
Quattordici anni fa undici Consiglieri Comunali decisero, in buona fede, ma senza chiederlo a nessuno, di consegnare l’intero territorio comunale al cosiddetto “Ente Parco”. Oggi un altro Consiglio Comunale, con altrettanta buona fede ed all’ UNANIMITA’, ha deciso di porre rimedio a quel macroscopico errore chiamando i cittadini ad esprimere il loro parere per affermare il principio democratico che i parchi s’istituiscono SOLO CON IL CONSENSO PREVENTIVO delle popolazioni residenti.
Dodici
anni di gestione dell’Ente Parco da parte delle segreterie di TUTTI partiti
politici hanno incontestabilmente dimostrato che il Parco Nazionale
dell’Arcipelago non è altro che un CARROZZONE ad uso e consumo dei
governanti di turno. QUESTO VOTO E’ IL PRIMO ATTO CONCRETO PER TENTARE DI
CHIUDERE QUESTO ENTE FALLIMENTARE PER ridare agli isolani
Ringrazio i dirigenti di quei partiti che, trasversalmente e nel più puro spirito referendario, hanno chiaramente indicato ai loro iscritti ed agli elettori, seppur con diverse motivazioni, di votare NO al quesito della consultazione. A nome del Comitato per il Referendum mi rammarico che i rappresentanti locali del maggiore partito nazionale abbiano dimenticato che il programma del P.d.L. prevede che i parchi si facciano con l'assenso delle popolazioni interessate e che non abbiano avuto lo stesso coraggio dei dirigenti del PDCI, di A.N., de La Destra, dell'U.d.C. e dell'Italia dei Valori per dare una chiara e pubblica indicazione di voto negativo. Vista quindi la scarsa lungimiranza politica e la pavidità di questi "politici" ci appelliamo direttamente ad iscritti, elettori e simpatizzanti del partito del Presidente Berlusconi affinchè si rechino al seggio per votare NO a questo parco.
Francesco VITTIELLO
Presidente Comitato Referendum
Comitato Cittadino per il Referendum sul parco di La
Maddalena
Finalmente si avvicina la data storica della consultazione popolare che consentirà
ai cittadini, pur in colpevole ritardo, di esprimersi liberamente sulla presenza
dell'ente Parco nazionale dell'arcipelago. Senza voler ricordare le varie fasi e lotte
che hanno portato a questo successo di democrazia reale, teniamo a
precisare quanto segue per evitare sconclusionate e disperate provocazioni di
presunte forze politiche locali:
1)
i maddalenini sono ben informati e sanno benissimo cosa vogliono e quello chepensano di questo inutile ente parco, lo hanno dimostrato più volte e confermato
recentemente quando, in soli dieci giorni, oltre 2500 cittadini hanno firmato la
nostra richiesta di consultazione popolare ;
2)
il successo di tale iniziativa è da ricercarsi anche nella nostra assoluta chiarezza,correttezza e coerenza in questa battaglia che non ha avuto nessun tipo di
distinzione e/o divisione ideologica e politica;
3)
sia la raccolta di firme sia il quesito da sottoporre ai cittadini segue fedelmente itesti integrali di ben tre delibere consiliari approvate all'unanimità dal Consiglio
comunale, dunque dall'unico organo che rappresenta realmente tutti i maddalenini
eletti dal voto popolare;
4)
i referendum in Italia sono sempre abrogrativi o consultivi quindi in questo casola consultazione popolare non rappresenta un eccezione, almeno per coloro che
conoscono le leggi dello stato e, soprattutto, la Costituzione;
5)
Il fallimento di questa gestione è stata causato anche dalla pretesa del presidenteBonanno di ignorare le istanze di istituzioni elettive come il Comune, la Provincia
Gallura e la Regione sarda, le quali coerentemente e giustamente, non hanno
nominato nessun rappresentante all'interno della Comunità del Parco;
C
rediamo inoltre che difendere lottizzati in un sistema di spartizione di poltronecostituisce in maniera inequivocabile un esempio dei
"valori" di cui fanno parte ipartiti che ancora oggi difendono l'esistenza dell’ Ente Parco e tentano, inutilmente,
di confondere le idee ai cittadini.
In conclusione, chi ancora oggi non ha capito quali siano gli obbiettivi e le richieste
del nostro Comitato spontaneo nato con l’unico interesse del bene della nostra
comunità evidentemente è in malafede e meglio farebbe a leggersi le delibere
comunali, provinciali e regionali dalla quale è partita la nostra richiesta di
consultazione. Fortunatamente i maddalenini sono molto più informati e preparati di
quanto certi personaggi credono e saperlo è per noi fonte di un enorme
soddisfazione. Quando è in gioco il futuro del paese, sia chiaro, a noi non interessa
strumentalizzare argomenti seri per becere campagne preelettorali o di parte !
L’unità e la trasversalità di questa iniziativa è un chiaro esempio di maturità e di
responsabilità. Se poi qualche povero disperato vuole inutilmente svilire tutto
questo, non fa altro che autoflagellarsi, e sinceramente non lo invidiamo per nulla !
MARCO POGGI
VICEPERSIDENTE COMITATO REFERENDARIO
PE’ I ZITEDDI VOTA
NO A’ QUISTU PARCU !
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IN EVIDENZA:
ECOBALLE
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GENERALE, A TUTTI I GIORNALISTI NONCHE’ AI VERI CENSURATI … COME NOI !
IL PARCO ACCUSA "LA NUOVA
SARDEGNA" DI CENSURA PREVENTIVA !
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PICCOLE
E GRANDI PARCATE DI AGOSTO
Lettera
di un cittadino testimone della "bravata" di Bonanno e i suoi
amici lottizzati del Parco
Il caso: Parco & ecoballe!
Il
caso: Quando Rifondazione
e sinistra DS
(ora
pro- Cabras PD) tifavano per il referendum sul Parco!
PECORARO
SCANIO ANCORA INDAGATO: ecco chi è l'amico di Bonanno e soci...
VAI
Complimenti
all'Assessore al Bilancio Nicola Gallinaro che ha immediatamente
reperito i 25,000 € per il REFERENDUM ! VAI
IN MANCANZA DELL’AMATO ELICOTTERO CHE LO ACCOMPAGNAVA PER GLI APERITOZZI ISOLANI PECORARO FONDA UNA SUA COMPAGNIA AEREA!
Parco
e Mondezza a Spargi: vergogna!
Scoppia
la pace tra l'Ass.re Belli ed
il Presidente del Parco
?
Chiariamoci le idee sul Parco? Noi non nè abbiamo bisogno!!
COMUNICATO
STAMPA
IN MERITO ALL’ORAMAI PROSSIMO REFERENDUM SUL PARCO NAZIONALE DELL’ARCIPELAGO CHE SARA’ APPROVATO NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE, IL MOVIMENTO SARDO PRO TERRITORIO PRENDE ATTO CHE IL PARCO DI LA MADDALENA HA SOLO PRODOTTO DISECONOMIE E CONFLITTI SOCIALI ED ESPRIME IL PROPRIO APPREZZAMENTO PER IL LAVORO DELL’INTERO COMITATO CITTADINO PER IL REFERENDUM ED IN PARTICOLARE PER IL SUO PRESIDENTE, FRANCESCO VITTIELLO, IL QUALE DOPO QUATTORDICI ANNI DI BATTAGLIE E TRE RACCOLTE DI FIRME, HA PERMESSO DI RAGGIUNGERE L’IMPORTANTE RISULTATO DI POTER FAR ESPRIMERE LA POPOLAZIONE MADDALENINA PRO O CONTRO QUESTO TIPO DI PARCO.
NON SONO PIU’ ACCETTABILI I CRITERI E LE BASI CULTURALI DEGLI ENTI PARCO SIN’ORA ADOTTATI POICHE’ DI CONCEZIONE OTTOCENTESCA, CENTRALISTA E COLONIALE E BISOGNA PASSARE A MODELLI DI SVILUPPO DEMOCRATICI CHE NON MORTIFICHINO I DIRITTI CIVILI, STORICI ED ECONOMICI DELLE POPOLAZIONI LOCALI. IL MOVIMENTO PRO TERRITORIO RITIENE CHE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI SUPERARE LA LEGGE QUADRO 394 ED ARRIVARE AD UN MODELLO DI PROTEZIONE DELL’AMBIENTE SOLIDALE ED AUTOGOVERNATO FONDATO SULLA CENTRALITA’ DELLE ISTITUZIONI ELETTIVE LOCALI.
ANCHE PER QUESTI MOTIVI IL NOSTRO MOVIMENTO DOPO UNA LUNGA BATTAGIA ANCHE LEGALE HA SEPOLTO DEFINITVAMENTE UNA DELLE TANTE IMPOSIZIONI ROMANE OVVERO IL PARCO DEL GENNARGENTU IL CUI DECRETO E’ STATO RECENTEMENTE DICHIARATO ILLEGITTIMO ANCHE DAL T.A.R.
PER QUESTO MOTIVO IL NOSTRO MOVIMENTO ESPRIME PROFONDA SODDISFAZIONE PER L’OPERATO DEL CONSIGLIO COMUNALE MADDALENINO IL QUALE, RECEPENDO LE LEGITTIME ISTANZE DELLA POPOLAZIONE MADDALENINA, CON L’APPROVAZIONE DELLA CONSULTAZIONE POPOLARE PERMETTERA’ DI POTER ROMPERE QUELLE CATENE CHE IMPEDISCONO LO SVILUPPO DELL’ARCIPELAGO PER UN NUOVO MODELLO SI RISPETTOSO DELL’AMBIENTE MA CHE ABBIA AL CENTRO IL PATRIMONIO AMBIENTALE GESTITO AUTONOMAMENTE E CON REGOLE CONDIVISE.
LA NUOVA LEGGE CHE IL PARLAMENTO SI E’ IMPEGNATO AD APPROVARE DOVRA’ PREVEDERE INNANZITUTTO IL PRINCIPIO DI LIBERA ADESIONE DELLE POPOLAZIONI IN QUELLE CHE NON SI DOVRANNO PIU’ CHIAMARE PARCHI MA AREE SOTTOPOSTE A PROGETTO DI VALORIZZAZIONE, TUTELA AMBIENTALE E SVILUPPO ED ESSERE GARANTE DI UN ECONOMIA FONDATA ANCHE SUI VALORI DEL LAVORO E DELL’IMPRESA CON INCENTIVATI GLI USI TURISTICI ED ARTIGIANALI DEL TERRITORIO FONDATI SU CRITERI DI COMPATIBILITA’ SOCIALE, CULTURALE ED AMBIENTALE.
U.LP.L
Movimento Sardo Pro Territorio
-
Il
Coordinatore Nazionale
Alessio PASELLA
![]()
Anche
Regione e Provincia Contro il Parco:... E ora dimissioni!
"SIAMO
TORNATI AL MINCULPOP DI FASCISTA MEMORIA! IL PARCO.... "
Leggi
qui
E' in edicola:
Il
Corriere delle ECOBALLE
(informazione libera dall'Arcipelago Gulag)
GRATIS, stampato su carta ecosolidale a spese dell'editrice, Sig.ra
Tamara CANI, con il contributo economico di alcuni amici e SENZA ALCUNA
SPENDITA di danaro pubblico
By Francesco Vittiello – www.lamaddalena.it
Come nel Parco del Cilento con un blitz degno dei migliori lottizzatori della prima repubblica l'ex ministro, Pecoraro, firma il decreto di nomina del nuovo Ente Parco di La Maddalena tra le proteste di Regione, Provincia e Comune ( vedi ) che si rifiutano di nominare i propri rappresentanti in seno al C.d.A.
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N.B. : I testi
“virgolettati” sono stati tratti da “il
Vento” n°99 del 09.02.2008, dal sito ufficiale della
Regione Sardegna e dagli articoli e dalle interviste apparse su
“La Nuova Sardegna” . |
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Se
il buongiorno si vede dal mattino allora siamo
fatti in mano ! |
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I LOTTIZZATI DEL PARCO OVVERO …. IL “nuovo” C.d.A. |
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Giuseppe
Bonanno |
Agostino
Bifulco |
Lilli
Bertorino |
Pier
Mario Manconi |
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Andrea Cossu |
Marco Curini Galletti |
Danilo Pisu |
ASSENTI GIUSTIFICATI |
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IPSE DIXIT |
BONANNO : “ Comune, Regione e Provincia non hanno voluto nominare i membri di
propria competenza ? “ ( ME NE FREGO ! …questo non lo ha detto ma
certamente, conoscendolo, lo ha pensato … ) “..però io vado avanti
lo stesso !”
ARROGANTE.
BIFULCO : “Metterò a disposizione del parco la mia esperienza politica”.
Grazie Agostino ci aiuterei a farlo fallire prima perché in fatto di trappoloni
sei una garanzia!
INTENDITORE
PISU : “ Mi spiace che manchino alcuni componenti del C.d.A.”
AFFRANTO.
MANCONI : “ E’ importante comunicare…E’ importante recuperare il
rapporto con i cittadini…”
MEDIATICO.
COSSU : “ La prima cosa da fare è il piano del parco…”
PRAGMATICO.
CURINI
GALLETTI :
“ Il parco deve porre steccati rigidi ed invalicabili. Ho difficoltà
a comprendere come si possa conciliare sino in fondo tutela e
sviluppo” ( Ci tolga stimato Professore una curiosità : ma se non si comprende
da solo come potrà spiegare ai maddalenini le sue idee confuse ?
DECISIONISTA CONFUSO, PERICOLOSO.
BERTORINO
: l’ unico che, a nostro parere, ha detto qualcosa di
sensato (da buon vecchio e navigato democristiano ) “ ….c’e’ a
Stagnali un centro delfini nel quale ci si attende di vederli invece
sono solo in foto…” ( in compenso, caro Lilli, si vedono
molti ricercatori paganti
nella foresteria ) “ Il cinghiale deve essere eliminato ( a fucilate )
e bisogna fare il piano per il parco.” Dulcis in fundo la scoperta
dell’acqua calda “ Il Parco è osteggiato da tutti” e in un impeto
di sincerità afferma “Se facessimo il referendum il parco sarebbe
cancellato perché è stato calato in maniera un po’ pedestre (!?!) ed
è visto come un patrigno. Dobbiamo quindi collaborare con
regione,provincia e comune…” NON SO COME E PERCHE’ SONO QUI, NON
SO COSA DOVREI FARE MA RIMANGO LO STESSO PERCHE’ TUTTO SOMMATO UNA
POLTRONA E’ SEMPRE UNA POLTRONA !
DEMOCRISTIANO SINO AL MIDOLLO. EQUILIBRISTA.
REGIONE :
( dal sito ufficiale della regione ) SORU “(Il
Parco) E’ un limite allo sviluppo di La
Maddalena? Sì, questo parco sicuramente sì: perché in questa comunità
c’è il sindaco e poi c’è una specie di commissario… questa legge
( la 394/91 n.d.r. ) va modificata”
( La Maddalena, sabato 3 dicembre 2005 ) MORITTU
: “Dobbiamo discutere sulla revisione degli accordi Stato
Regione del 1999. Tra questi anche la legge che regola il funzionamento
dei parchi. Noi non nomineremo il nostro rappresentante in seno
all’Ente Parco … uno stipendificio” (La Nuova 22.01.2008
)
LA REGIONE INAUGURA LA CAMPAGNA
ELETTORALE.
PROVINCIA : ZANCHETTA : “…dobbiamo
abbattere i criteri di nomina dell’ente parco e noi, in accordo con
regione e comune di La Maddalena non nomineremo i nostri rappresentanti.
Non possiamo più accettare
nomine che arrivano dall’alto. Le aree protette devono nascere dalla
volontà popolare, devono essere scelte dal basso...” (La
Nuova 20.01.2008
)
RAVVEDUTO.
IL
CONSIGLIO COMUNALE MADDALENINO ALL’UNANIMITA’
“…disconosce formalmente il Protocollo d’Intesa
Stato- Regione Comune che nel 1994 ha dato l’avvio alla procedura
istitutiva del parco. Non nomina i propri rappresentanti ed avvia le
procedure per il Referendum”.
USCITI DAL COMA.
P.S. : Cari Agostino Bifulco e Lilli Bertorino, non ce ne vogliate ma visto che il governo non c'e' più ( e tu, caro Lilli non dimenticare che sei stato nominato in quota truppe mastellate ) cosa aspettate per dignità e coerenza a rassegnare le dimissioni dopo il "niet" di regione, provincia e comune ?
Democristiano ?
STEFY SEI GRANDE !!!
Democratico ?
NE HAI COMBINATA UN'ALTRA DELLE
TUE: ( leggi
qui)
Caprera
: Una smentita troppo rapida non fa che confermare la notizia …
Bonanno 13.3.2008
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Un primo risultato l’abbiamo
raggiunto dopo che per primi abbiamo lanciato l’allarme : il
Presidente ( delegittimato dal Consiglio Comunale maddalenino, dalla
regione e dalla provincia ) del pacco smentisce la chiusura di
Caprera ai residenti confermando però…che verrà chiusa ai turisti
ovvero proprio a coloro che nel futuro dovranno dare il pane ai nostri
figli ! Bonanno tenta, maldestramente a nostro parere, mascherandosi
dietro paroloni e slogans come <<contingentare i flussi
turistici>> e << promuovere iniziative di trasporto
alternative >> tipo carri, calessi, cavalli, biciclette, bus
elettrici ( che intanto, ripetiamo, continuano a marcire inutilizzati
in un recinto ) e , suggeriamo noi, anche monopattini, velocipedi ed
asinelli di fare una smentita che non smentisce un bel nulla.
Ricordiamo a Bonanno che i presidenti di parco, tutti, lui compreso,
sin’ora ai maddalenini hanno solo tolto qualcosa e mai restituito
nulla e che … lui non fa eccezione preoccupato più che altro di
salvare la copula delle farfalle e di conseguenza anche le zecche che
a milioni infestano l’isola dell’eroe dei due mondi. Detto ciò
invitiamo Bonanno, naturalmente se non tiene alla poltrona e se, al
contrario, vuole "continuare il percorso di avvicinamento alla
popolazione residente" di dimettersi per rispettare la volontà
dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti dal voto popolare e non
dall'amico ministro di turno, che tra l'altro non ci sarà più dopo
l'elezioni del 1e 14 Aprile prossimo. Se tutto questo non sarà
abbastanza, ricordiamo che è oramai imminente lo svolgimento della
consultazione popolare, sostenuta e richiesta dagli ordini del giorno
del consiglio comunale e da 2500 firme di maddalenini che darà il
definitivo benservito all'ente parco e hai suoi lottizzati servitori |
Comitato per la consultazione popolare sul parco dell’arcipelago
Il Consiglio direttivo dell'ente Parco
nell'ultima riunione ha varato le linee
di indirizzo generale per l'anno 2008. Bisogna sempre ricordare che questo
organo è privo delle rappresentanze delle istituzioni legittimate dal
consenso popolare ovvero Regione, Provincia e Comune che di comune accordo,
per protestare contro invadenza ed interferenze, non hanno designato i propri
rappresentanti, a differenza di
chi è presente solo grazie alle solite nomine ministeriali, dunque prive di
una reale legittimazione. Tornando alla
" Succede che nell'arcipelago di La Maddalena ci sia il Presidente del Parco Nazionale,
verde e stretto collaboratore/amico personale dell'ex ministro Pecoraro-Scanio,
che è editore di un "bollettino informativo" a cadenza quindicinale, pagato con soldi pubblici,
ovvero di tutti, il quale si permette d' impedire la pubblicazione, applicando una vergognosa
censura, di un comunicato nel quale il comitato per il referendum sul Parco, approvato
dall'intero consiglio comunale, intendeva spiegare le proprie ragioni senza oltretutto dare
alcuna giustificazione se non quella che il giornale è...cosa loro!
No a
questo parco : questo è lo slogan adottato dall’ampio partito
trasversale che va dall’Assessore Regionale all’Ambiente, Ciccitto Morittu,
a quello provinciale, Pierfranco Zanchetta, passando attraverso il Sindaco di
La Maddalena, Angelo Comiti, assieme all’intero consiglio comunale, sino ad
arrivare al Comitato per il Referendum sul parco forte della massa d’urto di
2200 firme ed ha sancito, di fatto, la delegittimazione e di conseguenza la
fine del parco di La Maddalena, del Presidente Bonanno e del C.d.A.
dell’Ente la cui nomina è stata firmata dall’ex ministro Pecoraro Scanio
il giorno prima della caduta del Governo Prodi.
Pochi giorni orsono
regione, provincia a comune avevano infatti stretto un intesa che prevede di
non nominare nel C.d.A. del parco nessuno dei membri di propria competenza in
ottemperanza ai deliberati del consiglio comunale maddalenino che chiedeva di
chiudere l’esperienza negativa di un parco, peraltro coincidente, caso unico
in Italia, con l’intero territorio del comune maddalenino, rivelatosi un
freno per lo sviluppo di una comunità già profondamente in crisi dopo la
partenza della Marina USA ed il disimpegno del Ministero della Difesa.
Il
Presidente della Regione, Renato Soru, proprio a La Maddalena il 3 dicembre
2005 aveva dato il “la” alla protesta affermando che il parco << E’ un limite allo sviluppo di La Maddalena. Si, questo parco
sicuramente sì perché in questa comunità c’è il sindaco e poi c’è una
specie di commissario >> dando piena legittimità a coloro che questo
parco lo avevano contestato e combattuto sin dall’inizio.
Facendosi forte delle affermazioni di
Soru e di quanto la regione aveva fatto per la revoca del Decreto Istitutivo
dell’ex Parco del Gennargentu sull’onda dell’enorme pressione popolare
delle popolazioni del nuorese, il consiglio comunale maddalenino aveva
approvato due distinti deliberati consiliari nei quali chiedeva alla Regione
di passare, anche per La Maddalena, dalle parole ai fatti chiedendo
l’abrogazione della legge 10/94 e la revisione dell’intesa Stato –
Regione in materia di ambiente.
Contemporaneamente il Comitato
Cittadino per il Referendum iniziava la raccolta della firme per poter far si
che la popolazione maddalenina avesse la possibilità di esprimere la propria
opinione con un referendum.
Referendum che verrà celebrato
probabilmente la prossima primavera.
La bozza del quesito è pronta <<
Siete favorevoli alla presenza del parco istituito ai sensi della legge 10/94
in applicazione della legge 394/91, legge quadro sulle aree protette?>>
e dovrà essere approvata dal consiglio comunale maddalenino nel prossimo
consiglio comunale che si terrà entro metà febbraio.
Gioisce il Comitato per il Referendum
<< Regione, provincia e comune ci hanno messo 12 anni per capire che il
parco, questo tipo di parco, è il vero freno allo sviluppo della comunità
maddalenina e che va chiuso al più presto. Alla regione ed alla provincia
chiediamo di attendere l’esito del referendum prima di avanzare ulteriori
proposte di parchi di altro tipo. Non siamo certo pregiudizialmente contrari
alla protezione della natura ma ripetiamo, vogliamo che i parchi si facciano
solo dopo aver sentito il parere delle popolazioni interessate e solo dopo
aver elaborato un piano di socio economico di sviluppo che salvaguardi, oltre
che la natura, anche chi risiede nei territori interessati >>
Francesco Vittiello
Lettera del Comitato promotore cittadino all'ass. regionale all'ambiente Morittu
Perché
a La Maddalena la popolazione vuole il
referendum sul parco.
Magari
qualcuno pensa che non servirà a niente il prossimo referendum di La
Maddalena sul parco nel senso che potrebbe non produrre effetti concreti e
immediati. Sappiamo bene che dopo occorrerebbe una legge del Parlamento per
modificare l’assetto stabilito dalla legge 10/94 istitutiva del “pacco”
dell’arcipelago e tale ipotesi, senza il necessario supporto politico del
comune e della R.A.S. apparirebbe remota. Ma sarebbe comunque un errore
sottovalutare il significato più profondo del malcontento popolare e del
responso delle urne del quale le firme contro questo parco sono un
anticipazione. O, peggio ancora, ridurre tutto, come da sempre fanno tutti i
presidenti succedutisi alla guida dell’ente, a questioni di egoismo, di
convenienza, di interessi o di contributi, poltrone premio per trombati e
vecchi tromboni, qualche posticino per amici più o meno intimi o
prebende e missioni per giovani leoni. Questa motivazione non basta, da sola,
a spiegare l’alta affluenza registratasi ad ogni raccolta di firme da me
organizzate né tantomeno la valanga di prevedibili “si” che
uscirebbero dalle urne.
Nell’arcipelago
c’è un malessere diffuso che cova da tempo sotto le sabbie delle nostre
meravigliose spiagge determinato innanzitutto un crollo di fiducia nelle
istituzioni da parte della comunità maddalenina, quella “vera”
naturalmente ovvero quella che lavora e produce, quella dei molti che non
sapranno come pagare i mutui e le bollette, quella che non riesce e non
riuscirà ad arrivare alla terza settimana del mese, non quella dei salotti più
o meno buoni, né quella dei pseudoambientalisti o quella di piccoli politici
di un piccolo paese che si credono statisti.
Ma
gli annunciati segnali di protesta per le inefficienze, le lacune, i ritardi
di un amministrazione pubblica provinciale, regionale e nazionale sempre più
percepite, anzi viste, come meri centri di potere se non addirittura di
sfruttamento delle nostre bellezze e del nostro patrimonio, continuano ancora
ad essere sottovalutati o peggio, ignorati.
E’
quindi il “distacco” dal potere si consuma sempre di più poiché i
residenti si sentono espropriati del loro senso civico, della loro identità e
della loro libertà.
La
verità è che da troppo tempo l’arcipelago di la Maddalena ha vissuto di
rendita sulle proprie bellezze naturali, sul paesaggio e sull’antica fama
turistica ma, soprattutto, sulle presenze militari che, nonostante tutto,
hanno assicurato per oltre un secolo un benessere talmente diffuso da
suscitare invidia.
Nonostante
ciò continuano a mancare o sono insufficienti le strutture, i parcheggi, le
strade, i porti, i collegamenti marittimi, gli alberghi, quelli veri ovvero
quelli attrezzati mentre iniziano ad abbondare i quasi inutili B & B utili
più per un economia di sopravvivenza ( ricordano tanto gli “orti di
guerra” ) nonchè gli impianti sportivi e ricreativi, culturali e
congressuali senza i quali la nostra città non ha e non potrà avere alcun
futuro. Da mezzo secolo non si costruiscono più opere pubbliche importanti e
funzionali all’interesse della comunità. Quando termina la sempre più
breve stagione estiva, anche per le molte colpe del parco che, soprattutto con
la gestione pseudo-buonista e paternalistica del neopresidente Bonanno, il
quale ha fatto di tutto per allontanare i sempre più scarsi turisti di qualità
( leggasi con soldi da spendere ) La Maddalena si spegne completamente. Ed è
crisi ! Crisi nera….
Prova
ne è il fatto che il commercio langue e che appaiono sempre più cartelli con
la scritta “cedesi attività” e che diversi alberghi hanno chiuso
dopo l’estate per mancanza di clienti.
Sul
filo della memoria e della nostalgia per le tanto vituperate amministrazioni
della prima repubblica le firme raccolte per il referendum per chiudere
l’inutile carrozzone del Parco volte a ridare la centralità
all’amministrazione comunale contengono anche una richiesta di buon governo,
dopo le disastrose amministrazioni comunali maggioritarie, secondo un modello
francese o austriaco più che italiano.
Sappiamo
che il prevedibile trionfo dei «SÌ» determinerebbe una crisi politica senza
precedenti a tutti i livelli ma non c’importa ! Crediamo fermamente che il
parco sia un ente inutile e dannoso e che, aldilà di qualche poltroncina e
qualche posto precario e clientelare , non abbia creato nulla di positivo e
che quindi debba essere chiuso per riportare il potere al suo legittimo
depositario, il popolo, in nome del quale in troppi si riempiono la bocca di
belle parole per farlo, prendendo in prestito un antico detto di saggezza
popolare isolana “ curnutu e mazziatu” !
Riteniamo
infine che un vero «progetto per La Maddalena» sia la risposta
migliore, assieme al referendum, alle esigenze concrete della nostra comunità
e nessuno potrà più fermarci nonostante gli sforzi dei tanti sabotatori,
opportunisti, presenzialisti, ruffiani politici, nostalgici, predicatori,
calunniatori e venditori di fumo che stanno sempre più proliferando in città
“nell’era Bonanno”.
La
storia come volontà del popolo non si può fermare !
COMITATO
CITTADINO REFERENDUM SUL PARCO NAZIONALE
Perché
diciamo NO a questo parco !
Il
parco, vero freno per lo sviluppo di La Maddalena, si è dimostrato in questi
mesi di presidenza Bonanno ancora più arrogante, inefficiente,
burocratizzato, clientelare e lottizzato delle gestioni dei suoi predecessori
!
I maddalenini in
questi anni hanno, subito tutte le bizze di presidenti imposti da Roma. Il
primo, Camarda, fu nominato dai D.S. tra le proteste dell’ex presidente
della regione Palomba, il secondo,Cualbu, da Alleanza Nazionale e la sua
nomina fu oggetto di un ricorso al T.A.R. dell’intero Consiglio Comunale
(Sindaco Birardi), ricorso ritirato poco dopo la sua elezione dal neo Sindaco
Rosanna Giudice, di A.N. ,ovvero dello stesso partito di Cualbu, per avere in
cambio la possibilità di designare in seno al C.d.A. qualche amico o parente
di assessori della propria giunta e, dulcis in fundo, Bonanno dai Verdi,
sostenuto in una riunione “carbonara”
in quel di Porto Massimo dalla segreteria di Rifondazione Comunista, un
gruppetto di D.S. ed un paio di esponenti della locale Margherita (per avere
come contropartita qualche poltrona) e prontamente nominato dal suo amico
personale Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente di turno. Nessuno dei
Presidenti è stato nominato per meriti e competenze
ma solo per appartenenza politica o amicizia, come l’attuale, con un
ministro.
Anche
i membri del C.d.A. sono stati sempre
nominati con gli stessi criteri. Cosa contava e cosa conta non sono le
capacità manageriali ma solo la tessera di partito o la fedeltà al governo
di turno.
“Questo
tipo di parco non funziona e va chiuso !” . Questa in sintesi la
posizione del Consiglio Comunale che l’ha scritta nero su bianco in due
recenti deliberati consiliari recependo così le istanze, i malumori e la
rabbia dei maddalenini privati del controllo del loro territorio e, in
definitiva, della loro libertà, facendo proprie le tesi che di chi lo aveva
predetto dal giorno del suo “parto” , ultimo atto del governo Dini, nel
1994. Con tale presupposto già a suo tempo molti di noi ebbero la certezza,
che un parco anomalo come quello di La Maddalena che vi conferisce l’intero
territorio, non poteva funzionare secondo i criteri stabiliti della ”Legge
quadro sulle aree protette” ovvero la famigerata Legge 394/91.
Ai già pesanti
vincoli presenti sull’arcipelago (e sul suo mare) se ne sono aggiunti, di
anno in anno, altri ancor più pesanti, spesso demenziali ed ideologici, solo
che questi, imposti per presunte esigenze ambientali, a differenza di quelli
per esigenze militari, in cambio non hanno dato alcuna contropartita economica
e nessun posto di lavoro in sostituzione di quelli persi col progressivo
abbandono della marina italiana se non qualche posticino precario senza
concorso.
Lo
stato ha solo sostituito un potere con un altro per limitare la sovranità
degli isolani senza restituire in cambio i circa 1000 posti di lavoro perduti,
tra diretti ed indiretti, negli ultimi 10 anni di progressivo abbandono della
Marina Militare.
Tutti
i presidenti di questo parco hanno sempre pensato, evidentemente, che la
presenza umana, anche quella dei residenti, è incompatibile con la natura e
la salvaguardia dell'arcipelago ! Si sono solo preoccupati solo di aggiungere
divieti a divieti senza nessun beneficio e nessuna contropartita
economico-occupazionale per i maddalenini.
Lo
stato ha solo sostituito un potere con un altro per limitare la nostra
sovranità senza dar nulla in cambio !
Stavolta
però i maddalenini hanno detto basta e finalmente potranno dire la loro su
questo parco e, di conseguenza, sul proprio futuro mediante il più
democratico degli strumenti ovvero con un referendum. Referendum sul quale si
sono scagliati diversi “benpensanti” ed alcuni “intellettuali”
adombrando il sospetto, anche tramite una lettera pubblicata in un noto
quotidiano sardo ed in alcuni siti web, che i referendari fossero gli
apripista di
speculatori edilizi e cementificatori.
Il
Comune di La Maddalena sta reperendo i fondi per il referendum che, con buona
pace di qualcuno finalmente si farà presumibilmente in autunno. Voglio
ricordare che per altre due volte avevamo raccolto le firme a tale scopo e
siamo convinti che i maddalenini voteranno in maniera plebiscitaria contro
questo parco basato su leggi anacronistiche, romanocentriche ed
antiautonomiste perchè stufi di qualsiasi ingerenza esterna che vada contro
il futuro dei propri figli.
Ribadiamo che la cultura della speculazione edilizia e di altri scempi
ambientali non fa parte del DNA del Comitato Referendario nè tantomeno fa
parte di quello della nostra comunità. E’ falso infatti ciò che afferma
uno degli ex Presidente del Parco, Prof. Ignazio Camarda, che scrive <<
fu la decisa e pubblica opposizione del parco, quando ebbi l'onore di
essere Presidente di questa istituzione, ad impedire la cementificazione delle
isole di Spargi, Razzoli, Budelli e Santo Stefano >>.
Sono
stati i maddalenini che hanno voluto il vincolo d’inedificabilità
totale su tutte le isole minori dell’arcipelago , con la sola esclusione
dell’isola madre, quando fu elaborato il Piano di Fabbricazione circa 30
anni fa, quando tutti comuni viciniori costruivano a più non posso e tale
divieto è stato fatto osservare da tutte le amministrazioni comunali
susseguitesi nel tempo.
I
maddalenini sono stati, con i loro difetti ed i loro pregi, i primi
difensori dell'arcipelago anche se in molti, in questi tempi, vorrebbero far
credere il contrario.
Il
futuro dell’arcipelago nel dopo referendum si giocherà su due fronti : l’acquisizione
al patrimonio del Comune di tutti i beni dismessi e dismissibili,
compreso quindi l’ex Arsenale Militare e una profonda revisione o
meglio ancora l’ abrogazione della legge istitutiva dell’inutile carrozzone
politico chiamato
Ente Parco
per far tornare il potere decisionale agli unici legittimati e non
“imposti” dal ministro di turno,
ovvero al Sindaco ed al Consiglio Comunale eletti dalla popolazione
maddalenina.
Come
Comitato garantiamo che vigileremo sull’operato del Parco e su quello delle
istituzioni a tutti i livelli affinché i maddalenini possano esprimersi
democraticamente e che la loro volontà, come nel Gennargentu, venga
rispettata sino in fondo.
Basta con questi buffoni: vergogna! Rifondazione(accontentati con la nomina di Bifulco) e Margherita(anche loro aspettando il regalo).....ringraziano il ministro Pecoraro Scanio....che tristezza!!