COMITATO PROMOTORE CONSULTAZIONE POPOLARE        
        Forum: "L'istituzione dell'Ente Parco è positivo o meglio senza?" Free Forum by BpathFree Forum by Bpath

 

 

 

Quattordici anni fa undici Consiglieri Comunali decisero, in buona fede, ma senza chiederlo a nessuno, di consegnare l’intero territorio comunale al cosiddetto “Ente Parco”. Oggi un altro Consiglio Comunale, con altrettanta buona fede ed all’ UNANIMITA’, ha deciso di porre rimedio a quel macroscopico errore chiamando i cittadini ad esprimere il loro parere per  affermare il principio democratico che i parchi s’istituiscono SOLO CON IL CONSENSO PREVENTIVO delle popolazioni residenti.

Dodici anni di gestione dell’Ente Parco da parte delle segreterie di TUTTI partiti politici hanno incontestabilmente dimostrato che il Parco Nazionale dell’Arcipelago non è altro che un CARROZZONE ad uso e consumo dei governanti di turno. QUESTO VOTO E’ IL PRIMO ATTO CONCRETO PER TENTARE DI CHIUDERE QUESTO ENTE FALLIMENTARE PER ridare agli isolani LA SOVRANITA ’ SULL' ARCIPELAGO per il futuro delle generazioni future.

Ringrazio i dirigenti di quei partiti che, trasversalmente e nel più puro spirito referendario, hanno chiaramente indicato ai loro iscritti ed  agli elettori, seppur con diverse motivazioni, di votare NO al quesito della consultazione. A nome del Comitato per il Referendum mi rammarico che i rappresentanti locali del maggiore partito nazionale abbiano dimenticato che il programma del P.d.L. prevede che i parchi si facciano con l'assenso delle popolazioni interessate e che non abbiano avuto lo stesso coraggio dei dirigenti del PDCI, di A.N., de La Destra, dell'U.d.C. e dell'Italia dei Valori per dare una chiara e pubblica indicazione di voto negativo. Vista quindi la scarsa lungimiranza politica e la pavidità di questi "politici" ci appelliamo direttamente ad iscritti, elettori e simpatizzanti del partito del Presidente Berlusconi affinchè si rechino al seggio per votare NO a questo parco.

 

Francesco VITTIELLO

Presidente Comitato Referendum

 

 

 

 

 

Comitato Cittadino per il Referendum sul parco di La

Maddalena

Finalmente si avvicina la data storica della consultazione popolare che consentirà

ai cittadini, pur in colpevole ritardo, di esprimersi liberamente sulla presenza

dell'ente Parco nazionale dell'arcipelago. Senza voler ricordare le varie fasi e lotte

che hanno portato a questo successo di democrazia reale, teniamo a

precisare quanto segue per evitare sconclusionate e disperate provocazioni di

presunte forze politiche locali:

1) i maddalenini sono ben informati e sanno benissimo cosa vogliono e quello che

pensano di questo inutile ente parco, lo hanno dimostrato più volte e confermato

recentemente quando, in soli dieci giorni, oltre 2500 cittadini hanno firmato la

nostra richiesta di consultazione popolare ;

2) il successo di tale iniziativa è da ricercarsi anche nella nostra assoluta chiarezza,

correttezza e coerenza in questa battaglia che non ha avuto nessun tipo di

distinzione e/o divisione ideologica e politica;

3) sia la raccolta di firme sia il quesito da sottoporre ai cittadini segue fedelmente i

testi integrali di ben tre delibere consiliari approvate all'unanimità dal Consiglio

comunale, dunque dall'unico organo che rappresenta realmente tutti i maddalenini

eletti dal voto popolare;

4) i referendum in Italia sono sempre abrogrativi o consultivi quindi in questo caso

la consultazione popolare non rappresenta un eccezione, almeno per coloro che

conoscono le leggi dello stato e, soprattutto, la Costituzione;

5) Il fallimento di questa gestione è stata causato anche dalla pretesa del presidente

Bonanno di ignorare le istanze di istituzioni elettive come il Comune, la Provincia

Gallura e la Regione sarda, le quali coerentemente e giustamente, non hanno

nominato nessun rappresentante all'interno della Comunità del Parco;

Crediamo inoltre che difendere lottizzati in un sistema di spartizione di poltrone

costituisce in maniera inequivocabile un esempio dei "valori" di cui fanno parte i

partiti che ancora oggi difendono l'esistenza dell’ Ente Parco e tentano, inutilmente,

di confondere le idee ai cittadini.

In conclusione, chi ancora oggi non ha capito quali siano gli obbiettivi e le richieste

del nostro Comitato spontaneo nato con l’unico interesse del bene della nostra

comunità evidentemente è in malafede e meglio farebbe a leggersi le delibere

comunali, provinciali e regionali dalla quale è partita la nostra richiesta di

consultazione. Fortunatamente i maddalenini sono molto più informati e preparati di

quanto certi personaggi credono e saperlo è per noi fonte di un enorme

soddisfazione. Quando è in gioco il futuro del paese, sia chiaro, a noi non interessa

strumentalizzare argomenti seri per becere campagne preelettorali o di parte !

L’unità e la trasversalità di questa iniziativa è un chiaro esempio di maturità e di

responsabilità. Se poi qualche povero disperato vuole inutilmente svilire tutto

questo, non fa altro che autoflagellarsi, e sinceramente non lo invidiamo per nulla !

MARCO POGGI

VICEPERSIDENTE COMITATO REFERENDARIO

PE’ I ZITEDDI VOTA NO A’ QUISTU PARCU !

 

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Agostino Bifulco  poltronissimi Sputtaniamoli

 

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GENERALE, A TUTTI I GIORNALISTI NONCHE’ AI VERI CENSURATI … COME NOI !

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Lettera di un cittadino testimone della "bravata" di Bonanno e i suoi amici lottizzati del Parco

                                                                 Il caso: Parco & ecoballe!  

                        

Il caso: Quando Rifondazione e sinistra DS (ora pro- Cabras PD) tifavano per il referendum sul Parco!                     

  

 

 

PECORARO SCANIO ANCORA INDAGATO: ecco chi è l'amico di Bonanno e soci... VAI                                                                           

  ECCO I LOTTIZZATI DEL PARCO .....rifondazione come sempre quando c'è da distribuire poltrone..... VERGOGNA!!

 

 

  Complimenti all'Assessore al Bilancio Nicola Gallinaro che ha immediatamente reperito i  25,000 € per il REFERENDUM ! VAI

   

       IN MANCANZA DELL’AMATO ELICOTTERO CHE LO ACCOMPAGNAVA PER GLI APERITOZZI ISOLANI  PECORARO FONDA UNA SUA COMPAGNIA AEREA!

                                                   Parco e Mondezza a Spargi: vergogna!

       Scoppia la pace tra l'Ass.re Belli ed il Presidente del Parco ?

 

 

 

 

 

 

Chiariamoci le idee sul Parco? Noi non nè abbiamo bisogno!!

 

"Durante l'incontro organizzato dalla locale sezione dell'Italia dei Valori (quali?) era stato invitato, lo diciamo per correttezza, anche il Comitato per il referendum sul Parco che ha però deciso di declinare l'invito perchè le idee sul parco le abbiamo già ben chiare senza bisogno dei "nipotini" di Di Pietro per chiarirsele! Al dibattito sono intervenuti molti di coloro che questo tipo di parco lo hanno voluto e che ancora non si rassegnano neppure davanti all'evidenza del suo fallimento e, soprattutto, non vogliono inchinarsi alla volontà del popolo sovrano.
Abbiamo appreso da autorevoli e disinteressati uditori che alla fine del  presunto “convegno”  le idee degli organizzatori ( … già il titolo dello stesso era tutto un programma…) erano più confuse di prima e la prova si riscontra nello sconclusionato comunicato stampa finale, nel quale, alla faccia della tanto invocata chiarezza, in un  inveterata abitudine di quella politica o presunta tale "che fanno finta di criticare", affermavano che "certi politici locali"  usano il parco "come un mezzo per ottenere visibilità e vantaggi" senza, naturalmente avere il coraggio e la coerenza di fare i nomi di questi politici e senza denunciare quali vantaggi abbiano ottenuto! Complimenti per la chiarezza ed onestà intellettuale ai locali "adepti" del partito del Tonino da Montenero di Bisaccia ! Noi andremo avanti per la nostra strada, senza padroni e padrini politici, convinti che il popolo maddalenino le idee, come il Comitato Referendario, le abbia già ben chiare e che dirà un NO forte e chiaro a questo parco con somma delusione dei mestatori del passato e di quelli che aspirano a tale miserevole ruolo per motivi a noi, per ora, oscuri"
 
 
 Comitato per la consultazione popolare sul Parco
 

 

 

 

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

IN MERITO ALL’ORAMAI PROSSIMO REFERENDUM SUL PARCO NAZIONALE DELL’ARCIPELAGO CHE SARA’ APPROVATO NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE,  IL MOVIMENTO SARDO PRO TERRITORIO PRENDE ATTO CHE IL PARCO DI LA MADDALENA HA SOLO PRODOTTO DISECONOMIE E CONFLITTI SOCIALI ED ESPRIME IL PROPRIO APPREZZAMENTO PER IL LAVORO DELL’INTERO COMITATO CITTADINO PER IL REFERENDUM ED IN PARTICOLARE PER IL SUO PRESIDENTE, FRANCESCO VITTIELLO, IL QUALE DOPO QUATTORDICI ANNI DI BATTAGLIE E TRE RACCOLTE DI FIRME, HA PERMESSO DI RAGGIUNGERE L’IMPORTANTE RISULTATO DI POTER FAR ESPRIMERE LA POPOLAZIONE MADDALENINA PRO O CONTRO QUESTO TIPO DI PARCO.

NON SONO PIU’ ACCETTABILI I CRITERI E LE BASI CULTURALI DEGLI ENTI PARCO SIN’ORA ADOTTATI POICHE’ DI CONCEZIONE OTTOCENTESCA, CENTRALISTA E COLONIALE E BISOGNA PASSARE A MODELLI DI SVILUPPO DEMOCRATICI CHE NON MORTIFICHINO I DIRITTI CIVILI, STORICI ED ECONOMICI DELLE POPOLAZIONI LOCALI. IL MOVIMENTO PRO TERRITORIO RITIENE CHE E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI SUPERARE LA LEGGE QUADRO 394 ED ARRIVARE AD UN MODELLO DI PROTEZIONE DELL’AMBIENTE SOLIDALE ED AUTOGOVERNATO FONDATO SULLA CENTRALITA’ DELLE ISTITUZIONI ELETTIVE LOCALI.

ANCHE PER QUESTI MOTIVI IL NOSTRO MOVIMENTO DOPO UNA LUNGA BATTAGIA ANCHE LEGALE HA SEPOLTO DEFINITVAMENTE UNA DELLE TANTE IMPOSIZIONI ROMANE OVVERO IL PARCO DEL GENNARGENTU IL CUI DECRETO E’ STATO RECENTEMENTE DICHIARATO ILLEGITTIMO ANCHE DAL T.A.R.

 PER QUESTO MOTIVO IL NOSTRO MOVIMENTO ESPRIME PROFONDA SODDISFAZIONE PER L’OPERATO DEL CONSIGLIO COMUNALE MADDALENINO IL QUALE, RECEPENDO LE LEGITTIME ISTANZE DELLA POPOLAZIONE MADDALENINA, CON L’APPROVAZIONE DELLA CONSULTAZIONE POPOLARE PERMETTERA’ DI POTER ROMPERE QUELLE CATENE CHE IMPEDISCONO LO SVILUPPO DELL’ARCIPELAGO PER UN NUOVO MODELLO SI RISPETTOSO DELL’AMBIENTE MA CHE ABBIA AL CENTRO IL PATRIMONIO AMBIENTALE GESTITO AUTONOMAMENTE E CON REGOLE CONDIVISE.

LA NUOVA LEGGE CHE IL PARLAMENTO SI E’ IMPEGNATO AD APPROVARE DOVRA’ PREVEDERE INNANZITUTTO IL PRINCIPIO DI LIBERA ADESIONE DELLE POPOLAZIONI IN QUELLE CHE NON SI DOVRANNO PIU’ CHIAMARE PARCHI MA AREE SOTTOPOSTE A PROGETTO DI VALORIZZAZIONE, TUTELA AMBIENTALE E SVILUPPO ED ESSERE GARANTE DI UN ECONOMIA FONDATA ANCHE SUI VALORI DEL LAVORO E DELL’IMPRESA CON INCENTIVATI GLI USI TURISTICI ED ARTIGIANALI DEL TERRITORIO FONDATI SU CRITERI DI COMPATIBILITA’ SOCIALE, CULTURALE ED AMBIENTALE.

 

U.LP.L Movimento Sardo Pro Territorio -

Il Coordinatore Nazionale

Alessio PASELLA

 

 

 

 

                                              Il Parco non solo censura, disinforma e insinua anche che…Leggi qui

                                               Solidarietà del PDCI al Comitato per la censura subita 

                                               Anche Regione e Provincia Contro il Parco:... E ora dimissioni!

                                      "SIAMO TORNATI AL MINCULPOP  DI FASCISTA MEMORIA! IL PARCO.... "  Leggi qui

E' in edicola: Il Corriere delle ECOBALLE  (informazione libera dall'Arcipelago Gulag) GRATIS, stampato su carta ecosolidale a spese dell'editrice, Sig.ra Tamara CANI, con il contributo economico di alcuni amici e SENZA ALCUNA SPENDITA di danaro pubblico 

By Francesco Vittiello – www.lamaddalena.it

 

 

            

 

      

Come nel Parco del Cilento con un blitz degno dei migliori lottizzatori della prima repubblica l'ex ministro, Pecoraro, firma il decreto di nomina del nuovo Ente Parco di La Maddalena tra le proteste di Regione, Provincia e Comune ( vedi ) che si rifiutano di nominare i propri rappresentanti in seno al C.d.A.

N.B. : I testi “virgolettati” sono stati tratti da “il Vento” n°99 del 09.02.2008, dal sito ufficiale della Regione Sardegna e dagli articoli e dalle interviste apparse su “La Nuova Sardegna” .

Se il buongiorno si vede dal mattino allora siamo fatti in mano !

I LOTTIZZATI DEL PARCO OVVERO …. IL “nuovo”  C.d.A.

Giuseppe Bonanno (Verdi,  amico di Pecoraro...ex anti-parco)

Agostino Bifulco (Rifondazione,  mendicante di poltrone)

Lilli Bertorino (UDEUR, nostalgico democristiano)

Pier Mario Manconi

 

Regione

Provincia

Comune

Andrea Cossu

Marco Curini Galletti

Danilo Pisu

ASSENTI GIUSTIFICATI

IPSE DIXIT

BONANNO : “ Comune, Regione e Provincia non hanno voluto nominare i membri di propria competenza ? “ ( ME NE FREGO ! …questo non lo ha detto ma certamente, conoscendolo, lo ha pensato … ) “..però io vado avanti lo stesso !”  ARROGANTE.

BIFULCO : “Metterò a disposizione del parco la mia esperienza politica”. Grazie Agostino ci aiuterei a farlo fallire prima perché in fatto di trappoloni sei una garanzia!  INTENDITORE

PISU : “ Mi spiace che manchino alcuni componenti del C.d.A.”  AFFRANTO.

MANCONI : “ E’ importante comunicare…E’ importante recuperare il rapporto con i cittadini…”    MEDIATICO.

COSSU : “ La prima cosa da fare è il piano del parco…”    PRAGMATICO.

CURINI GALLETTI : “ Il parco deve porre steccati rigidi ed invalicabili. Ho difficoltà a comprendere come si possa conciliare sino in fondo tutela e sviluppo” ( Ci tolga stimato Professore una curiosità : ma se non si comprende da solo come potrà spiegare ai maddalenini le sue idee confuse ?  DECISIONISTA CONFUSO, PERICOLOSO.

BERTORINO : l’ unico che, a nostro parere, ha detto qualcosa di sensato (da buon vecchio e navigato democristiano ) “ ….c’e’ a Stagnali un centro delfini nel quale ci si attende di vederli invece sono solo in foto…” ( in compenso, caro Lilli, si vedono molti ricercatori  paganti nella foresteria ) “ Il cinghiale deve essere eliminato ( a fucilate ) e bisogna fare il piano per il parco.” Dulcis in fundo la scoperta dell’acqua calda “ Il Parco è osteggiato da tutti” e in un impeto di sincerità afferma “Se facessimo il referendum il parco sarebbe cancellato perché è stato calato in maniera un po’ pedestre (!?!) ed è visto come un patrigno. Dobbiamo quindi collaborare con regione,provincia e comune…” NON SO COME E PERCHE’ SONO QUI, NON SO COSA DOVREI FARE MA RIMANGO LO STESSO PERCHE’ TUTTO SOMMATO UNA POLTRONA E’ SEMPRE UNA POLTRONA !  DEMOCRISTIANO SINO AL MIDOLLO. EQUILIBRISTA.

REGIONE : ( dal sito ufficiale della regione ) SORU(Il Parco) E’ un limite allo sviluppo di La Maddalena? Sì, questo parco sicuramente sì: perché in questa comunità c’è il sindaco e poi c’è una specie di commissario… questa legge ( la 394/91 n.d.r. ) va modificata( La Maddalena, sabato 3 dicembre 2005 ) MORITTU : “Dobbiamo discutere sulla revisione degli accordi Stato Regione del 1999. Tra questi anche la legge che regola il funzionamento dei parchi. Noi non nomineremo il nostro rappresentante in seno all’Ente Parco … uno stipendificio” (La Nuova 22.01.2008 )  LA REGIONE INAUGURA LA CAMPAGNA ELETTORALE.

PROVINCIA : ZANCHETTA : “…dobbiamo abbattere i criteri di nomina dell’ente parco e noi, in accordo con regione e comune di La Maddalena non nomineremo i nostri rappresentanti. Non possiamo più accettare nomine che arrivano dall’alto. Le aree protette devono nascere dalla volontà popolare, devono essere scelte dal basso...(La Nuova 20.01.2008 )    RAVVEDUTO.

IL CONSIGLIO COMUNALE MADDALENINO ALL’UNANIMITA’ “…disconosce formalmente il Protocollo d’Intesa Stato- Regione ­Comune che nel 1994 ha dato l’avvio alla procedura istitutiva del parco. Non nomina i propri rappresentanti ed avvia le procedure per il Referendum”.  USCITI DAL COMA.  

P.S. :  Cari Agostino Bifulco e Lilli Bertorino, non ce ne vogliate ma visto che il governo non c'e' più ( e tu, caro Lilli non dimenticare che sei stato nominato in quota truppe mastellate ) cosa aspettate per dignità e coerenza a rassegnare le dimissioni dopo il "niet" di regione, provincia e comune ?

 

                       Democristiano ? STEFY SEI GRANDE !!! Democratico ?

                              NE HAI COMBINATA UN'ALTRA DELLE TUE: ( leggi qui)

 

 

Caprera : Una smentita troppo rapida non fa che confermare la notizia … Bonanno 13.3.2008

Un primo risultato l’abbiamo raggiunto dopo che per primi abbiamo lanciato l’allarme : il Presidente ( delegittimato dal Consiglio Comunale maddalenino, dalla regione e dalla provincia ) del pacco smentisce la chiusura di Caprera ai residenti confermando però…che verrà chiusa ai turisti ovvero proprio a coloro che nel futuro dovranno dare il pane ai nostri figli ! Bonanno tenta, maldestramente a nostro parere, mascherandosi dietro paroloni e slogans come <<contingentare i flussi turistici>> e << promuovere iniziative di trasporto alternative >> tipo carri, calessi, cavalli, biciclette, bus elettrici ( che intanto, ripetiamo, continuano a marcire inutilizzati in un recinto ) e , suggeriamo noi, anche monopattini, velocipedi ed asinelli di fare una smentita che non smentisce un bel nulla. Ricordiamo a Bonanno che i presidenti di parco, tutti, lui compreso, sin’ora ai maddalenini hanno solo tolto qualcosa e mai restituito nulla e che … lui non fa eccezione preoccupato più che altro di salvare la copula delle farfalle e di conseguenza anche le zecche che a milioni infestano l’isola dell’eroe dei due mondi. Detto ciò invitiamo Bonanno, naturalmente se non tiene alla poltrona e se, al contrario, vuole "continuare il percorso di avvicinamento alla popolazione residente" di dimettersi per rispettare la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti dal voto popolare e non dall'amico ministro di turno, che tra l'altro non ci sarà più dopo l'elezioni del 1e 14 Aprile prossimo. Se tutto questo non sarà abbastanza, ricordiamo che è oramai imminente lo svolgimento della consultazione popolare, sostenuta e richiesta dagli ordini del giorno del consiglio comunale e da 2500 firme di maddalenini che darà il definitivo benservito all'ente parco e hai suoi lottizzati servitori

 

 

Comitato per la consultazione popolare sul parco dell’arcipelago

Il Consiglio direttivo dell'ente Parco nell'ultima riunione ha varato le linee di indirizzo generale per l'anno 2008. Bisogna sempre ricordare che questo organo è privo delle rappresentanze delle istituzioni legittimate dal consenso popolare ovvero Regione, Provincia e Comune che di comune accordo, per protestare contro invadenza ed interferenze, non hanno designato i propri rappresentanti,  a differenza di chi è presente solo grazie alle solite nomine ministeriali, dunque prive di una reale legittimazione. Tornando alla relazione programmatica dell'ente, siamo fortemente preoccupati, aldilà degli slogan e trionfalismi ricchi di demagogia, per le reali intenzioni del Parco: ancora una volta è chiaramente palesato il progetto di chiusura permanente dell'isola di Caprera che, se attuata, provocherà ulteriori gravi danni all'immagine turistica dell’arcipelago il quale, al contrario, ha urgente bisogno di una nuova politica per incentivare e favorire una riconversione economica senza inutili ed anacronistici vincoli. Ribadiamo che i maddalenini e tutte le amministrazioni comunali hanno avuto il merito di salvaguardare il proprio patrimonio ambientale senza però impedire la libera circolazione e fruizione del territorio, senza la necessità di creare nuove riserve inaccessibili ai più, aperte però solo a pochi "fortunati” ed a qualche “privilegiato" in nome di un poco serio programma di "riscoperta dell'ambiente ed eventualmente per l'approccio ad un turismo alternativo". Questi slogan oramai li conosciamo bene : purtroppo sono stati già usati anche dalle precedenti gestioni del Parco per giustificare incauti provvedimenti di chiusura totale di Caprera ! Se la gestione Bonanno ed i suoi pochi amici vorranno riprovare ciò che non riuscì al duo Cualbu & Boe allora le nostre risposte, insieme ai maddalenini saranno identiche a quella degli anni passati: manifestazioni di protesta clamorose e blocco stradale del ponte di accesso all'isola di Caprera. Risulta pretestuoso oltretutto e fuori dalla realtà affermare che "l'intenzione dell'ente Parco è quella di continuare il percorso di avvicinamento alla popolazione residente", anzi secondo noi è una vera e propria provocazione! La verità inconfutabile è solo quella manifestata dalle delibere votate all'unanimità dal consiglio comunale di La Maddalena, dalla provincia Olbia-Tempio e dal consiglio regionale che hanno decretato il fallimento definitivo dell’inutile poltronificio dell’ ente parco, con l'appoggio della stragrande maggioranza dei maddalenini e delle forze politiche. Pertanto invitiamo il presidente del Parco e il suo incompleto consiglio direttivo di rendersi conto della realtà in cui vivono, della loro delegittimazione politica ed istituzionale, e, se veramente vogliono "continuare il percorso di avvicinamento alla popolazione residente" non possono fare altro che dimettersi e rispettare la volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti eletti dal voto popolare e non dall'amico ministro di turno, che tra l'altro non ci sarà più dopo l'elezioni del 13 e 14 Aprile prossimo. Se tutto questo non sarà abbastanza, ricordiamo che è oramai imminente lo svolgimento della consultazione popolare, sostenuta e richiesta dagli ordini del giorno del consiglio comunale e da circa 2500 firme di maddalenini che darà il definitivo benservito all'ente parco e hai suoi “opportunisti” servitori.

 Comitato per la consultazione popolare sul parco dell’arcipelago

 

 

                      " Succede che nell'arcipelago di La Maddalena ci sia il Presidente del Parco Nazionale,

                             verde e stretto collaboratore/amico personale  dell'ex ministro Pecoraro-Scanio,

                             che è editore di un "bollettino informativo" a cadenza quindicinale, pagato con soldi pubblici,

                             ovvero di tutti, il quale si permette d' impedire la pubblicazione, applicando una vergognosa

                             censura, di un comunicato nel quale il comitato per il referendum sul Parco,  approvato 

                             dall'intero consiglio comunale, intendeva spiegare le proprie ragioni senza oltretutto dare 

                            alcuna  giustificazione se non quella che il giornale è...cosa loro! 

                            Il Parco di La Maddalena, ennesimo ente inutile, è stato recentemente liquidato dalla Regione
 
                            e dalla Provincia dopo la delegittimazione unanime del consiglio comunale e  dei maddalenini
 
                            accorsi in massa a firmare per il referendum, per la terza volta in dieci anni, ma il suo presidente 
 
                            invece di dare le dimissioni assieme all'intero e lottizzato C.d.A., la cui nomina è stata firmata da
 
                           Pecoraro il giorno prima della cacciata, preferisce "resistere"  rimanendo attaccato alla sua poltrona!"

 

 

No a questo parco : questo è lo slogan adottato dall’ampio partito trasversale che va dall’Assessore Regionale all’Ambiente, Ciccitto Morittu, a quello provinciale, Pierfranco Zanchetta, passando attraverso il Sindaco di La Maddalena, Angelo Comiti, assieme all’intero consiglio comunale, sino ad arrivare al Comitato per il Referendum sul parco forte della massa d’urto di 2200 firme ed ha sancito, di fatto, la delegittimazione e di conseguenza la fine del parco di La Maddalena, del Presidente Bonanno e del C.d.A. dell’Ente la cui nomina è stata firmata dall’ex ministro Pecoraro Scanio il giorno prima della caduta del Governo Prodi.

Pochi giorni orsono regione, provincia a comune avevano infatti stretto un intesa che prevede di non nominare nel C.d.A. del parco nessuno dei membri di propria competenza in ottemperanza ai deliberati del consiglio comunale maddalenino che chiedeva di chiudere l’esperienza negativa di un parco, peraltro coincidente, caso unico in Italia, con l’intero territorio del comune maddalenino, rivelatosi un freno per lo sviluppo di una comunità già profondamente in crisi dopo la partenza della Marina USA ed il disimpegno del Ministero della Difesa.

Il Presidente della Regione, Renato Soru, proprio a La Maddalena il 3 dicembre 2005 aveva dato il “la” alla protesta affermando che il parco << E’ un limite allo sviluppo di La Maddalena. Si, questo parco sicuramente sì perché in questa comunità c’è il sindaco e poi c’è una specie di commissario >> dando piena legittimità a coloro che questo parco lo avevano contestato e combattuto sin dall’inizio.

Facendosi forte delle affermazioni di Soru e di quanto la regione aveva fatto per la revoca del Decreto Istitutivo dell’ex Parco del Gennargentu sull’onda dell’enorme pressione popolare delle popolazioni del nuorese, il consiglio comunale maddalenino aveva approvato due distinti deliberati consiliari nei quali chiedeva alla Regione di passare, anche per La Maddalena, dalle parole ai fatti chiedendo l’abrogazione della legge 10/94 e la revisione dell’intesa Stato – Regione in materia di ambiente.

Contemporaneamente il Comitato Cittadino per il Referendum iniziava la raccolta della firme per poter far si che la popolazione maddalenina avesse la possibilità di esprimere la propria opinione con un referendum.

Referendum che verrà celebrato probabilmente la prossima primavera.

La bozza del quesito è pronta << Siete favorevoli alla presenza del parco istituito ai sensi della legge 10/94 in applicazione della legge 394/91, legge quadro sulle aree protette?>> e dovrà essere approvata dal consiglio comunale maddalenino nel prossimo consiglio comunale che si terrà entro metà febbraio.

Gioisce il Comitato per il Referendum << Regione, provincia e comune ci hanno messo 12 anni per capire che il parco, questo tipo di parco, è il vero freno allo sviluppo della comunità maddalenina e che va chiuso al più presto. Alla regione ed alla provincia chiediamo di attendere l’esito del referendum prima di avanzare ulteriori proposte di parchi di altro tipo. Non siamo certo pregiudizialmente contrari alla protezione della natura ma ripetiamo, vogliamo che i parchi si facciano solo dopo aver sentito il parere delle popolazioni interessate e solo dopo aver elaborato un piano di socio economico di sviluppo che salvaguardi, oltre che la natura, anche chi risiede nei territori interessati >>

 

Francesco Vittiello

 

 

Oggetto : convocazione conferenza stampa.
 
Il Comitato per il Referendum Consultivo sul Parco Nazionale dell'arcipelago di La Maddalena invita la S.V. a partecipare alla conferenza stampa che si terrà Mercoledì 6 Febbraio ore 10.30 presso la Sala Conferenze dell'ex Centro di Aggreazione Sociale di Via XX Settembre( ingresso fronte Edicola Marchetti ) per illustrare sia gli ultimi sviluppi dell'iter referendario sia per commentare la gravissima ed inaudita CENSURA al quale il Comitato è stato sottoposto da parte della dirigenza del Parco che ha negato la pubblicazione sul giornale Parcoinforma ( ... edito dal parco stesso con i soldi di tutti i contribuenti italiani ) di un nostro scritto nel quale spiegavamo le ragioni alla base della richiesta di referendum ( la terza in 10 anni ) sottoscritta da oltre 2200 cittadini maddalenini.
Certo della sua gradita partecipazione colgo l'occasione, a nome del comitato che mi onoro di rappresentare, per inviarle i miei più cordiali saluti.

 

 

Lettera del Comitato promotore cittadino all'ass. regionale all'ambiente Morittu

Gentile Assessore Morittu,
mi chiamo Francesco Vittiello, Presidente del Comitato per il Referendum sul Parco Nazionale dell'Arcipelago, comitato non partitico e super partes,  richiesto da oltre 2200 cittadini di La Maddalena, referendum che, le ricordo, è stato anche sostenuto ed avallato dal Consiglio Comunale maddalenino all'unanimità, anche se la giunta a distanza di oltre sei mesi, non ha ancora stabilito la data della consultazione pur avendo, nel frattempo, approvato il Consiglio, sempre all'unanimità, il relativo regolamento attuativo.
Gentile Assessore ho appreso, tramite stampa, le nuove posizioni assunte dalla Regione Sardegna in merito alla richiesta di una revisione, spero profonda, sia degli accordi Stato Regione del 1999 sia della legge che regola il funzionamento dei parchi ( legge 394/91 ) ed auspico che Lei voglia chiedere anche la modifica o meglio ancora la revoca della legge 10/1994 istitutiva del parco ( parzialmente "cassata" dalla Corte Costituzionale su ricorso della Provincia autonoma di Trento e Bolzano dopo che l'ex  Presidente della R.A.S. , On. Federico Palomba, pur informato da chi le scrive dei pericoli per le regioni e le province autonome di alcune norme in essa contenute, nulla fece, probabilmente per opportunità o convenienza politica, in merito ) e le esprimo quindi la mia soddisfazione per quanto da Lei affermato che ritengo un primo passo per poter ridare ai maddaleini ed ai suoi legittimi ed unici rappresenatnti istituzionali le competenze espropriate da quell'ente che da Cafgliari è stato definito con il termine spregiativo di "stipendificio" ( La Nuova Sardegna del 22.01.2008 )
Sono profondamente convinto che la legge 394/91 debba essere oggetto di revisione : infatti la stessa è inapplicabile a La Maddalena anche se, per meglio dire, è stata applicata sin'ora arbitrariamente stante la particolarità di questo parco che comprende l'intero territorio di un solo comune e viste quindi le sue dichiarazioni, le quali, presumo, siano condivise anche dal Presidente Soru, le scrivo non solo per esprimerle, a nome del Comitato che mi onoro di presiedere, il mio personale apprezzamento , per chiederle di dar corso con i fatti alle parole, ma anche per chiederle di usare la sua autorevolezza per far si che il comune di La Maddalena dia corso al referendum onde poter far esprimere, finalmente, i maddalenini su questo tipo di parco che, mi creda, oggi non piace più nemmeno a molti,  dei pochi, (... le ricordo che fu votato da soli 11 consiglieri comunali su 21 !) che suo tempo ovvero durante l'amministrazione Serra lo votarono.
Per sua informazione le comunico che questa è la terza volta che chi le scrive raccoglie le firme per il Referendum e che la prima raccolta su semplicemente ignorata dall'amministrazione dell'epoca (Serra) mentre la seconda, pur riconosciuta valida dal Consiglio Comunale, fu "cassata" da una speciale commissione ( peraltro da noi sempre ritenuta illegittima) durante l'Ammnistrazione Birardi.
Sulle posizioni dell'Amministrazione Giudice sul parco e sul Referendum,  passata alla storia come l'ammnistrazione che barattò il ritiro del ricorso al T.A.R. ( votato con l'appoggio determinante del Gruppo consiliare di centrodestra del quale durante l'ammnistrazione Birardi ero capogruppo ) contro la presidenza del parco dell'Avv.to Culabu con la nomina di parenti stretti di assessori e aparticik  nel C.d.A. (io fui tra quelli più critici con entrambi) nonchè per l'ingresso di alcune cooperative ( tra i quali membri nei direttivi sedevano assessori della stessa giunta) nella gestione, poi finita male, di alcuni servizi del parco meglio metterci sopra un velo pietoso.
Stavolta invece sembrerebbe per il Referendum la volta buona anche se, le ripeto, chi dovrebbe decidere in ultima istanza, ovvero il Sindaco Comiti, ancora, alla data odierna, non ha stabilito la data della celebrazione.
Mi auguro che Lei tenga anche fede agli impegni assunti con l'Assessore Provinciale Zanchetta tra i quali quello di non procedere alla designazione dei membri di rispettiva competenza e che chieda anche opportunamente la revoca di quelli per il quali, il finalmente ex ministro Pecoraro Scanio, ha firmato il relativo decreto.
Avrei piacere di avere una risposta alla presente e colgo l'occasione per inviarle i mie saluti.
 
Francesco Vittiello

 

 

 

Perché a La Maddalena la popolazione vuole  il  referendum sul parco.

 

Magari qualcuno pensa che non servirà a niente il prossimo referendum di La Maddalena sul parco nel senso che potrebbe non pro­durre effetti concreti e immediati. Sappiamo bene che dopo occorrerebbe una legge del Parlamento per modificare l’assetto stabilito dalla legge 10/94 istitutiva del “pacco” dell’arcipelago e tale ipotesi, senza il necessario supporto politico del comune e della R.A.S. apparirebbe remota. Ma sarebbe comunque un errore sottovalutare il significato più profondo del malcontento popolare e del responso delle urne del quale le firme contro questo parco sono un anticipazione. O, peggio ancora, ridurre tutto, come da sempre fanno tutti i presidenti succedutisi alla guida dell’ente, a questioni di egoismo, di convenienza, di interessi o di contributi, poltrone premio per trombati e vecchi tromboni, qualche posticino per amici più o meno intimi o prebende e missioni per giovani leoni. Questa motivazione non basta, da sola, a spiegare l’alta affluenza registratasi ad ogni raccolta di firme da me organizzate né tantomeno la valanga di prevedibili “si” che uscirebbero dalle urne.

Nell’arcipelago c’è un malessere diffuso che cova da tempo sotto le sabbie delle nostre meravigliose spiagge determinato innanzitutto un crollo di fiducia nelle istituzioni da parte della comunità maddalenina, quella “vera” naturalmente ovvero quella che lavora e produce, quella dei molti che non sapranno come pagare i mutui e le bollette, quella che non riesce e non riuscirà ad arrivare alla terza settimana del mese, non quella dei salotti più o meno buoni, né quella dei pseudoambientalisti o quella di piccoli politici di un piccolo paese che si credono statisti.

Ma gli annunciati segnali di protesta per le inefficienze, le lacune, i ritardi di un amministrazione pubblica provinciale, regionale e nazionale sempre più percepite, anzi viste, come meri centri di potere se non addirittura di sfruttamento delle nostre bellezze e del nostro patrimonio, continuano ancora ad essere sottovalutati o peggio, ignorati.

E’ quindi il “distacco” dal potere si consuma sempre di più poiché i residenti si sentono espropriati del loro senso civico, della loro identità e della loro libertà.

La verità è che da troppo tempo l’arcipelago di la Maddalena ha vissuto di rendita sulle proprie bellezze naturali, sul paesaggio e sull’antica fama turistica ma, soprattutto, sulle presenze militari che, nonostante tutto, hanno assicurato per oltre un secolo un benessere talmente diffuso da suscitare invidia.

Nonostante ciò continuano a mancare o sono insufficienti le strutture, i parcheggi, le strade, i porti, i collegamenti marittimi, gli alberghi, quelli veri ovvero quelli attrezzati mentre iniziano ad abbondare i quasi inutili B & B utili più per un economia di sopravvivenza ( ricordano tanto gli “orti di guerra” ) nonchè gli impianti sportivi e ricreativi, culturali e congressuali senza i quali la nostra città non ha e non potrà avere alcun futuro. Da mezzo secolo non si costruiscono più opere pubbliche importanti e funzionali all’interesse della comunità. Quando termina la sempre più breve stagione estiva, anche per le molte colpe del parco che, soprattutto con la gestione pseudo-buonista e paternalistica del neopresidente Bonanno, il quale ha fatto di tutto per allontanare i sempre più scarsi turisti di qualità ( leggasi con soldi da spendere ) La Maddalena si spegne completamente. Ed è crisi ! Crisi nera….

Prova ne è il fatto che il commercio langue e che appaiono sempre più cartelli con la scritta “cedesi attività” e che diversi alberghi hanno chiuso dopo l’estate per mancanza di clienti.

Sul filo della memoria e della nostalgia per le tanto vituperate amministrazioni della prima repubblica le firme raccolte per il referendum per chiudere l’inutile carrozzone del Parco volte a ridare la centralità all’amministrazione comunale contengono anche una richiesta di buon governo, dopo le disastrose amministrazioni comunali maggioritarie, secondo un modello francese o austriaco più che italiano.

Sappiamo che il prevedibile trionfo dei «SÌ» determinerebbe una crisi politica senza precedenti a tutti i livelli ma non c’importa ! Crediamo fermamente che il parco sia un ente inutile e dannoso e che, aldilà di qualche poltroncina e qualche posto precario e clientelare , non abbia creato nulla di positivo e che quindi debba essere chiuso per riportare il potere al suo legittimo depositario, il popolo, in nome del quale in troppi si riempiono la bocca di belle parole per farlo, prendendo in prestito un antico detto di saggezza popolare isolana “ curnutu e mazziatu” !

Riteniamo infine che un vero «progetto per La Maddalena» sia la risposta migliore, assieme al referendum, alle esigenze concrete della nostra comunità e nessuno potrà più fermarci nonostante gli sforzi dei tanti sabotatori, opportunisti, presenzialisti, ruffiani politici, nostalgici, predicatori, calunniatori e venditori di fumo che stanno sempre più proliferando in città “nell’era Bonanno”.

La storia come volontà del popolo non si può fermare !

Francesco Vittiello – Presidente Comitato per il referendum sul Parco

 

COMITATO CITTADINO PER IL REFERENDUM SUL PARCO   NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO DI LA MADDALENA
 
 
 
Egr. Sig. Sindaco,
 
la scorsa estate abbiamo apprezzato e condiviso il suo forte impegno contro l'inutile e fallimentare presenza dell'ente Parco di La Maddalena e delle sue nomine lottizzate. Il consiglio comunale all'unanimità ha sostenuto questa posizione votando all'unanimità ben due ordini del giorno, dove tra l'altro, si pianificavano una serie di iniziative per dichiarare finito ed esaurito questo tipo di parco. Inoltre, finalmente, si dava la possibilità ai cittadini di esprimere la loro opinione tramite una consultazione popolare. Ricordiamo che questo Comitato Cittadino si è costituito a sostegno di questa battaglia con uno straordinario successo di adesioni senza distinzioni politiche-ideologiche, raccogliendo in poche settimane circa 2.500 firme! Siamo consapevoli dei tanti e importanti impegni, dei cambiamenti epocali che Lei e l'amministrazione devono urgentemente affrontare, compresi alcuni tumulti interni alla giunta comunale, ma vogliamo ricordarle di mantenere fede alla promessa dell'estate scorsa rafforzate dalle due delibere consiliari e dalle migliaia di firme dei maddalenini. Il plebiscitario sostegno a questa battaglia non può essere tradito e deluso, nè scavalcato da altri pur importanti argomenti. Pertanto ribadendo e confermando la nostra fiducia alle sue promesse di liberare il territorio dall'ingombrante presenza da questo "tipo di parco", Le chiediamo Sig. Sindaco di fissare una data precisa riguardo lo svolgimento della consultazione popolare nel pieno rispetto della volontà popolare sancita dal consiglio comunale, dalle firme raccolte dal nostro Comitato, secondo le norme sancite dallo statuto comunale.
Certi della sua attenzione e sensibilità, rimaniamo in attesa e Le inviamo i più cordiali saluti.
 
 
 
                                                                                                                    IL COMITATO

 

 

 

COMITATO CITTADINO REFERENDUM SUL PARCO NAZIONALE

 

Perché diciamo NO a questo parco !

 

Il parco, vero freno per lo sviluppo di La Maddalena, si è dimostrato in questi mesi di presidenza Bonanno ancora più arrogante, inefficiente, burocratizzato, clientelare e lottizzato delle gestioni dei suoi predecessori !

I maddalenini in questi anni hanno, subito tutte le bizze di presidenti imposti da Roma. Il primo, Camarda, fu nominato dai D.S. tra le proteste dell’ex presidente della regione Palomba, il secondo,Cualbu, da Alleanza Nazionale e la sua nomina fu oggetto di un ricorso al T.A.R. dell’intero Consiglio Comunale (Sindaco Birardi), ricorso ritirato poco dopo la sua elezione dal neo Sindaco Rosanna Giudice, di A.N. ,ovvero dello stesso partito di Cualbu, per avere in cambio la possibilità di designare in seno al C.d.A. qualche amico o parente di assessori della propria giunta e, dulcis in fundo, Bonanno dai Verdi, sostenuto in una riunione “carbonara”  in quel di Porto Massimo dalla segreteria di Rifondazione Comunista, un gruppetto di D.S. ed un paio di esponenti della locale Margherita (per avere come contropartita qualche poltrona) e prontamente nominato dal suo amico personale Pecoraro Scanio, ministro dell’ambiente di turno. Nessuno dei Presidenti è stato nominato per meriti e competenze  ma solo per appartenenza politica o amicizia, come l’attuale, con un ministro.

Anche i membri del C.d.A. sono stati sempre  nominati con gli stessi criteri. Cosa contava e cosa conta non sono le capacità manageriali ma solo la tessera di partito o la fedeltà al governo di turno.

“Questo tipo di parco non funziona e va chiuso !” . Questa in sintesi la posizione del Consiglio Comunale che l’ha scritta nero su bianco in due recenti deliberati consiliari recependo così le istanze, i malumori e la rabbia dei maddalenini privati del controllo del loro territorio e, in definitiva, della loro libertà, facendo proprie le tesi che di chi lo aveva predetto dal giorno del suo “parto” , ultimo atto del governo Dini, nel 1994. Con tale presupposto già a suo tempo molti di noi ebbero la certezza, che un parco anomalo come quello di La Maddalena che vi conferisce l’intero territorio, non poteva funzionare secondo i criteri stabiliti della ”Legge quadro sulle aree protette” ovvero la famigerata Legge 394/91.

Ai già pesanti vincoli presenti sull’arcipelago (e sul suo mare) se ne sono aggiunti, di anno in anno, altri ancor più pesanti, spesso demenziali ed ideologici, solo che questi, imposti per presunte esigenze ambientali, a differenza di quelli per esigenze militari, in cambio non hanno dato alcuna contropartita economica e nessun posto di lavoro in sostituzione di quelli persi col progressivo abbandono della marina italiana se non qualche posticino precario senza concorso.

Lo stato ha solo sostituito un potere con un altro per limitare la sovranità degli isolani senza restituire in cambio i circa 1000 posti di lavoro perduti, tra diretti ed indiretti, negli ultimi 10 anni di progressivo abbandono della Marina Militare.

Tutti i presidenti di questo parco hanno sempre pensato, evidentemente, che la presenza umana, anche quella dei residenti, è incompatibile con la natura e la salvaguardia dell'arcipelago ! Si sono solo preoccupati solo di aggiungere divieti a divieti senza nessun beneficio e nessuna contropartita economico-occupazionale per i maddalenini.

Lo stato ha solo sostituito un potere con un altro per limitare la nostra sovranità senza dar nulla in cambio !

Stavolta però i maddalenini hanno detto basta e finalmente potranno dire la loro su questo parco e, di conseguenza, sul proprio futuro mediante il più democratico degli strumenti ovvero con un referendum. Referendum sul quale si sono scagliati diversi “benpensanti” ed alcuni “intellettuali” adombrando il sospetto, anche tramite una lettera pubblicata in un noto quotidiano sardo ed in alcuni siti web, che i referendari fossero gli apripista  di speculatori edilizi e cementificatori.

Il Comune di La Maddalena sta reperendo i fondi per il referendum che, con buona pace di qualcuno finalmente si farà presumibilmente in autunno. Voglio ricordare che per altre due volte avevamo raccolto le firme a tale scopo e siamo convinti che i maddalenini voteranno in maniera plebiscitaria contro questo parco basato su leggi anacronistiche, romanocentriche ed antiautonomiste perchè stufi di qualsiasi ingerenza esterna che vada contro il futuro dei propri figli.
Ribadiamo che la cultura della speculazione edilizia e di altri scempi ambientali non fa parte del DNA del Comitato Referendario nè tantomeno fa parte di quello della nostra comunità. E’ falso infatti ciò che afferma uno degli ex Presidente del Parco, Prof. Ignazio Camarda, che scrive <<  fu la decisa e pubblica opposizione del parco, quando ebbi l'onore di essere Presidente di questa istituzione, ad impedire la cementificazione delle isole di Spargi, Razzoli, Budelli e Santo Stefano >>.

Sono stati i maddalenini che hanno voluto il vincolo d’inedificabilità totale su tutte le isole minori dell’arcipelago , con la sola esclusione dell’isola madre, quando fu elaborato il Piano di Fabbricazione circa 30 anni fa, quando tutti comuni viciniori costruivano a più non posso e tale divieto è stato fatto osservare da tutte le amministrazioni comunali susseguitesi nel tempo.

I maddalenini sono stati, con i loro difetti ed i loro pregi, i primi difensori dell'arcipelago anche se in molti, in questi tempi, vorrebbero far credere il contrario.

Il futuro dell’arcipelago nel dopo referendum si giocherà su due fronti : l’acquisizione al patrimonio del Comune di tutti i beni dismessi e dismissibili, compreso quindi l’ex Arsenale Militare e una profonda revisione o meglio ancora l’ abrogazione della legge istitutiva dell’inutile carrozzone politico chiamato Ente Parco per far tornare il potere decisionale agli unici legittimati e non “imposti” dal ministro di turno, ovvero al Sindaco ed al Consiglio Comunale eletti dalla popolazione maddalenina.

Come Comitato garantiamo che vigileremo sull’operato del Parco e su quello delle istituzioni a tutti i livelli affinché i maddalenini possano esprimersi democraticamente e che la loro volontà, come nel Gennargentu, venga rispettata sino in fondo.

Senza se e senza ma !

 

Il Presidente del Comitato Cittadino per il Referendum sul Parco Nazionale

Ins. Francesco Vittiello  

 

 

Basta con questi buffoni: vergogna! Rifondazione(accontentati con la nomina di Bifulco) e Margherita(anche loro aspettando il regalo).....ringraziano il ministro Pecoraro Scanio....che tristezza!!

 

"Come si voleva dimostrare siamo stati facilmente buoni profeti: la schizzofrenia e l'incoerenza di rifondazione(ma perchè si chiamano ancora comunisti?) era finalizzata alla ricerca della poltrona! Infatti puntuale è arrivata l'assurda e incomprensibile nomina di Agostino Bifulco come rappresentante di associazione ambientalista(?!). Siamo veramente allibiti e amareggiati per questa operazione di basso profilo morale e politico a danno dell'immagine dell'ente Parco e della cittadinanza. Presto arriverà, ne siamo certi, anche una poltrona per la Marghe