PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI - LA
MADDALENA
SEZIONE GIOVANNI DEMURTAS
Come purtroppo avevamo previsto la nuova
giunta regionale ha iniziato tradendo le roboanti promesse elettorali,
speriamo siano solo episodi isolati e non una prassi per i prossimi cinque
anni di legislatura. Premettiamo il nostro massimo rispetto nei
confronti del risultato elettorale e di conseguenza chi viene eletto deve
rappresentare tutti i cittadini senza distinzioni politiche e ideologiche,
e i primi a rispettare le istituzioni devono essere i ministri della
repubblica quando vengono a La Maddalena invece di utilizzare il loro
incarico per fini elettorali e politici: vedi lo squallido episodio del
Ministro della Difesa La Russa. Precisiamo questo in quanto il
neo-governatore e il governo nazionale hanno battuto il record di
velocità nel rimangiarsi le promesse elettorali, per esempio:
dopo anni di proclami e critiche nei confronti
della giunta Soru, proprio loro e il governo Berlusconi hanno bocciato il
finanziamento della tanto sospirata nuova strada Sassari-Olbia, nonostante
l'annunciato “favoloso” piano per
la grandi opere che avrebbe rilanciato il lavoro in Sardegna;
Il collegio unico sardo per le elezioni europee
resta un miraggio nel deserto della rappresentanza comunitaria;
dicevano che era tutta colpa di Soru ed invece
scopriamo, ma lo sapevamo già, che la crisi è internazionale e
generalizzata e che il nuovo presidente della Regione è solo un
prestanome; la Sardegna doveva tornare a sorridere invece oggi piange
più di ieri per la disoccupazione e l'impoverimento della popolazione.
Il secondo "schiaffo" per l'isola e il
suo futuro è stato servito pochi giorni fa' con il rinnovo della servitù
militare di Guardia del Moro, nonostante il parere negativo del TAR e del
CO.MI.PA e la richiesta fuori tempo massimo della Marina Militare. Una
decisione grave e penalizzante per la necessaria riconversione economica,
non una battaglia anti-militarista dei soliti "estremisti
comunisti", ma un dovere morale che deve vedere uniti tutti per il
bene del paese. Purtroppo c'è ancora chi sogna un passato che non esiste
più, dimenticando la reltà dei fatti: la Marina italiana ha pianificato
il suo graduale disimpegno per motivi strategici-militari e
soprattutto per motivi economici. Continuare con il nostalgico
assistenzialismo statale, che oramai non esiste più, risulta fuori luogo,
fuori dal tempo e rischia di compromettere in modo irreversebile il futuro
dei maddalenini. Per questo motivo stendiamo un velo pietoso nei confronti
delle deliranti dichiarazioni del consigliere comunale Ornano alla quale
diamo un utile consiglio: invece di spargere veleno e offendere chi lavora
meglio di lui in modo lealenell'amministrazione comunale, farebbe meglio
lui stesso insieme al suo degno collega Curedda, ad evitare di
rendersi irreperibile in occasione delle notifiche delle convocazioni del
consiglio comunale. Questi sono i loro metodi e il loro rispetto nei
confronti di una comunità che attende l'approvazione di deliberati
importanti, vedi le intese comune-regione, per accellerare la già citata
riconversione. Invece di blaterare ingiurie di stampo vetero-ideologiche
se non siete capaci neppure di svolgere il vostro ruolo istituzionale di
consiglieri comunali, fate un grande favore ai maddalenini: dimettetevi e
ritiratevi a vita privata, grazie!
MARCO POGGI
(segretario PDCI)
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI -
LA MADDALENA
SEZIONE GIOVANNI DEMURTAS
Come previsto la Giunta regionale ha confermato
la convenzione per la riqualificazione urbana nelle località Vaticano, ex
Sauro e Moneta, con la costruzione di nuovi alloggi grazie al finanziameto
regionale di oltre 7 milioni di euro. Con questo atto la consegna delle
nuove case avverrà entro il giugno del 2010, nel pieno rispetto della
precedente delibera regionale che non poteva certamente essere smentita.
Precisiamo questo per porre fine alle note false notizie millantate da
alcuni ex amministratori di entrambi gli schieramenti che negavano
l'evidenza dei fatti.
Confermiamo anche in questa occassione che
noi parliamo con i documenti e non con la fantasia, pertanto invitiamo chi
fino a ieri a creato ingiustificato allarmismo di avere almeno la capacità
di arrossire e chiedere scusa! La giunta regionale e il presidente Soru
stanno mantenendo tutti gli impegni e le promesse per La Maddalena, non solo
riguardo il settore degli alloggi, pertanto sono da considerare pretestuose
e prive di fondamento qualsiasi tipo di contestazione nei loro confronti.
Anche se siamo in clima elettorale invitiamo ad una maggiore serietà e
responsabilità tutte le forze politiche e sindacali, evitando di
strumentalizzare vertenze e problematiche vere con l'unico scopo di usarle
per la campagna elettorale a favore del centrodestra. Anche da questi
comportamenti poco corretti e leali si dimostra il proprio valore morale e
politico, soprattutto se si ha la pretesa di governare e amministrare
l'isola oggi o in futuro. Questo atteggiamento non giova a nessuno perchè
si ottiene solo il misero risultato di avvelenare il clima politico per
avere in cambio solo qualche momentaneo consenso in più, infatti con
la demagogia e il populismo non si contribuisce alla rinascita e
riconversione economica, ma solo inutile perdite di energie e tempo
prezioso: sarebbe molto più utile impegnarsi in maniera seria e unitaria ad
accellerare questo epocale cambiamento e guardare alle esigenze di tutta la
comunità maddalenina senza i soliti egoismi. Non a caso in questo paese da almeno
vent'anni esiste il dramma della disoccupazione giovanile, di
coloro che non hanno mai avuto un posto di lavoro, dei precari a vita o
peggio ancora costretti al lavoro in nero o sottopagati: quanti di chi oggi
agita lo spettro della crisi e del catastrofismo si sono mai interessati dei
nostri giovani disoccupati? Nessuno, perchè questo paese deve imparare a
ragionare come una vera comunità, ampliare e aprire il proprio orizzonte
per il benessere di tutti e non di pochi privilegiati. Nel limite delle
nostre possibilità abbiamo sempre cercato il dialogo bi-partisan senza
trucchi o secondi fini, ma salvo rare eccezzioni (vedi alcuni documenti
unitari con La Destra), questo appello non è mai stato recepito,
probabilmente perchè è più semplice svolgere il ruolo di guastatore che
quello di costruire un futuro diverso e migliore per La Maddalena.
MARCO POGGI
PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
Ancora una volta torniamo sull'argomento delle servitù
militari nel nostro arcipelago per ribadire la nostra totale solidarietà e
sostegno all'azione dell'amministrazione comunale e regionale riguardo
l'ingombrante presenza della Marina Militare a "Guardia del Moro".
Questa battaglia deve essere vinta perchè, altrimenti, rischia di
compromettere la delicata e necessaria riconversione economica dell'isola. I
motivi di questa lotta sono diversi, tutti importanti e certificati dalla
realtà e dalla legalità, infatti il Ministero della Difesa ha
presentato in ritardo la richiesta per la proroga quinquennale della servitù
a Santo Stefano e pertanto "se non interviene decreto di conferma
alla prevista scadenza, le limitazioni restano estinte a ogni effetto”, e il
decreto è stato rinnovato dopo la scadenza della servitù. Inoltre questo
ingiustificato accanimento verso questo sito risulta inspiegabile visto che
secondo un documento riservato della Us Navy firmato il 5 marzo 2005 dal
comandante delle forze navali statunitensi in Europa Harry Ulrich III, la
Marina italiana voleva “regalare” Guardia del Moro agli americani mentre
stranamente oggi lo ritiene strategico per la difesa nazionale. Una grave
contraddizione antistorica e fuori dai tempi, una sorte di "a volte
ritornano" senza logica e fortemente penalizzante per la comunità
maddalenina, perchè frena le legittime speranze e progetti
legati allo sviluppo di un’economia fondata su un turismo ecocompatibile,
inoltre un deposito munizioni costituisce
«un grave pericolo per l’incolumità e la sicurezza delle popolazioni
locali». In questa battaglia dobbiamo riscontrare il silenzio
assordante di chi dovrebbe essere il primo ad alzare la voce, cioè un
ente di tutela ambientale come il Parco, ma evidentemente il presidente
Bonanno e il suo cda è impegnato solamente a fare demagogia e populismo con
proclami e promesse nel patetico tentetivo di limitare la sicura
"batosta" in occasione dell'imminente consultazione popolare!
Comunque tutto ciò deve fare riflettere i cittadini per comprendere meglio
chi lotta e lavora per il futuro del paese e chi invece crea vincoli e ingessa
tale ripresa, come alcune forze politiche che ritengono più importante
svolgere l'effimero ruolo di "servi di partito" invece che
unitariamente guardare verso le legittime prospettive di un paese che ha
voltato pagina senza rimpianti e nostalgie legate ad un passato che non tornerà
più. Il PDCI è stato e sempre sarà al fianco degli interessi dei cittadini
e del loro auspicio di avere finalmente la legittima possibilità di gestire
il proprio territorio e il proprio futuro senza vincoli e senza padroni
con o senza stellette.
MARCO POGGI
Guardia del Moro resta alla Marina
Militare grazie al "servo sciocco" dei poteri forti militari : Il
ministro Parisi!
Respinto il ricorso al TAR del Sindaco Comiti,
danno ragione al ministro Parisi nonostante abbia violato palesemente la
legge! Siamo stufi di essere presi in giro da questi "buffoni prestati
alla politica"..... e meno male che questo doveva essere un governo
amico! Ogni altro commento risulta superfluo: VERGOGNA!!!!
COMUNICATO
STAMPA UNITARIO DS , PDCI, PSD’AZ, PS
Il governo ha prorogato (fuori
tempo massimo) per ulteriori cinque anni la servitù militare relativa al
deposito di munizioni sottoroccia di Guardia del Moro, nell'isola di Santo
Stefano. Siamo stati, ancora una volta oggetto di decisioni che non vogliamo
(anche la Regione Sardegna aveva opposto parere sfavorevole attraverso il CoMiPa
e, impugnando il successivo decreto del Ministro, ha consentito al Presidente
Soru di partecipare al Consiglio dei Ministri del 5 c.m.. Anche il Sindaco,
presentando ricorso al TAR si è opposto all’utilizzo di Guardia del Moro)
poiché non giova all’economia che i maddalenini hanno progettato per il loro
futuro. Questo ci fa più male perché il “governo amico” ha messo da parte
le sue promesse e si è appoggiato totalmente a pareri tecnici discutibili poiché
quel sito non è servito sino ad ora alla marina, se non per stoccare armi
sequestrate, e promesso, da questa, per altri trenta anni alla Us Navy quando
gli statunitensi avevano deciso di “consolidare” la loro presenza a La
Maddalena.
Senza
contare, poi, che le nuove limitazioni imposte come servitù militare ai terreni
(63 ettari) sovrastanti l’area del deposito di Guardia del Moro, sono arrivate
quando il decreto impositivo precedente era già scaduto, quindi la servitù
attualmente non è più in vigore perciò il Deposito, senza più servitù, deve
essere
chiuso,
come previsto dalla Legge 24 dicembre 1976, n. 898 “Nuova regolamentazione
delle servitù militari”, che all’art. 10, ultimo comma, dice: “Se non
interviene decreto di conferma alla prevista scadenza, le limitazioni restano
estinte ad ogni effetto”. In conclusione la richiesta di imposizione di servitù
dovrà essere presentata e discussa ex novo, davanti al CoMiPa regionale per le
servitù militari.
Noi
partiti di centrosinistra chiediamo che sia fatta chiarezza sui tempi e sui modi
in cui è stato presentato il decreto impositivo firmato dal Ministro Parisi
poiché siamo certi che detto decreto è arrivato fuori tempo massimo (e di
questo abbiamo documentazione), ci appelliamo al Presidente della Regione, al
Sindaco, al Presidente del Parco poiché facciano valere, nelle sedi opportune,
le ragioni di questa comunità che non può permettersi una polveriera di quelle
dimensioni a pochi passi dall’abitato, nel bel mezzo di un Parco in un momento
in cui deve contare principalmente sull’ambiente per ricostruire il proprio
futuro.
DS Luca
Ronchi
PdCi Marco
Poggi, Roberto Zanchetta
Ps Francesco
Pio Palazzolo, Marina Spinetti
PSd’Az AntonioMura, Toni
Cuneo
Partito dei Comunisti
Italiani - sez. Che Guevara - La Maddalena
In occasione dell'audizione alla
Commissione Difesa, svolta nei giorni scorsi, il Ministro dell'Ambiente ha
deciso di ostacolare il passaggio dei beni demaniali alla regione,
tutelando di fatto gli interessi dello Stato e dell'Ente Parco. Questa
disdicevole operazione potrebbe causare ulteriori difficoltà al paese che
ha l'urgente necessità di poter disporre delle strutture non più
utilizzate dal Ministero Difesa. Siamo fortemente preoccupati e contrari a
questa ingombrante ingerenza dell'Ente Parco, anche perchè queste strutture
devono essere riconvertite immediatamente per dare occupazione e sviluppo
alla nostra isola grazie ai progetti di investimento. Purtroppo questa
posizione del Ministro dell'Ambiente rischia di vanificare il duro e
complesso sforzo della regione e del comune di La Maddalena, quando oramai
l'obbiettivo delle dismissioni era quasi arrivato a buon fine. Inoltre siamo
contrari al passaggio dei beni all'ente Parco perchè dubitiamo che lo
stesso abbia come obbiettivo quello di favorire una urgente
riconversione economica, anzi questa intrusione fuori programma potrebbe
scoraggiare chi vorrebbe finalmente investire a La Maddalena. Probabilmente
è questo il vero obbiettivo dello Stato che tramite il ministero
dell'ambiente non vuole restituire la gestione del territorio al comune
continuando a ingessare il paese e il suo sviluppo economico. Inoltre
risulta incomprensibile e poco coerente l'atteggiamento dell'ente Parco che
a parole proclama la volontà di collaborare con le istituzioni comunali e
regionali, poi di fatto esercita una dannosa contrapposizione ricorrendo
all'Avvocatura di Stato per i beni demaniali, atto molto più grave e ostile
del ricorso al Tar contro i PPR poi ritirato dal commissario Bonanno
appena nominato. Il problema della presenza dell'ente Parco non cambia
a seconda della gestione politica dello stesso ma rimane identico, siamo
stati e continueremo ad essere convinti che un passo avanti nei rapporti tra
i due enti sarebbe semplificato da una variazione della legge che deve far
coincidere la carica del sindaco con quella del presidente del parco.
Posizione in passato anche di Renato Soru che poi si è smentito
da solo quando ultimamente ha provveduto alla nomina del presidente
Bonanno d'accordo con il ministero, senza coinvolgere e informare il
Comune di La Maddalena con la solita decisione calata dall'alto. Siamo
curiosi di sapere se anche in questa occasione, dopo aver servilmente difeso
il metodo dell'elezione del nuovo presidente del Parco, anche adesso DS,Margherita,Rifondazione,
Udeur e progetto sardegna avranno la stessa supina posizione allo stop del
ministero dell'ambiente nelle dismissioni dei beni demaniali, dimostrando
incoerenza e disarmante pochezza politica. Per quanto ci riguarda
manifesteremo in tutte le sedi opportune la nostra opposizione a qualsiasi
tipo di decisione che possa ostacolare la riconversione economica del paese e le
dismissione del beni demaniali, indipendentemente dagli opportunismi
politici locali di basso profilo morale.
MARCO POGGI
(segretario PDCI)
Forum:
"L'istituzione
dell'Ente Parco è positivo o meglio senza?" 

Partito dei Comunisti
Italiani - sez. Che Guevara - La Maddalena
Esprimiamo piena soddisfazione e
il massimo sostegno all'iniziativa del Sindaco Comiti che ha deciso di
presentare ricorso al TAR contro il rinnovo della servitù militare presso
Guardia del Moro a Santo Stefano. Finalmente il comune di La Maddalena passa
dalle parole ai fatti concreti per tutelare e difendere il territorio e
garantire la sua inevitabile riconversione economica. L'ostacolo della
Marina Militare Italiana e del Ministro della Difesa Parisi a questo nostro
diritto di gestire le strutture non più utilizzate, sono da considerare
fuori dalla realtà odierna e oramai storicamente ingiustificato. Ribadiamo
con dispiacere l'ennesima dimostrazione di scarsa attenzione e rispetto per
La Maddalena e il suo epocale cambiamento in atto, soprattutto da parte del
governo nazionale che sta continuando a non mantenere nessuna promessa
di impegno come quest'ultima operazione del Ministro Parisi ha
purtroppo confermato. Per questo motivo sosteniamo anche il ricorso al
consiglio dei Ministri del presidente Soru che insieme al risorso al Tar del
Sindaco Comiti risultano gli unici a continuare a lottare per il futuro
dell'isola, contro vincoli senza senso e dannosi per la nostra economia.
Queste istituzioni avranno sempre il pieno sostegno del PDCI riguardo
le azioni indicate, ma purtroppo continua a mancare quello delle altre
forze politiche del centrosinistra vittime, loro malgrado, di una classe
dirigente locale inesistente e servile supinamente alle segreterie
regionali e nazionali. Un esempio di quanto affermiamo è il risultato di un
tentativo fallito in partenza di una sterile e inadeguata iniziativa
politica come purtroppo si è rilevata la tanto "strombazzata"
cabina di regia il quale non si ha più avuto notizie della sua effettiva
esistenza e attività. Se questo è il loro impegno per La Maddalena
dobbiamo fortemente preoccuparci e imparare a non contare sul sostegno
politico nè del governo e tantomeno dei partiti che lo sostengono, ma
solamente sulle nostre forze e sulla volontà di una popolazione che
deve ritrovare unità e orgoglio per troppi anni sopiti e incantati da
false promesse.
Il segretario
(Marco Poggi)
Partito dei Comunisti
Italiani sez. Che Guevara
Consulta
permanente del centrosinistra
Il
Partito dei Comunisti Italiani e la Consulta di centrosinistra di La
Maddalena esprimono la loro soddisfazione per il recente accordo
stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa riguardo le dismissioni
dei beni demaniali. Finalmente, come da tempo auspicato, La Maddalena ha la
possibilità di iniziare il necessario percorso per realizzare la tanto
sospirata riconversione economica. Lo storico obbiettivo è stato ottenuto
soprattutto grazie alla tenace spinta e volontà del Presidente Renato
Soru in perfetta sintonia con il centrosinistra locale,provinciale,regionale
e nazionale che governano, per fortuna dei maddalenini, il paese. Questo
grande successo non deve però essere considerato come punto di arrivo
definitivo e non dovrà farci distrarre sugli altri obbiettivi ancora da
raggiungere: infatti adesso abbiamo il dovere di sostenere il
ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la sdemanializzazione delle
pertinenze e dei depositi di Guardia del Moro a Santo Stefano. Siamo
fortemente contrari all'ipotesi di un deposito di armi e munizioni,
ventilata dalla Marina Militare Italiana, essendo completamente incompatibile
con il nuovo progetto di sviluppo cantieristico navale
dell’ex-Arsenale militare indispensabile per la riqualificazione e il
rilancio dell’economia maddalenina. Siamo favorevoli al
progetto della Regione, il quale prevede l’istituzione di
bandi internazionali per individuare progetti e investitori seri e
affidabili in grado di riconvertire le strutture cedute dal Ministero
Difesa, in questo contesto anche il Comune di La Maddalena deve
essere protagonista e parte attiva nell' esprimere le proprie
indicazioni e i propri piani di sviluppo del territorio. A tal proposito una
indicazione chiara deve essere espressa dal Consiglio comunale, unico organo istituzionale pienamente
legittimato a rappresentare la posizione e l'opinione dei cittadini senza
avventurarsi in altre assurde e inutili soluzioni, come per esempio, la
proposta di un referendum consultivo, in quanto non attuabile dal punto di
vista regolamentare e sicuramente non accettato dallo Stato. Inoltre questa
proposta è da bocciare perchè evidentemente ha solo l'unico obbiettivo di
provocare divisioni tra la comunità, oltre che una inutile spesa e perdita
di tempo.
Un’altra
questione, che richiede identica fermezza, è quella della
liberazione delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della
Capitaneria di Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a
costruire la propria economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione
del proprio ambiente, non è più accettabile
che la gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare
anziché attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri
della Sardegna. Continuare a dover subire
questo vincolo penalizzante per il nostro territorio, attualmente
risulta anacronistico e fuori dalla realtà in cui viviamo.
La
Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare e assistita, ha
finalmente la possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso e positivo
per il futuro, diventare una comunità che basa la propria esistenza
sulle sue idee, forze, capacità e risorse, qualità che sappiamo di
possedere anche noi.
(Gianfranco Atzeni)
Il segretario PDCI
Consulta del centrosinistra
(Marco POGGI)
ATTENZIONE
LEGGETE IL DOCUMENTO QUI DI SEGUITO :
"
Documento unitario del centrosinistra di La Maddalena prodotto in una riunione
di segreterie di sezione e mai inviato alla stampa, il motivo? La solita paura
e vigliaccheria di alcune forze politiche dell'Unione (Margherita e
Rifondazione) di esprimere in maniera chiara e corretta la propria posizione
sul tema delle dismissioni e produrla unitariamente. Purtroppo l'egoismo e la
sciocca "megalomania" quanto mai fuori luogo, di queste ottuse
"scatole vuote" politiche sopra-indicate, confermano la cruda
realtà della assoluta inesistenza del centrosinistra a La Maddalena.
Evidentemente le precedenti "batoste" elettorali con rispettivi
"trombati" sempre al loro posto (!) non hanno insegnato nulla, per
quanto ci riguarda continueremo ad andare avanti senza attendere nessuna
resurrezione di questi falliti e tristemente noti "fossili e
dinosauri" della politica locale: La nostra ultima vittoria elettorale
alle comunali del 2005 dimostrano che possiamo farne volentieri a meno!!!!
"
Le
forze del Centrosinistra locale, DS, Comunisti Italiani, Progetto Sardegna e
Partito Sardo d’Azione, che in modo chiaro hanno espresso finora la propria
posizione in tema di dismissioni e futuro economico dell’arcipelago,
intendono esprimere tutta la propria soddisfazione per il recente accordo
stipulato tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa.
Come
espressione del Centrosinistra, in sintonia con la linea espressa anche a
livello federale, regionale e nazionale, intendiamo lanciare un segnale chiaro
per indicare quali devono essere, a nostro avviso, i passi da compiere per
garantire il proficuo utilizzo dei beni militari che recentemente sono tornati
nella disponibilità della comunità civile. Innanzitutto è indispensabile
sostenere, il ricorso della Regione Sardegna, per ottenere, la
sdemanializzazione delle pertinenze e dei depositi sottoroccia di Guardia del
Moro, a Santo Stefano. L’ipotesi di un deposito di armi, ventilata dalla
Marina Militare, è infatti incompatibile con il progetto di sviluppo
cantieristico navale dell’ ex-Arsenale militare indispensabile per la
riqualificazione dell’econimia maddalenina. Per i beni già dimessi, invece,
invitiamo l’amministrazione Comiti a concentrare i propri sforzi per
favorire il percorso che deve portare al loro riutilizzo. La strada ipotizzata
dalla Regione, che prevede l’istituzione di bandi internazionali per
individuare progetti e investitori, dovrà vedere il Comune in prima fila, in
grado di far pesare le proprie indicazioni e i propri piani di sviluppo del
territorio.
Un’altra
questione, che richiede ancora più fermezza, è quella della liberazione
delle coste dal demanio marittimo e quindi dal controllo della Capitaneria di
Porto. Nel momento in cui questa città si appresta a costruire la propria
economia sulla nautica, il turismo e la valorizzazione del proprio ambiente,
non è più accettabile che la
gestione delle coste debba passare attraverso un ufficio militare anziché
attraverso la Regione, come capita per tutti i comuni costieri della Sardegna.
La
Maddalena, dopo parecchi decenni di economia militare, ha finalmente la
possibilità di trasformarsi in qualcosa di diverso, e di diventare una
comunità che basa la propria esistenza sulle sue idee, forze, capacità e
risorse.
I
temi elencati in questo documento sono solo i più importanti e non certo
esaustivi di tutti quelli che sarà necessario affrontare nel prossimo futuro
ma, riteniamo, che su questi temi sia fondamentale che tutte le forze
politiche del Centrosinistra si esprimano con sufficiente chiarezza e
coraggio, e che lo facciano quanto prima. Ci attendiamo che l’attuale
Amministrazione non debba cedere il passo all’ennesimo Commissariamento,
tuttavia crediamo sia lecito iniziare a ragionare sulle possibili maggioranze
che in futuro dovranno candidarsi a sostituire l’attuale. Ebbene, a nostro
avviso non è più pensabile costruire alleanze improvvisate, limitandosi a
copiare simboli e patti appartenenti al registro nazionale della politica:
qualsiasi alleanza potrà avvenire solo con quelle forze politiche che saranno
state in grado di dichiarare apertamente da che parte stanno. L’apporto
economico dello Stato, a La Maddalena, sta per cambiare per sempre. È il
momento di dire, ai propri elettori, se si intende continuare ad evocare un
fantasma, o se si è finalmente capito che, come è cambiato il mondo, sta
cambiando anche la nostra isola.
Luca Ronchi
- Democratici di Sinistra
Marco Poggi -
Comunisti Italiani
F. Pio Palazzolo -
Progetto Sardegna
Antonio
Mura – Partito Sardo D’azione
Partito dei Comunisti Italiani -
sez. Che Guevara - La Maddalena
Oggetto: dismissione
dell'Arsenale militare di la Maddalena
In
attesa della conferma ufficiale, possiamo anticipare la nostra piena
soddisfazione per il raggiungimento di un importante e sospirato traguardo: la
dismissione dell'arsenale alla regione sarda. Finalmente il nuovo governo Prodi
e il ministro della Difesa Parisi hanno ascoltato e accolto la richiesta del
presidente Soru e l'auspicio dell'amministrazione comunale, grazie al rispetto
dell'articolo 14 dello statuto autonomo della Sardegna. Nonostante l'ostracismo
del governo Berlusconi indifferente alle legittime rivendicazioni dei
maddalenini e dei sardi, per nostra buona sorte sono stati mandati a casa
dagli elettori al momento giusto! Adesso anche coloro come la destra, con una
parte minoritaria dei Ds, Rifondazione e qualche isolato sindacalista, dovranno
mettersi "l'anima in pace" e accettare questa giusta e sacrosanta
decisione della cessione del sito in oggetto alla regione. Inoltre abbiamo
scongiurato il pericolo di vedere decadere una struttura fondamentale per la
nostra economia abbandonata dalla Marina Militare o peggio ancora affidarla a
società poco affidabili con progetti poco chiari, così come probabilmente
voleva il governo Berlusconi e l'ex ministro Martino. Adesso, come d'accordo, la
Regione avrà la possibilità di scegliere in tempi brevi la concessione del
sito con un bando internazionale tra i migliori imprenditori e società
certificate, serie e responsabili con progetti reali e positivi per l'isola. In
questo particolare e delicato momento di transizione il nostro pensiero
prioritario và agli oltre duemila disoccupati maddalenini che non hanno mai
avuto il "privilegio" e il diritto ad avere un posto di lavoro sicuro.
Il triste fenomeno dell'emigrazione giovanile deve essere fermato quanto prima,
oramai esistente da troppi anni, infatti i disoccupati sono stati sempre
dimenticati e indifesi a causa di una insostenibile cultura egoista e
menefreghista. Oltre quello di dare finalmente un futuro migliore ai giovani
senza lavoro, non scordiamo di tutelare gli attuali dipendenti dell'arsenale
rimasti, abbandonati e alla deriva, insieme alla struttura, dalla Marina
Militare Italiana: per questi sarà necessaria una probabile ricollocazione
negli altri enti del ministero difesa presenti a La Maddalena, comunque senza
effettivi pericoli per la loro attuale occupazione. I prossimi tempi saranno
decisivi ma siamo anche più fiduciosi perchè la partita vinta della
dismissione dei beni demaniali e dell'arsenale segnano un passo avanti decisivo
riguardo il passaggio da una monocultura militare e assistenzialista a una nuova
riconversione dell'economia avendo la possibilità di poter usufruire del nostro
territorio senza vincoli e condizionamenti. A questo proposito è necessario
liberare il territorio comunale dalle eccessive competenze e sovrapposizioni di
enti extra-comunali: La Maddalena in questo caso rappresenta una spiacevole
anomalia continuando a non poter disporre, e di conseguenza, decidere, su oltre
il 50% dell'intero territorio, per questo motivo sosteniamo la battaglia
di Renato Soru per l'alleggerimento delle servitù militari in Sardegna e
a La Maddalena.
Partito dei Comunisti Italiani -
sezione Ernesto Che Guevara -
In riferimento alle ultime
polemiche riguardo il futuro degli alloggi demaniali e dei suoi inquilini,
sentiamo il dovere di intervenire per fare chiarezza e per onore della
verità. Questo problema noi del PDCI lo conosciamo bene perchè
lo stiamo seguendo e affrontando da diversi anni, prima anche della
nascita di qualsiasi comitato, con incontri e richieste che hanno sempre avuto
un unico obbiettivo: quello di far applicare l'intesa tra Comune, Regione e
Marina Militare, e di lasciare le case agli attuali
inquilini cedendole agli stessi in modo da diventarne i
legittimi proprietari. Siamo stati sempre contrari ad altre soluzioni e anche
oggi ribadiamo questa posizione, che rappresenta anche la linea
dell'amministrazione su questo tema. Pertanto è completamente falso
attribuire altre soluzioni da parte del Sindaco, il progetto di voler
abbattere le attuali abitazioni di moneta per costruire un nuovo quartiere
residenziale era un ipotesi proposta dal presidente Soru che non ha avuto,
però, il consenso dell'amministrazione. Naturalmente
non si può condannare o impedire la facoltà di Renato Soru di
esprimere una sua idea su questo tema, nè l'opinione personale di un
esponente della maggioranza che è libero anche di essere d'accordo su tale
proposta. Ma la posizione del Sindaco e di questa amministrazione non è
mai stata favorevole a questo progetto, che infatti è rimasto tale,
anzi nei ripetuti e successivi incontri con la giunta regionale è stata
ribadita la volontà di procedere nell'applicazione dell'accordo di programma
precedentemente indicato. Questa è la sola verità, tutto il resto
risulta scorretto e falso, da parte di chi non avendo argomenti validi per
creare polemiche nei confronti dell'amministrazione, cerca ad ogni costo di
strumentalizzare qualsiasi argomento anche sulla "pelle" dei
cittadini. Evidentemente questi signori, in passato hanno già dimostrato di
non essere capaci ad amministrare e ora dimostrano di non essere capaci
neanche a svolgere il ruolo di opposizione seria e costruttiva. I
cittadini direttamente interessati al problema degli alloggi demaniali possono
restare tranquilli perchè nessuno ha intenzione di radere al suolo le loro
case per trasferirli in piccoli appartamenti, questo pensiero catastrofico
oltre ad essere privo di fondamento rappresenta solo il "rigurgito"
disperato di chi oramai è stato sconfitto e mandato a casa dagli elettori, e
presto subirà lo stesso destino anche all'interno dei partiti di
appartenenza.
Marco Poggi
(segretario
sezione)
Accordo di programma fra
regione,Marina Militare e Comune La Maddalena



| Comunicato
: Dopo oltre un mese dalla sua emissione, (decreto ministeriale firmato
dal ministro Martino per vendita immobili beni demaniali), viene
confermato il metodo discutibile e il totale disinteresse del governo
Berlusconi di occuparsi delle esigenze della Sardegna e dei suoi
cittadini. Il decreto in oggetto nascosto durante la campagna elettorale
dagli stessi "ascari" di AN e Forza Italia locali, dimostra la
mala fede di chi, nei mesi scorsi, a cercato invano di scaricare tutte le
colpe a Soru per mascherare una reale inefficienza del governo alla
risoluzione dei problemi più importanti per
La Maddalena. Nel
caso del decreto del ministro Martino è un chiaro esempio di malgoverno e
nessun rispetto delle istituzioni regionali e locali. Anche in questo caso
siamo al fianco del presidente Soru e chiediamo la rigorosa applicazione
dell'articolo 14 dello statuto regionale e sicuramente farà altrettanto
il sindaco Comiti. Questo ennesimo tentativo di"colpo di mano"
però non sortirà nessun effetto: infatti è servito a smascherare il
basso livello politico-amministrativo del Ministro e del suo degno
sottosegretario Cicu, il quale si ricorda di essere sardo e dell'esistenza
della Sardegna e dei maddalenini solo durante la campagna elettorale.
Fortunatamente questi signori ora toglieranno il disturbo, nonostante la
caccia alle streghe della destra che in modo irresponsabile e scorretto
continua a denunciare "brogli" che saranno presto smentiti dai
fatti. Le istituzioni regionali e locali finalmente avranno un
interlocutore serio e leale per poter affrontare e risolvere questioni
più urgenti che ci riguardano, prima tra tutte la riconversione
dell'Arsenale. Abbiamo il dovere di diffidare di società fantasma,
favorite dall'ex governo Berlusconi, ma affidare un progetto di così
vitale importanza a imprenditori seri e qualificati con progetti reali
senza sogni astratti e false promesse. Per questo motivo bisogna
pretendere chiarezza e trasparenza, quello che fino a oggi per esempio non
ha fornito
la GIEE
, società con più ombre che luci e con troppi misteri e segreti: senza
personalità giuridica, senza iscrizione al registro delle imprese, senza
referenti reali, con misteriosa cordata di imprenditori senza nome. La
riconversione dell'Arsenale è troppo importante per il futuro dell'isola
e sicuramente a tutt'oggi tra i pretendenti non si può fare a meno di
prediligere il progetto dell'Aga Khan per le garanzie e la validità che
l'imprenditore ha sempre fornito, non con le chiacchere, ma con fatti
reali e documentati :
la Costa Smeralda
ne è un chiaro esempio!
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| Comunicato 03
maggio 2006: In questi ultimi giorni abbiamo verificato presso
la specchio acqueo di Spalmatore, vicino alla nota banchina, il
posizionamento di diversi corpi morti e gavitelli da parte di una società
campana grazie al "solito" benestare della capitaneria di porto
di
La Maddalena. Contro
questa autorizzazione si è già espresso in modo sfavorevole il
consiglio comunale e la giunta attuale il 22 Giugno 2005 e anche la
precedente amministrazione Giudice aveva espresso parere negativo nella
primavera del 2004. Pertanto chiediamo una forte opposizione a questo atto
di arroganza della capitaneria di porto che senza informare, scavalcando e
ignorando il parere delle amministrazioni locali con tanto di delibere di
giunta, consente tali progetti penalizzanti per la comunità
maddalenina. Il sindaco Comiti ha già richiesto l'intervento delle
autorità competenti per fermare questo atto, che potrebbe causare
gravi danni ambientali alle vicine spiagge. Pertanto, oltre che
sostenere questa posizione, esprimiamo totale dissenso verso questo
atteggiamento dell'autorità militare che ancora una volta
dimostra ingerenza e insensibilità verso il territorio senza il
minimo rispetto dell'istituzione comunale. Per questo motivo chiederemo
alla regione e al nuovo governo nazionale un intervento deciso affinchè
tali spiacevoli situazioni, penalizzanti per
La Maddalena
e la sua immagine turistico-ambientale, cessino al più presto e
definitivamente, con competenze precise nella gestione del territorio
senza dover subire i "capricci"
del comandante di turno della capitaneria di porto di
La Maddalena
o di altro ente militare e non. Infine visto che questo caso riguarda
anche la salvaguardia delle spiagge e dell'ambiente attendiamo che
anche il Parco esprima doverosamente il proprio parere
negativo e intervenga immediatamente per rendere credibile l'esistenza di
tale ente.
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COMUNICATO
DEL 11 lUGLIO 2006: Spazi Beni demaniali.
Vogliamo porre
all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni comunali e
dell'ente Parco alcuni nuovi casi di impedimenti e divieti di transito
effettuato dalla Capitaneria di Porto e del Ministero della Difesa:
1) la concessione della
Capitameria di porto di La Maddalena presso la baia di Spalmatore è oramai
una triste realtà, già denunciata nei mesi scorsi anche dal Sindaco,
ancora in attesa di un intervento delle autorità competenti, ribadiamo la
nostra ferma protesta nei confronti di tale provvedimento penalizzante per i
maddalenini e i turisti che rischiano di non poter più fruire delle
splendide spiagge vicine perchè seriamente in pericolo visto la volontà di
voler trasformare quella zona in un molo di attracco per natanti di ogni
tipo con l'aggiunta di gavitelli e boe per ormeggiare. Il sito in questione
deve rimanere quello di origine solo per uso balneare, senza divieti e
impedimenti di nessun tipo. Vogliamo che Spalmatore, ristrutturata con fondi
statali, sia data in concessione al Comune per avere la garanzia che
qualsiasi provvedimento per favorire concessioni dannose per il territorio e
l'ambiente circostante, venga ora e in futuro impedito.
2) A Caprera
nella nota Cala Garibaldi è stato istituito un divieto di transito
nella vicina strada che porta ad alcune caratteristiche spiagge dell'isola
come Cala Serena e altri siti balneari vicini. Il divieto porta la firma del
Ministero della Difesa con cartelli stradali che indicano lo stop perchè
"zona militare". Questa rappresenta oltre a una spiacevole novità
anche una conferma dei disagi e del condizionamento negativo delle autorità
militari che nonostante la smobilitazione da strutture importanti
per la nostra economia(vedi Arsenale), non intendono lasciare nulla del
territorio agli enti pubblici comunali e regionali. Il divieto in
oggetto ne è un chiaro esempio, per questo motivo continueremo ad
appoggiare la richiesta di dismissone dei beni demaniali e l'applicazione
dell'articolo 14 dello statuto regionale.
3) ma non è finita
qui: anche a Tegge c'è un nuovo divieto di transito per le auto
nella zona che porta alla famosa scogliera con un provvedimento della
Capitaneria di Porto di La Maddalena. La fruibilità del nostro territorio
diventa sempre più difficile insieme alla nosra speranza di riconvertire la
nostra economia fino a quando troppi poteri ed enti continueranno a
imperversare nell'isola con divieti e restrizioni di ogni tipo.
Abbiamo voluto mettere
in evidenza questi tre casi, non unici purtroppo, per dimostrare a chi
ancora oggi non capisce perchè noi insieme al Sindaco chiediamo che ci
vengano restrituite "le chiavi della città": i fatti sono
già sufficienti per chiedere ancora con più forza che il comune di
La Maddalena si appropri del suo territorio e sia libero da vincoli troppo
oppressivi oltre che inutili e anacronistici. Al nuovo governo e al ministro
della Difesa, tramite i nostri esponenti politici, chiederemo proprio
questo perchè per noi essere al governo significa avere maggiori
responsabilità e cercare di rispondere con fatti concreti alle esigenze
sempre ignorate, fino a ieri, da Berlusconi e dalla destra sia alla
regione che al governo nazionale.