Storia, biografie e attualità

più forti i comunisti più forte l'unità della sinistra -- 1937-2007: 70 anni dalla morte di Gramsci

  Inni Comunisti & Canzoni di Lotta

 

 

 

 

 

 

 

   

Elezioni, il giallo delle matite copiative Si possono cancellare con una gomma  (clicca qui)

 

 Il ventennio iniziò così..(vai qui)   

 
Mobilitazione Nazionale per chiedere le Dimissioni di Berlusconi

 

 

      ATTENZIONE: EMERGENZA DEMOCRAZIA!

   Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet".Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60.Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere.In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube.Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi.Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare.Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. nessun media ha dato notizia.  E' ora di svegliare le coscienze addormentate degli italiani. E' in gioco davvero la democrazia!!

 

  il 24 febbraio di 19 anni fa moriva Sandro Pertini, Partigiano Presidentepertinipipa.jpg (5764 byte)

 

 

Il broglio. Romanzo simultaneo Il broglio. Romanzo simultaneo     

In sintesi
È davvero possibile che sondaggi ed exit poll falliscano completamente le loro previsioni? Dopo una campagna elettorale allo spasimo, i risultati delle elezioni 2006 smentiscono clamorosamente ciò che tutti si aspettavano. Data per trionfatrice, la Sinistra ha quasi perso. Dato per sconfitto, il Tycoon ha quasi vinto. Ma cosa è accaduto in realtà? Sulla scia della rivelazione di un investigatore privato, un giornalista cerca di venire a capo di una ipotesi inquietante. Il grande broglio è stato compiuto dal Tycoon e dai suoi.Una macchinazione per cambiare l'esito del voto popolare. Un complotto basato su un trucco vecchio come il mondo: le schede bianche...

 

 



85 anni fa moriva Vladimir I. Ulijanov "Lenin"



 

 

                                             Cuba, 50 anni della rivoluzione
                        
        

 

          Storia della Base Usa a La Maddalena dal 1972  all'addio

                                                Foto e video manifestazioni pacifiste e anti-militariste: da non perdere!

  

                                                                    

                                                      In perenne ricordo dei morti sul lavoro 

 

 

WALTER - AMARCORD
(amari ricordi per Walter l'americano)

IERI

OGGI

 
“il fascismo potrà risorgere a condizione che si    chiami antifascismo”
Pasolini

 

Sardegna
LA PORTAEREI DELL'IMPERIALISMO NEL MEDITERRANEO
di Luigi Pisci (*)
 
La Sardegna accoglie nel suo territorio 2/3 delle servitù militari Italiane. Tale sproporzione può essere spiegata con l’insularità, la bassa densità di popolazione e la posizione strategica dell’isola al centro del Mediterraneo.
Il prezzo che i sardi stanno pagando per questa specificità non richiesta si traduce nelle alte incidenze di malattie genetiche, mancanza di sviluppo alternativo, dissesto ambientale permanente.
Se nei decenni passati il ricatto del lavoro poteva fungere da anestetico nei confronti delle popolazioni limitrofe penalizzate, oggi è ormai tempo di bilanci: le zone dove sorgono le basi sono in via di spopolamento non meno del resto della Sardegna ma con la differenza che le basi costituiscono un tappo a qualsiasi soluzione alternativa di sviluppo.
La politica italiana e sarda, cosciente del proprio ruolo di comitato d’affari padronale, dopo aver celato per anni malattie, incidenti e contaminazioni, continua a promuovere l’ampliamento delle basi e il depistaggio di coloro che in tribunale cercano un briciolo di giustizia dopo inaudite sofferenze.

Parisi a tutta Quirra
Il poligono di Quirra è tra i più grandi d’Europa, vi si testano le nuove armi per l’esercito e si fanno operazioni dimostrative per convincere i committenti della micidiale efficienza delle armi ordinate.
Il mare cristallino viene usato come discarica di residuati bellici e la popolazione civile e militare come ignare cavie.
Sindrome di Quirra. Si chiama così la malattia che nella vastissima area occupata dal poligono militare più grande d'Europa, tra Barbagia e Ogliastra, nella Sardegna centrale, uccide civili e militari e fa nascere bambini deformi. Non ne parla nessuno. I media tacciono una situazione che è invece drammatica.
Con le vittime della tragedia sullo sfondo, il ministro (sardo) Arturo Parisi e il sottosegretario (sardo) Emilio Casula, col governo Prodi ancora in carica, hanno annunciato l’ampliamento del poligono di Quirra. Quirra dovrà diventare un grande poligono aerospaziale da rendere disponibile alle industrie delle armi di tutto il mondo. "Un disegno -secondo le parole di Emidio Casula- che farà della Sardegna un centro d'eccellenza tecnologica di prim'ordine, capace di attrarre investimenti e lavoro altamente qualificato da tutto il globo". Il potenziamento prevede la sperimentazione di aerei senza pilota e di sistemi d'arma a guida laser, nonché test di prova sui motori per le nuove generazioni di veicoli aerospaziali recuperabili, gli space-shuttle. Ma del piano fa parte anche la costruzione di un aeroporto e la creazione di una "striscia tattica", ossia di un'area limitata della base da utilizzare come appoggio per missioni di guerra operative. Fatto di una gravità eccezionale, perché si andrebbe ben oltre le finalità puramente addestrative e di sperimentazione di sistemi d'arma che sinora Quirra ha avuto.
 
Peggio Soru che male accompagnati
La giunta di centrosinistra cerca di barattare l’ampliamento di Quirra con la dismissione parziale delle basi di Teulada e Capo Frasca. Ecco le dichiarazioni rese dal presidente Soru in commissione Difesa: "Proprio perché vogliamo fare la nostra parte, abbiamo cercato di valutare la presenza dei militari e le necessità più impellenti: abbiamo compreso che il poligono di Quirra è quello su cui si è maggiormente investito, il più grande di tutti e probabilmente quello più dotato di tecnologie e maggiormente utile al nostro sistema di difesa. Riteniamo, quindi, di poter dare la nostra collaborazione ospitando il poligono e favorendo le sue ulteriori necessità di investimento e di spazio. Siamo disponibili a offrire tutta la nostra collaborazione per quel sito. Abbiamo bisogno però che sia fissata una data precisa entro la quale saranno abbandonati i poligoni di Capo Teulada e di Capo Frasca". Al momento però, passati quasi sei mesi, mentre a Quirra il piano di potenziamento è già partito, non è stata fissata alcuna scadenza per la dismissione di Capo Teulada e di Capo Frasca (al contrario, proprio qualche settimana fa Arturo Parisi, ministro uscente, ha dichiarato in commissione Difesa che di mollare i due poligoni non se ne parla nemmeno).
 
L’uranio è duro da digerire come la verità
Gli interessi che gravitano intorno a Quirra sono giganteschi. Con i suoi 11.600 ettari la base è attrezzata per le prove sui sistemi d'arma più moderni, sofisticati e letali. Viene massicciamente utilizzata sia dai governi (per il 56 per cento del tempo) sia dall'industria militare privata (per il 44 per cento). Una micidiale combinazione militare-industriale che non ha certo problemi a sopportare il costo di 50 mila euro l'ora per l'affitto delle strutture della base. Tutto questo comporta conseguenze sanitarie (tumori e malformazioni) ed economiche (espropri, povertà, emigrazione) pesantissime per le popolazioni che vivono in quell'area e anche per i militari che ci lavorano. Ma poi ci sono anche l'inquinamento magnetico originato dai potentissimi radar utilizzati nel poligono e il sospetto che tra le armi usate durante le attività di addestramento ci siano, o ci siano stati, proiettili all'uranio impoverito. Sospetto suffragato dal fatto che le patologie tumorali a Quirra sono esattamente le stesse provocate dalla cosiddetta sindrome dei Balcani.
 
In vista del G8 unifichiamo le vertenze
Il nostro partito propone coerentemente con la campagna “via le truppe” che abbiamo animato nei mesi scorsi, l’unificazione delle vertenze anti-imperialiste e anti-colonialiste con quelle sanitarie, ambientali e sindacali, per elaborare in vista della riunione del G8 una piattaforma rivendicativa sulla quale costruire la lotta. Una lotta senza quartiere ai poligoni del cancro, ai laboratori dell’invasione coloniale, al tappo dello sviluppo, al giro d’affari miliardario dei signori della guerra.
 

(*) coordinamento regionale sardo del PdAC
 

     

 

 

 

 L'Antifascista  ascolta: Fischia il ventoBella ciao     Come iscriversi all'ANPI      

 

La percezione nella società degli scenari di guerra che coinvolgono l’Italia

 

A cavallo tra febbraio e marzo di quest’anno, il Laps (Laboratorio per l’Analisi Politica e Sociale) dell’università do Siena, ha realizzato un sondaggio commissionato dal Ministero degli Esteri (c’era ancora D’Alema) e allegato al rapporto redatto dal Gruppo di Riflessione Strategica sulla politica internazionale dell’Italia (7).

In questo sondaggio emergono alcuni dati interessanti sia per comprendere la percezione sociale degli scenari internazionali che coinvolgono l’Italia sia per avere un’idea dello spazio politico per l’iniziativa e i contenuti del movimento No War nel nostro paese.

Dai dati viene fuori ad esempio che la richiesta di fuoriuscita dalla NATO è ancora minoritaria e che lo sono anche le ambizioni ad autonomizzarsi dando vita all’esercito europeo. Gli USA perdono importanza ma anche un certo un certo “appeal” sociale.

Le missioni militari godono di consenso se non producono vittime tra i soldati italiani. Più perdite ci sono e meno ci sarebbero consensi. La missione meno popolare è quella in Afghanistan anche perché è percepita come quella più rischiosa.

Infine c’è una forte opposizione all’aumento delle spese militari e una congrua richiesta che vengano diminuite. In assenza di informazioni sulla quantità delle spese militari c’è uno zoccolo duro maggioritario che ritiene debbano rimanere invariate. Ma –e questo è interessante – se gli intervistati dispongono di informazioni cresce il numero di coloro che sono favorevoli alla riduzione e diminuisce il numero di coloro che ritengano debbano rimanere invariate.

Ciò significa che la missione militare in Afghanistan è il punto più  debole del sistema di consenso alla guerra e che le spese militari – in presenza di una iniziativa e di informazioni – possono essere un altro punto debole del consenso alla politica militare dei governi italiani.

Ad una domanda del sondaggio se gli USA rimangono il paese più importante per l’Italia, Nel 2002 la risposta affermativa veniva da parte del 15% degli intervistati, nel 2008 questa percentuale è scesa al 9%. Questa maggiore disaffezione degli italiani verso l’importanza degli USA viene però compensata da quello che viene definito il “sentiment” e che – in una scala da 0 a 10 – vede gli USA passare dal 6,38 del 2002 al 6,71 del 2008, superati però dalla Germania. Un discorso diverso riguarda invece la NATO.

 

La fedeltà alla NATO

 

                                                          2002                    2008

L’Italia deve rimanere nella NATO così com’è               32                      35

Rimanere nella NATO ma con forza e comando europei         47                      32

Ritirarsi dalla NATO e istituire un esercito europeo       5                       11

Scegliere la neutralità                                    10                      14

 

Le missioni militari all’estero

                                                        Contrari                Favorevoli

Missione in Kosovo                                        27                        68

Missione in Libano                                        33                        60

Missione in Darfur                                        14                        81

Afghanistan (nel quadro degli sforzi internazionali)      32                        62

Afghanistan (con la partecipazione a combattimenti)       57                        37

 

La specificità della missione militare in Afghanistan

 

Favorevoli (senza perdite di soldati italiani)      61

Contrari (senza perdite di soldati italiani)        33

Favorevoli (anche con altri 20 morti italiani)      40

Contrari (anche con altri 20 morti italiani)        52

Favorevoli (con altri 100 morti italiani)           27

Contrari (con altri 100 morti italiani)             64

 

Le spese militari

 

Gli intervistati non dispongono di informazioni sulla quantità di spese militari dell’Italia

                                                          2002                   2008

Le spese militari dovrebbero aumentare                     21                     13

Le spese militari dovrebbero diminuire                     25                     38

Le spese militari dovrebbero rimanere uguali               42                     42

 

Se gli intervistati dispongono di informazioni sulla quantità delle spese militari dell’Italia

                                                              2002                2008

Le spese militari dovrebbero aumentare                         --                  12

Le spese militari dovrebbero diminuire                         --                  41

Le spese militari dovrebbero rimanere uguali                   --                  34

 

·        relazione di Sergio Cararo della Rete dei Comunisti 

 

 

Fonti e note:

 

(1)       Da Affari Internazionali, pagina web dell’Istituto Affari Internazionali

(2)       Vedi  Carlo Buzzi in Pagine di Difesa, 3 dicembre 2007

(3)       Vedi AAVV “Il piano inclinato del capitale”, Jaka Book

(4)       Vedi “L’Italia s’è desta” (AAVV, edizioni Laboratorio Politico, 1997) e No/made Italy (AAVV,edizioni Mediaprint, 1999)

(5)       Vedi Romano Prodi “Un’idea di Europa”, Il Mulino 1998

(6)       Vedi Giovanni Gasparini in “Affari Internazionali”, maggio 2008

(7)       Il sondaggio del Laps e il Rapporto curato dal Gruppo di Riflessione Strategica (di cui fanno parte diversi centri studi, Confindustria, Banca d’Italia, banche, giornalisti, docenti universitari, comandi militari e istituzioni ) sono del marzo 2008

 

 

 

 

  

 dal 1891 ad ora, passando per innumerevoli lotte, tra tutte quella per le 8 ore, passando per Portella delle Ginestre,
               il Primo Maggio si festeggia da 117 anni (tranne la sua abolizione negli anni bui del fascismo).


                                                              FESTA del LAVORO

                                    
Affinche' i valori della giustizia sociale
prevalgano sulle logiche del "mercato".
               Il Primo Maggio mai come quest'anno deve essere simbolo della tutela della democrazia
       e della dignita' sul lavoro, dei diritti dei la
voratori, primo fra tutti il diritto di non morire lavorando.
                
NO ALLE MORTI BIANCHE !

 

 

 
Articoli : Venier: Bossi come Mussolini. Fucili e baionette presto nella polvere 11 Letture
Inviato da : ufficiostampa Mercoledì, 30 Aprile 2008 - 16:41

 

 

Pillole di storia
 
PCI 1962 - L'opposizione dei comunisti al governo di centro-sinistra: Noi siamo in opposizione a questo governo per l'assenza di indirizzi generali di rinnovamento democratico ... Togliatti
 
 
 
 
 

25 aprile 1945, la Liberazione dell'Italia
             La storia della resiste
nza romana
            "Generazione Ribelle", diari e lettere dei protagonisti della Resistenza
             "Grazie partigiani!". Parola di Alleati
             Strage di Marzabotto: storia, inchiesta
             Resistenza e revisionismo storico
             Porzus e le Foibe
             Il dibattito sui "ragazzi di Salò"
             I disertori tedeschi e la Resistenza
                
Il contributo dei militari alla Liberazione

 

                               

 

 


 

 

 


Nepal, vittoria elettorale in nome di Mao :
"aboliremo la monarchia, saremo una repubblica comunista!"

                                                                                                                           

                                                                     In evidenza: Chi ha ucciso Aldo Moro?

                                                    Truppe italiane sotto attacco: dall'Afghanistan notizie dimezzate

                                                    Intitolare una via di La Maddalena a "Visone" Giovanni Pesce  

                                                    Liberazione (giornale comunista??): revisionismo anche su Lenin 

 

 

  Elezioni politiche del 13 aprile:

Manca un forte e credibile progetto comunista di alternativa
alla società capitalistica di Berlusconi e Veltroni.
    

                                   Cosa significa un Partito Comunista nell’Italia di oggi?

                                   Il nostro impegno per rilanciare un Partito Comunista in Italia

                                            LA SINISTRA ARCOBALENO NASCE SUBALTERNA

 

 

CHI ERA MARINUS VAN DER LUBBE?
Muratore, disoccupato, rivoluzionario, la sua sfrenata attività d’agitazione entra presto in rotta di collisione con il Partito Comunista, ma egli continua ...

 

 

la sinistra sta vincendo in Europa

in Francia
il 9 marzo é uscita una severa sconfitta per il presidente Sarkosy e un avanzamento
dei socialisti
in Spagna
il 9 marzo i socialisti del PSOE, riformisti veri, di Zapatero, sconfiggono pesantemente il Vaticano e le destre parafranchiste

e dicevano che i comunisti stanno scomparendo .......
Dimitris Christofias, comunista,
e' il nuovo Presidente della Repubblica di
Cipro
.... e membro del Consiglio europeo di Bruxelles
la riunione dei cai di stato e di governo dell'Unione Europa, il
massimo organo decisionale


Delitti e misfatti

Riflessioni di Curzio Bettio, Soccorso Popolare di Padova

 

Padova, 12 marzo 2008

 

Nel quotidiano “Liberazione” del 5 marzo 2008 è apparso un articolo di Maria Rosa Calderoni dal titolo “La tremenda storia di Riccardo Fedel, il solito Pansa e la  ricostruzione del "Calendario del Popolo"”.

Nell’articolo si parla di un episodio tragico, di giustizia dura ma ineluttabile, che si
inserisce nelle condizioni particolarmente spietate in cui si svolgeva la lotta partigiana in zona operazioni Alta Romagna, della condanna a morte per fucilazione di Riccardo Fedel, nome di battaglia Libero Riccardi, già comandante, fino al marzo di quell'anno, della stessa 8ª
Brigata Garibaldi di Romagna. La sentenza veniva emessa dal "Tribunale delle formazioni partigiane presso il  Comando 8ª Brigata Garibaldi Romagna" e porta la data del 22 aprile 1944.  Nelle trenta righe della sentenza, oltre che di disobbedienza agli ordini, insubordinazione e appropriazione di una ingente somma di denaro, il Fedel veniva accusato di «mantenere contatti segreti con il comando della Milizia fascista di Santa Sofia e di Bologna, nonché con il comando tedesco di Castrocaro»; e di «aver tentato di fare arrestare e fucilare il nuovo comandante Pietro Mauri, il commissario Savio, i due vice commissari di Brigata e l'ufficiale cartografo della stessa». Il Fedel veniva condannato e fucilato come traditore e spia, all’età di 38 anni.
Non così per il solito “Gran Giustiziere” Giampaolo Pansa, sempre più "impegnato" nella ormai annosa crociata per la verità "sui delitti e misfatti" compiuti (e pervicacemente tenuti nascosti) durante la Resistenza, soprattutto per mano dei cattivi - sanguinari - partigiani comunisti.

Lui ne fa un eroe e una vittima innocente di invidie, calunnie e rivalità personali, insomma un caso di vendetta interna e di giustizia sommaria; e così la racconta nel suo nuovo libro, "I gendarmi della memoria; chi imprigiona la verità sulla guerra civile".

In questo libello Pansa attacca le sinistre “regressiste”, la sinistra allo sbando, retorica, bugiarda, omissiva, fattrice di una storiografia che “con il pretesto di contrastare il revisionismo, è diventata negazionista”. Un sinistra manichea che ha nutrito la favola delle due Italie, una tutta buona e l’altra tutta cattiva. Una sinistra che ha nascosto le esecuzioni dei partigiani che non volevano sottostare alla supremazia del PCI. Una sinistra che ha messo in atto la strategia del delitto per preparare l’insurrezione rossa. Una sinistra complice dei sequestri dei possidenti restii a pagare le taglie imposte dagli squadroni della morte. Una sinistra che ha spacciato omicidi per lotta di classe. Una sinistra che si è compiaciuta dell’accanimento barbaro contro le donne accusate di stare con la Repubblica di Mussolini. Una sinistra che ha costretto al silenzio forzato i vinti.

Tutto questo nella presentazione del libro!
Peccato che Pansa non la racconti giusta, probabilmente obnubilato dal "sangue dei vinti".

A coglierlo con le mani nel sacco della (voluta?) disattenzione storica e delle (volute?) lacunose ricostruzioni, è “Il Calendario del Popolo” nell'ultimo numero in distribuzione.

"Pansa riabilita il ‘partigiano' … spia dei fascisti", questo il titolo del documentato articolo a firma di Davide Spagnoli, che fa tabula rasa delle tesi di Pansa, il Gran Revisore.
Davide Spagnoli ha sentito il bisogno di documentarsi e quindi all'Archivio Centrale dello Stato ha
agevolmente trovato un fascicolo dell’Ovra, il servizio segreto di informazioni del fascismo, intestato proprio a un certo Riccardo Fedel.

«Il fascicolo è ricchissimo di delazioni - scrive Spagnoli – fatte proprio da Riccardo Fedel, documenti in cui fa i nomi di tutti quelli con i quali viene in contatto, e consegna anche i cifrari e tutte le indicazioni atte a colpire le organizzazioni del PCI».
Inoltre Spagnoli ritrova «un documento, datato 14 novembre 1927,  inviato dal Comando generale della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (Mvsn) al ministero dell'Interno, otto dense pagine dattiloscritte con oggetto "Confidenze dell'ex confinato politico Riccardo Fedel, relative a un
complotto comunista organizzato in Ravenna nell'anno 1925"».
Non solo. Agli atti c'è anche una illuminante "lettera di  accompagnamento"indirizzata in data «9 marzo 1928 dalla 49ª Legione Mvsn San Marco di Venezia al comando della Coorte Mvsn (63ª Legione) Pordenone. Riservata personale. Oggetto: presentazione di un informatore del Comando 
Generale».
Che così recita: «Il latore della presente sig. Fedel Riccardo è stato raccomandato dal Comando Generale della Mvsn quale suo informatore fiduciario sul movimento sovversivo. Egli ora, d'accordo con l'Upi del Comando Generale stesso, deve indagare su fatti e persone di Pordenone. Si
informa di quanto sopra allo scopo che il Fedel non venga intralciato nella sua opera, e nei limiti del possibile sia invece aiutato. Il Console comandante la Legione Muratori».
E a Pordenone che ci va a fare, il sedicente comunista Fedel? Lo dice a chiare lettere la missiva che sempre Davide Spagnoli rintraccia  all'Archivio: si  tratta della lettera "riservata" inviata dal Prefetto di Venezia alla Direzione generale di Pubblica Sicurezza del ministero dell'Interno, nella quale il funzionario informa che Fedel «ha incaricato il fascista R. di procurargli tre bombe “Sipe” da fare esplodere alla sede del Fascio, alla sede dei Sindacati ed alla Caserma della Milizia. Tali bombe non dovrebbero recare danni alle persone ma dovrebbero servire a provocare disordini e conseguenti numerosi arresti di individui sospetti»...Un esempio evidente di strategia della tensione ante-litteram!
L'articolo-scoop del "Calendario" offre molti altri particolari inediti sulla tremenda storia di Riccardo Fedel.

I documenti erano presenti negli Archivi, ma Pansa non ha sentito la necessità di una ricerca storica approfondita, ha solo sentito la necessità di proporre la visione di “un’alba insanguinata della nostra democrazia”.

Ma da dove deriva questo bisogno? A mio parere, tutto questo fa parte di un piano strategico volto a delegittimare proprio l’alba della nostra democrazia, la Resistenza, soprattutto il movimento resistenziale comunista, e con essa il frutto della Resistenza, la nostra Costituzione.

Poco tempo fa, il cavalier Berlusconi non definiva la nostra Carta Statuale come una Costituzione di stampo “bolscevico”? Allora, demonizzare la Resistenza , demonizzare una lotta di popolo come una lotta armata di terroristi comunisti assassini, porta immediatamente a demonizzare, a delegittimare e a definire inadeguata anche la Costituzione nata dalla Resistenza.

E anche gli avversari del cavalier Berlusconi, i tanti uomini politici dell’area cosiddetta “riformista”, non hanno esitato e ancora non esitano a dare picconate alla nostra Carta Costituzionale e alla sua legalità democratica, e Pansa fa parte di questa azione.

A riprova di così tanto viscerale anticomunismo, arrivano le dichiarazioni di uno dei responsabili dell’attuale legge elettorale “porcata”, il Porcellum, il leghista Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e vice Presidente del Senato, che propone: “Per il bene di tutti (sic!), sarà necessario porre mano alla Costituzione e, oltre che ad altri punti, mettere mano anche alla dodicesima disposizione finale transitoria, aggiungendo alla dicitura è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, anche le parole e comunista…”. (da il Manifesto del 10 marzo 2008, pag.4)

Anche in questo caso risulta evidente la necessità di una riformulazione costituzionale, perché risulta insopportabile che i comunisti in questo paese siano stati campioni delle libertà civili con la lotta antifascista e mediante l’opposizione ad un regime, che si vuole attualmente riproporre, antisociale, razzista e xenofobo.

Non sarà mai che sull’onda di questi propositi, certi politici di “sinistra” abbiano voluto eliminare i simboli del lavoro, della fatica, di tante lotte, la “Falce e Martello”, con un astruso “Arcobaleno”, segnale di fine tempesta, quando la vera bufera deve ancora arrivare?      

Quindi, avvertendo tutta la gravità del pericolo che ci minaccia, non dimentichiamo che la situazione generale non è eccellente, e che forse, quando fu elaborata quella revisione del Titolo V della Costituzione dal Senatore Bassanini, ora apprezzato consulente del presidenzialista e liberista Sarkoszy, costui non era dotato di grande lucidità. Noi stiamo vivendo in questo clima, e il problema della “riforma” costituzionale nasce negli anni Ottanta. Si tratta di un vecchio problema, prova ne sia un testo scritto da Giuliano Amato proprio in quegli anni dal titolo “Una Costituzione da riformare”. Da lì nasce tutto, e si riceve l’impressione che si sia sempre scelta la strada sbagliata, la strada meno pervia, meno limpida, meno “garantista per i cittadini”, se questo termine di cui si è fin troppo abusato ha ancora un significato attuale.

 

E' in atto una "rivoluzione" eversiva dei principi istituzionali dell'ordinamento, rivoluzione che è giusto definire conservatrice, anzi, reazionaria. Infatti, la vera posta in gioco è, da quindici anni in qua, la riscrittura del patto fondamentale, lo sradicamento delle radici antifasciste della Repubblica, la rottura della sua unità territoriale, l’archiviazione liberista dei suoi principi egualitari, l’introduzione di una forma di governo presidenziale che renda pleonastico il ruolo del Parlamento.
Non stupisce, quindi, che gli attuali programmi elettorali politico-economici delle due maggiori forze in campo, Popolo delle Libertà e Partito Democratico, pur diversamente collocati, siano in fin dei conti quasi identici: corrono accuse di copiature, si stracciano dai palchi dei comizi le copie dei programmi, considerati fotocopie, plagi di progetti altrui.

A ben considerare, sono quindici anni che i programmi di governo sono simili, copie di un  Programma Originale, che si nutre dei principi liberisti del Nuovo Ordine Mondiale, imposto in Italia dalla "Loggia Massonica Coperta Propaganda 2" (in gergo P.2), solo formalmente posta fuori legge, ma i cui membri sono stati e sono membri effettivi di tante istituzioni di governo, da quelle dell’Esercito, alla Magistratura, all’interno dei Ministeri, sui banchi del Governo, ai posti di comando dell’Alta Finanza.  

Basta leggere il Piano di Rinascita Democratica elaborato dal Gran Maestro della Loggia P2 Licio Gelli, non a caso, ma Pansa non lo ricorda!, membro dei servizi segreti della Repubblica Sociale Italiana di Salò, e fare le opportune considerazioni sulla effettiva messa in opera di quel Programma, sia dai governi delle forze di destra sia di quelle del cosiddetto centrosinistra. 

 

PARTITI ...
Dissoluzione partiti: Dc, Pci, Psi ... fatto; Scongelamento Destra Nazionale ... fatto; Creazione Alleanza Nazionale (con antifascismo) ... fatto; Formazione due poli moderati ... fatto; Creazione polo liberal-conservatore ... fatto; Creazione polo social-laburista ... fatto

 

ISTITUZIONI ...
Depotenziamento Parlamento ... fatto; Rafforzamento esecutivo ... fatto; Sistema elettorale maggioritario ... fatto; Decretazione d'urgenza (con reiterazione) ... fatto; Inemendabilità leggi chiave (finanziaria) ... fatto; Formazione diretta squadra di governo ... fatto; Ministri non parlamentari (tecnici) ... fatto; Nuovo modello di difesa ... fatto; “Normalizzazione” servizi segreti ... fatto

 

MAGISTRATURA ...
Riduzione autonomia Corte Costituzionale ... fatto; Riduzione autonomia Pubblico Ministero ... fatto; Riforma processo penale ... fatto; Responsabilità civile giudici (punibilità) ... fatto;

LAVORO ...
Soppressione conflitto di classe ... fatto; Limitazione diritto di sciopero ... fatto; Rottura unità sindacale ... fatto; Ricompattamento sindacati (neocorporativi) ... fatto; Confederazione sindacale polo conservatore ... fatto; Collaborazione sindacale alla produzione ... fatto; Precarizzazione e flessibilizzazione del lavoro ... fatto; Partecipazione salario a risultati d'impresa ... fatto; Riduzione sistematica costo del lavoro ... fatto; Abolizione scala mobile ... fatto; Soppressione festività infrasettimanali ... fatto; Taglio servizi pubblici eccessivi ... fatto; Previdenza assicurativa a capitalizzazione (non a ripartizione) ... fatto; Predisposizione pensioni integrative private ... fatto;
Allungamento età pensionabile ... fatto; Revisione pensioni invalidità ... fatto;

CAPITALE ...
Nuova legislazione bancaria... fatto; Appalti urbanistica contrattata, Piano metropolitane e trasporti veloci, legge Obiettivo ... fatto; Riforma sistema sanitario e ospedaliero ... fatto; Riduzione progressività fisco e imposte indirette ... fatto; Esenzione fiscale profitti per autofinanziamento ... fatto

 

CONSENSO ...
Fine delle ideologie ... fatto; Controllo editoria ... fatto; Autorità di controllo mass-media ... fatto;
Dissoluzione Rai ... fatto; Formazione polo televisivo privato ... fatto; Riassetto proprietà giornali ... fatto; Uso privatistico istruzione pubblica ... fatto.

 

FASI  PROGRAMMATICHE IN CORSO:

 

ISTITUZIONI ...Revisione formale prima e seconda parte Costituzione ...Progetto macroregioni ...Gaullismo o militaricrazia ... Elezione diretta del Premier

MAGISTRATURA ...Separazione carriere giudici e magistrati ...Riforma Consiglio superiore magistratura ...Censura stampa giudiziaria ...

LAVORO ...
Creazione sindacato unico neocorporativo ...

CAPITALE ...
Abolizione nominatività azioni ...Leggi antitrust (difesa monopoli nazionali) ...

CONSENSO ...
Numero chiuso generalizzato università …

 

D’altro canto, tutto questo è stato rivendicato esplicitamente nell’aprile 2005 dall’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il quale nel corso dell’unica crisi di governo avvenuta durante l’ultima legislatura, è intervenuto al Senato affermando che “nei Paesi Europei, dove il sistema istituzionale già lo consente, il Premier eletto dal popolo adegua la squadra di governo ogni volta che se ne presenti la necessità, sotto la sua diretta responsabilità, senza lunghe ed estenuanti crisi politiche e verifiche parlamentari. Così si fa nelle più avanzate democrazie occidentali!

Per consentire questo risultato, il sistema Costituzionale del nostro Paese richiede una serie di passaggi formali, a partire dalle formali dimissioni del Governo. Però, la Riforma Costituzionale di questa maggioranza adeguerà il nostro sistema di Governo alle moderne democrazie.

In realtà adegua sì il sistema di Governo, ma non alle moderne democrazie, ma al precedente regime del Fascismo Italiano, abbattuto dalle forze della Resistenza, anche e soprattutto dalle forze socialiste e comuniste, che il Grande Inquisitore Pansa vorrebbe demonizzare, in uno squallido tentativo di deturpare la nostra Costituzione, frutto del sacrificio di tanti Martiri. 

 

 

        La guerra del lavoro:

         

        Dall'inizio del 2007 a oggi, per lavoro, ci sono stati:

249 morti
249820 infortuni
6245 invalidi
Vai al canale lavoro

Infortuni sul lavoro:appello al Presidente della Repubblica

Morti sul lavoro: responsabilità dell'impresa

 

 


 
5 MARZO 2008 - 55° ANNIVERSARIO DALLA SCOMPARSA DEL GRANDE MAESTRO!
 
Taccuino del propagandista (annoVI) del 6 marzo 1953 N.4
 
Sezione stampa e propaganda della (allora) Direzione del P.C.I.


 

 

 

 

                                                                            

 

VERGOGNA VAURO!

(Lettera aperta in risposta alla vignetta apparsa su il manifesto del 21 febbraio 2008)

 

Caro Vauro,

 hai voluto anche tu, unendoti al coro degli avvoltoi, scagliare la tua pietra contro il grande Fidel che ha saputo lasciare il posto di comando restando “un soldato della Rivoluzione”.

Quel macigno che secondo te avrebbe oppresso il popolo cubano, la Rivoluzione l’ha invece sollevato dalle sue spalle liberandolo, 50 anni fa, dalla sanguinosa dittatura di Batista e dal soffocante colonialismo statunitense, dallo sfruttamento e dal lusso sfrenato di pochi e dalla miseria materiale e morale dei più. La Rivoluzione ha dato – nei fatti e non solo sulla carta costituzionale – a tutti, bianchi e neri, donne e uomini, pari dignità e uguali diritti e opportunità, lavoro, casa, istruzione e salute. Ha elevato la speranza di vita e abbattuto la mortalità infantile.

La Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nella pratica dell’internazionalismo, a fianco dei popoli oppressi dal colonialismo e dall’apartheid (ricordiamo la riconoscenza espressa da Mandela appena liberato), nella pratica della solidarietà politica verso i paesi del cosiddetto Terzo mondo (dando vita all’OSPAAAL, Organizzazione di solidarietà con i popoli dell’Asia, Africa e America Latina), nella pratica dell’aiuto fraterno e concreto verso questi popoli (ricordiamo le migliaia di medici, infermieri e insegnanti cubani che prestano un servizio volontario, qualificato e disinteressato nei luoghi più impervi e nelle situazioni più disagiate). 

La Rivoluzione ha guidato il popolo cubano nell’eroica resistenza di massa contro gli attacchi militari, economici, finanziari e politici dell’imperialismo USA, contro gli assalti terroristici dei mercenari di Miami e le subdole manovre dei “dissidenti”, tutti finanziati dal grande burattinaio USA e sobillati dai governi europei, smaniosi di demolire quello che ritengono l’ultimo bastione del socialismo esportando, con le armi e con l’inganno, il loro modello di “democrazia”.

Vauro: quali libertà difendi? E libertà per chi?

Pensi davvero che la democrazia borghese, quella dell’assedio di Gaza, quella di Guantanamo e di Abu Ghraib, quella di Piazza Fontana, delle mafie, della corruzione e dello sfruttamento del lavoro salariato, quella degli operai arsi vivi sull’altare del profitto, sia il destino che auspichi per il popolo cubano? Vuoi che “l’ordine regni” anche a Cuba?

Con dolore e con rabbia.

Adriana Chiaia

(ex ammiratrice delle mille giuste battaglie condotte attraverso le tue vignette satiriche)

Milano 22 febbraio 2008

________________________________________________________________

 

''... almeno risulti chiaro che il governo degli Stati Uniti non e' il tutore della liberta' ma il continuatore dello sfruttamento e dell'oppressione dei popoli del mondo e di buona parte del suo stesso popolo''.
Ernesto ''CHE'' Guevara

 

Facendo seguito alla lettera aperta a Vauro di Adriana Chiaia in merito alla vignetta pubblicata sul Manifesto di Giovedì 21/02/08, effettivamente ad un attento esame del disegno chi porta il fardello del peso di Cuba è lo stesso Fidel ormai vecchio (il piccolo vecchio omino della vignetta), ma il peso della responsabilità di Cuba è però rappresentato dalla incombente, massiccia presenza del suo stesso monumento e da qui nasce, a mio giudizio, l’ambiguità delle varie interpretazioni a cui si può giungere.

La compagna Adriana, giustamente si è indignata, questo perché quel piccolo ormai vecchio Fidel potrebbe benissimo rappresentare il popolo cubano schiacciato dall’oppressione, quella appunto propinata da oltre mezzo secolo dalla propaganda reazionaria dei mass media filo imperialisti.

Che dire? L’interpretazione che mi è sorta spontanea è di averla valutata una solenne cretinata, il buon Vauro ha toppato, non ha ragionato con la testa ma solo con l’arte della sua matita e la fretta ha fatto il resto…

Il peso degli anni del compagno Fidel non è certo quello rappresentato dalla pietrificazione della sua immagine (il monumento della vignetta) è il peso di una immane fatica di cui si è fatto carico questo grande rivoluzionario del XX° Secolo che ha guidato la Rivoluzione cubana, il popolo cubano al riscatto dall’oppressione imperialista degli Usa, alla costruzione di una società giusta senza alcuna distinzione di classe, il peso della costruzione di una società Socialista.

Sono convinto che questa è l’interpretazione che avrebbe voluto imprimere alla sua vignetta Vauro, del resto, come scrive Adriana: attraverso le vignette satiriche di Vauro si sono condotte mille giuste battaglie.

Siamo Comunisti, non siamo perfetti, sappiamo riconoscere i nostri difetti e i nostri errori e da essi migliorare per continuare a lottare contro il sistema di sfruttamento del lavoro salariato, per il socialismo futuro comunismo, il vero unico mondo possibile per un futuro di pace e di progresso!

In sintonia con la compagna Adriana e condividendo il suo dolore, la sua rabbia, sono certo che il compagno Vauro saprà dare nuovo slancio alla lotta con l’arte della sua satira e condividerà con noi che occorre non concedere nessun favoritismo al coro degli avvoltoi, neppure quello di una vignetta nata dalla sua veloce matita.

Onore al Compagno Fidel ad un vero soldato della Rivoluzione! 

Luciano Bezeréd

Da Linea Rossa Genova, del P.C.d’Italia

Genova, 23 Febbraio 2008

 

                                                   

STORIA — HISTORIA

marzo — marzo / 2008 Messaggio di Fidel Castro ai cubani (18 febbraio 2008) / Mensaje del Comandante en Jefe (18 de febrero de 2008) Fidel Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Riflessioni del compagno Fidel. Ciò che ho scritto martedì 19 / Reflexiones del compañero Fidel. Lo que escribí el martes 19 Fidel Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Fidel è Patria e Umanità Gioia Minuti

marzo — marzo / 2008 Il ritiro di Fidel Fulvio Grimaldi

marzo — marzo / 2008 Fidel: Siempre en primera línea de combate Eugenio Suárez Pérez — Acela Caner Román

marzo — marzo / 2008 Fidel ni renuncia ni se despide Eugenio Suárez Pérez

marzo — marzo / 2008 Reflexión sobre Fidel desde México René Ortiz Muñiz

marzo — marzo / 2008 Fidel: Una decisión consecuente sobre su renuncia al cargo tal como lo dijo hace 23 año Wilkie Delgado Correa

marzo — marzo / 2008 De Norte a Sur y de Este a Oeste Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Discurso pronunciado por el compañero Raúl Castro Ruz, Presidente de los Consejos de Estado y de Ministros, en las conclusiones de la sesión constitutiva de la VII Legislatura de la Asamblea Nacional del Poder Popular. Palacio de las Convenciones, La Habana, 24 de febrero de 2008, "Año 50 de la Revolución" Raúl Castro Ruz

marzo — marzo / 2008 Por la gota de vida Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Recuerdos profundos. Un homenaje a la amistad Adys M. Cupull Reyes — Froilán González

marzo — marzo / 2008 Che, recuerdos profundos Ediciones oCHEnta

marzo — marzo / 2008 Sin olvido. Crímenes en La Higuera Ediciones oCHEnta

marzo — marzo / 2008 76 anni fa nasceva Camilo Cienfuegos Gioia Minuti

marzo — marzo / 2008 Alta Política versus "politiquear con pacotilla" Lohania Aruca Alonso

marzo — marzo / 2008 Programa político del Partido Independiente de Color (Previsión, 15 de octubre de 1908) Partido Independiente de Color

marzo — marzo / 2008 ¿Por qué les duele a algunos lo que acontece en las elecciones en Cuba? Wilkie Delgado Correa

marzo — marzo / 2008 Sergio Corrieri, un artista, un compagno, un rivoluzionario Gioia Minuti

ITALIA E CUBA — ITALIA Y CUBA

marzo — marzo / 2008 Carta del Jesús Antonio Infante López para Roberto Casella (28 de diciembre del 2007) Jesús Antonio Infante López

marzo — marzo / 2008 Viaggio a Cuba dal 21/4/2008 al 5/5/2008 dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba (Circolo Celia Sánchez Frascati e Circolo Camilo Cienfuegos Velletri) Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo Celia Sánchez di Frascati — Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo Camilo Cienfuegos di Velletri

marzo — marzo / 2008 Caro Fidel, sei sempre il nostro Comandante en Jefe Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. Circolo di Roma

marzo — marzo / 2008 Cuba rimane il laboratorio del Socialismo del XXI° Secolo. Resoconto della visita di una delegazione della Rete dei Comunisti a Cuba Rete dei Comunisti

marzo — marzo / 2008 La Redazione della Rivista "Nuestra América" a Cuba Nuestra América

 

Roma, Italia

 

torna er puzzone !!!
a Roma cosi' si chiamava Mussolini: "er puzzone". Oggi cosi' viene chiamato Berlusconi.
Berlusconi viene dato per vincitore delle prossime elezioni e i fascisti escono di nuovo dalle fogne.
Ecco comparire, su internet, una lista di una "lobby sionista" di 162 professori universitari ebrei.
ancora all'indice gli ebrei ???? no all'antisemitismo
Ma al peggio non c'e' mai fine:
il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha dato lo sfratto all'ANED

NO AL FASCISMO BERLUSCONIANO !!!!!
esprimiamo la nostra solidarieta' all'Aned


PRODI SI CHINA DAVANTI AGLI USA
GOVERNO FANTOCCIO
OCCUPATA LA STAZIONE PER 2 ORE
BRUCIATE LE TESSERE DELLA QUERCIA
DELUSIONE, SCONCERTO, E ... TANTA RABBIA
PRODI SUBMITS HIMSELF TO U.S.A., PUPPET GOVERNMENT, RAILWAY STATION OCCUPIED FOR 2 HOURS, BURNT PARTY "DS" MEMBERSHIP CARDS, DISAPPOINTMENT, ABASHMENT, AND… MUCH

==> Ma da chi siamo governati? <==
« La democrazia è come l’alcol, va assunto in quantità moderata e chi ne vuole abusare, sa a cosa va incontro».

 

Qui si rischia un altro Cermis
Here we risk another Cermis

(da il Vicenza del 22/08/2006) IL COORDINATORE vicentino del partito di Di Pietro, Francesco Di Bartolo, diffonde le sequenze agghiaccianti della strage del Cermis per dimostrare l'inadeguatezza del progetto del Dal Molin: «Bisogna avere una maggiore consapevolezza di quel che comporta la presenza di una base militare americana a ridosso delle abitazioni civili- afferma- e la strage impunita del Cermis che risale al 1998 è un esempio emblematico. Nonostante le prove sulle responsabilità, nessuno è stato condannato per quei morti. ... clicca qui per leggere tutto l'articolo

Parla il grande urbanista veneziano: «Un progetto che devasterebbe il territorio»
Salzano boccia il Dal Molin Usa
« Quel piano è una vera follia»«Una colata di cemento che attrarrebbe soltanto la guerra: un danno per la città

The great city planner of Venice says:“This plan devastates the territory”.
Prof. Salzano rejects U.S. military Dal Molin. That plan is madness. It's a cementflow that will attract only war: a damage for the city.

(da il Vicenza el 15/08/2006)Una follia. A Eddy Salzano basta un attimo. Poi il grande urbanista veneziano ha pronta la sentenza sul progetto del DalMolin americano: «Una vera e propria follia». E il fronte del no all'insediamento Usa nell'aeroporto vicentino si arricchisce di una testimonianza importante, quella di uno dei maggiori studiosi in Italia nel campo dell'urbanistica.« Sarebbe una follia degna del secolo scorso- avverte Salzano- spero che la vasta raccolta di firme raccolta a Vicenza,che mi risulta sia molto cospicua, venga al più presto accolta dal Comune in modo che rinunci a questa assurda operazione». ... clicca qui per leggere tutto l'articolo


per contatti info@altravicenza.it

 

 

 

Guzzanti, Scaramella e il Kgb - Intervista a Sandro Orlando

 
Intervista a Sandro Orlando Intervista a Sandro Orlando
Per anni, durante il secondo governo Berlusconi, una commissione parlamentare presieduta dal senatore Paolo Guzzanti e ben supportata dai media vicini al centrodestra, ha cercato le prove per incastrare Romano Prodi come un agente al servizio del Kgb. "Supertestimone" un noto impostore napoletano, Mario Scaramella.

Ricostruisce la vicenda Sandro Orlando, autore del libro "L'Italia del ricatto" Chiarelettere editore, in questa intervista a Piero Ricca.

Visita il sito: www.pieroricca.org

Per vedere il filmato clicca qui!


 

 

 
Vergogne Usa: Iraq - The Hidden Story: American Atrocities

controllo dell'informazione sulla guerra in iraq. In questa sequenza vediamo come le truppe americane sparino in testa ad una persona disarmata e come queste immagini siano state editate e censurate dai mainstream media.

 

La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945

 
La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945 La casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo - 2 febbraio 1945
Cantalupo Ligure, 2 febbraio 1945. "La Casa del Bertagnin e la Battaglia di Cantalupo".
La Battaglia di Cantalupo prende forma grazie alle testimonianze del Partigiano Speranza, Carlo Torre, di Toscano, Lilio Giannechini, vicecomandante della Brigata Oreste e di Mary, all'epoca fidanzata sedicenne del partigiano Speranza.
Questo filmato è disponibile in DVD.
Per informazionei contattare la redazione.

A cura di Arcoiris Liguria

Visita il sito: www.cineindipendente.it

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 

      60 ANNI PORTATI BENE, BUON COMPLEANNO COSTITUZIONE

                                                         

                                                                                   

 

 

 

                       

Cari compagni,
come forse già saprete, è scomparso oggi il Comandante Bulow, Presidente onorario dell'ANPI e straordinario combattente partigiano.
 
Per la figura di Arrigo Boldrini non sono state coniate parole adeguate, e quindi non tenteremo nemmeno di tracciare un suo profilo riconoscibile. Quello che possiamo dire è che a uomini come lui siamo grati per sempre, poiché nulla è più grande dell'eredità che ci hanno affidato.
Nonostante il trascorrere del tempo, e le minacce sempre più terribili alla nostra civiltà ed alla nostra libertà, la loro lezione non ha perso nulla del suo valore. Noi sentiamo il compito di trasferire alle nuove generazioni questo lascito politico e morale, nella misura in cui ne saremo capaci.
Da oggi siamo molto più poveri, ma non per questo meno consapevoli.
 
Tutta l'ANPI di Frosinone rende omaggio al nostro caro e compianto Comandante.
 
Vi invitiamo a visitare il sito dell'ANPI nazionale, e a leggere una brevissima nota biografica al link sotto riportato.
http://www.anpi.it/uomini/boldrini.htm

BOLDRINI: CORDOGLIO UNANIME DELLA SINISTRA 
 le più sentite condoglianze da parte dei Comunisti Italiani.... Leggi tutti gli articoli 

 

 

DICO ADDIO ALLA CASTA DEI GIUDICI
di Luigi De Magistris - L'Espresso 26 gennaio 2008


Giochi di potere. Lottizzazione. Nessuna difesa dei colleghi sotto tiro. Con una dura lettera d’accusa il pm di Catanzaro si dimette dall’Anm. Ecco il testo in esclusiva...
(clicca sul titolo per leggere tutto)

 

 

Basta con le lacrime di coccodrillo!

Li chiamano omicidi bianchi: sono omicidi premeditati.
siccome gli assassini sono i padroni non vanno in galera.
e poi dicono che le classi non esistono piu' !

 

Resistenza Laica

"Napolitano si scusa con il Papa ! Napolitano ora si deve scusare con il popolo italiano.
Sempre di più il Presidente si comporta da traditore della Repubblica italiana e dei suoi cittadini ponendosi prono al dittatore vaticano.
 Egli parla difendendo l'arroganza di un capo di stato straniero avverso all'Italia e alle sue leggi."
Napolitano si scusi col popolo italiano e raddrizzi la schiena di fronte al monarca !

Ottavo: "non dire falsa testimonianza". Le menzogne del Papa sulla pedofilia nella Chiesa

          

Respinta l’incursione di Papa Ratzinger all’Università. Adesso tocca ai “chierici”

 

La notizia è arrivata intorno alle 17.15 mentre era in corso l’assemblea degli studenti della Sapienza insieme ad alcuni docenti e realtà sociali: Papa Ratzinger ha rinunciato ad intervenire alla cerimonia di apertura dell’anno accademico con una relazione sulla pena di morte. La gioia tumultuosa che ha investito gli studenti in assemblea è durata alcuni minuti. Il risultato politico e morale contro una impropria intrusione oscurantista nel luogo deputato alla scienza e al sapere critico c’è tutto ma, nella discussione apertasi successivamente alla notizia sono emerse riflessioni importanti.

Gli studenti hanno deciso di mantenere le iniziative previste per mercoledì e giovedì. Una conferenza stampa e una sorta di “gestazione” per marcare le divergenze dall’apertura dell’anno accademico a cui parteciperanno Mussi e Veltroni.

Ed è proprio sulle responsabilità dei due esponenti “progressisti”dell’establishment nella svendita delle università a logiche aziendali, a soggetti privati e religiosi che si concentrerà adesso l’iniziativa. L’invito a Papa Ratzinger sembrava dover sancire una sorta di compromesso tra “politica” e Vaticano sulla gestione del sapere e dei luoghi pubblici deputati a formarlo e diffonderlo.

A Roma i cattolici controllano l’Università di Tor Vergata mentre gli ex DS controllano l’università di Roma Tre. Sulla Sapienza era necessario raggiungere un accordo non conflittuale. Un fiume di soldi, carriere, clientelismo, appalti, proprietà immobiliari circola e permea da anni il mondo delle università pubbliche  trasformando i rettorati in veri e propri comitati d’affari.

La “resa” di tanti docenti e intellettuali laici di fronte all’intrusione del Pontefice nell’università "La Sapienza" è complementare a quella della politica e della cultura sostenuta dai Veltroni e da una sinistra sempre più silenziosa e subalterna verso l’influenza dei poteri forti.

Gli studenti e i 67 docenti universitari della Sapienza hanno così non solo ottenuto uno straordinario successo politico ma hanno anche riscattato quella consistente parte della società avvilita e umiliata dal nuovo “tradimento dei chierici”.

Per affrontare le divisioni del Papa e fermare l’escalation oscurantista nel nostro paese, appare sempre più necessario bombardare anche i quartieri generali della politica, “di sinistra” e di destra.

 

Roma, 15 gennaio

 

La redazione di Contropiano –Rete dei comunisti

www.contropiano.org  

 

 

 

 

Il nostro saluto al compagno George Habbash

 

Avevano preparato un "Colpo di Stato" in Italia! Guarda il filmato!

Scomparso a 89 anni Pietro Amendola, presidente onorario dell'ANPPIA.

 

STORIA

Storia 
Personaggi
Storie di Sardegna    

 

 

                         

Recensioni: "Angelo Tarantini uno dei mille" scritto da Antonello Tedde e Gianluca Moro nelle migliori librerie dell'isola!

www.cronacheisolane.it/libri.tarantini.htm

                                                                                                                                        

 
 

 

Uno Bianca e Trame nere

 
Uno Bianca e Trame nere Uno Bianca e Trame nere
N.A.Di.R. informa: La libreria Solea propone la presentazione del libro “Uno bianca e trame nere. Cronaca di un periodo di terrore” di Antonella Beccaria (Stampa alternativa, 2007) presso Punto Spazio Espositivo (Casalecchio di Reno). "D’accordo con il mio editore, è stato rilasciato con una licenza Creative Commons e dunque la sua versione elettronica è disponibile per il download sul blog www.antonella.beccaria.org ". “La vicenda della Uno bianca – 103 azioni criminali, 24 vittime, 102 feriti – comincia nel 1987 e si conclude nel 1994 con l’arresto dei sei componenti della banda, cinque dei quali sono poliziotti in servizio. Processualmente, viene definita e archiviata come una storia di rapinatori assassini. Ma anche in questo caso la verità giudiziaria non è sufficiente a risolvere l’enigma di fondo che tuttora avvolge l’esistenza e le feroci imprese compiute dai tre fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi e dai loro complici.
Fili doppi e tripli, riscontri e persino dati di fatto incontrovertibili legano la Uno bianca ad altre vicende che si sono consumate a cavallo di quegli otto anni. Dalla strage alla stazione di Bologna a quella di Peteano, dalla bufera politica provocata dall’inchiesta di Tangentopoli al mistero della Falange Armata, passando attraverso la struttura di Gladio, le deviazioni dei servizi segreti e i collegamenti con diversi spezzoni della criminalità organizzata e persino con esponenti del terrorismo internazionale...” (dalla prefazione di Andrea Purgatori)

Relatori:

Fabio TEMPORINI – Libreria SOLEA
Antonella BECCARIA – scrittrice, giornalista
Simona MAMMANO – Polizia di Stato – Sindacato di Polizia SIULP
Alessandro GAMBERINI – avvocato parte civile delle famiglie delle vittime e del Comune di Bologna

Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it
informazioni: info@libreriasolea.it

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 
 
 

La storia e la memoria

 
La storia e la memoria La storia e la memoria
N.A.Di.R. informa: Stazione ferroviaria di Bologna: reading di Daniele Biacchessi accompagnato dal sassofono del jazzista Michele Fusiello Attraverso la voce, la musica e la tecnica del monologo, Daniele Biacchessi riannoda il lungo filo nero che conduce dalle stragi nazifasciste avvenute in Italia nel 1944 e 1945, alla scoperta del cosiddetto “armadio della vergogna” con i suoi centinaia di fascicoli rimasti sepolti per anni sugli eccidi a Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto, Fosse Ardeatine. Il racconto attraversa poi gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta con le stragi di Piazza Fontana e Questura di Milano, Piazza della Loggia di Brescia, Italicus, Stazione di Bologna, Rapido 904.
“Solo conservando la memoria nei tempi potremo sperare di costruire un futuro migliore”


Produzione: Arcoiris Bologna
Visita il sito: www.mediconadir.it

 

 
 
 
 
 
LA RIVOLUZIONE RUSSA VA A RUBA
(AFFRETTATEVI A PRENOTARLA)
 
 
 
 
 
In un mese è già andata esaurita la prima tiratura del libro di Alternativa Comunista sull'Ottobre '17.
E' ora in stampa una seconda tiratura: se non lo avete ancora comprato, affrettatevi a prenotare il libro. Trovate qui sotto le condizioni di vendita, la copertina e l'indice.
 
 

 
> Per ordinare il libro insieme all'abbonamento a Progetto Comunista: inviare una mail a informa@alternativacomunista.org
Pagherete al postino il pacco contrassegno al prezzo speciale di euro 30 (invece di 35) con il libro e il numero nuovo del giornale (che riceverete poi per tutto il 2008)

> Per ordinare solo il libro: inviare una mail con la richiesta e il vostro indirizzo (e un numero di telefono) a
informa@alternativacomunista.org
Pagherete al postino il pacco contrassegno al prezzo di euro 15 (13,20 + 1,80 contributo spese di spedizione)

> Per ordinare più copie del libro (anche da regalare a compagni e amici) chiedete informazioni: facciamo sconti particolari per pacchi da 5 copie in su.
 


 

 
Italo Tibaldi ... domani vincerete voi Italo Tibaldi ... domani vincerete voi

documentario di Bruno Capuana

Italo Tibaldi, ex deportato a Mauthausen, in quasi mezzo secolo di ricerche ha ricostruito la storia e il percorso di oltre 200 "trasporti" dall'Italia verso i lager nazisti, componendo tassello dopo il tassello il tragico "puzzle" nel quale uno dopo l'altro sono andati ad incasellarsi i nomi di oltre 40.000 italiani arrestati per i diversi motivi - prevalentamente politici o "razziali" - da fascisti e nazisti nel nostro paese e condotti a forza verso i campi di annientamento e di sterminio. Solo uno su 10, in media, tornò da quel viaggio verso l'orrore.
La riconstruzione del calendario di questi trasporti costituisce un traguardo di una ricerca che a dispetto del tempo che passa, continua con l'obiettivo di ricostruire le liste di tutti i nomi e di tutti i trasporti.
Mese dopo mese sono registrati la data di arrivo dei "trasporti" e il numero dei deportati.

Visita il sito: www.corto16.net

Per vedere il filmato clicca qui!

 

 

Hanna prigioniera a sedici anni ad Auschwitz

 
Hanna prigioniera a sedici anni Auschwitz Hanna prigioniera a sedici anni Auschwitz

documentario di Bruno Capuana

Hanna Kugler Weiss è nata a Fiume nel 1928 da Sigismondo Kugler e da Carlotta Kurtz, ebrei osservanti. Le leggi razziali del '38 interrompono la serenità della sua infanzia e la costringono ad abbandonare la scuola pubblica. Dopo l'8 settembre del '43 Fiume viene anessa al Terzo Reich, e la famiglia decide di fuggire, nascondendosi in Romania. Nel 1944, con un gruppo di altri ebrei, la famiglia tenta di riparare in Svizzera e di valicare le Alpi attraverso un viaggio avventuroso, ma a Cremenaga (Varese) vengono tutti consegnati alla milizia fascista e quindi ai tedeschi. Deportati ad Auschwitz, la madre, i nonni e la sorella minore vengono uccisi all'arrivo; Hanna e la sua sorella maggiore sopravvivono. Liberata il 27 gennaio 1945 dall'esercito russo, torna in Italia e consegue il titolo di infermiera. Nel 1949 si trasferisce in Israele, dove lavora nei servizi sanitari, si sposa e ha tre figli. A partire dal 1990 inizia a guidare gruppi di giovani israeliani nei viaggi della memoria in Polonia. Oggi dirige il museo della Shoà di Nazareth Illit, la città in cui vive; tre o quattro volte all'anno continua a tornare ad Auschwitz con i gruppi di giovani, per testimoniare quello che è stato.

Visita il sito: www.corto16.net

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Loris Mazzetti: il libro nero della Rai

 
Loris Mazzetti: il libro nero della Rai Loris Mazzetti: il libro nero della Rai
Il libro nero della Rai

In quest'intervista rilasciata a Piero Ricca, Loris Mazzetti - dirigente della Rai a Milano - parla dei contenuti del suo "Libro nero della Rai" (Bur edizioni).
Una dura critica alla gestione partitica della tv del servizio pubblico.

Visita il sito: www.pieroricca.org

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Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano

 
Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano Telmo Pievani: i privilegi e le ingerenze del Vaticano
I privilegi e le ingerenze del Vaticano

Insieme a Carla Castellacci, il professor Telmo Pievani ha scritto un libro per criticare le "sante ragioni" con le quali la Chiesa Cattolica condiziona la vita pubblica italiana.
Il libro si intitola "Sante Ragioni" ed è edito da Chiarelettere.
Piero Ricca lo ha intervistato.

Visita il sito: www.pieroricca.org

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Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica

 
Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica Le gru di Sadako - L'umanità contro l'atomica
Dal 1945 ad oggi, dopo Hiroshima e Nagasaki, abbiamo rimosso il nucleare.
Viviamo come se non esistesse.

Ti proponiamo un percorso per prenderne coscienza ed impegnarti come ha fatto Sadako Sasaki, morta a 12 anni per effetto delle radiazioni della bomba di Hiroshima.

Il documentario si articola in cinque capitoli:
1 - L'esplosione: l'atomica in carne viva.
2 - La vertigine: la diffusione dell'atomica.
3 - La coscienza: l'umanità si attrezza contro l'atomica.
4 - L'alibi: l'atomica per l'alleanza.
5 - La scelta: siamo tutti Sadako

Una proposta dell'associazione Beati i Costruttori di Pace

Per acquistare una copia di questo DVD scrivi a: segreteria@beati.org
Visita il sito: www.beati.org

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Intervista a Roberto Quaglia

 
Intervista a Roberto Quaglia Intervista a Roberto Quaglia
N.A.Di.R. informa: Roberto Quaglia, noto soprattutto per il saggio breve "Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull'11 settembre 2001, ma non avete mai osato chiedere", quale contributo di apertura del bestseller 2003 "Tutto quello che sai è falso", autore di numerose opere di fantascienza satirica e surreale, ci presenta il suo nuovo lavoro: "Il mito dell'11 settembre. E l'opzione dottor stranamore" – Ed. PonSinMor – un'analisi attenta dei fatti che caratterizzaroo l'11 settembre 2001 e degli eventi che a questo giorno succedettero, come ciò che potrebbe essere tranquillamente il canovaccio di un romanzo fantascientifico abbia cambiato la faccia del mondo. Il giallo del nuovo Millennio: un mistero che immediatamente ne richiama un altro in una serie interminabile e fantasmagorica di implicazioni surreali sino a divenire paradossalmente "satiriche", se non determinassero la morte e la sofferenza di migliaia e migliaia di innocenti. Morti e sofferenze inserite in una rete di "giochi di potere" tanti efficaci al perseguimento dei loro scopi, quanto assurdi ed inumani.
Intervista a cura di Emanule Montagna

Produzione: Arcoiris Bologna

Visita il sito: www.mediconadir.it
Visita il sito: www.mito11settembre.it
Visita il sito: www.robertoquaglia.com

 

 

 

Intervista a un sopravvissuto a Dachau

 
Intervista a un sopravvissuto a Dachau Intervista a un sopravvissuto a Dachau
Ermando Parete di Abbateggio (Pescara) è stato internato a Dachau dal settembre del '43 al 29 aprile del '45. In un passo della sua intervista realizzata da Novella Di Paolo e Daniela Mantini de wwwilpiccolodabruzzo.it in occasione della giornata della memoria 2007, Parete dice: "Sono sfuggito ai forni crematori solo perché quel giorno gli aguzzini erano stanchi: avevano già bruciato troppi corpi. Io ho lasciato Dachau, ma Dachau non ha lasciato me".

Il video è realizzato dai redattori de il piccolodabruzzo.it giornale on line nato nel 2005 e frutto di un corso di giornalismo. Il giornale intende essere un laboratorio dove l'intervista e l'inchiesta sono i ferri del mestiere; per sapere, conoscere e capire; con una funzione di controllo e di critica, senza pregiudizi.

Visita il sito: www.ilpiccolodabruzzo.it
Per informazioni: redazione@ilpiccolodabruzzo.it

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I

 

 

 

 

 

 

Dario Fo è per la Resistenza Laica

Video-intervista. Il premio Nobel, l'apologia del dubbio e la diffidenza nella fede: "La Chiesa vuole apparire democratica ma non lo è, e da quando si è immessa nella logica del Potere ha aggiustato anche il Vangelo".


Genova, giustizia negata

La "macelleria messicana" di Genova 2001

  17 Novembre 2007: torniamo a Genova!

Genova per voi
Inserito da Il Brigante Rosso (del 18/11/2007 @ 09:34:53, Tratto da Aprile Online, linkato 9 volte)
Per tutti coloro che pensavano qualcosa di diverso da una manifestazione del "popolo di Genova", un popolo che abbiamo imparato a conoscere nelle drammatiche giornate del luglio 2001, quando a poche ore dalla morte di Carlo Giuliani 300.000 persone, del tutto pacifiche malgrado quanto successo, subirono la provocazione e l'aggressione congiunta di forze dell'ordine e black block; per tutti quelli che si attendevano (o speravano?) un clima teso, grazie anche alla collaudata pratica di alcuni mezzi di informazione, oramai specializzati nel soffiare sul fuoco, come inequivocabilmente hanno dimostrato l'ultima puntata di "AnnoZero" e i titoli della "Repubblica" ("Genova, torna l'incubo del G8").
Per tutti coloro che non hanno potuto offrire il proprio contributo con la loro presenza (i motivi possono essere vari, un improvviso impegno, una situazione personale non più come quella del 2001, una paura recondita, determinata dall'allarmismo ingiustificato di cui sopra).
 
Per Haidi e Giuliano Giuliani, composti come sempre nel loro dolore, felici di una testimonianza arrivata da un miscuglio eclettico di uomini e donne, giovani e vecchi, genovesi e italiani di ogni parte della penisola.
 
Per coloro che continuano imperterriti a negare la verità, ad ostacolare la giustizia, a insistere senza alcuna vergogna sulle responsabilità dei "violenti", quando a sei anni di distanza anche tra le stesse forze dell'ordine il concetto di "macelleria messicana" -applicabile non solo a quanto accaduto alla Diaz, ma estendibile a tutte le altre giornate del G8 2001, con l'ignobile supplemento di Bolzaneto- oramai non è più un tabù.
 
Infine, per quei ragazzi che alla testa del corteo hanno voluto ricordare con un lungo applauso un ragazzo morto domenica scorsa in circostanze ancora poco chiare, lasciando da parte le opposte radici ideologiche e le differenti opinioni politiche.
 
Per tutto questo, e per ognuno di loro, il popolo di Genova ha marciato insieme, compatto, allegro ma consapevole. Con la voglia di pace e l'utopia della libertà sempre nel cuore.

 

17 novembre 2007
                                            
Aiutate i nostri poveri politici investigatori a raggiungere la "Verità".
Chi di voi trova la strada e ce la invia entro i prossimi 50 anni (tempo medio per le commissioni di inchiesta), vincerà una vignetta personalizzata per il suo blog ... se saremo ancora tra di voi provvederemo a farvela.
Definizione di "Commissione Parlamentare di inchiesta":
"Si tratta dell'unico organismo esistente in natura provvisto di molteplici stomaci e NESSUN cervello".
Per la verità, il "cervello" che la dirige ESISTE, ma è ESTERNO all'organismo ... per questo funziona così BENE.

 

 

7 novembre 2007 : il video della manifestazione a Mosca  

                                                 

   Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. (Karl Marx e Friedrich Engels)
 
evi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!
1917-2007: buona rivoluzione a tutti
                            

                                               1917-2007:                       
                       
90 anni di spinta propulsiva   
                90° OTTOBRE, A MOSCA ITALIANI OSPITI D'ONORE 6/11/07

                           Oggi ricorre il 90° anniversario della Rivoluzione russa.
                                                                                    Sul Blog di Luciano Bezerédy
                                                                          un filmato che rievoca lo storico periodo.
 
                                                              http://linearossa-pcdiml.blogspot.com/
7 NOVEMBRE 2007

 

90° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE!

 

 Linea Rossa Genova (già) del P.C.d’Italia (marxista-leninista) nella giornata del 7 Novembre, 90° Anniversario della Rivoluzione Socialista d’Ottobre, augura ai compagni, alle compagne buon lavoro!

 

Avanti compagni, al lavoro per ricostruire il Partito Comunista Marxista-Leninista nel nostro paese!

 

Ricostruire il Partito comunista è la necessità impellente, messaggio incorrotto ed attuale che ci giunge dall’Ottobre bolscevico vittorioso!

 

E’ necessario il Partito Comunista quale reparto cosciente, organizzato e disciplinato, avanguardia della Classe Operaia e innanzitutto, consapevoli, che occorre ricostruire il Partito Comunista ideologicamente.

 

« Senza teoria rivoluzionaria, - diceva Lenin – Non vi può nemmeno essere movimento rivoluzionario … Solo un Partito guidato da una teoria d’avanguardia, può adempiere la funzione di combattente d’avanguardia ». ( Lenin - <<Che fare? >> 1902, per i tipi delle Edizioni Italiane di Cultura Sociale, Parigi 1935 - pagg.30-31).

 

VIVA LA RIVOLUZIONE SOCIALISTA D’OTTOBRE! VIVA LENIN!

 

Linea Rossa Genova (già) del Partito Comunista d’Italia (m-l)

 

Genova, 7 Novembre 2007

 

 

"Al lavoro per l'organizzazione, l'organizzazione e l'organizzazione! Ad
onta di tutte le prove l'avvenire è nostro!" (Lenin, 1918)

 

 

 

 

6 novembre 2007
Stamattina, intorno alle 7.25, si è spento Enzo Biagi. Aveva 87 anni.
Adesso ci sarà una grande rincorsa su chi riuscirà a inviare le condoglianze e i necrologi più commoventi e strappalacrime.
La solita
"pelosa pietas ipocrita e italiana".

Dov'erano quei politici, giornalisti e italiani, mentre Enzo Biagi subiva cinque anni di abusi, censure e violenze?
Adesso scrivono i "coccodrilli" ... gli ipocriti!
Buon riposo SIGNOR Biagi

 

 

 

Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato

 
Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato
La storia di Peppino Impastato, un giovane siciliano che si è speso in prima persona per combattere la mafia, protagonista dello spettacolo "Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato", un'opera che tratta i giorni della sua vita, il suo impegno politico e sociale, la dicotomia tra eroe e cittadino, martire della lotta contro le mafie.
Lo spettacolo nasce dallo studio e la lettura di documenti, interviste e poesie scritte proprio da Peppino, un modo per testimoniare l'accaduto, ricostruire chi era Peppino, dichiarare una volta ancora cosa è realmente successo quel 9 Maggio 1978 e chi furono i mandanti dell'omicidio. Lo spettacolo "Speranze: un grido di lotta a trent'anni dalla morte di Peppino Impastato" è un'opera intensa, commovente, capace di far toccare la profondità dell'evento messo in scena.
E' un monologo musicato: tre musicisti, basso, violino, chitarra e voce, ed un attore, che prendono per mano il pubblico e lo accompagnano all'interno di una storia lontana 30 anni, ma mai dimenticata.


Visita il sito: www.acmos.net
Visita il sito: www.libera.it

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Una Scelta di Vita : Giorgio Amendola
il 21 novembre ricorre il centenario della nascita di un grande Comunista
In occasione della rilettura di due libri eccellenti di Amendola, Una scelta di Vita e Un’ Isola, mi piace riproporre la biografia di questo grande comunista.
« Non aveva neppure vent’anni quando il padre — dal 1919 deputato di Salerno vicino alle posizioni di Francesco Saverio Nitti — mori il 7 aprile 1926 in una clinica di Cannes per le conseguenze di un’ aggressione fascista di cui era stato oggetto nel luglio del ’25. continua

 

 

 

 


32 anni dall'assassinio di Piero Bruno
Il 22 novembre 1975, durante una manifestazione a sostegno della lotta del popolo angolano, Piero, sostengono gli abitanti della zona che videro tutto dalle finestre e testimoniarono, veniva colpito prima alla schiena e poi quando era a terra ferito. La sentenza fu la stessa di tante oscure vicende analoghe nella storia della nostra Repubblica : archiviazione ! Ma noi non vogliamo dimenticare.

 

 

 

 

 

 

Disarmiamo la Storia

 
Disarmiamo la Storia Non un filmato sulla PACE, ma alcune piste e testimonianze per riflettere, discutere, approfondire, decidere... e fare...

Armi - Società Civile - Informazione - Europa e Onu - Proposte di Pace

Interviste e immagini raccolte alla manifestazione nazionale "Arena di Pace" - Verona, 1 giugno 2003 e al seminario organizzato da Beati i Construttori di Pace "Per un futuro senz'armi" - Padova, 6-9 agosto 2003

Gianfranco Benzi - Antonio Dall'Olio - Carlo Gubitosa - Alex Zanotelli - Massimo Toschi - Sabina Siniscalchi - Savino Pezzotta - Antonio Papisca - Nancy Bailey - Luisa Morgantini - Lidia Menapace - Daniele Lugli - Tino Bedin - Lisa Clark - Ferdinando Pellegrini - Achille Lodovisi

Visita il sito: www.beati.org

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Maria Cervi racconta la sua casa e la sua famiglia

 
Maria Cervi è morta l'11 giugno 2007, dopo aver dedicato la sua vita a testimoniare la storia tragica ed esemplare della sua famiglia e a sostenere, insegnare e divulgare i principi antifascisti e il valore della memoria, della democrazia e della libertà di pensiero.

Maria Cervi ci guida nel Museo "Casa Cervi" a Gattatico, ambientato nella casa in cui lei visse 28 anni.
Accompagnandoci attraverso le stanze dell'edificio racconta la storia della sua grande famiglia di contadini autodidatti progressisti e innovatori sia nell'agricoltura che nella società, antifascisti e resistenti.
La sera del 25 novembre 1943 i fascisti arrestarono Alcide Cervi, nonno di Maria, con i suoi sette figli, tra i quali Antenore, padre di Maria. Il 28 dicembre dello stesso anno i fascisti fucilarono i sette fratelli senza neppure informare i familiari. Maria, che aveva nove anni, ricorda molto bene quei giorni tragici e anche le difficoltà del periodo successivo, in cui i suoi nonni Alcide e Genoveffa insieme alle nuore portarono avanti la famiglia mantenendo sempre il senso della giustizia e della libertà, continuando a lavorare nella loro casa e resistendo a chi avrebbe voluto allontanarli e far dimenticare la strage.
Maria è capace di trasmetterci lo spirito positivo della Famiglia Cervi e di farci capire l'inutilità delle guerre.

Cortesia di Sergio Gibellini

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Nel Suo Nome - Versione completa

 
Nel Suo Nome - Versione completa Nel Suo Nome - Versione completa Nel Suo Nome - Versione completa
Scritto e interpretato da Marco Cortesi
"Ci ammazziamo come cani perchè crediamo in Qualcosa di diverso, ma questo maledetto Inferno resta uguale per tutti" - Tadija Mrkonijc - sopravvissuto - Sarajevo '92

Un film-documentario per raccontare il dramma di una delle guerre più crudeli che siano mai state combattute dall'uomo: Ex-Jugoslavia 1991-1995. Tre popoli e tre religioni, gli uni contro gli altri, nel nome del proprio Dio.
Un film per non dimenticare quello che a distanza di soli 10 anni potrebbe accadere di nuovo.
"Nel Suo Nome" è il racconto di una storia vera.

"Emozionante e Bellissimo" - Il Resto del Carlino

"Picchiano con il calcio del fucile alla nostra porta. C'è un uomo alto, senza capelli con la barba grigia ed una fascia verde al braccio. Dietro di lui due ragazzi giovani, armati. Guarda me, guarda i miei bambini. Poi sorride. "Fuori. Per favore. " I miei bambini cominciano a piangere. "Andrà tutto bene... andrà tutto bene" continuo a ripetere loro. Ma Dio solo sa cosa ci attendeva oltre la porta."

"Nel Suo Nome" sostiene Amnesty International - www.amnesty.it
Visita il sito del film: www.marco-cortesi.com

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Chavez accusa la  Spagna di Aznar

                                                         Documentario su come il re Juan Carlos ha accumulato la sua fortuna

 

 Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Reggio 14 - 10153 Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana:
 
Movimento Comunista Internazionale

 - La grande manifestazione del 7 novembre a Mosca (video)
 - Dal Vietnam: L'attualità della Rivoluzione di Ottobre
 - Minsk: Il P.C. portoghese all'Incontro Internazionale
 
Unità dei comunisti

 - Contro l'omologazione e la liquidazione dei comunisti
 
Mondo multipolare

 - L'alleanza tra Brasile e Venezuela corrisponde agli interessi nazionali
 - La Nato e l'incubo di Brzezinski
 
Europa - politica e società

 - ONG: dall'aiuto alla collaborazione
 
Afghanistan

 - Conferenza della sinistra afgana
 - La tragedia afgana censurata dai media
 
Birmania Myanmar

 - Birmania: la sollecitudine interessata degli Stati Uniti
 
Bolivia

 - Evo Morales in visita in Italia
 
Colombia

 - FARC-EP: La morte eroica di Martín Caballero
 
Cuba

 - La guerra contro Cuba (video)
 - Prensa-latina al 10-11-07
 
Pakistan

 - Washington rimescola le carte
 
Sudafrica

 - La resistenza del P.C. Sudafricano (SACP) contro il governo neoliberale
 
Turchia

 - Il vero nemico dei Turchi e dei Kurdi si trova a Washington
 
Venezuela

 - Il P.C.V. in difesa della rivoluzione e per il socialismo
 
Italia - politica e società

 - Un ragazzo è stato ucciso dalla polizia. Adesso siate coraggiosi
 - Arginare la deriva delle curve
 
Lavoro

 - 9 novembre: sciopero generale del sindacalismo di base
 - La svolta moderata danneggia la CGIL
 - Comunicato Stampa della FIOM Fincantieri
 
Scuola

 - Decreto Fioroni: più confusione che riparazione
 
Appuntamenti

 - Bologna 17/11/07 - Forum sul revisionismo e negazionismo storiografico
 
www.resistenze.org
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Per comunicazioni, commenti, collaborazione e contatti scrivere a posta@resistenze.org

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Base U.S.A.F. di Aviano. Secondo incidente aereo causato da velivolo statunitense in poche settimane

Comunicato stampa della Rete nazionale Disarmiamoli!

8 novembre 2007 – Al momento si contano cinque morti e sei feriti nell’incidente causato da un elicottero militare USA precipitato nella campagna trevigiana, vicino al fiume Piave a poche centinaia di metri dal comune di Santa Lucia del Piave. In pratica a 200 metri dall’autostrada A27. Era un elicottero Black Hawk UH60 adibito per il trasporto di truppe.

Il velivolo era decollato dalla base militare Usa di Aviano, per un sorvolo di addestramento sull’area. A bordo undici militari americani di stanza nella base Usaf. Per permettere un intervento più veloce dei mezzi di soccorso, è stata bloccata l’autostrada A27 nel tratto più vicino al punto dove è precipitato l’elicottero. Sette gli elicotteri dei soccorsi atterrati sul ponte dell’autostrada per trasferire sulle ambulanze morti e feriti, trasportati poi negli ospedali di Treviso e Conegliano.

Sono passati solo 51 giorni da quando un F16 USA, decollato sempre dalla base di Aviano, precipitando ha sfiorato le abitazioni di Fusine e Soramaè, piccole frazioni di Zoldo Alto, in provincia di Belluno, per poi disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi dei residenti, in un bosco vicino.

Dell’F16 caduto il 19 settembre scorso la stampa nazionale si occupò pochissimo. Nessun morto, pochi danni, a parte la perdita di un aereo con il costo del quale si potrebbero gestire per più anni l’amministrazione di uno dei Comuni “sfiorati”.

I 5 ( o forse molti di più) morti e la vicinanza all’A27 dei resti dell’Hawk UH60 costringono al momento la stampa nazionale a parlare del disastro aereo di questa mattina.

Impressionante il movimento di mezzi aerei per portare in salvo i feriti e via le salme statunitensi.

Un solo elicottero, in molti casi, salverebbe la vita di tanti automobilisti, che a migliaia periscono ogni anno sulle nostre autostrade.

Quale autorità italiana - e perché - concede a velivoli così potenti e pericolosi di volare sulle teste degli abitanti di Belluno e Treviso? Quanti aerei, elicotteri ed altri velivoli a stelle e strisce scorrazzano quotidianamente in lungo e largo per la penisola? Oltre alle truppe, cosa trasportano questi velivoli di tanto prezioso da bloccare, come nel caso di questa mattina,  una autostrada ed un area di chilometri di perimetro? Se l’F16 o l’Hawk UH60 fossero precipitati in un centro abitato quanti morti avremmo dovuto contare?

Tante domande, nessuna risposta. Da oltre 60 anni.

I “liberatori” - coscienti della loro totale impunità giuridica e penale - dispongono dei nostri territori e delle nostre vite a loro piacimento, come nel caso della strage al Cermis e di tanti altri omicidi, stupri, sevizie, torture, sequestri, trame nere e stragi nei porti, nelle stazioni  e nelle piazze di questo nostro povero paese, alla mercè del colosso statunitense a causa di governi proni e succubi, di cui l’attuale è fulgido esempio, come dimostra il placet alla base al Dal Molin, il silenzio sul sequestro di Abu Omar e sull’omicidio Calipari, i finanziamenti per la costruzione degli F35 USA a Cameri, l’accordo per lo scudo antimissilistico. Potremmo riempire pagine e pagine di simili esempi, a descrivere una subalternità umiliante ed insopportabile.

Contro la criminale arroganza USA e il vergognoso comportamento dei governi italiani l’unica strada è quella indicata dai cittadini di Vicenza e dalle lotte dei tanti comitati che in tutta Italia si battono per chiudere per sempre le basi della morte.

 

La Rete nazionale Disarmiamoli!

 

Giovedì, 8 novembre 2007

 

www.disarmiamoli.org  info@disarmiamoli.org

 

Lavoriamo uniti perché gli F16 U.S.A. non si alzino più in volo sui cieli di Aviano.

 

21.09.2007 - Comunicato della Rete nazionale Disarmiamoli!

 

Un F16 decollato dalla base di Aviano, precipitando, ha sfiorato le abitazioni di Fusine e Soramaè, piccole frazioni di Zoldo Alto, in provincia di Belluno, per poi disintegrarsi, sotto gli occhi sbalorditi dei residenti, in un bosco vicino.

 

Ancora una volta si è sfiorata una strage, come quella del Cermis che il 3 febbraio 1998 costò la vita a 20 ignari sciatori. Ancora una volta i nostri cieli violati da un sistema bellico infernale, in procinto di scatenare nuove e devastanti guerre contro l’Iran, la Siria, il Libano.

 

Il movimento italiano contro le basi militari USA/ NATO ha intrapreso in questi anni un percorso di coordinamento nazionale con l’obiettivo di rendere più efficace la sua azione.

La lotta di Vicenza contro la base al Dal Molin, quella di Novara contro la costruzione degli F35, la resistenza dei tanti comitati presenti sui territori occupati dagli insediamenti militari sono il tessuto connettivo di questo coordinamento, intersecatosi naturalmente con il più generale movimento NoWar, espressosi in forme chiare ed indipendenti lo scorso 9 giugno a Roma contro Bush e le politiche belliciste del governo Prodi.

 

Da questo processo di unificazione sono emerse in questi mesi proposte di mobilitazione costante sui territori, in grado di sostanziare una linea condivisa di resistenza attiva alle basi della guerra.

La Legge di iniziativa popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari presentata in Corte di Cassazione il 19 settembre va in questa direzione, indicando un percorso concreto di consultazione di massa su questa oppressiva e pericolosissima presenza, che devasta ampie fette del nostro territorio nazionale.

 

Chiamiamo tutto il movimento contro la guerra italiano a far proprio questo percorso di consultazione, costruendo in ogni città Comitati Promotori che scendano in piazza, tra la gente, a raccogliere le 50.000 firme necessarie per imporre di nuovo nell’agenda politica nazionale la questione dirimente dell’allontanamento delle basi USA/NATO dai nostri territori.

La Rete nazionale Disarmiamoli!

 

www.disarmiamoli.org  info@disarmiamoli.org  3381028120

 

                  

 

Redtshirt

"Con Rita Montalcini
contro ogni forma di violenza fascista. Solo parole, nessun vero aiuto. Vergognamoci!"

                                          Straordinario:" gallerie/cronaca/disegni-rastrellamenti"

*EPIGRAFE PER UN GIUSTIZIATO*    -     Quando calpesterai quel ciuffo di ortiche che io fui in un altro secolo, in una storia che ti parrà antica, sappi che io ero innocente e che, come te, quel giorno, avevo un viso solcato dalla collera, dalla pietà e dalla gioia; un viso d'uomo, semplicemente.     (anonimo, internato ad Auschwitz)

 

 

 
 

 

 

 

                                tornano i fascisti !

                      Pdci: «Aggressione neofascista» a Genova Brignole {leggi qui)

                                  
Il comunicato dell'A.N.P.I.

             
l'antifascimo é sempre attuale: Alo' Salo' alala' di Antonio Tabucchi

 

 

                                                    Guerra popolare in Perù

 

 

 

 

 

   Socialismo        marxismo socialismo      Para el Comandante

 

 

 

                        

 

  Hasta siempre      Carlos Puebla - Hasta siempre  Che GUEVARA

 

 

 

        

 

  40º Aniversario de la muerte del Che       HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !!!

 

 

                     

 

   hasta siempre comandante    Duscurso Che Guevara a los estudiantes

  hasta siempre comandante ernesto che guevara
 

Onore al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.

Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della Resistenza. Comunista per sempre

 

 

  a tribute to CHE    Hasta Siempre - Comandante Che Guevara

 

 

 

 

                                

 


Si e' spento, all'eta' di 81 anni, Giuliano Gramsci. Il figlio di Antonio viveva a Mosca. L'articolo di Rinascita

 

     Che Guevara        Hasta la victoria siempre        Hasta Siempre!                                                                     

 

      Hasta la victoria siempre!

  Hasta Siempre Comandante !  El comandante Che Guevara

 

                                                             

                                                              

 

A tutti i compagni e le compagne: non dimentichiamo mai la nostra storia.

Il 9 ottobre del 1967 veniva assassinato il comandante Ernesto Che Guevara. Il modo migliore di rendere vivo il suo esempio non è quello di rinchiuderlo in schermi pregiudizievoli né accarezzare solo la sua immagine così come recepita dall’immaginario collettivo giovani­le, che pure va alimentata con la giusta coscienza, quella di classe; ma individuare nella sua analisi e nella sua azione una corretta prassi per le trasformazioni rivoluzionarie dei nostri tempi. Così ci pare che possa essere continuato il sentiero tracciato da questo grande comunista del ‘900, che nessun Barrientos potrà avere la pretesa di fermare in una qualsiasi ‘Quebrada del Yuro’ del mondo.

Hasta la victoria, siempre,

Ferdinando & Luciano

 

El socialismo del siglo 21    Che Guevara  ERNESTO GUEVARA,

 

 

 

                                

L'8 ottobre 1967 Ernesto Che Guevara de La Serna veniva ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano, nella provincia di Vallegrande. Il giorno successivo, il 9 ottobre, fu ucciso nella scuola del villaggio. Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato solo nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara de Cuba. L’assassino del Che risponde al nome di Mario Teran, sergente dell’esercito scelto a sorte tra alcuni volontari. A Mario Teran i medici cubani hanno restituito poco tempo fa la vista. In questo modo il Che ha vinto sul suo, sui suoi assassini, dimostrando che l’impegno per un mondo più giusto e migliore non è una chimera ma può essere realtà. Ci tornano in mente le ultime parole del Che al suo uccisore: «So che sei qui per uccidermi. Spara dunque, codardo, stai solo uccidendo un uomo». Un uomo che ha cambiato la storia ed i destini di tante persone, un uomo che ha gettato semi che ancor oggi danno in tante parti del mondo i frutti della giustizia e dell’umanità.

                                   

40 AÑOS ¡POR SIEMPRE CHE!  Documental Ernesto Guevara

 

                   40° anniversario della morte del comandante Che Guevara

 

Il 9 ottobre del 1967, a La Higuera in Bolivia, venne assassinato il comandante rivoluzionario Ernesto “Che” Guevara, per mano delle forze repressive boliviane del dittatore locale Barrientos spalleggiate dalle forze speciali nordamericane. In questo modo la dittatura pensava di seppellire, insieme al “Guerrillero Heroico” anche il suo esempio, il suo patrimonio ideale ed il suo insegnamento.

I detrattori del Che e in generale delle idee di riscatto liquidano il Comandante Guevara definendolo nel migliore dei casi come un avventuriero, ma il suo insegnamento non è certo schematizzabile in una definizione. Fu uomo di grande cultura e di molteplici interessi, di enorme capacità critica e di assoluta coerenza morale, ed il suo lascito parla della costruzione di un Uomo Nuovo, di una nuova coscienza civile e sociale senza la quale la dimensione rivoluzionaria non si può realizzare. Senza l’acquisizione di nuovi modi di intendere la società, non vi è eguaglianza, né solidarietà che possano tenere.

Per il suo portato culturale e teorico che non si limita all'analisi economica o delle tattiche di combattimento, Guevara somiglia molto da vicino al nostro Antonio Gramsci, molto più che a dirigenti rivoluzionari solo teorici o solo combattenti.

Per questo, l’iniziativa dei giovani della FGCI, l’organizzazione che riunisce i giovani del PdCI, è quanto mai opportuna, non solo per celebrare degnamente il 40° anniversario dell’omicidio del grande rivoluzionario, senza cedimenti all’iconografia e alla commemorazione scontata dei decennali. Essa è davvero preziosa perché tratta del tema che rende attuale la figura del dirigente assassinato, riportando la riflessione politica ai valori ed alle analisi necessari a costruire una società più giusta e avanzata, sottraendo quella riflessione ai condizionamenti del tatticismo e del personalismo carrieristico che oggi imprigiona e offende la politica.

Non vi sono dubbi che, comunque la si pensi, questo metodo è l’unico in grado di ridare un senso alla politica, recuperando valori come lo studio, la partecipazione, l’impegno diretto e responsabile come reale e concreta risposta alla crisi del sistema democratico del nostro e di molti paesi.

 

Aniversario Che guevara  la muerte de el che guevara 

 

 

9 ottobre 1967 - 9 ottobre 2007

 

Vecchia Maria

Vecchia Maria, stai per morire,
voglio dirti qualcosa di serio:
La tua vita è stata un rosario completo di agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute e denaro,
soltanto la fame da dividere coi tuoi;
voglio parlare della tua speranza,
delle tre diverse speranze
costruite da tua figlia senza sapere come.

Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo.
Strofina i tuoi calli duri e le pure nocche
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.

Ascolta, nonna proletaria:
credi nell'uomo che sta per arrivare,
credi nel futuro che non vedrai.

Non pregare il dio inclemente
che per tutta una vita ha deluso la tua speranza.
E non chiedere clemenza alla morte
per veder crescere le tue grigie carezze;
i cieli sono sordi e sei dominata dal buio,
su tutto avrai una rossa vendetta,
lo giuro sull'esatta dimensione dei miei ideali
tutti i tuoi nipoti vivranno l'aurora,
muori in pace, vecchia combattente.

Stai per morire, vecchia Maria;
trenta progetti di sudario
ti diranno addio con lo sguardo
il giorno che te ne andrai.

Stai per morire, vecchia Maria,
rimarranno mute le pareti della sala
quando la morte si unirà all'asma
e consumerà il suo amore nella tua gola.

Queste tre carezze fuse nel bronzo
(l'unica luce che rischiara la tua notte)
questi tre nipoti vestiti di fame,
sogneranno le nocche delle tue vecchie dita
in cui sempre trovavano un sorriso.
Questo sarà tutto, vecchia Maria.

La tua vita è stata un rosario di magre agonie,
non hai avuto amore d'uomo, salute, allegria,
soltanto la fame da dividere coi tuoi.

E' stata triste la tua vita, vecchia Maria.
Quando l'annuncio dell'eterno riposo
velerà di dolore le tue pupille,
quando le tue mani di sguattera perpetua
riceveranno l'ultima, ingenua carezza,
penserai a loro... e piangerai,
povera vecchia Maria.
No, non lo fare!

Non pregare il dio indolente che per tutta una vita
ha deluso la tua speranza
e non domandare clemenza alla morte,
la tua vita ha portato l'orribile vestito della fame
e ora, vestita di asma, volge alla fine.

Ma voglio annunciarti,
con la voce bassa e virile delle speranze,
la più rossa e virile delle vendette,
voglio giurarlo sull'esatta
dimensione dei miei ideali.

Prendi questa mano di uomo che sembra di bambino
tra le tue, levigate dal sapone giallo,
strofina i tuoi calli duri e le nocche pure
contro la morbida vergogna delle mie mani di medico.

Riposa in pace, vecchia Maria,
riposa in pace, vecchia combattente,
i tuoi nipoti vivranno nell'aurora,

LO GIURO

 

Ernesto Che Guevara

 

Vieja Maria

Dedicata da Ernesto Guevara de la Serna  

               a una vecchia messicana incontrata nell'Ospedale Generale di Città del Messico nel dicembre 1954  

 

  Ernesto Guevara  Ernesto "Che" Guevara "Hasta la victoria siempre"

 

 

 

 

 

 

     

 

 

Comandante Che Guevara      Comandante Che Guevara 

 

 

 
          

 


 

tornano i fascisti !
aggressione squadrista a Villa Ada a Roma
Oltre 100 appartenenti a Forza nuova hanno fatto irruzione, alla fine di un concerto, a Villa Ada a Roma. Spranghe, bastoni, slogans farneticanti. Un'aggressione vile ed aberrante da non sottovalutare, che riporta ai tempi bui della strategia della tensione !
Il comunicato dell'A.N.P.I.

l'antifascimo é sempre attuale: Alo' Salo' alala' di Antonio Tabucchi
Archivio aggressioni fasciste nel 2006 in Italia



                            

 

 

 

ILYA KURIAKHIN PRESENTA

"IL COMPAGNO VELTRONI"

DOSSIER SUL PIU' ABILE AGENTE DELLA CIA

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Dopo il dossier Mitrokhin, dagli archivi dello spionaggio internazionale arriva il dossier Kuriakhin, con una rivelazione sensazionale: Walter Veltroni fin da ragazzo è stato reclutato dalla CIA per infiltrarsi nel PCI e conquistarne la leadership. Secondo Kuriakhin solo così si spiegano le abissali differenze tra quanto afferma oggi e quanto sosteneva in passato.

Tra il gioco della satira politica e il rigore del saggio documentato, il dossier Kuriakhin ci porta a una domanda cruciale: chi è il compagno Veltroni? Il suo è un fantastico caso di spionaggio oppure un esempio insuperabile di trasformismo?

Sotto lo pseudonimo di Ilya Kuriakhin si nasconde in realtà un giornalista che ha militato a lungo nel PCI e che conosce bene, dall’interno, le vicende di quel partito.
 
http://www.linearossage.it/dossier/dossier_kuriakhin.htm

Ilya Kuriakhin, Il Compagno Veltroni - Dossier sul più abile agente della CIA

 

 

                        


 

 

L'11 settembre e' anche l'anniversario del golpe fascista in Cile,
voluto e organizzato dalla CIA.
Non c'e' futuro senza memoria !

    

 

         

PARATA MILITARE? NO GRAZIE!

PARATA MILITARE? NO GRAZIE!

Roma, 2 giugno 2004

2 GIUGNO: FESTA DELLA REPUBBLICA, NON DELLE FORZE ARMATE

Consultate le pagine con le foto e i racconti delle iniziative organizzate dalla società civile, nel corso degli anni, per esprimere il proprio dissenso verso l'ennesima celebrazione della Festa della Repubblica imposta all'insegna dell'esaltazione delle Forze Armate, scelta che appare ancor più grave ed inaccettabile nel momento in cui la presenza militare in Iraq ha dimostrato il suo volto di morte, tortura e distruzione, oltre che la sua ineluttabilità nel rafforzare il terrorismo e gli estremismi e nell'allontanare la possibilità della Pace.

 

   

 Wikipedia: il Vaticano e la Cia modificano voci imbarazzanti

«L’ultima volta che sono venuto in Italia, 18 anni fa, accendendo la televisione ho pensato: “che bello che ci sia una tv con programmi e dibattiti interessanti”. Poi l’ho accesa ieri sera... che cosa è successo qui? Mi sembrava di stare negli Stati Uniti. State attenti perché se alla gente invece di informazione si dà solo bla bla bla, il cervello diventa una pappetta»

Michael Moore, Ansa 24 agosto

                                                                        Uranio impoverito

                                                   

Invitiamo tutti i lettori a visitare il sito internet della senatrice Franca Rame e fare una sottoscrizione per cercare di intervenire in tempi brevi in aiuto delle famiglie devastate dalla perdita di un congiunto o dalla malattia contratta al rientro di una missione. Dopo 45 morti e 513 malati ma soprattutto, dopo i silenzi e gli imbarazzi dei Ministri della Difesa che si sono succeduti negli ultimi anni e degli Stati Maggiori, è il minimo sindacale.

 

                                            Antonio Gramsci                        Logo CNB

 

11 SETTEMBRE 2007
 
11 SETTEMBRE 1973 L'ultimo discorso del presidente cileno da Radio Magallanes
 
A 34 ANNI DAL GOLPE FASCISTA IN CILE ONORIAMO LA MEMORIA DEL COMPAGNO SALVADOR ALLENDE
 

Il testamento di Salvador Allende
 

“La storia è nostra e la fanno i popoli”; perché è troppo vero, è troppo bello, è troppo giusto ed opportuno.”Pagherò con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa patria. Cadrà la vergogna su coloro che hanno disatteso i propri impegni, venendo meno alla propria parola, rotto la disciplina delle Forze Armate. Il popolo deve stare all’erta, vigilare, non deve lasciarsi provocare, né massacrare, ma deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto a costruire con il proprio lavoro una vita degna e migliore. Una parola per quelli che, autoproclamandosi democratici, hanno istigato questa rivolta, per quelli che, definendosi rappresentanti del popolo, hanno tramato in modo stolto e losco per rendere possibile questo passo che spinge il Cile nel baratro. In nome dei più sacri interessi del popolo, in nome della patria vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma né con la repressione né con il crimine; questa è una tappa che sarà superata, è un momento duro e difficile. E’ possibile che ci schiaccino, ma il domani sarà del popolo, sarà dei lavoratori. L’umanità avanza per la conquista di una vita migliore. Compatrioti: è possibile che facciano tacere la radio, e mi accomiato da voi. In questo momento stanno passando gli aerei. E’ possibile che sparino su di noi. Ma sappiate che siamo qui, per lo meno con questo esempio, per mostrare che in questo paese ci sono uomini che compiono la loro funzione fino in fondo. Io lo farò per mandato del popolo e con la volontà cosciente di un presidente consapevole della dignità dell’incarico. Forse questa sarà l’ultima opportunità che avrò per rivolgermi a voi. Le Forze Aeree hanno bombardato le antenne di radio Portales e di radio Corporacion. Le mie parole non sono amare ma deluse; esse saranno il castigo morale per quelli che hanno tradito il giuramento che fecero. Soldati del Cile, comandanti in capo e associati - all’ammiraglio Merino - il generale Mendoza, generale meschino che solo ieri aveva dichiarato la sua solidarietà e lealtà al governo, si è nominato comandante generale dei Carabineros. Di fronte a questi eventi posso solo dire ai lavoratori: io non rinuncerò. Collocato in un passaggio storico pagherò con la mia vita la lealtà del popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che consegnammo alla coscienza degna di migliaia e migliaia di cileni non potrà essere distrutto definitivamente. Hanno la forza, potranno asservirci, ma non si arrestano i processi sociali, né con il crimine, né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli. Lavoratori della mia patria, voglio ringraziarvi per la lealtà che sempre avete avuto, la fiducia che avete riposto in un uomo che é stato soltanto interprete di grande desiderio di giustizia, che giurò che avrebbe rispettato la costituzione e la legge, così come in realtà ha fatto. In questo momento finale, l’ultimo nel quale io possa rivolgermi a voi, spero che sia chiara la lezione. Il capitale straniero, l’imperialismo, insieme alla reazione ha creato il clima perché le Forze Armate rompessero la loro tradizione: quella che mostrò Schneider e che avrebbe riaffermato il comandante Araya, vittima di quel settore che oggi starà nelle proprie case sperando di poter conquistare il potere con mano straniera a difendere le proprietà e i privilegi. Mi rivolgo, soprattutto, alla semplice donna della nostra terra: alla contadina che ha creduto in noi; all’operaia che ha lavorato di più, alla madre che ha sempre curato i propri figli. Mi rivolgo ai professionisti della patria, ai professionisti patrioti, a coloro che da giorni stanno lavorando contro la rivolta auspicata dagli ordini professionali, ordini di classe che solo vogliono difendere i vantaggi di una società capitalista. Mi rivolgo alla gioventù, a quelli che hanno cantato la loro allegria e il loro spirito di lotta. Mi rivolgo all’uomo del Cile, all’operaio, al contadino, all’intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perché nel nostro paese il fascismo è già presente da tempo negli attentati terroristici, facendo saltare ponti, interrompendo le vie ferroviarie, distruggendo oleodotti e gasdotti. Di fronte al silenzio di quelli che avevano l’obbligo di intervenire, la storia li giudicherà. Sicuramente radio Magallanes sarà fatta tacere e il suono tranquillo della mia voce non vi giungerà. Non importa, continuerete ad ascoltarmi. Sarò sempre vicino a voi, per lo meno il ricordo che avrete di me sarà quello di un uomo degno che fu leale con la patria. Il popolo deve difendersi ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi sterminare e non deve farsi umiliare. Lavoratori della mia patria: ho fiducia nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno il momento grigio ed amaro in cui il tradimento vuole imporsi. Andate avanti sapendo che, molto presto, si apriranno grandi viali attraverso cui passerà l’uomo libero, per costruire una società migliore. Viva il Cile, viva il popolo, viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole, ho la certezza che il sacrificio non sarà vano. Ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una punizione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.

http://www.linearossage.it/cile_11_09_1973/cile_11_09_73_allende.htm

 

Onore al compagno Giovanni Pesce,
scomparso il 27 luglio.

Combattente antifascista in Spagna e Medaglia d'Oro della Resistenza. Comunista per sempre
.

 

 

23 agosto 1927 - 23 agosto 2007 80 anni per Sacco e Vanzetti

 Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti Nicola disse : "Signor giudice, so bene perche' sono qui : perche' gli oppressori devono ammazzare gli oppressi per restare superiori. Faccia come le pare, signor giudice".
Il giudice lo fece. Il 23 agosto di 80 anni or sono fu eseguita la condanna a morte di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti.


Due "dego ", come chiamavano con disprezzo gli immigrati italiani, che per andare a morire in America (uno calzolaio e l'altro pescivendolo) avevano fatto un lunghissimo viaggio. Il primo dalla Puglia, il secondo dal Piemonte, sbarcati a soli 17 anni nella Boston del 1908.
Due extra-americani andati ad infettare, con le loro abitudini, la loro religione e le loro pericolose idee anarchiche, una nazione che aveva solo bisogno di molte braccia a poco prezzo e per questo ne aveva paura. Intorno a quei due "poveracci" si scateno' la furia e la paranoia del "pericolo rosso" da parte della societa' "civile".
Non bastarono alibi meticolosamente provati e decine di testimoni a favore. Paradossalmente l'avvocato commise un errore fatale. Proprio l'aver trasformato il processo in un processo politico, invocando la solidarieta' del mondo, di tutte le sinistre, degli intellettuali, un'ondata di sdegno internazionale, proprio tutto questo servi' invece ad incutere nel giudice e nella giuria un convincimento che a tutt'oggi non e' mai svanito : che il calzolaio e il pescivendolo erano la minaccia rossa che avrebbe scardinato e divorato il sogno americano. E che per questo andavano eliminati, anche se innocenti.

 

 

           

 

Ricordo di Maria Cervi

Abbiamo appreso con commozione (anche se i giornali non ne hanno parlato
degnamente) della scomparsa di Maria Cervi. Nessuno di noi vivrà in eterno,
e tuttavia chi, come Maria spende la propria esistenza per la società in cui
vive, lascia una eredità ed una impronta che non può essere cancellata.
In questo travagliato momento della nostra storia, in cui troppe
manifestazioni ed atti dimostrano con violenza che la belva fascista non è
affatto soppressa, che il suo veleno continua ad inquinare la civiltà
democratica del nostro popolo per molti versi disorientato, più necessaria
sarebbe stata la presenza di Maria Cervi a continuare la lotta per
l'affermazione dei valori per cui i suoi familiari sono stati ferocemente
assassinati.
 
Per questo ci mancherà, e ci sentiamo chiamati ancor più all'impegno per
continuarne per quanto sappiamo e possiamo il cammino seguendone l'esempio.
 
Le siamo fraternamente grati per quanto ha fatto per tutti noi, e per i
figli che abbiamo messo al mondo.

Siamo vicini ai suoi familiari, ai suoi compagni più cari, a chi ne ha
condiviso battaglie e sacrifici

ISTITUTO  CERVI   part.gif (12146 byte)

 

Istruzioni per cambiare il mondo...Il Subcomandante Marcos racconta... Leggi qui

Appello contro la guerra           censurati.it: l'informazione tradita! 

 

 

 

 

 

BBC: il Vaticano protegge i suoi preti pedofili
qui il documentario integrale di denuncia della BBC che la RAI ha trasmesso il 31-5 a "annozero". Santoro ha fatto (dovuto fare ?) il Ponzio Pilato

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Le mani del vaticano grondano di sangue
Al monarca vaticano, altresi' conosciuto come papa, manca solo la riproposizione dei roghi per tornare al suo agognato medio evo. Il Vaticano del resto e' abituato al genocidio che pratica da secoli. Con i i roghi dell'inquisizione, ma anche con la pulizia etnica del 1492 operata in quella che doveva diventare la cattolicissima Spagna, nella costituzione dei ghetti e del marchio giallo per gli ebrei, in Roma e in tutti gli stati cattolici (a proposito di antisemitismo vaticano, vogliamo dimenticare il sedicente "pio", protettore dei nazisti ?), con l'abbraccio di Paolo VI a Pinochet, con il rifiuto diel papa polacco di abbracciare il prete ministro nel nicaragua libero, e poi da ultimo - last but not least - il genocidio di africani con il papa polacco a proibire preservativi contro l'aids.
Insomma una lunghissima striscia di sangue.
_____________________________________________________

 

 

   

  Hasta la victoria siempre!

 

 

 

IN RICORDO DI MARIO DE MURTAS 

A cinque anni dalla scomparsa di Mario De Murtas, l’Associazione della stampa sarda e l’Ordine regionale dei giornalisti promuovono una giornata-ricordo. La manifestazione si svolgerà sabato 19 maggio, dalle 10.30 alle 12.30, a Sassari, nella sala grande della Camera di commercio, in via Roma 74. L’obiettivo non è soltanto parlare dell’attività professionale e dell’esperienza politica e umana di Mario De Murtas, per che quasi 25 anni ha lavorato nella redazione della «Nuova Sardegna» e dal Sessantotto è stato un impegnato militante della Sinistra (lui stesso si definiva «comunista bordighista»). (leggi)

 

Terrorismo i vuoti della memoria storica

Comunisti e Sinistre dopo lo scioglimento dei Ds

Riconoscere il valore civile delle coppie di fatto

  

Entra nel

Partito d'Azione Comunista...

Per organizzare il dissenso e l'iniziativa politica e sociale, fuori e contro i due Poli borghesi dominanti! - Per l'unità d'azione di tutti i comunisti! - Contro la globalizzazione capitalistica ed il nuovo ordine imperiale!

           

 
 
 
 
 
 

evi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!     Proletari di tutti i paesi unitevi!

       1917-2007:                       
90 anni di spinta propulsiva
   


                                                         la storia della rivoluzione d'ottobre
 

Manifestazione comunista nella ex-URSS

Manifestazione comunista in Albania (sintesi)

URSS - Grande Guerra Patriottica - Armata Rossa

URSS - 2° Guerra mondiale - Armata Rossa - Berlino 1945

URSS - Grande Guerra Patriottica - Il nazismo è sconfitto a Stalingrado

URSS - Grande Guerra Patriottica- Soviet war effort

URSS - Grande Guerra Patriottica - Stalingrado - Novembre 1942

URSS - Grande Guerra Patriottica - Stalingrado l’assalto finale

URSS - Grande Guerra Patriottica - La battaglia di Russia (sintesi- 1943


LINEA ROSSA ONORA I GRANDI

MAESTRI DI COMUNISMO

                              
       

Karl Marx

 

Uno spettro s'aggira per l'Europa - lo spettro del Comunismo.
Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. Quale partito d'opposizione non e' stato tacciato di Comunismo dai suoi avversari di governo; qual partito d'opposizione non ha rilanciato l'infamante accusa di Comunismo tanto sugli uomini piu' progrediti dell'opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?
Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.
Il Comunismo e' di gia' riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee. E`ormai tempo che i Comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del Comunismo un manifesto del partito stesso. A questo scopo si sono riuniti a Londra Comunisti delle nazionalita' piu' diverse e hanno redatto il seguente manifesto che viene pubblicato in inglese, francese, tedesco, italiano, fiammingo e danese.

Dal "Manifesto del partito comunista"

di Karl Marx e Friederich Engels 1848

 

Antonio Gramsci

Vladimir J..U. Lenin

J.Vissarionovic.D.Stalin

Il bluff della repressione

xx° Congresso

Nadezhda Krupskaja

 

Gheorghj Dimitrov

Mao tse Tung

Ernesto Che Guevara

 

 

Pietro Secchia

 

 

Rifatevi gli occhi, e qualcuno anche il cuore...
 
Cliccate qui:
 
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/mosca-victoria-day/mosca-victoria-day.html  

 

 

Dal P.S.I. al P.C.d'Italia


Le tessere del Partito Socialista Italiano



 

 
SENZA MEMORIA NON C'E' FUTURO! RICORDARE PER COSTRUIRE IL FUTURO

ANNIVERSARI DELLA LOTTA DI CLASSE

27 gennaio 1945 - 27 gennaio 2006
21 Gennaio 1921 nasceva la Sezione Italiana dell'Internazionale Comunista
21 Gennaio 2007 - 86° Anniversario fondazione P.C.d'Italia
158° Anniversario (Febbraio 1848)
K.Marx - F. Engels
Manifesto del Partito Comunista

5 Marzo 1953 Il Compagno Stalin ci lascia
54° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DEL GRANDE MAESTRO
5 Marzo 2006 continua oggi, contro ogni revisionismo, la lotta in difesa di J.V. Stalin

8 Marzo Giornata Internazionale della Donna

Oltre la mimosa e i riti borghesi l'8 Marzo è e resta giornata di lotta!

Ricordiamo La Compagna Rosa Luxemburg

Una delle personalità di maggior rilievo nella storia del movimento operaio polacco e tedesco

135° Anniversario della Comune di Parigi
LA COMUNE DI PARIGI
18 Marzo 1871- 18 Marzo 2006
136° Anniversario dalla nascita di Lenin
10 (22) Aprile 1870 - 22 Aprile 2006
Nasce a Simbirsk Vladimir Jlic Ulianov: il futuro Lenin
61° Anniversario della Liberazione
25 Aprile 2007
Il fascismo è sempre in agguato 
70° Anniversario dalla scomparsa di Gramsci
27 Aprile 1937- 27 Aprile 2007
OMAGGIO AL NOSTRO MAESTRO ANTONIO GRAMSCI
32° della Liberazione del Vietnam
30 Aprile 1975- 30 Aprile 2007
La Vittoria del Popolo Vietnamita umiliava l'imperialismo Usa
1°Maggio 2007
VIVA IL PRIMO MAGGIO!
47° Anniversario della rivolta antifascista genovese
30 Giugno 1960 - 30 Giugno 2007
Genova - 30 Giugno 60 il fascismo non passò!
Mercoledì, 2 Agosto 1980 - 2 Agosto 2007
Ventisette anni fa la strage alla stazione di Bologna
HIROSHIMA - 6 Agosto 1945
Speciale in occasione del 120°Anniversario dalla Nascita di Stalin
ANNIVERSARI DI PERSONAGGI DELLA CULTURA POPOLARE
(nell' anno 2000) Omaggio a Fabrizio De Andrè

 

-Piazzale Loreto: 29 Aprile 1945 l'impiccagione di Benito Mussolini.

                                                     

 

                                  

                           *EPIGRAFE PER UN GIUSTIZIATO*    -     Quando calpesterai quel ciuffo di ortiche che io fui in un altro secolo, in una storia che ti parrà antica, sappi che io ero innocente e che, come te, quel giorno, avevo un viso solcato dalla collera, dalla pietà e dalla gioia; un viso d'uomo, semplicemente.     (anonimo, internato ad Auschwitz)

 

 

 

                                      

 

 

-Piazzale Loreto: 29 Aprile 1945 l'impiccagione di Benito Mussolini.

     

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA


Guerra Popolare di Liberazione Nazionale

            
 

--rebelion

 
 
 
 
 
 
 

 


                                                                                                                                                           

Giuseppe Garibaldi           

 

 

                   

    - Comunisti Italiani    

 

Giovanni Demurtas      Peppino Impastato   PIO LA TORRE

 

Pio La Torre, l'uomo che voleva prosciugare la mafia


                                                             

A.N.P.I.              pallanimred.gif (323 byte)ascolta: Bella ciao pallanimred.gif (323 byte)           Partizan.gif (3053 byte)

Storia, eroi e personaggi della lotta partigiana antifascista 

-Piazzale Loreto: 29 Aprile 1945 l'impiccagione di Benito Mussolini.

 

Di Vittorio, prigioniero a La Maddalena

  Foibe: "memoria dimezzata"

Il Manifesto del Partito Comunista

'' Nilde Jotti ''

Leonilde Iotti - biografia

Giancarlo Pajetta 

Ernesto Che Guevara

  Antonio Gramsci  

  Enrico  Berlinguer

Palmiro Togliatti

           Fidel Castro

VIDEO - Nathalie Cardone - Che Guevara

Mario Capanna 

I libri di Mario Capanna

Armando Cossutta 

  Oliviero Diliberto 

 

ricordo di "Carlo Giuliani

Ricordo di Cossutta per Demurtas

Associazione culturale "Sa perda e su entu" 

   Logo

 

Tratto direttamente dal sito www.anpi.it una parentesi storica riguardo La Maddalena:

"In Sardegna la presenza tedesca dura solo pochi giorni: l’isola è libera il 15 settembre 1943. La battaglia per la liberazione infatti inizia immediatamente dopo l’armistizio da parte dell’esercito italiano aiutato dalla popolazione.
Il comandante italiano, generale Antonio Basso, rifiutò di aderire alla resa e propose ai 30.000 militari tedeschi presenti di abbandonare l’isola, ma non volle distribuire le armi ai civili. Parte dei reparti germanici si avviò all’imbarco, ma nella base della Maddalena a mezzogiorno del 9 settembre, il loro presidio circondò la mensa ufficiali catturando quasi interamente i quadri militari della piazzaforte. Due ufficiali di marina sfuggiti all’arresto organizzarono un gruppo di opposizione armata forte di un centinaio di marinai e poche altre decine di militari e civili. Il 13 attaccarono direttamente il comando tedesco e liberarono gli ufficiali italiani. Si ottenne così lo sgombero totale dell’isola."

 

 

 

 

MICHELE SCHIRRU

SILVIO MASTIO

La Storia di due antifascisti sardi

nel 75° della morte

Interventi di

Franco Bertolucci

Biblioteca Franco Serantini - Pisa

Aldo Borghesi

ISSRA Sassari

 

 

 

Michele Schirru

Nativo di Padria, emigrato negli Stati Uniti dopo la guerra mondiale, diviene un attivo propagandista anarchico. Convinto che il fascismo si sostenga essenzialmente sulla figura di Mussolini, rientra in Italia per ucciderlo, ma viene arrestato prima di iniziare a porre in atto il suo progetto. La semplice intenzione di attentare alla vita del duce basta tuttavia al Tribunale speciale per condannarlo a morte: il 28 maggio 1931 Schirru finisce davanti a un plotone di esecuzione composto da sardi che hanno chiesto l’onore di poterlo fucilare.

 

Silvio Mastio

Giovane mazziniano di Cagliari, attivo militante del Partito repubblicano e delle squadre antifasciste cittadine. Amico di Lussu, arrestato dopo i fatti del 31 ottobre 1926, espatria poi per Cuba dove lavora come chimico. In Messico prende contatto con le organizzazioni rivoluzionarie dell’America latina e partecipa infine ad una sfortunata spedizione in Venezuela, per rovesciare la dittatura del generale Gomez, trovando la morte in combattimento il 12 ottobre 1931.

 

Franco Bertolucci, autore di numerosi saggi storici, è direttore della Biblioteca Franco Serantini di Pisa,  importante centro di studi della storia del movimento libertario che fa parte della rete degli istituti storici della Resistenza.

Aldo Borghesi lavora presso la sede ISSRA di Sassari.

L’iniziativa sarà presieduta da Simone Sechi.

 
 
 
 
Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell'Autonomia
recapito postale: viale Umberto, 28 - 07100 SASSARI
 
e-mail: issras@tiscali.it
web: www.italia-liberazione.it/sassari.htm

 

L'ANPI su La grande bugia di Giampaolo Pansa

 

L’Associazione nazionale partigiani d’Italia, ANPI, ritiene opportuno formulare una valutazione delle tesi e dei contenuti che compaiono nell’ultimo libro del giornalista Giampaolo Pansa La grande bugia, considerata la diffusione mediatica che esso ha di recente avuto e affinché si conosca l’opinione di coloro che, oltre 60 anni or sono, alla lotta di Liberazione nazionale hanno direttamente partecipato spesso in forme e attraverso esperienze diverse.

È il caso di considerare in primo luogo le cosiddette “bugie” che a detta dell’autore concorrerebbero a creare la “grande bugia”, che investirebbe tutta la Resistenza, vale a dire il percorso storico, doloroso e drammatico, attraverso il quale gli Italiani, dall’8 settembre 1943 alla fine delle seconda guerra mondiale si batterono contro il nazismo ed il fascismo della Rsi aprendo la strada ad una nuova Italia, un’Italia democratica.
Il nucleo essenziale del pensiero di Pansa consiste nell’affermazione secondo cui i dirigenti e i militanti della componente politica comunista che partecipò come forza essenziale all’organizzazione e alla conduzione della Resistenza, avrebbero inteso la lotta contro i nazisti che erano divenuti occupanti spietati del nostro Paese e contro i fascisti di Salò che si erano posti al loro servizio, soltanto come una prima fase alla quale avrebbe dovuto seguire, con la forza delle armi, l’instaurazione di un regime autoritario di stampo sovietico anziché una democrazia parlamentare di tipo occidentale. Essenzialmente per questo la Resistenza, così come rappresentata, descritta e celebrata dalla cosiddetta “vulgata antifascista” sarebbe una bugia.
Si tratta, con evidenza, di affermazioni prive di qualsiasi fondamento storico, in quanto contraddette dallo svolgimento dei fatti di quell’epoca, così come sono offerti alla nostra valutazione e alla stessa memoria dei superstiti della lotta di allora.
In realtà la componente comunista della Resistenza, così come il Pci, hanno sempre assunto decisioni volte all’instaurazione di un sistema politico pluralistico e democratico di tipo occidentale e non certo di una qualsiasi forma di dittatura proletaria. Ciò è dimostrato dalla loro partecipazione paritaria ai Comitati di Liberazione Nazionale sorti dopo l’8 settembre 1943 in tutta l’Italia occupata con il compito di riunire in uno sforzo unitario i partiti politici antifascisti (liberale, d’azione, democratico-cristiano, socialista, comunista); dalla loro partecipazione, pur essa paritaria con gli altri partiti, al secondo governo Badoglio e ai governi Bonomi che ebbero vita nell’Italia liberata del Sud; dal loro concorso all’elaborazione del percorso istituzionale attraverso il quale, particolarmente dopo la Liberazione di Roma avvenuta nel giugno 1944, fu progettato e attuato il mutamento della forma istituzionale dello Stato da monarchia a repubblica e infine dal loro contributo al progetto costituente e alla formulazione della nuova Costituzione repubblicana sotto la guida presidenziale del comunista Umberto Terracini. Non senza ricordare che tutti i partiti antifascisti, compresi i comunisti, furono d’accordo nell’attribuire il comando unitario del Corpo Volontari della Libertà (CVL) al generale Raffaele Cadorna, ufficiale di carriera, a-politico, designato congiuntamente dal governo del Sud e dagli alleati anglo-americani.
Per altro verso, tutti noi rappresentanti dell’ANPI siamo in grado di ricordare e testimoniare che oltre 60 anni or sono facemmo la scelta di passare alla lotta armata contro l’occupante tedesco della nostra Patria e contro il secondo fascismo spinti non dalla prospettiva, in un secondo tempo, di instaurare una dittatura comunista, bensì interpretando l’aspirazione semplice e profonda alla libertà e alla pace di un popolo stanco e prostrato dalla guerra, che aveva aperto gli occhi sulla reale essenza del fascismo.
La storia può essere costruita e scritta soltanto sui fatti realmente accaduti che sono quelli sopra richiamati e non, come fa Pansa, sulle irrealizzate intenzioni che possono esservi state di alcuni dirigenti o militanti comunisti.
 
Di problematica conciliazione risulta poi l’iniziale affermazione dell’autore – «rammento che la Resistenza è, da sempre, la mia patria morale» – con un’opera divenuta da subito vessillo di coloro che coltivano antiche e profonde nostalgie.
La metodologia della ricerca impone che le intenzioni dei soggetti storici siano messe in relazione e interpretate alla luce della temperie generale di specifici periodi, quali gli anni del dopoguerra e della Guerra fredda, caratterizzati dall’amnistia di Togliatti, l’oblio sul collaborazionismo, la progressiva riabilitazione delle persone compromesse col regime, l’insabbiamento e archiviazione dei procedimenti giudiziari a carico dei responsabili delle stragi naziste, i processi penali e forme di discriminazione politica e sociale a carico degli ex partigiani. Addebitare allo spirito resistenziale la responsabilità morale di violenze e omicidi avvenuti in un contesto storico decisamente mutato rispetto agli anni precedenti a causa della rottura dell’unità antifascista, significa voler ignorare la volontà di liberare il Paese dal nazifascismo che accomunò tutte le forze patriottiche, fossero esse comuniste o cattoliche, socialiste o liberali, azioniste o monarchiche.

Secondo Pansa le altre “bugie” riguarderebbero il consenso popolare al fascismo che fu grande e maggioritario anche dopo l’entrata in guerra dell’Italia; il numero effettivo dei partecipanti alla lotta partigiana che sarebbe stato inferiore a quello celebrato dalla “vulgata antifascista”; l’ampiezza della cosiddetta “zona grigia” di coloro che non si schierarono a favore di nessuna delle parti in lotta, che sarebbe stata superiore a quanto generalmente ammesso dagli storici; il sostegno alla Resistenza delle popolazioni contadine che a sua volta sarebbe stato minore di quanto celebrato dall’antifascismo; il grado di coesione fra le varie componenti della Resistenza armata, che spesso sarebbe venuto meno con conseguenze anche tragiche.
Tutte queste affermazioni sono affidate a valutazioni approssimative, ignorando che almeno da vent’anni a questa parte la storiografia più seria e accreditata ha approfondito criticamente ciascuno dei suddetti argomenti, fornendo dati e valutazioni esenti da ogni amplificazione retorica. A fronte di queste problematiche l’autore si presenta come un cavaliere con la lancia in resta che tende a sfondare porte ormai da tempo aperte.
Gli storici contemporaneisti non hanno infatti aspettato le sollecitazioni di Pansa per operare seri e analitici studi sul biennio 1943-’45. L’aspetto più anacronistico di La grande bugia è che il suo autore sembra avere come riferimento una produzione storiografica ormai decisamente superata e forse da lui poco o per nulla conosciuta. Basti osservare come alcune tra le opere più significative e documentate di questi ultimi anni – da Una guerra civile di Claudio Pavone a La repubblica delle camicie nere di Luigi Ganapini, da La Resistenza in Italia di Santo Peli alla copiosa produzione saggistica della rete degli Istituti storici della Resistenza – abbiano sviscerato, con rigore scientifico, temi e vicende che Pansa presenta come inedite e mai trattate.

Un’ultima osservazione. Noi “uomini di marmo”, come Pansa ci definisce, siamo oggi qui a discutere e confrontarci con lui. Se avessero vinto “loro”, da tempo le nostre bocche (e anche quella di Pansa probabilmente) sarebbero state tappate. Per sempre.

Roma, 8 novembre 2006

 

Camminiamo ancora sulle stesse piste,

nella stessa neve,

con lo stesso desiderio di vita.

 

Conquistare le nuove generazioni ad una civiltà consapevole è quanto possiamo tentare per onorare il loro insegnamento.

 

Un augurio fraterno per un anno di progresso.

 


Resistenza in rete
 

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ISTITUTI, ARCHIVI, MUSEI, CENTRI STUDI

pallanimred.gif (323 byte) Gli Istituti Storici della Resistenza La rete degli Istituti storici della Resistenza, con la mappa delle sedi, i recapiti telefonici e l'anagrafe delle biblioteche.

pallanimred.gif (323 byte) Istituto Storico della Resistenza in Piemonte 

pallanimred.gif (323 byte) Archivio nazionale cinematografico della Resistenza Biblioteca, cineteca, videoteca riferiti al periodo della Resistenza

pallanimred.gif (323 byte) Istituto pedagogico della Resistenza 

pallanimred.gif (323 byte) Centro Italiano Filatelia e Resistenza  Sito sui francobolli e le cartoline che riguardano la Seconda guerra mondiale: episodi bellici, resistenza, antifascismo, campi di confino

pallanimred.gif (323 byte) I Musei della Resistenza Notizie e link a tutti i Musei della Resistenza

pallanimred.gif (323 byte) Musei on line (tutti i musei italiani, a cura di Adnkronos)

 

ASSOCIAZIONI.

pallanimred.gif (323 byte) Associazioni (Anpi, Aned, Anei, Fiap e altre) Link ai siti delle associazioni dei partigiani, dei deportati e degli internati.

pallanimred.gif (323 byte) Sedi dell'Anpi Mappa delle sedi dell'Anpi in Italia, con indirizzi e link ai siti

 

RESISTENZA E MILITARI

pallanimred.gif (323 byte) Lo sforzo bellico delle armate alleate, delle forze armate e del Corpo Volontari nella Campagna d'Italia 1943 - 1945 (sezione del sito dell'Istrid dedicata alla Resistenza)

pallanimred.gif (323 byte) La Guerra di Liberazione e le Forze Armate (raccolta di articoli e saggi sull'argomento della rivista "Il Secondo Risorgimento d'Italia")

pallanimred.gif (323 byte) Il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana nella Guerra di Liberazione

pallanimred.gif (323 byte) Lo Squadrone F Il sito contiene la storia della costituzione, delle operazioni e del lancio di guerra dello Squadrone F, truppa di paracadutisti italiani che compì alle dipendenze Alleate l’unico lancio di guerra effettuato sul territorio nazionale durante la Guerra di Liberazione.

 

RESISTENZA E PARTITI O MOVIMENTI

pallanimred.gif (323 byte) Gli anarchici e la Resistenza al fascismo

pallanimred.gif (323 byte) Gli anarchici nella Resistenza (dal sito ossimoro.it)

pallanimred.gif (323 byte) Resistenza e nonviolenza (link al sito Peacelink)

 

RESISTENZA: PROTAGONISTI

pallanimred.gif (323 byte) I fratelli Cervi (storia di una famiglia eroica e della Resistenza in Emilia e nel reggiano)

pallanimred.gif (323 byte) Giuseppe Lattanzi e la 181° Brigata Garibaldi

pallanimred.gif (323 byte) Comando Raggruppamenti Bande Partigiane dell’Italia Centrale settembre 1943–1944 (dal libro del Generale Ezio De Michelis) Mappe, bande, nomi dei partigiani

pallanimred.gif (323 byte) I fratelli Venegoni Dedicato alla memoria dei fratelli Carlo, Mauro, Pierino e Guido Venegoni

 

RESISTENZA: LUOGHI

pallanimred.gif (323 byte) La Resistenza negli altri Paesi Europei

pallanimred.gif (323 byte) Siti sulla Resistenza nel Nord Italia

pallanimred.gif (323 byte) Siti sulla Resistenza nel Centro Italia

pallanimred.gif (323 byte) Siti sulla Resistenza nel Sud Italia

pallanimred.gif (323 byte) Siti sulla Resistenza a Roma

pallanimred.gif (323 byte) Lineagotica.it (sito sulla linea gotica tedesca e la resistenza dei partigiani, specialmente in Emilia Romagna: storia, cartine, itinerari, links)

 

RESISTENZA E 25 APRILE

pallanimred.gif (323 byte) I muri del 25 aprile Memoria della resistenza e identità della nazione in cinquantacinque anni di manifesti

pallanimred.gif (323 byte) 25 aprile telematico  Raccoglie le tante storie della resistenza, armata e non, al fascismo

pallanimred.gif (323 byte) Memorie Raccoglie interviste e memorie sul 25 aprile del 1945 da parte dei protagonisti

pallanimred.gif (323 byte) Il Manifesto L'archivio dei numeri speciali in occasione dell'anniversario della liberazione del quotidiano "Il Manifesto", ricco di saggi, documenti, cronologie

 

ALTRI SITI SULLA RESISTENZA

pallanimred.gif (323 byte) Resistenza, i giorni di gloria Raccolta di documenti e articoli, da rossaprimavera.org

pallanimred.gif (323 byte) La Resistenza non si dimentica Raccolta di articoli, dati, saggi sul tema della guerra di liberazione a cura della sezione "Longo" del Prc di Roma

pallanimred.gif (323 byte) Primula Rossa Sito sulla Resistenza, con capitoli sul movimento partigiano a Piacenza e nell'Oltrepò pavese, e un'interessante sezione dedicata alle poesie e ai canti

pallanimred.gif (323 byte) Partigiani Sito tedesco sulla resistenza italiana, con articoli, foto, saggi (in tedesco)

pallanimred.gif (323 byte) Ricordi Resistenti Sito dedicato al movimento partigiano in cui si trova la cronistoria degli eventi del 25 aprile 1945 a Milano

pallanimred.gif (323 byte) La Resistenza antifascista  Raccoglie informazioni su Resistenza e antifascismo, poesie, canti, cronografia  e bibliografia, a cura di Andrea Domenici. Presenta una raccolta di link suddivisa per siti di argomento generale, storia locale e siti stranieri.

pallanimred.gif (323 byte) Guerra, Resistenza, Liberazione Versione ancora sperimentale di un ipertesto multimediale rivolto agli studenti. I temi sono stati selezionati e trattati per rispondere alle esigenze didattiche. Realizzato dall’Università di Bologna, Comune di Bologna e Comune di Cesena.

pallanimred.gif (323 byte) La Memoria delle stragi nazifasciste in Toscana Sito sulla ricerca promossa dalla Regione Toscana

pallanimred.gif (323 byte) Portale della Resistenza Sito della Sinistra Giovanile di Piacenza con un interessante repertorio di links sulla guerra di liberazione

pallanimred.gif (323 byte) Sitografia sulla Resistenza Raccolta di link sulla guerra di Liberazione. I siti sono suddivisi per argomento, e riguardano anche la Resistenza in altre nazioni europee.

pallanimred.gif (323 byte) La Resistenza Raccolta di link relativi alla Resistenza ed alla Liberazione, istituti di ricerca e rievocazioni

pallanimred.gif (323 byte) Achtung Banditi. Partigiani e resistenza raccontati da Beppe Fenoglio e da Cristian Vignolo. Canzoni della resistenza, immagini d'epoca, le armi, i luoghi e gli uomini.

pallanimred.gif (323 byte) Associazione Duemila Resistenze

pallanimred.gif (323 byte) Associazione Materiale Resistente

pallanimred.gif (323 byte) Arte e storia della Resistenza Raccolta di poesie e galleria di dipinti sulla guerra di Liberazione

pallanimred.gif (323 byte) Resistenzatoscana.it Il sito ufficiale della Federazione Regionale Toscana Associazioni Antifasciste e della Resistenza

 

 

 
 
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

25 APRILE 1945:

L’ITALIA CONQUISTA LA LIBERTÀ

Quando i primi partigiani scelsero la via della lotta e salirono sulle montagne per

combattere il nazifascismo, rischiarono e spesso offrirono la loro vita per affermare

i princìpi stessi sui quali costruire la convivenza civile: la libertà, l’uguaglianza, la

giustizia, la democrazia.

Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci

rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione,

oltre 40 mila, tra cittadini e lavoratori, deportati nei campi di concentramento,

eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600

mila militari internati in Germania, 87 mila militari caduti nella guerra di Liberazione.

Da quella lotta, che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai e

intellettuali, contadini e liberi professionisti di diversa fede politica e religiosa,

nacque la nostra Costituzione.

Una Costituzione ancora attuale e vitale, fra le più avanzate tra quelle esistenti, non

a caso difesa dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani nel referendum del

giugno scorso, quando si cercò di snaturarne la sostanza ed i valori.

Ma, a sessantadue anni dal giorno della Liberazione, l’Italia sta correndo nuovi

pericoli. Non può essere, infatti, sottaciuto l’allarme per una ripresa del terrorismo,

un nemico da sempre della democrazia e delle libertà, che ha sempre visto in prima

fila per sradicarlo le forze democratiche antifasciste.

Permangono, d’altro canto, ancora oggi, i tentativi di sminuire e infangare la storia

della Resistenza, cercando di equiparare i “repubblichini”, sostenitori dei nazisti,

ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati contro il nazifascismo a cui

dobbiamo in Europa la distruzione del regime del genocidio: un modo per intaccare

le ragioni stesse fondanti la nostra Repubblica.

Per questi motivi, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il

25 APRILE, anniversario della Liberazione, assume il valore di una ricorrenza non

formale.

Il Comitato Antifascista e la Confederazione Italiana tra le Associazioni

Combattentistiche e Partigiane, nel ricordo dei caduti, si rivolge ai giovani, ai

democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese.

Il 25 Aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire tutti gli italiani attorno

ai valori della democrazia.

Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane

Fondazione Corpo Volontari della Libertà (CVL)

ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI

DS-LA MARGHERITA-PRC-SDI-PdCI

CGIL-CISL-UIL-ACLI-Centro Puecher

Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo

per la difesa dell’ordine repubblicano