Cronaca e storia della base Usa di S. Stefano dal '72 a oggi:

Azione alla base nucleare della Maddalena. azione di Greenpeace contro la base Usa di S. Stefano nel 1988

                           Gli Americani a La Maddalena               

  Il piano di evacuazione in caso di incidente nucleare  

Vialebasi.net su "Base Usa di S. Stefano"

Base USA go home: ancora misteri e bugie!

Annuncio e reazioni sulla smobilitazione della base USA

Sindaco Tutti insieme costruiremo il futuro dell'Isola

Radiazioni e tumori

Il radiochimico Fastame bacchetta l'ammiraglio

Indagine Ue sulla Base Usa

Potremmo anche diventare una pattumiera di scorie nucleari

Gli Usa boicottano i lavoratori

C'è un'altro ricorso degli ambientalisti sulla Base Usa

Le reazioni dell'intervento Ue sulla base Usa

Radioattività la Regione apre un inchiesta

Polemica tra Cnr e Legambiente al Senato Ora si indaghi sul plutonio

Subito pubblico il piano di emergenza

Base Usa continuano le audizioni in senato

Sulla base Usa bisogna chiedere la verità su tutto

Un indagine vera sui tumori

Contro i tumori serve monitoraggio e informazione

Salta l'incontro tra Soru e l'ambasciatore Usa

Radioattività un radiochimico mette in dubbio le indagini della Asl

Rilevato il piano di emergenza antinucleare

Ci saranno meno americani nell'isola

scende di nuovo in campo la donna che denuncerà Bush

Emergenza nucleare i dubbi restano

Fissata l'udienza per salvare i il referendum sulla Base Usa

Soru Gli americani vadano via dall'isola

Il Piano di evacuazione è necessario

Il piano di emergenza fantasma

Maddalena ha il suo piano di emergenza

Intervista del Manifesto al neo Sindaco Comiti

Sambler sui confini delle basi decidono solo i governi

 Emergenza in caso di incidente

Soru rivela contro le radiazioni pc degli anni '80

Dessì come Soru americani a casa

Vent'anni fa arrivavano i Pacifisti antiamericani

Un libro sul pericolo delle basi militari

Assurda perquisizione dei militari americani a due giovani maddalenini

Soru Americani vi amo ma senza le stellette

Assalto di Legambiente a Santo Stefano

La silenziosa espansione dello Zio Sam

Soru L'Ambasciatore Usa dovrà dare spiegazioni

Soru non sono antiamericano, ma devono andar via

Base Usa lo Stato italiano sul banco degli imputati

Emergenza nucleare presentato il piano

Soru ingannato dall'Ambasciatore Usa

Gli Usa La Sardegna ci è ostile, dobbiamo fare propaganda

I piani segreti dell'Us Navi incendiano il clima politico

Il piano di emergenza sarà reso pubblico a ottobre

Arsenale, ecco la truffa USA

I Ds polemici sull'ampliamento della Base Usa

I piani segreti dello zio Sam

Stanziati 18 milioni per l'assistenza ai sottomarini

Problemi politici ci costringono a far presto

Il piano Usa per l'Arsenale non piace ai commercianti

La Maddalena l'isola dove c'è ancora la guerra fredda

Base Usa un Vertice nazionale

Il sindaco chiede l'allontanamento della base Usa

Consiglio provinciale smantellate le basi militari

Soru questo è il momento giusto per mandar via gli americani

Gli Usa erano pronti al ritiro

Pochi controlli sulle armi degli alleati

Petizione di firme contro gli americani

Dateci la libertà per disegnare il nostro futuro

I corsi a Palau contro le basi

Il Sindaco Pensiamo a un futuro senza gli Usa

L'Unione Europea impone lo stop all'ecomostro Usa

Sabato la manifestazione di protesta organizzata dall'Irs a Palau

Asse sardo-corsa contro la base Usa

Referendum sulla Base Usa a giorni la decisione Del TAR

Il Piano di Emergenza rigettato a larga maggioranza

Santo Stefano già sotto assedio di offerte

I sommergibili verranno allontanati da Santo Stefano

Fra un anno la Base Usa passerà ai sardi

Corsa a riconvertire gli stabili che erano in affitto agli Usa

Soru vogliamo far rinascere quest'isola

Santo Stefano gli americani hanno fatto riaprire il cantiere

Escalation di tumori e leucemie

Secondo stop ai lavori Usa

Trent'anni con la base Usa, i conti con la grande illusione

Us Navy impegno ad armonizzare il ritiro

Base Usa nessuno stop ai lavori

Il Governo Usa blocca i lavori a Santo Stefano

Base Usa Soru fermate quei lavori. Non sono autorizzati

Radiazioni e tumori

Sindaco Tutti insieme costruiremo il futuro dell'Isola

Cronache del 2006

Il Pentagono in Italia

Cronaca e storia della base Usa di S. Stefano dal '72 a oggi:

                                      Gli Americani a La Maddalena         

 

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Subito pubblico il piano di emergenza

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Ci saranno meno americani nell'isola

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Soru Gli americani vadano via dall'isola

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Il piano di emergenza fantasma

Maddalena ha il suo piano di emergenza

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            Emergenza in caso di incidente

Soru rivela contro le radiazioni pc degli anni '80

Dessì come Soru americani a casa

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Assurda perquisizione dei militari americani a due giovani maddalenini

Soru Americani vi amo ma senza le stellette

Assalto di Legambiente a Santo Stefano

La silenziosa espansione dello Zio Sam

Soru L'Ambasciatore Usa dovrà dare spiegazioni

Soru non sono antiamericano, ma devono andar via

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Problemi politici ci costringono a far presto

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Base Usa un Vertice nazionale

Il sindaco chiede l'allontanamento della base Usa

Consiglio provinciale smantellate le basi militari

Soru questo è il momento giusto per mandar via gli americani

Gli Usa erano pronti al ritiro

Pochi controlli sulle armi degli alleati

Petizione di firme contro gli americani

Dateci la libertà per disegnare il nostro futuro

I corsi a Palau contro le basi

Il Sindaco Pensiamo a un futuro senza gli Usa

L'Unione Europea impone lo stop all'ecomostro Usa

Sabato la manifestazione di protesta organizzata dall'Irs a Palau

Asse sardo-corsa contro la base Usa

Referendum sulla Base Usa a giorni la decisione Del TAR

Il Piano di Emergenza rigettato a larga maggioranza

Santo Stefano già sotto assedio di offerte

I sommergibili verranno allontanati da Santo Stefano

Fra un anno la Base Usa passerà ai sardi

Corsa a riconvertire gli stabili che erano in affitto agli Usa

Soru vogliamo far rinascere quest'isola

Santo Stefano gli americani hanno fatto riaprire il cantiere

Escalation di tumori e leucemie

Secondo stop ai lavori Usa

Trent'anni con la base Usa, i conti con la grande illusione

Us Navy impegno ad armonizzare il ritiro

Base Usa nessuno stop ai lavori

Il Governo Usa blocca i lavori a Santo Stefano

Base Usa Soru fermate quei lavori. Non sono autorizzati

Radiazioni e tumori

Sindaco Tutti insieme costruiremo il futuro dell'Isola

Cronache del 2006

 

 

 

 

              Base USA go home!                                   

            


Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara
 
 
Dopo la conferma ufficiale della data del ritorno a casa della base americana di Santo Stefano, il futuro dell'isola dovrà essere privo di vincoli e pesanti condizionamenti da parte delle servitù militari. Per tutta la Sardegna libera e pacifista questo rappresenta un bellissimo momento storico degno di essere vissuto, non si può sognare un ritorno al passato perchè il percorso della storia non si ferma, ora finalmente abbiamo l'opportunità di essere protagonisti del nostro futuro. Questo cambiamento produce naturalmente anche molte paure e perplessità, logiche per una comunità abituata a vivere sempre senza avere  mai avuto la possibilità di decidere o almeno essere informata su quello che succedeva nel  territorio, come quando nel 1972 arrivarono i militari americani imponendoci   questa presenza senza conoscere ancora oggi i segreti accordi e il motivo, ma si diceva ai maddalenini e ai sardi che queste erano decisioni più grandi di noi da non poter discutere o contrastare. Adesso che la base USA ha deciso di trasferirsi in altre zone strategicamente più utili, abbiamo il diritto di essere soddisfatti per questo evento epocale che consentirà alle nuove generazioni e ai nostri figli di vivere senza pericoli e paure riguardo la salute, la sicurezza e la trasparenza nell'essere informati su quello che succede nell'isola senza misteri e segreti da nascondere. Non bisogna rimpiangere questa occupazione militare straniera del nostro territorio perchè il benessere promesso 34 anni fa' è esistito solo per pochi, infatti i dati impietosamente realisti confermano il fallimento di un economia assistita basata sulle servitù militare: oltre duemila disoccupati, giovani da sempre costretti a emigrare per motivi di lavoro, attività economica stagnante, terziario quasi inesistente e mai nato veramente, un economia e un livello di occupazione in piena crisi, non da oggi, ma da almeno vent'anni! Pertanto, tutti coloro che non hanno mai conosciuto il diritto di avere un posto di lavoro sicuro, come i precari, i disoccupati, e i giovani che in buona parte rappresentiamo, guardano con gioia e rinnovata fiducia questo cambiamento. Abbiamo il dovere di impegnarci tutti per costruire un nuovo paese libero da condizionamenti, riappropriarsi del territorio comunale per troppo tempo ostaggio di interessi militari oggi non più ammissibili. Sono già arrivate nei tavoli del Comune e della Regione diverse proposte di investimenti da perte di privati perchè abbiamo la fortuna di possedere un fantastico patrimonio turistico-ambientale fino a oggi ingessato, per questo motivo dobbiamo chiedere con forza insieme all'amministrazione comunale e regionale la dismissione dei beni demaniali compreso l'Arsenale. Siamo confortati dai recenti incontri tra il ministro della difesa Parisi e il presidente Soru, e dalla promessa di cedere tutti i beni non più utili alla Marina Italiana, ora attendiamo fiduciosi che queste promesse vengano presto mantenute perchè si tratta di un primo passo importante verso la riconversione economica di La Madalena. In questa fase è necessario l'apporto e il contributo di tutti, naturalmente comprese le istituzioni, con lo Stato che ha il dovere di facilitare questo passaggio con le dismissioni prime indicate, con la proroga della legge già esistente riguardo la garanzia dei dipendenti della base Usa per il mantenimento dei loro posti di lavoro. I maddalenini compresi la maggior parte degli stessi dipendenti della base usa, hanno preso coscienza di questo cambiamento e sono pronti a viverlo positivamente e con la necessaria fiducia e determinazione senza rimpianti e guardando solo avanti. Auspichiamo che chi ancora vuole strumentalizzare e giocare il ruolo del disfattista a oltranza, solo per motivi vetero-ideologici o per opportunismo politico, siano sempre meno e senza seguito alcuno, come merita chi in modo demagogico e scorretto continua a demonizzare il ruolo dell'aminmistrazione comunale e regionale, e di quelle forze politiche come la nostra, che hanno legittimamente e coerentemente lottato per arrivare a questo traguardo necessario per il futuro del paese e nell'interesse di tutta al comunità e non solo di una minima parte della popolazione.

 

 

 martedì 29 novembre 2005

  Smobilitazione della base USA

 
 
La smobilitazione della base USA è oramai una  realtà,quindi la nostra iniziale diffidenza non ha più ragione di esistere, ora è giunto il momento di affrontare la storica realtà. Premesso che siamo sempre stati contro la presenza della base americana e che non rinneghiamo nulla riguardo  questa battaglia,anzi  rifaremo con orgoglio  tutto e anche di più se necessario, ora però è il  momento di essere uniti dimenticando il passato per affrontare questa sfida, finalmente, come una comunità degna di questo nome. Il più grosso errore storico commesso è stato quello di essersi per troppo tempo adagiati sull'economia assistita statale, siamo stati impreparati dopo la chiusura  dell'Arsenale della M.M.Italiana e il ridimensionamento e il trasferimento degli altri enti del Ministero Difesa, che è sempre stato il traino principale della nostra economia. Abbiamo perso oltre mille buste paga da questo taglio, ma nonostante questo il  paese non ha capito che era necessario subito un drastico cambiamento economico. Purtroppo si è rimasti immobili sperando che gli stipendi storicamente garantiti dalla Marina  Italiana fossero assorbiti dalla base americana e ultimamente anche dal Parco, altri errori imperdonabili!
Sbagliato considerare posti fissi quelli presso la base USA, infatti loro stessi fin dal primo giorno in cui sbarcarono a Santo Stefano precisarono che la loro presenza era da  considerare a tempo determinato per esigenze strategico-militari, quindi assolutamente niente di permanente e garantito. Oggi per questo immobilismo siamo in ritardo rispetto ai comuni della Gallura, i quali  hanno capito, anche per necessità,  l'importanza strategia di puntare ad una economia basata sul turismo.  Naturalmente saremo in prima linea per difendere i 180 dipendenti, lo abbiamo già fatto quando nel nostro programma elettorale concordato con il sindaco, abbiamo sempre specificato che l'allontanamento della base era prioritaria insieme alla garanzia della difesa dei dipendenti italiani. Ora stiamo perseguendo questa emergenza,e con il necessario aiuto della regione e dello stato, riusciremo a raggiungere questo traguardo, pertanto non bisogna auto-flagellarsi o piangersi addosso inutilmente perchè questo paese ha tutte le potenzialità per rinascere e ritornare a essere il  paese guida della Gallura. Per questo siamo profondamente indignati per i giudizi catastrofici espressi nei nostri riguardi con troppa leggerezza e irresponsabilità dal Sindaco di Olbia Nizzi e dal Presidente del Parco Cualbu, entrambi farebbero meglio a chiedere scusa ai maddaleni:  per la non richiesta ingerenza riguardo Nizzi, e per il fallimento della sua gestione riguardo Cualbu.Dobbiamo essere fiduciosi e reagire senza rassegnarsi ad un malaugurante futuro senza speranza, siamo una cittadinanza che ha le capacità e le intelligenze giuste per smentire chi in modo scorretto ci dà per spacciati. Pertanto condanniamo chi, come la destra, tenta di speculare sulla legittima preoccupazione dei dipendenti maddalenini per cercare consensi e  creare nemici basandosi su grossolane bugie. Ci appelliamo alla maturità, al senso di responsabilità,dei cittadini, delle forze politiche, delle associazioni, affinchè si lasci da parte la campagna elettorale, le inutili e futili critiche all'amministrazione,gli interessi di partito e le ideologie. E' sbagliato e poco serio additare come nemici del paese il sindaco e il presidente Soru, anzi abbiamo bisogno e pretendiamo il massimo sostegno da quest'ultimi, perchè in un  momento delicato come questo i  maddalenini non hanno bisogno di polemiche e ripicche di nessun tipo. Il Sindaco merita di essere sostenuto e incoraggiato perchè ha già dimostrato la forza e il coraggio necessari  per  affrontare qualsiasi emergenza: ora con la stessa determinazione con la quale Angelo Comiti ha condotto la sua battaglia sacrosanta e legittima per l'allontanamento della base nucleare e dei suoi pericoli, siamo certi che affronterà con la stessa passione e coraggio un'altra battaglia più importante e affascinante allo stesso tempo: cambiare pagina radicalmente riguardo la nostra tipologia economica, difendere fino all'ultimo dipendente maddalenino attualmente impiegato presso la base americana, conoscere immediatamente il futuro dell'Arsenale militare, rifondare la gestione dell'ente Parco con dirigenti più capaci, e tanto altro ancora neessario per il bene del paese. Tutti insieme senza futili polemiche abbiamo la possibilità di far decollare l'arcipelago per garantire un futuro migliore ai nostri figli senza pericoli, senza ricatti, ma liberi di sciegliere il  nostro destino, perchè ora tocca solo a noi rimboccarci le maniche come non abbiamo  mai fatto in precedenza e dimostrare che La Maddalena ha  tutte le capacità e possibilità di rinascere più forte di prima senza assistenzialismo statale e  monocultura militare. Non è più un sogno ma una realtà, dipende solo da noi e dalla capacità di smetterla con le solite faide personali, l'egoismo, il menefreghismo e gli interessi personali che hanno per troppo tempo penalizzato il nostro paese., 
 

                                                                         

 

 25 novembre 2005

Partito dei Comunisti Italiani –Sez. Che Guevara – la Maddalena

L’annuncio sul presunto accordo tra il Governo USA e Italiano, sancito dai rispettivi Ministri della Difesa, sull’allontanamento dei sommergibili dalla base di S. Stefano rappresenta una piacevole novità. Esprimiamo una moderata soddisfazione, perché prima di esultare attendiamo la fondatezza e i dettagli di tale accordo. In questo momento non bisogna assolutamente mollare la battaglia sull’allontanamento definitivo della base americana. Infatti il Governo Berlusconi e il Ministro Martino, purtroppo, hanno già dimostrato la loro totale inaffidabilità su questo tema (e non solo) , con varie omissioni e bugie. Bisogna essere prudenti ed evitare facili trionfalismi fino a quando non seguiranno fatti concreti, il primo dei quali deve essere svolto dal Ministro della Difesa che deve riferire e spiegare al Parlamento e alle istituzioni locali , come e quando se ne andranno i sommergibili a propulsione nucleare dal nostro arcipelago. Non si tratta di eccessiva diffidenza ma di sano realismo: come possiamo fidarci di chi come il Governo Usa non ha esitato ad ingannare il mondo intero presentando all’ ONU false prove per scatenare una sanguinosa guerra in Iraq? Come possiamo fidarci di chi, come Berlusconi e lo stesso Martino, in periodi di campagna elettorale come questo, si lascia andare a roboanti promesse, poi mantenute? Invitiamo il fronte unito e compatto dei partiti dell’Unione e delle associazioni a continuare le iniziative già programmate , come quella di completare la raccolta firme su questo tema e raggiungere l’obbiettivo di superare le 3.000 adesioni. Comunque sia, dobbiamo doverosamente rendere i giusti meriti alla Giunta Regionale, Provinciale e al Sindaco Comiti per la sensibilità dimostrata su questo argomento. Il compagno Angelo Comiti è stato l’unico Sindaco ad avere il coraggio e la responsabilità di schierarsi senza indugi contro la presenza della Base Usa di S. Stefano. Un eventuale allontanamento del pericolo costante rappresentato dai sommergibili nucleari e di conseguenza della base militare Usa sarà un indimenticabile e storico merito di questo Sindaco e di questa Amministrazione,che nessuno potrà permettersi di offuscare o sminuire, affinché per la nostra isola questo giorno diventi un nuovo 25 aprile di liberazione!   

   

                                                                                                              

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Paura inquinamento
Gli Usa se ne andranno da La Maddalena.
Un sommergibile militareTutto ha avuto inizio nell’ottobre del 2003, quando una forte esplosione, avvenuta intorno alle 11 della sera, ha fatto sobbalzare gli abitanti dell'isola. Il primo pensiero, quello principale, è andato alla base Usa che distava poco dalle loro abitazioni, e che nel corso del tempo aveva dato preoccupazioni alla popolazione. Di fronte alla richiesta di spiegazioni, le autorità si sono giustificate dicendo che l’esplosione era dovuta a un terremoto con epicentro in Corsica (che effettivamente era stato registrato, ma in un orario diverso). Ma la verità molto probabilmente  era un’altra.
Un sommergibile nucleare statunitense, l’Hartford, che si trovava di passaggio nelle acque davanti alla base di Santo Stefano, poteva aver avuto un incidente.
Il Pentagono confermò la notizia solo molto tempo dopo l’accaduto. Considerando che il sommergibile nucleare in questione, come tutti i sommergibili nucleari del resto, portava al suo interno barre di uranio, la preoccupazione delle organizzazioni ambientaliste si è fatta sempre maggiore.
La voglia di verità su quanto era successo spinse alcuni subacquei del Wwf a immergersi vicino alla base Usa e a prelevare alcune specie di alghe per verificare lo stato di inquinamento delle acque. Dopo una consultazione con una nota associazione ambientalista della Corsica viene deciso di inviare i campioni raccolti al Criirad, un noto istituto indipendente francese specializzato in controlli nucleari, che per prima cosa nota come le autorità non abbiano fatto svolgere delle analisi complete.
 
La base Usa alla MaddalenaInquinamento sì, inquinamento no. I risultati fanno paura. In alcune alghe, recuperate dai fondali marini, vengono trovate tracce di uranio e torio 234 di molto superiori rispetto alla media. Ma la cosa che fa rabbrividire anche analisti così esperti è la presenza di plutonio 239, un prodotto artificiale, fatto dall’uomo e che in natura non esiste. Dalla Criirad hanno richiesto all’ambasciata Usa i dati relativi alle analisi delle acque realizzate prima dell’arrivo dei soldati statunitensi in Sardegna, per poterle paragonare con quelle attuali. Purtroppo però i dati non sono stati forniti all’istituto francese e quindi non sono stati confrontati.Inoltre, alla richiesta del Criid sullo smaltimento dei rifiuti tossici nucleari prodotti dalla Base non è seguita alcuna risposta. 
 
Un panorama sardoDall’isola. “Siamo molto contenti per quello che ci è capitato – dicono gli abitanti della Maddalena – e stiamo raccogliendo le firme con una petizione. Chiediamo che quello che era un punto di approdo non diventi una nuova base, che gli Usa lascino in maniera definitiva e programmata in un periodo congruo e certo quest’isola, che i livelli occupazionali di chi lavora nelle strutture Usa vengano garantiti e che ‘l’arsenale’ possa divenire a breve un nuovo polo di sviluppo economico per la Sardegna e per La Maddalena in particolare”.
Una volta risolto il problema inquinamento c’è da trovare soluzione ad un problema che riguarda tutta la popolazione. Dove si ricollocheranno i lavoratori che erano occupati all’interno della base Usa? E che fine faranno le strutture che hanno ospitato l’esercito di Washington? L’economia portata dagli statunitensi come verrà sostituita?
Per quanto riguarda il ricollocamento dei lavoratori pare che non ci siano grandi problemi: probabilmente saranno impiegati in nuove imprese (forse a livello turistico) che prenderanno il posto delle vecchie strutture utilizzate dai militari, fanno sapere gli amministratori comunali e ragionali. I progetti già ci sono (si parla addirittura dell’intervento dell’Aga Khan), come la sostituzione dell’ospedale militare con un grandioso centro diagnostico, un’università del mare e un porto d’attracco per grandi imbarcazioni. Adesso i maddalenini vedono le il loro futuro un po’ più roseo.
Fonti:
La 7 tvriia

C
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Partito dei Comunisti Italiani - sez. Che Guevara
 
 
Dopo la conferma ufficiale della data del ritorno a casa della base americana di Santo Stefano, il futuro dell'isola dovrà essere privo di vincoli e pesanti condizionamenti da parte delle servitù militari. Per tutta la Sardegna libera e pacifista questo rappresenta un bellissimo momento storico degno di essere vissuto, non si può sognare un ritorno al passato perchè il percorso della storia non si ferma, ora finalmente abbiamo l'opportunità di essere protagonisti del nostro futuro. Questo cambiamento produce naturalmente anche molte paure e perplessità, logiche per una comunità abituata a vivere sempre senza avere  mai avuto la possibilità di decidere o almeno essere informata su quello che succedeva nel  territorio, come quando nel 1972 arrivarono i militari americani imponendoci   questa presenza senza conoscere ancora oggi i segreti accordi e il motivo, ma si diceva ai maddalenini e ai sardi che queste erano decisioni più grandi di noi da non poter discutere o contrastare. Adesso che la base USA ha deciso di trasferirsi in altre zone strategicamente più utili, abbiamo il diritto di essere soddisfatti per questo evento epocale che consentirà alle nuove generazioni e ai nostri figli di vivere senza pericoli e paure riguardo la salute, la sicurezza e la trasparenza nell'essere informati su quello che succede nell'isola senza misteri e segreti da nascondere. Non bisogna rimpiangere questa occupazione militare straniera del nostro territorio perchè il benessere promesso 34 anni fa' è esistito solo per pochi, infatti i dati impietosamente realisti confermano il fallimento di un economia assistita basata sulle servitù militare: oltre duemila disoccupati, giovani da sempre costretti a emigrare per motivi di lavoro, attività economica stagnante, terziario quasi inesistente e mai nato veramente, un economia e un livello di occupazione in piena crisi, non da oggi, ma da almeno vent'anni! Pertanto, tutti coloro che non hanno mai conosciuto il diritto di avere un posto di lavoro sicuro, come i precari, i disoccupati, e i giovani che in buona parte rappresentiamo, guardano con gioia e rinnovata fiducia questo cambiamento. Abbiamo il dovere di impegnarci tutti per costruire un nuovo paese libero da condizionamenti, riappropiarsi del territorio comunale per troppo tempo ostaggio di interessi militari oggi non più ammissibili. Sono già arrivate nei tavoli del Comune e della Regione diverse proposte di investimenti da perte di privati perchè abbiamo la fortuna di possedere un fantastico patrimonio turistico-ambientale fino a oggi ingessato, per questo motivo dobbiamo chiedere con forza insieme all'amministrazione comunale e regionale la dismissione dei beni demaniali compreso l'Arsenale. Siamo confortati dai recenti incontri tra il ministro della difesa Parisi e il presidente Soru, e dalla promessa di cedere tutti i beni non più utili alla Marina Italiana, ora attendiamo fiduciosi che queste promesse vengano presto mantenute perchè si tratta di un primo passo importante verso la riconversione economica di La Madalena. In questa fase è necessario l'apporto e il contributo di tutti, naturalmente comprese le istituzioni, con lo Stato che ha il dovere di facilitare questo passaggio con le dismissioni prime indicate, con la proroga della legge già esistente riguardo la garanzia dei dipendenti della base Usa per il mantenimento dei loro posti di lavoro. I maddalenini compresi la maggior parte degli stessi dipendenti della base usa, hanno preso coscienza di questo cambiamento e sono pronti a viverlo positivamente e con la necessaria fiducia e determinazione senza rimpianti e guardando solo avanti. Auspichiamo che chi ancora vuole strumentalizzare e giocare il ruolo del disfattista a oltranza, solo per motivi vetero-ideologici o per opportunismo politico, siano sempre meno e senza seguito alcuno, come merita chi in modo demagogico e scorretto continua a demonizzare il ruolo dell'aminmistrazione comunale e regionale, e di quelle forze politiche come la nostra, che hanno legittimamente e coerentemente lottato per arrivare a questo traguardo necessario per il futuro del paese e nell'interesse di tutta al comunità e non solo di una minima parte della popolazione.

 

 

 martedì 29 novembre 2005

  Smobilitazione della base USA

 
 
La smobilitazione della base USA è oramai una  realtà,quindi la nostra iniziale diffidenza non ha più ragione di esistere, ora è giunto il momento di affrontare la storica realtà. Premesso che siamo sempre stati contro la presenza della base americana e che non rinneghiamo nulla riguardo  questa battaglia,anzi  rifaremo con orgoglio  tutto e anche di più se necessario, ora però è il  momento di essere uniti dimenticando il passato per affrontare questa sfida, finalmente, come una comunità degna di questo nome. Il più grosso errore storico commesso è stato quello di essersi per troppo tempo adagiati sull'economia assistita statale, siamo stati impreparati dopo la chiusura  dell'Arsenale della M.M.Italiana e il ridimensionamento e il trasferimento degli altri enti del Ministero Difesa, che è sempre stato il traino principale della nostra economia. Abbiamo perso oltre mille buste paga da questo taglio, ma nonostante questo il  paese non ha capito che era necessario subito un drastico cambiamento economico. Purtroppo si è rimasti immobili sperando che gli stipendi storicamente garantiti dalla Marina  Italiana fossero assorbiti dalla base americana e ultimamente anche dal Parco, altri errori imperdonabili!
Sbagliato considerare posti fissi quelli presso la base USA, infatti loro stessi fin dal primo giorno in cui sbarcarono a Santo Stefano precisarono che la loro presenza era da  considerare a tempo determinato per esigenze strategico-militari, quindi assolutamente niente di permanente e garantito. Oggi per questo immobilismo siamo in ritardo rispetto ai comuni della Gallura, i quali  hanno capito, anche per necessità,  l'importanza strategia di puntare ad una economia basata sul turismo.  Naturalmente saremo in prima linea per difendere i 180 dipendenti, lo abbiamo già fatto quando nel nostro programma elettorale concordato con il sindaco, abbiamo sempre specificato che l'allontanamento della base era prioritaria insieme alla garanzia della difesa dei dipendenti italiani. Ora stiamo perseguendo questa emergenza,e con il necessario aiuto della regione e dello stato, riusciremo a raggiungere questo traguardo, pertanto non bisogna auto-flagellarsi o piangersi addosso inutilmente perchè questo paese ha tutte le potenzialità per rinascere e ritornare a essere il  paese guida della Gallura. Per questo siamo profondamente indignati per i giudizi catastrofici espressi nei nostri riguardi con troppa leggerezza e irresponsabilità dal Sindaco di Olbia Nizzi e dal Presidente del Parco Cualbu, entrambi farebbero meglio a chiedere scusa ai maddaleni:  per la non richiesta ingerenza riguardo Nizzi, e per il fallimento della sua gestione riguardo Cualbu.Dobbiamo essere fiduciosi e reagire senza rassegnarsi ad un malaugurante futuro senza speranza, siamo una cittadinanza che ha le capacità e le intelligenze giuste per smentire chi in modo scorretto ci dà per spacciati. Pertanto condanniamo chi, come la destra, tenta di speculare sulla legittima preoccupazione dei dipendenti maddalenini per cercare consensi e  creare nemici basandosi su grossolane bugie. Ci appelliamo alla maturità, al senso di responsabilità,dei cittadini, delle forze politiche, delle associazioni, affinchè si lasci da parte la campagna elettorale, le inutili e futili critiche all'amministrazione,gli interessi di partito e le ideologie. E' sbagliato e poco serio additare come nemici del paese il sindaco e il presidente Soru, anzi abbiamo bisogno e pretendiamo il massimo sostegno da quest'ultimi, perchè in un  momento delicato come questo i  maddalenini non hanno bisogno di polemiche e ripicche di nessun tipo. Il Sindaco merita di essere sostenuto e incoraggiato perchè ha già dimostrato la forza e il coraggio necessari  per  affrontare qualsiasi emergenza: ora con la stessa determinazione con la quale Angelo Comiti ha condotto la sua battaglia sacrosanta e legittima per l'allontanamento della base nucleare e dei suoi pericoli, siamo certi che affronterà con la stessa passione e coraggio un'altra battaglia più importante e affascinante allo stesso tempo: cambiare pagina radicalmente riguardo la nostra tipologia economica, difendere fino all'ultimo dipendente maddalenino attualmente impiegato presso la base americana, conoscere immediatamente il futuro dell'Arsenale militare, rifondare la gestione dell'ente Parco con dirigenti più capaci, e tanto altro ancora neessario per il bene del paese. Tutti insieme senza futili polemiche abbiamo la possibilità di far decollare l'arcipelago per garantire un futuro migliore ai nostri figli senza pericoli, senza ricatti, ma liberi di sciegliere il  nostro destino, perchè ora tocca solo a noi rimboccarci le maniche come non abbiamo  mai fatto in precedenza e dimostrare che La Maddalena ha  tutte le capacità e possibilità di rinascere più forte di prima senza assistenzialismo statale e  monocultura militare. Non è più un sogno ma una realtà, dipende solo da noi e dalla capacità di smetterla con le solite faide personali, l'egoismo, il menefreghismo e gli interessi personali che hanno per troppo tempo penalizzato il nostro paese., 
 

 

 25 novembre 2005

Partito dei Comunisti Italiani –Sez. Che Guevara – la Maddalena

L’annuncio sul presunto accordo tra il Governo USA e Italiano, sancito dai rispettivi Ministri della Difesa, sull’allontanamento dei sommergibili dalla base di S. Stefano rappresenta una piacevole novità. Esprimiamo una moderata soddisfazione, perché prima di esultare attendiamo la fondatezza e i dettagli di tale accordo. In questo momento non bisogna assolutamente mollare la battaglia sull’allontanamento definitivo della base americana. Infatti il Governo Berlusconi e il Ministro Martino, purtroppo, hanno già dimostrato la loro totale inaffidabilità su questo tema (e non solo) , con varie omissioni e bugie. Bisogna essere prudenti ed evitare facili trionfalismi fino a quando non seguiranno fatti concreti, il primo dei quali deve essere svolto dal Ministro della Difesa che deve riferire e spiegare al Parlamento e alle istituzioni locali , come e quando se ne andranno i sommergibili a propulsione nucleare dal nostro arcipelago. Non si tratta di eccessiva diffidenza ma di sano realismo: come possiamo fidarci di chi come il Governo Usa non ha esitato ad ingannare il mondo intero presentando all’ ONU false prove per scatenare una sanguinosa guerra in Iraq? Come possiamo fidarci di chi, come Berlusconi e lo stesso Martino, in periodi di campagna elettorale come questo, si lascia andare a roboanti promesse, poi mantenute? Invitiamo il fronte unito e compatto dei partiti dell’Unione e delle associazioni a continuare le iniziative già programmate , come quella di completare la raccolta firme su questo tema e raggiungere l’obbiettivo di superare le 3.000 adesioni. Comunque sia, dobbiamo doverosamente rendere i giusti meriti alla Giunta Regionale, Provinciale e al Sindaco Comiti per la sensibilità dimostrata su questo argomento. Il compagno Angelo Comiti è stato l’unico Sindaco ad avere il coraggio e la responsabilità di schierarsi senza indugi contro la presenza della Base Usa di S. Stefano. Un eventuale allontanamento del pericolo costante rappresentato dai sommergibili nucleari e di conseguenza della base militare Usa sarà un indimenticabile e storico merito di questo Sindaco e di questa Amministrazione,che nessuno potrà permettersi di offuscare o sminuire, affinché per la nostra isola questo giorno diventi un nuovo 25 aprile di liberazione!