato. Le percentuali di partenza nelle elezioni del 2006 erano il 10,2% alla Camera e l’11,6% al Senato (sommando i risultati di Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi e addirittura senza “conteggiare” la Sinistra Democratica ). Qualcuno potrà obiettare che quell’aggettivo “improbabile” poteva essere usato anche prima. Modestamente, alcuni di noi, tra cui il sottoscritto, lo avevano detto… Leggi tutto

 

 

Marco Ferrando - Franco Grisolia (PCL)

 

 Franco Giordano

 

Il Tradimento politico delle ragioni dei lavoratori e dei movimenti da parte di Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto ha portato al disastro la sinistra. Due anni di governo con politiche antioperaie, antipopolari e belliciste a tutto vantaggio delle forze padronali hanno prodotto un enorme disillusione del popolo della sinistra; che si è espresso in parte nell'astensione in parte nell'illusorio "voto utile senza fiducia" per il PD in funzione antiberlusconiana. Due anni fa come sinistra di opposizione di Rifondazione avevamo esattamente previsto che la politica di collaborazione di classe del suo gruppo dirigente avrebbe portato al disastro, anche se naturalmente non ne potevamo prevedere l'ampiezza. Leggi tutto

 

 

"Noi andremo al congresso dove naturalmente saremo tutti a disposizione e decideremo democaticamente. Ma la proposta che io mi sento di formulare è quella di andare avanti sulla strada del percorso unitario della Sinistra fuori dal quale non vedo proprio futuro".

Gianluigi Pegolo (PRC - L'Ernesto)

 

Oliviero Diliberto

Per la prima volta dal dopo guerra, i comunisti non sono rappresentati nel parlamento, la debacle de l'arcobaleno dimostra senza ombra di dubbio l'errore clamoroso commesso dal gruppo dirigente di Rifondazione che ha rinunciato alla falce e martello per inseguire un progetto effimero.
L'area de l'Ernesto, ormai da più di un anno, si è battuta nel partito per impedire questo tragico approdo.
Per la coerenza che ha dimostrato è stata discriminata, ma oggi i fatti ci danno ragione.
Il più grande errore che si potrebbe fare ora è non prendere atto che l'arcobaleno e definitivamente finito e riproporre quel progetto.
A questo punto occorre ridare agli iscritti del partito il potere di decidere convocando immediatamente il congresso.

 

 

 

 

 

 

 

 

"A questo punto dobbiamo ricominciare da capo e ricominciare dai vecchi simboli, la falce e il martello. Berlusconi ha vinto di dieci punti percentuali, la sinistra e' praticamente scomparsa. Bel risultato quello raggiunto da Veltroni".  

Leonardo Masella (PRC - L'Ernesto)

 

 PdAC

 

Fausto Bertinotti ha purtroppo distrutto la sinistra.
Siamo di fronte ad un disastro completo della Sinistra Arcobaleno, peggiore delle più pessimistiche previsioni. Il risultato elettorale è l’effetto della delusione profonda nel popolo della sinistra per la partecipazione fallimentare al governo, che si è accompagnata alla sistematica opera di liquidazione del Prc e del comunismo portata avanti dalla maggioranza del gruppo dirigente di Rifondazione Comunista.
Il gruppo dirigente nazionale del Prc ha chiesto i voti alla Sinistra Arcobaleno per trasformarla da coalizione elettorale in un soggetto politico, in un nuovo partito della sinistra. Poiché alla prova dei fatti il progetto è fallito, il gruppo dirigente deve rassegnare immediatamente le dimissioni e avviare il congresso, senza ulteriori forzature antidemocratiche.
Il Congresso nazionale dovrà cambiare radicalmente la linea governista e liquidatoria assunta al congresso scorso di Venezia e dovrà pronunciarsi per la salvezza di Rifondazione Comunista e per la ricostruzione di una forza comunista di massa in Italia.

 

 

 

dichiarazione del Comitato Centrale del PdAC sull'esito elettorale

 

Ha vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni. Leggi tutto

 

Claudio Grassi (PRC - Essere Comunisti)

 

 Falce e Martello

 

Se i dati che emergono dalle proiezioni e dallo scrutinio delle prime sezioni fossero confermati, il risultato della Sinistra l'Arcobaleno sarebbe disastroso e fallimentare. Disastroso in termini percentuali: saremmo addirittura al di sotto dei voti ottenuti alle ultime elezioni politiche dalla sola Rifondazione Comunista. Fallimentare sul piano politico e per ciò che riguarda il progetto complessivo a cui questa unificazione elettorale alludeva. Chi ha parlato in queste settimane di una lista unica come primo passo verso la costruzione di un partito unico della sinistra e ha agito nella direzione di accelerare questo processo, non ascoltando la perplessità diffusa nel corpo del partito, deve trarne le dovute conseguenze. Ha commesso un grave errore politico. Per questo vanno convocati immediatamente gli organismi dirigenti e va dato avvio al congresso nazionale. Il gruppo dirigente di Rifondazione Comunista deve assumersi, di fronte a questo tracollo, le proprie responsabilità.

 

 

 

Il risultato elettorale della Sinistra arcobaleno è per generale ammissione al di sotto delle peggiori aspettative. Per la prima volta da 126 anni, da quando nel 1882 Andrea Costa venne eletto primo parlamentare socialista, non esiste nel parlamento italiano né un socialista, né un comunista. Non esistono precedenti, almeno nel nostro paese, che possano fare da guida per darci un orientamento.

Ramon Mantovani

 

 

“Quattro partiti prendono un milione di voti e diventano extraparlamentari.

Se il gruppo dirigente irresponsabile che ha portato a questo disastro insisterà sulla linea della sinistra arcobaleno sarà travolto dai militanti e dagli iscritti di rifondazione comunista. Sarebbe bene per loro e per il partito che si dimettessero immediatamente. E’ stata l’esperienza di governo a deludere gli elettori e ad allontanarci dai movimenti e dalle lotte.

Bisogna ripartire da Rifondazione e ripartiremo da Rifondazione, anche cercando una unità seria con altre forze mettendo da parte l’idea elettoralistica e subalterna al partito democratico della sinistra e l’arcobaleno”.

 

 

 

 

Flavia D'Angeli (Sinistra Critica)

 

...

 

Per dirla con una battuta, dove non era riuscito Occhetto è riuscito Bertinotti e quindici anni di storia di Rifondazione e della sinistra antagonista sono stati buttati al macero. Una sconfitta da addebitare al gruppo dirigente dell'Arcobaleno.

Ma a uscire battuto dalle urne è l'intero progetto che ha sorretto il centrosinistra degli ultimi anni. Leggi tutto  

 

 

Un impiegato al principale:

- Mi scusi, signor direttore, ma devo proprio chiederle un aumento di stipendio. Ci sono ben tre aziende interessate a me!

- Davvero? E quali sarebbero? - chiede l'altro, sorpreso.

- Beh, ecco... Quella del telefono, quella elettrica e quella del gas...

 


 

 

 


Nepal, vittoria elettorale in nome di Mao :
"aboliremo la monarchia, saremo una repubblica comunista!"

                                                                                                                           

                                                                     In evidenza: Chi ha ucciso Aldo Moro?

                                                    Truppe italiane sotto attacco: dall'Afghanistan notizie dimezzate

                                                    Intitolare una via di La Maddalena a "Visone" Giovanni Pesce  

                                                    Liberazione (giornale comunista??): revisionismo anche su Lenin 

 

 

  Elezioni politiche del 13 aprile:

Manca un forte e credibile progetto comunista di alternativa
alla società capitalistica di Berlusconi e Veltroni.
    

                                   Cosa significa un Partito Comunista nell’Italia di oggi?

                                   Il nostro impegno per rilanciare un Partito Comunista in Italia

                                            LA SINISTRA ARCOBALENO NASCE SUBALTERNA

 

 

CHI ERA MARINUS VAN DER LUBBE?
Muratore, disoccupato, rivoluzionario, la sua sfrenata attività d’agitazione entra presto in rotta di collisione con il Partito Comunista, ma egli continua ...

 

 

la sinistra sta vincendo in Europa

in Francia
il 9 marzo é uscita una severa sconfitta per il presidente Sarkosy e un avanzamento
dei socialisti
in Spagna
il 9 marzo i socialisti del PSOE, riformisti veri, di Zapatero, sconfiggono pesantemente il Vaticano e le destre parafranchiste

e dicevano che i comunisti stanno scomparendo .......
Dimitris Christofias, comunista,
e' il nuovo Presidente della Repubblica di
Cipro
.... e membro del Consiglio europeo di Bruxelles
la riunione dei cai di stato e di governo dell'Unione Europa, il
massimo organo decisionale


Delitti e misfatti

Riflessioni di Curzio Bettio, Soccorso Popolare di Padova

 

Padova, 12 marzo 2008

 

Nel quotidiano “Liberazione” del 5 marzo 2008 è apparso un articolo di Maria Rosa Calderoni dal titolo “La tremenda storia di Riccardo Fedel, il solito Pansa e la  ricostruzione del "Calendario del Popolo"”.

Nell’articolo si parla di un episodio tragico, di giustizia dura ma ineluttabile, che si
inserisce nelle condizioni particolarmente spietate in cui si svolgeva la lotta partigiana in zona operazioni Alta Romagna, della condanna a morte per fucilazione di Riccardo Fedel, nome di battaglia Libero Riccardi, già comandante, fino al marzo di quell'anno, della stessa 8ª
Brigata Garibaldi di Romagna. La sentenza veniva emessa dal "Tribunale delle formazioni partigiane presso il  Comando 8ª Brigata Garibaldi Romagna" e porta la data del 22 aprile 1944.  Nelle trenta righe della sentenza, oltre che di disobbedienza agli ordini, insubordinazione e appropriazione di una ingente somma di denaro, il Fedel veniva accusato di «mantenere contatti segreti con il comando della Milizia fascista di Santa Sofia e di Bologna, nonché con il comando tedesco di Castrocaro»; e di «aver tentato di fare arrestare e fucilare il nuovo comandante Pietro Mauri, il commissario Savio, i due vice commissari di Brigata e l'ufficiale cartografo della stessa». Il Fedel veniva condannato e fucilato come traditore e spia, all’età di 38 anni.
Non così per il solito “Gran Giustiziere” Giampaolo Pansa, sempre più "impegnato" nella ormai annosa crociata per la verità "sui delitti e misfatti" compiuti (e pervicacemente tenuti nascosti) durante la Resistenza, soprattutto per mano dei cattivi - sanguinari - partigiani comunisti.

Lui ne fa un eroe e una vittima innocente di invidie, calunnie e rivalità personali, insomma un caso di vendetta interna e di giustizia sommaria; e così la racconta nel suo nuovo libro, "I gendarmi della memoria; chi imprigiona la verità sulla guerra civile".

In questo libello Pansa attacca le sinistre “regressiste”, la sinistra allo sbando, retorica, bugiarda, omissiva, fattrice di una storiografia che “con il pretesto di contrastare il revisionismo, è diventata negazionista”. Un sinistra manichea che ha nutrito la favola delle due Italie, una tutta buona e l’altra tutta cattiva. Una sinistra che ha nascosto le esecuzioni dei partigiani che non volevano sottostare alla supremazia del PCI. Una sinistra che ha messo in atto la strategia del delitto per preparare l’insurrezione rossa. Una sinistra complice dei sequestri dei possidenti restii a pagare le taglie imposte dagli squadroni della morte. Una sinistra che ha spacciato omicidi per lotta di classe. Una sinistra che si è compiaciuta dell’accanimento barbaro contro le donne accusate di stare con la Repubblica di Mussolini. Una sinistra che ha costretto al silenzio forzato i vinti.

Tutto questo nella presentazione del libro!
Peccato che Pansa non la racconti giusta, probabilmente obnubilato dal "sangue dei vinti".

A coglierlo con le mani nel sacco della (voluta?) disattenzione storica e delle (volute?) lacunose ricostruzioni, è “Il Calendario del Popolo” nell'ultimo numero in distribuzione.

"Pansa riabilita il ‘partigiano' … spia dei fascisti", questo il titolo del documentato articolo a firma di Davide Spagnoli, che fa tabula rasa delle tesi di Pansa, il Gran Revisore.
Davide Spagnoli ha sentito il bisogno di documentarsi e quindi all'Archivio Centrale dello Stato ha
agevolmente trovato un fascicolo dell’Ovra, il servizio segreto di informazioni del fascismo, intestato proprio a un certo Riccardo Fedel.

«Il fascicolo è ricchissimo di delazioni - scrive Spagnoli – fatte proprio da Riccardo Fedel, documenti in cui fa i nomi di tutti quelli con i quali viene in contatto, e consegna anche i cifrari e tutte le indicazioni atte a colpire le organizzazioni del PCI».
Inoltre Spagnoli ritrova «un documento, datato 14 novembre 1927,  inviato dal Comando generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (Mvsn) al ministero dell'Interno, otto dense pagine dattiloscritte con oggetto "Confidenze dell'ex confinato politico Riccardo Fedel, relative a un
complotto comunista organizzato in Ravenna nell'anno 1925"».
Non solo. Agli atti c'è anche una illuminante "lettera di  accompagnamento"indirizzata in data «9 marzo 1928 dalla 49ª Legione Mvsn San Marco di Venezia al comando della Coorte Mvsn (63ª Legione) Pordenone. Riservata personale. Oggetto: presentazione di un informatore del Comando 
Generale».
Che così recita: «Il latore della presente sig. Fedel Riccardo è stato raccomandato dal Comando Generale della Mvsn quale suo informatore fiduciario sul movimento sovversivo. Egli ora, d'accordo con l'Upi del Comando Generale stesso, deve indagare su fatti e persone di Pordenone. Si
informa di quanto sopra allo scopo che il Fedel non venga intralciato nella sua opera, e nei limiti del possibile sia invece aiutato. Il Console comandante la Legione Muratori».
E a Pordenone che ci va a fare, il sedicente comunista Fedel? Lo dice a chiare lettere la missiva che sempre Davide Spagnoli rintraccia  all'Archivio: si  tratta della lettera "riservata" inviata dal Prefetto di Venezia alla Direzione generale di Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno, nella quale il funzionario informa che Fedel «ha incaricato il fascista R. di procurargli tre bombe “Sipe” da fare esplodere alla sede del Fascio, alla sede dei Sindacati ed alla Caserma della Milizia. Tali bombe non dovrebbero recare danni alle persone ma dovrebbero servire a provocare disordini e conseguenti numerosi arresti di individui sospetti»...Un esempio evidente di strategia della tensione ante-litteram!
L'articolo-scoop del "Calendario" offre molti altri particolari inediti sulla tremenda storia di Riccardo Fedel.

I documenti erano presenti negli Archivi, ma Pansa non ha sentito la necessità di una ricerca storica approfondita, ha solo sentito la necessità di proporre la visione di “un’alba insanguinata della nostra democrazia”.

Ma da dove deriva questo bisogno? A mio parere, tutto questo fa parte di un piano strategico volto a delegittimare proprio l’alba della nostra democrazia, la Resistenza, soprattutto il movimento resistenziale comunista, e con essa il frutto della Resistenza, la nostra Costituzione.

Poco tempo fa, il cavalier Berlusconi non definiva la nostra Carta Statuale come una Costituzione di stampo “bolscevico”? Allora, demonizzare la Resistenza , demonizzare una lotta di popolo come una lotta armata di terroristi comunisti assassini, porta immediatamente a demonizzare, a delegittimare e a definire inadeguata anche la Costituzione nata dalla Resistenza.

E anche gli avversari del cavalier Berlusconi, i tanti uomini politici dell’area cosiddetta “riformista”, non hanno esitato e ancora non esitano a dare picconate alla nostra Carta Costituzionale e alla sua legalità democratica, e Pansa fa parte di questa azione.

A riprova di così tanto viscerale anticomunismo, arrivano le dichiarazioni di uno dei responsabili dell’attuale legge elettorale “porcata”, il Porcellum, il leghista Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e vice Presidente del Senato, che propone: “Per il bene di tutti (sic!), sarà necessario porre mano alla Costituzione e, oltre che ad altri punti, mettere mano anche alla dodicesima disposizione finale transitoria, aggiungendo alla dicitura è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, anche le parole e comunista…”. (da il Manifesto del 10 marzo 2008, pag.4)

Anche in questo caso risulta evidente la necessità di una riformulazione costituzionale, perché risulta insopportabile che i comunisti in questo paese siano stati campioni delle libertà civili con la lotta antifascista e mediante l’opposizione ad un regime, che si vuole attualmente riproporre, antisociale, razzista e xenofobo.

Non sarà mai che sull’onda di questi propositi, certi politici di “sinistra” abbiano voluto eliminare i simboli del lavoro, della fatica, di tante lotte, la “Falce e Martello”, con un astruso “Arcobaleno”, segnale di fine tempesta, quando la vera bufera deve ancora arrivare?      

Quindi, avvertendo tutta la gravità del pericolo che ci minaccia, non dimentichiamo che la situazione generale non è eccellente, e che forse, quando fu elaborata quella revisione del Titolo V della Costituzione dal Senatore Bassanini, ora apprezzato consulente del presidenzialista e liberista Sarkoszy, costui non era dotato di grande lucidità. Noi stiamo vivendo in questo clima, e il problema della “riforma” costituzionale nasce negli anni Ottanta. Si tratta di un vecchio problema, prova ne sia un testo scritto da Giuliano Amato proprio in quegli anni dal titolo “Una Costituzione da riformare”. Da lì nasce tutto, e si riceve l’impressione che si sia sempre scelta la strada sbagliata, la strada meno pervia, meno limpida, meno “garantista per i cittadini”, se questo termine di cui si è fin troppo abusato ha ancora un significato attuale.

 

E' in atto una "rivoluzione" eversiva dei principi istituzionali dell'ordinamento, rivoluzione che è giusto definire conservatrice, anzi, reazionaria. Infatti, la vera posta in gioco è, da quindici anni in qua, la riscrittura del patto fondamentale, lo sradicamento delle radici antifasciste della Repubblica, la rottura della sua unità territoriale, l’archiviazione liberista dei suoi principi egualitari, l’introduzione di una forma di governo presidenziale che renda pleonastico il ruolo del Parlamento.
Non stupisce, quindi, che gli attuali programmi elettorali politico-economici delle due maggiori forze in campo, Popolo delle Libertà e Partito Democratico, pur diversamente collocati, siano in fin dei conti quasi identici: corrono accuse di copiature, si stracciano dai palchi dei comizi le copie dei programmi, considerati fotocopie, plagi di progetti altrui.

A ben considerare, sono quindici anni che i programmi di governo sono simili, copie di un  Programma Originale, che si nutre dei principi liberisti del Nuovo Ordine Mondiale, imposto in Italia dalla "Loggia Massonica Coperta Propaganda 2" (in gergo P.2), solo formalmente posta fuori legge, ma i cui membri sono stati e sono membri effettivi di tante istituzioni di governo, da quelle dell’Esercito, alla Magistratura, all’interno dei Ministeri, sui banchi del Governo, ai posti di comando dell’Alta Finanza.  

Basta leggere il Piano di Rinascita Democratica elaborato dal Gran Maestro della Loggia P2 Licio Gelli, non a caso, ma Pansa non lo ricorda!, membro dei servizi segreti della Repubblica Sociale Italiana di Salò, e fare le opportune considerazioni sulla effettiva messa in opera di quel Programma, sia dai governi delle forze di destra sia di quelle del cosiddetto centrosinistra. 

 

PARTITI ...
Dissoluzione partiti: Dc, Pci, Psi ... fatto; Scongelamento Destra Nazionale ... fatto; Creazione Alleanza Nazionale (con antifascismo) ... fatto; Formazione due poli moderati ... fatto; Creazione polo liberal-conservatore ... fatto; Creazione polo social-laburista ... fatto

 

ISTITUZIONI ...
Depotenziamento Parlamento ... fatto; Rafforzamento esecutivo ... fatto; Sistema elettorale maggioritario ... fatto; Decretazione d'urgenza (con reiterazione) ... fatto; Inemendabilità leggi chiave (finanziaria) ... fatto; Formazione diretta squadra di governo ... fatto; Ministri non parlamentari (tecnici) ... fatto; Nuovo modello di difesa ... fatto; “Normalizzazione” servizi segreti ... fatto

 

MAGISTRATURA ...
Riduzione autonomia Corte Costituzionale ... fatto; Riduzione autonomia Pubblico Ministero ... fatto; Riforma processo penale ... fatto; Responsabilità civile giudici (punibilità) ... fatto;

LAVORO ...
Soppressione conflitto di classe ... fatto; Limitazione diritto di sciopero ... fatto; Rottura unità sindacale ... fatto; Ricompattamento sindacati (neocorporativi) ... fatto; Confederazione sindacale polo conservatore ... fatto; Collaborazione sindacale alla produzione ... fatto; Precarizzazione e flessibilizzazione del lavoro ... fatto; Partecipazione salario a risultati d'impresa ... fatto; Riduzione sistematica costo del lavoro ... fatto; Abolizione scala mobile ... fatto; Soppressione festività infrasettimanali ... fatto; Taglio servizi pubblici eccessivi ... fatto; Previdenza assicurativa a capitalizzazione (non a ripartizione) ... fatto; Predisposizione pensioni integrative private ... fatto;
Allungamento età pensionabile ... fatto; Revisione pensioni invalidità ... fatto;

CAPITALE ...
Nuova legislazione bancaria... fatto; Appalti urbanistica contrattata, Piano metropolitane e trasporti veloci, legge Obiettivo ... fatto; Riforma sistema sanitario e ospedaliero ... fatto; Riduzione progressività fisco e imposte indirette ... fatto; Esenzione fiscale profitti per autofinanziamento ... fatto

 

CONSENSO ...
Fine delle ideologie ... fatto; Controllo editoria ... fatto; Autorità di controllo mass-media ... fatto;
Dissoluzione Rai ... fatto; Formazione polo televisivo privato ... fatto; Riassetto proprietà giornali ... fatto; Uso privatistico istruzione pubblica ... fatto.

 

FASI  PROGRAMMATICHE IN CORSO:

 

ISTITUZIONI ...Revisione formale prima e seconda parte Costituzione ...Progetto macroregioni ...Gaullismo o militaricrazia ... Elezione diretta del Premier

MAGISTRATURA ...Separazione carriere giudici e magistrati ...Riforma Consiglio superiore magistratura ...Censura stampa giudiziaria ...

LAVORO ...
Creazione sindacato unico neocorporativo ...

CAPITALE ...
Abolizione nominatività azioni ...Leggi antitrust (difesa monopoli nazionali) ...

CONSENSO ...
Numero chiuso generalizzato università …

 

D’altro canto, tutto questo è stato rivendicato esplicitamente nell’aprile 2005 dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale nel corso dell’unica crisi di governo avvenuta durante l’ultima legislatura, è intervenuto al Senato affermando che “nei Paesi Europei, dove il sistema istituzionale già lo consente, il Premier eletto dal popolo adegua la squadra di governo ogni volta che se ne presenti la necessità, sotto la sua diretta responsabilità, senza lunghe ed estenuanti crisi politiche e verifiche parlamentari. Così si fa nelle più avanzate democrazie occidentali!

Per consentire questo risultato, il sistema Costituzionale del nostro Paese richiede una serie di passaggi formali, a partire dalle formali dimissioni del Governo. Però, la Riforma Costituzionale di questa maggioranza adeguerà il nostro sistema di Governo alle moderne democrazie.

In realtà adegua sì il sistema di Governo, ma non alle moderne democrazie, ma al precedente regime del Fascismo Italiano, abbattuto dalle forze della Resistenza, anche e soprattutto dalle forze socialiste e comuniste, che il Grande Inquisitore Pansa vorrebbe demonizzare, in uno squallido tentativo di deturpare la nostra Costituzione, frutto del sacrificio di tanti Martiri. 

 

 

        La guerra del lavoro:

         

        Dall'inizio del 2007 a oggi, per lavoro, ci sono stati:

249 morti
249820 infortuni
6245 invalidi

Vai al canale lavoro

Infortuni sul lavoro:appello al Presidente della Repubblica

Morti sul lavoro: responsabilità dell'impresa

 

 


 
5 MARZO 2008 - 55° ANNIVERSARIO DALLA SCOMPARSA DEL GRANDE MAESTRO!
 
Taccuino del propagandista (annoVI) del 6 marzo 1953 N.4
Sezione stampa e propaganda della (allora) Direzione del P.C.I.


 

 

 

 

                                                                            

 

VERGOGNA VAURO!

(Lettera aperta in risposta alla vignetta apparsa su il manifesto del 21 febbraio 2008)

 

Caro Vauro,

 hai voluto anche tu, unendoti al coro degli avvoltoi, scagliare la tua pietra contro il grande Fidel che ha saputo lasciare il posto di comando restando “un soldato della Rivoluzione”.

Quel macigno che secondo te avrebbe oppresso il popolo cubano, la Rivoluzione l’ha invece sollevato dalle sue spalle liberandolo, 50 anni fa, dalla sanguinosa dittatura di Batista e dal soffocante colonialismo statunitense, dallo sfruttamento e dal lusso sfrenato di pochi e dalla miseria materiale e morale dei più. La Rivoluzione ha dato – nei fatti e non solo sulla carta costituzionale – a tutti, bianchi e neri, donne e uomini, pari dignità e uguali diritti e opportunità, lavoro, casa, istruzione e salute. Ha elevato la speranza di vita e abbattuto la mortalità infantile.

La Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nella pratica dell’internazionalismo, a fianco dei popoli oppressi dal colonialismo e dall’apartheid (ricordiamo la riconoscenza espressa da Mandela appena liberato), nella pratica della solidarietà politica verso i paesi del cosiddetto Terzo mondo (dando vita all’OSPAAAL, Organizzazione di solidarietà con i popoli dell’Asia, Africa e America Latina), nella pratica dell’aiuto fraterno e concreto verso questi popoli (ricordiamo le migliaia di medici, infermieri e insegnanti cubani che prestano un servizio volontario, qualificato e disinteressato nei luoghi più impervi e nelle situazioni più disagiate). 

La Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nell’eroica resistenza di massa contro gli attacchi militari, economici, finanziari e politici dell’imperialismo USA, contro gli assalti terroristici dei mercenari di Miami e le subdole manovre dei “dissidenti”, tutti finanziati dal grande burattinaio USA e sobillati dai governi europei, smaniosi di demolire quello che ritengono l’ultimo bastione del socialismo esportando, con le armi e con l’inganno, il loro modello di “democrazia”.

Vauro: quali libertà difendi? E libertà per chi?

Pensi davvero che la democrazia borghese, quella dell’assedio di Gaza, quella di Guantanamo e di Abu Ghraib, quella di Piazza Fontana, delle mafie, della corruzione e dello sfruttamento del lavoro salariato, quella degli operai arsi vivi sull’altare del profitto, sia il destino che auspichi per il popolo cubano? Vuoi che “l’ordine regni” anche a Cuba?

Con dolore e con rabbia.

Adriana Chiaia

(ex ammiratrice delle mille giuste battaglie condotte attraverso le tue vignette satiriche)

Milano 22 febbraio 2008

________________________________________________________________

 

''... almeno risulti chiaro che il governo degli Stati Uniti non e' il tutore della liberta' ma il continuatore dello sfruttamento e dell'oppressione dei popoli del mondo e di buona parte del suo stesso popolo''.
Ernesto ''CHE'' Guevara

 

Facendo seguito alla lettera aperta a Vauro di Adriana Chiaia in merito alla vignetta pubblicata sul Manifesto di Giovedì 21/02/08, effettivamente ad un attento esame del disegno chi porta il fardello del peso di Cuba è lo stesso Fidel ormai vecchio (il piccolo vecchio omino della vignetta), ma il peso della responsabilità di Cuba è però rappresentato dalla incombente, massiccia presenza del suo stesso monumento e da qui nasce, a mio giudizio, l’ambiguità delle varie interpretazioni a cui si può giungere.

La compagna Adriana, giustamente si è indignata, questo perché quel piccolo ormai vecchio Fidel potrebbe benissimo rappresentare il popolo cubano schiacciato dall’oppressione, quella appunto propinata da oltre mezzo secolo dalla propaganda reazionaria dei mass media filo imperialisti.

Che dire? L’interpretazione che mi è sorta spontanea è di averla valutata una solenne cretinata, il buon Vauro ha toppato, non ha ragionato con la testa ma solo con l’arte della sua matita e la fretta ha fatto il resto…

Il peso degli anni del compagno Fidel non è certo quello rappresentato dalla pietrificazione della sua immagine (il monumento della vignetta) è il peso di una immane fatica di cui si è fatto carico questo grande rivoluzionario del XX° Secolo che ha guidato la Rivoluzione cubana, il popolo cubano al riscatto dall’oppressione imperialista degli Usa, alla costruzione di una società giusta senza alcuna distinzione di classe, il peso della costruzione di una società Socialista.

Sono convinto che questa è l’interpretazione che avrebbe voluto imprimere alla sua vignetta Vauro, del resto, come scrive Adriana: attraverso le vignette satiriche di Vauro si sono condotte mille giuste battaglie.

Siamo Comunisti, non siamo perfetti, sappiamo riconoscere i nostri difetti e i nostri errori e da essi migliorare per continuare a lottare contro il sistema di sfruttamento del lavoro salariato, per il socialismo futuro comunismo, il vero unico mondo possibile per un futuro di pace e di progresso!

In sintonia con la compagna Adriana e condividendo il suo dolore, la sua rabbia, sono certo che il compagno Vauro saprà dare nuovo slancio alla lotta con l’arte della sua satira e condividerà con noi che occorre non concedere nessun favoritismo al coro degli avvoltoi, neppure quello di una vignetta nata dalla sua veloce matita.

Onore al Compagno Fidel ad un vero soldato della Rivoluzione! 

Luciano Bezeréd

Da Linea Rossa Genova, del P.C.d’Italia

Genova, 23 Febbraio 2008

 

                                                   PRESENTAZIONE

STORIA — HISTORIA

marzo — marzo / 2008 Messaggio di Fidel Castro ai cubani (18 febbraio 2008) / Mensaje del Comandante en Jefe (18 de febrero de 2008) Fidel Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Riflessioni del compagno Fidel. Ciò che ho scritto martedì 19 / Reflexiones del compañero Fidel. Lo que escribí el martes 19 Fidel Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Fidel è Patria e Umanità Gioia Minuti

marzo — marzo / 2008 Il ritiro di Fidel Fulvio Grimaldi

marzo — marzo / 2008 Fidel: Siempre en primera línea de combate Eugenio Suárez Pérez — Acela Caner Román

marzo — marzo / 2008 Fidel ni renuncia ni se despide Eugenio Suárez Pérez

marzo — marzo / 2008 Reflexión sobre Fidel desde México René Ortiz Muñiz

marzo — marzo / 2008 Fidel: Una decisión consecuente sobre su renuncia al cargo tal como lo dijo hace 23 año Wilkie Delgado Correa

marzo — marzo / 2008 De Norte a Sur y de Este a Oeste Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Discurso pronunciado por el compañero Raúl Castro Ruz, Presidente de los Consejos de Estado y de Ministros, en las conclusiones de la sesión constitutiva de la VII Legislatura de la Asamblea Nacional del Poder Popular. Palacio de las Convenciones, La Habana, 24 de febrero de 2008, "Año 50 de la Revolución" Raúl Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Por la gota de vida Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Recuerdos profundos. Un homenaje a la amistad Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Che, recuerdos profundos Ediciones oCHEnta

marzo — marzo / 2008 Sin olvido. Crímenes en La Higuera Ediciones oCHEnta

marzo — marzo / 2008 76 anni fa nasceva Camilo Cienfuegos Gioia Minuti

marzo — marzo / 2008 Alta Política versus "politiquear con pacotilla" Lohania Aruca Alonso

marzo — marzo / 2008 Programa político del Partido Independiente de Color (Previsión, 15 de octubre de 1908) Partido Independiente de Color

marzo — marzo / 2008 ¿Por qué les duele a algunos lo que acontece en las elecciones en Cuba? Wilkie Delgado Correa

marzo — marzo / 2008 Sergio Corrieri, un artista, un compagno, un rivoluzionario Gioia Minuti

ITALIA E CUBA — ITALIA Y CUBA

marzo — marzo / 2008 Carta del Jesús Antonio Infante López para Roberto Casella (28 de diciembre del 2007) Jesús Antonio Infante López

marzo — marzo / 2008 Viaggio a Cuba dal 21/4/2008 al 5/5/2008 dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Circolo Celia Sánchez Frascati e Circolo Camilo Cienfuegos Velletri) Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo Celia Sánchez di Frascati — Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo Camilo Cienfuegos di Velletri

marzo — marzo / 2008 Caro Fidel, sei sempre il nostro Comandante en Jefe Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo di Roma

marzo — marzo / 2008 Cuba rimane il laboratorio del Socialismo del XXI° Secolo. Resoconto della visita di una delegazione della Rete dei Comunisti a Cuba Rete dei Comunisti

marzo — marzo / 2008 La Redazione della Rivista "Nuestra América" a Cuba Nuestra América

 

Roma, Italia

 

torna er puzzone !!!
a Roma cosi' si chiamava Mussolini: "er puzzone". Oggi cosi' viene chiamato Berlusconi.
Berlusconi viene dato per vincitore delle prossime elezioni e i fascisti escono di nuovo dalle fogne.
Ecco comparire, su internet, una lista di una "lobby sionista" di 162 professori universitari ebrei.
ancora all'indice gli ebrei ???? no all'antisemitismo
Ma al peggio non c'e' mai fine:
il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha dato lo sfratto all'ANED

NO AL FASCISMO BERLUSCONIANO !!!!!
esprimiamo la nostra solidarieta' all'Aned


PRODI SI CHINA DAVANTI AGLI USA
GOVERNO FANTOCCIO
OCCUPATA LA STAZIONE PER 2 ORE
BRUCIATE LE TESSERE DELLA QUERCIA
DELUSIONE, SCONCERTO, E ... TANTA RABBIA
PRODI SUBMITS HIMSELF TO U.S.A., PUPPET GOVERNMENT, RAILWAY STATION OCCUPIED FOR 2 HOURS, BURNT PARTY "DS" MEMBERSHIP CARDS, DISAPPOINTMENT, ABASHMENT, AND… MUCH

==> Ma da chi siamo governati? <==
« La democrazia è come l’alcol, va assunto in quantità moderata e chi ne vuole abusare, sa a cosa va incontro».

 

Qui si rischia un altro Cermis
Here we risk another Cermis

(da il Vicenza del 22/08/2006) IL COORDINATORE vicentino del partito di Di Pietro, Francesco Di Bartolo, diffonde le sequenze agghiaccianti della strage del Cermis per dimostrare l'inadeguatezza del progetto del Dal Molin: «Bisogna avere una maggiore consapevolezza di quel che comporta la presenza di una base militare americana a ridosso delle abitazioni civili- afferma- e la strage impunita del Cermis che risale al 1998 è un esempio emblematico. Nonostante le prove sulle responsabilità, nessuno è stato condannato per quei morti. ... clicca qui per leggere tutto l'articolo

Parla il grande urbanista veneziano: «Un progetto che devasterebbe il territorio»
Salzano boccia il Dal Molin Usa
« Quel piano è una vera follia»«Una colata di cemento che attrarrebbe soltanto la guerra: un danno per la città

The great city planner of Venice says:“This plan devastates the territory”.
Prof. Salzano rejects U.S. military Dal Molin. That plan is madness. It's a cementflow that will attract only war: a damage for the city.

(da il Vicenza el 15/08/2006)Una follia. A Eddy Salzano basta un attimo. Poi il grande urbanista veneziano ha pronta la sentenza sul progetto del DalMolin americano: «Una vera e propria follia». E il fronte del no all'insediamento Usa nell'aeroporto vicentino si arricchisce di una testimonianza importante, quella di uno dei maggiori studiosi in Italia nel campo dell'urbanistica.« Sarebbe una follia degna del secolo scorso- avverte Salzano- spero che la vasta raccolta di firme raccolta a Vicenza,che mi risulta sia molto cospicua, venga al più presto accolta dal Comune in modo che rinunci a questa assurda operazione». ... clicca qui per leggere tutto l'articolo


per contatti info@altravicenza.it

 

 

 

Guzzanti, Scaramella e il Kgb - Intervista a Sandro Orlando

 
Intervista a Sandro Orlando Intervista a Sandro Orlando
Per anni, durante il secondo governo Berlusconi, una commissione parlamentare presieduta dal senatore Paolo Guzzanti e ben supportata dai media vicini al centrodestra, ha cercato le prove per incastrare Romano Prodi come un agente al servizio del Kgb. "Supertestimone" un noto impostore napoletano, Mario Scaramella.

Ricostruisce la vicenda Sandro Orlando, autore del libro "L'Italia del ricatto" Chiarelettere editore, in questa intervista a Piero Ricca.

Visita il sito: www.pieroricca.org

Per vedere il filmato clicca qui!


Legacy

 
Legacy Legacy
Un ragazzo, alla morte del padre, decide di tornare nella casa del genitore per scoprire chi fosse realmente.

Produzione: Alberto Boldini
Visita il sito: www.myspace.com/realabulafia

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 

 
Vergogne Usa: Iraq - The Hidden Story: American Atrocities

controllo dell'informazione sulla guerra in iraq. In questa sequenza vediamo come le truppe americane sparino in testa ad una persona disarmata e come queste immagini siano state editate e censurate dai mainstream media.

 

La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945

 
La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945 La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945
Cantalupo Ligure, 2 febbraio 1945. "La Casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo".
La Battaglia di Cantalupo prende forma grazie alle testimonianze del Partigiano Speranza, Carlo Torre, di Toscano, Lilio Giannechini, vicecomandante della Brigata Oreste e di Mary, all'epoca fidanzata sedicenne del partigiano Speranza.
Questo filmato è disponibile in DVD.
Per informazionei contattare la redazione.

A cura di Arcoiris Liguria

Visita il sito: www.cineindipendente.it

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 

      60 ANNI PORTATI BENE, BUON COMPLEANNO COSTITUZIONE

                                                         

                                                                                   

 

 

 

                       

Cari compagni,
come forse già saprete, è scomparso oggi il Comandante Bulow, Presidente onorario dell'ANPI e straordinario combattente partigiano.
 
Per la figura di Arrigo Boldrini non sono state coniate parole adeguate, e quindi non tenteremo nemmeno di tracciare un suo profilo riconoscibile. Quello che possiamo dire è che a uomini come lui siamo grati per sempre, poiché nulla è più grande dell'eredità che ci hanno affidato.
Nonostante il trascorrere del tempo, e le minacce sempre più terribili alla nostra civiltà ed alla nostra libertà, la loro lezione non ha perso nulla del suo valore. Noi sentiamo il compito di trasferire alle nuove generazioni questo lascito politico e morale, nella misura in cui ne saremo capaci.
Da oggi siamo molto più poveri, ma non per questo meno consapevoli.
 
Tutta l'ANPI di Frosinone rende omaggio al nostro caro e compianto Comandante.
 
Vi invitiamo a visitare il sito dell'ANPI nazionale, e a leggere una brevissima nota biografica al link sotto riportato.
http://www.anpi.it/uomini/boldrini.htm

BOLDRINI: CORDOGLIO UNANIME DELLA SINISTRA 
 le più sentite condoglianze da parte dei Comunisti Italiani.... Leggi tutti gli articoli 

 

 

DICO ADDIO ALLA CASTA DEI GIUDICI
di Luigi De Magistris - L'Espresso 26 gennaio 2008


Giochi di potere. Lottizzazione. Nessuna difesa dei colleghi sotto tiro. Con una dura lettera d’accusa il pm di Catanzaro si dimette dall’Anm. Ecco il testo in esclusiva...
(clicca sul titolo per leggere tutto)

 

 

Basta con le lacrime di coccodrillo!

Li chiamano omicidi bianchi: sono omicidi premeditati.
siccome gli assassini sono i padroni non vanno in galera.
e poi dicono che le classi non esistono piu' !

 

Resistenza Laica

"Napolitano si scusa con il Papa ! Napolitano ora si deve scusare con il popolo italiano.
Sempre di più il Presidente si comporta da traditore della Repubblica italiana e dei suoi cittadini ponendosi prono al dittatore vaticano.
 Egli parla difendendo l'arroganza di un capo di stato straniero avverso all'Italia e alle sue leggi."
Napolitano si scusi col popolo italiano e raddrizzi la schiena di fronte al monarca !

Ottavo: "non dire falsa testimonianza". Le menzogne del Papa sulla pedofilia nella Chiesa

          

Respinta l’incursione di Papa Ratzinger all’Università. Adesso tocca ai “chierici”

 

La notizia è arrivata intorno alle 17.15 mentre era in corso l’assemblea degli studenti della Sapienza insieme ad alcuni docenti e realtà sociali: Papa Ratzinger ha rinunciato ad intervenire alla cerimonia di apertura dell’anno accademico con una relazione sulla pena di morte. La gioia tumultuosa che ha investito gli studenti in assemblea è durata alcuni minuti. Il risultato politico e morale contro una impropria intrusione oscurantista nel luogo deputato alla scienza e al sapere critico c’è tutto ma, nella discussione apertasi successivamente alla notizia sono emerse riflessioni importanti.

Gli studenti hanno deciso di mantenere le iniziative previste per mercoledì e giovedì. Una conferenza stampa e una sorta di “gestazione” per marcare le divergenze dall’apertura dell’anno accademico a cui parteciperanno Mussi e Veltroni.

Ed è proprio sulle responsabilità dei due esponenti “progressisti”dell’establishment nella svendita delle università a logiche aziendali, a soggetti privati e religiosi che si concentrerà adesso l’iniziativa. L’invito a Papa Ratzinger sembrava dover sancire una sorta di compromesso tra “politica” e Vaticano sulla gestione del sapere e dei luoghi pubblici deputati a formarlo e diffonderlo.

A Roma i cattolici controllano l’Università di Tor Vergata mentre gli ex DS controllano l’università di Roma Tre. Sulla Sapienza era necessario raggiungere un accordo non conflittuale. Un fiume di soldi, carriere, clientelismo, appalti, proprietà immobiliari circola e permea da anni il mondo delle università pubbliche  trasformando i rettorati in veri e propri comitati d’affari.

La “resa” di tanti docenti e intellettuali laici di fronte all’intrusione del Pontefice nell’università "La Sapienza" è complementare a quella della politica e della cultura sostenuta dai Veltroni e da una sinistra sempre più silenziosa e subalterna verso l’influenza dei poteri forti.

Gli studenti e i 67 docenti universitari della Sapienza hanno così non solo ottenuto uno straordinario successo politico ma hanno anche riscattato quella consistente parte della società avvilita e umiliata dal nuovo “tradimento dei chierici”.

Per affrontare le divisioni del Papa e fermare l’escalation oscurantista nel nostro paese, appare sempre più necessario bombardare anche i quartieri generali della politica, “di sinistra” e di destra.

 

Roma, 15 gennaio

 

La redazione di Contropiano –Rete dei comunisti

www.contropiano.org  

 

 

 

 

Il nostro saluto al compagno George Habbash

 

Avevano preparato un "Colpo di Stato" in Italia! Guarda il filmato!

Scomparso a 89 anni Pietro Amendola, presidente onorario dell'ANPPIA.

 

STORIA

Storia 
Personaggi
Storie di Sardegna    

 

 

                         

Recensioni: "Angelo Tarantini uno dei mille" scritto da Antonello Tedde e Gianluca Moro nelle migliori librerie dell'isola!

www.cronacheisolane.it/libri.tarantini.htm

                                                                                                                                        

 
 

Il nostro saluto al compagno George Habbash

 

Oggi siamo andati a firmare il registro delle condoglianze per la morte del compagno George Habbash, fondatore del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Con Habbash scompare un dirigente storico del movimento di liberazione della Palestina e della sinistra palestinese. Scompare un protagonista dello straordinario tentativo di coniugare la lotta per la liberazione sociale a quella per la liberazione nazionale in un’area, come il Medio Oriente, dove i tentativi di disinnescare questa dialettica decisiva sono stati pesantissimi nel corso di tutti questi decenni.

Gli Stati Uniti, Israele e le oligarchie arabe hanno cercato in tutti i modi e con tutti i mezzi di impedire che crescesse tra i popoli del Medio Oriente un alto livello di coscienza politica come quello sostenuto da George Habbash e dal FPLP.

L’intuizione di Habbash e del FPLP di “internazionalizzare” la lotta dei palestinesi attraverso anche iniziative clamorose, hanno fatto conoscere al mondo i palestinesi e personalità come Leyla Khaled.

Grazie a questo, nessuno al mondo ha potuto più ignorare la questione palestinese fino a permettere a Yasser Arafat di parlare all’Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite.

Il FPLP ha subìto colpi durissimi negli ultimi anni. Il suo segretario generale Abu Alì Mustafà è stato assassinato dai corpi speciali israeliani, il suo nuovo segretario Amhed Saadat è stato gestito e poi consegnato agli israeliani dall’ANP senza colpo ferire. I suoi militanti e dirigenti nei Territori Palestinesi sono stati sistematicamente assassinati e arrestati dagli israeliani per privare il movimento palestinese di teste pensanti e combattenti determinati. Uno stillicidio che ha ridotto il peso della sinistra e dilatato gli spazi per le forze di ispirazione religiosa presenti nel campo palestinese.

Sono gravissime le responsabilità della sinistra europea nell’aver abbandonato la solidarietà con la sinistra palestinese, nel non essersi opposta con tutti i mezzi alla criminalizzazione del FPLP anche in Europa, nel non aver sostenuto e scommesso sull’opzione progressista nel campo palestinese.

Con Habbash scompare un’altra figura importante del movimento di liberazione palestinese, ma la lotta di liberazione di questo popolo indomito ha dimostrato ancora una volta di non poter essere rimossa né chiusa in una prigione a cielo aperto come hanno in mente di fare le autorità israeliane e gli USA.

Rendiamo dunque onore e merito al compagno George Habbash rinnovando l’impegno alla solidarietà con la lotta del popolo palestinese nel nostro paese rinnovando e sostenendo tutte le iniziative messe in campo in questi anni.

La terra ti sia lieve compagno Habbash. L’occupazione israeliana sarà sconfitta. La Palestina sarà libera

28-1-2008

  La Rete dei Comunisti

 
 
 
 

Uno Bianca e Trame nere

 
Uno Bianca e Trame nere Uno Bianca e Trame nere
N.A.Di.R. informa: La libreria Solea propone la presentazione del libro “Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore” di Antonella Beccaria (Stampa alternativa, 2007) presso Punto Spazio Espositivo (Casalecchio di Reno). "D’accordo con il mio editore, è stato rilasciato con una licenza Creative Commons e dunque la sua versione elettronica è disponibile per il download sul blog www.antonella.beccaria.org ". “La vicenda della Uno bianca – 103 azioni criminali, 24 vittime, 102 feriti – comincia nel 1987 e si conclude nel 1994 con l’arresto dei sei componenti della banda, cinque dei quali sono poliziotti in servizio. Processualmente, viene definita e archiviata come una storia di rapinatori assassini. Ma anche in questo caso la verità giudiziaria non è sufficiente a risolvere l’enigma di fondo che tuttora avvolge l’esistenza e le feroci imprese compiute dai tre fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi e dai loro complici.
Fili doppi e tripli, riscontri e persino dati di fatto incontrovertibili legano la Uno bianca ad altre vicende che si sono consumate a cavallo di quegli otto anni. Dalla strage alla stazione di Bologna a quella di Peteano, dalla bufera politica provocata dall’inchiesta di Tangentopoli al mistero della Falange Armata, passando attraverso la struttura di Gladio, le deviazioni dei servizi segreti e i collegamenti con diversi spezzoni della criminalità organizzata e persino con esponenti del terrorismo internazionale...” (dalla prefazione di Andrea Purgatori)

Relatori:

Fabio TEMPORINI – Libreria SOLEA
Antonella BECCARIA – scrittrice, giornalista
Simona MAMMANO – Polizia di Stato – Sindacato di Polizia SIULP
Alessandro GAMBERINI – avvocato parte civile delle famiglie delle vittime e del Comune di Bologna

Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it
informazioni: info@libreriasolea.it

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 
 
 

La storia e la memoria

 
La storia e la memoria La storia e la memoria
N.A.Di.R. informa: Stazione ferroviaria di Bologna: reading di Daniele Biacchessi accompagnato dal sassofono del jazzista Michele Fusiello Attraverso la voce, la musica e la tecnica del monologo, Daniele Biacchessi riannoda il lungo filo nero che conduce dalle stragi nazifasciste avvenute in Italia nel 1944 e 1945, alla scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” con i suoi centinaia di fascicoli rimasti sepolti per anni sugli eccidi a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine. Il racconto attraversa poi gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta con le stragi di Piazza Fontana e Questura di Milano, Piazza della Loggia di Brescia, Italicus, Stazione di Bologna, Rapido 904.
“Solo conservando la memoria nei tempi potremo sperare di costruire un futuro migliore”


Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it

 

 
 
 
 
 
LA RIVOLUZIONE RUSSA VA A RUBA
(AFFRETTATEVI A PRENOTARLA)
 
 
 
 
 
In un mese è già andata esaurita la prima tiratura del libro di Alternativa Comunista sull'Ottobre '17.
E' ora in stampa una seconda tiratura: se non lo avete ancora comprato, affrettatevi a prenotare il libro. Trovate qui sotto le condizioni di vendita, la copertina e l'indice.
 
 

 
> Per ordinare il libro insieme all'abbonamento a Progetto Comunista: inviare una mail a informa@alternativacomunista.org
Pagherete al postino il pacco contrassegno al prezzo speciale di euro 30 (invece di 35) con il libro e il numero nuovo del giornale (che riceverete poi per tutto il 2008)

> Per ordinare solo il libro: inviare una mail con la richiesta e il vostro indirizzo (e un numero di telefono) a
informa@alternativacomunista.org
Pagherete al postino il pacco contrassegno al prezzo di euro 15 (13,20 + 1,80 contributo spese di spedizione)

> Per ordinare più copie del libro (anche da regalare a compagni e amici) chiedete informazioni: facciamo sconti particolari per pacchi da 5 copie in su.
 


 
L'INDICE DEL LIBRO 
 
 
Introduzione
Francesco Ricci ................................................................................................. 5
 
Prima e dopo la rivoluzione. Cronologia ragionata 1847-1943.
a cura di Claudio Mastrogiulio, Francesco Ricci, Michele Scarlino ......................... 11
 
Tutto il potere ai soviet! Dal Febbraio all'Ottobre: cronaca della rivoluzione.
Antonino Marceca ..............................................................................................26
 
Il crollo della Seconda Internazionale. Dal raggruppamento di Zimmerwald
alla Terza Internazionale.
Valerio Torre .......................................................................................................49
 
Un partito per la rivoluzione. La formazione del partito bolscevico e
l'influenza della rivoluzione nel movimento operaio italiano.
Ruggero Mantovani .............................................................................................74
 
L'arte della lotta. Tattica e strategia dell'Ottobre: programma transitorio
e fronte unico.
Fabiana Stefanoni .............................................................................................103
 
L'attualità della rivoluzione russa. I compiti dei marxisti rivoluzionari nel
XXI secolo.
João Henrique Galvão ....................................................................................... 123
 
La Lit e la ricostruzione della Quarta Internazionale. Discorso conclusivo
delle giornate europee della Lit.
José Moreno Pau................................................................................................132

 

 

 

Italo Tibaldi ... domani vincerete voi

 
Italo Tibaldi ... domani vincerete voi Italo Tibaldi ... domani vincerete voi

documentario di Bruno Capuana

Italo Tibaldi, ex deportato a Mauthausen, in quasi mezzo secolo di ricerche ha ricostruito la storia e il percorso di oltre 200 "trasporti" dall'Italia verso i lager nazisti, componendo tassello dopo il tassello il tragico "puzzle" nel quale uno dopo l'altro sono andati ad incasellarsi i nomi di oltre 40.000 italiani arrestati per i diversi motivi - prevalentamente politici o "razziali" - da fascisti e nazisti nel nostro paese e condotti a forza verso i campi di annientamento e di sterminio. Solo uno su 10, in media, tornò da quel viaggio verso l'orrore.
La riconstruzione del calendario di questi trasporti costituisce un traguardo di una ricerca che a dispetto del tempo che passa, continua con l'obiettivo di ricostruire le liste di tutti i nomi e di tutti i trasporti.
Mese dopo mese sono registrati la data di arrivo dei "trasporti" e il numero dei deportati.

Visita il sito: www.corto16.net

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 

Hanna prigioniera a sedici anni ad Auschwitz

 
Hanna prigioniera a sedici anni Auschwitz Hanna prigioniera a sedici anni Auschwitz

documentario di Bruno Capuana

Hanna Kugler Weiss è nata a Fiume nel 1928 da Sigismondo Kugler e da Carlotta Kurtz, ebrei osservanti. Le leggi razziali del '38 interrompono la serenità della sua infanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l'8 settembre del '43 Fiume viene anessa al Terzo Reich, e la famiglia decide di fuggire, nascondendosi in Romania. Nel 1944, con un gruppo di altri ebrei, la famiglia tenta di riparare in Svizzera e di valicare le Alpi attraverso un viaggio avventuroso, ma a Cremenaga (Varese) vengono tutti consegnati alla milizia fascista e quindi ai tedeschi. Deportati ad Auschwitz, la madre, i nonni e la sorella minore vengono uccisi all'arrivo; Hanna e la sua sorella maggiore sopravvivono. Liberata il 27 gennaio 1945 dall'esercito russo, torna in Italia e consegue il titolo di infermiera. Nel 1949 si trasferisce in Israele, dove lavora nei servizi sanitari, si sposa e ha tre figli. A partire dal 1990 inizia a guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Oggi dirige il museo della Shoà di Nazareth Illit, la città in cui vive; tre o quattro volte all'anno continua a tornare ad Auschwitz con i gruppi di giovani, per testimoniare quello che è stato.

Visita il sito: www.corto16.net

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Loris Mazzetti: il libro nero della Rai

 
Loris Mazzetti: il libro nero della Rai Loris Mazzetti: il libro nero della Rai
Il libro nero della Rai

In quest'intervista rilasciata a Piero Ricca, Loris Mazzetti - dirigente della Rai a Milano - parla dei contenuti del suo "Libro nero della Rai" (Bur edizioni).
Una dura critica alla gestione partitica della tv del servizio pubblico.

Visita il sito: www.pieroricca.org

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Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano

 
Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano
I privilegi e le ingerenze del Vaticano

Insieme a Carla Castellacci, il professor Telmo Pievani ha scritto un libro per criticare le "sante ragioni" con le quali la Chiesa Cattolica condiziona la vita pubblica italiana.
Il libro si intitola "Sante Ragioni" ed è edito da Chiarelettere.
Piero Ricca lo ha intervistato.

Visita il sito: www.pieroricca.org

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Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica

 
Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica
Dal 1945 ad oggi, dopo Hiroshima e Nagasaki, abbiamo rimosso il nucleare.
Viviamo come se non esistesse.

Ti proponiamo un percorso per prenderne coscienza ed impegnarti come ha fatto Sadako Sasaki, morta a 12 anni per effetto delle radiazioni della bomba di Hiroshima.

Il documentario si articola in cinque capitoli:
1 - L'esplosione: l'atomica in carne viva.
2 - La vertigine: la diffusione dell'atomica.
3 - La coscienza: l'umanità si attrezza contro l'atomica.
4 - L'alibi: l'atomica per l'alleanza.
5 - La scelta: siamo tutti Sadako

Una proposta dell'associazione Beati i Costruttori di Pace

Per acquistare una copia di questo DVD scrivi a: segreteria@beati.org
Visita il sito: www.beati.org

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Pedofilia, tra Italia e Russia la holding dell’orrore
http://www.troviamoibambini.it/index.php/pedofilia-tra-italia-e-russia-la-holding-dellorrore/

I bambini venivano rapiti dagli orfanotrofi violentati e spesso uccisi per soddisfare i clienti.

IL COMITATO
 

 

Speciale si è dimesso: bene generale! Ora tocca ai politici dei viaggi gratis

Foto articolo

Un clamoroso documento di Repubblica dimostra perchè il generale Speciale sta a cuore di tanti politici. Li faceva viaggiare gratis. Chiediamo le loro dimissioni. Quanto al generale, lo salutiamo con un video. di Danilo Dissino

Finanziaria in divisa Finanziaria in divisa: Ventun miliardi alla Difesa, Natale ricco per le aziende belliche

 

 

 

programma di governo Unione 2006-2011

Leggi qui il programma del governo Prodi, così ti renderari conto anche tu che è stato completamente disatteso e tradito. Adesso basta, non possiamo proseguire in questo suicidio politico: togliamo la fiducia a questo governo, mandiamo a casa i servi dei poteri forti (Dini,Mastella,Fassino,Rutelli,ecc) e per il futuro solo e sempre a favore della nuova costituente comunista! NO ai trasformisti e agli inciuci del PD!

     Il Pdci e la costituente comunista
Aprile Online - Roma,Italy
... alla cosiddetta "cosa rossa", molti sono stati i distinguo che hanno coinvolto, direttamente oppure indirettamente, il Partito dei Comunisti Italiani

     Mi vergogno di quanto hanno fatto i miei deputati
Il Messaggero - Italy
Caro direttore, mi chiamo Giannone Gerardo e sono membro del comitato centrale del Partito dei Comunisti Italiani, e lavoro come operaio nella FIAT auto di ...

   Che delusione Rifondazione Comunista!
L'Occidentale - Roma,Lazio,Italy
Il partito di Franco Giordano (pardon: di Fausto Bertinotti) ha gestito malissimo la vicenda del protocollo del 23 luglio, prima, del disegno di legge, poi. ...

    L'EX PRC FERRANDO FONDA IL 'PCL', CONGRESSO A GENNAIO
Alice News - Italy
... giornalista ed ex eurodeputato Prc Lucio Manisco che si dice "molto vicino" alla nuova formazione: si presenta così il Partito comunista dei lavoratori, ...

«La Sinistra, l'Arcobaleno»: molto incertezze, poco entusiamo

  Questo governo è da bocciare senza appello
FalceMartello - Italy

Ma il collaborazionismo dei dirigenti sindacali e la sindrome da governo amico che ha lungamente paralizzato il nostro partito hanno di fatto garantito la ...

  Report (e riflessioni) sugli Stati Generali della Sinistra-Arcobaleno
Il Pane e le Rose - Italy

Anche qui, però, era evidente l'assenza dei lavoratori in carne ed ossa (quelli, insomma, che la Sinistra-Arcobaleno vorrebbe rappresentare, ...

 

 

 

 

 

In migliaia a Vicenza contro la nuova base Usa
Ma non deve finire qui !
 

di Roberto Angiuoni
  
A dieci mesi esatti dalla imponente manifestazione del 17 febbraio, in almeno trentamila (reali) hanno sfilato di nuovo per le strade di Vicenza per opporsi alla guerra e alla costruzione della nuova base Usa del “Dal Molin”.
Dichiarare “risolta” questa spina al fianco degli abitanti di Vicenza, come hanno prepotentemente fatto alla corte di Bush il ministro degli Esteri Massimo D’Alema e il suo compagno di partito -nonché ex burocrate stalinista e attuale Presidente della Repubblica- Giorgio Napolitano, non ha che stimolato una partecipazione al corteo che si annunciava ben più contenuta.
Non son bastate quelle dichiarazioni; non è servito posticipare oltre misura la data del corteo (che poteva e doveva coincidere con la discussione della finanziaria) né contenerne l’organizzazione (lo ha dimostrato l’esiguo numero di pullman “ufficiali” che si è mosso per questa giornata): il popolo della sinistra anti-governista e anti-militarista ha dimostrato che non vuole ancora arrendersi!
Lo stesso popolo ha espresso in questa manifestazione tutto il suo sdegno verso l’altra “Sinistra”, quella di  governo (Prc, PdCi, Verdi, Sd), quella che ha accettato il raddoppio della base Usa, ha sostenuto tutte le missioni di guerra,  ha contribuito al varo di una Finanziaria che scarica bombe e pallottole contro lavoratori e civili di mezzo mondo; la stessa sinistra socialdemocratica che, da sempre agente dei briganti borghesi nei movimenti di lotta, ha nei fatti boicottato la manifestazione, inviando a Vicenza una semplice delegazione (capeggiata dal fosco Russo Spena e dal sottosegretario Paolo Cento) .
A differenza dei casariniani di Global Project e del Presidio Permanente (sponda della Cosa Rossa nel movimento) e a  differenza anche di molti dirigenti del “Patto nazionale contro la guerra e la precarietà” che va da Sinistra Critica (che ora, finalmente uscita da Rifondazione, promette di collocarsi... "tendenzialmente all'opposizione" del governo) fino al fantomatico e opportunista Pcl (trenta attivisti sabato, ma migliaia nelle dichiarazioni fantasiose di Ferrando), noi pensiamo, come la gran parte di chi ha manifestato sabato in corteo, che sia inutile, illusorio e deleterio per il movimento contro la guerra continuare a interloquire con la direzione di Rifondazione e il suo nuovo cartello elettorale (La Sinistra-L'Arcobaleno) o pensare di pungolarli da sinistra.
Vale anche per quel attiene alla richiesta di “moratoria” rivolta dal Presidio Permanente al governo Prodi: non sarà un pezzo di carta, firmato da 170 filistei parlamentari, a impensierire Prodi, D’Alema o Napolitano (che faranno di quella carta lo stesso uso che Totò, nel film “I due colonnelli”, proponeva ad un generale nazista), ma soltanto una lotta prolungata, di netta opposizione, fino alla loro cacciata.
 
La partecipazione del PdAC al corteo
Il PdAC, come il 17 febbraio, ha presenziato massicciamente al corteo di sabato. Lo spezzone del Partito di Alternativa Comunista è stato tra i più vivi, attivi e numerosi (benché oscurato -ancora una volta- dalla cronaca del quotidiano governista Il Manifesto, che in quanto a censura delle realtà più combattive del mondo di sinistra non ha più nulla da invidiare né a Liberazione né a L’Unità di vecchia memoria). Dal nostro camion son partiti comizi itineranti; slogan contro la base e contro il governo; le musiche dell’Internazionale Comunista in varie lingue. Dai microfoni del nostro furgone è intervenuto, nel corso del corteo ufficiale, anche Chris Capps, disertore dell’esercito Usa. Chris ha partecipato, insieme con Russell Hoitt, altro disertore americano di stanza fino a poco tempo fa alla caserma Ederle di Vicenza, col nostro partito e gli altri sostenitori dell’appello “Fermiamo la guerra! Stop the War now!”,  al presidio mattutino del Comitato Vicenza Est , ripreso dalle telecamere di Mtv e poi trasformatosi in un riuscitissimo corteo che ha condotto tutti i presenti fino al concentramento della manifestazione ufficiale.
 
Dopo il 15 dicembre, che fare?
La lotta per bloccare la costruzione della base Usa non si è certamente consumata col corteo di sabato, né deve proseguire pel mezzo esclusivo di “ricorsi legali”, destinati come ovvio a sorte tutt’altro che positiva (crediamo davvero si possa rovesciare -con qualche improbabile istanza alla giustizia borghese- una decisione assunta dall’intero Parlamento italiano, dal Presidente della Repubblica, dal sindaco di Vicenza, dal presidente della regione Veneto, da potenze imperialistiche del peso degli Stati Uniti e dell’Unione Europea?). Tanto più respingiamo come fumo negli occhi del movimento la farisaica promessa dei parlamentari della Cosa Rossa di portare la questione Vicenza al tavolo della “verifica” di gennaio del governo Prodi.
No, questa battaglia può esser vinta solo con la generalizzazione della nostra lotta, solo con un’azione prolungata e unitaria di tutti gli sfruttati contro il/i governo/i guerrafondaio/i.
E’ una battaglia che, al contempo, va condotta a livello internazionale. Vicenza è ormai il quartier generale della Gendarmeria Europea; è una delle rampe di lancio della guerra in Medio Oriente e sarà sicuramente coinvolta nella preparazione dei prossimi conflitti.
Per questo motivo, impediremo la costruzione della base solo se sapremo dirigere la nostra lotta anche alle altre basi e fabbriche di guerra (che vanno riconvertite immediatamente ad usi civili); se offriremo il nostro sostegno alle popolazioni che resistono contro le nuove occupazioni coloniali, se ci impegneremo fin da subito per la cacciata di tutti i governi di guerra. Battaglia politica in cui sono impegnate anche le altre sezioni europee della Lega Internazionale dei Lavoratori.
In Italia dobbiamo batterci per la costruzione di un fronte unitario, che coinvolga le forze antagoniste della sinistra, il sindacalismo di classe, i lavoratori, i comitati contro la guerra, gli immigrati, i collettivi studenteschi nella preparazione di uno sciopero generale continuato contro il governo Prodi e che non si fermi dinanzi a futuri nuovi governi targati Veltroni o Berlusconi.
Questo fronte unico di lotta non promanerà mai da accordi o “patti” pasticciati e di vertice tra le singole aree della sinistra radicale, ma potrà solo scaturire della costituzione di strutture unitarie (per delegati) democraticamente organizzate. Non chiediamo nulla d’impossibile: basta rompere (a tutti gli effetti!) con le forze della sinistra riformista e abbandonare singoli interessi di bottega, cioè quella che è la logica di “sopravvivenza” del proprio gruppo o apparato.
E’ tempo, in parole povere, di costruire un'opposizione vera e un’alternativa concreta, quindi comunista, contro la barbarie capitalista.
 

 

 

 

Intervista a Roberto Quaglia

 
Intervista a Roberto Quaglia Intervista a Roberto Quaglia
N.A.Di.R. informa: Roberto Quaglia, noto soprattutto per il saggio breve "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001, ma non avete mai osato chiedere", quale contributo di apertura del bestseller 2003 "Tutto quello che sai è falso", autore di numerose opere di fantascienza satirica e surreale, ci presenta il suo nuovo lavoro: "Il mito dell'11 settembre. E l'opzione dottor stranamore" – Ed. PonSinMor – un'analisi attenta dei fatti che caratterizzaroo l'11 settembre 2001 e degli eventi che a questo giorno succedettero, come ciò che potrebbe essere tranquillamente il canovaccio di un romanzo fantascientifico abbia cambiato la faccia del mondo. Il giallo del nuovo Millennio: un mistero che immediatamente ne richiama un altro in una serie interminabile e fantasmagorica di implicazioni surreali sino a divenire paradossalmente "satiriche", se non determinassero la morte e la sofferenza di migliaia e migliaia di innocenti. Morti e sofferenze inserite in una rete di "giochi di potere" tanti efficaci al perseguimento dei loro scopi, quanto assurdi ed inumani.
Intervista a cura di Emanule Montagna

Produzione: Arcoiris Bologna

Visita il sito: www.mediconadir.it
Visita il sito: www.mito11settembre.it
Visita il sito: www.robertoquaglia.com

 

Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Reggio 14 - 10153 Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana

 

Il 15 dicembre a Vicenza per dire No al governo di guerra!
Intervista a Patrizia Cammarata
 
 
Patrizia Cammarata mentre interviene in una recente assemblea con i disertori americani
 
 
Intervistiamo Patrizia Cammarata, componente del Comitato di Vicenza Est e dirigente del PdAC di Vicenza, alla vigilia della importantissima manifestazione del 15 dicembre a Vicenza, a cui invitiamo tutti, a partire dai simpatizzanti del PdAC, a partecipare.
Patrizia, il 15 dicembre ci sarà la manifestazione a Vicenza, che diventa ancora più importante nel quadro di relativa pace sociale imposta dal governo Prodi. Qual è il significato di quest’appuntamento? Non credi inoltre che la sua convocazione sia un po' tardiva visti i tempi della Finanziaria (che anche quest'anno prevede un aumento delle spese militari)?
 
Una manifestazione che riportasse la questione di Vicenza nuovamente all'attenzione generale era assolutamente necessaria. A questo proposito il Comitato Vicenza Est ha avuto il merito d’averla proposta al movimento nello scorso agosto con l'appello per una manifestazione internazionale.
Purtroppo la data e l’appello per una manifestazione “europea” hanno ridimensionato la forza di tale proposta. Una manifestazione il 15 dicembre, a finanziaria approvata, è una manifestazione nei fatti depotenziata. Il movimento No Dal Molin si dichiara, oltre che contro la nuova base, anche contro la guerra, quindi la dimensione internazionale è centrale. Non tutti i migranti sono europei, non lo sono gli statunitensi che chiedono il ritiro delle truppe, non lo sono i disertori che stanno aumentando all'interno dell'esercito statunitense e che si appellano, come Chriss Capps e James Circello, al movimento di Vicenza per una lotta comune. Iraq e Afghanistan non sono Europa.
Nonostante i limiti sopracitati, il giorno 15 è comunque molto importante. La manifestazione di Vicenza contro la nuova base sarà inevitabilmente una manifestazione contro la guerra, è necessario esserci ed essere in tanti,  e con la nostra presenza massiccia impedire che il tentativo di zittire il movimento vicentino abbia buon esito.
 
Il 30 novembre il Presidio Permanente contro la nuova base Usa ha emanato un comunicato in cui si pretende che i parlamentari dei partiti della Cosa Rossa  e i loro membri del governo pongano la discriminante a Prodi sul No al Dal Molin e sulla moratoria, e che lo facciano entro la grande manifestazione del 15 dicembre. Secondo te quanto gli interessi di potere di questi partiti di governo (Prc, Pdci, Verdi e Sd) possono ostacolare il movimento? Quanto sono influenti al suo interno?
 
A mio avviso il continuo appellarsi ai parlamentari è deleterio per il movimento e per la nostra lotta.
I parlamentari  della sinistra sono "corteggiati" da una parte del movimento che ha addirittura organizzato un evento musicale "No Dal Molin" nel quale i parlamentari non erano solo i benvenuti, ma addirittura  protagonisti (Vladimir Luxuria conduceva la serata).  Un'altra parte del movimento (Il Presidio) è andata a Roma per reclamare la moratoria a quegli stessi parlamentari che hanno già votato la finanziaria che prevede il finanziamento per l'acquisto di velivoli e fregate da guerra (F35 e fregate FREMM), per la costruzione di una nuova e più grande base militare Usa a Vicenza, per il mantenimento d’uomini e mezzi nei Paesi colonizzati (Afghanistan, Libano, Irak, Kosovo, ecc), per la formazione di 190 mila uomini pronti alla "proiezione rapida" nei territori esteri di "interesse nazionale" nel quadro del Nuovo Modello di Difesa e per assicurare la continuità al programma di caccia da combattimento europeo Eurofighter. La Finanziaria 2008, dopo aver predisposto la copertura monetaria per l'organizzazione  alla Maddalena del G8 nel 2009, che torna in Italia otto anni dopo la mattanza di Genova, prevede anche per quest'anno un incremento dell'11% delle spese militari, che si aggiunge al 12% registrato l'anno scorso: un incremento che in due anni ha raggiunto il 23%. 
I parlamentari hanno già sconfessato nei fatti quello che dichiarano a parole! 
E' palese che l'influenza di molti portavoce dei comitati, legati nei fatti ai partiti di governo, costituisca un freno e un limite del movimento che invece dovrebbe essere autonomo da politici e parlamentari che rappresentano il governo che ha detto sì alla base.
 
Il movimento vicentino ha da tempo travalicato gli argini locali per diventare la bandiera di tutto il movimento no-war. La lotta contro la nuova base Usa è oggettivamente una lotta contro l'imperialismo e lo stesso governo Prodi?
 
Posso affermare che ad oggi lo è solo per una parte del movimento. A mio avviso sarebbe invece fondamentale che tutto il movimento arrivasse a coniugare la questione della nuova base alla questione della guerra e la questione della guerra a quella del sistema capitalistico e di conseguenza ai governi che ne rappresentano gli interessi (Berlusconi o Prodi).
La presenza di “Movimento Zero”, ad esempio, che è legittimata da una parte cospicua del movimento No Dal Molin, va verso tutt’altra direzione. E’ necessario che il movimento di Vicenza, proprio perché è visto dall’intero movimento no-war come un simbolo importante, non faccia confusione fra la scelta di essere un grande e forte movimento popolare e la scelta di accogliere al suo interno organizzazioni che sono in contraddizione con il No alla guerra.
 
Il 30 novembre scorso il Tribunale di Trento ha condannato nove attivisti del movimento ad un mese di reclusione (poi convertito in mille euro da pagare) per aver bloccato i treni alla stazione di Trento, dopo che Prodi aveva annunciato la non opposizione alla costruzione dell'aeroporto "Dal Molin". Con questa sentenza si è cercato di condannare il movimento stesso. Che ruolo gioca la repressione dello Stato borghese nella partita?
 
Alla vigilia d’ogni manifestazione il livello e i toni si alzano e, attraverso la stampa borghese, con allarmismi e tensioni si cerca di fare in modo che la gente rimanga a casa e che il movimento sia isolato. Ricordiamo gli arresti e i titoli dei mass media alla vigilia della manifestazione del 17 febbraio che, però, non hanno impedito che lavoratori, pensionati, studenti, sfilassero numerosissimi nelle strade di Vicenza.
 
E' possibile il collegamento tra la lotta contro il Dal Molin e le altre vertenze vive nel Paese, a partire dal movimento No Tav, fino alle vertenze per i rinnovi contrattuali e quelle per il diritto alla casa e contro il precariato?
 
Oltre ad essere possibile questo collegamento è necessario. Con il movimento No Tav, il movimento vicentino ha stretto un forte legame. Sarebbe importante che la lotta contro il Dal Molin si stringesse in modo definitivo al movimento contro la guerra, a livello internazionale. Il tema della guerra, inoltre, non può essere slegato dal tema del lavoro, degli attacchi allo stato sociale, dell’ambiente. Ad esempio per legare la lotta contro il Dal Molin alle lotte nel mondo del lavoro è fondamentale il ruolo svolto dal sindacato all’interno del movimento. La presenza della Cgil e della RdB-Cub nel movimento di Vicenza è una presenza importante. La Cgil sta, però, nei fatti,  svolgendo un ruolo “politico” (organizzando ad esempio”la festa NO DAL MOLIN” con i parlamentari) e non fa quello che potrebbe e sarebbe importante fare: organizzare i lavoratori nei posti di lavoro (assemblee informative, sciopero) in modo di collegare il mondo del lavoro al movimento. La RdB-Cub è realmente presente all’interno del movimento con molti suoi iscritti ma troppo spesso si muove, a mio avviso, in modo “movimentista” e, “sciogliendosi nel movimento”, rischia di depotenziare il suo importante ruolo che in qualche occasione, invece, è riuscita a ritagliarsi con impatto positivo. Il giorno della manifestazione del 17 febbraio la Cub è stato il sindacato che ha avuto il merito di indire lo sciopero. Recentemente, il 10 dicembre, a Vicenza, è stato inaugurato il nuovo teatro civico: il movimento No Dal Molin era davanti all’entrata a contestare, la RdB-Cub di Vicenza era insieme al movimento ma con striscioni e volantini per ricordare che sette milioni di lavoratori aspettano il rinnovo dei contratti e che si muore sempre di più nei posti di lavoro.  Insieme al movimento, quindi,  ma portando un punto di vista specifico, per tentare di legare i temi delle basi militari e della guerra a quelle del lavoro. A mio avviso è questa la strada da perseguire e che può aiutare il movimento ad essere sempre più forte e consapevole. Il movimento deve saper far tesoro di punti di vista solo apparentemente “specifici” ma nella realtà collegati gli uni agli altri e che evidenziano che l’attacco del capitalismo è generale e grave. 
 
Intervista a cura di Davide Margiotta
 
Ultim'ora: avevamo già chiuso questa intervista quando sono arrivate le dichiarazioni di Massimo D'Alema dagli Stati Uniti: incontrando gli esponenti del governo Bush li ha rassicurati sulla base a Vicenza: "è una questione ormai risolta".
Una vera e propria provocazione contro la manifestazione di sabato prossimo e un motivo in più per manifestare in tanti a Vicenza: contro la base, contro il governo, contro l'ipocrisia dei parlamentari de La Sinistra-l'Arcobaleno (Prc, Pdci, Sd, Verdi) che mentre mimano una partecipazione al movimento contro la base di Vicenza continuano a sostenere questo governo di guerra.
 
 

 

 

Intervista a un sopravvissuto a Dachau

 
Intervista a un sopravvissuto a Dachau Intervista a un sopravvissuto a Dachau
Ermando Parete di Abbateggio (Pescara) è stato internato a Dachau dal settembre del '43 al 29 aprile del '45. In un passo della sua intervista realizzata da Novella Di Paolo e Daniela Mantini de wwwilpiccolodabruzzo.it in occasione della giornata della memoria 2007, Parete dice: "Sono sfuggito ai forni crematori solo perché quel giorno gli aguzzini erano stanchi: avevano già bruciato troppi corpi. Io ho lasciato Dachau, ma Dachau non ha lasciato me".

Il video è realizzato dai redattori de il piccolodabruzzo.it giornale on line nato nel 2005 e frutto di un corso di giornalismo. Il giornale intende essere un laboratorio dove l'intervista e l'inchiesta sono i ferri del mestiere; per sapere, conoscere e capire; con una funzione di controllo e di critica, senza pregiudizi.

Visita il sito: www.ilpiccolodabruzzo.it
Per informazioni: redazione@ilpiccolodabruzzo.it

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Il Nuovo Secolo Americano

 
un film di Massimo Mazzucco

Il nuovo secolo americano presenta tutti i retroscena storici, politici, economici e filosofici che avrebbero portato agli attentati dell'11 settembre per vie ben diverse da quelle che ci sono state raccontate.

"Storicamente accurato, narrativamente coinvolgente, "Il nuovo secolo americano" è senza dubbio uno dei migliori film sui retroscena dei fatti che hanno portato all'11 settembre"
- Webster G. Tarpley

I capitoli del film:
LA PAURA ATOMICA - Una premessa fondamentale
OSAMA BIN LADEN - Quello vero e quello inventato
GEORGE W. BUSH - Un presidente in ostaggio
NEOCONS - Un gruppo che viene da lontano
I PRECEDENTI STORICI - Guerra e Costituzione
PETROLIO e GAS- La nuova geografia mondiale
IL COMPLESSO MILITARE-INDUSTRIALE - Una profezia avverata
LA GUERRA MEDIATICA - Più importante di quella reale
CONTRACTORS - La guerra dei privati
LE FORZE OSCURE - Iraq terra di nessuno

Il Nuovo Secolo Americano è stato presentato alla 31 Mostra Internazionale del Cinema di San Paulo, Brasile, il 26/29 Ottobre 2007

Per maggiori informazioni: clicca qui

Visita il sito: www.luogocomune.net
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Diliberto: «Clamoroso che non si voglia cercare la verità»

(30.10.07) - «E' clamoroso che non si voglia trovare la verità su un fatto che ha stroncato una vita umana, insanguinato le strade di Genova, offeso la sensibilità civile e la moralità di milioni di italiani e fatto calare pesanti sospetti anche sul comportamento di parti delle istituzioni»q-genova_30-10

Leggi tutto...

                                                                  

Scoppia lo scandalo dei brogli sul voto del Pd. Rutelli aveva ammesso: "Mi hanno riferito di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza"

 

 

 

 

Dario Fo è per la Resistenza Laica

Video-intervista. Il premio Nobel, l'apologia del dubbio e la diffidenza nella fede: "La Chiesa vuole apparire democratica ma non lo è, e da quando si è immessa nella logica del Potere ha aggiustato anche il Vangelo".


Genova, giustizia negata

La "macelleria messicana" di Genova 2001

  17 Novembre 2007: torniamo a Genova!

Genova per voi
Inserito da Il Brigante Rosso (del 18/11/2007 @ 09:34:53, Tratto da Aprile Online, linkato 9 volte)
Per tutti coloro che pensavano qualcosa di diverso da una manifestazione del "popolo di Genova", un popolo che abbiamo imparato a conoscere nelle drammatiche giornate del luglio 2001, quando a poche ore dalla morte di Carlo Giuliani 300.000 persone, del tutto pacifiche malgrado quanto successo, subirono la provocazione e l'aggressione congiunta di forze dell'ordine e black block; per tutti quelli che si attendevano (o speravano?) un clima teso, grazie anche alla collaudata pratica di alcuni mezzi di informazione, oramai specializzati nel soffiare sul fuoco, come inequivocabilmente hanno dimostrato l'ultima puntata di "AnnoZero" e i titoli della "Repubblica" ("Genova, torna l'incubo del G8").
Per tutti coloro che non hanno potuto offrire il proprio contributo con la loro presenza (i motivi possono essere vari, un improvviso impegno, una situazione personale non più come quella del 2001, una paura recondita, determinata dall'allarmismo ingiustificato di cui sopra).
 
Per Haidi e Giuliano Giuliani, composti come sempre nel loro dolore, felici di una testimonianza arrivata da un miscuglio eclettico di uomini e donne, giovani e vecchi, genovesi e italiani di ogni parte della penisola.
 
Per coloro che continuano imperterriti a negare la verità, ad ostacolare la giustizia, a insistere senza alcuna vergogna sulle responsabilità dei "violenti", quando a sei anni di distanza anche tra le stesse forze dell'ordine il concetto di "macelleria messicana" -applicabile non solo a quanto accaduto alla Diaz, ma estendibile a tutte le altre giornate del G8 2001, con l'ignobile supplemento di Bolzaneto- oramai non è più un tabù.
 
Infine, per quei ragazzi che alla testa del corteo hanno voluto ricordare con un lungo applauso un ragazzo morto domenica scorsa in circostanze ancora poco chiare, lasciando da parte le opposte radici ideologiche e le differenti opinioni politiche.
 
Per tutto questo, e per ognuno di loro, il popolo di Genova ha marciato insieme, compatto, allegro ma consapevole. Con la voglia di pace e l'utopia della libertà sempre nel cuore.

 

17 novembre 2007
                                            
Aiutate i nostri poveri politici investigatori a raggiungere la "Verità".
Chi di voi trova la strada e ce la invia entro i prossimi 50 anni (tempo medio per le commissioni di inchiesta), vincerà una vignetta personalizzata per il suo blog ... se saremo ancora tra di voi provvederemo a farvela.
Definizione di "Commissione Parlamentare di inchiesta":
"Si tratta dell'unico organismo esistente in natura provvisto di molteplici stomaci e NESSUN cervello".
Per la verità, il "cervello" che la dirige ESISTE, ma è ESTERNO all'organismo ... per questo funziona così BENE.

 

 

7 novembre 2007 : il video della manifestazione a Mosca  

                                                 

   Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. (Karl Marx e Friedrich Engels)
 
evi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!
1917-2007: buona rivoluzione a tutti
                            

                                               1917-2007:                       
                       
90 anni di spinta propulsiva   
                90° OTTOBRE, A MOSCA ITALIANI OSPITI D'ONORE 6/11/07

                           Oggi ricorre il 90° anniversario della Rivoluzione russa.
                                                                                    Sul Blog di Luciano Bezerédy
                                                                          un filmato che rievoca lo storico periodo.
 
                                                              http://linearossa-pcdiml.blogspot.com/
7 NOVEMBRE 2007

 

90° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE!

 

 Linea Rossa Genova (già) del P.C.d’Italia (marxista-leninista) nella giornata del 7 Novembre, 90° Anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, augura ai compagni, alle compagne buon lavoro!

 

Avanti compagni, al lavoro per ricostruire il Partito Comunista Marxista-Leninista nel nostro paese!

 

Ricostruire il Partito comunista è la necessità impellente, messaggio incorrotto ed attuale che ci giunge dall’Ottobre bolscevico vittorioso!

 

E’ necessario il Partito Comunista quale reparto cosciente, organizzato e disciplinato, avanguardia della Classe Operaia e innanzitutto, consapevoli, che occorre ricostruire il Partito Comunista ideologicamente.

 

« Senza teoria rivoluzionaria, - diceva Lenin – Non vi può nemmeno essere movimento rivoluzionario … Solo un Partito guidato da una teoria d’avanguardia, può adempiere la funzione di combattente d’avanguardia ». ( Lenin - <<Che fare? >> 1902, per i tipi delle Edizioni Italiane di Cultura Sociale, Parigi 1935 - pagg.30-31).

 

VIVA LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE! VIVA LENIN!

 

Linea Rossa Genova (già) del Partito Comunista d’Italia (m-l)

 

Genova, 7 Novembre 2007

 

 

"Al lavoro per l'organizzazione, l'organizzazione e l'organizzazione! Ad
onta di tutte le prove l'avvenire è nostro!" (Lenin, 1918)

 

 

 

 

6 novembre 2007
Stamattina, intorno alle 7.25, si è spento Enzo Biagi. Aveva 87 anni.
Adesso ci sarà una grande rincorsa su chi riuscirà a inviare le condoglianze e i necrologi più commoventi e strappalacrime.
La solita
"pelosa pietas ipocrita e italiana".

Dov'erano quei politici, giornalisti e italiani, mentre Enzo Biagi subiva cinque anni di abusi, censure e violenze?
Adesso scrivono i "coccodrilli" ... gli ipocriti!
Buon riposo SIGNOR Biagi

 

 

 

Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato

 
Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato
La storia di Peppino Impastato, un giovane siciliano che si è speso in prima persona per combattere la mafia, protagonista dello spettacolo "Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato", un'opera che tratta i giorni della sua vita, il suo impegno politico e sociale, la dicotomia tra eroe e cittadino, martire della lotta contro le mafie.
Lo spettacolo nasce dallo studio e la lettura di documenti, interviste e poesie scritte proprio da Peppino, un modo per testimoniare l'accaduto, ricostruire chi era Peppino, dichiarare una volta ancora cosa è realmente successo quel 9 Maggio 1978 e chi furono i mandanti dell'omicidio. Lo spettacolo "Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato" è un'opera intensa, commovente, capace di far toccare la profondità dell'evento messo in scena.
E' un monologo musicato: tre musicisti, basso, violino, chitarra e voce, ed un attore, che prendono per mano il pubblico e lo accompagnano all'interno di una storia lontana 30 anni, ma mai dimenticata.


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Una Scelta di Vita : Giorgio Amendola
il 21 novembre ricorre il centenario della nascita di un grande Comunista
In occasione della rilettura di due libri eccellenti di Amendola, Una scelta di Vita e Un’ Isola, mi piace riproporre la biografia di questo grande comunista.
« Non aveva neppure vent’anni quando il padre — dal 1919 deputato di Salerno vicino alle posizioni di Francesco Saverio Nitti — mori il 7 aprile 1926 in una clinica di Cannes per le conseguenze di un’ aggressione fascista di cui era stato oggetto nel luglio del ’25. continua

 

 

 

 


32 anni dall'assassinio di Piero Bruno
Il 22 novembre 1975, durante una manifestazione a sostegno della lotta del popolo angolano, Piero, sostengono gli abitanti della zona che videro tutto dalle finestre e testimoniarono, veniva colpito prima alla schiena e poi quando era a terra ferito. La sentenza fu la stessa di tante oscure vicende analoghe nella storia della nostra Repubblica : archiviazione ! Ma noi non vogliamo dimenticare.

 

 

 

Il documento approvato all’unanimità all’Assemblea delle reti e organizzazioni contro la guerra a Roma

                                                  

L’Assemblea del 25 novembre delle reti e organizzazioni - che hanno promosso la manifestazione del 9 giugno contro Bush e contro la politica militarista del governo Prodi - e delle strutture che lottano contro la guerra, le basi e le spese militari, ha deciso:

 

1) l'avvio di un Patto permanente contro la guerra, adeguato a fronteggiare l'escalation della guerra - che è appunto permanente e globale - che preveda Assemblee nazionali periodiche di resoconto, discussione e decisione sulle iniziative ed un Gruppo di collegamento che operi concretamente tra una iniziativa e l'altra. A questo gruppo è importante che partecipino sia le organizzazioni e reti nazionali sia le reti locali impegnate contro le missioni, le basi e le spese militari. Un’alleanza di questo genere sarà davvero efficace se riuscirà a valorizzare e a fornire validi strumenti di collegamento su scala nazionale a tutte le strutture locali che sul territorio si battono quotidianamente contro le politiche e gli strumenti di guerra;

 

2) la partecipazione piena e convinta alla “tre giorni” internazionale di Vicenza e in particolare alla manifestazione del 15 dicembre. Contrastare la politica di guerra significa infatti manifestare contro il Dal Molin a Vicenza - dove ci auguriamo di vedere tutte quelle reti, organizzazioni, strutture e singoli che in questi anni con coerenza si sono battuti contro la guerra “senza se e senza ma” e non quei parlamentari che hanno appena votato il finanziamento per la costruzione della nuova base, gli stanziamenti per le missioni di guerra e l'aumento di spesa per le armi - e impedire poi in ogni modo che inizino i lavori della base. Al fine di avere la massima partecipazione il 15 a Vicenza, è fondamentale esercitare la massima pressione nei confronti di Trenitalia che, con l’avvento del governo di centrosinistra, ha avviato una politica di boicottaggio della libera circolazione dei manifestanti, stracciando accordi che prevedevano (con modalità simili a quelle praticate dalle compagnie aeree per riempire i veivoli) prezzi fortemente scontati quando un elevato numero di persone usava i treni per recarsi a manifestazioni;

 

3) di fare propria la Giornata internazionale contro la guerra e il liberismo del 26 gennaio promossa dal Forum Sociale Mondiale, che proponiamo venga dedicata in Italia a manifestare per il ritiro di tutte le truppe dai fronti di guerra, per la chiusura delle basi militari, la drastica riduzione delle spese di guerra e l’aumento delle spese sociali, per la riconversione delle fabbriche d’armi e degli altri luoghi/strumenti di guerra, per la revoca dell’accordo per la produzione e l’acquisto dei caccia F35, contro l'insieme della politica militarista del governo Prodi che ha imposto nella Finanziaria l'ulteriore (dopo quello altrettanto consistente dell'anno scorso, per un totale del 24%) aumento dei finanziamenti alle Forze armate, alle missioni militari, alle basi (con lo stanziamento per il Dal Molin) e al complesso militare-industriale, e che include l'accordo militare Italia-Israele e l'embargo alla Palestina, l'adesione allo scudo missilistico USA, le minacce di guerra all'Iran.

Tenendo anche conto del fatto che a gennaio il governo presenterà il decreto per il rinnovo delle missioni belliche in Afghanistan e negli altri teatri di guerra, l’Assemblea ha espresso un orientamento a realizzare nella giornata del 26 gennaio una manifestazione nazionale. Al fine di allargare l’iniziativa a tutte le reti e organizzazioni che lottano coerentemente contro la guerra, le basi e le spese militari, sarà comunque la prima riunione del gruppo di collegamento del Patto, che si terrà il 18 dicembre a Firenze, a sancire definitivamente le forme della mobilitazione del 26. Nel corso di tale riunione, si farà anche il punto sulle varie proposte di iniziativa, emerse nel corso dell’Assemblea, in difesa e sostegno della lotta del popolo palestinese.

 

Infine, di fronte all’ennesimo militare italiano morto in Afghanistan, l’Assemblea ha ribadito che l’unica scelta di pace è il ritiro delle truppe. Infatti l’attuale missione italiana è una partecipazione alla guerra a tutti gli effetti e di questa morte, come di tante altre, portano tutte le responsabilità il governo italiano e chi lo appoggia.

 

Roma   25 novembre 2007

 

 

 

                  Abbasso il Duce

 
Abbasso il Duce Abbasso il Duce
N.A.Di.R. informa: per gentile concessione del Circolo ARCI Indiosmundo di San Polo d'Enza (RE) vi proponiamo la memoria della resistenza a San Polo. Due giovani documentaristi, Marco Righi e Cosimo Bizzarri, danno vita ad un racconto corale sugli anni della guerra e della resistenza a San Polo d'Enza, un piccolo paese della provincia reggiana. La percezione della guerra, la scelta del partigiano, la politica, il ruolo delle donne e l'aiuto della popolazione, ma anche le battaglie, gli amori e gli aneddoti ridicolli.

Regia e montaggio: Marco Righi
Interviste e testi: Cosimo Bizzarri
Musiche: SIOUR ROS - MONO
Produzione: INDIOSMUNDI

Visita il sito: www.documentarioitaliano.it
Visita il sito: www.mediconadir.it

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Disarmiamo la Storia

 
Disarmiamo la Storia Non un filmato sulla PACE, ma alcune piste e testimonianze per riflettere, discutere, approfondire, decidere... e fare...

Armi - Società Civile - Informazione - Europa e Onu - Proposte di Pace

Interviste e immagini raccolte alla manifestazione nazionale "Arena di Pace" - Verona, 1 giugno 2003 e al seminario organizzato da Beati i Construttori di Pace "Per un futuro senz'armi" - Padova, 6-9 agosto 2003

Gianfranco Benzi - Antonio Dall'Olio - Carlo Gubitosa - Alex Zanotelli - Massimo Toschi - Sabina Siniscalchi - Savino Pezzotta - Antonio Papisca - Nancy Bailey - Luisa Morgantini - Lidia Menapace - Daniele Lugli - Tino Bedin - Lisa Clark - Ferdinando Pellegrini - Achille Lodovisi

Visita il sito: www.beati.org

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Maria Cervi racconta la sua casa e la sua famiglia

 
Maria Cervi è morta l'11 giugno 2007, dopo aver dedicato la sua vita a testimoniare la storia tragica ed esemplare della sua famiglia e a sostenere, insegnare e divulgare i principi antifascisti e il valore della memoria, della democrazia e della libertà di pensiero.

Maria Cervi ci guida nel Museo "Casa Cervi" a Gattatico, ambientato nella casa in cui lei visse 28 anni.
Accompagnandoci attraverso le stanze dell'edificio racconta la storia della sua grande famiglia di contadini autodidatti progressisti e innovatori sia nell'agricoltura che nella società, antifascisti e resistenti.
La sera del 25 novembre 1943 i fascisti arrestarono Alcide Cervi, nonno di Maria, con i suoi sette figli, tra i quali Antenore, padre di Maria. Il 28 dicembre dello stesso anno i fascisti fucilarono i sette fratelli senza neppure informare i familiari. Maria, che aveva nove anni, ricorda molto bene quei giorni tragici e anche le difficoltà del periodo successivo, in cui i suoi nonni Alcide e Genoveffa insieme alle nuore portarono avanti la famiglia mantenendo sempre il senso della giustizia e della libertà, continuando a lavorare nella loro casa e resistendo a chi avrebbe voluto allontanarli e far dimenticare la strage.
Maria è capace di trasmetterci lo spirito positivo della Famiglia Cervi e di farci capire l'inutilità delle guerre.

Cortesia di Sergio Gibellini

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Nel Suo Nome - Versione completa

 
Nel Suo Nome - Versione completa Nel Suo Nome - Versione completa Nel Suo Nome - Versione completa
Scritto e interpretato da Marco Cortesi
"Ci ammazziamo come cani perchè crediamo in Qualcosa di diverso, ma questo maledetto Inferno resta uguale per tutti" - Tadija Mrkonijc - sopravvissuto - Sarajevo '92

Un film-documentario per raccontare il dramma di una delle guerre più crudeli che siano mai state combattute dall'uomo: Ex-Jugoslavia 1991-1995. Tre popoli e tre religioni, gli uni contro gli altri, nel nome del proprio Dio.
Un film per non dimenticare quello che a distanza di soli 10 anni potrebbe accadere di nuovo.
"Nel Suo Nome" è il racconto di una storia vera.

"Emozionante e Bellissimo" - Il Resto del Carlino

"Picchiano con il calcio del fucile alla nostra porta. C'è un uomo alto, senza capelli con la barba grigia ed una fascia verde al braccio. Dietro di lui due ragazzi giovani, armati. Guarda me, guarda i miei bambini. Poi sorride. "Fuori. Per favore. " I miei bambini cominciano a piangere. "Andrà tutto bene... andrà tutto bene" continuo a ripetere loro. Ma Dio solo sa cosa ci attendeva oltre la porta."

"Nel Suo Nome" sostiene Amnesty International - www.amnesty.it
Visita il sito del film: www.marco-cortesi.com

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Chavez accusa la  Spagna di Aznar

                                                         Documentario su come il re Juan Carlos ha accumulato la sua fortuna

 

 Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Reggio 14 - 10153 Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana:
 
Movimento Comunista Internazionale

 - La grande manifestazione del 7 novembre a Mosca (video)
 - Dal Vietnam: L'attualità della Rivoluzione di Ottobre
 - Minsk: Il P.C. portoghese all'Incontro Internazionale
 
Unità dei comunisti

 - Contro l'omologazione e la liquidazione dei comunisti
 
Mondo multipolare

 - L'alleanza tra Brasile e Venezuela corrisponde agli interessi nazionali
 - La Nato e l'incubo di Brzezinski
 
Europa - politica e società

 - ONG: dall'aiuto alla collaborazione
 
Afghanistan

 - Conferenza della sinistra afgana
 - La tragedia afgana censurata dai media
 
Birmania Myanmar

 - Birmania: la sollecitudine interessata degli Stati Uniti
 
Bolivia

 - Evo Morales in visita in Italia
 
Colombia

 - FARC-EP: La morte eroica di Martín Caballero
 
Cuba

 - La guerra contro Cuba (video)
 - Prensa-latina al 10-11-07
 
Pakistan

 - Washington rimescola le carte
 
Sudafrica

 - La resistenza del P.C. Sudafricano (SACP) contro il governo neoliberale
 
Turchia

 - Il vero nemico dei Turchi e dei Kurdi si trova a Washington
 
Venezuela

 - Il P.C.V. in difesa della rivoluzione e per il socialismo
 
Italia - politica e società

 - Un ragazzo è stato ucciso dalla polizia. Adesso siate coraggiosi
 - Arginare la deriva delle curve
 
Lavoro

 - 9 novembre: sciopero generale del sindacalismo di base
 - La svolta moderata danneggia la CGIL
 - Comunicato Stampa della FIOM Fincantieri
 
Scuola

 - Decreto Fioroni: più confusione che riparazione
 
Appuntamenti

 - Bologna 17/11/07 - Forum sul revisionismo e negazionismo storiografico
 
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Base U.S.A.F. di Aviano. Secondo incidente aereo causato da velivolo statunitense in poche settimane

Comunicato stampa della Rete nazionale Disarmiamoli!

8 novembre 2007 – Al momento si contano cinque morti e sei feriti nell’incidente causato da un elicottero militare USA precipitato nella campagna trevigiana, vicino al fiume Piave a poche centinaia di metri dal comune di Santa Lucia del Piave. In pratica a 200 metri dall’autostrada A27. Era un elicottero Black Hawk UH60 adibito per il trasporto di truppe.

Il velivolo era decollato dalla base militare Usa di Aviano, per un sorvolo di addestramento sull’area. A bordo undici militari americani di stanza nella base Usaf. Per permettere un intervento più veloce dei mezzi di soccorso, è stata bloccata l’autostrada A27 nel tratto più vicino al punto dove è precipitato l’elicottero. Sette gli elicotteri dei soccorsi atterrati sul ponte dell’autostrada per trasferire sulle ambulanze morti e feriti, trasportati poi negli ospedali di Treviso e Conegliano.

Sono passati solo 51 giorni da quando un F16 USA, decollato sempre dalla base di Aviano, precipitando ha sfiorato le abitazioni di Fusine e Soramaè, piccole frazioni di Zoldo Alto, in provincia di Belluno, per poi disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi dei residenti, in un bosco vicino.

Dell’F16 caduto il 19 settembre scorso la stampa nazionale si occupò pochissimo. Nessun morto, pochi danni, a parte la perdita di un aereo con il costo del quale si potrebbero gestire per più anni l’amministrazione di uno dei Comuni “sfiorati”.

I 5 ( o forse molti di più) morti e la vicinanza all’A27 dei resti dell’Hawk UH60 costringono al momento la stampa nazionale a parlare del disastro aereo di questa mattina.

Impressionante il movimento di mezzi aerei per portare in salvo i feriti e via le salme statunitensi.

Un solo elicottero, in molti casi, salverebbe la vita di tanti automobilisti, che a migliaia periscono ogni anno sulle nostre autostrade.

Quale autorità italiana - e perché - concede a velivoli così potenti e pericolosi di volare sulle teste degli abitanti di Belluno e Treviso? Quanti aerei, elicotteri ed altri velivoli a stelle e strisce scorrazzano quotidianamente in lungo e largo per la penisola? Oltre alle truppe, cosa trasportano questi velivoli di tanto prezioso da bloccare, come nel caso di questa mattina,  una autostrada ed un area di chilometri di perimetro? Se l’F16 o l’Hawk UH60 fossero precipitati in un centro abitato quanti morti avremmo dovuto contare?

Tante domande, nessuna risposta. Da oltre 60 anni.

I “liberatori” - coscienti della loro totale impunità giuridica e penale - dispongono dei nostri territori e delle nostre vite a loro piacimento, come nel caso della strage al Cermis e di tanti altri omicidi, stupri, sevizie, torture, sequestri, trame nere e stragi nei porti, nelle stazioni  e nelle piazze di questo nostro povero paese, alla mercè del colosso statunitense a causa di governi proni e succubi, di cui l’attuale è fulgido esempio, come dimostra il placet alla base al Dal Molin, il silenzio sul sequestro di Abu Omar e sull’omicidio Calipari, i finanziamenti per la costruzione degli F35 USA a Cameri, l’accordo per lo scudo antimissilistico. Potremmo riempire pagine e pagine di simili esempi, a descrivere una subalternità umiliante ed insopportabile.

Contro la criminale arroganza USA e il vergognoso comportamento dei governi italiani l’unica strada è quella indicata dai cittadini di Vicenza e dalle lotte dei tanti comitati che in tutta Italia si battono per chiudere per sempre le basi della morte.

 

La Rete nazionale Disarmiamoli!

 

Giovedì, 8 novembre 2007

 

www.disarmiamoli.org  info@disarmiamoli.org

 

Lavoriamo uniti perché gli F16 U.S.A. non si alzino più in volo sui cieli di Aviano.

 

21.09.2007 - Comunicato della Rete nazionale Disarmiamoli!

 

Un F16 decollato dalla base di Aviano, precipitando, ha sfiorato le abitazioni di Fusine e Soramaè, piccole frazioni di Zoldo Alto, in provincia di Belluno, per poi disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi dei residenti, in un bosco vicino.

 

Ancora una volta si è sfiorata una strage, come quella del Cermis che il 3 febbraio 1998 costò la vita a 20 ignari sciatori. Ancora una volta i nostri cieli violati da un sistema bellico infernale, in procinto di scatenare nuove e devastanti guerre contro l’Iran, la Siria, il Libano.

 

Il movimento italiano contro le basi militari USA/ NATO ha intrapreso in questi anni un percorso di coordinamento nazionale con l’obiettivo di rendere più efficace la sua azione.

La lotta di Vicenza contro la base al Dal Molin, quella di Novara contro la costruzione degli F35, la resistenza dei tanti comitati presenti sui territori occupati dagli insediamenti militari sono il tessuto connettivo di questo coordinamento, intersecatosi naturalmente con il più generale movimento NoWar, espressosi in forme chiare ed indipendenti lo scorso 9 giugno a Roma contro Bush e le politiche belliciste del governo Prodi.

 

Da questo processo di unificazione sono emerse in questi mesi proposte di mobilitazione costante sui territori, in grado di sostanziare una linea condivisa di resistenza attiva alle basi della guerra.

La Legge di iniziativa popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari presentata in Corte di Cassazione il 19 settembre va in questa direzione, indicando un percorso concreto di consultazione di massa su questa oppressiva e pericolosissima presenza, che devasta ampie fette del nostro territorio nazionale.

 

Chiamiamo tutto il movimento contro la guerra italiano a far proprio questo percorso di consultazione, costruendo in ogni città Comitati Promotori che scendano in piazza, tra la gente, a raccogliere le 50.000 firme necessarie per imporre di nuovo nell’agenda politica nazionale la questione dirimente dell’allontanamento delle basi USA/NATO dai nostri territori.

La Rete nazionale Disarmiamoli!

 

www.disarmiamoli.org  info@disarmiamoli.org  3381028120

UNITÀ di BASE
    U  d  B    Settore Università
 
La nostra solidarietà agli invalidi del lavoro in lotta.
Picchetti di invalidi davanti ai palazzi ministeriali
 
Gli iscritti all’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) da giorni ormai, presidiano le sedi dei ministeri dell’Economia, del Lavoro e l’ingresso del Senato. Le donne e gli uomini iscritti all’associazione hanno messo in atto quanto era stato ventilato nel corso della giornata nazionale che si era svolta a Torino domenica 14 ottobre. Allora il presidente Pietro Mercandelli aveva ribadito la necessità di una concreta politica di sostegno finalizzata al miglioramento delle prestazioni e delle rendite per i superstiti. Un fondamentale tassello secondo Mercandelli che, in quella circostanza, aveva puntato il dito anche sul bassissimo tasso di interesse da parte degli esponenti politici per l’adeguamento delle tabelle che stabiliscono il danno biologico. Non sono bastati dunque i 50 milioni di euro “strappati” dal ministro Cesare Damiano nella Finanziaria del 2008 per placare gli animi dei lavoratori rimasti vittime di incidenti sul lavoro.
Gli iscritti all’Anmil, infatti, si aspettano che il Governo renda “strutturali” queste risorse che consentirebbero un reale e necessario adeguamento di valore delle cosiddette patologie “tabellate”
Proseguono dunque i presidi inoltre, annuncia Mercandelli, “lunedì 26 novembre si svolgerà una giornata nazionale di mobilitazione davanti alle Prefetture”. I palazzi del Governo diventeranno i luoghi simbolo della protesta delle vittime e dei superstiti della “guerra del lavoro”.
Ad essi tutta la nostra solidarietà!
 
Atto d’indirizzo per il CCNL 2006-2009 Università
Come volevasi dimostrare: pochi soldi e tanta “flessibilità”
 
Sul nostro sito, all’indirizzo:
http://www.unitadibase.it/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=21&Itemid=41       troverete il testo integrale del suddetto atto di indirizzo.
Neanche avessimo la sfera di cristallo: l’atto d’indirizzo emanato dal Comitato di Settore (in pratica la CRUI…) che contiene le indicazioni per il nostro Contratto Nazionale futuro prevede pochissimi soldi e tanta flessibilità normativa.
Qui riportiamo, a mo’ di “assaggio”  di tante prelibatezze, alcuni significativi dati.
Per il 2006 non ci sono altri soldi che la sola, misera, Indennità di Vacanza Contrattuale.
Per il 2007 è previsto il 4,46% di “beneficio retributivo", ma solo da Febbraio.     Per il mese di Gennaio c’è solo il 2% di “beneficio”.         Forse davvero pensano che altrimenti ingrassiamo…
Attenzione! A fronte di tanta “manna”  caduta dal cielo, bisogna stornare una quota “non inferiore allo 0,5% degli incrementi retributivi da destinare alla contrattazione integrativa”.  E, dulcis in fundo, la retribuzione finale NON potrà superare complessivamente il suddetto 4,46% di incremento: è ciò che viene specificato nel paragrafo intitolato “Vincoli per la contrattazione integrativa”.    A tanta “munificenza”   si accompagna tanta flessibilità normativa che, in maniera del tutto compiuta, assomiglia sempre più al comando di tipo militare: l’arbitrio fatto norma!
È, in poche parole, il recepimento del Memorandum sul Pubblico Impiego e degli accordi del 6 aprile u.s. firmati da TUTTI i sindacati “maggiormente rappresentativi”.
Gli stessi che, con ineguagliabile faccia di bronzo,
pretendono il vostro voto per il rinnovo delle RSU che si svolgeranno tra pochi giorni!
Un’analisi più dettagliata ed esaustiva la proporremo nei prossimi giorni.
Per il momento, leccatevi i baffi.  O le ferite, forse è meglio…
 
Bologna,  13.11.07                                                                                                 UdB Università

 

                  

 

Redtshirt

"Con Rita Montalcini
contro ogni forma di violenza fascista. Solo parole, nessun vero aiuto. Vergognamoci!"

                                          Straordinario:" gallerie/cronaca/disegni-rastrellamenti"

*EPIGRAFE PER UN GIUSTIZIATO*    -     Quando calpesterai quel ciuffo di ortiche che io fui in un altro secolo, in una storia che ti parrà antica, sappi che io ero innocente e che, come te, quel giorno, avevo un viso solcato dalla collera, dalla pietà e dalla gioia; un viso d'uomo, semplicemente.     (anonimo, internato ad Auschwitz)

 

 

 
 
Dichiarazione del Comitato Centrale del KKE (Partito Comunista della Grecia)
(a cura del Centro di cultura e documentazione popolare di Torino)
 
Urss e rivoluzione di ottobre
Il KKE sul 90° anniversario della Grande Rivoluzione Socialista di Ottobre in Russia (1917)
 
http://www.linearossage.it/appelli/kke_90_ottobre_1917.htm
 

 

 

Care/i compagne/i,

come sapete sabato 10 novembre 2007, a partire dalle h. 16.30, presso il Villaggio Globale di Roma si svolgerà la manifestazione conclusiva per il 90° anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre.

Per una partecipazione ampia, consapevole ed attenta, si trasmettono le seguenti indicazioni.

Il Villaggio Globale è così raggiungibile: dalla stazione Termini prendere il bus 170 (parte ogni 12’) e scendere alla fermata di Largo Giovan Battista Marzi. Proseguire a piedi in direzione di Ponte Testaccio (60 mt.) e quindi  sempre diritti sul Lungotevere Testaccio, fiancheggiando l’ex mattatoio, per altri 100 mt. circa, fino all’ingresso del Villaggio Globale (la strada è riconoscibile per la presenza di un campo nomadi).

In alternativa: prendere dalla stazione Termini la metro B, direzione Laurentina, scendere alla fermata “Piramide”, raggiungere a piedi Via della Piramide Cestia e prendere l’autobus 719 per 5 fermate, fino alla fermata di Largo G.B. Marzi. Da lì come sopra.

Per chi viene in auto: si può parcheggiare in Via di Monte Testaccio, alle spalle del Villaggio Globale.

E’ buona norma che i compagni arrivino e si allontanino sempre in gruppo.

Per quanto riguarda lo svolgimento dei lavori.

L’assemblea inizierà non più tardi delle 17. Vi sarà una presidenza composta dai promotori che aprirà l’assemblea e leggerà una relazione introduttiva comune. Seguiranno gli eventuali interventi delle singole forze promotrici ed aderenti, che avranno la precedenza su quelli dei non-aderenti presenti in sala (salvo il caso di compagni che devono ripartire). Gli interventi dovranno essere contenuti entro i 10-12 minuti (max. 4 cartelle scritte con Times New Roman 12), per dar modo a tutti di parlare. Relazioni più ampie potranno essere illustrate o sintetizzate nello stesso tempo e successivamente consegnate alla presidenza per la pubblicazione di un fascicolo interamente dedicato al 90° anniversario che conterrà relazioni, interventi, comunicati, messaggi, ecc. e sarà inviato in forma elettronica agli interessati.

Fra un discorso e l’altro sarà data lettura di comunicazioni e/o messaggi di partiti ed organizzazioni esteri.

Chiunque abbia intenzione di intervenire è bene che si prenoti fin da subito facendolo presente a questo indirizzo e-mail.

Al termine dell’assemblea (h. 20.30-21) si potrà cenare a prezzi popolari in una sala vicina. Verso la fine della cena inizierà, nello stesso locale, lo spettacolo teatrale, ed a seguire canzoni di lotta.

Tutte le realtà aderenti avranno la possibilità di esporre libri, giornali, documentazione, ecc.

A tutti i partecipanti sarà chiesta una libera sottoscrizione che servirà a coprire le spese di propaganda e di organizzazione dell’iniziativa. I compagni che necessitano di un posto letto per la notte del 10 devono avvisarci il più presto possibile.

Si raccomanda a tutte le forze ed a tutti i compagni aderenti di far conoscere la manifestazione conclusiva del 10 novembre a Roma propagandandola nelle iniziative in cui si è presenti (riunioni, assemblee, scioperi, ecc.). Si invita inoltre a comunicare le varie iniziative locali sul 90° anniversario.

 

Un abbraccio fraterno a tutte/i.           

 

il Comitato promotore

 

30/10/2007   

 

Per la mappa del percorso rimando al sito di Linea Rossa Genova      http://www.linearossage.it/appelli/roma_10nov.htm       

   

 

     

 

                                tornano i fascisti !

                      Pdci: «Aggressione neofascista» a Genova Brignole {leggi qui)

                                  
Il comunicato dell'A.N.P.I.

             
l'antifascimo é sempre attuale: Alo' Salo' alala' di Antonio Tabucchi

 

 

                                                    Guerra popolare in Perù

 

 

Volontè, Udc: Bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo

Il capogruppo dell'Udc alla Camera lancia una proposta 'choc': bisogna prevedere il reato di apologia del comunismo. Ma dal mondo politico arriva un coro di 'no'. "Martedì mattina - annuncia Volontè - ogni deputato, rappresentate del popolo italiano,riceverà in casella il modulo di adesione alla nostra proposta di legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo".

"Piazza San Pietro - prosegue in un'altra nota Volontè - è il luogo della verità laica e storica. Oggi si innalzano agli altari 498 martiri cristiani del comunismo spagnolo. Cento milioni sono i morti della vergogna comunista figlia della ideologia di Marx, Engels e Lenin. I comunisti italiani non solo mantengono i simboli e il nome di tale macabra ed omicida dottrina ma addirittura si recheranno in 'pellegrinaggio' alla piazza Rossa. Una vergogna e una menzogna senza precedenti, pari solo alle celebrazioni del Festival del Cinema di Veltroni tributata al macellaio Che Guevara".

"Il principio di libertà di espressione - secondo il deputato centrista - deve prevedere gli stessi vincoli per il nazifascismo ma anche per il comunismo. La verità, almeno quella storica, non può ammettere eccezioni. E' inaccettabile una alleanza di governo con protagonisti adepti della setta sanguinaria comunista".

Immediate le repliche dalla maggioranza e dall'opposizione. Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, sottolinea: "Divieto di apologia del comunismo? Volontè si rilegga la storia della Repubblica Italiana e lì troverà la risposta sul ruolo che i comunisti hanno avuto in Italia. I comunisti hanno dato la vita per la Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e per ripristinare la libertà in Italia".

"Paragonare il comunismo al fascismo - prosegue Sgobio - significa misconoscere la stessa Carta Costituzionale, nata grazie al contributo di tutte le forze democratiche e antifasciste italiane, comunisti compresi. Il capogruppo dell'Udc si rilegga la storia. Rispetto alle alleanze di governo, inoltre, Volontè si guardi attorno: troverà accanto a sé non solo gli eredi ma anche i sostenitori convinti del fascismo, inviso e combattuto dalla stessa DC, suo partito d'origine politica".

Il vicepresidente leghista del Senato Roberto Calderoli rileva: "Seppur condivisibile è superflua o comunque tardiva la proposta dell'onorevole Volontè di istituire il divieto di apologia del comunismo: la XII norma transitoria finale della Costituzione dispone che 'E' vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista'. Ma fascismo e comunismo non solo altro che le due facce della stessa moneta ed è inverosimile che questa moneta, fuori corso in tutto il resto del mondo, lo sia restata ancora solo in Italia".

"Ma come il Paese a suo tempo seppe attuare una resistenza contro il fascismo oggi la sta organizzando anche contro il comunismo. Resistere, resistere, resistere!", conclude Calderoli.

Infine Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia Cristiana per le Autonomie, commenta le parole dell'esponente dell'Udc: "Non condivido l'iniziativa dell'amico Volonté: non esiste il comunismo, ma tanti partiti comunisti. Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l'ha portata col sangue dei partigiani".

28 ottobre 2007 | 21:59:51

 

 

 

   Socialismo        marxismo socialismo      Para el Comandante

 

 

 

                        

 

  Hasta siempre      Carlos Puebla - Hasta siempre  Che GUEVARA

 

 

 

         comunicato dello Slai Cobas

 

Nella giornata del 16 ottobre una grave montatura giudiziaria è venuta alla luce nei confronti dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe.

Su indicazione della Procura della Repubblica di potenza, Direzione Distrettuale Antimafia, p.m. Dr Francesco Casentini, sono state perquisite tutte le nostre sedi: a Taranto, che funge da sempre come sede centrale, a Ravenna a Palermo, a Milano, a Bergamo, A Marghera insieme alle abitazioni di 25 compagni, compresi tutti i dirigenti locali dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe più altri lavoratori appartenenti in passato al nostro sindacato, altri compagni e iscritti in altre città, quattro operai delegati ed ex-delegati, molto noti alla Fiat Sata, mai appartenuti allo Slai Cobas per il Sindacato di Classe e attualmente militanti di altri sindacati di base. Con la perquisizione è stato notificato un avviso di garanzia per i reati di cui agli artt. 270bis e 272 c.p.p., “accertati in Potenza con nota della Questura di Potenza, Digos, del 20.3.2006 e consumati in Lavello, Melfi e altrove dall’ottobre 2005 fino a oggi”.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati computer, materiale informatico, volanti, documenti, lettere aventi per oggetto la nostra attività politico-sociale in senso generale.

Solo attraverso i primi articoli apparsi sulla stampa, Corriere della Sera, blog di Panorama e testate locali, riusciamo a sapere di che cosa si tratterebbe: si scrive che l’inchiesta riguarderebbe tutta l’attività alla Fiat Sata, ma anche all’Ilva di Taranto e in altre fabbriche o posti di lavoro, attraverso cui, come recita un titolo “il, terrorismo ha cercato di entrare alla Fiat di Melfi”.

Sarebbe quindi terrorismo la nostra attività alla Fiat Sata, che è cominciata in occasione della lotta dei 21 giorni, a cui con i nostri attivisti, da Taranto soprattutto, abbiamo partecipato con volantini, fogli, tutti pubblici, a sostegno, in particolare, della battaglia delle organizzazioni sindacali di base che vi svolgevano un ruolo di prima linea.  Abbiamo denunciato, in particolare, la violenza poliziesca contro gli operai in lotta, abbiamo contestato l’accordo che svendeva i risultati della lotta, abbiamo puntato all’unità sindacale di classe, nel processo di riorganizzazione delle file operaie dopo i 21 giorni. Abbiamo portato la parola d’ordine “fare come Melfi” in tutte le fabbriche in cui eravamo presenti o riuscivamo ad arrivare.

Ma abbiamo fatto anche molto di più, perché è la Fiat Sata è tra le più importanti fabbriche automobilistiche d’Europa e un sindacato che si dica di classe deve fare di tutto per “penetrarvi”. Abbiamo lavorato alacremente, anche inviando sul posto nostri attivisti da altre sedi, per riorganizzare lo Slai Cobas, per la creazione di un circolo operaio con operai provenienti da altre esperienze sindacali, dove si potesse condurre un’attività sindacale, ma anche una formazione sindacale e marxista dei lavoratori. Abbiamo realizzato un lungo articolo e un opuscolo, sulla cui base abbiamo realizzato due convegni, uno dei quali insieme alla Failms e con la partecipazione di oltre un centinaio di lavoratori.

Abbiamo anche avviato vertenze per il recupero salariale su spettanze pregresse degli operai Fiat, con l’intervento dell’Ispettorato del Lavoro e con esito positivo per tutti i lavoratori e, nell’ultimo anno, siamo stati particolarmente impegnati nella campagna contro il TMC2 e i nuovi sistemi aggiornati di sfruttamento della Fiat, prendendo spunto dall’inchiesta del giudice Guariniello condotta alla Fiat Mirafiori su esposto Fiom, che ha portato all’incriminazione di 68 dirigenti Fiat, a vantaggio di 200 operai danneggiati. Abbiamo presentato questo esposto contro la Fiat a Melfi dopo aver raccolto con una campagna di questionari le denunce dei lavoratori e, in particolare, delle lavoratrici. Questo esposto è oggi materia di un’inchiesta da parte della Procura di Melfi e ne attendiamo gli sviluppi.

Questa è la nostra attività, verificabile, documentata, pubblica, simile a quella che conduciamo, con sviluppo disuguale, all’Ilva di Taranto, più grande stabilimento siderurgico d’Europa e fabbrica degli omicidi bianchi, come alla Dalmine, all’Enichem di Ravenna come ai cantieri Navali di Palermo ecc.

Naturalmente, tutti sanno che i dirigenti e numerosi compagni dello Slai Cobas per il Sindacato di Classe sostengono le posizioni e l’azione del giornale “proletari comunisti” e partecipano, come loro diritto, a tutte le iniziative promosse dal giornale, nazionali e internazionali, in particolare contro la guerra e la repressione, e così nelle nostre sedi e nelle nostre case si trova una montagna di pubblicazioni, volantini, lettere, tutti materiali presenti in Internet e accessibili in qualsiasi momento da parte di tutti, di cui liberamente discutiamo.

È di questo che ci accusano? Dov’è il reato? Se questo è reato, ne siamo ampiamente “colpevoli”.

Lo Slai Cobas sta reagendo subito alla montatura con comunicati, venerdì si terranno conferenze stampa in tutti i posti di lavoro in cui siamo presenti, sarà organizzata un’iniziativa pubblica ai cancelli della Fiat Sata e seguiremo e informeremo tempestivamente sugli sviluppi di questa montatura.

Facciamo appello alla solidarietà dei lavoratori e delle loro organizzazioni e, da parte nostra, il meglio che possiamo fare è proseguire la nostra lotta.

Promuoviamo, insieme ad altri lavoratori, organizzazioni sindacali, soggetti vari, l’assemblea nazionale sulla sicurezza sui posti di lavoro che si terrà il 26 ottobre alle 9,30 a Roma, presso la sala Pettinelli del dopolavoro ferroviario della Stazione Termini, secondo sottopassaggio tra i binari 20 e 21.

Slai Cobas per il Sindacato di Classe

Taranto, 17 ottobre 2007

 

  40º Aniversario de la muerte del Che       HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !!!

 

 

                     

 

   hasta siempre comandante    Duscurso Che Guevara a los estudiantes

  hasta siempre comandante ernesto che guevara
 

 

 

Onore al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.

Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della Resistenza. Comunista per sempre

 

 

  a tribute to CHE    Hasta Siempre - Comandante Che Guevara

 

 

 

 

                                

 


Si e' spento, all'eta' di 81 anni, Giuliano Gramsci. Il figlio di Antonio viveva a Mosca. L'articolo di Rinascita

 

     Che Guevara        Hasta la victoria siempre        Hasta Siempre!                                                                     

      Hasta la victoria siempre!

  Hasta Siempre Comandante !  El comandante Che Guevara

 

                                                             

                                                              

 

A tutti i compagni e le compagne: non dimentichiamo mai la nostra storia.

Il 9 ottobre del 1967 veniva assassinato il comandante Ernesto Che Guevara. Il modo migliore di rendere vivo il suo esempio non è quello di rinchiuderlo in schermi pregiudizievoli né accarezzare solo la sua immagine così come recepita dall’immaginario collettivo giovani­le, che pure va alimentata con la giusta coscienza, quella di classe; ma individuare nella sua analisi e nella sua azione una corretta prassi per le trasformazioni rivoluzionarie dei nostri tempi. Così ci pare che possa essere continuato il sentiero tracciato da questo grande comunista del ‘900, che nessun Barrientos potrà avere la pretesa di fermare in una qualsiasi ‘Quebrada del Yuro’ del mondo.

Hasta la victoria, siempre,

Ferdinando & Luciano

 

El socialismo del siglo 21    Che Guevara  ERNESTO GUEVARA,

 

 

 

                               

L'8 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara de La Serna veniva ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano, nella provincia di Vallegrande. Il giorno successivo, il 9 ottobre, fu ucciso nella scuola del villaggio. Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato solo nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba. L’assassino del Che risponde al nome di Mario Teran, sergente dell’esercito scelto a sorte tra alcuni volontari. A Mario Teran i medici cubani hanno restituito poco tempo fa la vista. In questo modo il Che ha vinto sul suo, sui suoi assassini, dimostrando che l’impegno per un mondo più giusto e migliore non è una chimera ma può essere realtà. Ci tornano in mente le ultime parole del Che al suo uccisore: «So che sei qui per uccidermi. Spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo». Un uomo che ha cambiato la storia ed i destini di tante persone, un uomo che ha gettato semi che ancor oggi danno in tante parti del mondo i frutti della giustizia e dell’umanità.

                                  

40 AÑOS ¡POR SIEMPRE CHE!  Documental Ernesto Guevara

 

                   40° anniversario della morte del comandante Che Guevara

 

Il 9 ottobre del 1967, a La Higuera in Bolivia, venne assassinato il comandante rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, per mano delle forze repressive boliviane del dittatore locale Barrientos spalleggiate dalle forze speciali nordamericane. In questo modo la dittatura pensava di seppellire, insieme al “Guerrillero Heroico” anche il suo esempio, il suo patrimonio ideale ed il suo insegnamento.

I detrattori del Che e in generale delle idee di riscatto liquidano il Comandante Guevara definendolo nel migliore dei casi come un avventuriero, ma il suo insegnamento non è certo schematizzabile in una definizione. Fu uomo di grande cultura e di molteplici interessi, di enorme capacità critica e di assoluta coerenza morale, ed il suo lascito parla della costruzione di un Uomo Nuovo, di una nuova coscienza civile e sociale senza la quale la dimensione rivoluzionaria non si può realizzare. Senza l’acquisizione di nuovi modi di intendere la società, non vi è eguaglianza, né solidarietà che possano tenere.

Per il suo portato culturale e teorico che non si limita all'analisi economica o delle tattiche di combattimento, Guevara somiglia molto da vicino al nostro Antonio Gramsci, molto più che a dirigenti rivoluzionari solo teorici o solo combattenti.

Per questo, l’iniziativa dei giovani della FGCI, l’organizzazione che riunisce i giovani del PdCI, è quanto mai opportuna, non solo per celebrare degnamente il 40° anniversario dell’omicidio del grande rivoluzionario, senza cedimenti all’iconografia e alla commemorazione scontata dei decennali. Essa è davvero preziosa perché tratta del tema che rende attuale la figura del dirigente assassinato, riportando la riflessione politica ai valori ed alle analisi necessari a costruire una società più giusta e avanzata, sottraendo quella riflessione ai condizionamenti del tatticismo e del personalismo carrieristico che oggi imprigiona e offende la politica.

Non vi sono dubbi che, comunque la si pensi, questo metodo è l’unico in grado di ridare un senso alla politica, recuperando valori come lo studio, la partecipazione, l’impegno diretto e responsabile come reale e concreta risposta alla crisi del sistema democratico del nostro e di molti paesi.

 

Aniversario Che guevara  la muerte de el che guevara 

 

 

9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2007

 

Vecchia Maria

Vecchia Maria, stai per morire,
voglio dirti qualcosa di serio:
La tua vita è stata un rosario completo di agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute e denaro,
soltanto la fame da dividere coi tuoi;
voglio parlare della tua speranza,
delle tre diverse speranze
costruite da tua figlia senza sapere come.

Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo.
Strofina i tuoi calli duri e le pure nocche
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.

Ascolta, nonna proletaria:
credi nell'uomo che sta per arrivare,
credi nel futuro che non vedrai.

Non pregare il dio inclemente
che per tutta una vita ha deluso la tua speranza.
E non chiedere clemenza alla morte
per veder crescere le tue grigie carezze;
i cieli sono sordi e sei dominata dal buio,
su tutto avrai una rossa vendetta,
lo giuro sull'esatta dimensione dei miei ideali
tutti i tuoi nipoti vivranno l'aurora,
muori in pace, vecchia combattente.

Stai per morire, vecchia Maria;
trenta progetti di sudario
ti diranno addio con lo sguardo
il giorno che te ne andrai.

Stai per morire, vecchia Maria,
rimarranno mute le pareti della sala
quando la morte si unirà all'asma
e consumerà il suo amore nella tua gola.

Queste tre carezze fuse nel bronzo
(l'unica luce che rischiara la tua notte)
questi tre nipoti vestiti di fame,
sogneranno le nocche delle tue vecchie dita
in cui sempre trovavano un sorriso.
Questo sarà tutto, vecchia Maria.

La tua vita è stata un rosario di magre agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute, allegria,
soltanto la fame da dividere coi tuoi.

E' stata triste la tua vita, vecchia Maria.
Quando l'annuncio dell'eterno riposo
velerà di dolore le tue pupille,
quando le tue mani di sguattera perpetua
riceveranno l'ultima, ingenua carezza,
penserai a loro... e piangerai,
povera vecchia Maria.
No, non lo fare!

Non pregare il dio indolente che per tutta una vita
ha deluso la tua speranza
e non domandare clemenza alla morte,
la tua vita ha portato l'orribile vestito della fame
e ora, vestita di asma, volge alla fine.

Ma voglio annunciarti,
con la voce bassa e virile delle speranze,
la più rossa e virile delle vendette,
voglio giurarlo sull'esatta
dimensione dei miei ideali.

Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo,
strofina i tuoi calli duri e le nocche pure
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.

Riposa in pace, vecchia Maria,
riposa in pace, vecchia combattente,
i tuoi nipoti vivranno nell'aurora,

LO GIURO

 

Ernesto Che Guevara

 

Vieja Maria

Dedicata da Ernesto Guevara de la Serna  

               a una vecchia messicana incontrata nell'Ospedale Generale di Città del Messico nel dicembre 1954  

 

  Ernesto Guevara  Ernesto "Che" Guevara "Hasta la victoria siempre"

 

 

 

 

 

 

        CRESCE E SI CONSOLIDA IL MOVIMENTO COMUNISTA INTERNAZIONALE

 

 

Atene, 7 ottobre 2007

33° Festival della Gioventù Comunista di Grecia (video)

 

 

Il video della grande manifestazione centrale del Festival della KNE in

http://www.kne.gr

e

http://video.google.com/videoplay?docid=-7209159349333169738&hl=en

 

Domenica 7 ottobre nello Stadio della Pace e dell’Amicizia di Faliro-Atene si è svolta la manifestazione centrale del 33° Festival della KNE – Odygitis (Gioventù Comunista di Grecia).

Quest’anno le iniziative del Festival hanno assunto un carattere particolare. Dopo le elezioni e i risultati favorevoli per il Partito Comunista di Grecia (KKE), hanno assunto un carattere di celebrazione. Per l’occasione, il Comitato Centrale della KNE ha deciso di devolvere il denaro raccolto con i biglietti di ingresso agli studenti delle aree del Peloponneso colpite dagli incendi.

Aleka Papariga, Segretaria Generale del KKE, rivolgendosi a una folla imponente di migliaia di giovani, ha sottolineato quanto siano cresciute le responsabilità del KKE, in seguito ai risultati delle elezioni generali. Ha osservato che il successo elettorale apre nuove prospettive e che il KKE è l’unico partito che sta rafforzando, consolidando e ampliando i suoi successi. Commentando gli avvenimenti politici, Aleka Papariga ha sottolineato che la crisi che si è abbattuta sul PASOK è una manifestazione della crisi più generale della strategia socialdemocratica, e ha riaffermato che il KKE metterà la sua forza elettorale al servizio della lotta di classe, degli interessi delle classi popolari e dei giovani.

Riassumendo i compiti che stanno di fronte ai comunisti, Aleka Papariga ha detto: “Abbiamo un’unica scelta: imparare dalle nostre esperienze e dagli avvenimenti di ogni giorno per diventare più militanti, più efficaci e meglio orientati e diretti nell’organizzazione del popolo, nell’unità delle forze radicali, favorendo l’avanzata della lotta di classe e delle alleanze. Dobbiamo educarci ogni giorno politicamente, ideologicamente, culturalmente, per poter affrontare la classe nemica che cerca di scongiurare con ogni mezzo il futuro che teme…Il XXI secolo, i suoi primi decenni, non saranno gli stessi della fine del XX secolo. I popoli passeranno al contrattacco, poiché è la Storia stessa che avanza inesorabilmente”.

Al Festival sono anche intervenuti Giannis Protulis, rieletto parlamentare del KKE e Miguel Madeira, presidente della WFDY. Coincidendo con il 40° Anniversario dell’assassinio di Ernesto Che Guevara, il festival si è concentrato particolarmente sulla figura dell’insigne rivoluzionario. Una mostra di manifesti politici di tutto il mondo, dedicati a Che Guevara e un video sulla sua vita e la sua lotta sono stati inseriti nel programma delle iniziative.

Il Festival si è concluso con un concerto di famosi cantanti della Grecia.

Informazione a cura della Sezione Internazionale del KKE

Traduzione dallo spagnolo a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Fonte: www.resistenze.org  

 

 

Comandante Che Guevara      Comandante Che Guevara 

 

 

 
          

 


 

tornano i fascisti !
aggressione squadrista a Villa Ada a Roma
Oltre 100 appartenenti a Forza nuova hanno fatto irruzione, alla fine di un concerto, a Villa Ada a Roma. Spranghe, bastoni, slogans farneticanti. Un'aggressione vile ed aberrante da non sottovalutare, che riporta ai tempi bui della strategia della tensione !
Il comunicato dell'A.N.P.I.

l'antifascimo é sempre attuale: Alo' Salo' alala' di Antonio Tabucchi
Archivio aggressioni fasciste nel 2006 in Italia



                            

 

 

 

ILYA KURIAKHIN PRESENTA

"IL COMPAGNO VELTRONI"

DOSSIER SUL PIU' ABILE AGENTE DELLA CIA

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Dopo il dossier Mitrokhin, dagli archivi dello spionaggio internazionale arriva il dossier Kuriakhin, con una rivelazione sensazionale: Walter Veltroni fin da ragazzo è stato reclutato dalla CIA per infiltrarsi nel PCI e conquistarne la leadership. Secondo Kuriakhin solo così si spiegano le abissali differenze tra quanto afferma oggi e quanto sosteneva in passato.

Tra il gioco della satira politica e il rigore del saggio documentato, il dossier Kuriakhin ci porta a una domanda cruciale: chi è il compagno Veltroni? Il suo è un fantastico caso di spionaggio oppure un esempio insuperabile di trasformismo?

Sotto lo pseudonimo di Ilya Kuriakhin si nasconde in realtà un giornalista che ha militato a lungo nel PCI e che conosce bene, dall’interno, le vicende di quel partito.
 
http://www.linearossage.it/dossier/dossier_kuriakhin.htm

Ilya Kuriakhin, Il Compagno Veltroni - Dossier sul più abile agente della CIA

 

 

 

Rutelli e Mastella: vergogna!!!

Ha sollevato un vespaio di polemiche la notizia  -pubblicata dal settimanale L'Espresso-  che il vicepremier Rutelli e il Ministro della Giustizia Clemente Mastella hanno viaggiato con un volo di Stato per andare, domenica scorsa, al Gran Premio di Formula 1 di Monza. Per giunta,  su quell'airbus da 48 posti (le cui spese di volo si aggirerebbero sui 20 mila euro), c'erano anche familiari, amici e collaboratori dei due leader.  (Gazzetta del Sud del 14.09.2007)

Tagli a spese, salari e pensioni…, ma loro

                           Ecco perchè il V-day ha dato fastidio

Mastella

Senza grazia e senza giustizia
di Gianluca Di Feo
Mastella e il figlio al Gran Premio di Monza con l’Airbus presidenziale. Un viaggio privato a carico del contribuente nel giorno dei tagli alle spese. Mentre ai giudici manca la benzina. Foto di Massimo Sestini «clicca sulla foto»

 Mastella e Rutelli al Gran Premio con l'aereo di Stato - Pupia.Tv - La TUA Informazione

 

 

 

                        


 

 

L'11 settembre e' anche l'anniversario del golpe fascista in Cile,
voluto e organizzato dalla CIA.
Non c'e' futuro senza memoria !

    

 

         

PARATA MILITARE? NO GRAZIE!

PARATA MILITARE? NO GRAZIE!

Roma, 2 giugno 2004

2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA, NON DELLE FORZE ARMATE

Consultate le pagine con le foto e i racconti delle iniziative organizzate dalla società civile, nel corso degli anni, per esprimere il proprio dissenso verso l'ennesima celebrazione della Festa della Repubblica imposta all'insegna dell'esaltazione delle Forze Armate, scelta che appare ancor più grave ed inaccettabile nel momento in cui la presenza militare in Iraq ha dimostrato il suo volto di morte, tortura e distruzione, oltre che la sua ineluttabilità nel rafforzare il terrorismo e gli estremismi e nell'allontanare la possibilità della Pace.

 

   

 Wikipedia: il Vaticano e la Cia modificano voci imbarazzanti

«L’ultima volta che sono venuto in Italia, 18 anni fa, accendendo la televisione ho pensato: “che bello che ci sia una tv con programmi e dibattiti interessanti”. Poi l’ho accesa ieri sera... che cosa è successo qui? Mi sembrava di stare negli Stati Uniti. State attenti perché se alla gente invece di informazione si dà solo bla bla bla, il cervello diventa una pappetta»

Michael Moore, Ansa 24 agosto

                                                                        Uranio impoverito

                                                le iniziative della federazione  Un proiettile realizzato con uranio impoverito le iniziative della federazione

Invitiamo tutti i lettori a visitare il sito internet della senatrice Franca Rame e fare una sottoscrizione per cercare di intervenire in tempi brevi in aiuto delle famiglie devastate dalla perdita di un congiunto o dalla malattia contratta al rientro di una missione. Dopo 45 morti e 513 malati ma soprattutto, dopo i silenzi e gli imbarazzi dei Ministri della Difesa che si sono succeduti negli ultimi anni e degli Stati Maggiori, è il minimo sindacale.

 

                                            Antonio Gramsci                        Logo CNB

 

11 SETTEMBRE 2007
 
11 SETTEMBRE 1973 L'ultimo discorso del presidente cileno da Radio Magallanes
 
A 34 ANNI DAL GOLPE FASCISTA IN CILE ONORIAMO LA MEMORIA DEL COMPAGNO SALVADOR ALLENDE
 

Il testamento di Salvador Allende
 

“La storia è nostra e la fanno i popoli”; perché è troppo vero, è troppo bello, è troppo giusto ed opportuno.”Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate. Il popolo deve stare all’erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore. Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro. In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. E’ possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore. Compatrioti: è possibile che facciano tacere la radio, e mi accomiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. E’ possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo. Io lo farò per mandato del popolo e con la volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi. Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per quelli che hanno tradito il giuramento che fecero. Soldati del Cile, comandanti in capo e associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva dichiarato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros. Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà del popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente. Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali, né con il crimine, né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli. Lavoratori della mia patria, voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che é stato soltanto interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. Il capitale straniero, l’imperialismo, insieme alla reazione ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera a difendere le proprietà e i privilegi. Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: alla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli. Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista. Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato la loro allegria e il loro spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti. Di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente radio Magallanes sarà fatta tacere e il suono tranquillo della mia voce non vi giungerà. Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria. Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare e non deve farsi umiliare. Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi. Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.

http://www.linearossage.it/cile_11_09_1973/cile_11_09_73_allende.htm

 

Onore al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.

Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della Resistenza. Comunista per sempre
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23 agosto 1927 - 23 agosto 2007 80 anni per Sacco e Vanzetti

 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti Nicola disse : "Signor giudice, so bene perche' sono qui : perche' gli oppressori devono ammazzare gli oppressi per restare superiori. Faccia come le pare, signor giudice".
Il giudice lo fece. Il 23 agosto di 80 anni or sono fu eseguita la condanna a morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.


Due "dego ", come chiamavano con disprezzo gli immigrati italiani, che per andare a morire in America (uno calzolaio e l'altro pescivendolo) avevano fatto un lunghissimo viaggio. Il primo dalla Puglia, il secondo dal Piemonte, sbarcati a soli 17 anni nella Boston del 1908.
Due extra-americani andati ad infettare, con le loro abitudini, la loro religione e le loro pericolose idee anarchiche, una nazione che aveva solo bisogno di molte braccia a poco prezzo e per questo ne aveva paura. Intorno a quei due "poveracci" si scateno' la furia e la paranoia del "pericolo rosso" da parte della societa' "civile".
Non bastarono alibi meticolosamente provati e decine di testimoni a favore. Paradossalmente l'avvocato commise un errore fatale. Proprio l'aver trasformato il processo in un processo politico, invocando la solidarieta' del mondo, di tutte le sinistre, degli intellettuali, un'ondata di sdegno internazionale, proprio tutto questo servi' invece ad incutere nel giudice e nella giuria un convincimento che a tutt'oggi non e' mai svanito : che il calzolaio e il pescivendolo erano la minaccia rossa che avrebbe scardinato e divorato il sogno americano. E che per questo andavano eliminati, anche se innocenti.

 

 

           

 

Ricordo di Maria Cervi

Abbiamo appreso con commozione (anche se i giornali non ne hanno parlato
degnamente) della scomparsa di Maria Cervi. Nessuno di noi vivrà in eterno,
e tuttavia chi, come Maria spende la propria esistenza per la società in cui
vive, lascia una eredità ed una impronta che non può essere cancellata.
In questo travagliato momento della nostra storia, in cui troppe
manifestazioni ed atti dimostrano con violenza che la belva fascista non è
affatto soppressa, che il suo veleno continua ad inquinare la civiltà
democratica del nostro popolo per molti versi disorientato, più necessaria
sarebbe stata la presenza di Maria Cervi a continuare la lotta per
l'affermazione dei valori per cui i suoi familiari sono stati ferocemente
assassinati.
 
Per questo ci mancherà, e ci sentiamo chiamati ancor più all'impegno per
continuarne per quanto sappiamo e possiamo il cammino seguendone l'esempio.
 
Le siamo fraternamente grati per quanto ha fatto per tutti noi, e per i
figli che abbiamo messo al mondo.

Siamo vicini ai suoi familiari, ai suoi compagni più cari, a chi ne ha
condiviso battaglie e sacrifici

ISTITUTO  CERVI   part.gif (12146 byte)

 

Istruzioni per cambiare il mondo...Il Subcomandante Marcos racconta... Leggi qui

Appello contro la guerra NO ALLA GUERRA!!!          censurati.it: l'informazione tradita! 

 

 

CHEBURASHKA I GHENA UN CARTOON SOVIETICO
 
CHEBURASKA I GHENA SONO I PERSONAGGI DI UN DIFFUSISSIMO CARTOON SOVIETICO DEGLI ANNI 50  TANTO CARI ALL’INFANZIA DELL’ URSS. QUANTA DIFFERENZA DAI VIOLENTI CARTOON CHE OGGI SI PROPINANO AI BIMBI DI TUTTO IL MONDO...
 
TROVATE LA PAGINA AL SEGUENTE LINK
 
http://www.linearossage.it/cheburashka/cheburashka_ghena.htm

 

 

 

BBC: il Vaticano protegge i suoi preti pedofili
qui il documentario integrale di denuncia della BBC che la RAI ha trasmesso il 31-5 a "annozero". Santoro ha fatto (dovuto fare ?) il Ponzio Pilato

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Le mani del vaticano grondano di sangue
Al monarca vaticano, altresi' conosciuto come papa, manca solo la riproposizione dei roghi per tornare al suo agognato medio evo. Il Vaticano del resto e' abituato al genocidio che pratica da secoli. Con i i roghi dell'inquisizione, ma anche con la pulizia etnica del 1492 operata in quella che doveva diventare la cattolicissima Spagna, nella costituzione dei ghetti e del marchio giallo per gli ebrei, in Roma e in tutti gli stati cattolici (a proposito di antisemitismo vaticano, vogliamo dimenticare il sedicente "pio", protettore dei nazisti ?), con l'abbraccio di Paolo VI a Pinochet, con il rifiuto diel papa polacco di abbracciare il prete ministro nel nicaragua libero, e poi da ultimo - last but not least - il genocidio di africani con il papa polacco a proibire preservativi contro l'aids.
Insomma una lunghissima striscia di sangue.
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  Hasta la victoria siempre!

 

 

 

IN RICORDO DI MARIO DE MURTAS 

A cinque anni dalla scomparsa di Mario De Murtas, l’Associazione della stampa sarda e l’Ordine regionale dei giornalisti promuovono una giornata-ricordo. La manifestazione si svolgerà sabato 19 maggio, dalle 10.30 alle 12.30, a Sassari, nella sala grande della Camera di commercio, in via Roma 74. L’obiettivo non è soltanto parlare dell’attività professionale e dell’esperienza politica e umana di Mario De Murtas, per che quasi 25 anni ha lavorato nella redazione della «Nuova Sardegna» e dal Sessantotto è stato un impegnato militante della Sinistra (lui stesso si definiva «comunista bordighista»). (leggi)

 

Terrorismo i vuoti della memoria storica

Comunisti e Sinistre dopo lo scioglimento dei Ds

Riconoscere il valore civile delle coppie di fatto

  

Entra nel

Partito d'Azione Comunista...

Per organizzare il dissenso e l'iniziativa politica e sociale, fuori e contro i due Poli borghesi dominanti! - Per l'unità d'azione di tutti i comunisti! - Contro la globalizzazione capitalistica ed il nuovo ordine imperiale!

           

 
 
 
 
 
 

evi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!

       1917-2007:                       
90 anni di spinta propulsiva
   


                                                         la storia della rivoluzione d'ottobre
 

Manifestazione comunista nella ex-URSS

Manifestazione comunista in Albania (sintesi)

URSS - Grande Guerra Patriottica - Armata Rossa

URSS - 2° Guerra mondiale - Armata Rossa - Berlino 1945

URSS - Grande Guerra Patriottica - Il nazismo è sconfitto a Stalingrado

URSS - Grande Guerra Patriottica- Soviet war effort

URSS - Grande Guerra Patriottica - Stalingrado - Novembre 1942

URSS - Grande Guerra Patriottica - Stalingrado l’assalto finale

URSS - Grande Guerra Patriottica - La battaglia di Russia (sintesi- 1943


LINEA ROSSA ONORA I GRANDI

MAESTRI DI COMUNISMO

                             
       

Karl Marx

 

Uno spettro s'aggira per l'Europa - lo spettro del Comunismo.
Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Quale partito d'opposizione non e' stato tacciato di Comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d'opposizione non ha rilanciato l'infamante accusa di Comunismo tanto sugli uomini piu' progrediti dell'opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?
Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.
Il Comunismo e' di gia' riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee. E`ormai tempo che i Comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del Comunismo un manifesto del partito stesso. A questo scopo si sono riuniti a Londra Comunisti delle nazionalita' piu' diverse e hanno redatto il seguente manifesto che viene pubblicato in inglese, francese, tedesco, italiano, fiammingo e danese.

Dal "Manifesto del partito comunista"

di Karl Marx e Friederich Engels 1848

 

Antonio Gramsci

Vladimir J..U. Lenin

J.Vissarionovic.D.Stalin

Il bluff della repressione

xx° Congresso

Nadezhda Krupskaja

 

Gheorghj Dimitrov

Mao tse Tung

Ernesto Che Guevara

 

Pietro Secchia

 

 

Rifatevi gli occhi, e qualcuno anche il cuore...
 
Cliccate qui:
 
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/mosca-victoria-day/mosca-victoria-day.html  

 

 

Dal P.S.I. al P.C.d'Italia


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