| QUESTI I BENI DEMANIALI MILITARI A LA MADDALENA |
| Censimento della Regione Sardegna |
Guardia del Moro resta alla Marina Militare grazie al "servo sciocco" dei poteri forti militari : Il ministro Parisi!
Respinto il ricorso al TAR del Sindaco Comiti, danno ragione al ministro Parisi nonostante abbia violato palesemente la legge! Siamo stufi di essere presi in giro da questi "buffoni prestati alla politica"..... e meno male che questo doveva essere un governo amico! Ogni altro commento risulta superfluo: VERGOGNA!!!!
COMUNICATO
STAMPA UNITARIO DS , PDCI, PSD’AZ, PS
Il governo ha prorogato (fuori
tempo massimo) per ulteriori cinque anni la servitù militare relativa al
deposito di munizioni sottoroccia di Guardia del Moro, nell'isola di Santo
Stefano. Siamo stati, ancora una volta oggetto di decisioni che non vogliamo
(anche la Regione Sardegna aveva opposto parere sfavorevole attraverso il CoMiPa
e, impugnando il successivo decreto del Ministro, ha consentito al Presidente
Soru di partecipare al Consiglio dei Ministri del 5 c.m.. Anche il Sindaco,
presentando ricorso al TAR si è opposto all’utilizzo di Guardia del Moro)
poiché non giova all’economia che i maddalenini hanno progettato per il loro
futuro. Questo ci fa più male perché il “governo amico” ha messo da parte
le sue promesse e si è appoggiato totalmente a pareri tecnici discutibili poiché
quel sito non è servito sino ad ora alla marina, se non per stoccare armi
sequestrate, e promesso, da questa, per altri trenta anni alla Us Navy quando
gli statunitensi avevano deciso di “consolidare” la loro presenza a La
Maddalena.
Senza
contare, poi, che le nuove limitazioni imposte come servitù militare ai terreni
(63 ettari) sovrastanti l’area del deposito di Guardia del Moro, sono arrivate
quando il decreto impositivo precedente era già scaduto, quindi la servitù
attualmente non è più in vigore perciò il Deposito, senza più servitù, deve
essere
chiuso,
come previsto dalla Legge 24 dicembre 1976, n. 898 “Nuova regolamentazione
delle servitù militari”, che all’art. 10, ultimo comma, dice: “Se non
interviene decreto di conferma alla prevista scadenza, le limitazioni restano
estinte ad ogni effetto”. In conclusione la richiesta di imposizione di servitù
dovrà essere presentata e discussa ex novo, davanti al CoMiPa regionale per le
servitù militari.
Noi
partiti di centrosinistra chiediamo che sia fatta chiarezza sui tempi e sui modi
in cui è stato presentato il decreto impositivo firmato dal Ministro Parisi
poiché siamo certi che detto decreto è arrivato fuori tempo massimo (e di
questo abbiamo documentazione), ci appelliamo al Presidente della Regione, al
Sindaco, al Presidente del Parco poiché facciano valere, nelle sedi opportune,
le ragioni di questa comunità che non può permettersi una polveriera di quelle
dimensioni a pochi passi dall’abitato, nel bel mezzo di un Parco in un momento
in cui deve contare principalmente sull’ambiente per ricostruire il proprio
futuro.
DS Luca
Ronchi
PdCi Marco
Poggi, Roberto Zanchetta
Ps Francesco
Pio Palazzolo, Marina Spinetti
PSd’Az AntonioMura, Toni
Cuneo
Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara - La Maddalena
Forum:
"L'istituzione
dell'Ente Parco è positivo o meglio senza?" 

Consulta permanente del centrosinistra
Il Partito dei Comunisti Italiani e la Consulta di centrosinistra di La Maddalena esprimono la loro soddisfazione per il recente accordo stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa riguardo le dismissioni dei beni demaniali. Finalmente, come da tempo auspicato, La Maddalena ha la possibilità di iniziare il necessario percorso per realizzare la tanto sospirata riconversione economica. Lo storico obbiettivo è stato ottenuto soprattutto grazie alla tenace spinta e volontà del Presidente Renato Soru in perfetta sintonia con il centrosinistra locale,provinciale,regionale e nazionale che governano, per fortuna dei maddalenini, il paese. Questo grande successo non deve però essere considerato come punto di arrivo definitivo e non dovrà farci distrarre sugli altri obbiettivi ancora da raggiungere: infatti adesso abbiamo il dovere di sostenere il ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la sdemanializzazione delle pertinenze e dei depositi di Guardia del Moro a Santo Stefano. Siamo fortemente contrari all'ipotesi di un deposito di armi e munizioni, ventilata dalla Marina Militare Italiana, essendo completamente incompatibile con il nuovo progetto di sviluppo cantieristico navale dell’ex-Arsenale militare indispensabile per la riqualificazione e il rilancio dell’economia maddalenina. Siamo favorevoli al progetto della Regione, il quale prevede l’istituzione di bandi internazionali per individuare progetti e investitori seri e affidabili in grado di riconvertire le strutture cedute dal Ministero Difesa, in questo contesto anche il Comune di La Maddalena deve essere protagonista e parte attiva nell' esprimere le proprie indicazioni e i propri piani di sviluppo del territorio. A tal proposito una indicazione chiara deve essere espressa dal Consiglio comunale, unico organo istituzionale pienamente legittimato a rappresentare la posizione e l'opinione dei cittadini senza avventurarsi in altre assurde e inutili soluzioni, come per esempio, la proposta di un referendum consultivo, in quanto non attuabile dal punto di vista regolamentare e sicuramente non accettato dallo Stato. Inoltre questa proposta è da bocciare perchè evidentemente ha solo l'unico obbiettivo di provocare divisioni tra la comunità, oltre che una inutile spesa e perdita di tempo.
Un’altra
questione, che richiede identica fermezza, è quella della
liberazione delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della
Capitaneria di Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a
costruire la propria economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione
del proprio ambiente, non è più accettabile
che la gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare
anziché attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri
della Sardegna. Continuare a dover subire
La Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare e assistita, ha finalmente la possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso e positivo per il futuro, diventare una comunità che basa la propria esistenza sulle sue idee, forze, capacità e risorse, qualità che sappiamo di possedere anche noi.
(Gianfranco Atzeni)
Il segretario PDCI Consulta del centrosinistra
(Marco POGGI)
ATTENZIONE LEGGETE IL DOCUMENTO QUI DI SEGUITO :
" Documento unitario del centrosinistra di La Maddalena prodotto in una riunione di segreterie di sezione e mai inviato alla stampa, il motivo? La solita paura e vigliaccheria di alcune forze politiche dell'Unione (Margherita e Rifondazione) di esprimere in maniera chiara e corretta la propria posizione sul tema delle dismissioni e produrla unitariamente. Purtroppo l'egoismo e la sciocca "megalomania" quanto mai fuori luogo, di queste ottuse "scatole vuote" politiche sopra-indicate, confermano la cruda realtà della assoluta inesistenza del centrosinistra a La Maddalena. Evidentemente le precedenti "batoste" elettorali con rispettivi "trombati" sempre al loro posto (!) non hanno insegnato nulla, per quanto ci riguarda continueremo ad andare avanti senza attendere nessuna resurrezione di questi falliti e tristemente noti "fossili e dinosauri" della politica locale: La nostra ultima vittoria elettorale alle comunali del 2005 dimostrano che possiamo farne volentieri a meno!!!! "
Le
forze del Centrosinistra locale, DS, Comunisti Italiani, Progetto Sardegna e
Partito Sardo d’Azione, che in modo chiaro hanno espresso finora la propria
posizione in tema di dismissioni e futuro economico dell’arcipelago,
intendono esprimere tutta la propria soddisfazione per il recente accordo
stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa.
Come
espressione del Centrosinistra, in sintonia con la linea espressa anche a
livello federale, regionale e nazionale, intendiamo lanciare un segnale chiaro
per indicare quali devono essere, a nostro avviso, i passi da compiere per
garantire il proficuo utilizzo dei beni militari che recentemente sono tornati
nella disponibilità della comunità civile. Innanzitutto è indispensabile
sostenere, il ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la
sdemanializzazione delle pertinenze e dei depositi sottoroccia di Guardia del
Moro, a Santo Stefano. L’ipotesi di un deposito di armi, ventilata dalla
Marina Militare, è infatti incompatibile con il progetto di sviluppo
cantieristico navale dell’ ex-Arsenale militare indispensabile per la
riqualificazione dell’econimia maddalenina. Per i beni già dimessi, invece,
invitiamo l’amministrazione Comiti a concentrare i propri sforzi per
favorire il percorso che deve portare al loro riutilizzo. La strada ipotizzata
dalla Regione, che prevede l’istituzione di bandi internazionali per
individuare progetti e investitori, dovrà vedere il Comune in prima fila, in
grado di far pesare le proprie indicazioni e i propri piani di sviluppo del
territorio.
Un’altra
questione, che richiede ancora più fermezza, è quella della liberazione
delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della Capitaneria di
Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a costruire la propria
economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione del proprio ambiente,
non è più accettabile che la
gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare anziché
attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri della Sardegna.
La
Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare, ha finalmente la
possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso, e di diventare una
comunità che basa la propria esistenza sulle sue idee, forze, capacità e
risorse.
I
temi elencati in questo documento sono solo i più importanti e non certo
esaustivi di tutti quelli che sarà necessario affrontare nel prossimo futuro
ma, riteniamo, che su questi temi sia fondamentale che tutte le forze
politiche del Centrosinistra si esprimano con sufficiente chiarezza e
coraggio, e che lo facciano quanto prima. Ci attendiamo che l’attuale
Amministrazione non debba cedere il passo all’ennesimo Commissariamento,
tuttavia crediamo sia lecito iniziare a ragionare sulle possibili maggioranze
che in futuro dovranno candidarsi a sostituire l’attuale. Ebbene, a nostro
avviso non è più pensabile costruire alleanze improvvisate, limitandosi a
copiare simboli e patti appartenenti al registro nazionale della politica:
qualsiasi alleanza potrà avvenire solo con quelle forze politiche che saranno
state in grado di dichiarare apertamente da che parte stanno. L’apporto
economico dello Stato, a La Maddalena, sta per cambiare per sempre. È il
momento di dire, ai propri elettori, se si intende continuare ad evocare un
fantasma, o se si è finalmente capito che, come è cambiato il mondo, sta
cambiando anche la nostra isola.
Luca Ronchi
- Democratici di Sinistra
Marco Poggi -
Comunisti Italiani
F. Pio Palazzolo -
Progetto Sardegna
Antonio
Mura – Partito Sardo D’azione
Oggetto: dismissione dell'Arsenale militare di la Maddalena
In attesa della conferma ufficiale, possiamo anticipare la nostra piena soddisfazione per il raggiungimento di un importante e sospirato traguardo: la dismissione dell'arsenale alla regione sarda. Finalmente il nuovo governo Prodi e il ministro della Difesa Parisi hanno ascoltato e accolto la richiesta del presidente Soru e l'auspicio dell'amministrazione comunale, grazie al rispetto dell'articolo 14 dello statuto autonomo della Sardegna. Nonostante l'ostracismo del governo Berlusconi indifferente alle legittime rivendicazioni dei maddalenini e dei sardi, per nostra buona sorte sono stati mandati a casa dagli elettori al momento giusto! Adesso anche coloro come la destra, con una parte minoritaria dei Ds, Rifondazione e qualche isolato sindacalista, dovranno mettersi "l'anima in pace" e accettare questa giusta e sacrosanta decisione della cessione del sito in oggetto alla regione. Inoltre abbiamo scongiurato il pericolo di vedere decadere una struttura fondamentale per la nostra economia abbandonata dalla Marina Militare o peggio ancora affidarla a società poco affidabili con progetti poco chiari, così come probabilmente voleva il governo Berlusconi e l'ex ministro Martino. Adesso, come d'accordo, la Regione avrà la possibilità di scegliere in tempi brevi la concessione del sito con un bando internazionale tra i migliori imprenditori e società certificate, serie e responsabili con progetti reali e positivi per l'isola. In questo particolare e delicato momento di transizione il nostro pensiero prioritario và agli oltre duemila disoccupati maddalenini che non hanno mai avuto il "privilegio" e il diritto ad avere un posto di lavoro sicuro. Il triste fenomeno dell'emigrazione giovanile deve essere fermato quanto prima, oramai esistente da troppi anni, infatti i disoccupati sono stati sempre dimenticati e indifesi a causa di una insostenibile cultura egoista e menefreghista. Oltre quello di dare finalmente un futuro migliore ai giovani senza lavoro, non scordiamo di tutelare gli attuali dipendenti dell'arsenale rimasti, abbandonati e alla deriva, insieme alla struttura, dalla Marina Militare Italiana: per questi sarà necessaria una probabile ricollocazione negli altri enti del ministero difesa presenti a La Maddalena, comunque senza effettivi pericoli per la loro attuale occupazione. I prossimi tempi saranno decisivi ma siamo anche più fiduciosi perchè la partita vinta della dismissione dei beni demaniali e dell'arsenale segnano un passo avanti decisivo riguardo il passaggio da una monocultura militare e assistenzialista a una nuova riconversione dell'economia avendo la possibilità di poter usufruire del nostro territorio senza vincoli e condizionamenti. A questo proposito è necessario liberare il territorio comunale dalle eccessive competenze e sovrapposizioni di enti extra-comunali: La Maddalena in questo caso rappresenta una spiacevole anomalia continuando a non poter disporre, e di conseguenza, decidere, su oltre il 50% dell'intero territorio, per questo motivo sosteniamo la battaglia di Renato Soru per l'alleggerimento delle servitù militari in Sardegna e a La Maddalena.
Accordo di programma fra regione,Marina Militare e Comune La Maddalena



| Comunicato
: Dopo oltre un mese dalla sua emissione, (decreto ministeriale firmato
dal ministro Martino per vendita immobili beni demaniali), viene
confermato il metodo discutibile e il totale disinteresse del governo
Berlusconi di occuparsi delle esigenze della Sardegna e dei suoi
cittadini. Il decreto in oggetto nascosto durante la campagna elettorale
dagli stessi "ascari" di AN e Forza Italia locali, dimostra la
mala fede di chi, nei mesi scorsi, a cercato invano di scaricare tutte le
colpe a Soru per mascherare una reale inefficienza del governo alla
risoluzione dei problemi più importanti per
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| Comunicato 03
maggio 2006: In questi ultimi giorni abbiamo verificato presso
la specchio acqueo di Spalmatore, vicino alla nota banchina, il
posizionamento di diversi corpi morti e gavitelli da parte di una società
campana grazie al "solito" benestare della capitaneria di porto
di
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COMUNICATO DEL 11 lUGLIO 2006: Spazi Beni demaniali.