QUESTI I BENI DEMANIALI MILITARI A LA MADDALENA
Censimento della Regione Sardegna

 

Guardia del Moro resta alla Marina Militare grazie al "servo sciocco" dei poteri forti militari : Il ministro  Parisi!

Respinto il ricorso al TAR del Sindaco Comiti,  danno ragione al ministro Parisi nonostante abbia violato palesemente la legge! Siamo stufi di essere presi in giro da questi "buffoni prestati alla politica"..... e meno male che questo doveva essere un governo amico!  Ogni altro commento risulta superfluo: VERGOGNA!!!!  

 

              COMUNICATO STAMPA UNITARIO DS , PDCI, PSD’AZ, PS

 

Il governo ha prorogato (fuori tempo massimo) per ulteriori cinque anni la servitù militare relativa al deposito di munizioni sottoroccia di Guardia del Moro, nell'isola di Santo Stefano. Siamo stati, ancora una volta oggetto di decisioni che non vogliamo (anche la Regione Sardegna aveva opposto parere sfavorevole attraverso il CoMiPa e, impugnando il successivo decreto del Ministro, ha consentito al Presidente Soru di partecipare al Consiglio dei Ministri del 5 c.m.. Anche il Sindaco, presentando ricorso al TAR si è opposto all’utilizzo di Guardia del Moro) poiché non giova all’economia che i maddalenini hanno progettato per il loro futuro. Questo ci fa più male perché il “governo amico” ha messo da parte le sue promesse e si è appoggiato totalmente a pareri tecnici discutibili poiché quel sito non è servito sino ad ora alla marina, se non per stoccare armi sequestrate, e promesso, da questa, per altri trenta anni alla Us Navy quando gli statunitensi avevano deciso di “consolidare” la loro presenza a La Maddalena.

Senza contare, poi, che le nuove limitazioni imposte come servitù militare ai terreni (63 ettari) sovrastanti l’area del deposito di Guardia del Moro, sono arrivate quando il decreto impositivo precedente era già scaduto, quindi la servitù attualmente non è più in vigore perciò il Deposito, senza più servitù, deve essere

chiuso, come previsto dalla Legge 24 dicembre 1976, n. 898 “Nuova regolamentazione delle servitù militari”, che all’art. 10, ultimo comma, dice: “Se non interviene decreto di conferma alla prevista scadenza, le limitazioni restano estinte ad ogni effetto”. In conclusione la richiesta di imposizione di servitù dovrà essere presentata e discussa ex novo, davanti al CoMiPa regionale per le servitù militari.

Noi partiti di centrosinistra chiediamo che sia fatta chiarezza sui tempi e sui modi in cui è stato presentato il decreto impositivo firmato dal Ministro Parisi poiché siamo certi che detto decreto è arrivato fuori tempo massimo (e di questo abbiamo documentazione), ci appelliamo al Presidente della Regione, al Sindaco, al Presidente del Parco poiché facciano valere, nelle sedi opportune, le ragioni di questa comunità che non può permettersi una polveriera di quelle dimensioni a pochi passi dall’abitato, nel bel mezzo di un Parco in un momento in cui deve contare principalmente sull’ambiente per ricostruire il proprio futuro.

 

 

 

 

DS            Luca Ronchi

PdCi        Marco Poggi, Roberto Zanchetta

Ps            Francesco Pio Palazzolo,  Marina Spinetti

PSd’Az   AntonioMura, Toni Cuneo

 

 

 

 

 

 

 

Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara - La Maddalena

 
 
In occasione dell'audizione alla Commissione Difesa, svolta nei giorni scorsi, il Ministro dell'Ambiente ha deciso di ostacolare il passaggio dei beni demaniali alla regione, tutelando di fatto gli interessi dello Stato e dell'Ente Parco. Questa disdicevole operazione potrebbe causare ulteriori difficoltà al paese che ha l'urgente necessità di poter disporre delle strutture non più utilizzate dal Ministero Difesa. Siamo fortemente preoccupati e contrari a questa ingombrante ingerenza dell'Ente Parco, anche perchè queste strutture devono essere riconvertite immediatamente per dare occupazione e sviluppo alla nostra isola grazie ai progetti di investimento. Purtroppo questa posizione del Ministro dell'Ambiente rischia di vanificare il duro e complesso sforzo della regione e del comune di La Maddalena, quando oramai l'obbiettivo delle dismissioni era quasi arrivato a buon fine. Inoltre siamo contrari al passaggio dei beni all'ente Parco perchè dubitiamo che lo stesso abbia come obbiettivo quello di favorire una urgente riconversione economica, anzi questa intrusione fuori programma potrebbe scoraggiare chi vorrebbe finalmente investire a La Maddalena. Probabilmente è questo il vero obbiettivo dello Stato che tramite il ministero dell'ambiente non vuole restituire la gestione del territorio al comune continuando a ingessare il paese e il suo sviluppo economico. Inoltre risulta incomprensibile e poco coerente l'atteggiamento dell'ente Parco che a parole proclama la volontà di collaborare con le istituzioni comunali e regionali, poi di fatto esercita una dannosa contrapposizione ricorrendo all'Avvocatura di Stato per i beni demaniali, atto molto più grave e ostile del ricorso al Tar contro i PPR poi ritirato dal commissario Bonanno appena nominato. Il problema della presenza dell'ente Parco non cambia a seconda della gestione politica dello stesso ma rimane identico, siamo stati e continueremo ad essere convinti che un passo avanti nei rapporti tra i due enti sarebbe semplificato da una variazione della legge che deve far coincidere la carica del sindaco con quella del presidente del parco. Posizione in passato anche di Renato Soru che poi si è smentito da solo quando ultimamente ha provveduto alla nomina del presidente Bonanno d'accordo con il ministero,  senza coinvolgere e informare il Comune di La Maddalena con la solita decisione calata dall'alto. Siamo curiosi di sapere se anche in questa occasione, dopo aver servilmente difeso il metodo dell'elezione del nuovo presidente del Parco, anche adesso DS,Margherita,Rifondazione, Udeur e progetto sardegna avranno la stessa supina posizione allo stop del ministero dell'ambiente nelle dismissioni dei beni demaniali, dimostrando incoerenza e disarmante pochezza politica. Per quanto ci riguarda manifesteremo in tutte le sedi opportune la nostra opposizione a qualsiasi tipo di decisione che possa ostacolare la riconversione economica del paese e le dismissione del beni demaniali, indipendentemente dagli opportunismi politici locali di basso profilo morale.
 
 
 
 
                                                                                                             MARCO POGGI
                                                                                                             (segretario PDCI)

 

 

Forum: "L'istituzione dell'Ente Parco è positivo o meglio senza?" Free Forum by BpathFree Forum by Bpath

 

 

 

Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara -  La Maddalena
 
 
Esprimiamo piena soddisfazione e il massimo sostegno all'iniziativa del Sindaco Comiti che ha deciso di presentare ricorso al TAR contro il rinnovo della servitù militare presso Guardia del Moro a Santo Stefano. Finalmente il comune di La Maddalena passa dalle parole ai fatti concreti per tutelare e difendere il territorio e garantire la sua inevitabile riconversione economica. L'ostacolo della Marina Militare Italiana e del Ministro della Difesa Parisi a questo nostro diritto di gestire le strutture non più utilizzate, sono da considerare fuori dalla realtà odierna e oramai storicamente ingiustificato. Ribadiamo con dispiacere l'ennesima dimostrazione di scarsa attenzione e rispetto per La Maddalena e il suo epocale cambiamento in atto, soprattutto da parte del governo nazionale che sta continuando a non mantenere nessuna promessa di impegno come quest'ultima operazione del Ministro Parisi ha purtroppo confermato. Per questo motivo sosteniamo anche il ricorso al consiglio dei Ministri del presidente Soru che insieme al risorso al Tar del Sindaco Comiti risultano gli unici a continuare a lottare per il futuro dell'isola, contro vincoli senza senso e dannosi per la nostra economia. Queste istituzioni avranno sempre il pieno sostegno del PDCI riguardo le azioni indicate, ma purtroppo continua a mancare quello delle altre forze politiche del centrosinistra vittime, loro malgrado, di una classe dirigente locale inesistente e servile supinamente alle segreterie regionali e nazionali. Un esempio di quanto affermiamo è il risultato di un tentativo fallito in partenza di una sterile e inadeguata iniziativa politica come purtroppo si è rilevata la tanto "strombazzata" cabina di regia il quale non si ha più avuto notizie della sua effettiva esistenza e attività. Se questo è il loro impegno per La Maddalena dobbiamo fortemente preoccuparci e imparare a non contare sul sostegno politico nè del governo e tantomeno dei partiti che lo sostengono, ma solamente sulle nostre forze e sulla volontà di una popolazione che deve ritrovare unità e orgoglio per troppi anni sopiti e incantati da false promesse.
 
 
 
 
 
                                                                                                     Il segretario
                                                                                                     (Marco Poggi)
 

 

Partito dei Comunisti Italiani sez. Che Guevara

 

 Consulta permanente del centrosinistra

 

 

Il Partito dei Comunisti Italiani e la Consulta di centrosinistra di La Maddalena esprimono la loro soddisfazione per il recente accordo stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa riguardo le dismissioni dei beni demaniali. Finalmente, come da tempo auspicato, La Maddalena ha la possibilità di iniziare il necessario percorso per realizzare la tanto sospirata riconversione economica. Lo storico obbiettivo è stato ottenuto soprattutto grazie alla tenace spinta e volontà del Presidente Renato Soru in perfetta sintonia con il centrosinistra locale,provinciale,regionale e nazionale che governano, per fortuna dei maddalenini, il paese. Questo grande successo non deve però essere considerato come punto di arrivo definitivo e non dovrà farci distrarre sugli altri obbiettivi ancora da raggiungere: infatti adesso abbiamo il dovere di sostenere il ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la sdemanializzazione delle pertinenze e dei depositi  di Guardia del Moro a Santo Stefano. Siamo fortemente contrari all'ipotesi di un deposito di armi e munizioni, ventilata dalla Marina Militare Italiana, essendo completamente incompatibile con il nuovo progetto di sviluppo cantieristico navale dell’ex-Arsenale militare indispensabile per la riqualificazione e il rilancio dell’economia maddalenina. Siamo favorevoli al progetto della Regione, il quale prevede l’istituzione di bandi internazionali per individuare progetti e investitori seri e affidabili in grado di riconvertire le strutture cedute dal Ministero Difesa,  in questo contesto anche  il Comune di La Maddalena deve essere protagonista e parte attiva nell' esprimere le proprie indicazioni e i propri piani di sviluppo del territorio. A tal proposito una indicazione chiara deve essere espressa dal Consiglio comunale, unico organo  istituzionale pienamente legittimato a rappresentare la posizione e l'opinione dei cittadini senza avventurarsi in altre assurde e inutili soluzioni, come per esempio, la proposta di un referendum consultivo, in quanto non attuabile dal punto di vista regolamentare e sicuramente non accettato dallo Stato. Inoltre questa proposta è da bocciare perchè evidentemente ha solo l'unico obbiettivo di provocare divisioni tra la comunità, oltre che una inutile spesa e perdita di tempo.

Un’altra questione, che richiede identica  fermezza, è quella della liberazione delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della Capitaneria di Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a costruire la propria economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione del proprio ambiente, non è più  accettabile che la gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare anziché attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri della Sardegna. Continuare a dover subire questo vincolo penalizzante per il nostro territorio,  attualmente risulta anacronistico e fuori dalla realtà in cui viviamo.

La Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare e assistita, ha finalmente la possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso e positivo per il futuro,  diventare una comunità che basa la propria esistenza sulle sue idee, forze, capacità e risorse, qualità che sappiamo di possedere anche noi.

                                                                                         (Gianfranco Atzeni)

 Il segretario PDCI                                                                    Consulta del centrosinistra

                 (Marco POGGI)   

 

 

 

 

 

ATTENZIONE LEGGETE IL DOCUMENTO QUI DI SEGUITO :

 

" Documento unitario del centrosinistra di La Maddalena prodotto in una riunione di segreterie di sezione e mai inviato alla stampa, il motivo? La solita paura e vigliaccheria di alcune forze politiche dell'Unione (Margherita e Rifondazione) di esprimere in maniera chiara e corretta la propria posizione sul tema delle dismissioni e produrla unitariamente. Purtroppo l'egoismo e la sciocca "megalomania" quanto mai fuori luogo, di queste ottuse "scatole vuote" politiche sopra-indicate, confermano la cruda realtà della assoluta inesistenza del centrosinistra a La Maddalena. Evidentemente le precedenti "batoste" elettorali con rispettivi "trombati" sempre al loro posto (!) non hanno insegnato nulla, per quanto ci riguarda continueremo ad andare avanti senza attendere nessuna resurrezione di questi falliti e tristemente noti "fossili e dinosauri" della politica locale: La nostra ultima vittoria elettorale alle comunali del 2005 dimostrano che possiamo farne volentieri a meno!!!! "

Le forze del Centrosinistra locale, DS, Comunisti Italiani, Progetto Sardegna e Partito Sardo d’Azione, che in modo chiaro hanno espresso finora la propria posizione in tema di dismissioni e futuro economico dell’arcipelago, intendono esprimere tutta la propria soddisfazione per il recente accordo stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa.

Come espressione del Centrosinistra, in sintonia con la linea espressa anche a livello federale, regionale e nazionale, intendiamo lanciare un segnale chiaro per indicare quali devono essere, a nostro avviso, i passi da compiere per garantire il proficuo utilizzo dei beni militari che recentemente sono tornati nella disponibilità della comunità civile. Innanzitutto è indispensabile sostenere, il ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la sdemanializzazione delle pertinenze e dei depositi sottoroccia di Guardia del Moro, a Santo Stefano. L’ipotesi di un deposito di armi, ventilata dalla Marina Militare, è infatti incompatibile con il progetto di sviluppo cantieristico navale dell’ ex-Arsenale militare indispensabile per la riqualificazione dell’econimia maddalenina. Per i beni già dimessi, invece, invitiamo l’amministrazione Comiti a concentrare i propri sforzi per favorire il percorso che deve portare al loro riutilizzo. La strada ipotizzata dalla Regione, che prevede l’istituzione di bandi internazionali per individuare progetti e investitori, dovrà vedere il Comune in prima fila, in grado di far pesare le proprie indicazioni e i propri piani di sviluppo del territorio.

Un’altra questione, che richiede ancora più fermezza, è quella della liberazione delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della Capitaneria di Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a costruire la propria economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione del proprio ambiente, non è più  accettabile che la gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare anziché attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri della Sardegna.

La Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare, ha finalmente la possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso, e di diventare una comunità che basa la propria esistenza sulle sue idee, forze, capacità e risorse.

I temi elencati in questo documento sono solo i più importanti e non certo esaustivi di tutti quelli che sarà necessario affrontare nel prossimo futuro ma, riteniamo, che su questi temi sia fondamentale che tutte le forze politiche del Centrosinistra si esprimano con sufficiente chiarezza e coraggio, e che lo facciano quanto prima. Ci attendiamo che l’attuale Amministrazione non debba cedere il passo all’ennesimo Commissariamento, tuttavia crediamo sia lecito iniziare a ragionare sulle possibili maggioranze che in futuro dovranno candidarsi a sostituire l’attuale. Ebbene, a nostro avviso non è più pensabile costruire alleanze improvvisate, limitandosi a copiare simboli e patti appartenenti al registro nazionale della politica: qualsiasi alleanza potrà avvenire solo con quelle forze politiche che saranno state in grado di dichiarare apertamente da che parte stanno. L’apporto economico dello Stato, a La Maddalena, sta per cambiare per sempre. È il momento di dire, ai propri elettori, se si intende continuare ad evocare un fantasma, o se si è finalmente capito che, come è cambiato il mondo, sta cambiando anche la nostra isola.

 

                                       Luca Ronchi    - Democratici di Sinistra

                                      Marco Poggi   - Comunisti Italiani

                                     F. Pio Palazzolo  - Progetto Sardegna

                                      Antonio Mura  – Partito Sardo D’azione

 

 

Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara - La Maddalena

Oggetto: dismissione dell'Arsenale militare di la Maddalena

 

     In attesa della conferma ufficiale, possiamo anticipare la nostra piena soddisfazione per il raggiungimento di un importante e sospirato traguardo: la dismissione dell'arsenale alla regione sarda. Finalmente il nuovo governo Prodi e il ministro della Difesa Parisi hanno ascoltato e accolto la richiesta del presidente Soru e l'auspicio dell'amministrazione comunale, grazie al rispetto dell'articolo 14 dello statuto autonomo della Sardegna. Nonostante l'ostracismo del governo Berlusconi indifferente alle legittime rivendicazioni dei maddalenini e dei sardi, per nostra buona sorte sono stati mandati  a casa dagli elettori al momento giusto! Adesso anche coloro come la destra, con una parte minoritaria dei Ds, Rifondazione e qualche isolato sindacalista, dovranno mettersi "l'anima in pace" e accettare questa giusta e sacrosanta decisione della cessione del sito in oggetto alla regione. Inoltre abbiamo scongiurato il pericolo di vedere decadere una struttura fondamentale per la nostra economia abbandonata dalla Marina Militare o peggio ancora affidarla a società poco affidabili con progetti poco chiari, così come probabilmente voleva il governo Berlusconi e l'ex ministro Martino. Adesso, come d'accordo, la Regione avrà la possibilità di scegliere in tempi brevi la concessione del sito con un bando internazionale tra i migliori imprenditori e società certificate, serie e responsabili con progetti reali e positivi per l'isola. In questo particolare e delicato momento di transizione il nostro pensiero prioritario và agli oltre duemila disoccupati maddalenini che non hanno mai avuto il "privilegio" e il diritto ad avere un posto di lavoro sicuro. Il triste fenomeno dell'emigrazione giovanile deve essere fermato quanto prima, oramai esistente da troppi anni, infatti i disoccupati sono stati sempre dimenticati e indifesi a causa di una insostenibile cultura egoista e menefreghista. Oltre quello di dare finalmente un futuro migliore ai giovani senza lavoro, non scordiamo di tutelare gli attuali dipendenti dell'arsenale rimasti, abbandonati e alla deriva, insieme alla struttura, dalla Marina Militare Italiana: per questi sarà necessaria una probabile ricollocazione negli altri enti del ministero difesa presenti a La Maddalena, comunque senza effettivi pericoli per la loro attuale occupazione. I prossimi tempi saranno decisivi ma siamo anche più fiduciosi perchè la partita vinta della dismissione dei beni demaniali e dell'arsenale segnano un passo avanti decisivo riguardo il passaggio da una monocultura militare e assistenzialista a una nuova riconversione dell'economia avendo la possibilità di poter usufruire del nostro territorio senza vincoli e condizionamenti. A questo proposito è necessario liberare il territorio comunale dalle eccessive competenze e sovrapposizioni di enti extra-comunali: La Maddalena in questo caso rappresenta una spiacevole anomalia continuando a non poter disporre, e di conseguenza, decidere, su oltre il 50% dell'intero territorio, per questo motivo sosteniamo la battaglia di  Renato Soru per l'alleggerimento delle servitù militari in Sardegna e a La Maddalena. 

 
Partito dei Comunisti Italiani - sezione Ernesto Che Guevara -
 
In riferimento alle ultime polemiche riguardo il futuro degli alloggi demaniali e dei suoi inquilini, sentiamo il dovere di intervenire per fare chiarezza e per onore della verità. Questo problema noi del PDCI lo conosciamo bene perchè lo stiamo seguendo e affrontando da diversi anni, prima anche della nascita di qualsiasi comitato, con incontri e richieste che hanno sempre avuto un unico obbiettivo: quello di far applicare l'intesa tra Comune, Regione e Marina Militare, e di lasciare le case agli attuali inquilini cedendole agli stessi in modo da diventarne i  legittimi proprietari. Siamo stati sempre contrari ad altre soluzioni e anche oggi ribadiamo questa posizione, che rappresenta anche la linea dell'amministrazione su questo tema. Pertanto è completamente falso attribuire altre soluzioni da parte del Sindaco, il progetto di voler abbattere le attuali abitazioni di moneta per costruire un nuovo quartiere residenziale era un ipotesi proposta dal presidente Soru che non ha avuto, però,  il consenso dell'amministrazione. Naturalmente non si può condannare o impedire la facoltà di Renato Soru di esprimere una sua idea su questo tema, nè l'opinione personale di un esponente della maggioranza che è libero anche di essere d'accordo su tale proposta. Ma la posizione del Sindaco e di questa amministrazione non è mai stata favorevole a questo  progetto, che infatti è rimasto tale, anzi nei ripetuti e successivi incontri con la giunta regionale è stata ribadita la volontà di procedere nell'applicazione dell'accordo di programma precedentemente indicato. Questa è la sola verità, tutto il resto risulta scorretto e falso, da parte di chi non avendo argomenti validi per creare polemiche nei confronti dell'amministrazione, cerca ad ogni costo di strumentalizzare qualsiasi argomento anche sulla "pelle" dei cittadini. Evidentemente questi signori, in passato hanno già dimostrato di non essere capaci ad amministrare e ora dimostrano di non essere capaci neanche a svolgere il ruolo di opposizione seria e costruttiva. I cittadini direttamente interessati al problema degli alloggi demaniali possono restare tranquilli perchè nessuno ha intenzione di radere al suolo le loro case per trasferirli in piccoli appartamenti, questo pensiero catastrofico oltre ad essere privo di fondamento rappresenta solo il "rigurgito" disperato di chi oramai è stato sconfitto e mandato a casa dagli elettori, e presto subirà lo stesso destino anche all'interno dei partiti di appartenenza. 
 
 
 
 
 
                                                                           Marco Poggi
                                                                      (segretario sezione)

 

 

Accordo di programma fra regione,Marina Militare e Comune La Maddalena

Comunicato  : Dopo oltre un mese dalla sua emissione, (decreto ministeriale firmato dal ministro Martino per vendita immobili beni demaniali), viene confermato il metodo discutibile e il totale disinteresse del governo Berlusconi di occuparsi delle esigenze della Sardegna e dei suoi cittadini. Il decreto in oggetto nascosto durante la campagna elettorale dagli stessi "ascari" di AN e Forza Italia locali, dimostra la mala fede di chi, nei mesi scorsi, a cercato invano di scaricare tutte le colpe a Soru per mascherare una reale inefficienza del governo alla risoluzione dei problemi più importanti per La Maddalena. Nel caso del decreto del ministro Martino è un chiaro esempio di malgoverno e nessun rispetto delle istituzioni regionali e locali. Anche in questo caso siamo al fianco del presidente Soru e chiediamo la rigorosa applicazione dell'articolo 14 dello statuto regionale e sicuramente farà altrettanto il sindaco Comiti. Questo ennesimo tentativo di"colpo di mano" però non sortirà nessun effetto: infatti è servito a smascherare il basso livello politico-amministrativo del Ministro e del suo degno sottosegretario Cicu, il quale si ricorda di essere sardo e dell'esistenza della Sardegna e dei maddalenini solo durante la campagna elettorale. Fortunatamente questi signori ora toglieranno il disturbo, nonostante la caccia alle streghe della destra che in modo irresponsabile e scorretto continua a denunciare "brogli" che saranno presto smentiti dai fatti. Le istituzioni regionali e locali finalmente avranno un interlocutore serio e leale per poter affrontare e risolvere questioni più urgenti che ci riguardano, prima tra tutte la riconversione dell'Arsenale. Abbiamo il dovere di diffidare di società fantasma, favorite dall'ex governo Berlusconi, ma affidare un progetto di così vitale importanza a imprenditori seri e qualificati con progetti reali senza sogni astratti e false promesse. Per questo motivo bisogna pretendere chiarezza e trasparenza, quello che fino a oggi per esempio non ha fornito la GIEE , società con più ombre che luci e con troppi misteri e segreti: senza personalità giuridica, senza iscrizione al registro delle imprese, senza referenti reali, con misteriosa cordata di imprenditori senza nome. La riconversione dell'Arsenale è troppo importante per il futuro dell'isola e sicuramente a tutt'oggi tra i pretendenti non si può fare a meno di prediligere il progetto dell'Aga Khan per le garanzie e la validità che l'imprenditore ha sempre fornito, non con le chiacchere, ma con fatti reali e documentati : la Costa Smeralda ne è un chiaro esempio!

 

 

Comunicato  03 maggio 2006:   In questi ultimi giorni abbiamo verificato presso la specchio acqueo di Spalmatore, vicino alla nota banchina, il posizionamento di diversi corpi morti e gavitelli da parte di una società campana grazie al "solito" benestare della capitaneria di porto di La Maddalena. Contro questa autorizzazione si è già espresso in modo sfavorevole il consiglio comunale e la giunta attuale il 22 Giugno 2005 e anche la precedente amministrazione Giudice aveva espresso parere negativo nella primavera del 2004. Pertanto chiediamo una forte opposizione a questo atto di arroganza della capitaneria di porto che senza informare, scavalcando e ignorando il parere delle amministrazioni locali con tanto di delibere di giunta, consente tali progetti penalizzanti per la comunità maddalenina. Il sindaco Comiti ha già richiesto l'intervento delle autorità competenti per fermare questo atto, che potrebbe causare gravi danni ambientali alle vicine spiagge. Pertanto, oltre che sostenere questa posizione, esprimiamo totale dissenso verso questo atteggiamento dell'autorità militare che ancora una volta dimostra  ingerenza e insensibilità verso il territorio senza il minimo rispetto dell'istituzione comunale. Per questo motivo chiederemo alla regione e al nuovo governo nazionale un intervento deciso affinchè tali spiacevoli situazioni, penalizzanti per La Maddalena e la sua immagine turistico-ambientale, cessino al più presto e definitivamente, con competenze precise nella gestione del territorio senza dover subire i "capricci" del comandante di turno della capitaneria di porto di La Maddalena o di altro ente militare e non. Infine visto che questo caso riguarda anche la salvaguardia delle spiagge e dell'ambiente attendiamo che anche il  Parco esprima doverosamente il proprio parere negativo e intervenga immediatamente per rendere credibile l'esistenza di tale ente.  

                                                                                                          

 

COMUNICATO DEL 11 lUGLIO 2006:  Spazi Beni demaniali.

 
Vogliamo porre all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni comunali e dell'ente Parco alcuni nuovi casi di impedimenti e divieti di transito effettuato dalla Capitaneria di Porto e del Ministero della Difesa:
 
1) la concessione della Capitameria di porto di La Maddalena presso la baia di Spalmatore è oramai una triste realtà, già denunciata nei mesi scorsi anche dal Sindaco, ancora in attesa di un intervento delle autorità competenti, ribadiamo la nostra ferma protesta nei confronti di tale provvedimento penalizzante per i maddalenini e i turisti che rischiano di non poter più fruire delle splendide spiagge vicine perchè seriamente in pericolo visto la volontà di voler trasformare quella zona in un molo di attracco per natanti di ogni tipo con l'aggiunta di gavitelli e boe per ormeggiare. Il sito in questione deve rimanere quello di origine solo per uso balneare, senza divieti e impedimenti di nessun tipo. Vogliamo che Spalmatore, ristrutturata con fondi statali, sia data in concessione al Comune per avere la garanzia che qualsiasi provvedimento per favorire concessioni dannose per il territorio e l'ambiente circostante, venga ora e in futuro impedito.
 
2) A Caprera nella nota Cala Garibaldi è stato istituito un divieto di transito nella vicina strada che porta ad alcune caratteristiche spiagge dell'isola come Cala Serena e altri siti balneari vicini. Il divieto porta la firma del Ministero della Difesa con cartelli stradali che indicano lo stop perchè "zona militare". Questa rappresenta oltre a una spiacevole novità anche una conferma dei disagi e del condizionamento negativo delle autorità militari che nonostante la smobilitazione da strutture importanti per la nostra economia(vedi Arsenale), non intendono lasciare nulla del territorio agli enti pubblici comunali e regionali. Il divieto in oggetto ne è un chiaro esempio, per questo motivo continueremo ad appoggiare la richiesta di dismissone dei beni demaniali e l'applicazione dell'articolo 14 dello statuto regionale.
 
3) ma non è finita qui: anche a Tegge c'è un nuovo divieto di transito per le auto nella zona che porta alla famosa scogliera con un provvedimento della Capitaneria di Porto di La Maddalena. La fruibilità del nostro territorio diventa sempre più difficile insieme alla nosra speranza di riconvertire la nostra economia fino a quando troppi poteri ed enti continueranno a imperversare nell'isola con divieti e restrizioni di ogni tipo. 
 
Abbiamo voluto mettere in evidenza questi tre casi, non unici purtroppo, per dimostrare a chi ancora oggi non capisce perchè noi insieme al Sindaco chiediamo che ci vengano restrituite "le chiavi della città":  i fatti sono già  sufficienti per chiedere ancora con più forza che il comune di La Maddalena si appropri del suo territorio e sia libero da vincoli troppo oppressivi oltre che inutili e anacronistici. Al nuovo governo e al ministro della Difesa, tramite i nostri esponenti politici, chiederemo proprio questo perchè per noi essere al governo significa avere maggiori responsabilità e cercare di rispondere con fatti concreti alle esigenze sempre ignorate, fino a ieri, da Berlusconi e dalla destra sia alla regione che al governo nazionale.

 

 

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